{"id":101650,"date":"2020-10-26T18:29:41","date_gmt":"2020-10-26T17:29:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=101650"},"modified":"2020-10-27T07:49:47","modified_gmt":"2020-10-27T06:49:47","slug":"dino-buzzati-su-cinzia-ruggeri","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/10\/26\/dino-buzzati-su-cinzia-ruggeri\/","title":{"rendered":"Cinzia Ruggeri secondo Dino Buzzati (nel 1960)"},"content":{"rendered":"\n<p>Non molto tempo fa abbiamo pubblicato la prima versione digitale di un testo scritto nel 1977 dallo storico dell&#8217;arte italiano <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/03\/05\/renata-boero\/\" target=\"_blank\">Paolo Fossati su Renata Boero<\/a>. Abbiamo pensato che il testo fosse di notevole importanza per molti motivi, ma soprattutto per il modo in cui quello scritto rendeva l&#8217;idea di come in Italia si scrivesse d&#8217;arte in quel momento. Attraverso il testo, la pittura di Boero si faceva traccia dei dibattiti teorici dell&#8217;epoca: questa l&#8217;argomentazione filosofica &#8211; oggi obsoleta, ma senz&#8217;altro avvincente &#8211; di Fossati. Con lo stesso spirito di riscoperta ci accostiamo ora a un testo introduttivo scritto da Dino Buzzati nel 1960. L&#8217;autore racconta alcune opere di Cinzia Ruggeri, in occasione della sua prima mostra personale alla Galleria del Prisma di Milano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/056-1982-Cinzia-Ruggeri-nel-suo-atelier-2-1024x725.jpg\" alt=\"cinzia ruggeri\" class=\"wp-image-101627\"\/><figcaption>Cinzia Ruggeri in her studio, photograph by Occhiomagico.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Buzzati era gi\u00e0 una figura chiave della letteratura italiana. Il suo capolavoro, <em>Il Deserto dei Tartari<\/em>, circolava all&#8217;estero da una decina d&#8217;anni, rendendolo conosciuto oltre i confini nazionali. La sua fama a Milano era indiscussa, anche grazie al suo lavoro artistico. Gi\u00e0, perch\u00e9 Dino Buzzati si considerava artista prima che scrittore, a prescindere dalla casella in cui i suoi lettori, o spettatori, volessero collocarlo. Oltretutto, negli anni Sessanta Buzzati era uno dei critici d&#8217;arte del Corriere della Sera, anche se il suo rapporto con il quotidiano milanese \u00e8 sempre stato un po&#8217; strano. Buzzati ha infatti iniziato a scrivere d&#8217;arte in modo piuttosto spontaneo, evitando i tecnicismi e le strettoie teoriche per assumere, invece, uno stile pi\u00f9 prosaico e accessibile. Il testo semi narrativo scritto per Cinzia Ruggeri non potrebbe essere pi\u00f9 lontano dai concetti e dai toni alteri di Paolo Fossati: con Buzzati lo scrittore d&#8217;arte diventa l&#8217;artista scrittore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"1055\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/AVT_Dino-Buzzati_6426.jpg\" alt=\"Dino Buzzati\" class=\"wp-image-101628\"\/><figcaption>Dino Buzzati<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;altra faccia della medaglia \u00e8 naturalmente il tema stesso del testo di Buzzati, ovvero il lavoro di Cinzia Ruggeri. Quasi adolescente all&#8217;epoca, Cinzia Ruggeri \u00e8 inquadrata come artista che dipinge, almeno per quanto si capisce dalle descrizioni delle opere esposte in quel caso &#8211; al momento non si conoscono immagini che documentano le opere in mostra. Secondo alcuni non ne sono mai state scattate. Il testo di Buzzati \u00e8 quindi un esercizio per la nostra immaginazione, per la quale il miglior indizio per cogliere oggi questi lavori invisibili \u00e8 il modo in cui l&#8217;energia dell&#8217;artista si materializzava, molto al di l\u00e0 del mondo dell&#8217;arte della sua epoca, espandendosi nella moda, nel design, nella scenografia, nella performance.