{"id":111203,"date":"2021-10-25T15:25:45","date_gmt":"2021-10-25T13:25:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=111203"},"modified":"2021-10-26T18:09:45","modified_gmt":"2021-10-26T16:09:45","slug":"capelli-hair-styling-extension-dal-medioevo-a-botticelli","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/10\/25\/capelli-hair-styling-extension-dal-medioevo-a-botticelli\/","title":{"rendered":"Capelli, hair styling, extension dal medioevo a Botticelli"},"content":{"rendered":"\n<p>Complice il cinema e un celebre romanzo di Anita Loos, <em>Gli uomini preferiscono le bionde,<\/em> il Novecento \u00e8 stato il secolo delle platinate, culminato nel mito di Marilyn; ma i colori delle chiome associati a criteri estetici e morali hanno una lunga storia nel costume, nella letteratura e nell\u2019iconografia pittorica attraverso i secoli. &#8220;<em>Bruna tu sei ma bella<\/em>&#8220;, pronuncia il Tasso in una sua <em>Rima d\u2019amore<\/em>, giustificando il fatto che la dama, pur di capelli scuri, \u00e8 bella, ma delle rosse occorre diffidare. Salom\u00e8 esibisce con spudoratezza i suoi lunghissimi capelli diabolicamente rossi sciolti, da tarantolata, negli affreschi realizzati intorno al 1200 in San Giovanni a M\u00fcstair, nel Canton Grigioni, di contro a quelli velati e raccolti della madre Erodiade. Nelle capriole della danza i capelli penzolano sciolti, rimanendo diabolicamente incollati al collo. Contrapposto al rosso, colore demoniaco, il capello biondo rappresentava nel Medioevo la purezza, l\u2019elevazione spirituale e paradisiaca dell\u2019amore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/il-festino-di-erode-e-la-testa-di-giovanni-battista-1024x714.jpg\" alt=\"il-festino-di-erode\" class=\"wp-image-111202\"\/><figcaption>\u201cHerod&#8217;s feast and the head of St. John the Baptist\u201d, late Romanesque fresco &#8211; 1200ca, Abbey of. San Giovanni, M\u00fcstair, Canton of Grisons, Switzerland.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201c<em>Erano i capi d\u2019oro a l\u2019aura sparsi<\/em>\u2026\u201d: con il suo ritmo cantato e incantato Petrarca tratteggia la figura sognata dell\u2019amata Laura; sono i suoi capelli dorati, allacciati e slacciati dal vento, a trasfigurarla in una figura angelicata; un lungo capello biondo \u00e8 quello che re Marco affida a Tristano per rintracciarne la proprietaria che diventer\u00e0 la sua futura sposa, Isotta detta la Bionda: \u201cimperci\u00f2 si chiamava Isaotta la bionda ch\u2019avea i suoi capegli s\u00ed biondi che non pariano se non oro finissimo\u201d. Chr\u00e9tien de Troyes in <em>Erec e Enide<\/em>, datato 1170, narra della bella Enide giunta poveramente vestita alla corte di re Art\u00f9 e affidata alla regina Ginevra, le cui damigelle \u201cle hanno intrecciato un filo d\u2019oro tra i capelli, ma essi superavano in splendore persino quel metallo tra i pi\u00f9 puri\u201d. Inevitabilmente bionda era Ginevra, i suoi capelli rimasti impigliati nel pettine tanto splendevano che \u201cl\u2019oro purificato centomila volte e altrettante raffinato al fuoco, apparirebbe pi\u00f9 oscuro della notte in confronto con il pi\u00f9 bel giorno d\u2019estate di questo intero anno, se quell\u2019oro e quei capelli venissero guardati uno accanto agli altri\u201d. Era il colore dei capelli a decretare, anzi anticipare un giudizio, in genere positivo per i biondi e negativo per i rossi e i bruni. Il castano era troppo normale per interessare veramente. Ecco perch\u00e9 tutto questo biondo delle dame e damigelle dava alla testa ai cavalieri e ai poeti cortesi che ne intessevano lodi e intrecciavano amori.