{"id":113832,"date":"2022-03-16T17:27:54","date_gmt":"2022-03-16T16:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=113832"},"modified":"2022-03-17T12:05:45","modified_gmt":"2022-03-17T11:05:45","slug":"tonis-vint-e-la-ricerca-del-linguaggio-visivo-universale","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/03\/16\/tonis-vint-e-la-ricerca-del-linguaggio-visivo-universale\/","title":{"rendered":"T\u00f5nis Vint e la ricerca del linguaggio visivo universale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">L&#8217;eredit\u00e0 intellettuale lasciata dall&#8217;artista estone T\u00f5nis Vint (Tallin, 1942-2019) offre quello che oggi ancora rappresenta un significativo esempio di &#8220;pensiero&#8221; artistico. Considerato da molti uno dei pionieri del secondo dopoguerra, Vint ha rivoluzionato la scena artistica estone, influenzando le arti visive, la grafica, l&#8217;interior design e l&#8217;architettura. Ha esplorato tradizioni e metodi artistici, interrogando le culture visive di diverse regioni e periodi &#8211; dall&#8217;antich\u00e0 celtica a quella cinese, dall&#8217;arte dei nativi americani a quella australiana -, mappando le somiglianze come fossero parte di un proto-linguaggio comune. Nel contesto dell&#8217;occupazione sovietica le attivit\u00e0 di T\u00f5nis Vint erano improntate all&#8217;etica della resistenza silenziosa e al senso di una superiore missione. Mettendo in campo le strategie pi\u00f9 impensabili &#8211; dalle conferenze a domicilio alle informazioni nascoste nella grafica dei libri &#8211; Vint ha permesso che anche nell&#8217;Estonia sovietizzata arrivassero gli sviluppi dell&#8217;arte internazionale, condividendo le implicazioni della cultura visiva e materiale pi\u00f9 attuale non solo con la ristretta cerchia di specialisti e addetti ai lavori, ma con un pubblico pi\u00f9 ampio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2322\" height=\"2296\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/Ehituskunst_20_21_1998_4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113838\"\/><figcaption>Below:<em>&nbsp;examples of T\u00f5nis Vint\u2019s works in <\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1108\" height=\"1274\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/untitled856_1_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113840\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"623\" height=\"815\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/untitled883_1_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113841\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1403\" height=\"1446\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/Vint_TM_3771_U.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113842\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1111\" height=\"1186\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/Vint_TM_4645_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113843\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Sopra: esempi di opere di T\u00f5nis Vint in diversi campi dell&#8217;arte. Tutte le opere riprodotte appartengono alla collezione del Museo d&#8217;Arte dell&#8217;Estonia di Tallin (<a href=\"https:\/\/digikogu.ekm.ee\/eng\/search?searchtype=simple&amp;searchtext=t%C3%B5nis+vint\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link<\/a>).<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La ricerca della lingua perfetta<\/em> di Umberto Eco (pubblicato nel 1993) pu\u00f2 aiutare a introdurre Vint al pubblico europeo grazie a certe evidenti intersezioni tematiche e concettuali tra l&#8217;artista e lo scrittore. Eco si \u00e8 accostato alla categoria mitica della lingua perfetta, ossia quella che era condivisa da tutte le culture prima che si costruisse la Torre di Babele, provando a descrivere i diversi tentativi di ricrearla, nel corso della storia, con tutti i sistemi possibili, dalla kabala all&#8217;intelligenza artificiale. Proprio mentre lo scrittore italiano censiva i linguaggi perfetti verbali, qualcuno provava a farlo nella sfera visiva, partendo dal misticismo ermeneutico rinascimentale di Giordano Bruno per arrivare all&#8217;avanguardia futurista &#8211; che aveva l&#8217;ambizione di creare una nuova e autonoma espressione visiva. La pratica di T\u00f5nis Vint pu\u00f2 infatti essere vista come la ricerca del linguaggio visivo perfetto e della forma universale. Oltretutto, Vint considerava il linguaggio visivo pi\u00f9 avanzato di quello verbale: sosteneva che le immagini possono esprimere significati e informazioni complicate in modo essenziale e intuitivamente percepibile. Come base per il suo linguaggio visivo perfetto Vint aveva individuato segni geometrici trovati nel sistema pittorico dell&#8217;Estremo Oriente e negli ornamenti dell&#8217;arte popolare europea.