{"id":107990,"date":"2021-05-31T17:45:03","date_gmt":"2021-05-31T15:45:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=107990"},"modified":"2021-05-31T17:45:03","modified_gmt":"2021-05-31T15:45:03","slug":"teatri-anatomici-la-scienza-che-volle-farsi-arte","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/05\/31\/teatri-anatomici-la-scienza-che-volle-farsi-arte\/","title":{"rendered":"Teatri anatomici: la scienza che volle farsi arte"},"content":{"rendered":"\n<p>William Hogarth realizza nel 1715 un ciclo di incisioni intitolato <em>I quattro stadi della crudelt\u00e0<\/em>, il progetto era quello di moralizzare una Londra diventata sentina di vizi e sevizie contro animali ed esseri umani. L\u2019ultima incisione della serie hogarthiana porta il titolo di <a href=\"https:\/\/www.royalacademy.org.uk\/art-artists\/work-of-art\/the-reward-of-cruelty\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Ricompensa della crudelt\u00e0<\/em> (<em>The reward of cruelty<\/em>)<\/a>. Nell\u2019incisione si presenta una scena autoptica, sanguinolenta e splatter, che avviene al cospetto del Presidente del Royal College of Physicians. Il Presidente dei Chirurghi, che non si sporca mai le mani con i cadaveri, indica con una lunga canna, a forte distanza di naso, gli organi del morto. Sulla tavola dissettoria i medici squartano, le budella vengono estirpate, e un cane sotto il tavolo divora il cuore nero dell\u2019assassino, quasi a memento della sua crudelt\u00e0. Accanto, in un pentolone stregonesco, sobbollono le ossa. L\u2019edificio deputato alla cruenta dissezione ha una struttura ad anfiteatro, nella cui cavea \u00e8 collocato il tavolaccio anatomico, attorno girano le panche disposte su gradoni dove siede il pubblico e non solo gli studenti: ci sono posti d\u2019onore riservati alle massime cariche governative, ai nobili e, via via salendo, nei giri di panche, c\u2019\u00e8 tutto un pubblico di curiosi, questi ultimi costretti a pagare una tassa d\u2019ingresso perch\u00e9 qui, nel \u201cTeatro anatomico\u201d, si assiste a uno spettacolo: la morte si fa bella.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108004\" class=\"wp-caption aligncenter\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108004\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/The-anatomical-theatre-at-Leiden-University-in-the-early-17th-century-640x548.jpg\" alt=\"The anatomical theatre at Leiden\" width=\"640\" height=\"548\"><p class=\"wp-caption-text\">The anatomical theatre at Leiden University in the early 17th century<\/p><\/div>\n\n\n<p>La scena granguignolesca di Hogarth \u00e8 la versione satirica di un&#8217;autopsia, generalmente organizzata nella stagione fredda per questioni sanitarie dovute ai miasmi del cadavere, meglio se concertata per Carnevale, fra gli intrattenimenti delle feste mascherate, niente di pi\u00f9 vicino al \u201cballo in maschera\u201d della Morte rossa nel celebre racconto di Poe. Ma in realt\u00e0 i teatri anatomici, che nascono gi\u00e0 nel Cinquecento, da subito appaiono istituzioni innovative sia scientificamente sia architettonicamente. Se gi\u00e0 nel 1300 l\u2019anatomista bolognese Mondino de\u2019 Liuzzi introduce la pratica autoptica nel curriculum degli studi medici, la dissezione sull&#8217;uomo diventa nell\u2019umanesimo una tappa fondamentale per la storia della scienza, basti pensare allo stesso Leonardo o ad Andrea Vesalio. Si mette in discussione la natura dogmatica della conoscenza medica, che non studiava direttamente i corpi, \u201causcultati\u201d solo attraverso le pagine dei grandi Maestri, Aristotele, Galeno e Ippocrate, considerati portatori di Verit\u00e0 assoluta. Solo con l\u2019incremento dell\u2019autopsia, che etimologicamente significa \u201cvedere con i propri occhi\u201d, si inizia a smontare l&#8217;iconografia tramandata del corpo umano; l&#8217;osservazione diventa cruciale e tutto questo progresso \u201cvisivo\u201d poteva avvenire in un luogo deputato: il teatro anatomico.