{"id":101930,"date":"2020-11-09T17:46:00","date_gmt":"2020-11-09T16:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=101930"},"modified":"2020-11-09T17:47:33","modified_gmt":"2020-11-09T16:47:33","slug":"luca-giordano-fapresto-famolto-oppure-proteo","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/11\/09\/luca-giordano-fapresto-famolto-oppure-proteo\/","title":{"rendered":"Luca Giordano, Fapresto, Famolto, oppure Proteo"},"content":{"rendered":"\n<p>Prodigiosamente prolifico, gli avevano affibbiato il soprannome \u201cFapresto\u201d per la sua proverbiale rapidit\u00e0 nel dipingere; ma Luca Giordano fu anche un \u201cfa molto\u201d, e molta della sua produzione pittorica va sotto il segno di Proteo, perch\u00e9 il pittore napoletano \u201c\u00e8 un trasformista\u201d, con la capacit\u00e0 di ricreare in modo smagliante il suo maestro Ribera, e poi Preti, Caravaggio e Rubens, D\u00fcrer, anche il Veronese, e il suo maestro putativo Tiziano. Nessuno sfugge al suo pennello. Giordano si cala e abbraccia la personalit\u00e0 degli altri artisti. Lo si pu\u00f2 definire un gran falsario virtuoso.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/giordano_polifemo_galatea_2047-1024x520.jpg\" alt=\"giordano_polifemo_galatea_\" class=\"wp-image-101944\"\/><figcaption>Luca Giordano, Galatea and Polyphemus, 1675 ca; oil on panel, 81 x 180 cm; Naples, Museo e Real Bosco di Capodimonte; collezione d&#8217;Avalos, inv. D&#8217;Avalos 248. Courtesy of Museo e Real Bosco di Capodimonte. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Introdotto cos\u00ec, il profilo di Luca Giordano &#8211; nato a Napoli nel 1634 e morto nella citt\u00e0 partenopea nel 1705 &#8211; pu\u00f2 sembrare semplicemente quello di un acrobata del pennello, di un eclettico degli esercizi di stile,&nbsp;ed \u00e8 solo per questa sua irrefrenabile \u201cprestezza\u201d, capacit\u00e0 mimetica e gran mole di lavoro che nei secoli ha ricevuto un moto di&nbsp; stima. Ma Giordano \u00e8 stato a lungo poco pi\u00f9 di un illustre sconosciuto.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/d\/u\/1\/embed?mid=1fzCMnFMdZo9zUr0Fwv5zYYdGxeJsm3fK\" width=\"640\" height=\"480\"><\/iframe>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Nella commedia antica esisteva un termine, la parabasi, che significava letteralmente camminare di lato, deviare, trasgredire; era quello che faceva il coro, quando al termine della recita si toglieva la maschera di attore, mostrando chi era veramente l\u2019istrione. Con Luca Giordano occorre scoprire il suo passo di lato. Certo non ci pu\u00f2 essere d\u2019aiuto la sua biografia, che risulta invece essenziale per la costruzione del mito dell\u2019eslege Caravaggio, un maledetto da manuale. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/16_piatto_grue_\u00a9pediciniCP1077-1920x1475-1-1024x787.jpg\" alt=\"Luca Giordano Piatto\" class=\"wp-image-101950\"\/><figcaption><br>Luca Giordano, plate decorated with the Fall of Phaeton, 1680 &#8211; 1685, majolica highlighted in gold, Naples, Museum and Real Bosco di Capodimonte &#8211; De Ciccio collection, Inv. DC 222. Courtesy of Museum and Real Bosco di Capodimonte.