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2030\" height=\"2740\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/c_03342_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113853\"\/><figcaption>T\u00f5nis Vint, Theoretical charts from the exhibition Two Realities, 2007.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2066\" height=\"2702\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/c_03346_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113854\"\/><figcaption>Examples of T\u00f5nis Vint\u2019s comparative approach to different visual sign systems.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Dato che gli ornamenti originariamente avevano un forte significato simbolico e rituale, Vint si concentrava proprio sull&#8217;ornamentazione degli oggetti rituali. Per esempio, Vint ha accostato i motivi e il simbolismo legati alla meditazione nelle cinture di Lielv\u0101rde (Lettonia) ai manufatti cinesi e agli ornamenti celtici. Se la sua intuizione fosse corretta dimostrerebbe come la conoscenza primigenia dell&#8217;universo e dei suoi processi sia sopravvissuta nell&#8217;artigianato tradizionale dei paesi Baltici. Sotto la minaccia della russificazione imposta dal regime sovietico, Vint provava cos\u00ec a salvare il patrimonio etnografico baltico.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;ambito della sua pratica artistica Vint abbracci\u00f2 anche il metodo della cosiddetta psico-geometria, che si basava sulla concezione junghiana degli archetipi e proponeva principi generalmente considerati positivi come quelli di concentrazione, equilibrio e armonia. La psico-geometria fu praticata oltre che da Vint stesso anche dai suoi studenti, dal 1972 raccolti in un gruppo chiamato Studio 22.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-1 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1384\" height=\"2052\" data-id=\"113858\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/ATF5235_U.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113858\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"750\" data-id=\"113859\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/Folio-124r_Instagram-e1555337425310.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113859\"\/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1280\" height=\"980\" data-id=\"113860\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/1280px-Paolo_Uccello_047b.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113860\"\/><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<p><em>Sopra: T\u00f5nis Vint. Poster Estonian Drawing (1985) e le sue fonti di ispirazione, tra cui il San Giorgio e il Drago di Paolo Uccello (1470), interpretato attraverso l&#8217;archetipo dell&#8217;anima.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5132\" height=\"5132\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/EKM42771_G26328_Vint_Tonis_GM_54_A_000178.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113913\"\/><figcaption>T\u00f5nis Vint. Psycho-geometric works from the series GM. 1989.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5238\" height=\"5165\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/EKM42769_G26326_Vint_Tonis_GM_52_A_000180-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113912\"\/><figcaption>T\u00f5nis Vint. Psycho-geometric works from the series GM. 1989.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>T\u00f5nis Vint non si \u00e8 limitato a un solo sistema. Ha sviluppato metodi multipli &#8211; che potrebbero essere considerati essi stessi come attualizzazioni del linguaggio perfetto -, per poi combinarli in una propria sintesi totale. Per esempio, ha usato il sistema combinatorio dell&#8217;<em>I Ching<\/em> cinese sia per dimostrare l&#8217;universalit\u00e0 di certi motivi ornamentali sia per creare una base metodica per le sue composizioni. Vint ha poi anche integrato l&#8217;estetica giapponese dello spazio vuoto e delle forme minimaliste, applicandole al leggendario design del proprio appartamento e all&#8217;iconografia delle sue opere grafiche e dei suoi modelli. Con una certa dose di radicalismo e idealizzazione modernista, Vint ha riletto elementi del design giapponese come griglie, schermi di carta, strutture di finestre e tappeti, cercando di renderli ancora pi\u00f9 &#8220;perfetti&#8221;, puri e minimali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1207\" height=\"1219\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/INT_4_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113916\"\/><figcaption>\u201cTravelling motives\u201d in T\u00f5nis Vint\u2019s graphic works and his interior design.