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108019\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108019\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/teatro-anatomico-di-padaova-1-1-640x427.jpg\" alt=\"Teatro anatomico, Padova\" width=\"640\" height=\"427\"><p class=\"wp-caption-text\">Anatomical Theater of Padua, built in 1594, is located inside the Palazzo del Bo of the University of Padua<\/p><\/div>\n\n\n<p>Nel suo trattato <em>Historia corporis humani sive Anatomice<\/em>, pubblicato nel 1502, Alessandro Benedetti (1450-1512), colto umanista che esercita la professione di Dottore a Venezia, ci lascia la prima descrizione di un teatro anatomico \u201ceffimero\u201d, smontabile dopo l\u2019uso. \u201c\u00c8 necessario uno spazio ampio\u201d, afferma Benedetti, \u201cche deve essere molto ben ventilato, e all&#8217;interno del quale deve essere eretto un teatro temporaneo, con sedili disposti in cerchio. Lo spazio deve essere sufficientemente ampio da contenere il numero di spettatori e da impedire alla folla di disturbare i chirurghi che eseguono le dissezioni\u201d. Con la seconda met\u00e0 del XVI secolo il progresso in campo anatomico d\u00e0 origine alla creazione di teatri permanenti. La prima costruzione stabile \u00e8 del 1594, voluta a Padova dell&#8217;anatomista Girolamo Fabrici d&#8217;Acquapendente, probabilmente su idea dell\u2019umanista Paolo Sarpi, e rimane in uso fino al 1872. All&#8217;ingresso del teatro un&#8217;iscrizione in latino recita:\u201cQuesto \u00e8 il luogo dove la morte si compiace di soccorrere la vita\u201d. La dipartita quindi non \u00e8 cosa abietta, anzi \u00e8 l\u2019amara medicina per aiutare la vita; cos\u00ec in tutta l&#8217;et\u00e0 moderna l&#8217;esperienza della dissezione diventa una componente della formazione filosofica e religiosa: imparando la perfezione della macchina umana, era possibile contemplare la grandezza di Dio e della Natura, con l&#8217;uomo al suo centro. <\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108010\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108010\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/Rembrandt_-_The_Anatomy_Lesson_of_Dr_Nicolaes_Tulp_detail-640x593.jpg\" alt=\"Rembrandt detail\" width=\"640\" height=\"593\"><p class=\"wp-caption-text\"><span class=\"Y2IQFc\" lang=\"en\">&#8220;Doctor Tulp&#8217;s Anatomy Lesson&#8221;, detail, Rembrandt Harmenszoon van Rijn, oil on canvas, 1632, 169.5 \u00d7 216.5 cm, Mauritshuis, The Hague<\/span><\/p><\/div>\n\n\n<p>Il teatro anatomico, quindi, era il fulcro della \u201cpratica dell\u2019antropocentrismo\u201d. Ed \u00e8 proprio in quest\u2019ottica che si deve leggere la scelta di Rembrandt, nella sua <em>Lezione di anatomia<\/em> del 1632, di far compiere al Dottor Tulp, protagonista del dipinto, il primo taglio autoptico a partire dall\u2019avambraccio sul cadavere. Secondo i canoni delle dissezioni pubbliche si partiva dall\u2019addome, per poi proseguire attraverso torace, gola e cranio, e solo alla fine ci si interessava degli arti. Il dottor Nicholas Tulp, presidente della Gilda dei chirurghi e anatomisti di Amsterdam, considerato il Vesalio del suo tempo, valuta la mano (principale strumento dell\u2019agire medico) come la testimonianza pi\u00f9 prossima della presenza di Dio stesso nell\u2019uomo. Come nella nascita di Adamo nel <em>Giudizio Universale<\/em> di Michelangelo, \u00e8 direttamente la mano di Dio a dare l\u2019input magistrale a quella del chirurgo.