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Bartolomeo-Veneto-Lucrezia-1520-Stadelsches-Kunstinstitut-und-Stadtische-Galerie-Francoforte--1024x1287.jpg\" alt=\"Bartolomeo Veneto\" class=\"wp-image-111246\"\/><figcaption>Bartolomeo Veneto, \u201cLucrezia\u201d, 1520, tempera&nbsp;and&nbsp;oil&nbsp;on&nbsp;poplar wood,St\u00e4delsches Kunstinstitut und St\u00e4dtische Galerie, Frankfurt, Germany.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c9vrard d&#8217;Espinques, miniaturista attivo nella seconda met\u00e0 del Quattrocento, raffigura nel <em>Roman de Tristan<\/em> il viaggio di Isotta verso la Cornovaglia, dove l\u2019attende il suo futuro sposo Re Marco. \u00c8 il momento clou dell\u2019innamoramento. Il leggero \u201cvasel\u201d, la snella barca, fende un mare di onde pungenti e il pungolo d\u2019amore trapana Tristano che tradisce il proprio re e cos\u00ec cede all\u2019intensit\u00e0 di una notte d\u2019amore con Isotta. Poi la melanconica tristezza avvolge Tristano, <em>nomen omen<\/em>, diventa la psicopatologia della sua vita quotidiana, perch\u00e9 Tristano ha conosciuto la felicit\u00e0 vera, che dopo quell\u2019apice non sar\u00e0 pi\u00f9 raggiungibile. Il suo in realt\u00e0 non \u00e8 tradimento verso il suo re, ma elevazione; lo si comprender\u00e0 in seguito, quando il Cavaliere si ritrover\u00e0 con Isotta e nuovamente i due amanti giaceranno insieme, ma sorpresi da re Marco, con stupore il sovrano scoprir\u00e0 che fra i corpi nudi dei due amanti \u00e8 posta una spada affilata, confine invalicabile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il miniaturista raffigura un\u2019Isotta secondo tutti i canoni di bellezza dell\u2019epoca. Fronte e sopracciglia rasate. La depilazione medievale era assai pericolosa, effettuata com\u2019era con calce viva e solfuro d\u2019arsenico, che serviva a dare alla fronte un aspetto gonfio e ampio. Gli <em>scrub<\/em> per ottenere una pelle liscissima erano realizzati con pezzi di legno e vetro, poi strofinii di cipolla per togliere le imperfezioni dovute ai foruncoli, e urina di bambino per pulire i denti. I capelli dovevano essere chiarissimi e venivano decolorati o si usavano capelli posticci, extension nate dalle sforbiciatura ai crini di paggetti biondi. Dall\u2019epoca feudale i capelli, prima sempre ricoverati sotto cuffie, potevano essere sciolti, raccolti in alto in un copricapo a cono o in tiare e corone. Qui l\u2019oro della corona riluce nell\u2019oro dei capelli di Isotta. Tutta questa procedura estetica femminile produceva bordate di effetti d\u2019amore nei versi dei poeti trobadorici: dei fedeli d\u2019amore di cui si sussurra facesse parte anche Dante, tormentati dal furor d\u2019amor poetico, ma tutto questo sentimento fuori dai canoni matrimoniali aveva i suoi fermissimi comandamenti.<\/p>\n\n\n\n<p>In un nodo d\u2019amore si flettono, si intrecciano Isotta e Tristano, avvolti nell\u2019aura chiara e dorata della passione in una miniatura del XIV secolo. I due volti accostati creano il disegno dell\u2019infinito, quello di una passione d\u2019amore triste e totale; un convolvolo di campanule rosse, larghe come un cuore grande si intreccia con un fusto volubile, ma attenzione: un ramo \u00e8 tranciato alla base. Nella riscrittura dei testi medievali relativi alla leggenda di Tristano e Isotta fatta da Joseph B\u00e9dier nel 1900 si narra che dalle tombe dei due amanti sepolti vicini nascessero due piante che intrecciavano continuamente i loro rami; e ogni volta che si tranciava il fusto che usciva dal sepolcro di Tristano, subito ne rispuntava uno nuovo che nuovamente si allacciava, in un rinnovarsi del tragico amore eterno. D\u2019altra parte \u00e8 noto: l\u2019amore senza traversie non fa nascere il \u201cromanzo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Beato-Angelico-Annunciazione-1425-1428-Museo-del-Prado-Madrid--1024x819.jpg\" alt=\"Fra Angelico\" class=\"wp-image-111222\"\/><figcaption>Fra Angelico, \u201cAnnunciation\u201d, tempera on wood, 1425-1428, Museo del Prado- Madrid.