{"id":100133,"date":"2020-07-15T15:25:31","date_gmt":"2020-07-15T13:25:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=100133"},"modified":"2020-07-28T11:32:11","modified_gmt":"2020-07-28T09:32:11","slug":"luigi-zuccheri","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/07\/15\/luigi-zuccheri\/","title":{"rendered":"Luigi Zuccheri, \u2018na lengua mia, una pittura nostra"},"content":{"rendered":"\n<p>Luigi Zuccheri nasce il 13 marzo 1904 a Gemona del Friuli. Frequenta il ginnasio a Udine e il liceo classico a Venezia; conclusi gli studi liceali, segue lezioni private di pittura in entrambe le citt\u00e0 da due diversi maestri. Il percorso biografico di Zuccheri attraversa una geografia che si suddivide tra il Friuli &#8211; il palazzo di famiglia si trova a San Vito al Tagliamento &#8211; e Venezia, nonch\u00e9 Parigi (l\u2019artista vi compie un viaggio di formazione nel 1929-30) e Firenze, dove Zuccheri acquista un podere sul finire degli anni Quaranta stringendo amicizia con Giorgio De Chirico.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[Qui il link a <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/mmxx.uno\/\" target=\"_blank\">MMXX<\/a>, artist-run space a Milano, che ha recentemente mostrato le opere di Luigi Zuccheri. Il testo che state leggendo introduce il catalogo della mostra; ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>San Vito al Tagliamento dista ottanta chilometri da Caporetto e pochi chilometri in pi\u00f9 dal Piave; \u00e8 dunque, quello del giovane Zuccheri, un nido di nobili che vive tra la natura e la trincea. Negli anni della maturit\u00e0 l\u2019orrore non d\u00e0 tregua, Zuccheri \u00e8 ricercato durante l\u2019occupazione nazista. Per tutta la vita, il pittore oscilla tra una gaiezza che lo porta a sconvolgere il proprio ambiente domestico per tramutare ogni oggetto in scultura e una profonda cupezza. Poich\u00e9 l\u2019opera di Zuccheri e la sua stessa persona sono spesso stati tacciati di anacronismo da una cultura tesa a riconoscere un\u2019unica faccia del Novecento, quella del novecentismo appunto, per avvicinarlo \u00e8 utile ripartire dal suo tempo e soprattutto dai suoi luoghi, il Friuli e il Veneto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/34_luigi_zuccheri-1-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Temporale con insetti e figure umane), 1950\/55, tempera on board, 40x45 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100186\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Temporale con insetti e figure umane)<\/em>, 1950\/55, tempera on board, 40&#215;45 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Que rien ne pouvait le rendre ridicule<\/strong><\/em><\/h3>\n\n\n\n<p>Nel mese e nell\u2019anno in cui Zuccheri nasce, a Venezia si consuma un amore non corrisposto. Il rivoluzionario pittore anglo-tedesco Walter Sickert, conosciuto nella cultura popolare per essere tra i principali sospetti nell\u2019identificazione di Jack lo Squartatore, s\u2019innamora di Maria Luisa Fortuny, sorella del celebre Mariano. Maria Luisa \u00e8 famosa per allevare ratti e dormire su una sedia anzich\u00e9 su un letto, e offre decisi rifiuti all\u2019avvenente pittore; Sickert \u00e8 innamorato a tal punto da scrivere centinaia di lettere ai colleghi spagnoli in Francia chiedendo disperatamente d\u2019intercedere a suo favore. Grazie a queste lettere, la fama del corteggiamento si spande per tutta Europa fino ad arrivare alle orecchie di Degas il quale non ride ma, in virt\u00f9 della grande amicizia nutrita per Sickert, risponde: \u00ab<em>Que rien ne pouvait le rendre ridicule<\/em>\u00bb. Sickert \u00e8 un ottimo esempio per figurarsi il quadro della Venezia frequentata da un pittore d\u2019alto rango agli inizi del secolo. Ai <em>tea party<\/em> di San Vio il giovin pittore incontra impressionisti londinesi ritiratisi ad Asolo quali Frances James o ritrattisti in viaggio alla volta dell\u2019India come Mister Ward, conversa con la Principessa di Thurn und Taxis e ammira tre giovani sorelle, le Montalba, edotte nell\u2019uso della camera chiara. La Biennale, inaugurata nel 1895, celebra lo sposalizio tra pennellate inglesi, tedesche, francesi, spagnole e venete; ma quindici anni dopo, quando Zuccheri raggiunge le acque della laguna, quel mondo \u00e8 gi\u00e0 svanito, sfumato nei bagliori della