<\/p>\n\n\n\n<p>Molti storici hanno supposto che la struttura architettonica alle spalle del Dottor Tulp e della sua \u201cequipe\u201d di sette membri della Gilda dei chirurghi fosse quella del teatro anatomico de Waag di Amsterdam. In realt\u00e0 il Theatrum Anatomicum venne costruito nel 1691 e Rembrandt, che muore 1669, di certo non l\u2019aveva potuto vedere. Probabilmente quell\u2019architettura, nota solo attraverso il dipinto di Rembrandt, rimanda alla chiesa sconsacrata di Santa Margherita, utilizzata all\u2019epoca in parte come sede aggiuntiva al vicino mercato della carne, in parte per ospitare il collegio dei medici dove avvenivano le autopsie: un connubio non inaspettato tra macelleria e chirurgia. Una sola certezza riguarda la collocazione della <em>Lezione di anatomia<\/em> del Dottor Tulp di Rembrandt, oggi nel Museo Mauritshuis dell\u2019Aia: che essa sia rimasta esposta per un periodo nella sala della Surgeons Guild al primo piano del Theatrum Anatomicum, edificato nel 1691 e ideato sul modello di quello patavino, come molti altri teatri anatomici europei che via via sorgono dalla fine del Seicento e nel Settecento, da quello di Groningen edificato fra il 1654\/5, al teatro di Copenaghen costruito nel 1640\/3, poi Uppsala nel 1662 e quello veterinario di Berlino del 1720.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108013\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108013\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/Rembrandt_-_The_Anatomy_Lesson_of_Dr_Nicolaes_Tulp-640x482.jpg\" alt=\"Rembrandt\" width=\"640\" height=\"482\"><p class=\"wp-caption-text\">&#8220;Doctor Tulp&#8217;s Anatomy Lesson&#8221;, Rembrandt Harmenszoon van Rijn, oil on canvas, 1632, 169.5 \u00d7 216.5 cm, Mauritshuis, The Hague<\/p><\/div>\n\n\n<p>Ora del Waag di Amsterdam sono rimasti lo spazio vuoto della cavea e la bellissima cupola, da cui filtrava la luce necessaria per l\u2019esame della dissezione,voluta dall\u2019anatomista e zoologo Frederik Ruysch, il cui stemma nobiliare \u00e8 il fulcro araldico della cupola. Scopritore di un nuovo sistema di mummificazione, lo scienziato \u00e8 il protagonista del Dialogo di Federico Ruysch e delle sue mummie, la celebre \u201coperetta morale\u201d in cui Leopardi immagina che i corpi disseccati delle mummie si ridestino e intrattengano il grande anatomista sui misteri della morte, per poi abbandonarsi di nuovo al sonno eterno. \u00c8 lo stesso Grande Sonno al quale sembravano ormai condannati anche i teatri anatomici, resi via via obsoleti dall\u2019evolversi della scienza medica. \u201cPurtroppo questi piccoli gioielli-crocevia di storia della medicina, religione, economia, architettura e storia dell&#8217;arte, sono stati trascurati a lungo, molto spesso destinati ad altro uso o distrutti. Molti si sono salvati in modo fortunoso, proprio perch\u00e9, come certi cadaveri, sono stati dimenticati in \u201ccelle frigorifere\u201d\u201d afferma Chiara Ianeselli, storica dell\u2019arte e curatrice indipendente che fa parte del progetto THESA, acronimo per Theatre Science Anatomy, nato nel 2016: un gruppo di studio interdisciplinare sui teatri anatomici che mira a \u201crivivificare\u201d il loro ruolo nella storia della medicina e dell\u2019arte. Fondamentali risultano la mappatura e il censimento per documentare, valorizzare e preservare questi luoghi. <\/p>\n\n\n\n<p>Solo alcuni dei pi\u00f9 importanti teatri anatomici italiani sono sopravvissuti, come quelli di Padova, Bologna, Ferrara e Pavia. Altri stanno ricevendo attualmente molta attenzione, fra restauri e riscoperte, come quelli di Modena, Pistoia e Lucca. Altri ancora sono scomparsi, lasciando rari documenti a testimoniare la loro esistenza, come il teatro Covoni Girolami del 1783 a Firenze. Sono proprio due prototipi architettonici italiani a far gemmare, fra XVI e XVII secolo, la costruzione di tutti altri teatri anatomici in Italia ed in Europa: il modello di Padova e quello di Bologna. In un articolato testo di Chiara Mascardi, studiosa del gruppo THESA, si specifica come entrambi questi modelli fossero costruzioni in legno incorporate in un alto edificio dell&#8217;Universit\u00e0, Palazzo del Bo a Padova e l\u2019Archiginnasio a Bologna, ma con caratteristiche architettoniche diverse.