{"id":113434,"date":"2022-02-21T19:01:57","date_gmt":"2022-02-21T18:01:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=113434"},"modified":"2022-02-21T21:31:03","modified_gmt":"2022-02-21T20:31:03","slug":"international-galleries-alliance-lunione-fa-la-forza-di-artlatide","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/02\/21\/international-galleries-alliance-lunione-fa-la-forza-di-artlatide\/","title":{"rendered":"International Galleries Alliance: l&#8217;unione fa la forza (di Art-lantide)"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Oltre che per la Biennale di Venezia pi\u00f9 femminile di sempre, o per la spudorata convergenza tra il Centre Pompidou e la Collezione Pinault nel nome di Charles Ray (la doppia personale ha aperto qualche giorno fa), il 2022 potrebbe passare alla storia come l\u2019anno in cui \u00e8 nata l\u2019International Galleries Alliance (IGA), ossia la prima &#8220;alleanza&#8221; internazionale di gallerie d\u2019arte contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019associazione si forma spontaneamente a Londra, durante l\u2019ultima edizione di Frieze. Qualcuno crea una chat, dove inizialmente le gallerie condividono informazioni di servizio. Poi le parole innescano le idee, la panna monta, e lo scorso 15 febbraio le prime 253 gallerie che fanno parte della nuova International Galleries Alliance lanciano insieme una campagna&nbsp; su Instagram che annuncia il nuovo sito dell&#8217;alleanza e una newsletter (a partire dal prossimo 15 marzo). <em>Alea iacta est<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-1536x1536\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/02\/Suh-LM13699-Net-Work-01-hr-1536x1024.jpg\" alt=\"International Gallery Alliance\" class=\"wp-image-113420\"\/><figcaption>Do Ho Suh, Net-Work, 2010. Gold and chrome plating with polyurethane coating on ABS plastic and nylon fishing net. Dimensions variable. Courtesy the artist and Lehmann Maupin, New York and Hong Kong.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La prima cosa da notare \u00e8 che al momento l\u2019International Galleries Alliance raccoglie quasi tutte le migliori gallerie al mondo specializzate in artisti viventi, e quindi traccia un perimetro simile a quello che fino a oggi tracciavano solo poche fiere d\u2019arte. Il fatto \u00e8 importante soprattutto per le gallerie pi\u00f9 giovani, vera linfa vitale del sistema, perch\u00e9 l\u2019esser parte di questo perimetro offre una sorta di abilitazione professionale che fino a oggi si poteva ottenere solo sul campo, ovvero passando attraverso le fiere. Le quali, dal canto loro, potrebbero presto trovarsi di fronte a un interlocutore con molto pi\u00f9 potere contrattuale. Se questa fosse la strada si passerebbe dal paradigma del <em>divide et impera<\/em> a quello del <em>viribus unitis<\/em>. A patto di non sterilizzare l\u2019International Galleries Alliance cadendo nella trappola del conflitto di interessi. Si staglia infatti all&#8217;orizzonte il tema della compatibilit\u00e0 delle cariche. \u00c8 corretto che chi fa parte del board di una fiera possa essere anche membro del board dell&#8217;associazione che potrebbe trovarsi nella posizione di dover difendere gli interessi delle gallerie stesse? Come dicevamo, magari questo non accadr\u00e0 mai, perch\u00e9 l\u2019IGA sceglier\u00e0 che non \u00e8 il suo ruolo. Ma al momento \u00e8 senz\u2019altro lecito porsi la domanda, anche perch\u00e8 l\u2019IGA si propone di essere una struttura orizzontale, \u201cnon gerarchica\u201d e \u201cnon centrica\u201d, come recita la ponderata dichiarazione pubblicata sulla home page del sito &#8211; e per questo motivo qui preferiamo non citare direttamente nessun gallerista o galleria.<\/p>\n\n\n\n<p>Il sito (<a href=\"https:\/\/www.international-galleries-alliance.org\/\">qui<\/a>) annuncia anche la nascita di una nuova piattaforma commerciale, ideata \u201cda e per\u201d i membri dell\u2019alleanza. In questo modo, oltre a vendite senza commissione e costi aggiuntivi, la fondamentale risorsa rappresentata dai dati generati dalla piattaforma rimarranno all\u2019interno e al servizio dell\u2019alleanza stessa, invece che andare ad arricchire terze parti come sistematicamente \u00e8 avvenuto finora. Vale a dire che tanto i contenuti prodotti dalle gallerie quanto i dati generati dagli utenti della piattaforma rimarranno a disposizione esclusiva delle gallerie stesse, ovvero di quel complesso e costoso sistema di relazioni, funzioni e competenze sul quale l\u2019arte contemporanea di fatto si regge.&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Si capisce che le azioni che si potrebbero intraprendere per migliorare il sistema vanno dunque ben oltre lo scambio di qualche informazione di servizio. Mercato, artisti, collezionisti e istituzioni sono interlocutori con i quali le gallerie devono anche saper parlare con un\u2019unica voce. Si tratta di dare risposta alle straordinarie sfide che il presente sta ponendo, perch\u00e9, si sa, in natura ci\u00f2 che non evolve muore. Un\u2019associazione internazionale efficiente e coesa, per esempio, potrebbe in futuro partorire un registro unico e uniforme delle opere d\u2019arte, a garanzia della loro autenticit\u00e0 e del loro valore, magari in forma digitale e basato su blockchain. Oppure l\u2019IGA potrebbe provare a redigere una carta etica, per indirizzare verso comportamenti pi\u00f9 virtuosi e dunque pi\u00f9 sostenibili i vari player &#8211; a partire da collezionisti e case d\u2019asta.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi sono ancora in molti a credere che il mercato dell\u2019arte in realt\u00e0 si nutra della mancanza di una regolamentazione sufficientemente sofisticata. Ma \u00e8 pur vero che senza regole, senza un codice etico condiviso, senza chiari parametri di riferimento, \u00e8 molto difficile guardare al futuro con l\u2019ottimismo che serve. Un economista italiano ha scritto che il sistema dell\u2019arte si basa su quanto del proprio stipendio sono disposti a rinunciare i suoi operatori, il che significa che questo \u00e8 un sistema basato sul sacrificio. Quello che \u00e8 lecito aspettarsi dell\u2019IGA \u00e8 che almeno contribuisca a fare in modo che continui a valerne la pena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La neonata International Galleries Alliance potrebbe cambiare il futuro dell&#8217;arte contemporanea. Ecco perch\u00e9<\/p>\n","protected":false},"featured_media":113448,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-113434","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/113434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/113434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/113448"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=113434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=113434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=113434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}