{"id":110734,"date":"2021-09-03T16:01:24","date_gmt":"2021-09-03T14:01:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=110734"},"modified":"2021-09-03T23:45:19","modified_gmt":"2021-09-03T21:45:19","slug":"vento-arte","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/09\/03\/vento-arte\/","title":{"rendered":"Quel soffio di vento che ci cambia la sorte"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il vento sferza gi\u00e0 nelle parole di Esiodo. \u201cMese di Leneone le giornate son tutte cattive, da scorticar buoi; da quello guardati, e dalle gelate che sulla terra vengon, moleste, coi soffi di Borea; Borea, attraverso la Tracia che nutre cavalli, sul vasto mare soffia, e lo fa sollevare; gemono la terra e le selve; [\u2026] le fiere tremano, e la coda si mettono fra le vergogne, anche quelle che hanno la pelle coperta di lana\u201d, cos\u00ec descriveva il mese di Gennaio ne <em>Le opere e i Giorni <\/em>il poeta greco nato nella seconda met\u00e0 del VIII secolo a. C. E ci offriva un pratico suggerimento: \u201cAllora, io ti consiglio, indossa, a riparo del corpo, un mantello morbido e una lunga camicia su trama larga con molto filo tessuta, e in quelli avvolgiti bene, perch\u00e9 non ti tremino i peli e dritti sul corpo non ti si levino irsuti\u201d. Ma con il vento si sono cimentati per secoli anche gli artisti, dalla Mantova del Cinquecento fino alle libecciate dei dipinti parigini della Belle \u00c9poque e oltre. Gli artisti non ci hanno consigliato metodi per ripararci da ventacci e correnti fredde, hanno invece lasciato, a noi che guardiamo, pi\u00f9 di un interrogativo sul valore simbolico di queste improvvise brezze. Qualcosa che ha molto a che fare con la sorte, le stelle, il destino e la potenza del caos.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/1.-Atene-Il-fregio-raffigura-il-vento-Scirone-.-Il-costruttore-e-presumibilmente-Andronico-di-Cirro-50-a.C.-ca-1024x540.jpg\" alt=\"Atene - il vento Scirone\" class=\"wp-image-110738\"\/><figcaption>Atene &#8211; Tower of the Winds &#8211; Fregio raffigurante il vento Scirone, realizzato probabilmente da  Andronico di Cirro nel 50 a.C. Ca. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Il vento che cambia il destino<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A Mantova, per esempio, la Camera dei Venti di Palazzo Te \u00e8 stata progettata fra il 1527-28 da Giulio Romano. Niccol\u00f2 da Milano \u00e8 stato il probabile creatore degli stucchi. La camera prende il nome dai volti personificati dei venti che soffiano nella parte bassa della volta: grossi faccioni dalle gote rigonfie che spirano, sbuffando a tutta forza. Ma cosa ci fa tutto questo soffiare in una stanza il cui tema centrale \u00e8 in realt\u00e0 lo Zodiaco? L\u2019influsso delle stelle sui destini dell&#8217;uomo trova riscontro nell&#8217;iscrizione da Giovenale sulla porta della parete sud: \u201cDistat Enim Qvae Sydera Te Excipiant\u201d (Dipende infatti quali stelle ti ricevano [quando nasci]). Il programma iconologico della Camera si fonda su antichi testi di astrologia\/astronomia che godono della massima autorit\u00e0 negli ambienti umanistici dell&#8217;epoca, come gli <em>Astronomica<\/em> di Manilio e il <em>De rerum natura<\/em> di Lucrezio. Ma i venti di Palazzo Te scompigliano i destini, infrangono la predestinazione voluta dalle stelle, dallo zodiaco, basta un soffio di vento e si scompigliano le sorti umane.