{"id":100233,"date":"2020-07-22T13:27:00","date_gmt":"2020-07-22T11:27:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=100233"},"modified":"2020-07-27T21:46:10","modified_gmt":"2020-07-27T19:46:10","slug":"asparagi-simbolici-erotici-lunari","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/07\/22\/asparagi-simbolici-erotici-lunari\/","title":{"rendered":"Asparagi simbolici, erotici, lunari"},"content":{"rendered":"\n<p>Chi non ama gli asparagi \u00e8 inutile che legga questo piccolo percorso di un fare culinario\/artistico, che \u00e8 tutto un osanna per questo ortaggio bislungo e di pasta delicatamente saporita. Prima di tutto, per chi proprio non li conoscesse, gli asparagi sono della famiglia delle liliacee, proprio come i profumati gigli; nascono in masse cespugliose sempreverdi. Le parti basse dei piccoli fusti, che si sviluppano sotterraneamente, sono legnose e vengono chiamate zampe; la parte edule \u00e8 solo quella superiore detta turrione; \u00e8 da questa piccola turris eburnea (per descriverne il suggestivo appeal, prendiamo in prestito uno degli appellativi riservati alla Madonna nelle litanie) che buttano gettiti, \u201casparagi\u201d, cio\u00e8 germogli in primavera. E l\u00ec interviene il taglio e la raccolta in mazzi di questi squisiti ortaggi. Si noti che gli asparagi sono quasi sempre raccolti a mazzi. Erano coltivati dagli Egizi e in Mesopotamia, e apprezzatissimi da greci e romani che gi\u00e0 conoscevano le variet\u00e0 coltivate. Come ci conferma il poeta Marziale nel I secolo dopo Cristo: \u201cGli asparagi dalle tenere spine che crescono nelle paludi di Ravenna, non saranno pi\u00f9 saporiti degli asparagi selvatici\u201d. Mazzi di asparagi si trovano raffigurati in ville romane, come testimoniano gli affreschi ritrovati a Pompei e Stabia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 inoltre un aneddoto di lungo corso che riguarda gli asparagi e la Roma dei Cesari, e ce lo racconta Plutarco&nbsp;in una delle sue <em>Vite parallele<\/em> nella <em>De vita Caesaris<\/em>. Siamo fra il 54 e il 53 a.C. Cesare e i suoi generali giungono a Mediolanum, cio\u00e9 Milano, durante le vittoriose campagne belliche contro le Gallie.&nbsp; Invitati nella domus di Valerio Leonte, vengono festeggiati con un enorme&nbsp;piatto di asparagi al burro, tipico condimento celtico. I generali romani si sentono offesi per quel \u2019\u201dunguento\u201d &#8211; che le matrone dell\u2019Urbe usavano come belletto &#8211;&nbsp;sparso sugli asparagi. Ma Cesare, inappuntabile, divora gli asparagi e ringrazia il padrone di casa, poi chiama a raccolta i suoi generali ed esordisce con una delle frasi capitali sull\u2019estetica del gusto: \u201c<em>De gustibus non est dispuntandum\u201d<\/em>, sui gusti non si discute. Ecco, \u00e8 proprio in nome di questo principio che abbiamo scelto di raccontare che cosa accade tra asparagi e opere d\u2019arte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Fruttivendola-Vincenzo-Campi-1-1024x677.jpg\" alt=\"Fruttivendola-Vincenzo-Camp\" class=\"wp-image-100235\"\/><figcaption>Vincenzo Campi, Greengrocer, 1578 -1581, oil on canvas, Pinacoteca di Brera, Milan \u2013 Courtesy: Pinacoteca di Brera, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Guardate in primo piano questa <em>Fruttivendola <\/em>dipinta a olio di Vincenzo Campi nel 1580: il mazzo di asparagi occhieggia proprio l\u00ec davanti, dove la polposa ortolana mostra la sua abbondante mercanzia&nbsp;di fichi, fave, uva e zucche bitorzolute. Campi esalta in un\u2019organizzazione precisa degli spazi tutto questo ben di Dio e ne fa nascere