{"id":101776,"date":"2020-11-03T11:39:14","date_gmt":"2020-11-03T10:39:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=101776"},"modified":"2022-01-24T18:48:51","modified_gmt":"2022-01-24T17:48:51","slug":"emanuele-marcuccio-riprodurre-nellera-della-precarieta-creativa","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/11\/03\/emanuele-marcuccio-riprodurre-nellera-della-precarieta-creativa\/","title":{"rendered":"Emanuele Marcuccio: riprodurre nell&#8217;era della precariet\u00e0 creativa"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1120\" height=\"1680\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Emanuele-Marcuccio-Lausanne-Palace-2017.jpg\" alt=\"emanuele marcuccio\" class=\"wp-image-101676\"\/><figcaption>Emanuele Marcuccio, <em>Lausanne<\/em> Palace, 2017.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La pratica di Emanuele Marcuccio (1987) ruota intorno ai principi della riproduzione e dell&#8217;efficienza, mettendo in discussione le nozioni di paternit\u00e0 del fare arte, attraverso materiali e processi provenienti dal mondo e dall&#8217;immaginario dell&#8217;industria. Emanuele Marcuccio si infiltra nei processi di (ri)produzione industriale, non solo come allusione alla citt\u00e0 dov&#8217;\u00e8 nato, che si trova nel Veneto pi\u00f9 industriale, ma anche come modo per superare il mito dell&#8217;artista creatore. Marcuccio tende a lasciare che parte del processo produttivo accada fuori dalle sue mani. \u00c8 il caso, per esempio, dei pannelli d&#8217;acciaio forato, elemento ricorrente nella sua pratica, che l&#8217;artista commissiona alle manifatture locali perch\u00e9 li forino e li dipingano seguendo le sue indicazioni. Il risultato \u00e8 un prodotto seriale, che diventa una sorta di tela surrogata non appena lo si appende ai muri di una galleria. I principi di efficienza e produttivit\u00e0 legati al lavoro in fabbrica permettono all&#8217;artista di prendere le distanze dal prodotto risultante dal processo di fabbricazione. Per Emanuele Marcuccio il valore di un&#8217;opera deriva infatti dalla catena di interrelazione che coinvolge l&#8217;intero insieme degli attori che partecipano alla sua creazione. L&#8217;allontanamento deliberato dell&#8217;artista dall&#8217;atto creativo, lontano dall&#8217;essere il risultato di un atteggiamento freddo o disincantato, nasce invece dall&#8217;enfasi sul processo collaborativo del fare in s\u00e9. Questo approccio caratterizza l&#8217;intera pratica di Emanuele Marcuccio, che abbraccia diversi settori dell&#8217;industria creativa, inclusa la moda. L&#8217;artista gestisce anche un artist-run-space a Milano [<em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/10\/05\/a-few-artist-run-spaces\/\" target=\"_blank\">qui<\/a> il link alla nostra lista di artist-run-space europei, che include MMXX, aperto nel 2019 da Marcuccio con Daniele Milvio. Ndr<\/em>], promuove lo spazio virtuale e nomadico chiamato <a href=\"https:\/\/www.noconformism.eu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">No Conformism<\/a>, e accumula impieghi in quelle che definisce posizioni &#8220;quasi-creative&#8221;, cio\u00e8 &#8220;lavori che fanno parte del mondo creativo senza essere creativi in s\u00e9; come l&#8217;assistente fotografo su un set di moda per esempio&#8221;[1]. Queste voci, questi campi. e questi approcci ampliano la gamma dell&#8217;incursione di Marcuccio nei diversi tipi di metodi di produzione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1210\" height=\"908\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Marcuccio-label-UNIVER2000.jpg\" alt=\"emanuele\" class=\"wp-image-101677\"\/><figcaption>Shipping label from the Univer 2000 factory.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2016\" height=\"1344\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Emanuele-Marcuccio-Cometa-Donatella-2017.jpg\" alt=\"marcuccio\" class=\"wp-image-101678\"\/><figcaption>Emanuele Marcuccio, <em>Cometa Donatella<\/em>, 2017.