{"id":108542,"date":"2021-06-14T23:03:50","date_gmt":"2021-06-14T21:03:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=108542"},"modified":"2021-06-15T09:56:48","modified_gmt":"2021-06-15T07:56:48","slug":"ogni-numero-e-vincente-iperpositivita-nellopera-di-elif-saydam","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/06\/14\/ogni-numero-e-vincente-iperpositivita-nellopera-di-elif-saydam\/","title":{"rendered":"Ogni numero vince: iperpositivit\u00e0 nell&#8217;opera di Elif Saydam"},"content":{"rendered":"\n<p>Quando la vita ti d\u00e0 limoni, fai limonate. Stampato su tazze, calendari o carta da parati, il mantra sociale di oggi ci ricorda che il tuo successo dipende da quel che fai con ci\u00f2 che hai a disposizione. Ma ce la puoi fare! S\u00ec, possiamo. Partendo dal presupposto che la ricerca della felicit\u00e0 \u00e8 l&#8217;obiettivo pi\u00f9 alto della vita. In <em>The Burnout Society<\/em> Byung Chul Han descrive l&#8217;esaurimento che deriva dall&#8217;essere positivi a tutti i costi. L&#8217;eccesso di positivit\u00e0 nella societ\u00e0 della realizzazione suggerisce che tutto \u00e8 possibile; e alla fine conduce alla dittatura dell&#8217;auto-sfruttamento. Lavorare troppo pur non lavorando abbastanza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"964\" height=\"1350\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/saydam-2021-0020_sfw.jpg\" alt=\"elif\" class=\"wp-image-108529\"\/><figcaption>Elif Saydam, Making lemonade, 2021, 23k gold, inkjet transfer and oil on canvas 59\u00d741.5 cm, 231\u20444\u00d7161\u20443 in. Courtesy of the artist and Tanya Leighton, Berlin.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"739\" height=\"1109\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/FD28094.jpg\" alt=\"saydam\" class=\"wp-image-108508\"\/><figcaption>Detail of Elif Saydam, The Producer I, Farfalle pasta, 24 k gold, copper, orange slices, beads, sequins, embroidery, eyelets, inkjet transfers and oil on denim; steel frames 250 x 170 cm, 2021. Courtesy of the artist and Kunstverein Harburger Bahnhof.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle opere di Elif Saydam le stelle della fortuna ci sorridono ovunque, ma si tratta di un sorriso un po&#8217; squilibrato. I suoi bulbi oculari arrossati rivelano esaurimento e sballo. Si possono trovare sui dipinti, installazioni e tappeti accanto a frutta, fiori, motivi ottomani, e altri elementi decorativi tratti dalla cultura di massa per sfidare le categorie del gusto. Non senza umorismo, ma con un serio interesse nel mettere in discussione fino a che punto il kitsch abbia avuto una giustificazione nell&#8217;arte dalla separazione tra cultura bassa e cultura alta, Elif Saydam usa elementi decorativi con esagerata abbondanza. Con questa opulenza l&#8217;artista si colloca nell&#8217;area del <em>camp<\/em> e del <em>queer<\/em>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>La bellezza <em>camp<\/em> \u00e8 una bellezza salvata dalla sua ideologia idealista. \u00c8 una bellezza la cui dignit\u00e0 nasce dal suo rifiuto costitutivo di tutti i tentativi di normalizzarla agli standard idealisti. Qualsiasi idea di bellezza concepita senza questo rifiuto, al contrario, sarebbe contaminata dalla miseria dello sfruttamento capitalista, dalla violenza della sovranit\u00e0 idealista o dal fascismo (o da tutte queste cose insieme). [1]<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/11_Elif_Saydam_Franz_Kaka-1024x1272.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-108510\"\/><figcaption>Elif Saydam, I, pathogen, 2019, Courtesy the artist and Franz Kaka, Toronto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>E ancora, come Juliane Rebentisch nel suo saggio sul <em>camp materialism<\/em>: anche per Jack Smith, pioniere del <em>camp<\/em>, la bellezza &#8220;non \u00e8 proiettata nel regno oltre il feticcio della merce. Piuttosto, la bellezza si trova, per cos\u00ec dire, nella decrepitezza del feticcio.&#8221; [2]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"781\" height=\"1280\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/fruitcarnivalmini.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-108523\"\/><figcaption>16th century Ottoman miniature, Anonymous, Courtesy of the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I riferimenti di Elif Saydam sono letterali, ma sovrastimolanti. Il sovraccarico di informazioni a volte fa girar la testa &#8211; e affatica. Come l&#8217;incessante positivismo della pubblicit\u00e0. Quanto \u00e8 troppo? L&#8217;iperdecorazione porta all&#8217;iperattivit\u00e0: &#8220;L&#8217;eccessiva positivit\u00e0 si esprime anche come un eccesso di stimoli, informazioni e impulsi. Cambiano radicalmente la struttura e l&#8217;economia dell&#8217;attenzione. La percezione diventa frammentata e dispersa&#8221;. [3] Collocato nell&#8217;Harburger Bahnhof, ex sala giochi e sala d&#8217;attesa dal nobile lignaggio, l&#8217;ultimo spettacolo di Elif Saydam &#8211; <em>\u2026schl\u00e4ft sich durch<\/em> &#8211; fa riferimento all&#8217;estetica del casin\u00f2. Un tappeto stampato (<em>Blue Saloon<\/em>, 2021) evoca letteralmente il paesaggio sonoro delle macchine da gioco. Si accompagna ai suoi dipinti di piccolo formato con il motivo ricorrente di una miniatura ottomana del XVI secolo, una torre di frutta dorata simile a una ricca cornucopia, che nella mitologia greca significa opulenza e prosperit\u00e0. &#8220;Per molti anni ho indorato le opere alla maniera dei vecchi maestri. \u00c8 iniziato come una specie di scherzo. Ma c&#8217;era qualcosa, in quel gesto, che ancora mi fa effetto&#8221;. Cos\u00ec Elif Saydam spiega il suo interesse per lo sfarzo da doratura.