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il dardo di Cupido sfreccia nel cuore di Petrarca. Il poeta viene sorpreso dal bendato dio dell\u2019Amore alle fonti del Sorga, il fiume dalle \u201cchiare, fresche et dolci acque\/ ove le belle membra\/pose colei che sola a me par donna\u201d. In questa miniatura di autore anonimo, inserita in una edizione del <em>Canzoniere<\/em> petrarchesco del XV secolo, il poeta sofferente per la freccia d\u2019amore \u00e8 inginocchiato davanti a Laura, che come Isotta \u00e8 una donna sposata; l\u2019amore di Petrarca verso di lei sar\u00e0 contrasto spirituale, pena, sbigottimento e totalit\u00e0. La biondissima chioma dell\u2019amata \u00e8 sciolta, legata in un semplice laccio sulla nuca. Tutto riluce in Laura. La bianca veste di broccato fiorita d\u2019oro si rinfrange nel flavo dei capelli, e anche le lievi trame arboree sullo sfondo di tenerissimo verde, secondo un delicato decorativismo gotico, diffondono puro chiarore. Laura sta incoronando Petrarca \u201cpoeta laureato\u201d; \u00e8 l\u20198 aprile 1341 ed \u00e8 la prima incoronazione poetica con ghirlanda d\u2019alloro secondo una tradizione riemersa dalla cultura romana. D\u2019altra parte il nome stesso di Laura emblematicamente rimanda a lauro, cio\u00e8 all\u2019alloro. Questa pianta e la corona sono al centro della miniatura, quasi a dividerla in un dittico, come avviene nelle Annunciazioni di Beato Angelico, dove una colonnina separa l\u2019angelo Gabriele dalla Madonna, non pi\u00f9 in un paesaggio idealizzato, ma in una perfetta architettura classica, che apre alla nascita della prospettiva. <\/p>\n\n\n\n<p>[<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/09\/14\/il-rinascimento-e-un-errore-di-prospettiva\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui il nostro approfondimento sulla prospettiva come metafora nel Rinascimento<\/a><\/em>, ndr.]<\/p>\n\n\n\n<p>La luce, il chiaro e l\u2019oro: tutto nell\u2019<em>Annunciazione<\/em> del Prado di Beato Angelico \u00e8 palpito di luce. La colomba-freccia di Dio si inoltra nel seno di Maria. Lo sguardo malinconico di un presago dolore, le trecce bionde dal colore pi\u00f9 caldo e intenso dell\u2019aureola in oro punzonato, tutto \u00e8 avvolto in una luce che d\u00e0 significato e unifica. I boccoli d\u2019oro dell\u2019arcangelo Gabriele sono arrotondati attorno alla sua nuca appena indorata, quasi fosse una tonsura divina. Il pavimento di marmi colorati fra oro e azzurro, ottenuto quasi a macchie informali, fa da riverbero alla luce sprigionata da Maria e l\u2019Arcangelo. La capigliatura intrecciata di Maria nella <em>Annunciazione<\/em> di Cortona del 1433-1434 \u00e8 dell&#8217;intenso colore del grano maturo. Il sentimento che suscitano queste Annunciazioni \u00e8 lo stupore; tutto questo biondo-oro-luce lascia attoniti, (dal latino <em>ad-tonare<\/em>, tuonare), come scossi dal tuono, perch\u00e9 la bionda bellezza cristiana \u00e8 in s\u00e9 tutt\u2019altro che pacificante e serena.