{"id":105521,"date":"2021-02-15T17:58:35","date_gmt":"2021-02-15T16:58:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=105521"},"modified":"2021-02-15T18:21:28","modified_gmt":"2021-02-15T17:21:28","slug":"the-shift-il-mondo-dellarte-secondo-marta-gnyp","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/02\/15\/the-shift-il-mondo-dellarte-secondo-marta-gnyp\/","title":{"rendered":"The Shift, il mondo dell&#8217;arte secondo Marta Gnyp"},"content":{"rendered":"\n<p>Pochi mondi sono ondivaghi, dinamici e vibranti come quello dell\u2019arte contemporanea. D\u00e0 le vertigini da qualunque angolo lo si prenda. Gli ingranaggi, i codici, la quantit\u00e0 di denaro in circolo, il senso di prestigio, gli operatori, la rete di contatti\u2026 sembra che non si possa mai essere abbastanza pronti per affrontarlo. Oltretutto, i suoi valori primari cambiano in continuazione, dando spesso l\u2019impressione che qui nulla sia davvero stabile. A chi ne ignora la dinamica, potrebbe sembrare di percorrere labirinti fantastici, talvolta privi di logica, gli stessi che Borges ha rivisitato all\u2019interno della sua opera letteraria. \u00c8 tanto difficile capire come entrare quanto come uscirne, ed \u00e8 perci\u00f2 notevole in s\u00e9 coglierne le sue trasformazioni, come la studiosa Marta Gnyp prova ha provato a fare con The Shift, un libro che gi\u00e0 abbiamo incluso nella nostra lista dei libri imporescindibili per ogni collezionista [<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/01\/28\/art-collector-must-reads\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> il link].<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/12\/theshift_front_cropped-1024x1487.jpg\" alt=\"gnyp\" class=\"wp-image-103440\"\/><figcaption>Cover of the second edition of Marta Gnyp&#8217;s The Shift, 2020.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Pubblicato per la prima volta nel 2015, The Shift approda ora alla sua seconda edizione, talora confermando le sue teorie, altre volte aggiornandole. Oggi come cinque anni fa l\u2019obiettivo principale del testo resta quello di esaminare la natura delle collezioni d\u2019arte contemporanea della nostra epoca, domandandosi quali siano i loro modelli, le ideologie e gli indirizzi che le determinano. Attraverso l\u2019analisi degli interessi collettivi e personali dei collezionisti di oggi, nonch\u00e9 del loro comportamento sociale e delle loro strategie, The Shift intende, secondo le parole dell\u2019autrice: \u201cfar luce sulle trasformazioni e sui processi che hanno determinato il comportamento dei collezionisti e, attraverso di loro, l\u2019ambiente artistico stesso\u201d. Tra dettagli specifici e visione d\u2019insieme, ecco dunque un punto d&#8217;accesso a uno scenario ancora poco studiato.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo al metodo d&#8217;indagine, The Shift analizza la trasformazione e l&#8217;espansione delle collezioni d&#8217;arte contemporanea collegandole a un dominio culturale pi\u00f9 ampio, per dimostrare come queste abbiano poi finito per dar vita a tendenze facilmente individuabili, sia sul piano estetico, sia su quello sociale. Secondo Marta Gnyp sono infatti le collezioni stesse a determinare il vero perimetro dello mondo dell\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/12\/theshift_03_web-1024x682.jpg\" alt=\"marta gnyp\" class=\"wp-image-103442\"\/><figcaption>Second edition of Marta Gnyp&#8217;s The Shift, 2020.