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108015\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108015\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/Archiginnasio_BolognaItaly_the_wing_with_the_Anatomical_theatre-640x853.jpg\" alt=\"Anatomical theater, Bologna\" width=\"640\" height=\"853\"><p class=\"wp-caption-text\">Archiginnasio, Bologna, Italy, the wing with the Anatomical theater<\/p><\/div>\n\n\n<p>Lo scheletro a imbuto del teatro patavino richiama il padiglione auricolare. \u00c8 proprio il senso dell\u2019udito a far ideare una struttura su modello dell\u2019anfiteatro romano, quasi a ribadire che la lezione di anatomia era ancorata alla \u201c lettura scenica\u201d dei libri, fonte delle dogmatiche verit\u00e0 sul corpo umano, e non all\u2019analisi della sua carnale materialit\u00e0. Ma la severit\u00e0 del luogo, con l\u2019assenza di decorazioni o stemmi sociali, si incentra proprio sulla analisi anatomica, in uno spazio che esalta la scienza e la visione. Sei file di gallerie protette da parapetti di legno intagliato scendono concentriche e ripide intorno alla cavea. Il teatro ha una capacit\u00e0 di circa 200 visitatori, senza posti a sedere. In fondo al pozzo si trova il tavolo della dissezione. La sedia del professore quasi tocca il tavolo; c&#8217;\u00e8 poco spazio per gli assistenti e gli otto studenti che reggono le candele, unica fonte di illuminazione. Solo alla fine del Seicento verr\u00e0 aperto il lucernario per ricevere l\u2019illuminazione naturale necessaria all\u2019osservazione anatomica. \u00c8 in questa sala severa che lavorano gli eredi del belga Andreas van Wesel (1514-1564), italianizzato in Andrea Vesalio, capostipite della scuola dei moderni \u201cdissezionatori\u201d (sectores) prima a Padova e poi a Bologna, nonch\u00e9 autore del <em>De humani corporis fabrica<\/em> pubblicato nel 1543, che rivoluzion\u00f2 la concezione dell\u2019anatomia tradizionalmente accettata.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108006\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108006\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/teatroanatomico_vesalio-640x336.jpg\" alt=\"De Humani Corporis Fabrica\" width=\"640\" height=\"336\"><p class=\"wp-caption-text\">Andrea Vesalio, \u201cDe Humani Corporis Fabrica libri Septem\u201d,1543 \u2013 Title page<\/p><\/div>\n\n\n<p>A Bologna, le caratteristiche del teatro anatomico realizzato nel 1637 sono del tutto opposte rispetto al modello patavino. Posti d\u2019onore sono riservati al cardinal legato e alle massime cariche del governo. \u201c\u00c8 proprio la spazialit\u00e0 a contrapporre i teatri anatomici di Bologna e di Padova\u201d, scrive Chiara Mascardi, \u201csono due esempi del modo di intendere l\u2019anatomia: da un lato, Bologna e la sua struttura mondiniana (da Mondino de Liuzzi) manterranno nei secoli la netta contrapposizione tra il Lettore che impartisce i comandi ex cathedra e i dissettori, creando sempre una spazialit\u00e0 bifocale, con due centri d\u2019attenzione. Dall\u2019altro, a Padova, l\u2019opera di Vesalio affermer\u00e0 invece l\u2019importanza della vicinanza fra docente e cadavere, la necessit\u00e0 dell\u2019anatomista di praticare direttamente creando un centro d\u2019attenzione monofocale\u201d. Progettato nel 1637 per le lezioni anatomiche dall&#8217;architetto bolognese Antonio Paolucci detto il Levanti, allievo dei Carracci, il teatro anatomico bolognese \u00e8 un anfiteatro ligneo decorato con due ordini di sedute e di statue: in basso dodici celebri medici fra cui Ippocrate, Galeno, Mondino de&#8217; Liuzzi; in alto i busti di 20 famosi anatomisti dello Studio bolognese. La cattedra del lettore \u00e8 fiancheggiata da due statue lignee dette gli Spellati, scolpite nel 1734 su disegno di Ercole Lelli, famoso ceroplasta dell&#8217;Istituto delle Scienze, noto per la serie degli Scorticati. La \u201cspellatura\u201d o lo \u201cscorticamento\u201d non creano sofferenza in questi corpi, che al contrario sono perfetti e mostrano una splendida muscolatura atletica. L\u2019anatomia si affianca dunque all\u2019arte perch\u00e9 \u00e8 considerata spettacolo della bellezza corporea. Sopra al baldacchino, una figura femminile: \u00e8 l\u2019allegoria dell&#8217;Anatomia che riceve come omaggio da un putto alato non un fiore, ma un femore.