{"id":108621,"date":"2021-06-25T09:46:45","date_gmt":"2021-06-25T07:46:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=108621"},"modified":"2021-06-25T09:49:35","modified_gmt":"2021-06-25T07:49:35","slug":"la-polvere-in-arte","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/06\/25\/la-polvere-in-arte\/","title":{"rendered":"Polvere: particelle che accumulano simboli"},"content":{"rendered":"\n<p><em>Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris<\/em>, ricordati uomo che polvere sei e in polvere ritornerai. Lo sfogo di Dio contro Adamo ed Eva nel momento della loro cacciata dal Paradiso Terrestre, colpevoli di morsi al Pomo della conoscenza, \u00e8 un urlo di condanna al pi\u00f9 totale disfacimento del corpo umano dopo le fatiche della vita. Tutti ci si riduce a mucchietti di polverosa terra. Forse nessuna immagine pi\u00f9 di questa polvere, che si deposita e disperde, d\u00e0 un senso di abbandono, sporco, nullit\u00e0 all\u2019esistenza. Viene da pensare che per contrasto il Paradiso sia l\u2019essenza della pulizia, dove non c\u2019\u00e8 necessit\u00e0 di ramazza e olio di gomito per eliminare l\u2019impalpabile eppure fastidiosamente visibile granello di polvere, e tutto \u00e8 divinamente chiaro. <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNel Quattrocento gli artisti erano tra i pi\u00f9 acuti osservatori. Elaborarono sistemi per osservare e rappresentare meglio il mondo. [\u2026] Nelle opere d\u2019arte la vita veniva raffigurata del tutto priva di polvere\u201d, scrive John A. Amato nel suo testo dedicato alla polvere. Una storia del piccolo e dell&#8217;invisibile. \u201cGli artisti idealizzavano una natura priva di polvere e sporco\u201d. Amato associa la polvere alla bidimensionalit\u00e0 e l\u2019immagine tersa alla tridimensionalit\u00e0 che ha promosso la nascita della prospettiva. Come si pu\u00f2, infatti, pensare alle Madonne di Piero della Francesca se non in uno spazio prospettico divino , trasparente, assolutamente privo della sporca, demoniaca e umana polvere?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Piero_della_Francesca_046-1024x640.jpg\" alt=\"Piero della Francesca\" class=\"wp-image-108656\"\/><figcaption>Piero della Francesca, \u201cPala di Brera\u201d, or \u201cPala Montefeltro\u201d (Sacred Conversation with the Madonna and Child, six saints, four angels and the donor Federico da Montefeltro), detail; tempera and oil on panel, 251&#215;173 cm, datable to about 1472, Brera Art Gallery, Milan, Italy\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Paradisi senza polvere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo nel mondo divino \u00e8 facile pensare ad un vaccum cleaner metafisico che tutto pulisce magicamente, ma nel resto del mondo umano la povere va tolta, pulita, spolverata; forse \u00e8 proprio questo desiderio di limpidezza, che per un attimo eleva lo spazio domestico di una abitazione a similitudine d\u2019un piccolo eden, a spiegare la presenza di tante scope, granate e spazzoloni in una serie di quadri del Seicento olandese, tutti strumenti per sfregare, spazzare, eliminare la polvere. Queste rappresentazioni ingannevolmente innocue della vita quotidiana, dove spesso i protagonisti sono proprio lo spazzolone e la ramazza, costituiscono una vera nicchia anche all&#8217;interno del mondo della pittura di genere olandese, che si sviluppa nella met\u00e0 del XVII secolo, all&#8217;apice della potenza economica delle Province Unite. I membri dell&#8217;\u00e9lite olandese, che sono orgogliosi del loro status sociale, richiedono un&#8217;arte che rifletta la loro realt\u00e0 in ascesa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/REMBRA1-1024x1198.jpg\" alt=\"Rembrandt Workshop (Possibly\u00a0Carel