citt\u00e0, lasciando in eredit\u00e0 una rete d\u2019influenze decadute, che nulla possono contro la solidit\u00e0 d\u2019idee e forme del novecentismo. Il maestro veneziano dello Zuccheri ad esempio, Alessandro Milesi, \u00e8 un artista di genere dominato da numerosi ascendenti pittorici, teso alla riproduzione di una realt\u00e0 che si vuole verista e risulta sentimentalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Figuratevi nel pensiero cento cognomi di pittori vissuti in Veneto e Friuli nei primi decenni del XX secolo: anime permeabili, scisse tra le proprie radici e le mode europee. Lasciano in eredit\u00e0 vedute tonali ed elegiache di borghi e marine nonch\u00e9 ritratti talvolta sensuali di paesani e accoliti, aguzzati dalla Secessione, schiariti dall\u2019Impressionismo, indirizzati al verismo dei Macchiaioli, nel languore della poesia decadente, nella malinconia della letteratura crepuscolare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/51_luigi_zuccheri-2-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Bagnante con pesce e uccelli marini), 1950\/55, tempera on board, 40x45 cm.\" class=\"wp-image-100170\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Bagnante con pesce e uccelli marini)<\/em>, 1950\/55, tempera on board, 40&#215;45 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Luigi Zuccheri, piccolezze, monumentalit\u00e0 e tecniche<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>All\u2019interno di questo panorama si forma lo Zuccheri che, saldo alla terra, seppe raggiungere esiti ben differenti. Nei dipinti d\u2019et\u00e0 matura s\u2019avvicendano sullo sfondo piccoli uomini intenti in faccende rurali, mentre grandi animali, ortaggi, fiori sono posti in un ambiguo primo piano della composizione, cos\u00ec che lo spettatore possa interrogarsi se la loro monumentalit\u00e0 sia dovuta a un\u2019interpretazione prospettica primitiva o piuttosto a un dichiarato intento di alterazione della realt\u00e0. Zuccheri si ferma un passo prima d\u2019arrivare al surrealismo delle idee, abbandonandosi piuttosto all\u2019inesattezza della percezione quando \u00e8 lavorata dal pensiero. Nei dipinti di Zuccheri non si sa se sia pi\u00f9 grande la pera o l\u2019insetto che ne divora la polpa, l\u2019anitra o l\u2019uomo che la sfama.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/28_luigi_zuccheri-1-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Piazza con zucca, topo, falco e figure umane), 1955\/60, tempera on board, 40x45 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100185\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Piazza con zucca, topo, falco e figure umane)<\/em>, 1955\/60, tempera on board, 40&#215;45 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Certi anziani pescatori ricordano ancora che non pi\u00f9 di settant\u2019anni fa inavveduti pesci spada conficcavano la propria arma in cumuli di alghe andando a morire tra le barene della laguna, e che dove oggi passano i traghetti volti alle isole di Venezia si pescavano i pesci di San Pietro, mentre delfini e balenotteri seguivano il moto dei bragozzi. Nelle opere di Zuccheri, queste specie ormai scomparse dalle torbide acque veneziane, campeggiano sproporzionate nella met\u00e0 inferiore della composizione, simili a mostri marini di antiche carte nautiche. Zuccheri era pescatore e cacciatore immacolato, si contentava della visione. Il pittore soleva passeggiare portando con s\u00e9 gabbie per grilli e altri piccoli animali; nel dopoguerra arriv\u00f2 ad acquistare una barca a vela con cui compiere i medesimi pellegrinaggi zoologici tra le isole.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/47_luigi_zuccheri-1-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Delfino con bragozzo), 1950\/55, tempera on board, 40x50 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100188\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Delfino con bragozzo), 1950\/55<\/em>, tempera on board, 40&#215;50 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La pittura dello Zuccheri \u00e8 febbrile e sprezzante; per molti versi, anche coloristici, simile a quella del Guardi. In Zuccheri il soggetto campestre \u00e8 tutto fuorch\u00e9 bucolico ed elegiaco; tordi, faine e garzette introducono a un mondo in cui l\u2019uomo \u00e8 animale tra gli animali circondato da una natura che