{"id":111779,"date":"2021-11-03T17:13:43","date_gmt":"2021-11-03T16:13:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=111779"},"modified":"2021-11-04T09:30:15","modified_gmt":"2021-11-04T08:30:15","slug":"henrik-potter-le-qualita-dei-corpi","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/11\/03\/henrik-potter-le-qualita-dei-corpi\/","title":{"rendered":"Henrik Potter: CARDINE"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-allegato\">Allegato<\/h3>\n\n\n\n<p id=\"h-non-chiamiamole-finestre-chiamiamole-opere-incernierate-e-poi-altre-piccole-tele-quelle-grandi-sono-in-mussola-piuttosto-che-in-tela-i-bordi-di-compensato-delle-piccole-riproduzioni-dipinte-danno-delle-schegge-di-vescica\">Non chiamiamole finestre. Chiamiamole opere incernierate e piccole tele. In realt\u00e0 quelle grandi sono di mussola, piuttosto che in tela. I bordi di compensato delle piccole riproduzioni dipinte sono schegge di vernice.<\/p>\n\n\n\n<p>Il lavoro di Henrik Potter (nato nel 1984 a Losanna) implica disegni, dipinti e oggetti. Eppure sembra avvicinarsi a tutte le sue declinazioni come alla creazione di una medesima entit\u00e0, piuttosto che di una semplice superficie. In quelli che l&#8217;artista chiama &#8220;<em>fuck ups<\/em>&#8220;, la mano dell&#8217;autore si manifesta in certe tracce di contatto &#8211; per altro, Henrik Potter dice di trovarsi a suo agio lavorando &#8220;male&#8221;. Simile \u00e8 l&#8217;impulso da cui provengono le opere incernierate o i piccoli dipinti, che eseguiti adottando sempre, qualora un problema si presenti, la soluzione laterale. Nelle loro differenze, le opere di Henrik Potter sono pensate per stare in presenza l&#8217;una dell&#8217;altra, avvelenandosi e contaminandosi a vicenda. Quale impulso? Tristezza, dolore, amore, sentimenti sfuocati.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_0022-1024x683.jpg\" alt=\"Henrik Potter\" class=\"wp-image-111699\"\/><figcaption>Henrik Potter, More Names \/ Ade, Georgia, Elsa, S. \/ Kammer, 2021. Oil paint, muslin, wood, air dry clay, hinges, glue, thread 150 x 91 x 7 cm (closed). Courtesy of the artist and Sundy, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Si offrono tutti i lati delle sue &#8220;cose&#8221;, non solo quelli buoni; Potter gioca con le dimensioni, con la direzione e con le relazioni tra l&#8217;entit\u00e0 e il corpo dello spettatore. Infatti, tutto alla misura di quest&#8217;ultimo, alle dimensioni di una mano, all&#8217;impronta digitale. Ogni elemento \u00e8 parte di una sequenza, come un piccolo tratto di cucitura a mano nella mussola tesa fino a raggiungere dimensioni pi\u00f9 che umane in un&#8217;altrettattanto piccola serie continua di immagini appropriate.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_0017-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-111709\"\/><figcaption>Henrik Potter Trauerspiel\/ Skinny, 2021 (detail). Oil paint, muslin, wood, air dry clay, hinges, glue, thread 150 x 80 x 7 cm (closed). Courtesy of the artist and Sundy, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_0016-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-111696\"\/><figcaption>Henrik Potter Trauerspiel\/ Skinny, 2021 (detail). Oil paint, muslin, wood, air dry clay, hinges, glue, thread 150 x 80 x 7 cm (closed). Courtesy of the artist and Sundy, London. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-qualit-corporee\">Qualit\u00e0 corporee<\/h3>\n\n\n\n<p>Una serie di dipinti su legno di Henrik Potter muove da nudi riferimenti ad altri pittori. Lo spettatore che dubita \u00e8 mantenuto sulla retta via da titoli come &#8216;\u2026scuse a Jannis Marwitz&#8217;, oppure &#8216;\u2026scuse a Philip Guston&#8217;. Mente inseguiva leggibilit\u00e0 e rappresentazione Henrik Potter ha trovato l&#8217;uso di immagini e sentimenti altrui &#8211; Potter nota come altri prima di lui abbiamo gi\u00e0 fatto un ottimo lavoro. I dipinti sono grandi come mani. C&#8217;\u00e8 una qualit\u00e0 assorbente in questo immaginario, in gran parte dovuta al modo in