{"id":105761,"date":"2021-02-24T19:05:59","date_gmt":"2021-02-24T18:05:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=105761"},"modified":"2021-02-26T11:18:06","modified_gmt":"2021-02-26T10:18:06","slug":"fabbricanti-darte-i-migliori-sei","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/02\/24\/fabbricanti-darte-i-migliori-sei\/","title":{"rendered":"Fabbricanti d&#8217;arte, i migliori sei"},"content":{"rendered":"\n<p>Un paio d&#8217;anni fa, dalle colonne del New York Times, Nancy Hass ha posto una di quelle domande che solo i mass media possono permettersi di fare: non sono forse proprio i fabbricanti d&#8217;arte le persone pi\u00f9 importanti nel mondo dell&#8217;arte? I tempi dell&#8217;artista tecnicamente esperto erano passati da un pezzo. In quel momento si trattava piuttosto di materializzare una certa visione, e i fabbricanti d&#8217;arte erano la condizione necessaria al raggiungimento dello scopo artistico. Oggi la questione \u00e8 meno semplice. Il <em>deskilling<\/em> non \u00e8 pi\u00f9 una moda. Anzi, molti artisti nel frattempo hanno ricominciato a prendere il lavoro manuale molto seriamente, a prescindere dalla loro et\u00e0 anagrafica o dalla scala della loro opere.<\/p>\n\n\n\n<p>[<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/11\/02\/traditional-techniques-new-trend\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2020\/06\/29\/van-der-kelen-logelain\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> i link allo scritto che abbiamo dedicato al crescente interesse degli artisti emergenti per le tecniche tradizionali. Ndr.<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p>La lista di fabbricanti d&#8217;arte che segue ci porta perci\u00f2 nel cuore di un dibattito. Dal grande al piccolo, spaziando tra materiali, tecniche e competenze, abbiamo scelto i migliori fabbricanti d&#8217;arte, in un momento in cui agli artisti piace certamente ancora interpretare il ruolo del regista. La nostra selezione non \u00e8 dunque conclusiva, n\u00e9 mira a confermare opinioni a riguardo del tema. Ma non ci siamo nemmeno limitati a cogliere le ciliegie dall&#8217;albero. Abbiamo invece provato a offrire alcuni spunti di riflessione, anche al mondo dei fabbricatori d&#8217;arte, nella prospettiva dell&#8217;infinito dualismo tra arte e tecnica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-uap\">UAP<\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.uapcompany.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">UAP<\/a> \u00e8 forse il maggiore e il pi\u00f9 internazionale fabbricante d&#8217;arte sulla scena. L&#8217;azienda \u00e8 stata fondata nel 1993 in Australia dai fratelli Daniel e Matthew Tobin. Entrambi, alla fine degli anni &#8217;80, hanno frequentato una scuola di belle arti specializzata in pittura. Daniel Tobin ci ha raccontato come, pi\u00f9 che a scuola, preferiva passare il tempo in fonderia, dove lui e suo fratello imparavano il mestiere e i suoi trucchi. Dopo gli studi, a Birsbane, i due fratelli hanno messo in piedi la loro fonderia, inizialmente producendo per Judy Watson, che a quel tempo stava creando la sua prima opera pubblica (per la citt\u00e0 di Sydney). A proposito del suo lavoro di fabbricante d&#8217;arte, Daniel Tobin ci ha detto: &#8220;Anche se mio fratello produce ancora opere proprie, abbiamo capito abbastanza presto che sarebbe stato meglio assistere gli artisti che fare il loro lavoro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/aluminium-pour-1024x683.jpg\" alt=\"art uap\" class=\"wp-image-105735\"\/><figcaption>Bronze pour. Photo by Edwina Fox. Courtesy: UAP.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Come dicevamo, oggi UAP \u00e8 una realt\u00e0 internazionale. Nel 2010, dopo essere riusciti ad ottenere alcune importanti commissioni per l&#8217;International Expo di Shanghai, i fratelli Tobin sul sbarcarti sul mercato asiatico. Ora sono attivi anche a Shenzhen e Singapore, con un ufficio di progettazione e strutture produttive. Di recente UAP ha anche acquisito la fonderia d&#8217;arte Polich Tallix di New York. La struttura \u00e8 attiva dagli anni &#8217;60 e ha prodotto opere di pesi massimi come Roy Lichtenstein, Helen Frankenthaler, Frank Stella, e pi\u00f9 recentemente Jeff Koons e Louise Bourgeois. Dice Daniel Tobin