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Giulio_romano_rinaldo_mantovano_caduta_dei_giganti_1532-35_10_quattro_venti-1024x683.jpg\" alt=\"Giulio Romano - vento - sala dei giganti\" class=\"wp-image-110741\"\/><figcaption>Giulio Romano and Rinaldo Mantovano, Fresco decoration of the Sala dei Giganti in Palazzo Te in Mantua, 1532 &#8211; 35, detail of the &#8220;Four Winds&#8221; in the &#8220;Fall of the Giants&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 nella Sala dei Giganti, sempre di Palazzo Te, realizzata fra il 1532-1535, che i cataclismi prodotti da turbini e uragani travolgono la barbuta gen\u00eca dei Giganti per una nuova ricostruzione del cosmo guidato da Giove e dagli eterni d\u00e8i, evidente metafora dell\u2019illuminato potere gonzaghesco. L\u2019arte di Giulio Romano \u00e8 una vera potenza e non mira pi\u00f9 alla verit\u00e0 di una rappresentazione: la mente dell\u2019artista crea catastrofi come le penserebbe la mente di Dio. E allora si negano i limiti architettonici della sala, smussando angoli e pareti , creando potenti effetti illusionistici. Perfino il pavimento, costruito con ciottoli di fiume (ora questo acciottolato non esiste pi\u00f9) sembrava entrare nel dipinto, creando un vortice di instabilit\u00e0 e inquietudine. Qui tutto \u00e8 gigantesco. Persone nascoste simulavano l\u2019effetto della caduta dei massi, e chi entrava si trovava inerme e lillipuziano nell\u2019occhio di un ciclone. \u201cN\u00e9 si pensi mai uomo vedere di pennello cosa alcuna pi\u00f9 orribile o spaventosa, n\u00e9 pi\u00f9 naturale\u201d scrive Giorgio Vasari nelle <em>Vite. \u201c<\/em>Perch\u00e9 chi vi si trova dentro, veggendo le finestre torcere, i monti e gli edifici cadere insieme ai Giganti, dubita che essi e gli edifizi non gli ruinino addosso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"795\" height=\"641\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/1.-wind.jpg\" alt=\"Vento dettaglio\" class=\"wp-image-110748\"\/><figcaption>Giulio Romano &#8211; Fresco decoration in the Sala dei Giganti in Palazzo Te in Mantua, 1532 &#8211; 35, Sala dei Giganti, detail of the &#8220;wind&#8221;\n<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/PAlazzo.-te-Giganti-Parete-Nord-1024x784.jpg\" alt=\"PAlazzo. te -Giganti-Parete-Nord\" class=\"wp-image-110796\"\/><figcaption>Giulio Romano, fresco decoration of the Sala dei Giganti, 1532 \u2013 35, Palazzo Te, Mantua<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/07\/29\/giulio-romano-stoviglie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi anche il nostro approfondimento sugli oggetti da tavola disegnati da Giulio Romano<\/a>, <em>ndr<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vento che soffia in miniatura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 la pantografia di un violento match, quello della Sala dei giganti, ma il vento mantiene la sua potenza anche nella misura minima della miniatura. Raffigurazioni dei venti si ritrovano nelle miniature di Libri d\u2019Ore del Quattrocento, anche con una iconografia abbastanza desueta. Il giovane suonatore di doppio corno nel Libro d\u2019ore illustrato da Michelino da Besozzo \u00e8 il <em>Marcius cornator,<\/em> una figura legata al mese di marzo, di natura per met\u00e0 umana e per met\u00e0 demoniaca, dalla veste corta e dalla chioma arruffata. Se inizialmente il legame del Marcius Cornator era stretto con Marte, a cui il mese di marzo era dedicato, il rimando alla tuba della sfera guerresca si estingue presto: il corno e i capelli spettinati diventano un&#8217;allusione ai venti che caratterizzano il mese di marzo: il <em>Marcius cornator<\/em> si trasforma in araldo della stagione primaverile e dei suoi venti che rendono cos\u00ec volubile il tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Colori smaglianti come quelli di uno smalto, un corpo possente da atleta, un Marcell Jacobs lanciato in corsa: questo \u00e8 Eolo, un Dio azzurro in una miniatura dell\u2019Antifonario di Liberale da Verona, piccolo monumento di fine Quattrocento nello spazio di un capolettera. Non gli servono i remi, a Eolo, per far volare l\u2019arca su cui poggia il suo piede in corsa; gli bastano i polmoni e i capelli a ruota di pavone, che prendono il vento in poppa mentre una lunga clamide si arrotola a forma di turbine. Forse i gorghi d\u2019aria di questa corsa azzurra sono quelli che dopo secoli si trovano quasi in una anacronistica contemporaneit\u00e0 nella <em>Notte stellata<\/em> dipinta da van Gogh nel 1889, dove nulla \u00e8 calmo e pacato, tutto \u00e8 inquietudine e i mulinelli creati dal vento sembrano inghiottirci.