{"id":100338,"date":"2020-07-31T14:44:33","date_gmt":"2020-07-31T12:44:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=100338"},"modified":"2020-07-31T22:14:53","modified_gmt":"2020-07-31T20:14:53","slug":"a-cosa-servono-i-pettini-oltre-che-a-scioglere-nodi","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/07\/31\/a-cosa-servono-i-pettini-oltre-che-a-scioglere-nodi\/","title":{"rendered":"A cosa servono i pettini, oltre che a sciogliere nodi?"},"content":{"rendered":"\n<p>Pettinarsi \u00e8 gesto antichissimo ed evocativo: nelle sepolture nilotiche di Naqada sono stati ritrovati pettini del 4000 a.C; dalle necropoli etrusche sono emersi veri e propri beauty case femminili con spilloni, pennellini, limette per unghie e pettini decorati con scene tratte dai miti o di vita quotidiana, perch\u00e9 per presentarsi alle divinit\u00e0 nell&#8217;Aldil\u00e0 si doveva essere perfetti. Nel mondo romano in varie epigrafi si allude all&#8217;arte del pettine del <em>pectinator<\/em> e della <em>ornatrix<\/em>, cio\u00e8 gli antichi coiffeur, ed ecco i consigli da magister del capello di Ovidio nella sua <em>Ars Amandi<\/em>: \u201cOgni donna scelga davanti allo specchio la pettinatura che pi\u00f9 le dona. C&#8217;\u00e8 chi preferisce i capelli inanellati, chi stretti alle tempie; chi acconciati finemente, con mille pettini, chi sciolti in grandi onde\u201d. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Pettine-in-avorio-VII-sec-a.C.-Museo-archeol-Maremmma--1024x576.jpg\" alt=\"Pettine in avorio\" class=\"wp-image-100341\"\/><figcaption>Ivory comb decorated with figures of fantastic animals, Banditella Necropolis, Ivory club. Mid 7th century B.C. Grosseto, Archaeological Museum of Art of the Maremma. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Al momento dell&#8217;eruzione nel 97 d.C. spille ornamentali per capelli, forcine, diademi erano corredo delle <em>dominae<\/em> di Pompei, per completare anche con apporti posticci monumentali acconciature che costituiscono un preciso antecedente a quelle chilometriche parrucche di massimo successo sotto Re Sole, Luigi XIV, e i suoi successori fra XVII e XVIII secolo. Huizinga, nel suo <em>Homo ludens,<\/em> le definisce come &#8220;la cosa pi\u00f9 barocca di tutto il barocco&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Louis_XIV_of_France-1024x1455.jpg\" alt=\"Hyacinthe Rigaud\" class=\"wp-image-100340\"\/><figcaption>Hyacinthe Rigaud, Portrait of Louis XIV, 1701, oil on Canvas; Mus\u00e9e du Louvre, Paris.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Niente a che fare con il pettine estratto fulmineamente dalla tasca dei jeans come fosse una pistola, per accismare i ciuffi imbrillantati nella forma \u201ca banana\u201d, reso epico da Elvis o dal suo emulo Fonzie di <em>Happy Days<\/em>; ma durante l&#8217;apoteosi della parrucca alla corte di Francia era popolare la pratica, tutta al maschile, di portare velocemente un pettine per agghindare un boccolo fuori posto, sistemare forcine e fermagli per assestare le enormi acconciature. Fatti di prezioso avorio, di guscio di tartaruga oppure del meno prestigioso corno o legno di bosso, i pettini diventano un importante accessorio della societ\u00e0 maschile attenta alle mode. Non \u00e8 dunque fuori luogo immaginare che il pettine sarebbe diventato realmente un accessorio decorativo da infilare nei capelli dopo questa fase eccentrica, e questo ha probabilmente spinto \u201ci designer\u201d della seconda met\u00e0 del XVIII secolo a sviluppare pettini con denti pi\u00f9 lunghi per assicurare una salda tenuta e con una decorazione che fosse ben visibile al di sopra dell&#8217;acconciatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Giuseppina Beauharnais, la prima moglie di Napoleone, ha dato il proprio nome a un \u201cbrand\u201d di ornamenti per capelli denominato appunto \u201cGiuseppina\u201d. Nel sogno imperiale della Grandeur napoleonica, Giuseppina fa creare parure di aghi crinali, tiare e pettini decorativi che presentino le antiche glorie di Roma, cammei incisi nella madreperla di conchiglie dai gioiellieri francesi Nitot, Mellerio-Meller Pitaux, con prototipi classici e rinascimentali o vedute di Roma imperiale. