{"id":106790,"date":"2021-03-29T10:48:56","date_gmt":"2021-03-29T08:48:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=106790"},"modified":"2021-03-29T10:48:57","modified_gmt":"2021-03-29T08:48:57","slug":"enigmi-dello-zodiaco","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/03\/29\/enigmi-dello-zodiaco\/","title":{"rendered":"Enigmi dello Zodiaco"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cIl grande mito ufficiale della Galassia \u00e8 la trasgressione di Fetonte e la conseguente ustione del cielo durante la sua folle corsa\u201d: cos\u00ec Giorgio de Santillana nel suo dottissimo <em>Mulino di Amleto &#8211; Saggio sul Mito e sulla struttura del tempo<\/em> spiega come la folle corsa sul carro del Sole del giovane Fetonte causi la nascita della Via Lattea. Per mettersi alla ricerca degli enigmi dello zodiaco bisogna fare un salto indietro nel tempo. La storia del giovane rampollo di Apollo \u00e8 stata trattata da Ovidio nelle sue <em>Metamorfosi<\/em>, ma questi fatti divini hanno referenti arcaici in Omero, Esiodo, nei tragediografi Eschilo ed Euripide, in Nonno di Panopoli e successivamente in Apollonio Rodio e Luciano. Il tema del mito \u00e8 nello stesso tempo antichissimo e moderno: la voglia di un figlio di essere accettato da un padre a lungo sconosciuto. Da padre ritrovato, il potente Apollo promette di esaudire qualsiasi desiderio del figlio per provargli che entrambi condividono lo stesso divino DNA. Il fanciullo soffre nei confronti del padre di quella che freudianamente si potrebbe definire una \u201cinvidia del carro\u201d: guidare almeno una volta la quadriga del sole che Apollo conduce quotidianamente. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/01_Map-Room-Caprarola-Italy-2016_web-1024x819.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107082\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019impresa non gli riuscir\u00e0. Ecco che i cavalli si avvicinano alle pericolose costellazioni dello zodiaco: a quelle del Toro, del Leone, che si animano al passaggio del cocchio. Certo sono solo simulacri, forme astrologiche delle costellazioni, ma non per questo meno minacciose; alla vista dello Scorpione che trasuda nero veleno e lo minaccia, Fetonte non controlla pi\u00f9 i cavalli. Il risultato \u00e8 una confusione terribile, non una costellazione rimane al suo posto e la Terra viene arsa, prosciugati i mari. Emergono le catene montuose e per il ribollire del sangue si anneriscono gli Etiopi; Atlante \u00e8 costretto a puntellarsi sulle ginocchia per sostenere sulle spalle il peso disassato e bruciante del globo. Disperata, la Madre Terra chiama a gran voce Giove che intervenga senza indugio. Il padre degli dei scaglia la sua guizzante saetta contro il fanciullo. \u00c8 un\u2019esplosione atomica di pezzi: Fetonte riarso precipita avvitato su se stesso, disegnando un\u2019ampia scia di fumo, infine il fiume Po lo accoglie sprigionando nubi di vapori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"950\" height=\"965\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/2mappa5.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107071\"\/><figcaption>Giovanni Antonio da Varese known as Venosino (attributed), fresco, c. 1573-75, Palazzo Farnese, Caprarola, Hall of the globe (detail).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/2mappa4-1024x932.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107070\"\/><figcaption>Giovanni Antonio da Varese known as Venosino (attributed), fresco, c. 1573-75, Palazzo Farnese, Caprarola, Hall of the globe (detail).