{"id":102270,"date":"2020-11-25T11:26:54","date_gmt":"2020-11-25T10:26:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=102270"},"modified":"2020-11-26T10:11:44","modified_gmt":"2020-11-26T09:11:44","slug":"prove-di-rivoluzione-allo-strauhof-di-zurigo-tra-il-68-e-il-1980","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/11\/25\/prove-di-rivoluzione-allo-strauhof-di-zurigo-tra-il-68-e-il-1980\/","title":{"rendered":"Prove di rivoluzione: allo Strauhof di Zurigo tra il &#8217;68 e il 1980"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00c8 stata una rivoluzione culturale? O forse un&#8217;emergenza culturale? Sicuramente si \u00e8 trattato di un momento miracoloso, di un risveglio unificante e rinnovatore, avvenuto pi\u00f9 di quarant&#8217;anni fa: due mostre e due eventi teatrali a esse correlati; due esperimenti esemplari in un luogo importante di Zurigo, il museo Strauhof. Le mostre sono state <em>Frauen sehen Frauen<\/em> (Women See Women), nel 1975, e <em>Saus und Braus &#8211; Stadtkunst<\/em> (Living it up \u2013 Art of the City), nel 1980.<\/p>\n\n\n\n<p>La scorsa estate Stefan Zweifel ed io abbiamo presentato una mostra sul tema [<a href=\"https:\/\/strauhof.ch\/ausstellungen\/ausbruch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ausbruch und Rausch<\/a>, ed.], che ha coinvolto numerosi protagonisti di quegli anni, ripercorrendo gli impulsi attivisti che hanno messo improvvisamente in moto Zurigo e il suo mondo culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1975 ho fatto parte del collettivo femminista che ha organizzato <em>Frauen sehen Frauen<\/em> (Women See Women), spettacolo in bilico tra l&#8217;installazione teatrale, la vetrina intimista e la didattica, organizzato insieme al leggendario collettivo teatrale chiamato Frauenrakete e al Panzerknackerballett, &#8220;balletto&#8221; femminista che parodiava i <em>Beagle Boys<\/em> della Disney.<\/p>\n\n\n\n<p>Cinque anni dopo, sempre alla Strauhof, ho curato <em>Saus und Braus &#8211; Stadtkunst<\/em> (Living it up \u2013 Art of the City), una mostra che ha portato davanti all&#8217;establishment culturale di Zurigo la giovane scena artistica e i protagonisti del nuovo punk e della new wave. La mostra ha rivelato i frutti di una nuova idea del s\u00e9, alimentata dalle esperienze della cultura pop urbana coeva.<\/p>\n\n\n\n<p>Per l&#8217;occasione, Peter Fischli e David Weiss si sono esibiti per la prima volta in duo, presentando l&#8217;esilarante &#8220;<em>Sausage Series<\/em>&#8220;, insieme ai dipinti di Martin Disler e Klaudia Schifferle, che \u00e8 stata anche la bassista di band radicali come Kleenex e Liliput. La mostra \u00e8 stata accompagnata da una pubblicazione autoprodotta. Era un libretto grezzo, in bianco e nero, che somigliava a una voluminosa fanzine punk. La mostra includeva anche un &#8216;mostruoso&#8217; concerto notturno, con nove band che si esibivano sul palco. Tutti questi eventi hanno segnato l&#8217;inizio del postmodernismo e di un risveglio culturale mondiale che continua a influenzare l&#8217;arte, anche oggi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[Nota: la seguente cronologia \u00e8 stata composta da Bice Curiger e Stefan Zweifel. \u00c8 stata originariamente esposta su una parete dello Strauhof di Zurigo, nell&#8217;ambito della suddetta mostra intitolata <a href=\"https:\/\/strauhof.ch\/programm\/archiv\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Ausbruch und Rausch<\/a> (dal 21\/08 al 04\/10\/2020) ed \u00e8 pubblicata nel catalogo della mostra stessa (<a href=\"https:\/\/www.editionpatrickfrey.com\/de\/books\/ausbruch-rausch-frauen-kunst-punk-1975-1980\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Edition Patrick Frey<\/a>). Questa \u00e8 la sua prima versione in italiano.]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-center\">***<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1968\">1968<\/h2>\n\n\n\n<p>Per capire com&#8217;\u00e8 nato il clima culturale di cui parliamo bisogna tornare a Zurigo alla fine degli anni &#8217;60. Fino al 1971 le donne non potevano votare, e nel 1967 &#8211; un anno prima del nevralgico &#8217;68 &#8211; davanti al Caf\u00e9 Odeon ha luogo una grande protesta a favore della minigonna. \u00c8 una rivolta contro l&#8217;ipocrisia: il locale, che al piano superiore ospita uno strip bar, ha negato l&#8217;ingresso di una donna al caff\u00e8 che si trova piano terra, perch\u00e9 la donna indossava una gonna troppo corta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/40270009_A4-1024x1544.