a proposito dell&#8217;acquisizione: &#8220;Dick Polich voleva ritirarsi e non aveva idee riguardo al futuro della sua attivit\u00e0. Siamo intervenuti e lui si \u00e8 trovato subito a suo agio, permettendoci di prendere il suo posto. Cos\u00ec siamo diventati i custodi di una straordinaria competenza&#8221;. L&#8217;offerta di UAP include logistica, architettura, consulenza legale. Gi\u00e0, perch\u00e9 i fabbricanti d&#8217;arte lavorano con chi &#8220;deve mettere l&#8217;anima in quel che fa&#8221;, come ci ricorda Daniel Tobin in merito agli artisti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/2019_Kehinde_Wiley_Photographer_Kylie_Corwin_Edit-1024x598.jpg\" alt=\"uap\" class=\"wp-image-105734\"\/><figcaption>Kehinde Wiley, Rumors of War \u00a9 2019 Kehinde Wiley. Used by permission. Presented by Times Square Arts in partnership with the Virginia Museum of Fine Art and Sean Kelly, New York. Photographer: Kylie Corwin for Kehinde Wiley.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-cirva\">Cirva<\/h2>\n\n\n\n<p>Se UAP Company \u00e8 il maggior fabbricante d&#8217;arte della nostra lista, <a href=\"https:\/\/www.cirva.fr\/fr\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Cirva<\/a> potrebbe essere il pi\u00f9 piccolo. Si tratta di un laboratorio specializzato nella lavorazione del vetro e si trova a Marsiglia, in Francia. Cirva si concentra sugli artisti emergenti. Contrariamente alla maggior parte dei fabbricanti d&#8217;arte, il laboratorio \u00e8 finanziato con denari pubblici. \u00c8 stato avviato dal governo francese nei primi anni &#8217;80 come risposta al movimento Studio Glass statunitense, e per promuovere la lavorazione del vetro nell&#8217;arte e nell&#8217;educazione. Cirva \u00e8 stato inizialmente creato all&#8217;interno della scuola d&#8217;arte di Aix-en-Provence, vicino alle industrie del vetro gi\u00e0 esistenti nel territorio. In seguito \u00e8 stato spostato a Marsiglia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/DSC03652_1.jpg\" alt=\"fabricator\" class=\"wp-image-105726\"\/><figcaption>Work in progress at Cirva with Veronika Sedlmair and Brynjar Sigur\u00f0arson, 2020, \u00a9 Studio Brynjar and Veronika.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In qualche caso Cirva produce su commissione, ma principalmente offre strutture per la ricerca e la sperimentazione. Come ci ha detto Stanislas Colodiet, direttore del centro: &#8220;L&#8217;idea di Cirva \u00e8 di vedere cosa succede quando un artista che non sa molto della lavorazione del vetro incontra un tecnico che invece sa tutto, ma ha bisogno di andare oltre la sua conoscenza preconcetta. A volte l&#8217;incontro non porta a nulla. Altre il risultato \u00e8 una grande scoperta&#8221;. Tra le collaborazioni pi\u00f9 fruttuose Colodiet cita quella con Gaetano Pesce, negli anni &#8217;90, e pi\u00f9 di recente quelle con artisti emergenti con Veronika Sedlmair e Brynjar Sigur\u00f0arson. Quando gli chiediamo quale sia la pi\u00f9 grande sfida affrontata dall&#8217;istituzione Colodiet ci parla della costruzione di un luogo permanente e pubblico per conservare la collezione e l&#8217;archivio della struttura. Gli artisti che passano di l\u00ec spesso lasciano un&#8217;opera d&#8217;arte come segno di gratitudine. La collezione, purtroppo, non \u00e8 ancora visibile come dovrebbe essere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/cirva_ER_DGC7615-1024x768.jpg\" alt=\"art fabricator\" class=\"wp-image-105725\"\/><figcaption>Exhibition view of \u201cEvariste Richer,\nLe Grand Tout\u201d at the Chapelle of the Centre de la Vieille Charite\u0301, 2021 Coproduction Cirva\u2013Muse\u0301es de Marseille, in collaboration with the OSU Institut Pythe\u0301as (AMU, CNRS, IRD). Photo \u00a9 Cirva \/ David Giancatarina<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-henraux\"><strong>Henraux<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>L&#8217;uso del marmo bianco risale agli albori dell&#8217;arte. Le cave delle Alpi Apuane sono forse un po&#8217; pi\u00f9 recenti, ma sicuramente non meno dell&#8217;antica Roma e del Rinascimento. Anche se ufficialmente <a href=\"https:\/\/www.henraux.it\/it\/index.