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/andrea-appiani-Jos\u00e9phine-de-Beauharnais-collez-privata-1808-pg-1024x1295.jpg\" alt=\"andrea appiani\" class=\"wp-image-100344\"\/><figcaption>Andrea Appiani, Portrait of Josephine de Beauharnais, oil on canvas, 1808 ca.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Particolarmente pregiate quelle in micromosaico, una tecnica lenticolare con cui Giacomo Raffaelli, attivo all&#8217;epoca presso lo Studio Vaticano del Mosaico e successivamente fondatore di una scuola del Mosaico a Milano, costruiva le figurazioni neoclassiche con tessere di smalto filato inferiori al millimetro. Eccone qui sotto un esempio, appartenente alla collezione di quasi duemila pettini ornamentali raccolta da Gabriella e Giorgio Antonini in tutto il mondo a partire dagli anni Sessanta, donata nel 2016 al Musec di Lugano, il Museo svizzero delle Culture.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Collez-Antonini-2-1024x1252.jpg\" alt=\"Collez Antonini 2\" class=\"wp-image-100343\"\/><figcaption> Micromosaic comb made by Giacomo Raffaelli, 1790-1815, Antonini Collection, Musec Lugano. Courtesy of Antonini Collection. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella temperie classico-romantica, i fasti della haute couture pettiniera cara alla corte francese rivivono nelle architetture tricofile di Johann Heinrich F\u00fcssli pittore di incubi ma anche di leggiadre pettinature muliebri. Nel 1862 all\u2019 Esposizione Universale il chimico inglese Alexander Parkespresenta la parkesina, la prima plastica artificiale, mentre di poco successiva \u00e8 la celluloide, da un&#8217;idea del tipografo americano John Wesley Hyatt: un materiale versatile, innovativo e poco costoso che sostituiva l\u2019avorio e la tarturga, dando cos\u00ec vita pi\u00f9 lunga a queste specie animali. I pettini diventano prodotti di massa e i prodotti sintetici simulano i nobili materiali naturali. Davanti al fenomeno della massificazione e della galoppante industrializzazione il Liberty si oppone con il pettine di \u201cdesign\u201d; grazie ai disegni raffinati di artisti e gioiellieri si sviluppano creazioni di pettini unici, per la prima volta firmati come quelli di Ren\u00e9 Lalique.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Ren\u00e9-Lalique1900-Acquired-by-Calouste-Gulbenkian-from-Ren\u00e9-Lalique-in-1903..jpg\" alt=\"Ren\u00e9 Lalique1900\" class=\"wp-image-100346\" width=\"583\" height=\"734\"\/><figcaption>Ren\u00e9 Lalique France, comb, horn and enamelled gold, ca. 1899-1900, Gulbenkian Museum.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Questo pettinino di corno \u00e8 altamente rappresentativo della rivoluzione che Lalique ha realizzato progettando gioielli che utilizzavano materiali meno pregiati rispetto ad avorio e tartaruga; ma qui Lalique mutua anche gli elementi iconografici giapponesi nella sintesi di delicatezza ed essenzialit\u00e0 del paesaggio di alberi al crepuscolo, e l&#8217;idea di natura \u201cfluttuante\u201ddel mondo <em>ukiyo-e <\/em>flette le sue curve nello stile liberty . <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Ren\u00e9-Lalique-Peigne-soleil-couchant-1900ca-Mus\u00e9e-Lalique-Wingen-sur-Moder-.jpg\" alt=\"Ren\u00e9 Lalique\" class=\"wp-image-100347\"\/><figcaption>Ren\u00e9 Lalique, Sunset comb, 1900ca, Lalique Museum, Wingen-sur-Moder .<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nessuno meglio dell\u2019inglese Aubrey Beardsley (1872-1898) si fece interprete del nipponismo, creando una serie di illustrazioni realizzate ad inchiostro, con netti contrasti tra campiture nere e bianche, tra raffinati dettagli e linee pure per la <em>Salom\u00e9<\/em> di Oscar Wilde, come per la propria irriverente favola erotica <em>Under the Hill- Sotto il monte di Venere<\/em> <em>e<\/em> <em>Tannh\u00e4user,<\/em> dove si assiste alla pettinatura di Venere: \u201cDavanti a una toilette che scintillava come l&#8217;altare di Notre Dame des Victoires, sedeva Venere in una minuscola veste da camera nera e eliotropo. Cosm\u00e8, il parrucchiere, curava la sua chioma profumata, e con sottili mollette d&#8217;argento, calde delle carezze della fiamma, modellava deliziosi, intelligenti riccioli che ricadevano leggeri come un soffio sulla fronte e sulle sopracciglia, e si ammassavano come viticci attorno al collo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/A.