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La carriera di Giordano \u00e8 lineare: \u00e8 un padre irreprensibile, impegnato nel lavoro; un talento precoce, abile nel far soldi e nel farli fare. Se, come un eroe al nero, Caravaggio finisce i suoi giorni da disperato, Giordano ha goduto di rendite cospicue, ha cambiato varie case, morendo settantenne, nel 1705, meno di un secolo dopo il Caravaggio. Lavora perfino a titolo gratuito, per devozione, come per la chiesa di Santa Brigida a Napoli; altre volte scuce gli anticipi, poi non consegna il lavoro, come il dipinto promesso e mai consegnato all\u2019Accademia di Francia per Luigi XIV. Gestisce e sa sfruttare il mestiere dell\u2019arte, che per lui diventa un campo arato da proposte commerciali.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"763\" height=\"605\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/8_Luca-Giordano-Apollo-e-Marsia_Capodimonte_ph.L.Roma_.jpg\" alt=\"Luca Giordano Apollo e Marsia\" class=\"wp-image-101946\"\/><figcaption>Luca Giordano (1634-1705), Apollo e Marsia\u201d 1660; oil on canvas; 205 x 259 cm, Naples, Museo e Real Bosco di Capodimonte. Courtesy of Museo e Real Bosco di Capodimonte. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Per Stefano Causa, docente di storia dell&#8217;arte moderna e contemporanea presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi &#8220;Suor Orsola Benincasa&#8221; di Napoli, Giordano va cercato solo dentro la sua pittura, miracolo tecnico-pittorico del \u2019600 napoletano da valutare pi\u00f9 nella continuit\u00e0 che nelle singole opere: &#8220;Luca Giordano\u00bb, osserva Causa, \u00abreinventa il Barocco romano in una versione scatenata: Rubens, Cortona e Bernini stanno sempre alle spalle. Ma si capisce che per saltar meglio ha preso la rincorsa lunga scegliendosi, tra i maestri, Tiziano e Veronese&#8221;.(1)<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/giordano_tommasovillanova_2012-1920x2621-dettaglio-1024x991.jpg\" alt=\"Giordano San Tommaso\" class=\"wp-image-101948\"\/><figcaption>Luca Giordano, Alms of St. Thomas of Villanova (detail), signed and dated on the left Giordano F. 1658; oil on canvas, 368 x 254 cm; Naples, Museum and Real Bosco di Capodimonte (coming from the Church of Santa Maria della Verit\u00e0, also known as Sant&#8217;Agostino degli Scalzi, owned by the Ministry of the Interior &#8211; Fund for religious buildings) &#8211; Courtesy of Museum and Real Bosco di Capodimonte.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci deve essere un\u2019ebbrezza quasi dionisiaca perch\u00e9 i modelli cessino di essere riferimenti generali, semplici esemplari copiativi, e si trasformino in esplosioni toniche, nuclei sonori allungabili; e gi\u00e0 in un\u2019opera giovanile come <em>San Gennaro intercede presso la Vergine, Cristo e il Padre Eterno<\/em> per la peste del 1656, Luca Giordano converte i riferimenti a Ribera, Preti e Micco nei sintomi della sua nuova pittura. <\/p>\n\n\n\n<p>I giorni della pestilenza hanno sempre offerto un surplus narrativo e visuale (chiss\u00e0 quanto influenzer\u00e0 l\u2019immaginazione degli artisti d\u2019oggi la nuova pandemia da Covid 19\u2026): da Tucidide a Lucrezio; dal <em>Decameron<\/em> del Boccaccio al Manzoni dei <em>Promessi sposi<\/em>; dal Defoe del <em>Diario dell\u2019anno della peste<\/em> fino alla Peste di Camus. La pestilenza partenopea di met\u00e0 Seicento coincide con il decollo artistico di Giordano poco pi\u00f9 che ventenne, che&nbsp; riceve la commissione di dipingere una pala&nbsp; per la chiesa di Santa Maria del Pianto, edificata accanto alle grotte dei \u201cpipistrelli\u201d dove si gettavano i corpi degli appestati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-ex-voto-ordinato-dal-vicer-brancamonte-per-la-cessata-epidemia\"><strong>Un ex voto ordinato dal vicer\u00e9 Brancamonte per la cessata epidemia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Di sicuro Luca Giordano conosceva alcuni degli affreschi di Mattia Preti eseguiti nello stesso periodo come ex voto sulle porte della citt\u00e0.