Fabritius)\" class=\"wp-image-108667\"\/><figcaption>Rembrandt Workshop (Possibly&nbsp;Carel Fabritius), \u201cA Girl with a Broom, A Girl with a Broom\u201d,&nbsp;oil on canvas, 107.3 x 91.4 cm, probably begun 1646\/1648 and completed 1651, National Gallery of Aart, Washington DC, USA<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La &#8220;nuova ondata&#8221; della pittura di genere vede cos\u00ec la luce all&#8217;inizio degli anni Cinquanta del Seicento: gli artisti iniziano quindi a concentrarsi su scene di vita privata in interni eleganti, donne al virginale, fanciulle in fiore con perle all\u2019orecchio, gentiluomini e merlettaie; ma perch\u00e9, se questa pittura doveva essere un inno alla prodigiosa laboriosit\u00e0 calvinista di questa borghesia, in molti dipinti lo spazio \u00e8 occupato dai \u201cnon luoghi\u201d delle abitazioni? C\u2019\u00e8 un interesse per i corridoi vuoti , i passaggi di scorcio fra stanze, in cui si intravedono persone occupate per i fatti loro e non certo protagoniste del quadro; in primo piano invece vengono rappresentati i cortili, i muri, come quelli vermeeriani a Deft, di un realismo che congiunge il quotidiano e ci\u00f2 che \u00e8 solo apparentemente banale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Gabriel-Metsu-1629\u20131667-Lady-at-a-Virginal-oil-on-canvas-between-circa-1660-and-circa-166-cm-82.5-x-85-Museum-Boijmans-Van-Beuningen-Rotterdam-Netherlands-1024x1260.jpg\" alt=\"Gabriel Metsu\" class=\"wp-image-108688\"\/><figcaption>Gabriel Metsu (1629\u20131667), \u201cLady at a Virginal\u201d, detali, oil on canvas, between circa 1660 and circa 166, cm 82.5 x 85, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam,&nbsp;Netherlands<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Polvere olandese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in questi spazi, e spesso in primo piano, fanno bella vista di s\u00e9 le scope, gli spazzoloni, i secchi e le ramazze, oggetti usati per togliere la polvere e poi quasi distrattamente dimenticati. Sono opere di una \u201csilenziosa potenza\u201d, rubando la definizione sulla pittura di Delacroix. Nei soggetti dipinti da Pieter Janssens Elinga (1623 &#8211; 1682) si possono trovare in una stessa sala una signora che suona il virginale o che legge e la donna delle pulizie che scopa con cura. Un mondo di donne certamente di ceti sociali diversi, l\u2019una impone e l\u2019altra esegue, ma la finalit\u00e0 \u00e8 condurre a buon fine le faccende domestiche e che la casa risulti linda; un piccolo mondo antico, una modalit\u00e0 per evocare la purezza morale e spirituale rappresentata dalla casa lucida di domestico lindore, con tutto un gioco di luce che entra dalle deterse finestre a creare quasi un gioco di scacchi, uno spazzare la luce.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Pieter-Janssens-Elinga-Interior-with-Painter-Woman-Reading-and-Maid-Sweeping-Oil-on-canvas-82.0-x-99.0-cm1665-Stadelsches-Kunstinstitut-und-Stadtische-Galerie-Frankfurt-1024x843.jpg\" alt=\"Pieter Janssens Elinga\" class=\"wp-image-108663\"\/><figcaption>Pieter Janssens Elinga, \u201cInterior with Painter, Woman Reading and Maid Sweeping\u201d, Oil on canvas, 82.0 x 99.0 cm,1665, St\u00e4delsches Kunstinstitut und Stadtische Galerie, Frankfurt, Germany <\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questi artisti del Seicento olandese c\u2019\u00e8 un potere d\u2019osservazione acutissimo, fedelissimo, ma anche la capacit\u00e0 paradossale di grandi giochi di prestigio della prospettiva per descrivere e ingannare contemporaneamente. Le opere di Samuel van Hoogstraten (1627 \u2013 1678) sono un potente stimolo di invenzioni pittoriche che mette a confronto gli spettatori con enigmi rappresentativi. La sua scatola