-Beardsley-The-toilet-of-Salom\u00e9--1024x1395.jpeg\" alt=\"A. Beardsley - The toilet of Salom\u00e9\" class=\"wp-image-100348\"\/><figcaption>Aubrey Beardsley, The toilet of Salome, 1907, Royal Academy of Arts, London \u2013 Illustration from the book: Salome: a tragedy in one act, translated from the French by Oscar Wilde; with sixteen drawings by Aubrey Beardsley, London, 1907.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Delle acconciature delle donne giapponesi, della loro leggiadra bellezza, arrivano in Europa i celebri <em>bi- jin-ga , Studi di donna<\/em> di Kitagawa Utamaro e di Utagawa Hiroshige. Non solo viene resa la bellezza, ma anche l\u2019acconciatura, gli ornamenti e gli accessori impiegati. L\u2019incanto della donna nipponica era affidata proprio al lucido capello corvino raccolto in chignon, che poteva essere alto oppure a forma di scatola, o con alette modellate con la cera che scendevano ai lati del volto. Fondamentale il pettine detto <em>kushi<\/em>, unico ornamento permesso a uno o due denti, alcuni con piccoli sonagli tintinnanti o i kanzashi floreali che dovevano esaltare il corvino dei crini.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"605\" height=\"949\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Kitagawa_Utamaro_Tipo_civettuolo-1-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-100350\"\/><figcaption>Kitagawa Utamaro, Studies of women, part., 1792-93, Nishiki-e on paper, with printed glue, British Museum, London<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\"><strong>Non \u00e8 un capello ma un crine di cavallo<\/strong><\/h4>\n\n\n\n<p>Guarda caso, un pettine \u00e8 uno dei primi Readymade di Duchamp del 1916 (riproposto nel 1963 e 1964), che cos\u00ec lo descrive: \u201cUn pettine in acciaio datato all&#8217;ora esatta della sua creazione e completo di un&#8217;enigmatica iscrizione lungo il suo bordo stretto\u201d. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em><a aria-label=\"undefined (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/06\/19\/marcel-duchamp-lettera-che-piega-il-ready-made\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui<\/a> il documento in cui Marcel Duchamp spieg\u00f2 per la prima volta il ready-made, ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il suo <em>Comb (Peigne)<\/em> forse \u00e8uno strumento di tolettatura in acciaio per cani, o per bovini con la scritta &#8220;3 ou 4 gouttes de hauteur n\u00b4ont rien a faire avec la sauvagerie\u201d (&#8220;Tre o quattro gocce di altezza [o superbia] non hanno a che fare con la ferocia [la barbarie]&#8221;), di certo anche questo di difficile interpretazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"454\" height=\"300\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/duchamp-Rose-S\u00e9lavy-Peign-La-galleria-nazionale-Roma-.jpg\" alt=\"duchamp\" data-id=\"100352\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/duchamp-Rose-S\u00e9lavy-Peign-La-galleria-nazionale-Roma-.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/duchamp-rose-selavy-peign-la-galleria-nazionale-roma\/\" class=\"wp-image-100352\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Marcel Duchamp, Comb (Peigne), 1916. Ready-made: gray steel comb.  Courtesy of The Philadelphia Museum of Art, Louise and Walter Arensberg Collection.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"555\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/duchamp-Rose-S\u00e9eavy-_peigne-1916-64-Galleria-Nazionale-roma.jpg\" alt=\"duchamp\" data-id=\"100353\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/duchamp-Rose-S\u00e9eavy-_peigne-1916-64-Galleria-Nazionale-roma.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/duchamp-rose-seeavy-_peigne-1916-64-galleria-nazionale-roma\/\" class=\"wp-image-100353\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Marcel Duchamp, Comb (Peigne), 1916. Ready-made: gray steel comb.  Courtesy of The Philadelphia Museum of Art, Louise and Walter Arensberg Collection.