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102125\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/40270009_A4.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/40270009_a4\/\" class=\"wp-image-102125\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Minirockdemo in front of Caf\u00e9 Odeon, Zurich, August 1967. Photo: Willy Spiller.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/19800180_02_-1024x1448.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102124\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/19800180_02_.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/19800180_02_\/\" class=\"wp-image-102124\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Olivia Heussler, teenager in front of the Caf\u00e9 Odeon, Bellevue Zurich, 21 June 1980.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 1968 il discorso si rivolge alla questione politica e a quella sociale, ma qualcosa bolle in pentola anche negli ambienti culturali. Influenzate dalle rivolte studentesche tedesche e francesi, le cosiddette rivolte &#8220;Globuskrawall&#8221; trovano a Zurigo la propria paladina in Claudia Honegger, che si rivela durante le celebrazioni del Labor Day del 1969. In seguito a un dibattito nato spontaneamente tra un gruppo di protestanti e gli organizzatori dell&#8217;evento <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/claudiahonegger.ch\/die1968er\/\" target=\"_blank\">Claudia Honegger<\/a> diventa la prima donna svizzera a tenere il discorso ufficiale del 1\u00b0 maggio, mentre la folla canta l&#8217;emozionante inno di &#8220;Rosa Luxemburg&#8221;. All&#8217;epoca la Honegger ha 22 anni. Co-fonda l&#8217;FBB &#8211; un movimento in difesa della libert\u00e0 delle donne &#8211; ed \u00e8 membro del sindacato studentesco progressista. Il suo discorso avanza il principio, ancor non applicato, di parit\u00e0 di retribuzione tra uomini e donne.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"709\" height=\"965\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/20160318135158_Seite_2-722x1024-1-e1605605136402.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102357\"\/><figcaption>Claudia Honegger is the first woman to hold a 1st May speech at the M\u00fcnsterhof in Zurich. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Al Volkshaus di Zurigo il gruppo statunitense del Living Theatre esegue <em>Frankenstein<\/em>, <em>Mysteries<\/em> e, un anno dopo, <em>Paradise Now<\/em>. Il gruppo \u00e8 una comune anarco-pacifista che celebra la nudit\u00e0 ed esegue una forma di teatro radicalmente alternativa. L&#8217;anno successivo, di nuovo al Volkshaus, va in scena <em>Underground Explosion<\/em>. Si tratta di uno spettacolo multimediale simile a quelli che si metto in scena alla Factory di Andy Warhol, a New York. In questo ambito, <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.moma.org\/collection\/works\/159727\" target=\"_blank\">Tapp und Tastkino (Tap and Touch Cinema)<\/a><\/em>, di Valie Export, lascia un&#8217;impronta indelebile. Sul palco, con Peter Weibel, l&#8217;artista inizia il suo &#8220;<em>Totalangriff auf das traditionelle Kunstverst\u00e4ndnis<\/em>&#8221; (attacco totale alla comprensione tradizionale dell&#8217;arte), che fa scattare una protesta all&#8217;interno del teatro stesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Com_L18-0252-0200-0004-1024x678.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102129\"\/><figcaption>Valie Export presents her Tap and Touch Cinema during the Underground Explosion in Volkshaus Zurich, 1969. \u00a9 Heinz Baumann \/ ETH-Bibliothek Zu\u0308rich, Bildarchiv.