un piacere contagioso, quasi lubrico. Il quadro \u00e8 nella Pinacoteca di Brera a Milano, e guardandolo&nbsp;si&nbsp;rimane incantati dalla sollecita profferta amorosa di cibo. \u00c8 un\u2019opera di stampo&nbsp;fiammingo, intrisa di attenzione al particolare, in cui si d\u00e0 il \u201cla\u201d a quella nota realistica della pittura lombarda, dai cui lombi discende Caravaggio, che per\u00f2 gli asparagi non li ha mai dipinti. Storicamente il quadro pu\u00f2 essere considerato un predecessore di quello che pochi anni dopo diventer\u00e0 un autonomo genere artistico,&nbsp;ovvero la \u201cnatura morta\u201d, dove l\u2019asparago, seppure non attraente come un bel fiore,&nbsp;spunter\u00e0 spesso raccolto in mazzi. Fra le nature morte&nbsp;seicentesche che presentano tale ortaggio portiamo almeno l\u2019esempio di una donna pittrice, Louise Mouillon, col suo&nbsp;<em>Cesto di frutta con mazzo di asparagi<\/em> del 1630. \u00c8 una tela che per ricchezza, brio, accensioni cromatiche, fra il rosso carico delle ciliegie e la cristallina trasparenza dell\u2019uva, possiede la patente di un barocco rustico, di campagna. Ma il mazzo di asparagi \u00e8 messo in obliquo ed \u00e8 la sua ombra sulla tavola chiara a crearne il volume, determinando lo spazio che occupa sul piano di appoggio e spingendo indietro la canestra di frutta, verso il fondo scuro che sembra pronto a inghiottirla: forse un riferimento simbolico, come le foglie cadute in primo piano, alla caducit\u00e0 della vita e al trascorrere del tempo che muta, cambia e consuma le cose.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1013\" height=\"755\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Louise_moillon_natura_morta_con_cesto_di_frutta_e_mazzo_di_asparagi_1630-ok.jpg\" alt=\"Louise_moillon,_natura_morta_con_cesto_di_frutta_e_mazzo_di_asparagi\" class=\"wp-image-100236\"\/><figcaption>Louise Moillon, Still Life with Fruit Basket and Bunch of Asparagus, oil on canvas, 1630, The Art Institute of Chicago.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il maestro fiammingo Adriaen Coorte, un minimalista della natura morta, sull\u2019asparago si \u00e8 concentrato con ossessiva e lenticolare cura. Siamo tra fine del Seicento e inizi del Settecento quando il pittore, della cui vita poco si conosce, lascia questa serie di nature morte, variazioni sul tema del <em>Mazzo di asparagi<\/em>. Posati in obliquo, quasi sempre all&#8217;estremit\u00e0 di una lastra di pietra&nbsp; o su un tavolo, gli ortaggi creano un illusionistico equilibrio instabile, amplificato dall\u2019orbita buia del fondo scuro e vuoto. Si sente quasi un nodo alla gola, un senso di rimpianto, perch\u00e9 quegli asparagi cadranno, perir\u00e0 la loro bellezza di velluto. Coorte insegue in&nbsp; questi suoi piccoli&nbsp;capolavori un forte senso della precariet\u00e0 umana, che solo il sacro pu\u00f2 salvare. L\u2019artista riserva alla modestia e normalit\u00e0 del mazzo di asparagi quell\u2019attenzione e perizia che rivolgerebbe a una&nbsp; crocifissione o al volto di Cristo. Si ha come un sussulto guardando \u201cil volto\u201d, pallido e iridescente, di questi ortaggi, sacri <em>masterpieces<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/CoorteCoorte-Bowl-of-Strawberries-a-Spray-of-Gooseberries-Asparagus-1703-National-Gallery-Londo-1024x856.jpg\" alt=\"CoorteCoorte Bowl of Strawberries a Spray of-Gooseberries Asparagus 1703 National Gallery Londo\" data-id=\"100241\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/CoorteCoorte-Bowl-of-Strawberries-a-Spray-of-Gooseberries-Asparagus-1703-National-Gallery-Londo.