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Henraux<\/a> \u00e8 stata fondata nel 1821 da un commissario napoleonico, la storia delle cave e della manifattura di Seravezza (che oggi ha 150 dipendenti) inizia con Michelangelo e il suo noto spirito imprenditoriale. L&#8217;artista avrebbe scoperto i marmi nelle montagne vicine e poi fatto un accordo con la comunit\u00e0 locale per sfruttare il materiale. Si dice che l&#8217;accordo fosse cos\u00ec ingiusto che l&#8217;artista dovette fuggire da Serravezza per non cadere nelle mani di una folla infuriata. Aneddoti a parte, Henraux \u00e8 cresciuta fino a diventare un&#8217;azienda leader, una delle poche ad abbracciare l&#8217;intera filiera produttiva, dalla cava all&#8217;opera conclusa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"590\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/A-Immagini-Storiche-HENRY-MOORE-in-visita-alle-cave-di-Henraux.jpg\" alt=\"moore\" class=\"wp-image-105733\"\/><figcaption>Henry Moore visiting Henraux quarries.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sebbene Henraux oggi lavori con i maggiori studi di architettura e design, \u00e8 la collaborazione con gli artisti ad aver segnato la sua storia. Importanti scultori modernisti come Henry Moore e Hans Arp sono stati amici fedeli dell&#8217;azienda, che oggi sostiene anche l&#8217;arte contemporanea attraverso un premio internazionale e la Fondazione Henraux. Creata nel 2011 dall&#8217;attuale presidente Paolo Carli, l&#8217;istituzione si occupa di preservare l&#8217;uso artistico di questo materiale secolare e la sua competenza. Il curatore milanese Edoardo Bonaspetti \u00e8 attualmente il direttore artistico della fondazione, che ha presentato o presenter\u00e0 presto nuove opere di artisti internazionali come Jenny Holzer, Ne\u00efl Beloufa e David Horvitz.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/squared_for_cover-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-105740\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-kunstgiesserei-st-gallen\"><strong>Kunstgiesserei<\/strong> St. Gallen<\/h2>\n\n\n\n<p>Fondata da Felix Lehner a met\u00e0 degli anni &#8217;80 a San Gallo, in Svizzera, <a href=\"https:\/\/www.kunstgiesserei.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Kunstgiesserei St. Gallen<\/a> \u00e8 nata come una piccola fonderia d&#8217;arte per le produzioni scultoree degli artisti svizzeri. Lehner ci racconta del suo apprendistato, in una fonderia d&#8217;arte, iniziato quando aveva appena 13 anni. Poi ha lavorato in una libreria &#8220;non tanto per diventare un libraio &#8211; dice -, quanto per l&#8217;opportunit\u00e0 di imparare l&#8217;arte dai libri a mia disposizione&#8221;. Tra le pietre miliari della ditta Lehner cita la scoperta e la prima collaborazione con l&#8217;artista zurighese <a href=\"https:\/\/www.kesselhaus-josephsohn.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Hans Josephsohn<\/a>, cos\u00ec come le molte produzioni eseguite per artisti come Fischli &amp; Weiss e Urs Fischer, dopo la fine degli anni 90, produzioni che hanno segnato anche l&#8217;apertura di Kunstgiesserei alla scena artistica internazionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"756\" height=\"1008\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/IMG_8172.jpg\" alt=\"kunst fabricator\" class=\"wp-image-106245\"\/><figcaption>Production of Camille Henrot\u2019s sculptures \u201cEnd of me\u201d (2021) and \u201cIron deficiency\u201d (2021) for the Liverpool Biennial at Kunstgiesserei St. Gallen. Courtesy: the artist and Kunstgiesserei St. Gallen.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Attualmente Kunstgiesserei St. Gallen impiega circa 60 persone, equamente divise tra uomini e donne. L&#8217;azienda opera anche in Cina e si concentra sulle molte tecniche di lavorazione del metallo, cos\u00ec come sul vetro, sulla ceramica, sul trattamento della pietra artificiale. La strategia di crescita adottata da Lehner \u00e8 particolarmente interessante: &#8220;Abbiamo ascoltato i desideri degli artisti, per aggiungere pi\u00f9 tecniche e materiali alle nostre specializzazioni. Ora siamo anche in grado di combinare le tecniche tradizionali con tecniche del tutto contemporanee, come la fresatura di materiali sintetici e la stampa 3D. Tutto \u00e8 fatto in casa&#8221;. Tra i progetti pi\u00f9 importanti di Kunstgiesserei St. Gallen, Lehner