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Emanuele Marcuccio ha appaltato anche la produzione della scultura morbida che ha chiamato <em>Cometa Donatella<\/em> (2017); ha semplicemente ordinato a un sarto &#8220;un cuscino a forma di stella cadente&#8221;. L&#8217;artista vede in quest catena produttiva l&#8217;eco del <em>Telephonbilder<\/em> di L\u00e1szl\u00f3 Moholy-Nagy, che \u00e8 servito anche come punto di partenza per la fondamentale <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/mcachicago.org\/Exhibitions\/1969\/Art-By-Telephone\" target=\"_blank\"><em>Art by Telephone<\/em> (MCA, Chicago, 1969<\/a>). Nel 1923 il docente ungherese del Bauhaus diede istruzioni a una fabbrica di smalti di Weimar affinch\u00e9 producessero una serie di tre &#8220;quadri telefonici&#8221;: EM1, EM2, EM3. Riproponendo l&#8217;enfasi posta da Moholy-Nagy sulla dimensione concettuale del fare arte, Emanuele Marcuccio sottolinea il proprio non esser direttamente coinvolto in tutte le fasi della produzione. Tale frammentazione dell&#8217;autorialit\u00e0 offusca i rigidi confini che differenziano l&#8217;opera d&#8217;arte autentica dal mero prodotto, nel tentativo di sottolineare ironicamente l&#8217;efficienza e l&#8217;operosit\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte, in risposta a quella che egli definisce la &#8220;crescente &#8216;precariet\u00e0&#8217; delle cosiddette industrie creative&#8221;: partendo da un senso che unisce entusiasmo e urgenza, l&#8217;opera passa dall&#8217;affetto all&#8217;azione, dal rapporto alla produzione. Marcuccio aggiunge: &#8220;Quando produco qualcosa, si tratta in genere di una soluzione guidata dall&#8217;entusiasmo. \u00c8 un escamotage per aprire un dialogo. Il mio rapporto con l&#8217;industria \u00e8 un modo per esprimere la mia disaffezione generalizzata verso la produzione artistica, contemplando la fabbricazione. Il mio lavoro cerca di offrire rifugio nell&#8217;eleganza, riflettendo l&#8217;impego dell&#8217;arte&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1329\" height=\"1772\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Emanuele-Marcuccio-EM-photocredit-Annik-Wetter.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-101681\"\/><figcaption>Emanuele Marcuccio, <em>Untitled<\/em>, 2015.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In questo modo Emanuele Marcuccio dipana la catena significante in cui \u00e8 inscritta l&#8217;opera, compreso il suo processo di produzione e il contesto del suo consumo. Con la stella cadente, simbolo di buon auspicio nella superstizione cristiana, Marcuccio sposta lo status di &#8220;prodotto&#8221; &#8211; quando l&#8217;oggetto \u00e8 offerto sulla bancarella di un mercato (Liste, Basilea, 2019) &#8211; e di &#8220;opera d&#8217;arte&#8221;, quando invece lo stesso oggetto viene appeso al muro di un museo immaginario (<em>Lausanne<\/em>, Ellis King Gallery, Dublino, 2017). La mostra intitolata <em>Lausanne<\/em>, che si \u00e8 svolta a Dublino appunto, evidenzia l&#8217;importanza del contesto nella pratica di Emanuele Maruccio. La mostra ha messo in scena alcune delle sue opere all&#8217;interno di un allestimento museale appositamente creato per l&#8217;occaione. L&#8217;illuminazione \u00e8 stata disposta per creare un&#8217;atmosfera fredda; una lastra di metallo rosso, che ricorda una mappa astrologica, \u00e8 stata collocato su una parete piastrellata; una copia dell&#8217;emblematica moto di <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.cavenago.info\/\" target=\"_blank\">Umberto Cavenago<\/a> ha accennato all&#8217;atteggiamento &#8220;anti-celebrativo&#8221; dell&#8217;artista; due sculture colorate sono state esposte su