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;Polizeistunde&#8221; (l&#8217;ora della polizia) \u00e8 il nome dato all&#8217;ora di chiusura dei locali pubblici di Zurigo, ovvero la mezzanotte &#8211; la legge rimarr\u00e0 in vigore fino agli anni Novanta. Chi desidera star fuori pi\u00f9 a lungo \u00e8 costretto a frequentare lugubri locali notturni privati. &#8220;Platte 27&#8221; \u00e8 il nome dell&#8217;ormai leggendario locale di controcultura dove i giovani possono ballare fino al mattino. Qui si mescolano i generi artisticamente pi\u00f9 progressisti. Il programma prevede musica sperimentale dal vivo e proiezioni di film nello spirito dell&#8217;Expanded Cinema. Qui si tengono performance di artisti del calibro di Guru Guru Groove e le proiezioni dei primi film di Hans-Jakob Siber, Dieter Meier o HHK Schoenherr. Misteriosamente nascosti dietro occhiali scuri, fanno la loro comparsa anche Manon e il giovane Urs L\u00fcthi: Nel locale, che per il resto \u00e8 decorato in modo sommario, il suo manifesto sta appeso a un muro. Dice: &#8220;Urs L\u00fcthi piange anche per te&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-2 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Luethi-1024x1418.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102142\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Luethi.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/luethi\/\" class=\"wp-image-102142\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Urs L\u00fcthi, Urs L\u00fcthi cries for you too, 1970, Offset poster, 70 \u00d7 50 cm.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/1968.9.UrsLuthi1bearbeitet-1024x781.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102122\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/1968.9.UrsLuthi1bearbeitet.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/1968-9-ursluthi1bearbeitet\/\" class=\"wp-image-102122\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Urs L\u00fcthi and Manon, large-format poster fanzine, published by Bob Fischer, Speed Ltd. 1968. Photo: Jean-Pierre Maurer, Robert M\u00fcller.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1970\"><strong>1970<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;arte e il cosiddetto <em>underground<\/em> sono naturalmente collegati, attraverso la rivista &#8220;Hotcha!&#8221;, per esempio, che \u00e8 ispirata al <em>beat<\/em> americano di un autore come Gary Snyder, ma anche alle fanzine di Frank-Zappa. Pubblicata da Urban Gwerder tra iul 1969 e il 1971, &#8220;Hotcha!&#8221; \u00e8 una sorta di volantino stampato in poligrafia. Tra l&#8217;altro, presenta un giovane HR Giger, che sta gi\u00e0 esponendo il suo lavoro alla Galerie Stummer, e pubblica un articolo su Andr\u00e9 Thompkins di Daniel Spoerri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"880\" height=\"1301\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/14732895880.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102127\"\/><figcaption>Title page of the underground magazine Hotcha! by Urban Gwerder, number 35, 1969.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una nuova, vitale, selvaggia forma di creativit\u00e0 sta iniziando a emergere. Come descriverla? Incarna una paradossale, raffinata ruvidit\u00e0, che si espande senza essere appesantita da intellettualismi. Un approccio ludico mina tutti i dogmi, compresa l&#8217;onnipresente atmosfera del Bauhaus. Alla fine degli anni Sessanta, l&#8217;arte concreta che la definisce si incaglia nelle proprie asserzioni e diventa, agli occhi dei giovani, arte buona per la decorazione murale delle filiali di una banca come la Sparkasse. Lo storico dell&#8217;arte Paul Nizon pubblica <em>Diskurs in der Enge<\/em> (Discorso breve), che si citer\u00e0 per decenni, nel quale parla ancora della Svizzera come di un luogo rurale. Ma \u00e8 un&#8217;immagine gi\u00e0 allora superata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1971\">1971<\/h2>\n\n\n\n<p>Anche nelle istituzioni tradizionali, come la Kunsthaus Z\u00fcrich, si sta verificando un cambiamento, in particolare grazie all&#8217;inquietante e molto discussa mostra di Edward Kleinholz intitolata <em>11 Tableaux<\/em>. Tra questi c&#8217;\u00e8 un pezzo che protesta contro la guerra in Vietnam come <em>War Memorial<\/em> e c&#8217;\u00e8 <em>Roxy&#8217;s<\/em>, una morbosa visione dell&#8217;orrore di un bordello, congelato nel tempo, buio, stretto, soffocante e profondamente teatrale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"713\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/kienholz.