prospettica, <em>A Peepshow<\/em>, \u00e8 il miglior esempio di capacit\u00e0 meta-pittoriche dell\u2019artista, probabilmente stimolata dal suo contatto con Carel Fabritius quando i deu pittori erano entrambi studenti di Rembrandt ad Amsterdam.cQuesta scatola prospettica mostra una sequenza \u201cfilmica\u201d di interni vistosamente privi di figure-protagoniste, misteriose soglie, percorsi che si biforcano e che si aprono sugli inquietanti scacchi di piastrelle bianche e nere dei pavimenti; certe volte compare uno stupito animale domestico, un cane, un gatto, ma sono gli accessori, sedie, pantofole, specchi, quadri, chiavi e fra questi la scopa, strategicamente posizionati, a evocare una \u201cstoria\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"576\" height=\"800\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Samuel-van-Hoogstraten-A-Peepshow-with-Views-of-the-Interior-of-a-Dutch-House-1655-1660-NAtional-gallery-Londra-LD-.jpg\" alt=\"Samuel van Hoogstraten\" class=\"wp-image-108665\"\/><figcaption>Samuel van Hoogstraten (1627-1678), \u201cA Peepshow with Views of the Interior of a Dutch House\u201d, between circa 1655 and circa 1660, oli on panel. National Gallery, London, UK<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Samuel-van-Hoogstraten-View-of-the-threshold-of-a-passage-known-as-the-nineteenth-century-title-The-slippers-oil-on-canvas-100-x-71-cm-1655-1660-Musee-du-Louvre-Paris-Fra-1024x1523.jpg\" alt=\"Samuel van Hoogstraten\" class=\"wp-image-108669\"\/><figcaption>Samuel van Hoogstraten, \u201cView of the threshold of a passage\u201d, (known as the nineteenth-century title \u201cThe slippers\u201d), oil on canvas, 100 x 71 cm, 1655-1660, Mus\u00e9e du Louvre , Paris, France<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Polvere e gadget<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Altro che la marinettiana \u201cGuerra sola igiene del mondo\u201d! In pieno boom economico postbellico, \u00e8 l\u2019aspirapolvere ad assurgere a simbolo del grande consumismo pop della pulizia. La Hoover \u00e8 la nuova arma per debellare il pulviscolo. Prendere in mano il tubo dell\u2019aspirapolvere \u00e8 un atto rivoluzionario, come nel collage di Richard Hamilton (1922-2011) <em>Just what is it that makes today&#8217;s homes so different, so appealing?,<\/em> del 1956. Nel 1990 lo stesso Hamilton, il padre della pop-art, parlando del suo collage, puntualizza: \u201cIl senso era quello di gettare nello spazio angusto di un living room una rappresentazione di tutti gli oggetti e le idee che si affollano nella nostra coscienza del dopoguerra: la mia &#8220;casa&#8221; sarebbe stata incompleta senza la sua forza vitale simbolica, cos\u00ec Adamo ed Eva si sono messi in posa insieme al resto dei gadget\u201d. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"900\" height=\"933\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/hamilton-just-what-is-it-that-makes-todays-homes-so-different-so-appealing-1956-HD.jpg\" alt=\"Richard Hamilton\" class=\"wp-image-108671\"\/><figcaption>Richard Hamilton, \u201cJust what is it that makes today&#8217;s homes so different, so appealing?\u201d, 1956, 26 \u00d7 25 cm,&nbsp;collage&nbsp;su carta, collezione George Zundel,&nbsp;Kunsthalle,&nbsp;Tubinga, Germany <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>E allora cosa ne \u00e8 stato della biblica condanna, <em>pulvis es<\/em>, Uomo sei polvere &#8230; con quel che segue? Tutto si \u00e8 modernizzato, ma l\u2019ossessione per la polvere \u00e8 rimasta, anche se negli anni del consumismo l\u2019arcangelo Michele \u00e8 ridotto a domestico della coppia edenica, e la sua spada \u00e8 il gran tubo di aspirazione con meccaniche non certo divine, per pulire, rassettare la casa, mantenendo la dovuta e debita distanza dai due protagonisti biblici che si trastullano con un gigantesco lecca lecca, un Chupa chupa pop in erezione, pomo adamitico del novello junk food, mentre la bella Eva si atteggia in posa da Pin up.