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Per descrivere il lavoro di Alexander Calder, Marcel Duchamp conia nel 1931 il termine \u201cmobile\u201d. Piegare e torcere il filo per creare &#8220;disegni nello spazio &#8220;tridimensionali: \u00e8 innovativo il metodo ideato da Calder, che negli anni &#8217;30 e &#8217;40 crea una serie di pettini-mobiles. Forme astratte realizzate con materiali industriali, spesso poetiche e aggraziate, che pendono in un misterioso, perfetto equilibrio. Si potrebbero riprendere le parole di Arthur Miller per descrivere questi pettini volatili che sembrano \u201cfluttuare sopra le nostre teste come stormi di uccelli, cose per prendere la luce, per svolazzare con il vento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/calder-comb-MoMa-collection--1024x1599.jpg\" alt=\"calder comb MoMa collection\" class=\"wp-image-100354\"\/><figcaption>Alexander Calder, Comb, before 1943. Medium: Hammered brass; dimensions 6 1\/2 x 3 7\/8 x 3\/4&#8243; (16.5 x 9.8 x 1.9 cm), Museum of Modern Art, New York.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Nella donna con l&#8217;orologio<\/em> di Picasso, del 1936, la figura femminile \u00e8 liquefatta e scomposta, ricomposta e acconciata; tutto avviene in un tempo che non ha un prima o un dopo, ma le dimensioni temporali si assommano: lei \u00e8 accosciata su un cuscino, seduta di fronte a uno specchio col pettine davanti, mentre rami di forsizia creano un cerchietto per trattenere i capelli ondosi e intrecciati. Pur nel richiamo abbastanza evidente, il gioco non \u00e8 quello della <em>Donna che si pettina<\/em> attribuita a Tiziano nel Museo de la Ceramica di Barcellona (una variante della <em>Donna allo specchio <\/em>al Louvre) del 1515. Tutto nell\u2019opera di Tiziano gira attorno a quegli specchi \u201cardenti\u201d: da quello concavo, da magie, alle spalle della donna, allo specchio tenuto dall\u2019uomo davanti al volto; un intenso gioco di riflessi fra sguardi e seduzione, nato da quei crini voluttuosamente discriminati e pettinati. Ma cosa riflette lo specchio posato sulle gambe della giovane dipinta da Picasso ? La capigliatura nera annodata in una treccia, il seno dal capezzolo linguacciuto? Il sesso di ebano? Risuonano le parole di una canzone di Lucio Dalla in <em>Disperato erotico stomp<\/em>: \u201cTi hanno visto alzare la sottana fino al pelo: che nero\u201d. In Picasso domina un gioco di assommarsi di tempi, non la cronologia, vive una quarta dimensione, quella di un tempo molle come quello del pettine-cucchiaino di Dal\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1223\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Picasso-Donna-con-orologio-olio-su-tela-Mus\u00e9e-National-Picasso-Parigi-Francia-pg.jpg\" alt=\"Picasso Donna con orologio\" class=\"wp-image-100356\"\/><figcaption>Picasso, Woman with Clock, 1936, oil on canvas, Mus\u00e9e National Picasso Paris France.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal\u00ec realizz\u00f2 gli orologi molli della<em> Persistenza della memoria<\/em> nel 1931, in sole due ore, ispirato dall\u2019\u201dipermollezza\u201d del formaggio che stava consumando a tavola, trovando una formula visiva per la teoria einsteiniana sulla relativit\u00e0 del tempo. Nel suo dentato <em>Montre petite cuill\u00e8re<\/em>, <em>Cucchiaino orologio<\/em>, del 1937, i denti del pettine s&#8217;incurvano mollemente richiamando quelli degli ingranaggi di un orologio. Si flettono, si fanno onda, emblemi della persistenza di una memoria al femminile. \u201cSedete per due ore in compagnia di una bella ragazza e vi sembrer\u00e0 sia passato un minuto\u201d: cos\u00ec Einstein aveva reso popolare la teoria della relativit\u00e0 in un &#8216;intervista sul <em>New York Times <\/em>nel 1935 e Dal\u00ec risponde con il suo molle orologio crestato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/dal\u00ec-Montre-petite-cuill\u00e8re-1957Coll.-Diane-Venet-1024x1279.jpg\" alt=\"dal\u00ec Montre petite cuill\u00e8re, 1957,Coll. Diane Venet\" class=\"wp-image-100357\"\/><figcaption>Salvador Dal\u00ec, Montre petite cuill\u00e8re, 1957, Collection Diane Venet.