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/4_liberale-da-verona_eolo_libreria-piccolomini-dopo-il1468--1024x1039.jpg\" alt=\"liberale-da-verona_eolo\" class=\"wp-image-110753\"\/><figcaption>\nLiberale da Verona &#8211; Illuminated initial with \u201cAeolus\u201d, post 1468, Antiphonary, parchment codex\nSiena, Opera della Metropolitana, Duomo, Piccolomini Library<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/01\/21\/le-sei-migliori-librerie-antiquarie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi il nostro approfondimento sulle migliori librerie antiquarie<\/a>, <em>ndr<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vento dell&#8217;invidia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In uno degli episodi dell\u2019<em>Odissea<\/em>, Ulisse approda sull\u2019isola di Eolia, dopo la fuga da Polifemo e dalla sua fastidiosa abitudine di pasteggiare con carne umana. Eolo, dio dei venti e re dell\u2019isola, offre ospitalit\u00e0 ai fuggiaschi. L\u2019ultimo giorno della loro permanenza, commosso dai racconti di Ulisse, gli dona un otre dove sono racchiusi tutti i venti avversi alla navigazione verso Itaca e gli intima di non aprirlo mai. Solo il gentile Zefiro soffia e spinge la nave verso la patria. Ma, come si sa, \u201cla calunnia \u00e8 un venticello\u201d (cos\u00ec canta Don Basilio nel <em>Barbiere di Siviglia <\/em>di Rossini), che ben presto si tramuta in \u201cun tremuoto e un temporale. Un tumulto generale che fa l&#8217;aria rimbombar\u201d, perch\u00e9 i compagni di Ulisse, invidiosi di quell\u2019otre donatogli da Eolo, pensano che l\u00ec dentro sia stipato un tesoro e sturano il tappo; i venti deflagrano all\u2019esterno facendo naufragare tutte le navi di Ulisse e solo la sua si salver\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Isaac Moillon, pittore del Re Sole, raffigura un grave Re Eolo che consegna l\u2019otre dei venti a Ulisse. La tavolozza dei colori \u00e8 quella acida di Pontormo: arancio, corallo, azzurro. Il vento c\u2019\u00e8, smuove il mantello del re, i capelli di Odisseo e del suo compagno alle spalle. Se lo sguardo si posa nella parte inferiore dell\u2019opera, si prova un senso di giramento di testa. In primo piano c\u2019\u00e8 la nave di Odisseo in partenza, \u00e8 in posizione obliqua e impennata, con tanto di dolce e mefitica Sirena come polena: si crea una linea a onda, ripresa dalla postura in obliquo delle gambe avvolte in rosso della dama in primo piano, con tanto di rotonda poppa scoperta. Tutto si muove in un presagio del futuro orribile gorgo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Isaac_Moillon_-_Eole_donnant_les_vents_a_Ulysse-1650-ca-disegno-per-tappezzeria--1024x979.jpg\" alt=\"Isaac_Moillon_-_\u00c9ole_donnant_les_vents_\u00e0_Ulysse 1650\" class=\"wp-image-110758\"\/><figcaption>\nIsaac Moillon (1614 &#8211; 1673), \u201c\u00c9ole donnant les vents \u00e0 Ulysse\u201d, ca 1650; drawing for upholstery &#8211; Mus\u00e9e de Tess\u00e9-Cenomanum &#8211; Le Mans, France<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel Parco Reale della Reggia di Caserta, fra gli zampilli di una cascata a velo che scende nell\u2019alveo ad esedra di un\u2019immensa fontana, si aprono delle cavit\u00e0: sono le dimore dei venti. Siamo nel