cui le piccole tavole sono dipinte. Sono immagini che aspettano di affinarsi, occhi assonnati che guardano uno schermo in attesa che la nebbia del cervello dipani e il muco degli occhi si sciolga. Oppure, come lo schermo che diventa rosso in un gioco Wolfenstein 3D. Quando ti uccidono gli occhi si riempiono di sangue. Lo puoi sentire. Teste decapitate in uno sciroppo malinconico. Nascono da un interesse, che si sboccia sul luogo in cui il sottile disagio da cui scaturiscono tutte le opere alligna; da qualche parte, tra la grandezza e il fallimento, tra il ventre molle e la bestia. Il succo sta nell&#8217;interazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/02\/19\/jannis-marwitz-writings\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui il link<\/a> al nostro scritto su Jannis Marwitz. Ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/11\/IMG_0051-1024x1536.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-111819\"\/><figcaption>Henrik Potter, \u2026with apologies to Jannis Marwitz, 2021. Oil on wood, clay 23 x 19 x 3 cm. Courtesy of the artist and Sundy, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/11\/06a-DSC_4058bbb-1280x1706-1-1024x1365.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-111888\"\/><figcaption>Jannis Marwitz, Twilight, 2020, tempera on canvas, 50 x 35 cm. Courtesy of the artist and Lucas Hirsch.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Cercando di trovare un modo per nascondere le graffette che tengono la mussola tesa sul legno, una miscela di colla e argilla \u00e8 diventata il modo per far s\u00ec che ogni piccolo punto delle opere risulti manipolato. Nei dipinti il compensato scheggiato d\u00e0 scala e consistenza; sono infra-collegamenti affinch\u00e9 le entit\u00e0 entrino in contatto con s\u00e9 stesse e con i loro spettatori. Si avvertono i colori come temperature, dissolvenze, decisioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/detail3-1024x683.jpg\" alt=\"Henrik Potter\" class=\"wp-image-111723\"\/><figcaption>Henrik Potter, Les Amants, 2018, (detail). Photo: Frank Kleinbach. Courtesy of K\u00fcnstlerhaus Stuttgart.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A parte l&#8217;essere leggermente pi\u00f9 alte di una persona e in piedi sulle sue &#8220;gambe&#8221;, l&#8217;unica vera connessione tra i 45 lavori presentati nella mostra del 2019 al K\u00fcnstlerhaus Stuttgart \u00e8 il loro formato. Come paraventi distribuiti nello spazio, questi grandi pannelli autoportanti si collocano a met\u00e0 strada tra la scultura tessile e la pittura. La superficie sembra testurizzata con il tatto; dettagli di linee tratteggiate\/disegnate; improvvisi dipinti delle dimensioni di un bulbo oculare continuano a spostare lo sguardo. Guardando il lavoro di Henrik Potter stiamo seduti nell&#8217;oscurit\u00e0, in attesa che l&#8217;immagine si chiarisca. C&#8217;\u00e8 un&#8217;immobilit\u00e0 che si muove. Sta nelle immagini inserite e tagliate in dettagli misteriosi, nella coesistenza di morbido e ruvido, negli resti d&#8217;argilla lasciati da una presa. L&#8217;autore si sposta lungo la corda, con il mezzo della pittura sensoriale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/8.-Henrik-Potter-A-figure-a-mugging-Jarrive-Figure-bruised-2017-19-1536x1024-1-1024x683.jpg\" alt=\"Henrik Potter\" class=\"wp-image-111728\"\/><figcaption>Henrik Potter, Heedless Sleep, exhibition view, 2019, K\u00fcnstlerhaus Stuttgart, 2019, photo: Frank Kleinbach, Courtesy of  K\u00fcnstlerhaus Stuttgart.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nella seconda personale dell&#8217;artista da <a href=\"https:\/\/sundy.co.