&nbsp; Oggi solo l\u2019affresco della porta di San Gennaro \u00e8 ancora visibile, grazie al restauro del 1997. Fortunatamente ne sono rimasti i bozzetti, conservati al Museo Capodimonte [<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/05\/11\/sylvain-bellenger-interview\/\">qui<\/a> il link alla nostra intervista con il direttore del museo, Silvayn Bellenger. Ndr].<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Santa_Tecla_libera_Este_dalla_pestilenza_-_Tiepolo-part-1024x694.jpg\" alt=\"Tiepolo Santa Tecla\" class=\"wp-image-101937\"\/><figcaption> Giambattista Tiepolo, Santa Tecla frees the city of Este from the pestilence (detail), oil on canvas, cm. 675 x 390, Este (Padua), cathedral. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il carnaio di Mattia Preti, fra monatti che rovesciano cadaveri, cataste di salme e gorghi di miasmi che si levano dalla citt\u00e0, a mala pena fa trattenere l\u2019orrore e il pianto; Giordano inserisce la massa di carcasse&nbsp;nella parte bassa della pala, in un brano di bravura caravaggista: dai piedi piagati del morto che sbucano repentini in primo piano, al braccio livido che sarebbe entrato un secolo e mezzo dopo nella memoria dei francesi &#8211; dalla <em>Zattera<\/em> di G\u00e9ricault, alla <em>Morte di Marat<\/em> di David. Ma gi\u00e0 nel Settecento Tiepolo nella sua <em>Santa Tecla libera la citt\u00e0 di Este dalla pestilenza<\/em> avrebbe prelevato di peso l\u2019immagine del bambino che si abbarbica al seno della madre.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/luca-giordano-san-gennaro-particolare-1024x492.jpg\" alt=\"Giordano San Gennaro part\" class=\"wp-image-101935\"\/><figcaption><br>Luca Giordano, San Gennaro intercedes for the plague of 1656 with the Virgin, Christ and the Eternal Father, detail, 1660-1661. Signed on the right with the letters LF. Oil painting on canvas; 400 x 315 cm. Naples, Museum and Real Bosco di Capodimonte (coming from the church of Santa Maria del Pianto). Courtesy of Museum and Real Bosco di Capodimonte.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel San Gennaro di Luca Giordano sopra i morti si apre un pulviscolo chiaro dove si muove un monatto etereo, coperto con tanto di&nbsp; \u201cmascherina\u201d, per difendersi dal contagio. La sua figura \u00e8 gi\u00e0 illuminata da San Gennaro, raffigurato in elevazione e reso di tre quarti, come un supplice. Il piviale \u00e8 di un terso celeste dai pizzi spumosi da gran sartoria; il nero del male \u00e8 come risucchiato in un gorgo dentro l\u2019abito talare e sopra c\u2019\u00e8 la luce che irrora la parte superiore della tela, giocata su toni chiari e squillanti&nbsp; con il blu e rosso di Maria. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/12_giordano_sangennaro_peste1656_1960-1920x2577-2-1024x1374.jpg\" alt=\"Luca Giordano San Gennaro intero\" class=\"wp-image-101981\"\/><figcaption>Luca Giordano, San Gennaro intercedes for the plague of 1656 with the Virgin, Christ and the Eternal Father, 1660-1661. Signed on the right with the letters LF. Oil painting on canvas; 400 x 315 cm. Naples, Museum and Real Bosco di Capodimonte (coming from the church of Santa Maria del Pianto). Courtesy of Museum and Real Bosco di Capodimonte.