scandisce il tempo con la gravit\u00e0 di un calendario liturgico. La tecnica dello Zuccheri? Per le opere mature, rigorosamente la tempera; la scelta tecnica \u00e8 in questo caso una vera e propria dichiarazione d\u2019intento poetico: la tempera riporta a un mondo sconvolto ma puro, privo delle illusioni, delle ambizioni, delle tracotanti transustanziazioni della pittura a olio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-CFA-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Francesco_Guardi_050-1024x626.jpg\" alt=\"Francesco Guardi, The Grand Canal with Santa Lucia and Santa Maria di Nazareth, approx 1780. Courtesy Thyssen-Bornemisza Museum.\" class=\"wp-image-100190\"\/><figcaption>Francesco Guardi, <em>The Grand Canal with Santa Lucia and Santa Maria<\/em> di Nazareth, approx 1780. Courtesy Thyssen-Bornemisza Museum.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Zuccheri studia gli antichi trattati e ammoderna la tempera alla propria maniera. Per ottenere pigmenti che siano solo suoi e delle sue terre, raccoglie sassi lungo il greto di fiumi e torrenti per poi farli macinare in un molino a un suo uomo di fiducia.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non-surreale<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Dal 1945 al 1950 Luigi Zuccheri lavora ad alcuni dipinti che raffigurano porzioni di mura domestiche dove sono affissi ex voto, rosari e scapolari. Questi dipinti sono fondamentali per il raggiungimento della maturit\u00e0; Zuccheri seppe rintracciare nella cultura cattolica di una specifica geografia l\u2019alternativa rurale ai pi\u00f9 onirici esiti delle avanguardie storiche. Non abbiamo bisogno del surrealismo n\u00e9 della metafisica \u2013 sembra dire lo Zuccheri in questa serie di opere \u2013 perch\u00e9 da secoli gi\u00e0 doniamo ai Santi l\u2019argento, le trecce, i dipinti, e vediamo le fiamme ai bordi del letto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Veneto e Friuli erano e sono imbevuti del sangue dei soldati, i perpendicolari tralci dei vigneti riflettono il mare di croci; ma i sepolcri sono sempre stati propri di queste terre, ben prima delle grandi guerre. L\u2019algore dei Colli, la lapidaria eleganza dei canali del Brenta, i giardini e i roseti ricamati da fredde forbici, hanno sempre celato un rapporto privilegiato con la morte e con chi poteva ammansirla, la Vergine e i Santi. Gli incontri campestri, fluviali, lagunari tra la Madonna e il popolo sono narrati dalle tavolette votive, gli ex voto pittorici. Una tavoletta votiva \u2013 <em>tol\u00e8le<\/em> nel dialetto veneto lagunare \u2013 \u00e8 un dipinto eseguito da un pittore specializzato, su commissione di un uomo che ha chiesto la grazia. I maestri di ex voto seguivano schemi compositivi cui spesso aggiungevano particolari naturalistici dopo aver visitato il luogo dove si era compiuto il salvataggio miracoloso. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-CFA-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Luigi_Zuccheri_foto-1024x771.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri portraying a rabbit.\" class=\"wp-image-100176\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri portraying a rabbit.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quasi tutte le tavolette votive venete e friulane sono bipartite, nella parte inferiore si dipinge l\u2019incidente o la malattia, il supplice e la sua famiglia e talvolta le anime del Purgatorio che si uniscono alla prece; nella parte superiore trionfa un coro di nuvole al cui centro sono dipinti la Vergine, il Santo o entrambi. Umile e priva di nobilt\u00e0 agli occhi degli uomini di mondo, la pittura degli ex voto apre allo Zuccheri un inedito patrimonio visivo. Al Museo della devozione popolare del Santo di Padova, gli ex voto sono protetti da spesse vetrine, appesi a pannelli di velluto rosato e consunto; sono divisi in sezioni sapientemente titolate con parole che evocano un pastiche tra la musica leggera di un tempo e la teologia del peccato: \u201cIl dono della sposa\u201d, \u201cL\u2019amore coniugale e il figlio desiderato\u201d, \u201cI pericoli della strada\u201d per staffati, disarcionati e investiti, \u201cPensionamento, vedovanza, senilit\u00e0. Sorella morte\u201d. Non c\u2019\u00e8 eccidio dipinto a olio da magnifico pittore che dia una percezione domestica del rapporto