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/coortecoorte-bowl-of-strawberries-a-spray-of-gooseberries-asparagus-1703-national-gallery-londo\/\" class=\"wp-image-100241\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Adriaen Coorte, Still Life with a Bowl of Strawberries, a Spray of Gooseberries, Asparagus and a Plum, 1703, oil on paper on canvas, National Gallery, London.  <\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/AdriaenCoorteAsparagus_and_Artichoke-1694-1024x1323.jpg\" alt=\"AdriaenCoorteAsparagus_and_Artichoke\" data-id=\"100239\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/AdriaenCoorteAsparagus_and_Artichoke-1694.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/adriaencoorteasparagus_and_artichoke-1694\/\" class=\"wp-image-100239\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Adriaen Coorte, Still Life of Asparagus and Artichoke, from 1693 until 1695, oil&nbsp;on&nbsp;paper&nbsp;mounted on&nbsp;canvas, Kurpf\u00e4lzisches Museum der Stadt Heidelberg. <\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Adriaen_Coorte-asparagus-and-red-currants-1696-Natio-Gal-of-Art-Whasington-1024x1460.jpg\" alt=\"Adriaen_Coorte Whasington,\" data-id=\"100238\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Adriaen_Coorte-asparagus-and-red-currants-1696-Natio-Gal-of-Art-Whasington.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/adriaen_coorte-asparagus-and-red-currants-1696-natio-gal-of-art-whasington\/\" class=\"wp-image-100238\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Adriaen Coorte, Asparagus and red currants, 1696, oil on canvas, National Gallery of Art, Whasington, Washington, D.C.  <\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un enorme asparago in\u00a0silicone e poliuretano, appeso con artigli di acciaio a una parete. \u00c8 opera dell&#8217;artista Hanna Levy, classe 1991, che lavora a New York. Il colore mortalmente pallido dell\u2019asparago ricorda il i toni della pelle; e la sua disposizione, una posa stremata d\u2019abbandono, rimanda fortemente al braccio nella deposizione del Cristo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/unnamed2-1024x683.jpg\" alt=\"Hannah Levy\" class=\"wp-image-100324\"\/><figcaption>Hannah Levy, \u201cUntitled\u201d, 2018, Nickel-plated steel, silicone, polyurethane, 57.5 x 82 x 30\u201d\/ 146.05 x 208.28 x 76.2cm \u00a9Hannah Levy &#8211; Courtesy of the artist and Casey Kaplan, New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec un semplice ortaggio ha cambiato di stanza e&nbsp;di ruolo anche nel XXI secolo ed \u00e8&nbsp;diventato l\u2019incontro con la \u201csurrealt\u00e0\u201d cristiana: quando si parla di asparagi, si parla di un viatico verso l\u2019aldil\u00e0, ma con lo sguardo&nbsp;verso l\u2019aldiqu\u00e0. Un incrocio sorprendente fra un sogno di cannibalismo e di erotismo,&nbsp;intriso della sacralit\u00e0 delle misteriose statue di Papua, ritroviamo invece negli <em>Asperges de la lune<\/em> concepiti da Max Ernst nel \u201935 ma realizzati come sculture in legno e poi metallo solo nel \u201973, in un ibrido e allampanato connubio tra il vegetale e l\u2019umano.&nbsp;Alla vena fantastica di Ernst appartiene anche il collage con inchiostro e gouache intitolato <em>Dada Gauguin<\/em> del 1920: un modo di divorare De Chirico coi suoi&nbsp;carciofi metafisici del <em>Mistero e Melanconia di una strada<\/em>&nbsp;(1914) o&nbsp;la <em>Melanconia di un pomeriggio <\/em>del 191, e farne un manifesto surreale, spruzzato di potente erotismo freudiano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/max-ernst-lunar-asparagus-1024x1365.jpg\" alt=\"max ernst lunar asparagus\" class=\"wp-image-100242\"\/><figcaption>Max Ernst, Lunar Asparagus, painted bronze, 1935-1975, MoMA, New York.