{"id":100564,"date":"2020-09-07T10:37:09","date_gmt":"2020-09-07T08:37:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=100564"},"modified":"2022-11-17T09:39:10","modified_gmt":"2022-11-17T08:39:10","slug":"arte-contemporanea-danneggiata","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/09\/07\/arte-contemporanea-danneggiata\/","title":{"rendered":"Opere d&#8217;arte danneggiate: una questione d&#8217;intenzione"},"content":{"rendered":"\n<p>Prima della modernit\u00e0, le opere d&#8217;arte danneggiate erano pi\u00f9 facilmente riconoscibili come tali. Le opere d&#8217;arte erano cose belle, e quando smettevano di essere belle &#8211; pensate a una tela tagliata &#8211; smettevano anche di essere opere d&#8217;arte. Oggetti come il famoso orinatoio [<em><a aria-label=\"undefined (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/06\/19\/marcel-duchamp-lettera-che-piega-il-ready-made\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> il link alla nostra traduzione della lettere con cui Duchamp cre\u00f2 il ready made. Ndr<\/em>] &#8211; hanno cambiato il sentire comune. Anche le cose brutte sono diventate opere d&#8217;arte e all&#8217;interno di questa confusione, cosa contava se l&#8217;opera era rotta o intatta? Squarci e crepe non hanno pi\u00f9 cambiato il suo lo stato di fatto. Forse questi difetti hanno addirittura potenziato l&#8217;opera; come sappiamo in molti casi erano addirittura voluti.<\/p>\n\n\n\n<p>Per qualcuno l&#8217;intenzione dell&#8217;artista potrebbe ora giocare un ruolo importante nel distinguere le opere d&#8217;arte danneggiate e quelle che non lo sono. Le intenzioni dell&#8217;artista &#8216;dannoso&#8217; danneggiano l&#8217;arte pi\u00f9 che le crepe e i tagli. Se l&#8217;artista desidera una tela bruciata, nessun fuoco pu\u00f2 danneggiare il dipinto. Questa \u00e8 quel che dice la teoria, nella realt\u00e0 le cose sono un po&#8217; diverse.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opere d&#8217;arte contemporanea hanno di fatto una vita al di l\u00e0 dello studio dell&#8217;artista. Ovviamente le sue intenzioni ancora contano nel mondo esterno, ma contano anche altre cose, come il valore economico, per esempio. Un collezionista si preoccupa dell&#8217;integrit\u00e0 delle sue acquisizioni. Un museo si preoccupa della conservazione di una collezione pubblica. Le opere d&#8217;arte danneggiate possono essere ritenute tali anche se le intenzioni dell&#8217;artista vengono rispettate. Vice versa, quelle integre possono essere considerate integre anche se le intenzioni dell&#8217;artista non sono rispettate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2278\" height=\"1519\" data-id=\"100603\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/2020.06_LesChosesDIciBas_GroupShow_DuflonRacz-25_web.jpg\" alt=\"broken artworks\" class=\"wp-image-100603\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation shot of Les choses d&#8217; ici bas, an exhibition of damaged artworks organized by artists Florin Filleul &amp; Fabrice Schneider at Duflon Racz gallery in Brussels, July 2020. Photgraphy: Fabrice Schneider.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1367\" data-id=\"100602\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/2020.06_LesChosesDIciBas_GroupShow_DuflonRacz-24_web.jpg\" alt=\"damaged artworks\" class=\"wp-image-100602\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation shot of Les choses d&#8217; ici bas, an exhibition of damaged artworks organized by artists Florin Filleul &amp; Fabrice Schneider at Duflon Racz gallery in Brussels, July 2020. Photgraphy: Fabrice Schneider.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2292\" height=\"1529\" data-id=\"100601\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/2020.06_LesChosesDIciBas_GroupShow_DuflonRacz-23_web.jpg\" alt=\"broken artworks\" class=\"wp-image-100601\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation shot of Les choses d&#8217; ici bas, an exhibition of damaged artworks organized by artists Florin Filleul &amp; Fabrice Schneider at Duflon Racz gallery in Brussels, July 2020. Photgraphy: Fabrice Schneider.<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p>Chi per professione si trova a dover valutare un danno eventualmente accaduto a un&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea ha in realt\u00e0 un compito particolarmente difficile, che spesso finisce per dividersi tra le indiscutibili intenzioni dell&#8217;artista e le altrettanto valide ragioni di collezionisti, musei, esperti, ma anche di persone che di opere d&#8217;arte danneggiate sanno poco o nulla. La perizia assicurativa non pu\u00f2 pi\u00f9 basarsi sul mero riconoscimento di un taglio o di una crepa. Certo, l&#8217;aspetto di un&#8217;opera conta ancora, ma conta nel contesto di molti altri elementi, al centro delle quali si pone, appunto, l&#8217;intenzione dell&#8217;artista che l&#8217;ha creata.