{"id":104558,"date":"2021-01-28T13:52:02","date_gmt":"2021-01-28T12:52:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=104558"},"modified":"2021-01-28T13:55:41","modified_gmt":"2021-01-28T12:55:41","slug":"un-viaggio-tra-due-fiumi-nei-teatri-del-polesine","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/01\/28\/un-viaggio-tra-due-fiumi-nei-teatri-del-polesine\/","title":{"rendered":"Un viaggio tra due fiumi nei Teatri del Polesine"},"content":{"rendered":"\n<p>Mentre i teatri d&#8217;Europa sono chiusi, e mentre i lavoratori dello spettacolo sopportano gli stenti della crisi, CFA vuole fare un omaggio a una serie di teatri poco conosciuti ma dalla storia densa e tenace. Siamo nella Provincia di Rovigo, al di qua delle Grandi Valli Veronesi, nel territorio che corre tra il fiume Adige e il Po e che si spinge fino al mar Mediterraneo. \u00c8 in questa zona, conosciuta fin dal Medioevo con il nome di Polesine (per la sua origine paludosa), che parte il nostro percorso di riscoperta. <\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;itinerario comincia da Rovigo e si snoda in piccoli centri, fra teatri nati spesso dalla volont\u00e0 di gruppi di privati che si sono tassati per costruirli e per sostenerne l\u2019attivit\u00e0. Malgrado la posizione decentrata, luoghi poco noti come Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Lendinara e Loreo, hanno potuto intrecciare la loro storia con quella di grandi nomi della musica come Maria Callas, Luciano Pavarotti e persino con i Genesis di Peter Gabriel agli inizi della loro carriera. Inoltre, le loro architetture, come anche le decorazioni interne, viste qui con lo sguardo del  fotografo Giovanni H\u00e4nninen, rappresentano un&#8217;occasione per rinfrescare la memoria sull&#8217;attivit\u00e0 di maestranze, architetti e pittori un tempo acclamati e poi dimenticati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Rovigo.-Teatro-Sociale-Web\u00a9hanninen-CF083829-1024x768.jpg\" alt=\"Rovigo, Teatro Sociale\" class=\"wp-image-104564\"\/><figcaption>Rovigo, Teatro Sociale \u00a9Giovanni  H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro Sociale di Rovigo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Epicentro dell&#8217;itinerario \u00e8 Rovigo, dove all&#8217;inizio dell\u2019Ottocento un gruppo di melomani decide di raccogliere fondi per la costruzione di un grande teatro, e incarica del progetto l&#8217;architetto Sante Baseggio, autore nella stessa citt\u00e0 del palazzo dell&#8217;Accademia dei Concordi. Il teatro apre al pubblico il 3 marzo del 1819, ma \u00e8 sul finire del secolo che vive il suo moneto d&#8217;oro con i <em>Pagliacci<\/em> di Leoncavallo, la <em>Cavalleria rusticana<\/em> di Mascagni, la <em>Manon Lescaut<\/em> di Puccini, l&#8217;<em>Otello<\/em> di Giuseppe Verdi.  <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Rovigo.-Teatro-Sociale-Web\u00a9hanninen-CF084032-1024x768.jpg\" alt=\"Rovigo, Teatro Sociale\" class=\"wp-image-104566\"\/><figcaption>Rovigo, Teatro Sociale \u00a9Giovanni  H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un incendio che non si riesce a domare, nel 1902, distrugge il teatro: nell&#8217;arco di una sola notte le fiamme si mangiano l&#8217;edificio, risparmiando soltanto le mura esterne e la facciata. La ricostruzione impiega due anni, e il teatro torna al pubblico con <em>Iris<\/em> di Mascagni, alla presenza del compositore. Seguiranno altri debutti importanti, come quello di Beniamino Gigli, nel &#8217;44, ne <em>La Gioconda<\/em> di Ponchielli su libretto del padovano Arrigo Boito; e ancora, nello stesso anno, quello di Renata Tebaldi nel <em>Mefistofile<\/em>, opera scritta e composta dallo stesso Boito. Ma nella storia del Teatro di Rovigo vanno ricordate soprattutto le presenze di Maria Callas nel ruolo di Aida, nel 1948, e di Luciano Pavarotti, nel 1962, nei panni del duca di Mantova del <em>Rigoletto<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Rovigo.