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come \u00e8 perfetto l&#8217;ovale della <em>Ragazza con pettine tra i capelli<\/em> di Kazimir Malevic. Nei ritratti eseguiti negli anni \u201930 l\u2019 ideatore del suprematismo, costretto dai burocrati a conformarsi ai canoni del realismo socialista, mette in scena un linguaggio nato dal suo amore per i pittori del Rinascimento italiano. Ne nasce un \u201cSupraRinascimento\u201d, basti osservare il suo <em>Autoritratto<\/em> del 1933 ispirato al ritratto di Colombo realizzato dal Ghirlandaio.<\/p>\n\n\n\n<p>[<em><a aria-label=\"undefined (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/04\/15\/kasimir-malevic-pigrizia\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui<\/a> il nostro testo su Kasimir Malevich e il suo libro \u201cLa pigrizia come verit\u00e0 effettiva dell\u2019uomo\u201d, ndr<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p>Il suprematismo non \u00e8 stato assolutamente dimenticato nella <em>Ragazza con il pettine<\/em> di Malevic; qui la non-oggettivit\u00e0 si fonde con la figura, in uno spazio nuovamente dominato dalle partiture di colore antinaturalista. La funzione del pettine, un oggetto cos\u00ec socialmente comune, taglia con una linea la chioma della figura femminile, come un braccio della croce taglia l&#8217;aureola di capelli, in un intreccio fra rimandi all\u2019iconografia sacra e astrazione cromatica di pura ascendenza suprematista. Il volto cos\u00ec puro della donna \u00e8 vicino all&#8217;astratto nitore della <em>Madonna della Misericordia<\/em> di Piero della Francesca, come pure al <em>Ritratto di giovane<\/em> del 1564 di Lucas Cranach che tanto influenz\u00f2 Picasso. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Lucas_Cranach_il-Giovane.-Ritratto-di-giovane-1564_Kunsthistorisches_Museum-1024x1360.jpg\" alt=\"Lucas Cranach the Younger\" class=\"wp-image-100358\"\/><figcaption>Lucas Cranach the Younger, Portrait of a Girl, oil on canvas, 1564, Kunsthistorisches Museum, Vienna. <br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/07\/Picasso.Ritratto-di-una-donna-di-Cranach-Jr.-lineografia-1958-New-York-museum-of-modern-art-Moma-N-Y-jpg-1024x1251.jpg\" alt=\"Picasso. Ritratto di una donna (di Cranach Jr.) lineografia 1958 New York museum of modern art (Moma), N Y jpg\" class=\"wp-image-100359\"\/><figcaption>Picasso, Portrait of a woman (by Cranach Jr.), lineography, 1958, Museum of Modern Art, New York. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel suo <em>Portrait de jeune fille d\u2019apr\u00e8s Cranach le Jeune<\/em> del 1958, l\u2019ipertrofia di spilloni, pettini e fermagli appuntati sui capelli della figura femminile rovescia la sobria partitura formale di Malevic in barocca apoteosi di un ornamento votato a esaltare la fugace bellezza delle chiome. Dalle antiche necropoli alle sperimentazioni dell\u2019arte contemporanea, si pu\u00f2 dire che il fascino effimero ma duraturo del pettine non abbia mai smesso di suggestionare gli artisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>Pettini e ornamenti da testa. Moda e costume dal XVI al XX secolo La Collezione Antonini<\/em>, Silvana Editoriale, Milano 2020<\/li><li>Calvin Tompkins<em>&#8211; Duchamp: A Biographie<\/em> , ed. MoMA, New York, 2014<\/li><li><em>Ren\u00e9 Lalique<\/em>, AA. VV., castalogo della mostra al Museo Gulbenkian Gallery di Lisbona, 2008<\/li><li><em>Malevi\u010d a Bergamo, Eugenia Petrova e Giacinto Di Pietrantonio (a cura di), Catalogo GAmm-Giunti<\/em>, Firenze<em>2015<\/em><\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risposta al collezionsmo di pettini sta nella creativit\u00e0 degli artisti, da quelli Etruschi a Fu\u0308ssli, Man Ray, Picasso, Dal\u00ec, Calder&#8230;<\/p>\n","protected":false},"featured_media":100354,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-100338","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100338","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100338\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100354"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100338"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100338"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100338"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}