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"843\" height=\"604\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/dada-gauguin-3-httpswww.artic_.eduartworks136121dada-gauguin.jpg\" alt=\"dada gauguin\" class=\"wp-image-100243\"\/><figcaption>Max Ernst, Dada Gauguin,1920, gouache and ink on printed paper, The Art Institute of Chicago.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 una storia molto curiosa legata a un mazzo di asparagi, che riguarda Eduard Manet e un suo collezionista, il banchiere Charles Ephrussi, anche storico dell\u2019arte nonch\u00e9 editore della <em>Gazette des Beaux-Arts<\/em>. Nel 1880 Manet dipinse un mazzo di asparagi e lo propose a Ephrussi per 800 franchi (una bella cifra all\u2019epoca). Il banchiere, molto generosamente, glielo pag\u00f2 mille. Cos\u00ec Manet, riconoscente, dipinse subito un altro asparago, che don\u00f2 a Ephrussi accompagnandolo con un biglietto con su scritto: \u201c<em>Ne mancava uno al vostro mazzo\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"669\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/manet.jpg\" alt=\"manet\" class=\"wp-image-100245\"\/><figcaption>Edouard Manet, Bunch of Asparagus, 1880, oil on canvas, Wallraf\u2013Richartz Museum, Cologne. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Edouard_Manet_-_Asparagus_-_Google_Art_Project-1024x800.jpg\" alt=\"Edouard_Manet_Asparagus\" class=\"wp-image-100246\"\/><figcaption>Edouard Manet, L&#8217;asperge, 1880, oil on canvas, Mus\u00e9e d&#8217;Orsay, Paris.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Spiritoso e ironico Eduard Manet, ma attenzione: l\u2019opera, di soli 16&#215;21 centimetri, rivela tutto il talento di un artista e come scrive Georges Bataille: \u201cQuesta non \u00e8 una natura morta come le altre! Morta, s\u00ec, ma al contempo vivace\u201d. \u00c8 un realismo straordinariamente tangibile, dato da una pittura nervosa, sincopata, fatta di <em>tache<\/em>, macchie e righi veloci, spregiudicata.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo l\u2019asparago di Manet pu\u00f2 alludere con <em>\u00e9sprit de finesse<\/em> a un oggetto erotico (mentre il mazzo dipinto \u00e8 ironicamente legato da due cordini color giallo-oro che sembrano due anelli matrimoniali). Ma \u00e8 quel suo essere tratteggiato in obliquo, sporgente dal tavolo, quasi diafano e confuso in tutto quel biancore, a offrire il senso dell\u2019assoluta precariet\u00e0 fra turgore umano e sublime perdita nel disfarsi dell\u2019elemento organico. \u00c8 lo stesso senso di disfacimento che Francesco Arcangeli in un saggio apparso su <em>Paragone<\/em> ravvisava nel quadro di De Pisis intitolato <em>Natura morta con&nbsp;asparagi<\/em>: \u201cSoltanto le ombre che scattano limpide qui accosto, dove l\u2019aragosta, gli asparagi, la conchiglia scoprono la cruda dolcezza della materia, ci ricordano ancora che le cose hanno un peso, almeno per un\u2019ultima volta, prima di cedere a questa solenne rapina del cosmo\u201d. Viene il sospetto che anche gli asparagi abbiano un\u2019anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Chi meglio del fotografo Andreas Gursky ha saputo rappresentare la loro funzione in quello che una volta si chiamava <em>Spirito del Tempo<\/em>? Prendete le sue foto cubitali di <em>White asparagus \u2013 Farming in Beelitz,&nbsp; (<\/em>Germany, 2007), cos\u00ec simili a fogli di scrittura esoterica da far pensare