cita la produzione dell&#8217;<em>Hahn\/Cock blu<\/em> di Katharina Fritsch, che oggi si trova a Trafalgar Square, e la fondazione, accanto alla fonderia, di <a href=\"https:\/\/www.sitterwerk.ch\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sitterwerk<\/a>, una biblioteca e un archivio destinati alla ricerca artistica. Anche qui oggi cresce il rapporto con la Cina, soprattutto attraverso artisti con artisti come Xu Zhen e Zeng Fanzhi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"692\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/2256_033A.jpg\" alt=\"fabricator\" class=\"wp-image-106064\"\/><figcaption>Production of &#8220;Love or Generosity&#8221; by Nicole Eisenman (2020) at Kunstgiesserei St. Gallen. The sculpture is made of bronze (body), hammered stainless steel (pants), artificial stone \/ cement cast (shoes). Courtesy: the artist and Kunstgiesserei St. Gallen. Photo: Katalin De\u00e9r.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-bonack\"><strong>Bonack<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/bonack.de\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bonack<\/a> muove i primi passi a Berlino nel 1997, fabbricando cornici. Oggi offre servizi anche per mostre e grandi installazioni. Il fondatore, Hans-J\u00fcrgen Bonack, ha capito rapidamente le sfide creative che la produzione di cornici per opere contemporanee poneva. Ci ha raccontato di come inizialmente l&#8217;approccio alla cornice fosse trascurato rispetto, per esempio, alle cornici da lui eseguite per la mostra degli studi sul colore di Josef Albers, esposti tra il 2010 e il 2012 nei musei di tutto il mondo. Nel corso degli anni Bonack ha lavorato per artisti come Thomas Demand, Wolfgang Tillmans, Olafur Eliasson o Renata Lucas.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/demand088-1024x683.jpg\" alt=\"demand\" class=\"wp-image-105731\"\/><figcaption>Thomas Demand, Black Label III, 2008, Inkjet print on mounted canvas, 365 x 190 cm. Exhibition view: Thomas Demand, House of Card, Museum M, Leuven, 2020. Courtesy the artist. \u00a9 VG Bild-Kunst, Bonn, 2021. Photo \u00a9 Dirk Pauwels.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Quando gli si chiede dei suoi lavori pi\u00f9 impegnativi, Hans-J\u00fcrgen Bonack menziona i tre pezzi che Black Label ha realizzato per Thomas Demand. Si trattava di foto eccezionalmente grandi che estendevano i limiti di ci\u00f2 che poteva essere montato su tela. Ricorda anche il lavoro con Ai Weiwei per l&#8217;opera <em>Illumination<\/em>: &#8220;Era necessario sviluppare una struttura dietro i mattoncini Lego che garantisse anche che l&#8217;opera potesse essere appesa a una parete. Inoltre, la struttura doveva essere divisibile in quattro parti, per consentirne la spedizione e il rapido montaggio, con un sistema ad hoc&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"612\" height=\"612\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/Production-shot_Backside-of-Aiweiwei-Illumination.jpg\" alt=\"art fabricator\" class=\"wp-image-105730\"\/><figcaption>Production shot: backside of Ai Weiwei&#8217;s Illumination. Courtesy: Bonack.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-berengo-studio\"><strong>Berengo Studio<\/strong><\/h2>\n\n\n\n<p>Adriano <a href=\"https:\/\/www.berengo.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Berengo<\/a> ha fondato l&#8217;azienda vetraria che porta il suo nome nel 1989 a Murano, in Italia, seguendo il modello della &#8220;Fucina degli Angeli&#8221; di Egidio Costantini, un vetraio che negli anni &#8217;50 e &#8217;60, grazie al patrocinio di Peggy Guggenheim, riusc\u00ec a lavorare con le star internazionali dell&#8217;arte. Allo stesso modo, la motivazione che ha spinto Berengo a fondare il suo studio \u00e8 stata quella di attirare gli artisti pi\u00f9 acclamati. Tra gli altri, Adriano Berengo ha collaborato con maestri contemporanei come Laure Provost, Tony Cragg, Thomas Sch\u00fctte, Jimmie Durham.