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Monumenti e polvere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Poi la performance dell\u2019aspirapolvere migliora. La grande aspirapolvere assurge alla metafisica delle aspirazione. La mano dell\u2019artista scompare e la macchina che sferza con vigore moquette e pavimenti si automonumentalizza nelle trasparenti teche di Jeff Koons nato nel 1955.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/NEW-HOOVER-DELUXE-SHAMPOO-POLISHERS-\u2013and-NEW-HOOVER-QUIK-BROOM-NEW-HOOVER-CELEBRITY-IV-JEFF-KOONS-1980-and--1024x576.jpg\" alt=\"eff Koons. New Hoover Deluxe\" class=\"wp-image-108674\"\/><figcaption>Jeff Koons. \u201cNew Hoover Deluxe Shampoo Polishers and New Hoover Quik Broom\u201d, New Hoover Celebrity Iv,1980<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dal 1980 fino al 1987 Koons \u201ccrea\u201din diverse configurazioni una serie di sculture composte da aspirapolvere esposti in teche di plexiglas. Tutti questi lavori concettuali sono stati definiti dall\u2019artista <em>The New<\/em>, Il nuovo. La creativit\u00e0 di Koons soggiace passiva e sono i vacuum cleaner a impersonare gli oggetti delle nostre brame. Luccicanti in modo seducente sotto il bagliore delle luci fluorescenti, grondano di fascino. Sono sospesi in uno stato di perfezione assoluta. Koons ha commentato: \u201cNella mia serie di lavori <em>The New<\/em>, mi interessava rappresentare uno stato psicologico dell\u2019individuo legato alla novit\u00e0 e all\u2019immortalit\u00e0: la figura complessiva, la Gestalt, proveniva direttamente da un oggetto inanimato, un aspirapolvere, posto in una condizione di immortalit\u00e0\u201d. Koons arriver\u00e0 a paragonare le luccicanti cromature dell\u2019aspirapolvere, che proteggono e trattengono la polvere, a gran ventri materni. Si \u00e8 ben lontani dall\u2019indifferenza per la scelta dell\u2019oggetto del ready made, dell\u2019Orinatoio di Duchamp o dello scolabottiglie, qui si parla di corpi degli aspirapolvere virginalmente made in Heaven. Questo sar\u00e0 il titolo di una serie successiva, quando Koons privileger\u00e0 il corpo d\u2019arte di Cicciolina; ma anche con il porno siamo in Paradiso e gli aspirapolvere, angeli guardiani, hanno eliminato assolutamente il segno del polveroso passaggio del tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/06\/19\/marcel-duchamp-lettera-che-piega-il-ready-made\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi anche: <em>\u201cLa prima volta che Marcel Duchamp spieg\u00f2 come nasce un ready made\u201d<\/em><\/a>, ndr]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/NEW-HOOVER-QUIK-BROOM-NEW-HOOVER-CELEBRITY-IV-\u2013-JEFF-KOONS-1980--1024x1820.jpg\" alt=\"New Hoover Celebrity Iv\" class=\"wp-image-108678\"\/><figcaption>Jeff Koons, \u201cNew Hoover Quik Broom\u201d, New Hoover Celebrity Iv, 1980<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Le dita sulla polvere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certe volte pulire \u00e8 uno strano modo di lasciare un segno. Nelle opere di Evaristo Baschenis (1617 &#8211; 1677), autore secentesco di nature morte con polvere; il pulviscolo imbrattante \u00e8 un protagonista, non un casuale esercizio di stile; \u00e8 sostanza del suo dipingere. Depositata in bella vista sugli strumenti musicali, dai liuti alle mandole, dai chitarroni ai violini, la polvere viene evidenziata dalle ditate strisciate sugli strumenti musicali, quasi suoni stridenti che innalzano trilli di polvere. Certo, la poetica di Baschenis consuona con i versi barocchi di Giovambattista Marino e si potrebbe dire \u201c\u00e8 del pittore il fin la meraviglia [\u2026] chi non sa far stupir, vada alla striglia!