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Poi in un pulviscolo d\u2019oro appare Cristo, che con la croce assume su di s\u00e9 il peso del Trionfo della morte. Del naturalismo caravaggesco \u00e8 rimasto poco; gi\u00e0 Ribera dopo l\u2019arrivo a Napoli nel 1616 ne aveva ripensato modi e caratteri, e nelle sue creazioni&nbsp; la materia pittorica inizia a vibrare in una sorta di magia della resa naturale, secondo gli insegnamenti del filosofo Tommaso Campanella. Con Giordano siamo al bradisismo, al virtuosismo esplosivo. Dopo il suo soggiorno a Roma dove disegna tutto, da Raffaello a Caravaggio, il suo sogno \u00e8 eguagliare i grandi veneti, Tiziano, Tintoretto e poi il grande modello, il Veronese, senza mai deporre l\u2019abito dello sperimentatore, ma appropriandosi di tutti in maniera camaleontica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-venezia\"><strong>Venezia<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>La bravura di Luca Giordano lascia il segno nella citt\u00e0 dei dogi, dove l\u2019artista, come \u201cgenio da esportazione\u201d, viene chiamato alla fine degli anni Sessanta dal marchese Augusto Fonseca e dal mercante Simon Giogali. Nella Basilica di Santa Maria della Salute, la sua <em>Assunzione della Vergine<\/em> del 1667 rimanda a&nbsp;quella di Tiziano ai Frari, soprattutto in quel controluce che accoglie gli apostoli.&nbsp; Ma in Giordano la dinamicit\u00e0 della scena \u00e8 accentuata. L\u2019elevazione di Maria al cielo \u00e8 cos\u00ec spedita da travolgere e mandare a gambe all\u2019aria i cherubini che l\u2019accompagnano nella gloria celeste.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-a-firenze-il-primo-soffitto-continuo\"><strong>A Firenze, il primo &#8220;soffitto continuo&#8221;<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1667 Giordano riceve un incarico nella citt\u00e0 meno barocca d\u2019Italia, Firenze appunto. Ma l\u2019artista eseguir\u00e0 i grandi affreschi nella Galleria degli Specchi di Palazzo Medici Riccardi solo negli anni Ottanta. Si tratta di un\u2019opera sorprendente, una gran macchina teatrale. La si pu\u00f2 definire il primo \u201csoffitto continuo\u201d.&nbsp; Nella Galleria Medici Riccardi \u00e8 tutta una sperimentazione di soluzioni spaziali audaci. Soprattutto \u00e8 uno shock visivo per chi entra dalla cappella dei Magi affrescata nel Quattrocento da Benozzo Gozzoli, e si ritrova nello sfavillio dorato e specchiante della galleria, dove barocchi cieli di nuvole vaporose e personaggi si librano in&nbsp; colori chiarissimi e vivi. La mancanza di cornici fa collassare il confine fra lo spazio virtuale della pittura e quello reale, e l\u2019instabilit\u00e0 visiva \u00e8 ampliata dalle distorsioni prospettiche. Al centro del gorgo c\u2019\u00e8 <em>L\u2019apoteosi della famiglia Medici<\/em>.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"961\" height=\"1280\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/6-Luca-Giordano-Apoteosi_della_famiglia_Medici_Palazzo_Medici_Riccardi_.jpg\" alt=\"Giordano Firenze\" class=\"wp-image-101985\"\/><figcaption>Luca Giordano,Apotheosis of the Medici family, 1682 &#8211; 1685, fresco, Florence, Palazzo Medici Riccardi. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1084\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/6-bis-Luca_Giordano_Apologia-della-famiglia-MEdici-partic-.jpg\" alt=\"Giordano Firenze part\" class=\"wp-image-101986\"\/><figcaption>Luca Giordano, Apotheosis of the Medici family, detail, 1682 &#8211; 1685, fresco, Florence, Palazzo Medici Riccardi. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Luca_Giordano_004-1024x669.jpg\" alt=\"Giordano Firenze\" class=\"wp-image-101952\"\/><figcaption> Luca Giordano, Luca Giordano&#8217;s Gallery (or Gallery of Mirrors), detail, 1682 and 1685, fresco, Florence, Palazzo Medici Riccardi. <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Infine, la&nbsp; Spagna del <em>siglo de oro<\/em>, dove Luca Giordano ha un approdo naturale per una pittura di corte e per potentati. E qui rimane per un decennio, dal 1692 al 1702. Accreditatosi come frescante, diventa <em>pintor de c\u00e0mara<\/em> per trasformarsi nel perfetto pittore del Re. Un intero ciclo decorativo lo attende all\u2019Escorial, il tempio sacro della monarchia. E l\u2019artista inizia con la volta dell\u2019Escalera, per esaltare come mandato divino le gesta di Carlo V e Filippo II. Giordano pensa alla volta come a uno spazio perforato e profondo che prolunghi all&#8217;infinito la verticalit\u00e0 dell\u2019ambiente, ma non come accade su scala prospettica negli sfondamenti di Pietro da Cortona: &#8220;Luca Giordano giunge ad un\u2019implosione dello spazio, a un risucchio del mondo esterno nello spazio chiuso, anzich\u00e9 all\u2019esplosione. \u00c8 come se, da una breccia, il mondo della strada penetrasse e lo spazio si dilatasse\u00bb afferma Nicola Spinosa, gi\u00e0 Soprintendente del Polo Museale di Napoli e promotore della&nbsp; prima mostra dedicata interamente a Giordano nel 2001, a Castel Sant\u2019Elmo a Napoli&#8221;.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-CFA-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/escorial-1024x1461.jpg\" alt=\"Luca Giordano Escorial\" class=\"wp-image-101954\"\/><figcaption> Luca Giordano, Fresco on the vault of the Escalera with the exaltation of the deeds of Charles V and Philip II, Monastery of the Escorial, Spain. Photo by Benito Roveran<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prosegue Nicola Spinosa: &#8220;Questa invasione del mondo negli spazi chiusi realizza un\u2019opera che sta tra sogno e verit\u00e0, che per un vero napoletano \u00e8 dimensione psicologica quotidiana: la capacit\u00e0 di coniugare corpo e spirito, miseria e nobilt\u00e0&#8221;. \u00c8 per questo intersecarsi di profondit\u00e0 e leggerezza&nbsp; che il giovane Francisco Goya, un secolo dopo,&nbsp;elegge Giordano tra i suoi modelli di riferimento. Ed \u00e8 scoperta di Roberto Longhi quella \u201carietta settecentesca\u201d che Giordano consegna a Goya e al Settecento francese.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-vedi-napoli-e-poi-muori\"><strong>\u00abVedi Napoli e poi muori\u00bb<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>&nbsp;A fine Settecento, nel suo Viaggio in Italia, Goethe scopre la \u201cpazza gioia\u201d partenopea e la speciale relazione con la morte. Scrive nella giornata del 3 marzo 1787, dopo la visita alla chiesa dei Girolamini: &#8220;Conviene del pari vedere Napoli, per comprendere ed apprezzare la scuola di pittura napoletana. Qui si vede con meraviglia tutta intera la facciata di una chiesa dipinta, dall\u2019alto al basso; sopra la porta, Cristo il quale scaccia dal tempio venditori e compratori, che spaventati ruzzolano gi\u00f9 tutti dalle scale, a destra e a sinistra. (\u2026) Luca Giordano doveva pure lavorare in fretta, per portare a compimento opere di quell\u2019importanza&#8221;. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Figura-7-Luca-Giordano-Buon-samaritano-\u2013-dopo-il-restauro-web-1920x1386-1-1024x739.jpg\" alt=\"Luca Giordano buon samaritano\" class=\"wp-image-101956\"\/><figcaption> Luca Giordano, The Good Samaritan, 1655-1657, oil on canvas, 139.7 x 195.6 cm, inv. Q 1799, Naples, Museum and Real Bosco di Capodimonte. Courtesy of Museum and Real Bosco di Capodimonte.