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/10_Cinzia-Ruggeri-Casa-Masaccio-Centro-per-lArte-Contemporanea-installation-view-living-room-first-floor-entrance-on-the-right-side-ph-OKNOstudio-1024x683.jpg\" alt=\"cinzia ruggeri\" class=\"wp-image-101629\"\/><figcaption>Cinzia Ruggeri, Casa Masaccio Centro per l&#8217;Arte Contemporanea, installation view living room, first floor entrance on the right side, ph OKNOstudio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/43_-Cinzia-Ruggeri-Andre-2019-collage-led-lights-and-nail-polish-on-aviator-jacket-dimensions-variable-ph-OKNOstudio-1024x683.jpg\" alt=\"ruggeri\" class=\"wp-image-101626\"\/><figcaption>Cinzia Ruggeri, Andr\u00e9, 2019, collage, led lights and nail polish on aviator jacket, dimensions variable, ph OKNOstudio. Courtesy Casa Masaccio and Archivio Cinzia Ruggeri (Milano).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In che misura i dipinti esposti alla Galleria del Prisma sarebbero assomigliati ai suoi lavori successivi? Grazie alle parole di Dino Buzzati la domanda potrebbe anche essere irrilevante. Quello che traspare dal testo in questione \u00e8 come il personaggio di Cinzia Ruggeri contasse tanto quanto il suo lavoro. Buzzati deve aver colto questa caratteristica dell&#8217;artista, orientando la proprio sguardo verso il profilo eccentrico di un essere umano carismatico, definito dai suoi mobili e dalle sue abitudini notturne, dai suoi sogni, dai suoi quadri. Chi quest&#8217;anno ha avuto la possibilit\u00e0 di vedere la retrospettiva dedicata a Cinzia Ruggeri da <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.casamasaccio.it\/\" target=\"_blank\">Casa Masaccio<\/a> avr\u00e0 certamente capito come l&#8217;aura di Ruggeri fosse la condizione necessaria per qualsiasi suo oggetto o performance. In un video-ritratto del del 1986 &#8211; di Georg Brintrup &#8211; Cinzia Ruggeri dice che &#8220;l&#8217;unico modo per sopravvivere \u00e8 quello di non avere un&#8217;identit\u00e0 temporale&#8221;. Il testo datato (ma assolutamente contemporaneo) di Dino Buzzati offusca quella stessa identit\u00e0 temporale, aiutandola a sopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p><em>Cinzia Ruggeri ha diciott&#8217;anni, dipinge, abita a Milano in piazza della Repubblica e in casa sua c&#8217;\u00e8 un pianoforte verticale, abbastanza buono, che per\u00f2 lei non suona e anche gli altri suonano poco; \u00e8 di legno chiaro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Un giorno, rincasata verso l&#8217;imbrunire (l&#8217;ora ha probabilmente la sua importanza), trov\u00f2 sparse sul pavimento, ai piedi per pianoforte, una quantit\u00e0 di note, in grande maggioranza biscrome: erano ben conformate, della grossezza di circa una noce.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cinzia pens\u00f2 che in sua assenza avesse suonato il piano qualcuno poco uso alle buone maniere della societ\u00e0, sbriciolando musica tutt&#8217;intorno come fanno i maleducati. Ma non ci fece caso. A quell&#8217;ora poi non c&#8217;era in casa nessuno a cui domandare. E pi\u00f9 tardi la cosa le pass\u00f2 di mente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Al mattino dopo, per\u00f2, svegliatasi tardissimo come \u00e8 sua abitudine (mai che vada a dormire prima delle due e mezzo &#8211; tre) Cinzia trov\u00f2 ancora le note sparse intorno al pianoforte; le parve anzi che ne fossero di pi\u00f9 che la sera prima. Allora chiam\u00f2 la donna di servizio. &#8220;Come mai, Maria, non hai pulito sotto il pianoforte?&#8221; &#8220;Certo che ho pulito, signorina. Ancora ieri sera. Non ho mai visto tanta sporcheria. E sapesse che fatica. Erano pensati da matti, quei cosi. E che rumore hanno fatto, giu per il buco delle immondizie. Lo sa che il portiere ha citofonato su per protestare?&#8221;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La faccenda era tutt&#8217;altro che chiara e in qualsiasi altra casa ci sarebbe stata un&#8217;inchiesta. Ma Cinzia \u00e8 una ragazza molto intelligente; e subito cap\u00ec che quello era un segno.