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Zodiaco e cataclismi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Una delle ipotesi interpretative dell\u2019impressionante cataclisma raccontato da Ovidio \u00e8 che il mito di Fetonte sia in realt\u00e0 l\u2019allegoria di un qualche tremendo fenomeno fisico: lo schianto di una cometa, o di un meteorite, il cui micidiale impatto ha inclinato perfino l\u2019asse terrestre o ucciso i dinosauri. Questa \u00e8 una spiegazione del tutto naturalistica, ma a un esame pi\u00f9 accurato questa interpretazione si complica. Nella classicit\u00e0 e successivamente nel Medioevo e Rinascimento si presenta una compenetrazione di \u201cd\u00e8i-uomini-natura- cosmo\u201d in un intricato sistema d\u2019interrelazioni, \u00e8 un continuo switch creativo in cui ogni livello, da quello fisico a quello mitico, pu\u00f2 confluire e formare nuovi mondi. Forse le mappe del cielo che si ritrovano affrescate a <a href=\"http:\/\/www.polomusealelazio.beniculturali.it\/index.php?it\/239\/palazzo-farnese\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Palazzo Farnese di Caprarola<\/a> e nella Sala Bologna del Palazzo Vaticano, straordinariamente somiglianti fra di loro e quella a <a href=\"https:\/\/musei.lombardia.beniculturali.it\/musei\/palazzo-besta\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Palazzo Besta a Teglio in Valtellina<\/a> possono suggerire una risposta a tali quesiti . Alzando lo sguardo alla volta celeste, nella Sala del Mappamondo di Caprarola, si incontra un cielo blu lapislazzuli punteggiato di stelle, popolato da innumerevoli figure che rappresentano lo zodiaco e le sue costellazioni. Ne sono riprodotte ben cinquanta. Controversa risulta la querelle attributiva su chi sia l\u2019autore degli affreschi. Probabilmente furono eseguiti fra il 1571 e 1575 da Giovanni Antonio di Varese detto il Vanosino, ritenuto inoltre creatore dell\u2019affresco astrologico nella Sala Bologna del Vaticano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"778\" height=\"1085\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/10.1.M.15_f7r_1_201811_amt49_mas_web.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107084\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Il planisfero celeste \u00e8 racchiuso da due elementi che non rientrano nell\u2019elenco delle costellazioni nello zodiaco conosciute all\u2019epoca. In alto a sinistra appare Zeus che scaglia il fulmine; in basso a destra c\u2019\u00e8 Fetonte, che rovina fra le anse dell\u2019Eridano, il nome greco del Po. Ma questa domestica geografia padana, elevata a sciame di stelle, muta lo stesso ordine celeste consolidato. De Santillana propone una affascinante giustificazione di questa trasformazione del Po e del figlio di Apollo nel nuovo assetto orbitale: l\u2019Eridano crea la via fra il mondo abitato del Nord con la dimora australe dei morti. E l\u2019Auriga Fetonte \u00e8 il trait-d\u2019union, il messaggero con il mondo degli dei. Che dire? Il Po e Fetonte sono il peccato originale della sfera celeste, come Adamo ed Eva di quello terrestre: da loro nasce il mondo nuovo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fetonte \u00e8 donna<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 un luogo comune pensare a Fetonte come a un impudente, eroico, giovane maschio per quella sua impresa cosmica, titanicamente rovinosa. Ma non \u00e8 (solo) cos\u00ec: nell\u2019iconografia celeste pi\u00f9 antica Fetonte cambia sesso e appare in sembianze femminili. Nella dimora rinascimentale dell\u2019aristocratica famiglia Besta a Teglio, in Valtellina, in un ciclo di affreschi probabilmente degli anni quaranta del Cinquecento, l\u2019anonimo artista riprende una suggestione gi\u00e0 presente nel <em>Astronomicum Caesareum<\/em> di Petrus Apianus ci presenta infatti fra le costellazioni celesti la figura di Fetonte che nuota nelle acque del fiume Eridano completamente nudo, in sembianze inequivocabilmente muliebri.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/eb16702dfca5a9201c82e7cd7c620b4c-1024x1430.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107078\"\/><figcaption>The Zodiac in <em>Astronomicum Caesareum<\/em> by Petrus Apianus.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/hb_25.17_av3-1024x1450.