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102140\"\/><figcaption>Edward Kienholz, Roxy&#8217;s, 1960\/61, installation, presented in 1971 in his exhibition 11 Tableaux\nat the Kunsthaus Z\u00fcrich.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1973\">1973<\/h2>\n\n\n\n<p>Zurigo era ed \u00e8 al tempo stesso una piccola metropoli e una citt\u00e0 rurale, abbastanza grande da essere vivace e collegata ai fenomeni sintomatici, nuovi e pi\u00f9 emozionanti dell&#8217;epoca. Nel 1973, dopo aver vissuto diversi anni a New York, l&#8217;artista Heidi Bucher torna nella cittadina svizzera con la sua famiglia. Racconta alla pittrice Rosina Kuhn, sua amica, di certe artiste che in Calofirnia hanno riempito una casa di opere dissacranti, discussioni e domande scomode: \u00e8 l&#8217;ormai celebre <a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/judychicagoportal.org\/projects\/womanhouse\" target=\"_blank\">Womanhouse<\/a> di Judy Chicago e Miriam Schapiro. Questo le porter\u00e0 a creare la mostra <em>Frauen sehen Frauen <\/em>(Women See Women) per lo Strauhof di Zurigo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Womanspace-Magazine-First-edition-February-1973-1-1024x1287.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102148\"\/><figcaption>Title page of the Womanspace Journal, Vol. 1, No. 1, 1973, by Judy Chicago and Miriam Schapiro.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo la seconda guerra mondiale la Svizzera ha la fortuna di avere curatori d&#8217;eccezione come Arnold R\u00fcdlinger, Franz Meyer, Harald Szeemann &#8211; che nel 1969 scrive una pagina di storia dell&#8217;arte con la fondamentale <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"http:\/\/www.radicalmatters.com\/metasound\/pdf\/Szeemann-Harald_Live-In-Your-Head_When-Attitudes-Become-Form_1969.pdf\" target=\"_blank\">When Attitudes Become Form<\/a><\/em> &#8211; e Jean-Christophe Ammann, che all&#8217;inizio degli anni &#8217;70 presenta al Kunstmuseum Luzern opere radicalmente avanguardistiche. Con passione e spiccato senso comunicativo, Ammann ridefinisce il ruolo del mediatore, generando intorno a s\u00e9 una scena artistica vibrante e molto influente. Anche le gallerie di Zurigo, in quel momento, emettono un&#8217;energia internazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Szeemann_Ammann-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102145\"\/><figcaption>Grand curators among themselves: Jean-Christophe Ammann and Harald Szeemann, Kassel 1972. Photo: Till Spiro.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 Zurigo guarda <em>When Attitudes Become Form<\/em> con un certo distacco, con la coda dell&#8217;occhio. Allo stesso modo, definirsi artista \u00e8 considerato qualcosa di pretenzioso. Dal punto di vista della sottocultura, o della controcultura, la questione \u00e8 particolarmente presente sulla scena zurighese, che ha in David Weiss la propria incarnazione. Egli \u00e8 legato al negozio di macrobiotica Mister Natural, sull&#8217;Hirschengraben, ed \u00e8 attivo su molti fronti: disegna storie meravigliosamente poetiche, dipinge come un Max Bill lisergico delicate opere a guazzo; produce piccole pubblicazioni come il Regenb\u00fcchlein; Nel 1976 espone a St\u00e4hli e in una delle pi\u00f9 importanti mostre del Kunstmuseum di Lucerna, <em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.kunstmuseumluzern.ch\/en\/exhibitions\/mentalitaet-zeichnung\/\" target=\"_blank\">Mentalit\u00e4t: Zeichnung<\/a><\/em>.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1974\">1974<\/h2>\n\n\n\n<p>A Zurigo la star indiscussa degli anni &#8217;70 \u00e8 Urs L\u00fcthi. Non solo riesce a essere una grande fonte d&#8217;ispirazione per gli altri artisti, ma \u00e8 anche la personalit\u00e0 che pi\u00f9 cerca di superare la proverbiale claustrofobia svizzera. Contrariamente ai giovani artisti dell&#8217;epoca, per lo pi\u00f9 attivi solo a livello locale, L\u00fcthi espone in Italia, Francia, Austria, e nel 1977 partecipa a Documenta 6 a Kassel. Grazie al ruolo giocato dalla fotografia e dalla performance, dallo scherzo, dal tono incantevole e da una certa freddezza, il lavoro di L\u00fcthi guadagna presto ampi consensi. Nel 1974 Jean-Christophe Ammann gli attribuisce un ruolo centrale nella mostra <em>Transformer &#8211; Aspekte der Travestie<\/em>, al Kunstmuseum di Lucerna.