con la morte pari a quella offerta dagli ex voto a tempera, dove muratori e bambini cadono dai balconi e volano nell\u2019assenza di prospettiva, le mani di persefonesche fanciulle vengono schiacciate dai carri e i piedi dai tranvai, padri e madri ormai privi di speranza indossano l\u2019abito della festa e si coricano sotto le coperte del figlio malato. Di alcuni ex voto non si coglie il significato, vuoi a causa della consecutio temporum deliziosamente primitiva dei pittori, capace di far precipitare tre volte la stessa fanciulla dal terrazzino, vuoi per la rappresentazione allucinata dei fenomeni atmosferici: i fulmini sono segmenti rossi che tagliano l\u2019immagine in pi\u00f9 parti e pu\u00f2 capitare che le nuvole dei Santi emergano dai gas di scarico delle auto o si confondano con il fumo dei transatlantici. Gli interni poi, le stanze dei supplici, sono veri e propri teatri da camera; spesso coppie di coniugi supplicano assieme nelle loro camicie da notte, a debita distanza l\u2019uno dall\u2019altro, riposano sul vecchio materasso guardando sospettosi un Santo sul soffitto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/42_luigi_zuccheri-1-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Notturno con falene, grilli e figure umane), 1950\/55, tempera on board, 30x35 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100192\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Notturno con falene, grilli e figure umane)<\/em>, 1950\/55, tempera on board, 30&#215;35 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo Zuccheri dapprima fa meta-pittura, ovvero dipinge il dipinto nel dipinto, l\u2019ex voto all\u2019interno di una composizione pittorica pi\u00f9 ampia; successivamente estrapola elementi dipinti &#8211; il cero, il Santo e la croce, per esempio &#8211; e li contestualizza in un paesaggio; infine sostituisce al Santo o alla Vergine, l\u2019animale. Nella transizione da soggetto sacro a soggetto naturale, Zuccheri mantiene per alcuni anni un\u2019impostazione teatrale della composizione, suddividendo primo e ultimo piano del dipinto tramite la rappresentazione di tende rosse simili a quelle di un sipario. L\u2019uso del tendaggio a cornice dell\u2019immagine richiama alcuni pittori distanti nel tempo e nello spazio, ma accomunati da un piacere intellettuale dell\u2019impostazione pittorica, si pensi a Adriaen van der Spelt con <em>Natura morta in trompe l\u2019oeil con ghirlanda di fiori e tenda<\/em> (1658) oppure a molte opere di Francisco de Zurbar\u00e1n, che spesso dipingeva pesanti drappi di velluto rosso per incorniciare figure in preghiera o intente nello studio, come <em>La Giovane Vergine<\/em> (1632-33) o il ritratto di Frate Gonzalo de Illescas (1639). \u00c8 interessante notare come la pratica dello Zurbar\u00e1n derivasse dalla cos\u00ec chiamata <em>statue-painting<\/em>, ovvero l\u2019usanza di riprodurre in pittura la scultura devozionale in legno o marmo, spesso incorniciata da drappi rossi nelle chiese. Lontani nel tempo e nel luogo, Zurbar\u00e1n e Zuccheri elevano il teatro della devozione a riflessione metafisica sulla natura dello spazio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">*<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Mi me son fato \u2018na lengua mia<\/em><br><em>Del venezian, de l\u2019italian:<\/em><br><em>G\u00e0 sti diritti la poesia,<\/em><br><em>Che vien dai lioghi che regna Pan.<\/em><\/p><p>(Giacomo Noventa, <em>A mo\u2019 de premessa<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Zuccheri era cognato e amico di Giacomo Ca\u2019 Zorzi detto Noventa, intellettuale atipico; anch\u2019egli distante dalle correnti a lui contemporanee, intendeva trovare una sintesi tra i valori dell\u2019aristocrazia e quelli del popolo. Il giovane Pier Paolo Pasolini &#8211; dedito allo studio del dialetto friulano e della pittura di molti artisti locali coetanei se non compaesani dello Zuccheri (si ricordi che Pasolini intendeva dapprima laurearsi in pittura italiana contemporanea) &#8211; scriveva testi critici ponderati, eruditi, avidi di moderno, al fine di portare il dialetto nel futuro della sperimentazione e la pittura friulana sulla ribalta dell\u2019arte internazionale. Tanto era programmatico PPP, tanto Zuccheri e cognato sono scoppiati come mortaretti, nobilmente fraintesi per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Ricordavo