\u201d. La sua polvere sugli strumenti \u00e8 infatti un altissimo pezzo di bravura, effetto potente di illusionismo con un ulteriore tour de force: la ditata. In tutto il Seicento la polvere indicava la Vanitas, il senso immanente di una fine che tutto cancella, ma guardando quella di Baschenis si affollano dubbi . Che voglia dimostrare come la pittura, in analogia con la musica, sia capace di trilli del diavolo e sappia rendere l\u2019impalpabile diabolica polvere, visibile, tattile, come il pizzico di Paganini rende udibile un suono demoniaco? Che Toccata (di dita) e Fuga strumentale dipinta possano dimostrare l\u2019eco della polvere in una perfetta congiunzione fra musica udito e tatto?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Evaristo-Baschenis-Still-life-with-musical-instruments-oil-on-canvas-17th-century-private-collection-1024x708.jpg\" alt=\"Evaristo Baschenis\" class=\"wp-image-108680\"\/><figcaption>Evaristo Baschenis, &#8220;Still life with musical instruments&#8221;, oil on canvas, 17th century, private collection<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Fotografare la polvere d\u2019arte<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di Marcel Duchamp, di cui si sentiva erede, John Cage ha affermato: \u201cTutti gli altri erano artisti, Duchamp raccoglie polvere\u201d. Man Ray ha registrato l&#8217;accumulo di polvere con cui Duchamp voleva riprodurre le diverse sfumature di colore sul suo Le Grand Verre, Il Grande Vetro che lo impegna dal 1912 al 23, per poi decidere di lasciarlo incompleto. Duchamp lascia alcune criptiche annotazioni tutte giocate su doppi sensi linguistici dove parla della necessit\u00e0 di un \u201cAllevamento di polvere\u201d(questa \u00e8 l\u2019azzeccata traduzione di Elio Grazioli del termine duchampiano \u00c9levage de poussi\u00e8re ) da far crescere sul vetro, perch\u00e9 non vuole completare l\u2019opera con i colori da pittore, ma cambiare la pittura a tutti i livelli e questo lo far\u00e0 la polvere, dando una nuova serie di rifrazioni ottiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Le foto di Man Ray del 1920, esposte nel 2015 a Parigi negli spazi del museo Le Bal in una rassegna curata da Gerhard Richter dal titolo esemplificativo <em>Dust \/ Histoires de poussi\u00e8re d&#8217;apr\u00e8s Man Ray et Marcel Duchamp<\/em>, mostrano lo svilupparsi del Grande Vetro, attraverso i cumuli di mesi di polvere, perch\u00e9 i detriti partecipano dell\u2019 opera. I tagli fotografici di Man Ray sono bassi, distorti, quasi anamorfici; la luce ha attraversato per ore l\u2019obiettivo per ottenere queste rese fotografiche di un paesaggio immaginario, lunare, illuminato di colori-non colori, creato da pittura-non pittura: \u201cNon nel senso di opposizione alla pittura, al colore\u201d, scrive Elio Grazioli nel suo La polvere nell\u2019arte, \u201cma nella logica tutta duchampiana della differenza, anzi dell\u2019in\u0002differenza[\u2026]ed essa crea altro e (\u2026) d\u00e0 origine al suo frutto pi\u00f9 eclatante : i ready mades contemporanei alla lavorazione del grande vetro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"811\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/06\/Man-Ray-Allevamento-di-polvere-1920.-Dettaglio-del-Grande-vetro-di-Marcel-Duchamp.