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Transformers_Titelseite_retuschiert-e1605533155693-1024x1531.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102146\"\/><figcaption>Cover page of the catalogue Transformer for the eponymous exhibition by Jean-Christophe\nAmmann in the Museum of Art Lucerne, 1974. Photo: Andrew Sherwood, Walter Pfeiffer,\nGabriel Grendene.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/LUTH_002675.1_5-1024x681.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102143\"\/><figcaption>Urs L\u00fcthi and David Weiss, Lazy Days (detail),1974, inkjet on paper, 29,7 \u00d7 42 cm, 1974\/2018. Photo: Urs L\u00fcthi and David Weiss.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1975\">1975<\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;8 gennaio 1975 si inaugura la mostra <em>Frauen sehen Frauen<\/em>. La NZZ tv parla di &#8220;un vernissage turbolento&#8221;: dopo 20 ore di opening, sulle scale, nei corridoi e nelle sale dello Strauhof i visitatori possono a malapena stare in piedi &#8211; figuriamoci se possono camminare. Nel vicolo davanti all&#8217;edificio chi \u00e8 stato spinto indietro dalla folla incontra chi \u00e8 riuscito a sfuggirle. Il potere femminile \u00e8 nell&#8217;aria. L&#8217;ONU dichiara il 1975 l&#8217;anno della donna. Lo spirito \u00e8 maturo. Il <em>finissage<\/em> si svolge nella sala del ristorante Weisser Wind con una performance del gruppo teatrale Frauenrakete. \u00c8 un nuovo inizio per i dopo-mostra. Nel frattempo sono arrivate le serate dei cabaret, come l&#8217;Ecole de Charme, ovvero la parodia delle lezioni sul trucco messa in scena da Elisabeth Bossard.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1976\">1976<\/h2>\n\n\n\n<p>Il collettivo Panzerknacker si esibisce con Serge Stauffer, conduttore-domatore di animali che finisce a terra durante lo spettacolo. Nella scena di chiusura le donne si mettono in posa trionfante, calpestandolo mentre lui \u00e8 sdraiato sul palco. Nella performance del 1976 alla Sch\u00fctzenhaus Albisg\u00fcetli Frauenrakete presenta la parodia di una sfilata di moda e un&#8217;acido quiz televisivo chiamato <em>Fr\u00f6get Sie n\u00f6d!<\/em> con Dominique Grandjean, psichiatra e musicista, che parteciper\u00e0 anche a <em>Saus und Braus<\/em> come membro della band Hertz, fondata nel 1978. Grandjean Scrive canzoni altamente idiosincratiche, come <em>Willi Ritschard<\/em> &#8211; in cui il testo \u00e8 costituito esclusivamente dai capitoli della biografia dell&#8217;omonimo consigliere socialdemocratico &#8211; o <em>Jodel<\/em>, i cui versi dicono: &#8220;quando il sole si spinge dietro il fianco della montagna\/ il rabarbaro nell&#8217;orto oscilla nel vento\/ verso sera, quando i gatti fanno l&#8217;amore\/ jodolohi, jodoloho&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Frauenrakete-1024x745.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102131\"\/><figcaption>Closing picture of the Panzerknackerballet with\nKatrin Tr\u00fcmpy, sitting on the trophy, the\n&#8220;floored&#8221; conductor Serge Stauffer;\nin the background his son Veit Stauffer, 1975. Photo: ZHdK.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel dicembre 1976 Frauenrakete fa la sua ultima apparizione alla Rote Fabrik. Da un lato interpretano i loro successi pi\u00f9 amati, dall&#8217;altro si esibiscono con &#8220;Troppo&#8221;, una band in stile Roxy Music. Anche la giovane punk band &#8220;Razzia&#8221; suona, provando come la nuova scena musicale metta sempre pi\u00f9 in gioco la propria vitalit\u00e0 creativa, venata da una certa crudezza formale. Il loro batterista \u00e8 il figlio di Doris e Serge Stauffer, co-fondatore degli F+F, che hanno partecipato attivamente alle attivit\u00e0 femminili di cui dicevamo sopra. Doris \u00e8 vista come la maestra di band come F+F, ma anche Klaudia Schifferle, i Kleenex e Stephan Eicher, che nel 1980 ha ottenuto successo con il brano di Grauzone Eisb\u00e4r.