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2683\" height=\"2688\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/4_EKM18657_G11136_Vint_Tonis_Jaapani_tuba_Asjad_C__OPC2313.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113919\"\/><figcaption>\u201cTravelling motives\u201d in T\u00f5nis Vint\u2019s graphic works and his interior design.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"924\" height=\"919\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/INT_5_-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113917\"\/><figcaption>\u201cTravelling motives\u201d in T\u00f5nis Vint\u2019s graphic works and his interior design.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3738\" height=\"3793\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/EKM50454_G28459_Vint_Tonis_H_8_ATC6696.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113918\"\/><figcaption>\u201cTravelling motives\u201d in T\u00f5nis Vint\u2019s graphic works and his interior design.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il metodo di Vint per dimostrare le sue teorie era basato principalmente su analogie visive e poteva funzionare anche senza commenti testuali. Il suo tentativo di creare una storia dell&#8217;arte puramente visiva, che non avesse &#8220;parole&#8221;, potrebbe essere paragonato all&#8217;Atlante <em>Mnemosyne<\/em> di Aby Warburg. Anche se Vint non conosceva gli scritti di Warburg, ci sono molte caratteristiche comuni nel loro approccio: anacronismo, inclusione, giustapposizione di oggetti d&#8217;uso comune e opere d&#8217;arte. La struttura del <em>Mnemosyne<\/em> \u00e8 stata interpretata in termini di montaggio e movimento, cercando di rendere pi\u00f9 suggestive le analogie tra le immagini. Questo approccio si ritrova anche in <em>The Belt of Lielv\u0101rde<\/em>, film scritto da Vint nel 1980 (Riga Film Studio, per la regia di Ansis Epners), dove l&#8217;artista ha utilizzato il linguaggio cinematografico per dimostrare in modo dinamico la somiglianza tra diversi segni, permettendo loro di &#8220;svilupparsi&#8221; l&#8217;uno nell&#8217;altro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SJAZ5EBmoIw\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Qui<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=lgyn961VYxA\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> i link delle due versioni del film disponibili su Youtube, Ndr].<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto di T\u00f5nis Vint era una sintesi di diversi approcci, tutti relativi all&#8217;idea di un linguaggio visivo perfetto. Vint non si limitava a raccogliere curiosit\u00e0, ma partecipava attivamente al discorso artistico e culturale, espandendo significativamente l&#8217;uso delle immagini nella sfera del visuale. In questo senso, le pubblicazioni di Vint si collocano vicino a progetti come <em>Le Mus\u00e9e imaginaire<\/em> di Andr\u00e9 Malraux o <em>Atlas<\/em>: <em>How to Carry the World on One&#8217;s Back<\/em> di Georges Didi-Huberman. Il metodo di Vint intercetta molte delle strategie creative messe in atto nel XX e nell&#8217;XXI secolo, ponendo le sue pratiche un contesto contemporaneo decisamente aggiornato. Si opensi alla forma dell&#8217;altlante, per esempio, che \u00e8 stata usata da artisti contemporanei come Christian Boltanski, Gerhard Richer, Ilya Kabakov e Mikhail Chemiakin, ossia pensatori impegnati come Vint nella ricerca di un linguaggio visivo universale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1069\" height=\"802\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/untitled067_1_.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113927\"\/><figcaption>Studio 22 members at lectures at T\u00f5nis Vint\u2019s home. The second half of the 1980s Photos: T\u00f5nis Vint (photo above) and Ene Kull. T\u00f5nis Vint\u2019s archive.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"959\" height=\"938\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/03\/untitled063_1_-e1647426919841.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-113929\"\/><figcaption>T\u00f5nis Vint at his home-studio in Gonsiori St. The first half of the 1980s\nPhotos: Ene Kull. T\u00f5nis Vint\u2019s archive.\n<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>T\u00f5nis Vint \u00e8 uno dei pionieri del secondo dopoguerra. 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