regno di Eolo, protagonista in questo caso di un episodio dell\u2019<em>Eneide <\/em>in cui Giunone chiede l&#8217;intervento tempestoso del dio dei venti per proibire a Enea di sbarcare sui lidi d&#8217;Italia. Tutto inutile, naturalmente. Il profugo Enea sbarcher\u00e0, il futuro di Roma lo attende. Forse \u00e8 per questo che alla grandiosa fontana progettata da Vanvitelli alla met\u00e0 del \u2018700 e mai terminata (54 le sculture previste, di cui solo 28 realizzate) mancano proprio le immagini di Eolo e Giunone, gli oppositori di Enea, mentre emerge dalle acque un poker di copie di Zefiro, il vento gentile, con le alucce delicate, dalla grazia seduttiva tardo rococ\u00f2: un venticello sempre posto elegantemente fra l\u2019incrocio di due delfini, nelle sculture di Salomone, Persico, Violani e Solari. Certo lo Zefiro pi\u00f9 iconico \u00e8 quello abbracciato ad Aura, mentre spira una brezza di fiori per sospingere delicatamente sulle acque la conchiglia fra le cui valve naviga come su un windsurf la dea dell\u2019Amore, l\u2019incantata Venere di Botticelli. Pittura eterea, sensuale, tersissima. La coppia di dolci venti vola morbidamente allacciata, ed \u00e8 una citazione da un\u2019opera antica, una gemma di et\u00e0 ellenistica posseduta da Lorenzo il Magnifico. Il vento della classicit\u00e0 soffia e modella il Rinascimento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Vanvitelli-reggia-di-caserta-fontana-di-eolo-1024x681.jpg\" alt=\"Vanvitelli -reggia-di-caserta-fontana-di-eolo\" class=\"wp-image-110760\"\/><figcaption>Royal Palace of Caserta, cycle of sculptures decorating the Aeolus fountain (detail) based on a project by Luigi Vanvitelli, 18th century.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><strong>Il vento soffiato da Dio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Che cosa succede alle rappresentazioni del vento quando esso incontra le questioni teologiche cristiane? Il vento diventa l\u2019esperienza dell\u2019ineffabile. L\u2019<em>animus<\/em> dei latini ha la fragranza dell\u2019aria, proviene dell\u2019 \u1f04\u03bd\u03b5\u03bc\u03bf\u03c2 greco, soffio, vento, principio di vita. Nella Bibbia \u00e8 Dio che sveglia alla vita Adamo con il soffio vitale e il vento rappresenta l\u2019azione divina non solo sull\u2019uomo ma sull&#8217;origine stessa dell&#8217;universo, raccontata<em> <\/em>con staffilate ventose e lapidarie nella Genesi. Elohim (Dio) impartisce una successione di comandi efficienti. La volont\u00e0 divina cresce, prende forza, si gonfia in tifoni e tornadi per dividere terra e acque e cieli. Il vento tira pure nella Cappella Sistina. In un grandioso effetto slow motion Michelangelo genera sulla volta vaticana i successivi \u201cfotogrammi\u201d della nascita dell\u2019universo fra l\u2019aspro ribollire di cieli e nembi. Spalancando vigorosamente le braccia, l\u2019Onnipotente punta l\u2019indice, quasi rimbomba un <em>I want you<\/em> (come nel manifesto di James Montgomery Flagg) e il sole esce dai foschi turbinii che si allontanano scacciati dalla sinistra di Dio. Ma l\u2019Onnipotente ha fretta e si scosta per procedere alla creazione di altri mondi e nuove galassie. I giorni sono pochi per concludere l\u2019impresa e un vento d\u2019azione lo anima, cos\u00ec forte che la sua veste rosa iridescente si solleva e Dio \u00e8 costretto a trattenerla, mentre appaiono snudate le sue terga.