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel 1684, fra i&nbsp; due soggiorni fiorentini, Luca \u201cFapresto\u201d aveva avuto il fiato per completare la facciata, ma alla Cappella Girolamini, e poi a Santa Brigida e alla Cappella del Tesoro a San Martino &#8211; &#8220;dipinta tutta in un fiato, e con una sola girata di pennello&#8221; come annotava il settecentesco De Dominici -, Giordano dedica il suo finale di partita, dopo il 1702, al rientro dalla Spagna. <\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1703 dipinge i sei quadri per la cappella di San Carlo voluta dai padri Girolamini, convinti che per l\u2019avvenire non ci sarebbe stato \u201cin Napoli pennello simile a quello del S.r Don Luca\u201d. L\u2019opera finale \u00e8 del 1704 ,<em> Il trionfo di Giuditta<\/em> nella scodella di San Martino. Qui non importa il soggetto biblico: fra i colori intensi e luminosi, fra azioni concitate, in serrata contiguit\u00e0 di figure e racconto, Giordano dimostra come la rapidit\u00e0 non \u00e8 certo disinvoltura sbrigativa, e come l\u2019arte non sia l\u2019unione di due mondi incommensurabili &#8211; il divino e l\u2019 umano -, ma essa stessa un&nbsp; mondo in abbozzo, un work in progress senza fine.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-CFA-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"829\" height=\"1067\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Luca_Giordano_-_Triumph_of_Judith_-_WGA09026-1.jpg\" alt=\"Luca Giordano Giuditta\" class=\"wp-image-101941\"\/><figcaption>Luca Giordano, Triumph of Judith, 1703-1704, fresco, Certosa di San Martino, Naples.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>(1) <em>Vari i suoi affondi su Luca Giordano, di cui i pi\u00f9 recenti nel catalogo della mostra monografica sul pittore, da lui curata&nbsp; al Petit Palais di Parigi&nbsp; nel 2019. Una redazione diversa da quella parigina,&nbsp; per la mostra&nbsp; su Giordano&nbsp; curata con Patrizia Piscitello, a Capodimonte&nbsp;nel&nbsp; 2020.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li><em>Luca Giordano \u2013dalla natura alla pittura, <\/em>a cura di Stefano Causa ,Patrizia Piscitello, Electa, Napoli 2020.<\/li><li><em>Luca Giordano: Le triomphe de la peinture napolitaine, <\/em>a cura di Stefano Causa, edizioni Paris Musees, 2019.<\/li><li><em>Luca Giordano. L\u2019opera completa<\/em>, a cura di Giuseppe Scavizzi, Electa Napoli, 2 vol, 2003.<\/li><li><em>Battistello Caracciolo e il primo naturalismo a Napoli<\/em>, catalogo della mostra a cura di Ferdinando Bologna, Napoli 1991.<\/li><li><em>Francesco Solimena<\/em>, di Ferdinando Bologna, Napoli 1958.<\/li><li><em>La pittura del Seicento a Napoli dal Naturalismo al Barocco<\/em>, in <em>Storia di Napoli<\/em>, vol. V, di Raffaello Causa, Cava dei Tirreni-Napoli 1972.<\/li><li><em>Luca Giordano 1634-1705, di Nicola Spinosa, E<\/em>lecta Napoli 2011.<\/li><li><em>Luca Giordano a Palazzo Lomellino<\/em>, a cura di Nicola Spinosa, catalogo della mostra, Genova 2009.<\/li><li><em>Due \u2018mitologie\u2019 di Luca Giordano<\/em>, di Roberto Longhi, in \u201cParagone\u201d, 35, 1952, pp. 41-42.<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ribera, Caravaggio, Rubens, D\u00fcrer, Veronese e Tiziano rivivono nell&#8217;arte di Luca Giordano. 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