-Teatro-Sociale-Web\u00a9hanninen-CF083838-1024x768.jpg\" alt=\"Rovigo, Teatro Sociale\" class=\"wp-image-104565\"\/><figcaption>Rovigo, Teatro Sociale \u00a9Giovanni  H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro di Adria<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Spostandosi verso Est, si arriva ad Adria e al suo teatro, che gi\u00e0 nei nomi che gli sono stati attribuiti simbolizza il passaggio repentino di tre diverse epoche storiche: &#8220;Littorio&#8221; durante il fascismo, poi &#8220;Teatro del Popolo&#8221; nella stagione del Dopoguerra, e infine, come si chiama ancora oggi, &#8220;Comunale&#8221;. Ma il teatro di Adria \u00e8 anche l\u2019erede di una tradizione che risale all&#8217;antica Roma, come testimoniano le maschere conservate al <a href=\"https:\/\/polomusealeveneto.beniculturali.it\/musei\/museo-archeologico-nazionale-di-adria\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Museo Archeologico<\/a> della citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Adria.-Teatro-Comunale-Web\u00a9hanninen-CF084991-1024x760.jpg\" alt=\"Adria Theater\" class=\"wp-image-104569\"\/><figcaption>Adria Theater \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A inaugurare il Littorio, il 24 settembre del 1935, fu il <em>Mefistofile<\/em> di Arrigo Boito, diretto da Tullio Serafin. Tra gli interpreti, l\u2019adriese Rosetta Pampanini, Tancredi Pasero e una giovanissima Giulietta Simionato, agli esordi di una carriera che l&#8217;avrebbe portata a clacare le scene dei pi\u00f9 importanti luoghi della lirica. Gi\u00e0 tre anni prima, il 4 settembre del 1932, sul proscenio di un teatro ancora cantiere, si erano esibiti in un concerto di beneficenza Beniamino Gigli, Maria Caniglia e Margherita Carosio. Lo stesso Gigli, come ricorda una lapide ancora oggi nell\u2019atrio del Teatro, partecip\u00f2 a diversi spettacoli rinunciando a qualsiasi compenso. In fatto di debutti, inoltre, ne va ricordato  uno che \u00e8 entrato nella storia della musica al di fuori della lirica: il primo concerto dei Genesis in Italia, il 6 Aprile del 1972. Ad ascoltare il gruppo di Peter Grabriel c\u2019era appena un centinaio di persone. Sul palco, una band praticamente sconosciuta in Italia, come pure in patria, appena prima di diventare un fenomeno mondiale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Adria-Teatro-Comunale-Web\u00a9hanninen-CF085284-1024x767.jpg\" alt=\"Adria Theater\" class=\"wp-image-104570\"\/><figcaption>Adria Theater \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro Zago a Loreo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proseguendo a Est in direzione del Delta del Po, si arriva a Loreo, dove un piccolo teatro, il Teatro Zago, fu costruito sulle strutture di una vecchia chiesa sconsacrata. I lavori di riadattamento della chiesa a del teatro furono completati a fine Ottocento dall\u2019architetto Guglielmo Zangirolami. Nel 1919, il suo interno venne decorato da Gino Albini con allegorie musicali e ritratti di grandi compositori. Risale a quella ristrutturazione anche la facciata in stile liberty che ancora oggi il teatro conserva. Dopo anni di abbandono, il Comune di Loreo sta finalmente procedendo al recupero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Loreo.-Teatro-Zago-Web\u00a9hanninen-CF086169-1024x768.jpg\" alt=\"Teatri del Polesine, The Zago Theater in Loreo\" class=\"wp-image-104580\"\/><figcaption>The Zago Theater in Loreo \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro Ballarin di Lendinara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Se da Rovigo si procede verso l&#8217;entroterra, in direzione Ovest, s&#8217;incrocia presto Lendinara, piccolo centro ricco d&#8217;arte a cominciare dal Santuario della Beata Vergine del Pilastrello, con i suoi affreschi e con una tela di Jacopo e Domenico Tintoretto; il Duomo, con dipinti del 500 come la <em>Madonna con Bambino<\/em> di Domenico Mancini; la chiesa di San Biagio, risalente al