<\/p>\n\n\n\n<p>In una nota intitolata &#8220;<a href=\"http:\/\/appraiserart.com\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Damaged_Art_Claims.pdf\" target=\"_blank\" aria-label=\"undefined (opens in a new tab)\" rel=\"noreferrer noopener\">Insights on Art<\/a>&#8220;, la compagnia di assicurazioni Chubb afferma che &#8220;nella stragrande maggioranza dei casi in cui un&#8217;opera d&#8217;arte viene danneggiata, l&#8217;artista \u00e8 disposto a partecipare attivamente o come consulente alla sua conservazione&#8221;. In realt\u00e0, l&#8217;artista pu\u00f2 essere coinvolto se \u00e8 vivo. Leggi come l&#8217;U.S. Visual Artists Rights Act forniscono persino delle linee guida, spiegando che gli artisti hanno posso di accettare danni eventualmente accaduto dopo che l&#8217;opera \u00e8 uscita dal loro studio dichiararli &#8216;vizi intrinseci&#8217;, ovvero ritenendo il danno qualcosa che era previsto potesse accadere. In realt\u00e0 spesso il contenzioso avviene comunque. Collezionisti, musei, commercianti, conservatori e artisti possono essere e spesso sono in disaccordo. \u00c8 nota la causa persa da un collezionista americano che ha visto svanire nel nulla un&#8217;opera d&#8217;arte di Cady Noland pagata un milione di dollari, dopo che l&#8217;artista l&#8217;ha rinnegata per via di un danno apparentemente indipendente dalla sua volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>A chi vede l&#8217;artista contemporaneo come una divinit\u00e0 in grado di dare valore a cose altrimenti inutili, ma che pu\u00f2 cancellare questo valore a proprio piacimento, va forse ricordata la legge della domanda e dell&#8217;offerta. Gli artisti non sono tanti re Mida, non trasformano lo sterco in oro. Se fortunati e capaci di farsi strada nella giungla dei collezionisti e dei musei, potrebbero essere in grado di trasformare lo sterco in qualcosa che la gente apprezza come l&#8217;oro. La differenza \u00e8 sottile ma fondamentale. L&#8217;atto di considerare un&#8217;opera danneggiata per un puro capriccio \u00e8 il tipo di follia che la maggior parte degli artisti oggi non pu\u00f2 permettersi. L&#8217;opzione della perdita totale dell&#8217;opera, o del suo disconoscimento, \u00e8 valida solo a fronte di solide ragioni o, pi\u00f9 raramente, per l&#8217;ossessione (forse patologica) del controllo, come nel caso di Cady Noland.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/fingerprints-1024x768.jpg\" alt=\"noland damaged art\" class=\"wp-image-100606\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cady Noland&#8217;s fingerprints and signature on a certificate of authenticity. Source: cadynoland.com<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un altro esempio iper-controllo lo offre Donald Judd, che non solo crea opere d&#8217;arte che si rovinano facilmente, ma \u00e8 anche particolarmente puntiglioso in merito alla loro produzione. Le sue famose &#8216;istruzioni per la fabbricazione&#8217; sono state vendute come certificati, il cui status legale non \u00e8 per altro mai stato del tutto chiaro. Per esempio, Judd era solito rinnegare i pezzi erroneamente fabbricati da chi possedeva il certificato, ritenendo quelle opere d&#8217;arte danneggiate. Alcune delle istruzioni date da Judd erano comunque piuttosto vaghe, lasciando spazio all&#8217;interpretazione e al conseguente litigio con i collezionisti &#8211; soprattutto con Panza di Biumo -, che a suo modo di vedere non rispettavano con sufficiente scrupolo le sue istruzioni. I musei non hanno avuto vita facile, e la fabbricazione dannosa di alcuni pezzi di Judd \u00e8 stata addirittura interrotta dalle collezioni pubbliche &#8211; \u00e8 il caso del museo Guggenheim, per esempio &#8211; in virt\u00f9 di questo disallineamento tra l&#8217;intenzione dell&#8217;artista e la produzione dell&#8217;opera.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1334\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/CS6MgY8UAAAivhY.jpeg\" alt=\"judd broken art\" class=\"wp-image-100605\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Donald Judd, Marfa, Texas, November 3rd, 1993. Portrait by Laura Wilson. Source: Yale University Press.