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla fine degli anni &#8217;70, a Zurigo, nonostante gli spazi per le esibizioni siano molto limitati, le band vanno al massimo. Ogni metro quadrato sembra essere gi\u00e0 sfruttato commercialmente. Degna di nota \u00e8 l&#8217;altissima percentuale di donne musiciste. Accanto ai Kleenex ci sono Sarah Sch\u00e4r dei TNT e Silvia Zanotta dei Mother&#8217;s Ruin. L&#8217;estetica della Fanzine \u00e8 celebrata con No Fun or Shit dalla quattordicenne Noldi Meyer, che in seguito d\u00e0 il via all&#8217;Energy-Party, all&#8217;indomani della prima <em>street parade<\/em> di Zurigo. Il linguaggio visivo pi\u00f9 selvaggio, combinato con testi a collage, entra a far parte del catalogo di <em>Saus und Braus<\/em>.e<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono alcuni esempi degni di nota nel <em>crossover<\/em> tra musica e scena artistica. Per esempio, c&#8217;\u00e8 il giovane Peter Fischli, che disegna poster e copertine di dischi. Lo fa per Kleenex, LiLiPUT e Hertz, oltre che per un negozio di dischi tra i pi\u00f9 frequentati. Le infrastrutture disponibili sono utilizzate controcorrente: Ropress, fondata dalla sinistra del &#8217;68, per le opere di stampa; il Sunrisestudio, a Kirchberg, per le sessioni di registrazione &#8211; lo studio offre i propri servizi a met\u00e0 prezzo ai musicisti &#8220;non commerciali&#8221;. Per quanto riguarda la musica dal vivo, i locali vengono spinti al limite: dall&#8217;Hey-Klub organizzato dall&#8217;Associazione Svizzera Omofili, ai club per studenti di Niederdorf, fino al night club &#8220;High Life&#8221;, ribattezzato da qualcuno &#8220;low life&#8221; club.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1977\">1977<\/h2>\n\n\n\n<p><em>Music for Millions<\/em> \u00e8 il titolo perfetto per il video girato da Walter Pfeiffer e Lisa Enderli nel 1977. Si tratta di una raccolta di brevi sketch, non verbali e spensierati, che si svolgono nel loro appartamento, registrati con una telecamera a noleggio. Walter Pfeiffer [<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/04\/08\/walter-pfeiffer-an-interview-with-queer-photographys-forerunner\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> il link alla nostra intervista con Wlater Pfeiffer; ndr.<\/em>] \u00e8 tra le figure ispiratrici del momento, con i poster disegnati in filigrana per il Filmpodium e le sue foto fiabesche di uomini nudi o seminudi, pubblicate nel 1980 come libro. \u00c8 anche il fotografo che ha scattato la foto di gruppo dei protagonisti di <em>Frauen sehen Frauen<\/em>. Nel 1980 Lisa Enderli espone i suoi disegni nell&#8217;ambito di <em>Saus und Braus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei locali della citt\u00e0 un&#8217;atmosfera rurale e intima si mescola con eventi eclettici, di classe, che sfidano la scena come mai prima di allora. In altri luoghi, le scene si dividono rapidamente in compartimenti: qui gli studenti, l\u00e0 gli artisti; gli attivisti politici da una parte, i musicisti dall&#8217;altra. Il bar pi\u00f9 frequentato \u00e8 il warholiano Max&#8217;s Kansas City di Niederdorf. \u00c8 importante notare che la Svizzera si trova nella scia delle dure divisioni politiche generate dalle Brigate Rosse o alla RAF nell'&#8221;autunno tedesco&#8221; del 1977. L&#8217;atmosfera rilassata, aperta e confortevole attira artisti da Amburgo, Colonia e D\u00fcsseldorf, come Sigmar Polke &amp; Co.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/F-3282-1024x1544.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102130\"\/><figcaption>Sigmar Polke, Spiegelberg 1976.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Artista oppure no, non \u00e8 mai questa la domanda che ci si pone! Ognuno \u00e8 una stella, ogni individuo una galassia complessa. La scena locale si distingue dal resto come un terreno di coltura selvaggio e creativo, intelligente, non appesantito da un corsetto teorico, piuttosto benedetto dalla comunit\u00e0 e da una sfrontata fiducia nel presente. I radicali liberi si incontrano di notte nei bar Fantasio, Kon-Tiki e Splendid, e pi\u00f9 tardi anche nel Castel Pub e nell&#8217;Hey-Club, che si evolve, da luogo d&#8217;incontro per omosessuali a punto caldo della scena punk.