Duecento anche se rimaneggiata nel XIX secolo; e ancora, le quattrocentesche chiese di San Francesco e di Santa Maria e Sant&#8217;Anna; o la cinquecentesca Chiesa di San Giuseppe, con le tele degli allievi di Federico Zuccari. A Lendinara l\u2019antico \u201cGranazzo\u201d estense (cio\u00e8 l&#8217;edificio cittadino destinato al deposito delle biade) venne acquistato nell&#8217;Ottocento da due privati, Girolamo Ballarin e Giovanni Maria Bertazzi, che decisero di trasformarlo in un teatro e affidarono i lavori all\u2019architetto Antonio Foschini. Le decorazioni pittoriche furono invece affidate al bolognese Giuseppe Tadolini (allievo di Pelagio Pelagi) autore anche del sipario dipinto con il <em>Giudizio di Paride<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Lendinara.-Teatro-Ballarin-Web\u00a9hanninen-CF085886-1024x768.jpg\" alt=\"Teatri del Polesine, The Ballarin Theater of Lendinara\" class=\"wp-image-104578\"\/><figcaption>The Ballarin Theater of Lendinara \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019inaugurazione del Nuovo teatro avvenne il 3 settembre 1814 con <em>L\u2019amor marinaro<\/em> diretto da Giuseppe Cappellini e con le scene di Tadolini. Agli inizi del Novecento, il Ballarin fu ampliato e trasformato, su disegno dell&#8217;architetto Lorenzo Colliva di Bologna, e arricchito da nuove decorazioni in stile liberty-floreale. Segu\u00ec poi la triste trafila che lo accomuna a molti teatri del territorio: la fine delle grandi rappresentazioni, la trasformazione in cinema, e poi la chiusura. Dopo decenni d&#8217;abbandono, per il Ballarin la rinascita arriv\u00f2 solo nel 2005, con l&#8217;inizio di un restauro che lo ha riaperto alla sua comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro Sociale di Badia Polesine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Muovendo ancora verso Ovest, da Lendinara, si arriva a Badia Polesine, quasi al filo del fiume Adige. S&#8217;incontrano il gotico palazzo storico, il neogotico del mercato coperto,  i tanti palazzi nobiliari del XVI secolo e un parco dedicato a Bruno Munari. Qui il Teatro Sociale apr\u00ec nel 1813, ma la sua attivit\u00e0 dur\u00f2 meno di 100 anni. Quasi allo scoccare del nuovo secolo, infatti, la crisi economica port\u00f2 alla decisione di chiudere ogni attivit\u00e0, e i locali furono trasformati in deposito di mobili. Nel 1944 la Soprintendenza ne decise persino la demolizione. La sciagurata entrata in guerra dell&#8217;Italia ebbe almeno il merito di bloccare i lavori. Il Teatro Sociale di Badia Polesine rest\u00f2 muto e vuoto ancora per decenni, e l&#8217;avvio di un progetto di rinascita si ebbe soltanto alla fine degli anni 60, quando un finanziamento ministeriale consent\u00ec di sostenere i primi interventi di messa in sicurezza. Il completamento dei restauri \u00e8 invece conquista recente (anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo). Il recupero non solo ha restituito alla regione un teatro storico, ma ha preservato anche le originarie macchine di scena, ancora oggi funzionanti,  segno vitale di una tormentata lotta di resistenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Badia-Polesine-Teatro-Balzan-Web\u00a9hanninen-CF084746-1024x767.jpg\" alt=\"teatri del Polesine - Badia Polesine, Teatro Sociale\" class=\"wp-image-104572\"\/><figcaption>Badia Polesine, Teatro Sociale \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il teatro di Badia Polesine \u00e8 detto oggi \u201cLa piccola Fenice\u201d o la \u201cScatola d\u2019oro\u201d per via delle decorazioni e i dipinti del suo interno, che si devono Francesco Bagnara e Sebastiano Santi. Quest&#8217;ultimo, in particolare, andrebbe riscoperto oggi dagli amanti dell&#8217;arte ottocentesca. Insieme a Bagnara, infatti, fu  impegnato come pittore teatrale nei pi\u00f9 importanti centri del Veneto (come il teatro Accademico di Bassano del Grappa, il San Benedetto di Venezia, il Teatro Sociale di Belluno, il Filarmonico e il Teatro