{"id":110062,"date":"2021-07-29T15:48:33","date_gmt":"2021-07-29T13:48:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=110062"},"modified":"2021-07-30T12:05:06","modified_gmt":"2021-07-30T10:05:06","slug":"giulio-romano-stoviglie","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/07\/29\/giulio-romano-stoviglie\/","title":{"rendered":"A tavola, secondo Giulio Romano"},"content":{"rendered":"\n<p>Per un principe del Rinascimento piatti, posate e utensili da pranzo sono strumenti molto pi\u00f9 potenti di quel che si potrebbe pensare. Al primo sguardo la tavola dice a ogni ospite della ricchezza, del gusto, dell&#8217;educazione, dell&#8217;umorismo e dello status del padrone di casa; ai Gonzaga di Mantova questa funzione \u00e8 chiara pi\u00f9 che ad altri. Tra il 1524 e il 1546, infatti, Federico II Gonzaga commissiona a Giulio Romano centinaia di disegni per gli argenti da tavola. Molti di questi oggetti, spesso assai complessi, vengono prodotti sotto l\u2019attenta supervisione dell\u2019artista per poi essere impiegati in occasione dei banchetti imbanditi dalla nobile casata. Altri vengono semplicemente messi in mostra, come rappresentazione estetica di opulenza, prosperit\u00e0 e maestria artistica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/www.museodelprado.es\/en\/the-collection\/art-work\/federico-gonzaga-ist-duke-of-mantua\/5ddb7374-c30a-40db-a5f1-0b1c040588eb\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/Federico-Gonzaga-Ist-Duke-of-Mantua-1-1024x1276.jpg\" alt=\"Tiziano Vecellio, Federico Gonzaga\" class=\"wp-image-109976\"\/><\/a><figcaption>Tiziano Vecellio, Federico Gonzaga, Ist Duke of Mantua. \u00a9Museo Nacional del Prado, Madrid.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Purtroppo, non appena la fortuna della casata si fa avversa, la maggior parte di questi prodotti finisce per essere rifusa, e i disegni di Giulio Romano tornano a essere solo disegni. Ma oggi, osservando con attenzione, non solo possiamo farci un&#8217;idea pi\u00f9 precisa degli interessi e dello stile di vita di Federico II, ma riusciamo anche a capire meglio l\u2019interesse nutrito dallo stesso Giulio Romano per invenzione e illusionismo, e per il connubio di natura e artificio.<\/p>\n\n\n\n<p>I disegni delle stoviglie di Giulio Romano sono estremamente complessi. Farne oggetti reali \u00e8 quasi impossibile. La sfida che lanciano ai loro esecutori \u00e8 cos\u00ec ardita che un orafo romano, ingaggiato da Federico II Gonzaga durante gli ultimi giorni che Giulio Romano trascorre a Roma, affronta una cos\u00ec &#8220;grande difficolt\u00e0&#8221; che alla fine giura di non lavorare pi\u00f9 con l&#8217;illustre maestro (<em>Beth Holman, \u2018A Subtle Artifice\u2019: Giulio Romano\u2019s Salt Cellar with Satyrs for Federico II Gonzaga\u2019, in Quaderni di Palazzo Te, no. 8, 2000, pp. 60-1<\/em>). Giulio Romano \u00e8 infatti un artista che ama sfidare i confini dell&#8217;immaginazione, anche se ci\u00f2 comporta il sacrificio della funzionalit\u00e0; ma ci\u00f2 \u00e8 gradito al suo committente, che poi \u00e8 felice di possedere tali sofisticate stravaganze. Non c\u2019\u00e8 quindi bisogno che gli oggetti sia adatto all\u2019uso; serve piuttosto che funzionino come simulacri di ricchezza e prestigio artistico. Per gli ospiti della corte di Federico essere seduti a una tavola con i servizi pi\u00f9 complessi, bizzarri e audaci \u00e8 di per s\u00e9 onorevole, e il fatto che molti degli oggetti siano inutilizzabili rende l\u2019esperienza ancor pi\u00f9 singolare. Il gusto per questo genere di eccesso potrebbe trovare un equivalente mediatico contemporaneo nella dinastia familiare dei Kardashian: gli oggetti che compaiono nelle foto pubblicate su Instagram raramente funzionano a livello pratico, ma sono senz\u2019altro efficaci sul piano estetico. Possedere qualcosa di costoso \u00e8 una cosa, mostrarsi senza nemmeno usarlo \u00e8 tutt\u2019altro. A Palazzo Te, l&#8217;affresco dipinto da Giulio Romano per la Sala di Amore e Psiche, mostra come un set di stoviglie stoviglie possa offrire uno sfondo altamente ornamentale.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-center\" style=\"background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/Palazzo-Te-Camera-di-Amore-e-Psiche-parete-sud.jpg)\"><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-flow wp-block-cover-is-layout-flow\">\n<p class=\"has-text-align-center has-small-font-size\">Giulio Romano, Camera di Amore e Psiche, Palazzo Te, Mantova. \u00a9 Comune di Mantova, Musei Civici.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<p>Come abbiamo detto poc&#8217;anzi, Giulio Romano sa andare oltre decorazioni e sofisticherie. L\u2019artista infatti ama anche incedere in elementi spiccatamente umoristici o intelligentemente provocatori. Per esempio, per una saliera Giulio Romano immagina due capre che girano la testa in direzione opposta, come per &#8220;leccare&#8221; il sale nel recipiente posto sopra di loro. Chiaramente il maestro sta giocando con la funzione dell&#8217;oggetto, visto che notoriamente le capre sono ghiotte di sale; ed \u00e8 persino disposto all&#8217;impertinete allusione, mettendo il posteriore di una terza capra al centro del foglio. Le uniche parti visibili della capra di mezzo sono infatti l\u2019ano, crudamente esposto, e le sue mammelle pendenti. Includere un&#8217;immagine cos\u00ec volgare nel disegno di un oggetto da tavola destinato a essere prodotto con l\u2019argento ed esser usato alla corte di Mantova \u00e8 chiaramente oltraggioso, cos\u00ec come l\u2019idea di commissionare a un orafo la produzione di un oggetto di questo tipo \u00e8 di per s\u00e9 piuttosto audace.