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto il simbolismo medievale procede dall\u2019alto verso il basso, l\u2019amore verso la donna non \u00e8 la fedelt\u00e0 ai corpi ma a un Ente superiore. Umilt\u00e0, lealt\u00e0, rispetto e fedelt\u00e0 si ritrovano in Dante e i versi per Beatrice saranno tanto appassionati quanto pi\u00f9 Beatrice si innalzer\u00e0 in una gerarchia di astrazioni mistiche, raffigurando prima la filosofia, poi la Scienza e infine la Teologia. Dante per\u00f2 non riferisce mai il colore delle ciocche di Beatrice, che viene rievocata sempre velata; si potrebbe proprio supporre che non fosse bionda; ma le miniature raffigurano la musa e guida celeste di Dante come una creatura bionda, secondo i canoni stilnovistici e angelici . Si vedono le sue chiome dorate nella miniatura del XIV secolo che si trova nella biblioteca Marciana di Venezia e il fedele Dante, rapito nella contemplazione di quell\u2019oro, innalza il proprio spirito verso quell\u2019\u201damor che move il sole e l\u2019altre stelle\u201d . (<em>Paradiso<\/em> XXXIII,v.145). D\u2019altra parte al tempo del sommo poeta la variet\u00e0 cromatica della capigliatura individuava differenze importanti, previste dallo stesso volere divino, come spiega a Dante nel <em>Paradiso<\/em> San Bernardo, che gli chiarisce il motivo della maggiore e minore lucentezza delle aureole, dovuta al diverso colore di capelli assegnato da Dio al momento della nascita.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Sandro_Botticelli_-_La_nascita_di_Venere_-particolare-ok-1024x695.jpg\" alt=\"Sandro_Botticelli_-_La_nascita_di_Venere_-particolare\" class=\"wp-image-102181\"\/><figcaption>Sandro Botticelli, \u201cBirth of Venus\u201d (detail), ca. 1485, 172.5 \u00d7 278.5 cm, tempera on canvas, Uffizi Gallery, Florence, Italy<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Maestro di biondi capelli mossi dal un dolce vento \u00e8 Sandro Botticelli. Zefiro spira un soave soffio nella <em>Primavera<\/em> e nella <em>Nascita di Venere<\/em>. Esemplare quest\u2019ultima opera, dove la dea con grazia e pudore infiniti usa una ciocca delle lunghe chiome bionde per proteggere il pube. Ma si ritrova altrettanta raffinata leggiadria nella platinata Giuditta del <em>Ritorno a Betulia<\/em> del 1470 ca. Lei approfitta della volutt\u00e0 di Oloferne, ammaliato dal suo corpo, per spiccare con spietatezza la testa del generale persiano di Nabucodonosor. Nell\u2019opera di Botticelli, con aiuti di Filippino Lippi, Giuditta cammina leggera come una dea, analoga alla Venere botticelliana \u00e8 l\u2019 inclinazione del volto; ma qui c&#8217;\u00e8 tutt&#8217;altro che pudore: Giuditta impugna da un lato lo spadone affilato, dall\u2019altra il rametto di ulivo; la testa del nemico in un cesto \u00e8 portata dall\u2019ancella sul capo come fosse un\u2019anfora d\u2019acqua. \u201cBiondit\u00e0\u201d, eros e sangue, ma la crudelt\u00e0 di Giuditta \u00e8 per punire \u201ceresie\u201d politiche e della carne. E poi, come si sa, era in missione per conto di Dio.<\/p>\n\n\n\n<p>[<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/11\/16\/botticelli-il-ritratto-e-un-paradiso-perduto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui il nostro approfondimento sui ritratti di Botticelli<\/a><\/em>, ndr.]