piedistalli sovradimensionati; due scatole d&#8217;acciaio poggiate una sopra l&#8217;altra; una sedia rosa sulla quale sta un pastello a forma di dildo; una serie di dipinti eseguiti con la tecnica della gocciolatura e una scultura nera &#8211; la <em>Cometa Donatella<\/em> &#8211;  appesi alle pareti immacolate del <em>white cube<\/em>. Con tutti questi oggetti in mostra, lo spazio \u00e8 stato inteso come fosse quello di un museo. Partendo dai reperti dell&#8217;era industriale, l&#8217;affinit\u00e0 di Emanuele Marcuccio con l&#8217;industria porta a uno sguardo un po&#8217; nostalgico, in linea con la spinta che dagli anni Ottanta ha portato i musei e gli spazi d&#8217;arte ad adottare l&#8217;archeologia industriale come tratto caratteristico della loro architettura. Come dice Marcuccio: &#8220;C&#8217;\u00e8 una visione nostalgica perch\u00e9 sono immagini che a volte mi riportano indietro nel tempo, alle mie necessit\u00e0, a cose che hanno attirato la mia attenzione&#8221;. Queste immagini, derivate da ricordi e aspirazioni personali, richiamano a loro volta associazioni pi\u00f9 ampie. Riferendosi al design industriale, Emanuele Marcuccio allude a ci\u00f2 che definisce una forma di &#8220;turismo industriale&#8221;: un&#8217;immersione nei tempi della seconda rivoluzione industriale, nel sogno della riproducibilit\u00e0, e in quelle immagini alla moda ereditate dagli anni Ottanta e proiettate sull&#8217;architettura  &#8211; il loft, il magazzino -, sul design, sulla moda stessa e sull&#8217;arte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2111\" height=\"1498\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Giulio-Turcato-Tranquillanti-1961.jpg\" alt=\"emanuele marcuccio\" class=\"wp-image-101679\"\/><figcaption>Giulio Turcato, <em>Tranquillanti per il Mondo<\/em>, 1961.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Questa nostalgia, che sembra dare aura a tutt&#8217;un era e ai suoi derivati, non indugia a lungo nella cornice museale presentata a Dublino, dove le opere sono state concepite come oggetti di scena, per mettere in scena altre opere. La pratica di Emanuele Marcuccio unisce l&#8217;autenticit\u00e0 dell&#8217;opera d&#8217;arte con la condizione di simulacro dell&#8217;oggetto riproducibile. L&#8217;aura va e viene, come fossimo ipnotizzati da un disegno astrale, solo per ricordare che l&#8217;opera fa parte di un&#8217;ambientazione &#8220;artificiale&#8221;, sintomatica di un peculiare modo di fare immagini &#8216;in&#8217; e &#8216;attraverso&#8217; certe configurazioni spaziali. Riconosciamo un&#8217;operazione analoga nella mostra intitolata <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/sangthipolyt.eu\/tagged\/terence\" target=\"_blank\"><em>Terence<\/em> (Sangt Hipolyt, Berlino, 2019)<\/a>, dove in una riproduzione dei cieli stellati di Giulio Turcato le compresse di Aspirina hanno preso il posto delle stelle. Parlando dell&#8217;eredit\u00e0 del Minimalismo nelle strategie postmoderne, il critico americano Douglas Crimp si esprime riguardo a &#8220;quei processi di citazione, sinossi, inquadratura e messa in scena che costituiscono la strategia dell&#8217;opera&#8221; osservando come &#8220;sotto ogni quadro ci sia sempre un altro quadro&#8221;. [2] I riferimenti ricorrenti di Emanuele Marcuccio ad altri artisti accentuano il suo interesse per la copiatura, la riproduzione e la messa in scena che rompe il processo di stratificazione che era al centro del pensiero postmoderno e delle strategie di decostruzione. La tela &#8211; un cenno al quadro <em>Tranquillanti<\/em> <em>per il mondo<\/em> di Turcato (del 1961) &#8211; accompagna una serie di lastre metalliche che, come la maggior parte dei disegni di Emanuele Marcuccio, si compongono di cerchi simmetrici, che prendono in prestito le loro forme  da ingranaggi meccanici e guarnizioni, ma