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Sundy<\/a>, a Londra, le opere, incernierate e a misura d&#8217;uomo, sono state appese utilizzando un sistema di sospensione per monitor; ovvero un instancabile braccio teso che le offre con eleganza allo spettatore. Le ante, ricoperte di mussola, si aprono utilizzando un cuscinetto meccanico che collega i due elementi e permette di posizionarle ad angolature diverse. All&#8217;interno della galleria, i pannelli hanno colori caldi; l&#8217;opera all&#8217;esterno, invece, regge una candela e tende al nero. Ci\u00f2 che Henrik Potter chiama &#8220;generosit\u00e0&#8221; \u00e8 di fatto un sostegno all&#8217;impressione dello spettatore, una rassicurazione che la richiesta dell&#8217;opera di esser guardata \u00e8 del tutto giustificata. A tal fine l&#8217;artista dedica tempo e dimensioni. I pannelli si aprono, si muovono in avanti e di lato, come performer proiettati verso una grande sala gremita di spettatori. Forma e medium cambiano, nelle mani dello spettatore. Con una presenza stranamente robusta nella nostra mente, ci pare guardare l&#8217;immagine di un&#8217;insieme contenuto in una forma o nell&#8217;altra; l&#8217;artista \u00e8 al di l\u00e0 di noi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_0006-1024x683.jpg\" alt=\"Henrik Potter\" class=\"wp-image-111737\"\/><figcaption>Henrik Potter, A weakness (very cold), 2021 Oil paint, wood, muslin, air dry clay, glue, hinges, candle 151 x 104.5 x 7 cm. Courtesy of the artist and Sundy, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Il palindromo dell&#8217;essere artista<\/h3>\n\n\n\n<p>Lavorando da un luogo di disagio, incerto se ci\u00f2 che ha appena fatto sia molto buono o molto cattivo, Henrik Potter abbraccia entrambe le opzioni, alla ricerca di una forma che sappia reggersi da s\u00e9. \u00c8 quello che potremmo chiamare un atteggiamento di amorevole conflitto, in cui il tempo e le dimensioni, in quanto parametri di solidit\u00e0 e fiducia, aprono un spazio senza costrizioni. Potter sceglie di lavorare con il materiale piuttosto che sovrastarlo. Pu\u00f2 essere ordinato o disordinato. Anche il sub ideale pu\u00f2 funzionare. Gli errori nella sua pratica sono l\u00ec per bilanciare altre perfezioni. Nel cercare che le opere siano sempre aperte e semplici c&#8217;\u00e8 una qualit\u00e0 di accoppiamento, quasi di transazione. Ma ci sono anche corpi senza testa, non necessariamente violenti, ma pur alterati nella realt\u00e0. &#8220;L&#8217;opera stessa &#8211; nota Potter &#8211; diventa un sostituto del corpo dell&#8217;artista&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2021\/10\/Henrik-Potter-at-Lucas-Hirsch-30-1024x1365.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-111742\"\/><figcaption>Henrik Potter, Self Portrait as Cutlery \/ The Cannibal, 2019. Oil on wood, 23,5 x 19 cm. Courtesy of the artist and Lucas Hirsch, D\u00fcsseldorf.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Onest\u00e0 e trasparenza permeano l&#8217;intera pratica di Henrik Potter. Ti senti come un bambino che mordicchia la vecchia pittura che trabocca da un&#8217;opera di Philip Guston, oppure una donna che si corregge i capelli prima di spostare un mobile. Il lavoro di Potter non \u00e8 qualcosa che sta in mezzo a qualcos&#8217;altro. \u00c8 piuttosto una congiunzione. \u00c8 una mutualit\u00e0, un enjambment letterale. Le opere sono qualit\u00e0 corporee unite tra loro, pensiero in temperatura, agilit\u00e0 e riconoscimento. Punti come secondi, come il tempo che passa. Grande o piccolo, come uno sforzo. La soggettivit\u00e0 come tensione dialettica tra le posizioni; rinvigorente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro di Henrik Potter non \u00e8 qualcosa che sta in mezzo a qualcos&#8217;altro. \u00c8 piuttosto una congiunzione. \u00c8 una mutualit\u00e0, ossia una sorta di enjambment letterale<\/p>\n","protected":false},"featured_media":111752,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-111779","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/111779","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/111779\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/111752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=111779"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=111779"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=111779"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}