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/11\/Sandro_Botticelli_-_Idealized_Portrait_of_a_Lady_Portrait_of_Simonetta_Vespucci_as_Nymph-1024x1542.jpg\" alt=\"Sandro_Botticelli Simonetta Vespucci\" class=\"wp-image-102210\"\/><figcaption>Sandro Botticelli, \u201cPortrait of a Young Woman\u201d (possibly Simonetta Vespucci), ca. 1480, 82 \u00d7 54 cm, tempera on wood, St\u00e4del Museum, Frankfurt am Main, Germany<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u201cSino al XIV secolo prevalsero acconciature abbastanza semplici, con capelli avvolti o raccolti sul capo oppure ricadenti in trecce. Le chiome erano trattenute e ornate con fasce di stoffa, nastri, ghirlande, coroncine di metallo anche prezioso, fili di gioie e gioielli\u201d, puntualizza Virtus Zallot nel suo <em>Sulle teste del Medioevo<\/em>, testo che raccoglie le citazioni poetiche sui capelli nella letteratura medioevale. La studiosa sottolinea come durante il Rinascimento siano intervenute delle leggi suntuarie per frenare la ricchezza di perle, pietre preziose utilizzate per agghindare i capelli, sontuosit\u00e0 permessa solo alle aristocratiche. Basti pensare alla sfarzosa acconciatura con nastri di pregio che infiocchettano le chiome raccolte ai lati di Battista Sforza, messa in dittico da Piero della Francesca con lo sposo, il Duca di Montefeltro. Come doveva essere <em>\u00e0 la page<\/em> quella fronte esaltata dalla rasatura, e poi perle e gemme di cui Piero, alla pari dei fiamminghi, restituisce brillantezza grazie all&#8217;uso delle velature a olio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Antonio-Piero-Pollaiuol-Ritratto-di-giovane-dama-Museo-Poldi-Pezzoli-Milano--1024x1407.jpg\" alt=\"Pollaiolo\" class=\"wp-image-111200\"\/><figcaption>Antonio del Pollaiolo and Piero del Pollaiolo, \u201cPortrait of a young lady\u201d, 1470\u20131475, mixed technique on wood, Poldi Pezzoli Museum, Milan<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p> [<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/02\/14\/gian-giacomo-poldi-pezzoli-collezionista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui il nostro approfondimento su Gian Giacomo Poldi Pezzoli e il museo da lui fondato<\/a><\/em>, ndr.] <\/p>\n\n\n\n<p>Nel <em>Ritratto di Giovane Dama<\/em> di Antonio o Piero del Pollaiolo, del 1470 circa, icona del <a href=\"https:\/\/museopoldipezzoli.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Museo Poldi Pezzoli<\/a> di Milano e nel <em>Ritratto di Giovane Donna<\/em> del 1465 attribuito a Piero del Pollaiolo , le due nobili vengono presentate di profilo, silhouettemedaglistiche e proprio per questo motivo si esaltano le pettinature, non potendo apparire la sontuosit\u00e0 dell\u2019abito intero. Velette, nastri, fasce, perle e soprattutto capelli cos\u00ec chiari da apparire decolorati sono stati acconciati sicuramente da un esperto \u201chairstylist\u201d dell\u2019epoca. Le fogge, gli abbellimenti diventano vari, ingombranti e talora bizzarri; l\u2019artificio prevale sulla natura semplice della capigliatura. Tutto questo lavoro \u201ccapillare\u201d nasce per esaltare l\u2019attributo della femminilit\u00e0. D\u2019altra parte &#8211; come sottolinea con una punta di ironia lo storico dell\u2019arte Daniel Arasse &#8211; se gli uomini possono vantare attributi virili, e si sa quali siano, non esiste un termine analogo a virile da tributare al femminile. Quindi sicuramente si pu\u00f2 dire che i capelli sono gli attributi della femminilit\u00e0. Non per nulla proprio una treccina di capelli era il dono per l\u2019innamorato fino alle soglie del Novecento.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 per questa suggestione \u201ccapillare\u201d, per il profumo di donna sprigionato dai capelli, che essi vengono puniti, martirizzati. A Foligno, nella Pinacoteca Civica, \u00e8 presente un affresco strappato di Bartolomeo di Tommaso, dedicato al martirio di Santa Barbara, del 1432. \u00c8 quasi una scena da fumetto, che ricorda il barbaro intercalare di Fred Flintstone: \u201cWilma, dammi la clava!