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>The Shift si fonda su una ricerca iniziata nel 2010 e proseguita fino alla fine del 2014. Durante questo periodo Marta Gnyp ha analizzato i cambiamenti determinati dalla diffusione della rete, la fioritura delle fiere d&#8217;arte, le conseguenze della crisi finanziaria del 2008, in un momento storico in cui &#8220;i collezionisti d&#8217;arte hanno spostato i loro interessi sulla produzione contemporanea, che oggi \u00e8 ancora la categoria artistica pi\u00f9 in voga\u201d. La missione che il libro si \u00e8 proposto di compiere non poteva che partire dall&#8217;esperienza diretta. Come spiega nell&#8217;introduzione al testo, l&#8217;autrice ha iniziato a collezionare nel 2007 e dal 2009 insegna storia dell&#8217;arte contemporanea all&#8217;Universit\u00e0 di Amsterdam. L&#8217;anno successivo ha cominciato a pubblicare i suoi primi articoli. Ha poi iniziato aperto una galleria, lavorando anche come <em>art advisor<\/em> (dal 2012).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/Haus-der-Kunst-hires-1-1024x733.jpg\" alt=\"Marta Gnyp \" class=\"wp-image-105619\"\/><figcaption>Phyllida Barlow, Untitled: 11 Columns, Standing, Fallen, Broken, 2011\nPolystyrene, cement, paint, fabric \nInstallation view of the exhibition Sculptural Acts, Haus der Kunst, Munich, Germany, 2011\ncourtesy the artist and Hauser &amp; Wirth\nPhoto: Wilfried Petzi<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Molti sono gli attori che Marta Gnyp ha deciso di portare in scena. Galleristi, musei, artisti, collezionisti, spesso esaminati atraverso la lente dell&#8217;intervista, oppure osservati a distanza, con l&#8217;occhio dello studioso. I sogetti con cui l&#8217;autrice \u00e8 entrata in contatto hanno interessi eterogenei, che vanno dal puro piacere estetico alle ambizioni pi\u00f9 ambigue. L&#8217;autorice ha dovuto attrezzarsi, per non cadere in trappole nemiche della buona pubblicistica come autocompiacimento e vanit\u00e0. Da ci\u00f2 vengono l\u2019esigenza di prendere in esame uno scenario sufficientemente ampio e la necessit\u00e0 di affidarsi a informazioni certe e verificabili. Il dibattito include perci\u00f2 storici e critici d\u2019arte, o un <em>outsider<\/em>come Pierre Bourdieu, una presenza qui fondamentale. Olttetutto, The Shift prende le distanze dalle visioni troppo ottimistiche, che rendono il mondo dell&#8217;arte una realt\u00e0 allegramente eccentrica e spensierata. Piuttosto, il libro rende conto delle dispiute critiche, delle migliori ricerche condotte sul campo, delle intuizioni pi\u00f9 raffinate, provando a far luce sull&#8217;ambiente collezionistico a partire dal suo interno, in costante tensione tra il capitale e la natura speculativa delle collezioni stesse, intese come un privilegio bizzarro, carico ambigua raffinatezza, all&#8217;interno di un mondo massimamente interconnesso.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/MarshallKerryJames_PastTimes_v03-1-1024x706.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-105620\"\/><figcaption>Kerry James Marshall, Past Times, 1997, Acrylic and collage on canvas. MCA Chicago\nPhoto: Nathan Keay<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Qual&#8217;\u00e8, dunque, il cambiamento a cui il titolo del libro allude? In breve, the Shift descrive l&#8217;avanzata del potere dei collezionisti d&#8217;arte contemporanea, ossia la &#8220;forza trainante che sta dietro la crescita di questo mercato, che agisce all\u2019interno delle grandi case d&#8217;asta e delle gallerie che operano sulla scena internazionale&#8221;. Questa crescita, per nulla casuale, comporta cambiamenti a ogni livello. Questo \u00e8 l&#8217;aspetto che la seconda edizione del libro \u00e8 pi\u00f9 propensa a indagare. Oltre la doverosa la discrezione di alcuni collezionisti, The Shift prova come il modo in cui il mondo dell\u2019arte evolve sia in ultima istanza influenzato dalle loro scelte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/12\/theshift_02_web-1024x682.jpg\" alt=\"marta gnyp\" class=\"wp-image-103441\"\/><figcaption>Second edition of Marta Gnyp&#8217;s The Shift, 2020.