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Cos\u00ec le note entrarono nella sua vita (\u00e8 una storia di due anni fa, oramai). E adesso, oltre che nella stanza di passaggio dove si trova il pianoforte, quegli ovoidi di piacevole aspetto, si trovavano disseminati nella camera di Cinzia, perfino fra le coperte del letto e nei cassetti della biancheria (oltre che nei suoi sogni prima dell&#8217;albe, naturalmente). Ed erano di giorno in giorno pi\u00f9 grossi, compatti e pesanti. Finch\u00e9 Cinzia si dovette rendere conto che note musicali non erano pi\u00f9, bens\u00ec erano dei sassi, tonde pietre di chiss\u00e0 quanti millenni, levigate dall&#8217;acqua, dal vento, dagli anni e dal pensiero, forse ,che un lontano giorno avrebbero incontrato una ragazza di nome Cinzia un grattacielo di Milano.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Come si pu\u00f2 constatare in alcuni quadri della presente mostra, i sassi di Cinzia hanno assunto oramai delle proporzioni considerevoli, ce n&#8217;\u00e8 di grossi come una testa umana, come un maialino di due mesi, come una cornamusa a pieno fiato. Si agglomerano a formare certe loro speciali architetture. Hanno un piglio autoritario, si direbbero padroni della situazione, si sono fatti una personalit\u00e0. Cinzia insomma dovrebbe essere soddisfatta, secondo me, e tenerseli buoni. Quei sassi le giovano, le offrono un &#8220;ubi consistam&#8221; e poi non \u00e8 detto che il loro repertorio sia esaurito. Solo che lei li lusinghi un poco, chiss\u00e0 quanti e quali nuovi sviluppi saranno capaci di escogitare.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ma si sa come sono inquieti i giovani, soprattutto al giorno d&#8217;oggi. Quei bei sassoni, che Cinzia ha amato tanto, e ama, certi giorni la opprimono. Ha la sensazione di esserne sopraffatta e dominata, di esserne ormai schiava. E allora si ribella, si avventa su di loro, cerca di romperli, di liquefarli, di spappolarli, di disintegrarli, l&#8217;ingrata! E anche qualche volta ci riesce. I sassi si decompongono in blocchi d&#8217;ovatta o di vapore, in filamenti, in mucillagini che non hanno pi\u00f9 niente di umano.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Non solo. In altre giornate (e non \u00e8 detto che siano sfortunate), Cinzia si mette a piovere. Diventa tutta una caterata verticale che batte sui mucchi di sassi e li sfigura, li scioglie, li riduce a confusi spettri allucinati, a spiritate pozzanghere, in cui luci improvvise si riflettono con lunghi dolorosi riflessi, come nella famosa poesia ferroviaria di Carducci, con licenza parlando.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Ai critici di mestiere, dire la loro, dal punto di vista pittorico, materico, eccetera. A me personalmente questi sfoghi pluviali di Cinzia mi sembrano niente male. E le consiglierei di darci dentro, senza dimenticare ben si intende, i suoi bravi e onesti sassi (le note musicali, oramai, non sono pi\u00f9 che un lontano ricordo). Ma come si fa a sapere? Quelli che la conoscono bene dicono che Cinzia \u00e8 un poco pazza. Chiss\u00e0 che nuovi e imprevedibili amori sta gi\u00e0 meditando. Insomma, chi vivr\u00e0 vedr\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il 1960 e questo \u00e8 il testo con cui Dino Buzzati introduce la prima mostra di Cinzia Ruggeri. Magia del reale in forma di scrittura.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":101638,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-101650","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/101650","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/101650\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101638"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}