\u201d. Dal padre Dioscoro la santa viene strattonata per i lunghi capelli biondi, gi\u00e0 emblema della sua santit\u00e0 cristiana, e proprio il padre-padrone sar\u00e0 il carnefice della figlia, fino all\u2019epilogo della decapitazione. Ancor pi\u00f9 sorprendente \u00e8 il <em>Martirio di Sant&#8217;Agata<\/em> di Giovanni e Battista Baschenis del 1488, custodito in una chiesetta della Val di Sole in Trentino. La scena del martirio la rappresenta la santa legata proprio con i suoi lunghi capelli biondi a una struttura a forma di croce, il volto gi\u00e0 incorniciato dall\u2019aureola color di luce come i lunghi crini, mentre due carnefici vestiti alla lanzichenecca le strappano i seni con le tenaglie.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"738\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Bartolomeo-di-Tommaso-Martirio-di-Santa-Barbara-1432-Pinacoteca-Civica-Fogligno-.jpg\" alt=\"Bartolomeo di Tommaso\" class=\"wp-image-111201\"\/><figcaption>Bartolomeo di Tommaso, &#8220;Martyrdom of Santa Barbara&#8221;, 1432, torn fresco, Foligno (Perugia), Civic Art Gallery.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Di certo i capelli biondi pi\u00f9 famosi sono quelli di Maria Maddalena che li scioglie, li stende e ostenta per spargere charme. Se ne viene a conoscenza non tanto dai Vangeli, ma dalla <em>Legenda aurea<\/em> di Jacopo da Varazze, che parla dell\u2019intera famiglia della Maddalena: Sirio ed Educaria sono i genitori, Marta \u00e8 la sorella, che sgobba in cucina. Quando conosce Ges\u00f9, miracolo! Maddalena si pente della sua vita fru fru e diventa la sua pi\u00f9 fedele seguace. Nel momento in cui il figlio di Dio poi le resuscita il fratello Lazzaro, Ges\u00f9 si \u00e8 meritato un pediluvio di lacrime e profumi e poi un\u2019asciugatura eseguita con il pi\u00f9 prezioso dei lini, quello delle sue lunghe chiome che da quel momento lei non ha pi\u00f9 curato. Una leggenda tutta d\u2019oro questa di Jacopo da Varazze, come puro oro sono i capelli della Maddalena che rubano la scena a Ges\u00f9 nella <em>Crocifissione<\/em> di Masaccio del 1426. Lei \u00e8 inginocchiata ai piedi di Cristo, le braccia aperte e tese al cielo nel gesto drammatico delle \u00abprefiche\u00bb, le donne della tradizione mediterranea che lanciavano lamenti durante le cerimonie funebri; i suoi scarmigliati capelli biondissimi sono pi\u00f9 lustri del fondo-oro ed esaltati dal rosso acceso della veste. Secondo Longhi, Masaccio ha inserito la Maddalena in un momento successivo alla composizione delle altre figure della <em>Crocifissione<\/em>; la favorita di Ges\u00f9 riesce a farsi spazio davanti a lui, da seduttrice convertita, da donna umana rispetto alla perfezione divina di Maria, l\u2019Immacolata, chiusa nel suo dolore esemplare; i capelli fluenti di Maddalena, eredit\u00e0 di una vita dissoluta, diventano strumento del gesto di umiliazione e di elevazione con cui Maddalena inaugura la sua esistenza nuova.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Masaccio-Crocifissione-1426-Museo-Nazionale-Capodimonte-Napoli.-jpg-1024x1375.jpg\" alt=\"Masaccio Crocifissione - 1426 Museo Nazionale Capodimonte -Napoli\" class=\"wp-image-111240\"\/><figcaption>Masaccio, \u201cCrucifixion\u201d, 1426 ca, tempera on panel, National Museum of Capodimonte, Naples, Italy.