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/FD27892_1-1024x682.jpg\" alt=\"elif saydam\" class=\"wp-image-108505\"\/><figcaption>Installation view of Elif Saydam, &#8230;schl\u00e4ft sich durch at Kunstverein Harburger Bahnhof. Courtesy of the artist and Kunstverein Harburger Bahnhof.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/gluecksfall_THETAIL_high_res-34-1024x692.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-108533\"\/><figcaption>&#8220;Gl\u00fccksfall&#8221;, Leonie Nagel &amp; Elif Saydam, The Tail, 2020. Courtesy of the artist and The Tail, Brussels.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I suoi grandi quadri scultorei, appesi al soffitto e tesi, ottusamente crocifissi, su griglie di metallo industriale (<em>The Outlier<\/em>; <em>The Producer; The Drone; The Landlord<\/em>, sono tutti del 2021) non sembrano meno sacri. Elif Saydam fa uso di abiti usurati che cuce, trapunta, dipinge, tinge e decora. \u00c8 una pratica che ha portato avanti negli ultimi anni. Le costruzioni metalliche, in combinazione con i vestiti, invocano associazioni al lavoro fisico come l&#8217;estrazione mineraria, cos\u00ec come il feticcio delle merci e il feticcio sessuale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/FD28063-1024x1536.jpg\" alt=\"elif\" class=\"wp-image-108507\"\/><figcaption>Elif Saydam, Free market, 23 k gold, inkjet transfer and oil on canvas 30 x 21 cm, 2020. Courtesy of the artist and Kunstverein Harburger Bahnhof.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Gl\u00fcckspilz<\/em>, G<em>l\u00fcckslos, Gl\u00fccksklee<\/em>, e altri portafortuna contro il malocchio (<em>nazar boncu\u011fu<\/em>) promettono la via rapida alla felicit\u00e0 e alla sicurezza. Ci\u00f2 che tutti questi furtunati simboli hanno in comune \u00e8 un certo tipo di linguaggio comico, spesso ingenuo. L&#8217;artista \u00e8 interessato all&#8217;uso dell&#8217;estetica dei cartoni animati nei mass media che causa l&#8217;infantilizzazione dei consumatori: La carineria come seduzione innocente, ma non per questo meno manipolativa. Appropriandosi e ripetendosi i simboli diventano icone che alla fine offrono il loro valore. Quando giustappone messaggi pi\u00f9 espliciti (FCK AFD), magari sbandierati da una finestra di <em>Kreuzberg<\/em> al pari di altri piuttosto oscuri (i personaggi delle campagne dell&#8217;instetticida RAID, per esempio) come in <em>Artists (Gossip)<\/em> (2020), Elif Saydam lo fa con una tale disinvoltura che pare siano tutti emersi un unico immaginario. Forse \u00e8 proprio questa &#8211; in relazione alla bellezza di Jack Smith &#8211; la decrepitezza del feticcio della merce.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"996\" height=\"1350\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/SAYDAM-2020-0009_Artists-gossip.jpg\" alt=\"saydam\" class=\"wp-image-108528\"\/><figcaption>Elif Saydam, Artists (gossip), 2020, 23k gold, inkjet transfer and oil on canvas, 30\u00d721 cm, 113\u20444\u00d781\u20444 in. Courtesy of the artist and Tanya Leighton, Berlin.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/03_Elif_Saydam_Franz_Kaka-1024x724.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-108509\"\/><figcaption>Elif Saydam, Mutter Natur, 2019, Courtesy the artist and Franz Kaka, Toronto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dopo un anno di pandemia la societ\u00e0 \u00e8 in uno stato di grave affaticamento. Restare positivi, ma risultare negativi, \u00e8 diventato il nuovo mantra. Anche in tempi di crisi non c&#8217;\u00e8 spazio per l&#8217;esaurimento. Piuttosto, la pressione per il rendimento aumenta e le ingiustizie sociali si inaspriscono. Non deludersi; i limoni ci fanno l&#8217;occhiolino, le rose flirtano con noi.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Le rose sono rosse, le violette sono blu, lo zucchero \u00e8 dolce, e lo sei anche tu.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p>[1] Juliane Rebentisch,&nbsp;<em>Camp Materialism<\/em>, Cologne\/Berlin 2020, p. 16.<br>[2] Ibid., p. 17.<br>[3] Byung-Chul Han,&nbsp;<em>The Burnout Society<\/em>, Stanford 2015, p. 12.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I riferimenti di Elif Saydam sono letterali ma sovrastimolanti. 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