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Michelangelo_Creation_of_the_Sun_Moon_and_Plants_01-1024x431.jpg\" alt=\"Michelangelo,_Creation_of_the_Sun,_Moon,_and_Plants\" class=\"wp-image-110763\"\/><figcaption>Michelangelo Buonarroti, \u201cCreation of the Sun, Moon and plants\u201d fresco, about 1511-1512; decoration of the vault of the Sistine Chapel, Vatican Museums, Rome<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>The Ancient of Days<\/em> di William Blake \u00e8 un\u2019incisione acquarellata originariamente pubblicata come frontespizio di <em>Europe a Prophecy<\/em> del 1794. \u00c8 la rappresentazione del Dio Architetto o Urizen, termine coniato dallo stesso Blake, il Dio creatore veterotestamentario. La figura \u00e8 accosciata, nuda in una difficile posa, con una gamba totalmente piegata; \u00e8 come se il corpo uscisse di sforzo da un tunnel del vento cos\u00ec luminoso da sembrare il sole. Allunga il braccio verso il basso, l\u2019Onnipotente, dove regnano il buio e il vuoto. Spunta dalla sua mano un enorme luminoso compasso, come le cesoie dell&#8217;<em>Edward Scissorhands<\/em> di Tim Burton . Il suo viso guarda verso il basso mentre un forte vento soffia sui suoi lunghi capelli e sulla barba. Il corpo \u00e8 scosso dallo pneuma della creazione da far paura, e Dio mette ordine nel caos nebuloso dell\u2019universo: solo a lui riesce la quadratura del cerchio. Sull&#8217;onda dell\u2019ispirazione creativa, anche il Padre dei cieli e della terra e di tutti gli animali, realizzato da Tintoretto fra il 1550 e il 1553, \u00e8 preso da un tale vigore dinamico che insuffla vita correndo nel vento. Avvolto nell\u2019aura divina, Dio sembra un centometrista che prenda la spinta da un albero come blocco di partenza per la sua <em>Creazione degli animali<\/em> e per via di questa velocit\u00e0 diventa innovativo il taglio che si potrebbe dire fotografico di Tintoretto, infatti dell\u2019unicorno e del bovino nell\u2019opera ci sono soltanto solo le teste.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Jacopo_tintoretto_creazione_degli_animali_01-1024x593.jpg\" alt=\"Jacopo_tintoretto,_creazione_degli_animali,_01\" class=\"wp-image-110766\"\/><figcaption>Jacopo Tintoretto &#8211; &#8220;The creation of animals&#8221;, 1550 and 1553, oil on canvas, 151 \u00d7 256 cm &#8211; Gallerie dell&#8217;Accademia, Venice<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/04\/16\/with-silvio-wolf-tintoretto-baselitz\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Leggi anche \u201cAl Met con Silvio Wolf, da Tintoretto a Baselitz<\/a>&#8220;, <em>ndr<\/em>]<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il vento della Belle \u00c9poque<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Certo \u00e8 un brusco transito passare dai venti della metafisica a quelli intriganti, impudichi che scompigliano, sgusciano fra le vesti della fanciulle in fiore sui Boulevard parigini della Belle \u00c9poque. Ma che elettrico <em>frisson<\/em> procura il vento di Parigi alle Mademoiselles che passeggiano lungo la Senna: una divina seduzione. Jean B\u00e9raud, artista francese, \u00e8 un maestro nell\u2019effigiare le maliziose parigine. Le ritrae mentre, appena chinate, si riparano dietro l\u2019ombrellino per evitare la sventagliata. Il corpo si flette leggermente, spingendo in su quel lato b gi\u00e0 accentuato dalla mezza gabbia a stecche di balena della gonna o dall&#8217;imbottitura, detta molto appropriatamente \u201ccul de Paris\u201d. Il vento bricconcello s&#8217;infila tra le pieghe della gonna e lascia intravedere le crinoline della biancheria, la caviglia a lama di spada. Acume e ironia guidano il pennello di B\u00e9raud che fu anche il testimone del duello di Proust contro Jean Lorrain nel 1897 a causa di un articolo giudicato ingiurioso su <em>Les Plaisirs et les Jours.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Jean-Beraud-Le-Pont-des-Arts-par-grand-vent-1880-1881-Metropolitan-Museum-of-Art-New-York-1024x706.jpg\" alt=\"Jean-Beraud\" class=\"wp-image-110770\"\/><figcaption>Jean Beraud, \u201cA Windy Day on the Pont des Arts\u201d, oil on canvas, 80s of the 19th century; Metropolitan Museum of Art, New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00abBlow, winds, and crack your cheeks! rage! blow!