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107080\"\/><figcaption>Working Title\/Artist: Astronomicum Caesareum\nDepartment: Drawings &amp; Prints\nCulture\/Period\/Location: \nHB\/TOA Date Code: \nWorking Date: 1540\nphotography by mma, Digital File DT5529.tif\nretouched by film and media (jnc) 1_20_10<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche nelle due edizioni veneziane del 1482 e 1485 dell\u2019<em>Astronomicon<\/em> di Igino, Fetonte \u00e8 una fanciulla nuda, sdraiata in acqua. C\u2019 \u00e8 leggerezza in questa \u201cFetontessa\u201d dell\u2019<em>Astronomicon<\/em>. Nessuna memoria della caduta scuote il\/la giovane, che se ne sta mollemente sdraiato\/a a galleggiare sui flutti. Il cenno cos\u00ec naturale e flemmatico del piede che batte nell\u2019acqua, il braccio appoggiato alla testa, i glutei larghi, sostenuti dal morbido materasso marino, sembrano ravvisare la posa dell\u2019<em>Ermafrodito<\/em>, la scultura romana del II secolo a.C. ispirata a modelli ellenistici, ritrovata solo all\u2019inizio del XVII secolo a Roma presso le terme di Caracalla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/4c2143115b5732e8f54b73d51b4c9426-1024x1156.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107087\"\/><figcaption>Page with Centaur in Hyginus, <em>Astronomicon<\/em>.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma prima che proprio in quel secolo la figura della costellazione di Eridano\/Fetonte scompaia definitivamente dal cielo nei nuovi atlanti e nelle relative mappe astrali, c\u2019\u00e8 un\u2019altra importante epifania del mito celeste del Po, che rampolla nell&#8217;officina ferrarese maturata attorno alla corte estense. Si tratta del ciclo astrologico di Palazzo Schifanoia voluto dal duca Borso, al quale Aby Warburg dedic\u00f2 uno dei suoi studi capitali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/Cielo_boreale_-_Zodiaco-_Palazzo_Besta2-1024x768.jpg\" alt=\"Palazzo Besta\" class=\"wp-image-106827\"\/><figcaption>Anonymous, Palazzo Besta, Hall of Creation Boreal Sky, fresco, c. 1540, Teglio Valtellina<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Zodiaco e simboli nascosti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Warburg inizia i suoi studi sullo zodiaco, sugli d\u00e8i e i demoni astrali nei primi anni del Novecento. Intende dimostrare il permanere sotto i bizzarri abbigliamenti medievali delle antiche divinit\u00e0 olimpiche, assoggettate per necessit\u00e0 al servizio dell\u2019astrologia: un travestimento di sopravvivenza all\u2019imperante cristianesimo che si batte contro gli \u201ciddii falsi e bugiardi\u201d. Quando Warburg entra a <a href=\"http:\/\/www.artecultura.fe.it\/159\/museo-schifanoia\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Palazzo Schifanoia a Ferrara<\/a>, nella Sala dei Mesi, dove dal 1840 erano stati ritrovati sotto l\u2019intonaco 7 dei 12 mesi, individua le superstiti divinit\u00e0 olimpiche sotto la crisalide del travestimento d\u2019epoca , avvolte nelle regioni semioscure delle superstizioni astrologiche in un\u2019 ambigua alleanza tra logica e magia. I Fasti\/mesi e i Decani occupano la fascia superiore e mediana degli affreschi del grande calendario astrologico di Schifanoia, uno dei cicli pittorici pi\u00f9 importanti del Quattrocento italiano. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/c0c5548a45a6b02e063ec953c1a5646d-1024x1435.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107076\"\/><figcaption>Detail of frescoes in the Hall of the Months, Palazzo Schifanoia, Ferrara, IT<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il progetto dell&#8217;opera fu affidato da Borso d\u2019Este all&#8217;astrologo e bibliotecario di corte Pellegrino Prisciani. Ad eseguirlo vennero chiamati i pittori della scuola ferrarese: da Ercole de\u2019 Roberti a Francesco del Cossa, forse anche Cosm\u00e8 Tura. Nel terzo decano, quello del mese di Aprile, campeggia il Vir Niger, un gigante nero con grandi zanne da cinghiale, sul cui braccio si arrotola un enorme serpente alato. Il fondo scuro blu petrolio focalizza l\u2019illuminazione sulla figura, e la costruzione prospettica impeccabile, derivata al Cossa dalla lezione di