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-1980\">1980<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel 1980 viene pubblicato nel Kunst-Bulletin della Swiss Art Society un lungo articolo di Bice Curiger intitolato <em>Between e-culture and Punk<\/em> sulla generazione del dopoguerra cresciuta con la musica rock. Urs Peter M\u00fcller, consigliere comunale per l&#8217;arte, la invita a curare una mostra sul tema allo Strauhof. La mostra si intitola <em>Saus und Braus<\/em>, parla di Zurigo e vuole mostrarne l&#8217;humus: &#8220;C&#8217;\u00e8 stata fin dall&#8217;inizio l&#8217;intenzione di rendere visibile un sistema di riferimento, che altrimenti, attraverso le istituzioni artistiche, non sarebbe mai arrivato in superficie. Lo spettatore acuto dovrebbe saper riconoscere ci\u00f2 che era familiare in un contesto non familiare. <em>Un po&#8217; artista un po&#8217; no<\/em> \u00e8 il titolo di una canzone di Adriano Celentano&#8221;, ed \u00e8 anche il titolo della prefazione del catalogo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/GS-ZUST-Ordner15-515-06-1024x685.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102135\"\/><figcaption>Stephan Wittwer and Ernst Thoma, &#8220;Improvised music in a cybernetic System&#8221;, concert at the vernissage of Saus and Braus, 17 July 1980. Photo: Andreas Z\u00fcst.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La maggior parte degli artisti non ha mai esposto, e forse non ha nemmeno mai preso considerazione la possibilit\u00e0. Allo stesso tempo, ci sono voci forti come quella di Martin Disler, che presenta la sua <em>Invasion einer falschen Sprache<\/em> (Invasione di una lingua falsa) alla Kunsthalle Basel, scatenando una protesta, attraverso la sua pittura grezza come una miscela tra punk e Antonin Artaud. In parte dipinte su tele di grande formato, o anche direttamente sulla parete, le sue opere irradiano una posizione energica, come se volesse cancellare una volta per tutte dalla faccia della terra tutto ci\u00f2 che \u00e8 pulito, minimalista e ordinato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Zust_14_259_1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102149\"\/><figcaption>Andreas Z\u00fcst with David Weiss, 1979. Sissi Z\u00f6beli and Ursula Rodel, Zurich 1979. Contact print: Andreas Z\u00fcst.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Peter Fischli e David Weiss espongono per la prima volta la loro <em>Wurstserie<\/em> a Saus und Braus nel 1980. Il pezzo diventer\u00e0 poi famoso. \u00c8 la loro prima partecipazione istituzionale come duo. Klaudia Schifferle e Peter Fischli disegnano la copertina del catalogo e il poster della mostra: lo fanno con pathos ironico e rivoluzionario, nello stile di una xilografia tradizionale. Il manifesto \u00e8 un&#8217;allegoria delle quattro arti (pittura, musica, cinema, poesia) con certe rime e frasi di Schifferle intagliate nel legno: &#8220;i pittori di questa citt\u00e0 hanno sempre la testa bassa&#8221;, o &#8220;suole tranquille&#8221; per il chitarrista, &#8220;foto, pellicola e luce, l\u00ec sta il trucco&#8221; per l&#8217;uomo con la macchina fotografica, o per quello che dondola una penna d&#8217;oca &#8220;allegramente ogni notte, non scrive mai&#8221;. Klaudia Schifferle, la cantante dei Kleenex, poi diventati LiLiPUT, dipinge grandi opere su cartone, altro grande contributo alla gioiosa immediatezza visiva di <em>Saus und Braus<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;ingresso dello Strauhof, proprio accanto al telefono, al distributore di monete e al posacenere, \u00e8 appesa la copia di Sergio Galli di <em>A Bigger Splash<\/em> di David Hockney, insieme alle copie delle <em>Demoiselles d&#8217;Avignon<\/em> di Picasso e a un pezzo di Mir\u00f3. Le copie di Galli sono un omaggio sia all&#8217;opera originale che al clich\u00e9 che queste sono diventate nel tempo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Sergio-Galli-mit-Kandinsky-1024x701.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-102144\"\/><figcaption>Sergio Galli in his studio in front of a &#8220;Mir\u00f3&#8221;. Photo: Andreas Z\u00fcst.