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00c8 algida ed erotica la Maddalena penitente di Crivelli, che ne raffigura i chiari capelli splendidamente acconciati; sono chiome idealizzate e blasonate in una perfezione astratta, che dovrebbe rappresentare l\u2019\u00e9lite spirituale, ma che in realt\u00e0 sono sfoggiate dall\u2019\u00e9lite terrena senza rimorsi. Maddalena porta in mano gli oggetti del suo pentimento: il vaso dei balsami profumati, dove secondo una bizzarra leggenda era conservato il cordone ombelicale del Cristo, e i gioielli che abbandoner\u00e0 per iniziare la strada della redenzione. Dopo la morte del Cristo, Maddalena concluder\u00e0 la vita da eremita. Sempre secondo la <em>Legenda Aurea<\/em>, dopo aver portato la Buona Novella ed evangelizzato la Provenza, non senza fare alcuni miracoli, la penitente vive gli ultimi trent\u2019anni della sua vita ritirata in in una grotta chiamata della <em>Sainte- Baume<\/em>. Qui, nuda e in solitudine, rimane coperta soltanto dai capelli che crescono e crescono, lussureggianti e folti, pi\u00f9 di quelli di Lady Godiva o della stessa Sant\u2019Agnese, la protettrice delle chiome che, obbligata a uscire nuda per essere schernita nella sua fede, zac! in un lampo si copre di capelli fino ai piedi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"762\" height=\"2500\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Carlo_Crivelli-Maria-Maddalena-1480-87-Kaiser-Friedrich-Museum-Berlin-1.jpg\" alt=\"Crivelli\" class=\"wp-image-111252\"\/><figcaption>\nCarlo Crivelli, &#8220;Santa Maria Maddalena&#8221;, c. 1476, tempera and gold on wood,, Rijksmuseum, Amsterdam<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Donatello nella scultura lignea della <em>Maddalena Penitente<\/em> (1453-1455) ce la mostra alla fine della vita, senza pi\u00f9 alcun appeal, scheletrica, contrita, mortificata nella carne coperta da tutti i suoi capelli trascurati; Giotto invece nella Basilica Inferiore di Assisi, dove dipinge con allievi sette storie della vita di Maria Maddalena nella Cappella a lei intitolata, la raffigura ricoperta solo dei suoi sfacciati capelli di peccatrice, quasi per far ricordare le sue origini dissolute. Ma, ormai pienamente perdonata, si eleva pudicamente sensuale a pregare con gli angeli ben sette volte al giorno.<\/p>\n\n\n\n<p>Tilman Riemenschneider nel 1482 scolpisce una Maddalena eremita, oltre ai capelli le crescono peli su peli. \u00c8 una questione pelosa questa dell\u2019irsutismo della Maddalena che si ricopre di un vero e proprio vello chiaro, da pecora umana. Si \u00e8 in presenza di un suo esser diventata donna selvatica, ma come dice bene Leonardo, \u201cSalvatico \u00e8 colui che si salva\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Daniel Arasse, <em>Non si vede niente,<\/em> Einaudi, Torino 2013<\/p>\n\n\n\n<p>Virtus Zallot, <em>Sulle teste del Medioevo,<\/em> Il Mulino , Bologna 2021 <\/p>\n\n\n\n<p>A.P. Macinante, <em>Erano i capei d\u2019oro a l\u2019aura sparsi<\/em>. <em>Metamorfosi delle chiome femminili tra Petrarca e Tasso<\/em>, Salerno Editrice, Roma 2011 <\/p>\n\n\n\n<p>Joseph B\u00e9dier,<em> Il romanzo di Tristano e Isotta, <\/em>Tea, Milano 1988<\/p>\n\n\n\n<p>Chiara Frugoni,<em> Vivere del Medievo, <\/em>Il Mulino, Bologna 2017<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al colore dei capelli si attribuiva un significato morale. All&#8217;acconciatura un messaggio di seduzione o tradimento. E ogni chioma divenne una storia<\/p>\n","protected":false},"featured_media":111246,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-111203","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/111203","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/111203\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111246"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=111203"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=111203"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=111203"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}