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSoffiate, venti, da scoppiarvi le gote, infuriate, soffiate!\u00bb<\/p>\n\n\n\n<p>(Shakespeare &#8211; Re Lear; Atto III scena II)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vento d&#8217;Ottocento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Millet con la sua <em>Raffica di Vento<\/em> del 1873, Monet con i suoi <em>Effetti di vento<\/em> della serie del 1891 dedicata ai Pioppi, dopo quella dei Covoni e subito prima delle Cattedrali di Rouen, Fattori e la sua <em>Libecciata<\/em> del 1895 e poi Valloton con <em>Vento <\/em>del 1910 e Chaime Soutine <em>Giorno di vento a Auxerre<\/em> del 1939: questa \u00e8 la natura spazzata dal vento, senza reconditi doppio fini. E se l\u2019albero di Millet, realizzato con pennellate dense, resiste piegato, aggrappato ancora con una radice prima di essere divelto, ed \u00e8 il protagonista eroico di un sentimento grandioso della natura, i pioppi di Monet dipinti sotto gli effetti del vento stanno dicendo che la realt\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 vera se dipinta con un margine di casualit\u00e0, per cui niente cavalletto, niente posa! Monet li riprende, anzi impressiona la tela, seduto su una barchetta nella palude di Limetz, sulla riva sinistra dell&#8217;Epte, a nord di Giverny; ne nascono immagini cangianti, dall\u2019effetto mosso, sgranato, spesso fuori quadro. Monet ha mantenuto in primo piano solo tre pioppi, accentuando la diagonale dei secondi, e questi tre si elevano su su, verticali, scossi dalle raffiche in una subitanea brillantezza di azzurri verdi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Chaime-soutine-Windy-day-in-Auxerre-1939-Phillips-Collection-Art-Gallery-Washington-DC--1024x656.jpg\" alt=\"Chaime soutine\" class=\"wp-image-110775\"\/><figcaption>Chaime Soutine, \u201cWindy day in Auxerre\u201d, oli on canvas, 1939,  Phillips Collection Art Gallery Washington DC <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 invece l\u2019orizzontalit\u00e0 la misura scelta da Fattori nella sua <em>Libecciata<\/em>: la linea del lungomare toscano. Una tripartizione in fasce orizzontali di colore accentua questo senso di lunghezza su cui corre il vento. Rapide spatolate di biacca quasi solidificate rendono la spuma sulle creste scure dei marosi, al centro c\u2019\u00e8 la gran macchia scura piegata delle tamerici scosse dalle raffiche di vento, alternata con le chiare crete e i secchi verdi della terra. Dietro, i grigio-azzurri e le tonalit\u00e0 liquide dorate spazzati nel cielo. Qui non c\u2019\u00e8 disegno, tutta la natura, gli effetti del vento, vengono creati dagli spiazzanti effetti di luce nati dalle gradazioni delle ombre, tutto attraverso macchie essenziali. Che sinuosa eleganza giapponese hanno poi i tronchi flessi e mobili come giunchi che si piegano nel <em>Vento<\/em> di Felix Valloton, il loro caldo color castano e il grigio-perla del cielo esaltano tutta la gamma dei verdi della vegetazione, ma \u00e8 il paesaggio sconvolto, verde acido di Soutine a trascinare inesorabilmente dentro il suo quadro. L\u2019artista ci fa sentire le frustate del vento, tutto ribolle e fa ricordare il &#8220;Tutto danza intorno a me come in un paesaggio di Soutine&#8221;, motto di spirito sull\u2019ubriachezza pronunciato da Modigliani, amico e compagno di bevute de pittore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"420\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Fattori-La-libecciata-1895-Palazzo-Pitti-Firenze.jpg\" alt=\"Fattori-La-libecciata\" class=\"wp-image-110777\"\/><figcaption>Giovanni Fattori, \u201cLa libecciata\u201d. Oil on