anche dalla tradizione dell&#8217;astrazione geometrica di inizio Novecento e dal minimalismo postbellico. Emanuele Marcuccio si rif\u00e0 anche alla scultrice americana Anne Truitt che, dietro le etichette di <em>Color field abstraction<\/em> e Minimalismo, defin\u00ec un linguaggio idiosincratico in cui il colore aveva il compito di &#8220;togliere i quadri dal muro, per liberare il colore in tre dimensioni, per s\u00e9 stesso&#8221;. [3] Marcuccio persegue questa operazione di spostamento, ritirandosi da ogni uso simbolico del colore. Spesso, infatti, lavora con una logica di riciclo, utilizzando i pannelli e i colori che sono in funzione nelle macchine della fabbrica al momento della sua commissione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1120\" height=\"1599\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/ANNE-TRUITT-INSURRECTION-1962.-NATIONAL-GALLERY-OF-ART-WASHINGTON.jpg\" alt=\"emanuele marcuccio\" class=\"wp-image-101688\"\/><figcaption>Anne Truitt, <em>Insurrection<\/em>, 1966.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1714\" height=\"1143\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/10\/Terence_installationview_SANGTHIPOLYT.jpg\" alt=\"marcuccio\" class=\"wp-image-101675\"\/><figcaption>Installation view of <em>Terence<\/em>, an exhibition of Emanuele Marcuccio at Sangt Hipolyt in Berlin, 2019.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;inquietante topografia che permea lo studio dell&#8217;artista \u00e8 anche il punto di partenza di un nuovo progetto, promosso da Damien &amp; the Love Guru a Milano negli spazi di <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/gallery-visiting-programme\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">CFAlive<\/a> &#8211; la mostra avr\u00e0 luogo appena le condizioni lo permetteranno. Marcuccio sta sviluppando una ricerca intorno al tema della della rivolta intesa come ribellione, oscillando tra la dimensione domestica dell&#8217;adolescenza in fuga dalla disciplina parentale e la dimensione invece pubblica delle grandi rivoluzioni. Approfondendo il tema attraverso immagini, sculture e design d&#8217;arredo urbano, l&#8217;artista sta lavorando alla configurazione di un ambiente pubblico che, in un&#8217;epoca post-ideologica, si materializza attraverso le tracce di una rivolta ancora da compiere. Lo stesso spazio espositivo attende quindi di essere abitato perch\u00e9, come dice Marcuccio, &#8220;il pubblico \u00e8 parte dello spettacolo&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">[1] Se non diversamente specificato, tutte le citazioni sono estratte da conversazioni avute dall&#8217;autrice con Emanuele Marcuccio tra settembre e ottobre del 2020.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">[2] Douglas Crimp, \u2018Pictures\u2019 (1979), in&nbsp;<em>Appropriation<\/em>, ed. David Evans, Whitechapel Gallery, London and the MIT Press, Cambridge, Massachussetts, 2009, p.78.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">[3] Anne Truitt,&nbsp;<em>Daybook: the Journal of an Artist<\/em>, Scribner iBooks, p.158.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:100px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un saggio sull&#8217;opera di Emanuele Marcuccio, che affronta i processi del mondo e l&#8217;immaginario dell&#8217;industria<\/p>\n","protected":false},"featured_media":101681,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-101776","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/101776","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/101776\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/101681"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=101776"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=101776"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=101776"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}