Piero della Francesca, rende verosimili anche i dettagli pi\u00f9 improbabili e visionari. Un cavallo bianco \u00e8 alle spalle del colosso nero, un cane con faccia da lepre \u00e8 ai suoi piedi. L\u2019Uomo Nero veniva interpretato come allegoria morale della dissolutezza, che trasforma l\u2019uomo in un essere grufolante, attaccato dal serpente del peccato. L\u2019intuizione critica di Warbug toglie questa incrostatura, dimostrando che le figure dei decani sono i mitici d\u00e8i in esilio, ripescati nel Medioevo dalla cultura divinatoria di matrice araba, che a sua volta li aveva ripresi dagli <em>Astronomica<\/em> di Manilio del I secolo, ma risalenti addirittura ad aspetti della religione caldea ed egizia. Guardare questi decani sulle tracce di Warburg \u00e8 infilarsi in un toboga di decodificazioni: il cavallo bianco \u00e8 in realt\u00e0 Pegaso, la lepre\/cane \u00e8 Orione, il serpente attorcigliato \u00e8 l\u2019 Eridano nella sua versione astrale; e quelle zanne di cinghiale alludono al mito delle Iadi, le stelle della costellazione del Toro che dominano sul mese di aprile. Manilio le chiam\u00f2 \u201csucculae\u201d cio\u00e8 scrofe e allora niente di meglio che farle spuntare come zanne dal volto dell\u2019Uomo Nero, il malinconico pianeta scuro di Saturno, un pianeta dalle cattive qualit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/Francesco-del-Cossa-Palazzo-Schifanoia-Salone-dei-Mesi-Decano-del-Toro-Homo-niger-1468-70ca--1024x930.jpg\" alt=\"Palazzo Schifanoia,\" class=\"wp-image-106832\"\/><figcaption>Palazzo Schifanoia, Hall of the months, Dean of the bull, Homo niger, fresco, Ferrara,\n1468-1470<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Zodiaco e Uomo Nero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dal Fetonte femmina all\u2019Homo Niger zannuto, al <em>Sifilitico<\/em> di Albrecht D\u00fcrer, il rapporto fra arte e astrologia, fra i mesteri dello zodiaco rappresentato in figura, \u00e8 anche un catalogo di freaks. Un uomo avanza con le braccia aperte, \u00e8 devastato dalle pustole di una malattia che deturpa l\u2019anima e il corpo; i genitali anneriti e scoperti impudicamente mostrano la causa della devastazione. L\u2019uomo procede, le mani aperte quasi ad abbracciare in segno di contagiosa fratellanza chiunque incontri sul suo cammino. Qui nessuno pu\u00f2 distogliere ipocritamente lo sguardo, il giovane \u00e8 \u201cnotre semblable, notre fr\u00e8re!\u201d, il nostro prossimo, il nostro fratello. E questo accade se si ignora la tirannia degli astri. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"513\" height=\"1305\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/Broadsheet_text_and_wood_cut_of_a_syphilitic._Wellcome_L0014503EB_web-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107092\"\/><figcaption>Albrecht D\u00fcrer, Syphilitic Man.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Infatti la testa del Sifilitico \u00e8 sovrastata da una sfera celeste con le costellazioni zodiacali, a monito di quante disgrazie, quante proliferazioni maligne avvengano per una cattiva congiunzione astrale. Quella avvenuta nel 1484 fra Giove e Saturno, secondo la profezia medica del mago e astrologo Ulsenio, ha aperto la strada all\u2019insorgere del morbo gallico. A questa minaccia celeste scritta nello zodiaco rimanda Il sifilitico, un\u2019incisione creata nel 1496 da Albrecht D\u00fcrer per il <em>Volantino astrologico<\/em> del medico Ulsenio contro la sifilide, opera che rientra nella sfera dei pronostici legati alla grande congiunzione del 1484. Magari potremo incolpare una maligna congiunzione astrale per un analogo effetto domino sulle conseguenze pandemiche odierne.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/05-Schifanoia-1024x1333.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107073\"\/><figcaption>Detail of frescoes in the Hall of the Months, Palazzo Schifanoia, Ferrara, IT.