panel, 1880 &#8211; 1885; 28 x 68 cm &#8211; Pitti Palace Modern Art Gallery, Florence  <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Vento futurista<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Con Umberto Boccioni si entra nel vortice della modernit\u00e0: anzich\u00e9 smembrare e moltiplicare le forme come i cubisti, il futurista sintetizza l\u2019anatomia dello spazio in una turbinosa fusione di corpi e oggetti. Lo spazio della citt\u00e0 moderna \u2013 con le sue ciminiere, impalcature, gli uomini e i cavalli- viene impastato esasperatamente nel terremoto aerodinamico della sua <em>Citt\u00e0 che sale <\/em>del 1911. Le masse si deformano sotto la spinta delle correnti atmosferiche. Si modifica il mito del vento, non pi\u00f9 divinit\u00e0 come Eolo, Borea o Zefiro, non forza atmosferica romantica o impressionista, ma pulsazione, fibrillazione della modernit\u00e0. Tutto diventa onda di movimento, rapina di vento, e le figure sul treno che parte in <em>Quelli che vanno <\/em>del 1911 sono solo linee oblique, sventagliate di adrenalina, che saettano nella tela.&nbsp;<em>Quelli che vanno<\/em>, sembra dirci Boccioni, vanno sempre, sono proiettati in avanti, trascinati dal vento, sono presente e gi\u00e0 futuro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/08\/Umberto-Boccioni-La-citta-che-sale-1910-MoMa-NY-1024x680.jpg\" alt=\"Umberto Boccioni La citt\u00e0 che sale 1910 MoMa NY\" class=\"wp-image-110782\"\/><figcaption>Umberto Boccioni, &#8220;The rising city&#8221;, 1910 &#8211; 1911 &#8211; oil on canvas, 199.3 x 301 cm &#8211; MoMa, New York<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Vento e passione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Imperturbabile nei secoli , quasi una contraddizione parlando di vento, il sentimento dell\u2019amore dall\u2019antichit\u00e0 alla modernit\u00e0 \u00e8 raffigurato dal vento: serpente indomabile in Saffo, soffio leggero nella tormenta nel canto dantesco di Paolo e Francesca, raffica che s\u2019incolla alla veste e modula l\u2019immagine della donna in <em>Vento e Bandiere<\/em> di Montale. Nelle pennellate furiose della <em>Sposa del vento<\/em> (1914), di Oskar Kokoschka, tutto \u00e8 vento, tempesta, e tutto si muove senza pi\u00f9 distinzione fra soggetto e oggetto. Travolto dal fallimento amoroso con Alma Mahler &#8211; nelle cui spire di portentosa musa e stritolante seduttrice caddero tanti magni spiriti fine secolari da Gropius a Nietzsche, da Berg a Werfel- l&#8217;artista austriaco si raffigura con lei, bellissima vampira d\u2019amore in un occhio di ciclone, caos calmo, mentre intorno ai loro corpi si stritolano nubi a cumuli, onde in burrasca sempre pi\u00f9 forti, nei colori bui dei blu e acciaio della tempesta. Per dar tregua a questo vento Kokoschka far\u00e0 dare un corpo pacato ad un\u2019Alma sostituta, sar\u00e0 una creatura reale eppure irreale, morta senz\u2019anima eppure spirito vivente: una grottesca bambola di pezza che l\u2019artista porter\u00e0 sempre con s\u00e9 , in pubblico e a teatro, lo statico fantasma di un vento di passione morto, che non soffia pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secoli di arte hanno messo in rapporto il vento con il caos che governa i nostri destini<\/p>\n","protected":false},"featured_media":110753,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-110734","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/110734","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/110734\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/110753"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=110734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=110734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=110734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}