al celebre enigma in latino medievale del quadrato magico con l\u2019iscrizione palindroma SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS trasferito negli anni Duemila. Ma qui, dalla pantografia d\u2019un campo di asparagi bianchi in Germania, s\u2019immagina di veder affiorare le punte del mitico ortaggio, come tratti d\u2019un alfabeto Morse ancora tutto da decifrare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"564\" height=\"815\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/gursky.jpg\" alt=\"Andreas Gursky\" class=\"wp-image-100247\"\/><figcaption>Andreas Gursky, White asparagus. Farming in Beelitz, Germany, 2007.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il mistero metafisico degli asparagi permane\u2026 \u00c8 forse per questo che Achille Campanile gli ha dedicato una&nbsp; memorabile affabulazione intitolata <em>Asparagi e immortalit\u00e0 dell\u2019anima<\/em>. L\u2019apologo esilarante esplora il rapporto fra due cose cos\u00ec distanti, analizzandole cartesianamente. Sull\u2019asse delle ascisse inserisce gli asparagi e ne esamina le propriet\u00e0 materiali e&nbsp; culinarie. Afferma che gli asparagi sono buoni lessati, conditi con olio, sale e pepe. Ma c\u2019\u00e8 pure chi li condisce con il burro, mentre&nbsp;\u201calcuni ci mettono un uovo frittellato sopra, e ci sta benissimo\u201d. Sull\u2019asse delle ordinate l\u2019autore inserisce l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima, che appartiene al mondo delle idee, ben lontano dagli asparagi, cos\u00ec buoni nella loro materialit\u00e0. Ma il punto di contatto fra soggetti cos\u00ec distanti \u00e8 quello del \u201cresiduo\u201d: quando si mangia un asparago, ne rimane un gran pezzo, ed \u00e8 la parte peggiore, il gambo, mentre l\u2019anima immortale \u00e8 il resto migliore che ci sopravvive. Ecco trovato il punto di contatto. Ma bisogna pur ammettere che la differenza fra un gambo di asparago e l\u2019anima immortale rimane notevole, tanto che Campanile, con mirabolante capriola dimostrativa, ci fa tornare al punto di partenza negando qualsiasi rapporto. \u00c8 assai probabile che non avesse mai visto questi dipinti.<\/p>\n\n\n\n<p>Bibliografia<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>Ernst Gombrich <em>Dizionario della Pittura e dei Pittori<\/em>, Einaudi, Torino 1997.<\/li><li>Plinio <em>Historia naturalis<\/em> \u2013 Libro II- Einaudi, Torino 1997.<\/li><li>Quentin Buvelo &#8211;<em>The still lifes of Adriaen Coorte (active c.1683-1707) with oeuvre catalogue <\/em>, Royal Picture Gallery Mauritshuis, Waanders Publishers 2008.<\/li><li>George Bataille ,<em>Manet,<\/em> Abscondita ,Milano 2016.<\/li><li>Franco Rella, <em>Il segreto di Man<\/em>et, Bompiani, Milano 2017.<\/li><li>Paolo Baldacci, <em>Max Ernst , Magritte , Balthus. Uno sguardo nell\u2019invisibile,<\/em> Mandragora, Firenze, 2010.<\/li><li>Francesco Arcangeli<em>Dal romanticismo all&#8217;informale<\/em>, Einaudi, Torino 1976.<\/li><li>Achille Campanile, <em>Gli asparagi e l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima<\/em>, Bur Rizzoli, Milano 1999.<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Visti cos\u00ec, con gli occhi dei pittori fiamminghi, di Manet, Max Ernst, Andreas Gursky, viene il sospetto che anche gli asparagi abbiano un&#8217;anima<\/p>\n","protected":false},"featured_media":100237,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-100233","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100233","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100233\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}