Nuovo di Verona); lavor\u00f2 con Tranquillo Orsi e Francesco Hayez al Teatro Sociale di Mantova, a quello di Este e (tra il 1836 e 37) alla Fenice di Venezia; e collabor\u00f2 con Giuseppe Borsato al Sociale di Udine e all&#8217;Apollo&nbsp;di Venezia. Di Sebastiano Santi andrebbe rivalutata anche l&#8217;attivit\u00e0 di frescante, per esempio con i lavori che ha lasciato (ancora oggi ben conservati) nella chiesa di San Luca Evangelista nel sestiere di San Marco a Venezia (da lui anche restaurata nel 1832, dopo il crollo del &#8217;27) e nella chiesa di San Geremia, nel sestriere di Cannaregio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Badia-Polesine.-Teatro-Balzan-Web\u00a9hanninen-CF084612-1024x767.jpg\" alt=\"Badia Polesine, Teatro Sociale\" class=\"wp-image-104573\"\/><figcaption>Badia Polesine, Teatro Sociale \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Teatri del Polesine: <strong>il Teatro Cotogni di Castelmassa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Castelmassa \u00e8 l&#8217;ultima tappa dell&#8217;itinerario, a poco pi\u00f9 di 30 chilometri da Lendinara. Il suo teatro deve il nome al baritono Antonio Cotogni, che qui cant\u00f2 per l\u2019inaugurazione, il 23 agosto 1884, nel <em>Barbiere di Siviglia<\/em> di Rossini: con la sua esibizione fece talmente parlare di s\u00e9 e del nuovo teatro che il Comune decise di conferirgli la cittadinanza &#8220;massese&#8221;. Anticipato da un a grande loggia, nell\u2019impianto originale il Teatro aveva un ampio ridotto, utilizzato dai cittadini anche come biblioteca. Un restauro negli anni 50 ha allargato la capienza del palcoscenico. Trasformato in cinema, poi lesionato dal sisma del 2012, e a rischio di chiusura, il Teatro \u00e8 invece rinato e solo da poco ha ritrovato le forme originarie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/01\/Castelmassa.-Teatro-Cotogni-Web\u00a9hanninen-CF086494-1024x767.jpg\" alt=\"The Cotogni Theater of Castelmassa:Teatri del Polesine\" class=\"wp-image-104575\"\/><figcaption>The Cotogni Theater of Castelmassa during the restoration \u00a9Giovanni H\u00e4nninen<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La fondazione di teatri in questa zona \u00e8 un fatto tutt&#8217;altro che eccezionale. Fino a pochi decenni fa erano attivi quasi 50 teatri, distribuiti anche in paesini di poche centinaia di abitanti, persi nel Delta del Po. Della loro presenza, oggi, non resta traccia che negli archivi, e in libri come <em>I Teatri del Veneto<\/em> (a cura di Franco Mancini, Maria Teresa Muraro e Elena Povoledo, Venezia, 1988), testo dal quale sono tratte molte delle informazioni che avete letto in questo articolo. In quella moltitudine scomparsa, fatta di piccoli luoghi per la musica e le scene, i teatri &#8220;Sociali&#8221; di Rovigo, Adria, Badia Polesine, Castelmassa, Lendinara e Loreo sono i soli sopravvissuti, ancorch\u00e9 temporaneamente chiusi per via della pandemia. Nel Palazzo Roncale di Rovigo saranno anche protagonisti (con la loro storia e i documenti d&#8217;epoca) di una mostra prevista dal 13 marzo al 27 giugno. Con l&#8217;ovvio auspicio che per quel tempo, e insieme con gli teatri d&#8217;Europa, possano anche tornare ad alzare i loro storici sipari.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un percorso fra i teatri del Polesine, nel territorio tra l&#8217;Adige e il Po. Musica, architettura, pittura, e l&#8217;attesa di una nuova vita<\/p>\n","protected":false},"featured_media":104570,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-104558","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/104558","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/104558\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/104570"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=104558"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=104558"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=104558"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}