<\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108017\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108017\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/BO-teatro-antomico-4--640x959.jpg\" alt=\"Teatro anatomico di Bologna\" width=\"640\" height=\"959\"><p class=\"wp-caption-text\">Anatomical Theater of Bologna, detail of the interior &#8211; building built on a project by Antonio Paolucci, known as the Levanti, in 1637<\/p><\/div>\n\n\n<p>L\u2019idea di dissezioni anatomiche come spettacolo di intrattenimento porta nel 1636 la corporazione dei Barber and Surgeon londinese ad affidare la costruzione di un teatro anatomico a Inigo Jones, architetto di fama, noto per la costruzione del Banqueting Hall e per la creazione dei suoi allestimenti teatrali. Jones conosceva Padova e soprattutto il teatro anatomico di Leyda. I disegni del suo progetto, ritrovati nel Worcester College, riprendono questi modelli, con qualche aspetto pi\u00f9 popolare. Scenicamente l\u2019arena centrale viene modellata con spazi analoghi a quelli del Cockpit-in-Court, noto anche come Royal Cockpit, uno dei primi teatri cinquecenteschi di Londra, situato nel Palazzo Whitehall, dove Enrico VIII si dilettava con i combattimenti dei galli. Il precetto orazione \u201cdocere et delectare\u201d veniva rispettato: da un lato l\u2019insegnamento anatomico, dall\u2019altro il divertissement. Il vero spettacolo era dato da squartamenti, sangue e budella. Le pareti erano adorne dei ritratti di re inglesi, fra cui Carlo I, il re decapitato nel 1649: un autentico caso di dissezione regale. <\/p>\n\n\n<div id=\"attachment_108024\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-108024\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/05\/Anfiteatro-Anato\u2560umico-de-la-Real-Academia-de-Medicina-de-Catalunya-del-S.XVIII_-640x480.jpg\" alt=\"Anatomical teater Barcelona, \u200b\u200bSpain\" width=\"640\" height=\"480\"><p class=\"wp-caption-text\">Anatomical Amphitheater of the Real Academia de Medicina de Catalunya from the 18th century, Barcelona, \u200b\u200bSpain<\/p><\/div>\n\n\n<p>Seguendo il cordone ombelicale che lega i teatri anatomici italiani ed europei, gli studiosi di THESA non si limitano alla mappatura; propongono anche un progetto che si potrebbe definire di rianimazione: \u201cA partire\u201d, precisa Chiara Ianeselli, \u201cda un insieme di mostre d\u2019arte contemporanea raggruppate sotto il titolo Les Gares, dove vari artisti vengono chiamati a realizzare un progetto site specific all\u2019interno dei teatri anatomici\u201d. Numerosi artisti hanno gi\u00e0 presentato le loro opere nei teatri anatomici di Amsterdam, Bologna, Modena e Padova, in una modernissima auscultazione del \u201ccuore rivelatore\u201d dell\u2019antica pratica settoria. Sulla quale cos\u00ec ironizzava Moli\u00e8re nel Malato immaginario: <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTOMMASO Sempre con il permesso del signor Argante, vi invito ad assistere, uno dei prossimi giorni, per vostro divertimento, alla dissezione di una donna, con mio personale commento.<\/p>\n\n\n\n<p>TONINA Sar\u00e0 un divertimento delizioso. Gli uomini, di solito, invitano la loro bella alla commedia, ma offrire la dissezione di un cadavere \u00e8 molto pi\u00f9 raffinato.\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viaggio nei teatri anatomici del Seicento, che trasformavano la dissezione dei cadaveri nello spettacolo della bellezza corporea<\/p>\n","protected":false},"featured_media":108316,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-107990","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/107990","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/107990\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107990"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107990"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107990"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}