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/Jimmie-Durham-Strike-Twice-2019-photo-credit-Francesco-Allegretto-1024x683.jpg\" alt=\"art fabricator\" class=\"wp-image-105729\"\/><figcaption>Jimmie Durham, Strike Twice, 2019. Photo credit: Francesco Allegretto. Courtesy: the artist and Berengo Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Berengo ci ha detto che le sfide pi\u00f9 grandi di oggi hanno a che fare con la pandemia e le relative restrizioni. Dice: &#8220;Anche se le conversazioni possono avvenire online, gli artisti hanno bisogno di vivere in prima persona l&#8217;esperienza della bottega, con l&#8217;odore e il calore delle fornaci. Hanno bisogno di essere fisicamente l\u00ec, per spingere i maestri verso la direzione desiderata, diventando complici e imparando un linguaggio comune&#8221;. Tra le sue numerose collaborazioni, Berengo \u00e8 particolarmente orgoglioso del recente lavoro di Ai Weiwei per le Terme di Diocleziano a Roma, a suo dire una delle realizzazioni pi\u00f9 impegnative a cui ha avuto il privilegio di lavorare. Come progetto accessorio, lo Studio Berengo sponsorizza anche una mostra ricorrente delle sue produzioni, intitolata Glasstress, che si tiene a Venezia durante la biennale d&#8217;arte e in tutto il mondo &#8211; recentemente la mostra \u00e8 stata a Boca Raton (Florida) e al Museo dell&#8217;Ermitage di San Pietroburgo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/Ai-Weiwei-and-Adriano-Berengo-in-Murano-photo-credit-Karolina-Sobel.jpg\" alt=\"fabricator\" class=\"wp-image-105727\"\/><figcaption>Ai Weiwei and Adriano Berengo in Murano. Photo credit: Karolina Sobel. Courtesy: the artist and Berengo Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"896\" height=\"1205\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/02\/Ai-Weiwei-detail-of-chandelier-work-in-progress-photo-credit-Francesco-Allegretto-1.jpg\" alt=\"art fabricator\" class=\"wp-image-105728\"\/><figcaption>Ai Weiwei, detail of chandelier, work in progress. Photo credit: Francesco Allegretto. Courtesy: the artist and Berengo Studio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-menzione-speciale-gli-stampatori\">Menzione speciale: gli stampatori<\/h2>\n\n\n\n<p>Quando si parla di fabbricanti d&#8217;arte (e materiali), si dovrebbe menzionare anche la carta. Nonostante ci si trovi tutti nell&#8217;era digitale, i cataloghi e i libri d&#8217;arte funzionano ancora come infrastruttura informativa comune. Inoltre, per alcuni artisti come Richard Tuttle o Etel Adnan, i libri e la materia stampata sono anche il medium d&#8217;elezione. La stampa fine richiede abilit\u00e0 tecniche proprio come la soffiatura del vetro, la fusione del bronzo o l&#8217;intaglio del marmo. Molti piccoli produttori sono impegnati a realizzare visioni artistiche su carta, spesso sfruttando vecchie tecniche. Per esempio, possiamo menzionare il <a href=\"https:\/\/www.centredelagravure.be\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Centre de la Gravure<\/a> a La Louvi\u00e8re (BE) e <a href=\"https:\/\/www.ilragazzoinnocuo.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Luciano Ragozzino<\/a> a Milano (IT) in ragione delle loro collaborazioni eccellenti, specialmente quando si tratta di libri d&#8217;artista. Allo stesso tempo, ci sono alcune grandi tipografie industriali che ancora tengono d&#8217;occhio la qualit\u00e0, soprattutto per la loro produzione di cataloghi, libri d&#8217;arte e fotografici. Questo \u00e8 il caso di <a href=\"https:\/\/www.musumecispa.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Musumeci<\/a> a Quart (IT), <a href=\"http:\/\/www.dza-druck.de\/dza-home.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">DZA<\/a> ad Altenburg (DE) e <a href=\"https:\/\/www.wilco-artbooks.nl\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Wilco<\/a> ad Amersfoort (NL).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco una lista dei migliori fabbricanti d&#8217;arte al mondo, per scoprire che dietro alle opere pi\u00f9 ambiziose c&#8217;\u00e8 spesso una tecnica eccezionale<\/p>\n","protected":false},"featured_media":106239,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-105761","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/105761","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/105761\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106239"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=105761"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=105761"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=105761"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}