-Dettaglio-del-Grande-vetro-di-Marcel-Duchamp.jpg\" alt=\"Man Ray, Duchamp\" class=\"wp-image-108685\"\/><figcaption>Man Ray, &#8220;Breeding of Dust&#8221;, 1920. Detail of the large glass by Marcel Duchamp<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Come si pu\u00f2 presentare attraverso la fotografia un\u2019opera d\u2019arte in cui la polvere sia un elemento-chiave? Quali i criteri per rendere sulla pellicola questa seconda pelle salvaguardandone l\u2019integrit\u00e0 simbolica? Le fotografie di Luigi Ghirri (1943-1992) raccolte nel volume <em>L\u2019atelier Morandi<\/em> e quelle dedicate da Man Ray al Grande vetro di Duchamp riescono a ri-creare questa impronta. \u00c8 un legame per analogia quello delle impronte di polvere che Ghirri coglie nello studio di Giorgio Morandi, uno fra i gli artisti pi\u00f9 solitari ,\u201c un frate novecentesco\u201d come lo definisce Cesare Garbali in <em>Falbalas<\/em>: \u201cMorandi, lui che odiava tutto quello che luccicava troppo, lasciava che uno strato di polvere di depositasse sopra i suoi oggetti per smorzarne il brillio.\u201d <\/p>\n\n\n\n<p>Trent\u2019anni dopo la sua morte, il fotografo \u00e8 entrato nello studio dell\u2019artista in via Fondazza a Bologna e in quello di Grizzana sull\u2019Appennino bolognese, onorando con una serie di scatti quella stessa discrezione luminosa dei suoi dipinti; ne imita l\u2019immortale \u201ctocco di luce in meno\u201d emanato da bottiglie ,caraffe, cuccume e bricchi, sempre ripetuti nei suo dipinti, \u201csenza che mai ci sfiori il sospetto dell\u2019ossessione (\u00e8 il miracolo di Morandi)\u201d prosegue Garboli. Ghirri fa dialogare queste suppellettili assiderate, eppure calde in quella cipria di polvere che le ricopre , con i segni sporchi sul pannello di compensato retrostante: sono le ditate di Morandi e i tocchi di pennello tutti grigio su grigio, strisciati su quel legno morbido, facendo entrare anche i residui come elementi necessari per comprendere l\u2019opera. Ghirri coglie benissimo questa cerniera fra le nature morte di Morandi e la sua fatica del dipingere, dello sporco da lasciare \u201csotto lo zerbino\u201d, per arrivare a quel senso di arcaico degli oggetti coperti solo con quel tanto di polvere necessaria.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>John A. Amato, <em>Polvere. Una storia del piccolo e dell&#8217;invisibile<\/em>, Bollati Boringhieri, Torino, 2002<\/li><li>Elio Grazioli, <em>La polvere nell\u2019arte<\/em>, Bruno Mondadori, Milano, 2004<\/li><li>Celeste Brusati, <em>The Universal Art of Samuel van Hoogstraten<\/em> (1627-1678), Amsterdam University Press &#8211; Stable URL: <a href=\"https:\/\/www.jstor.org\/stable\/j.ctt6wp6wc.6\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.jstor.org\/stable\/j.ctt6wp6wc.6<\/a><\/li><li>Cesare Garboli, <em>Falbalas. Immagini del Novecento<\/em>, Garzanti, Milano, 1990<\/li><li><em>Dust \/ Histoires de poussi\u00e8re d&#8217;apr\u00e8s Man Ray et Marcel Duchamp<\/em>, Catalogo della mostra a cura di Gerhard Richter -Museo Le Bal -Parigi 2015 \/2016<\/li><li>Georges Didi-Huberman, <em>Sculture d\u2019ombra. Aria polvere impronte fantasmi<\/em>, Electa, Milano 2009<\/li><\/ul>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-yoast-seo-table-of-contents yoast-table-of-contents\"><h2><br><br><\/h2><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai pittori del Seicento fino a Man Ray, Duchamp e Jeff Koons, la polvere \u00e8 un&#8217;ossessione che stratifica significati esoterici<\/p>\n","protected":false},"featured_media":108676,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-108621","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/108621","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/108621\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/108676"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=108621"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=108621"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=108621"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}