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Riguardando l\u2019immagine di D\u00fcrer, l\u2019uomo ulcerato rappresenta una sintesi di elementi tardo-gotici di derivazione germanica, dalla foggia del copricapo con tanto di pennacchio a forma di tritone, all\u2019abbigliamento a rigide pieghe del mercenario lanzichenecco, a cui si assommano gli effetti naturalistici lenticolari della marcatura pustolosa. D\u00fcrer rappresenta in questa figura l\u2019influenza demoniaca delle divinit\u00e0 pagane secondo le convenzioni medievali, ma \u00e8 una traccia residuale, un gene recessivo . Gli antichi d\u00e8i risorgeranno senza pi\u00f9 necessit\u00e0 di nascondersi nello zodiaco e apparire nefasti. \u201cIl lato olimpico dell\u2019antichit\u00e0 dovette essere strappato prima con la forza al lato demonico tradizionale\u201d, scrive Warburg nell\u2019introduzione a <em>Mnemosyne.<\/em> \u201cL\u2019epoca ormai, oltre alla riscoperta della parola dell\u2019antichit\u00e0, esigeva anche nell\u2019aspetto esteriore una perspicuit\u00e0 organica stilisticamente confacente\u201d, e gi\u00e0 nella d\u00fcreriana <em>Melancholia I<\/em> del 1514 emerge la tradizione antica riletta alla luce dell\u2019esoterismo magico rinascimentale di Marsilio Ficino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/The-Celestial-Map-Northern-Hemisphere-1024x1126.jpg\" alt=\"Durer\" class=\"wp-image-106851\"\/><figcaption>Albrecht D\u00fcrer, \u201cThe Celestial Map &#8211; Northern Hemisphere\u201d, woodcut, (61.3 x 45.6 cm), 1515, Metropolitan Museum of Art, New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Zodiaco e Raffaello<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSotto il cielo di Raffaello\u201d: cos\u00ec si potrebbe presentare l\u2019affresco del Primo Moto databile al 1508 nella Stanza della Segnatura in Vaticano, dove a calamitare l\u2019attenzione c\u2019\u00e8 la celebre <em>Scuola di Atene<\/em>. Il Primo Moto \u00e8 collocato in una posizione defilata, in uno degli angoli della volta, ma \u00e8 con tutta probabilit\u00e0 la prima scena in assoluto realizzata da Raffaello in Vaticano e quella che tira i fili della \u201cvis immaginativa\u201d con cui il grande Urbinate elabora tutto il ciclo di affreschi. Nel Primo moto campeggia una figura femminile, la Musa dell\u2019astronomia, abbigliata in una tunica verde caldo che viene sbalzata nell\u2019oro del finto mosaico dell\u2019affresco. Urania \u00e8 il nome della divinit\u00e0 che, chinata, imprime impulso come aristotelico \u201cmotore immobile\u201d alla sfera celeste, il cui nucleo \u00e8 occupato dal globo pi\u00f9 scuro della Terra che si spalanca, come pupilla o uovo fecondato, nel cielo delle stelle fisse.<\/p>\n\n\n\n<p>Urania richiama l\u2019attenzione con la mano alzata, occorre fermarsi e seguire lo sguardo della Musa che \u00e8 fisso in basso sul cielo astrale dove la posizione delle stelle indica un momento preciso: il 31 ottobre del 1503, la data in cui \u00e8 salito al soglio pontificio Giulio II. L\u2019affresco \u00e8 la probabile celebrazione implicita del grande committente, il papa che \u00e8 anche l\u2019ispiratore delle stanze della Segnatura. La rappresentazione da un lato ricalca quell\u2019unione di astronomia e astrologia tipica del Medioevo, grazie alla quale i moti celesti vengono sempre legati a un quadro astrologico e quindi ad un oroscopo; ma qui c\u2019\u00e8 qualcosa in pi\u00f9: \u00e8 nato un legame tra la tradizione pagana della mitologia greco-latina e il Cristianesimo, che in una sorta di ideale staffetta viene interpretato e raccontato come il vero prosecutore della cultura classica. Lo stesso pontefice viene esaltato da questo oroscopo, impersonato allegoricamente da muse e d\u00e8i, di cui il papa, rappresentante del Dio cristiano in terra, diventa il grande erede.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"740\" height=\"1045\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/Figure-12_cmpr.