la mia Vicenza neoclassica, la bellissima Verona romana e romanica, la Padova di Galileo, la citt\u00e0 della cultura con alla testa Venezia. Ma qui, sul Piave ero circondato da una cultura assai precedente: la \u00abtabula rasa\u00bb dell\u2019erba e il suo profumo al tempo dello sfalcio, le rane, la luce riflessa dalla laguna non lontana [\u2026]. In questa zona di terra veneta vivevano con i loro elfi e coboldi le culture nordiche e barbariche, non pi\u00f9 mediterranee ma boschive, fungacee, muschiose, gelate e nebbiose [\u2026]. Mi chiedevo quale cultura potesse legare la solenne bellezza delle colonne palladiane, dei mattoni e dei portici padovani, dei ponti veronesi, della scintillante Venezia con il suo ricciolo di ferro sulla punta delle gondole e i suoi pittori all\u2019enorme quantit\u00e0 di piccole e grandi fabbriche del Veneto e non ne trovavo nessuna salvo una e una sola: la forza barbarica della terra, che ha prodotto lavoro dei campi fino a ieri e ora produce lavoro nelle fabbriche. Ma era forza barbarica, a cui la mia stessa arte si nutriva, e non cultura latina e mediterranea. [\u2026] Altro che Veneto bianco, cattolico, bigotto, eccetera, i luoghi comuni della politica! Il Veneto era, ed \u00e8 forte, barbaro, e dunque produttivo e dunque industriale. La sua arte se nasce senza alcun dubbio dalla cultura affonda tuttavia anch\u2019essa dentro la terra.<\/em> <\/p><p>(Goffredo Parise, <em>Veneto barbaro di muschi e nebbie<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Contro il mio volto s\u2019accende il fuoco del sole e rimango insensibile a guardare la vita come fosse un\u2019antica stampa. Il dopo mezzogiorno allontana i monti sul piano ed il silenzio racchiude la fessura fatta nell\u2019aria da una sola vespa che passa.<\/em><\/p><p>(Giovanni Comisso,<em> Solstizio Metafisico<\/em>)<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/23_luigi_zuccheri-1-1024x768.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Faina e chiocciola), 1955\/1960, tempera on board, 30x35 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100193\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Faina e chiocciola), 1955\/1960<\/em>, tempera on board, 30&#215;35 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La raccolta di frammenti di Giovanni Comisso intitolata <em>Solstizio Metafisico<\/em> \u00e8 un&#8217;operetta priva di trama, idee o estroversioni dell\u2019anima; ha come unico contenuto la propria perfezione formale radiosa e distante. \u00c8 difficile leggerne pi\u00f9 di qualche frase per volta, ogni punto sosta come un macigno di fronte a parole che continuamente paiono vergini. In quel libro e in pochi altri, la campagna veneta e quella friulana trovano il proprio contrappunto letterario. Giovanni Comisso, Goffredo Parise, Arturo Martini, Filippo de Pisis sono i fratelli di sentire dello Zuccheri. Scrittori e pittori della medesima geografia, diversi tra loro ma uguali nel tratto ossimorico: empirei serafini attratti dalla carne. Quando nei<em> Colloqui sulla scultura<\/em> Martini narra il momento in cui prese atto dell\u2019esistenza della forma, descrive se stesso bambino guardare il moto dilatatorio del culo di una prostituta intenta a defecare. Quando nel <em>Diario<\/em> Comisso racconta il Piave che nell\u2019adolescenza gli lisci\u00f2 l\u2019anima come un sasso, scrive: \u00abSu quelle ghiaie estive tutti i miti panici e ermafroditi furono viventi\u00bb. Non sono mediterranei costoro, ma barbari cresciuti nel grembo di Venezia e delle sue sorelle, e cos\u00ec \u00e8 lo Zuccheri: un pittore barbaro, dissimile da De Chirico che pure amava, dissimile da tutto quello che vide e ud\u00ec Parigi nel proprio viaggio di formazione, Picasso, Breton e gli altri.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, oltre al gi\u00e0 citato Guardi e agli anonimi pittori di ex voto, un altro artista idealmente pu\u00f2 avere mostrato qualcosa d\u2019importante allo Zuccheri, si tratta di Jacopo Ligozzi, un veronese che soggiornando a Venezia negli anni Settanta del XVI secolo, respir\u00f2 il fervore verso lo studio della storia naturale nutrito dalla citt\u00e0 producendo volumi dipinti di uccelli e pesci e successivamente lavorando come disegnatore di animali e piante per il granducato fiorentino. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-style-CFA-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Jacopo_Ligozzi_A_Marmot_with_a_Branch_of_Plums_1605_NGA_139309-1024x802.jpg\" alt=\"Jacopo Ligozzi, A Marmot with a Branch of Plums, 1605. Courtesy The National Gallery of Art, Washington.\" class=\"wp-image-100191\"\/><figcaption>Jacopo Ligozzi, A Marmot with a Branch of Plums, 1605. Courtesy The National Gallery of Art, Washington.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>[<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2014\/05\/04\/jacopo-ligozzi-cataloguing-nature-at-the-court-of-francesco-i\/\" target=\"_blank\">Qui<\/a> una nostro scritto sull&#8217;opera di Jacopo Ligozzi. Ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Di Ligozzi si ricorda la magnifica <em>Marmotta con ramo di prugne<\/em> (1605): un buffo animale peloso e felice, dipinto in acquerello, osserva di sbieco lo spettatore; si evince che l\u2019artista guardasse a D\u00fcrer e a suoi seguaci come Hans Hoffmann. I ritratti d\u2019animale del Ligozzi non sono mai su sfondo neutro, la marmotta ad esempio spartisce il foglio con prugne dal fogliame avvizzito e con una mosca, elementi che fanno diventare questo studio della natura un primo esemplare di natura morta italiana d\u2019et\u00e0 moderna. In pittura, pi\u00f9 il passaggio da un genere all\u2019altro \u00e8 sottile e ambiguo pi\u00f9 \u00e8 importante e drammatico. Che un\u2019opera di studio sulla natura diventi a un tratto natura morta grazie all\u2019inserzione di un elemento, segna un passo fondamentale nella storia del sentire. Qual \u00e8 il genere di Luigi Zuccheri? Natura morta, paesaggio, composizione surrealista, o non \u00e8 forse pittura sacra? Lo storico dell\u2019arte Guido Perocco, intervistato in un documentario del 1991, lo definisce: \u201cUn pittore antico veneziano spuntato, per caso, anche nella modernit\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"982\" height=\"1309\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/54_luigi_zuccheri_.jpg\" alt=\"Luigi Zuccheri, Untitled (Cespuglio con faina, calabrone e frate), 1950\/55, tempera on board, 40x45 cm. Courtesy MMXX Milan.\" class=\"wp-image-100189\"\/><figcaption>Luigi Zuccheri, <em>Untitled (Cespuglio con faina, calabrone e frate)<\/em>, 1950\/55, tempera on board, 40&#215;45 cm. Courtesy MMXX Milan. Ph: DSL Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Zuccheri amava San Francesco e Santa Caterina di cui, negli ultimi anni di vita, teneva sul comodino <em>Le lettere<\/em>. Per un pittore che usa la tempera, il secolo non pu\u00f2 essere che il Trecento. Impetuosa sposa mistica frequentemente colta dall\u2019estasi, Caterina insegnava che le cose del mondo \u2013 gli animali, le piante, la vita &#8211; alludono all\u2019infinita piet\u00e0 di Dio. Seguendo un percorso inverso a quello che l\u2019aveva portato dal tema sacro al tema naturale, Zuccheri commenta pittoricamente gli scritti dei due Santi sul finire degli anni Quaranta, sebbene le opere dedicate a Caterina verranno alla luce dopo la morte dell\u2019artista nel 1974. La surrealt\u00e0, la metafisica, non sono dei pittori o dei poeti o dei professori; tutto ci\u00f2 che le avanguardie svelano, \u00e8 gi\u00e0 racchiuso nel culto di un contadino o nell\u2019estasi di una santa bambina. Nel ciclo illustrativo dell\u2019opera di Caterina, gli angeli vegliano il cielo, gli animali la terra e le acque: il pellicano si becca il petto per dare in pasto ai figli gocce del proprio sangue e assurge a simbolo di Cristo Pellicano. Cos\u00ec si chiude il percorso di un pittore del XX secolo: nato in un palazzo in dissolvenza, cresciuto al rumore delle trincee, svezzato da Venezia e Parigi, dai tordi e dagli stornelli, prostrato dall\u2019orrore del nazifascismo, consolato dai Santi, Zuccheri visse la propria intuizione visionaria e barbara.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Semplice e inafferrabile al tempo stesso, Luigi Zuccheri ha tracciato un percorso eccentrico, spingendo il localismo su un&#8217;insolita scala.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":100137,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-100133","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100133\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100137"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}