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il programma di accompagnamento della mostra inizia gi\u00e0 all&#8217;inaugurazione, dove le LiLiPUT si esibiscono nel garage accanto, insieme alla chitarrista Steffi Wittwer, con l&#8217;elettronica di Ernst Thoma. Sotto il tiglio, di fronte alla vicina chiesa di San Pietro, altre esibizioni sono organizzate da artisti del calibro di Anton Bruhin, La Lupa, con le poesie scritte da Martin Disler.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 29 agosto 1980 si svolge il Monsterkonzert, una parata di sette ore, animata dalle band pi\u00f9 in voga: Ladyshave, TNT, Hertz, Mother&#8217;s Ruin, LiLiPUT, Maloo Lala, Bucks &#8211; nomi riconosciuti non solo per la variet\u00e0 di stili, ma anche per l&#8217;idiosincrasia, l&#8217;urbanit\u00e0 e un pizzico di umorismo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-2 is-cropped wp-block-gallery-3 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/GS-ZUST-Ordner15-526-7A-1024x685.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102137\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/GS-ZUST-Ordner15-526-7A.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/gs-zust-ordner15-526-7a\/\" class=\"wp-image-102137\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Barbara Schneider, Walter Pfeiffer and Rica Pfenninger at Monsterkonzert, 1980.\n.<\/figcaption><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/GS-ZUST-Ordner15-515-19-1024x685.jpg\" alt=\"\" data-id=\"102136\" data-full-url=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/GS-ZUST-Ordner15-515-19.jpg\" data-link=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/gs-zust-ordner15-515-19\/\" class=\"wp-image-102136\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Monster Concert: Intermezzo with people from the &#8220;Movement&#8221; at the Volkshaus Zurich, 29 August 1980. Photo: Andreas Z\u00fcst.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Il Monsterkonzert, come la mostra, \u00e8 legato alle proteste (opernhauskrawall) giovanili del 30 maggio e alle conseguenze che ne derivano nelle settimane successive. La stampa dice, a proposito dello Strauhof, che i &#8220;guerriglieri della citt\u00e0&#8221; sono al lavoro. Dicono che sia la mostra degli &#8220;indiani metropolitani&#8221;, nonostante sia stata pianificata prima dei disordini. \u00c8 innegabile che ci siano dei collegamenti tra i disordini e la mostra, per esempio nella richiesta di maggiore riconoscimento e sostegno per la cultura pi\u00f9 giovane. Ironia della sorte, <em>Saus und Braus<\/em> avrebbe potuto dimostrare al governo locale che certe esigenze erano gi\u00e0 <em>ante festum<\/em> chiare, ovvero prima che si arrivasse lanciare le pietre. Per fortuna, <em>Saus und Braus<\/em> non \u00e8 stata strumentalizzata, forse perch\u00e9 i politici non hanno mai avuto l&#8217;opportunit\u00e0 di farlo, non essendo abituati a una discussione complessa sulla cultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma ormai i tempi sono cambiati. Mentre il presente \u00e8 dominato dalla tecnocrazia della comunicazione, molti artisti si trovano paradossalmente risucchiati nel vuoto della cultura locale. La cosa interessante degli eventi qui descritti \u00e8 lo slancio attivista, alimentato da desideri collettivi e da questioni unificanti. Anche quando \u00e8 stato espresso con mezzi modesti, questo slancio ha lasciato un impatto, grazie a un&#8217;eco-camera reattiva e locale che \u00e8 emersa in quel momento e che serve come base per le nostre azioni di oggi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla mostra che allo Strauhof di Zurigo ha ricostruito la genesi della contro-cultura elvetica, ecco la cronologia che ne ripercorre le tappe pi\u00f9 importanti.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":102125,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-102270","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/102270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/102270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/102125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=102270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=102270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=102270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}