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107069\"\/><figcaption>Raffaello Sanzio, &#8220;The First Motion&#8221;, fresco (120&#215;105 cm), ca. 1508, Stanza della Segnatura, Vatican Museums<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Pace \u00e8 fatta con il luciferino paganesimo. Identificare la data del Primo Mobile di Raffaello con l\u2019elevazione a papa di Giulio II \u00e8 un\u2019ipotesi suggestiva, ma non incontrovertibile: il mistero permane. Cos\u00ec come resta un enigma a quale evento si riferisca la data astronomica del 4 luglio 1422, che compare identica in due affreschi \u201cgemelli\u201d sulle volte di due cappelle architettonicamente parallele, entrambe capolavori rinascimentali di Brunelleschi a Firenze, realizzate a vent\u2019anni di distanza circa l\u2019una dall\u2019altra. Si tratta della Cappella Medici nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo costruita fra il 1419 e il 1428, e della Cappella Pazzi a Santa Croce iniziata nel 1442, completata nel \u201978. Per gli affreschi stellati nelle volte si parla in entrambi i casi della mano di Giuliano d\u2019Arrigo detto il Pesello, abile ritrattista, disegnatore di animali, ma privo della cultura astronomica necessaria per una tale precisione; la guida segreta doveva essere quella di un esperto, probabilmente l\u2019astronomo e matematico Paolo dal Pozzo Toscanelli. Tra le ipotesi pi\u00f9 accreditate \u00e8 che la data misteriosa sia un omaggio per la venuta a Firenze di Renato d\u2019Angi\u00f2 nel 1442.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/03\/Giuliano_dArrigo_detto_Pesello_volta_con_cielo_del_luglio_1442_forse_legato_alla_venuta_di_renato_dangio\u0300_a_firenze_01-1-1024x712.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-107096\"\/><figcaption>Giuliano d&#8217;Arrigo aka Pesello, The Sky of July 1442. Cappella Medici nella Sagrestia Vecchia di San Lorenzo, Florence.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Altre ipotesi: la riunificazione delle Chiese d\u2019Occidente e d\u2019Oriente, oppure una nuova crociata. Ma non \u00e8 escluso un riferimento alla \u201cvia della seta\u201d, visto che la volta celeste rappresentata non appartiene al cielo sopra Firenze, ma alla citt\u00e0 di Shanhaiguan in Cina, dove la Grande Muraglia arriva all\u2019oceano. Sarebbe un approdo esotico che non contrasta con quell\u2019idea di migrazione delle immagini, non solo geografica ma anche tra periodi storici diversi, che fa riscoprire tramiti imprevisti tra la cultura iconologica del Rinascimento e quella dei cosiddetti \u201csecoli bui\u201d, attraverso una progressiva liberazione delle simbologie classiche dalle incrostazioni interpretative del Medioevo, anche per lo zodiaco. Perch\u00e9, come scrive Ioan Petru Culianu in <em>Eros e magia nel Rinascimento<\/em>, \u201cun\u2019epoca culturale non \u00e8 definita dal contenuto delle idee che essa veicola, bens\u00ec dal filtro interpretativo che propone\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>M. Battistini, &#8220;Astrologia, Magia, Alchimia&#8221;, Electa, Milano 2005<\/li><li>I. Couliano, &#8220;Eros e Magia nel Rinascimento&#8221;, Bollati Boringhieri, Torino , 2020<\/li><li>E. H. Gombrich, &#8220;Immagini simboliche. Studi sull\u2019arte del Rinascimento&#8221;, Electa, Milano 2002<\/li><li>A. Warburg, &#8220;La rinascita del Paganesimo Antico&#8221;, La Nuova Italia, Firenze 1966<\/li><li>S.Zuffi, &#8220;Il Quattrocento, Electa&#8221;, Milano 2004<\/li><\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Simboli astronomici si scoprono negli affreschi di 500 e 600. Con qualche mistero sullo zodiaco per noi contemporanei<\/p>\n","protected":false},"featured_media":106858,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-106790","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/106790","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/106790\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/106858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=106790"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=106790"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=106790"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}