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"644\" height=\"536\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/108626f14f1eb8ccfda4a4110cb0bdabd952b57c.jpg\" alt=\"Giulio Romano tableware\" class=\"wp-image-109979\"\/><figcaption>Giulio Romano, design for an ornamental tureen, probably 1499-1546. \u00a9 The Samuel Courtauld Trust, The Courtauld Gallery, London.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A Giulio Romano anche a tavola piace scherzare, combinando immagini lussuose con con volgari, ancorch\u00e9 acute, battute visive. \u00c8 questo un tratto che si pu\u00f2 ricondurre all&#8217;antico vasellame greco e romano, spesso concepito anche con l\u2019intento di intrattenere e divertire i commensali, magari con immagini falliche o allusioni visive.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/DP260393-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-110025\" width=\"653\" height=\"490\"\/><figcaption>Terracotta vase in the form of a phallus, ca. 550\u2013500 B.C., Greek. Courtesy of Met Museum, New York.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Del resto, l&#8217;umorismo sofisticatamente osceno degli utensili da tavola di Giulio Romano era certamente in sintonia con le abitudini licenziose di Federico Gonzaga e della sua cerchia: Valerie Taylor nota il &#8220;provocante piacere visivo e tattile di maneggiare o essere serviti da recipienti progettati per eccitare&#8221; (<em>\u2018Art and the Table in Sixteenth-Century Mantua\u2019, in The Material Renaissance, eds. Michelle O\u2019Malley and Evelyn Welch, Manchester, 2007, p. 178<\/em>). Questi oggi ci ricordano che l&#8217;umorismo era una parte non trascurabile della produzione artistica rinascimentale italiana, e non dovrebbe essere trascurato semplicemente perch\u00e9 la storiografia artistica tende a offrire dei grandi maestri il lato pi\u00f9 serio e intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/67022001-1024x392.jpg\" alt=\"Giulio Romano tableware\" class=\"wp-image-109980\"\/><figcaption>Giulio Romano, A pair of tongs formed by a duck&#8217;s bill, the handles terminating in serpents&#8217; heads; pen and brown ink, with grey-brown wash, over black chalk, 1514-1546. \u00a9 The Trustees of the British Museum.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Molti degli scherzi visivi ideati da Giulio Romano nei disegni per gli oggetti da tavola implicano l\u2019uso di immagini di animali. In un disegno oggi nella collezione del British Museum di Londra, per esempio, l\u2019artista ingigantisce il becco di un&#8217;anatra a guisa di grande pinza, invitandoci cos\u00ec a re-immaginare l\u2019animale nel contesto di significato di un oggetto domestico relativamente banale. In quanto prodotto dell&#8217;immaginazione di Giulio Romano, un oggetto di questo tipo presenta quella brillante commistione di naturale e artificiale che l\u2019artista era sicuro deliziare il suo pubblico. Giulio Romano non sta solo inventando un oggetto, n\u00e9 solo disegnando un&#8217;anatra: sta combinando in modo originale osservazione e immaginazione. Oltretutto, si tenga presente che tra le persone che come Federico Gonzaga nutrivano interessi umanistici i dibattiti estetici sul rapporto tra natura e artificio si rifacevano, tra l&#8217;altro, alla Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, il che rendeva i disegni di Giulio Romano intellettualmente stimolanti quanto lo erano visivamente.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/07\/66991001-1024x1314.jpg\" alt=\"Giulio Romano tableware\" class=\"wp-image-109978\" width=\"706\" height=\"904\"\/><figcaption>Giulio Romano, a ewer with a swinging handle and two spouts formed by the heads of a swan and an eagle, a separate design for a lion-headed spout below;\npen and brown ink, with brown wash, over black chalk, 1514-1546. \u00a9 The Trustees of the British Museum<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Non solo ci invitano a prestare attenzione al significato degli oggetti d\u2019uso, ma anche a riconsiderare il falso binario su cui si pu\u00f2 presumere corrano opere d&#8217;arte e oggetti funzionali. E potremmo persino provare a mettere in discussione il ruolo dell&#8217;immaginario animale all&#8217;interno di tali contesti, dato che Giulio Romano mostra un costante desiderio di metamorfosi e (letteralmente) oggettivazione delle forme naturali o animali, in linea con una crescente visione del creato come una risorsa sfruttabile per l&#8217;uso umano. In effetti, i disegni da tavola di Giulio Romano sono anche indicatori di una societ\u00e0 europea sempre pi\u00f9 materialista, una societ\u00e0 che si stava arricchendo attraverso la brutale sottomissione delle popolazioni indigene e degli ecosistemi naturali scoperti oltreoceano. Allora come ora, gli oggetti ci dicono molto di pi\u00f9 di noi stessi di quanto potremmo aspettarci &#8211; a volte rivelando scomode verit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli oggetti da tavola disegnati da Giulio Romano ci invitano a riconsiderare il falso binario su cui corrono estetica e funzione.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":110087,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-110062","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/110062","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/110062\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110087"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110062"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110062"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110062"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}