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A questo punto sarebbe lecito chiedersi quale sia il ruolo del restauratore in casi come questo. Una recente chiacchierata con Isabella Villafranca Soissons, direttrice del centro di restauro Open Care di Milano, \u00e8 stata particolarmente illuminante [<em><a aria-label=\"undefined (opens in a new tab)\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/04\/25\/an-edifying-encounter-at-open-cares-restoration-department-with-isabella-villafranca-soissons\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> il link al nostro reportage sul centro di restauro di Open Care. Ndr<\/em>]. Isabella Villafranca Soissons usa il concetto di mediazione. Secondo lei il restauratore deve infatti moderare tra l&#8217;intenzione degli artisti e le esigenze del proprietario dell&#8217;opera d&#8217;arte. Solo dopo essersi consultata con gli artisti &#8211; se sono in vita, altrimenti con i loro eredi &#8211; il restauratore pu\u00f2 iniziare il suo intervento, che a volte avviene insieme agli artisti stessi. La collaborazione non \u00e8 sempre facile, dice Isabella Villafranca Soissons, perch\u00e9 gli artisti cambiano le loro intenzioni e la loro poetica nel tempo, e c&#8217;\u00e8 la legittima preoccupazione di conservare l&#8217;opera come \u00e8 stata originariamente immaginata da loro. Non tutti gli artisti sono in pace con il loro passato, soprattutto quelli di lunga carriera. La restauratrice come mediatrice, continua Isabella Villafranca Soissons, pu\u00f2 anche assumere la forma del consulente. Spesso i giovani artisti bussano alla porta del suo studio per chiedere consigli sull&#8217;uso dei materiali e sull&#8217;evoluzione futura delle loro opere.<\/p>\n\n\n\n<p>Tornando alle crepe e ai tagli, abbiamo recentemente parlato con un artista che ci ha detto di un suo collezionista, il quale si rifiuta di accettare il cambiamento dell&#8217;opera che ha acquisito come un vizio intrinseco. Una parte dell&#8217;opera in questione si \u00e8 incrinata a causa delle variazioni della temperatura dell&#8217;ambiente in cui il collezionista ha collocato il lavoro, cosa che l&#8217;artista aveva previsto e quindi accettato come parte della natura dell&#8217;opera stessa. Il collezionista non ha accettato la variazione e ha chiesto che l&#8217;opera fosse restaurata, o sostituita, a spese dell&#8217;artista. I collezionisti e i musei che credono che l&#8217;arte contemporanea sia pi\u00f9 difficile da conservare, e quindi da acquisire, dovrebbero far tesoro di questo episodio. Molta arte contemporanea potrebbe essere meno resistente del classico olio su tela, ma anche molto pi\u00f9 facile da riparare, soprattutto se gli artisti, quelli viventi almeno, sono disposti trattare la forma finale dell&#8217;opera con la dovuta flessibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/09\/2020.06_LesChosesDIciBas_GroupShow_DuflonRacz-9_web-1024x1536.jpg\" alt=\"damaged artwork\" class=\"wp-image-100600\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">A broken artwork by Zina\u00efda Tchelidze at Les choses d&#8217; ici bas, an exhibition of damaged artworks organized by artists Florin Filleul &amp; Fabrice Schneider at Duflon Racz gallery in Brussels, July 2020. Photgraphy: Fabrice Schneider.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quasi sempre \u00e8 il valore culturale, pi\u00f9 che materiale, a determinare il valore economico di un&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea. Finch\u00e9 il primo viene preservato rispettando l&#8217;intenzione dell&#8217;artista, il decadimento materiale potrebbe non essere un problema. L&#8217;arte non \u00e8 come un&#8217;auto che smette di essere preziosa perch\u00e9 il suo motore \u00e8 arrugginito non si accende pi\u00f9. Il valore culturale e le intenzioni dell&#8217;artista contano, e dovrebbero essere mantenute anch&#8217;esse in buono stato di conservazione attraverso testi e archivi. Se cercavamo un ruolo extra per la scrittura artistica, forse ne abbiamo trovato uno. Il feticismo dell&#8217;oggetto, poi, viene da s\u00e9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi si preoccupa delle opere d&#8217;arte rotte o danneggiate dovrebbe ricordare che la volont\u00e0 dell&#8217;artista pu\u00f2 risolvere molti problemi, anche materiali.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":100605,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-100564","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100564","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/100564\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/100605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=100564"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=100564"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=100564"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}