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Tra i temi pi\u00f9 interessanti affrontati dalla seconda edizione di The Shift c&#8217;\u00e8 senz&#8217;altro quello del dialogo in corso tra le collezioni d&#8217;arte stesse, i la loro capacit\u00e0 di irradiare la propria influenza sul mondo accademico e sui musei. In particolare, The Shift sottolinea l&#8217;impatto dei collezionisti d&#8217;arte contemporanea nel plasmare, consapevolmente o meno, il gusto attuale, mostrando, come scrive l&#8217;autorice, il &#8220;contributo dei collezionisti nel rimodellare il canone storico dell&#8217;arte&#8221;, qualcosa che \u00e8 &#8220;inestricabilmente legato&#8221; a &#8220;un crescente profilo sociale attraverso l&#8217;arte&#8221;. Questi fenomeni sono i pi\u00f9 consequenziali e portano a risultati imprevedibili, sia all&#8217;interno del mercato dell&#8217;arte che nella sensibilit\u00e0 del pubblico. A questo proposito, uno dei fenomini pi\u00f9 evidenti \u00e8 il modo in cui i collezionisti e le gallerie d&#8217;arte contemporanea stanno gradualmente prestando maggiore attenzione all&#8217;arte delle cosiddette minoranze, come gli afroamericani o le popolazioni indigene. Cos\u00ec facendo, essi mirano a scrivere una storia dell&#8217;arte pi\u00f9 &#8220;inclusiva&#8221;, basata su un&#8217;idea di &#8220;giustizia sociale&#8221;, che sia allo stesso tempo di generare &#8220;una posizione socio-politica &#8211; aggiunge l&#8217;autrice &#8211; al loro profilo progressista&#8221;. Per quanto nobili tali iniziative possano risultare, una volta che il valore economico attribuito a queste manifestazioni artistiche comincia a salire ci si chiede se queste ancora stiano nel terreno delle azioni virtuose o se invece non sconfoinino speculazione economica, posto che fino a un certo punto \u00e8 possibile discernere tra le due. Quali sono alcuni gli argomenti, le posizioni, e egli effetti che tali orientamenti possono attivare? Quanto contribuiranno, involontariamente o meno, a convalidare l&#8217;obliterazione di artisti e categorie estetiche? Seguir\u00e0 la caccia alle streghe, come effetto collaterale di un eccesso positivista?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/PS19.026_01_H02-1-1024x1224.jpg\" alt=\"marta gnyp \" class=\"wp-image-105621\"\/><figcaption>Mickalene Thomas, Qusuquzah, une tr\u00e8s belle n\u00e9gresse 1, 2011. Rhinestones, acrylic, oil, enamel on wood panel. San Francisco MoMA. Photograph by Katherine Du Tiel<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Siamo all\u2019interno di un meccanismo e sappiamo che il futuro non si pu\u00f2 prevedere. Oltretutto, nel momento in cui un autore propone un\u2019argomentazione, la realt\u00e0 subito pronta a rimescolare le carte. Indipendentemente dal fatto che si trovi da essa vicino o lontano, Marta Gnyp non intende fare vaticinio di trasformazioni pi\u00f9 o meno possibili. Piuttosto, si limita a esporre dei modelli. Comprendere la cresica di potere delle collezioni contemporanee odierne \u00e8 dunque uno degli aspetti pi\u00f9 significativi e attuali del suo libro. Dopo di che, molti sono i cambiamenti che potrebbero modificare le dinamiche di questo ambiente. Ma per quanto complicato possa sembrare, The Shift offre le coordinate verso cui oggi tende. Marta Gnyp ha dunque saputo almeno stabilire un percorso che roflette quei cambiamenti, prevedibili o inattesi, che il mondo dell&#8217;arte ha sempre avuto modo di riservarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>The Shift, di Marta Gnyp, \u00e8 giunto alla sua seconda edizione. Il mondo dell&#8217;arte \u00e8 ancora un luogo di speculazioni, sguardi indiscreti e monumenti alla vanit\u00e0?<\/p>\n","protected":false},"featured_media":105640,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-105521","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/105521","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/105521\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/105640"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105521"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105521"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105521"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}