{"id":114577,"date":"2022-04-12T16:18:05","date_gmt":"2022-04-12T14:18:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=114577"},"modified":"2022-04-13T11:19:17","modified_gmt":"2022-04-13T09:19:17","slug":"immacolatezza-di-andrea-mantegna","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/04\/12\/immacolatezza-di-andrea-mantegna\/","title":{"rendered":"Immacolatezza di Andrea Mantegna"},"content":{"rendered":"\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Ogni artista ha il suo segreto, e il pi\u00f9 chiaro \u00e8 il pi\u00f9 difficile. Osservava Charles Du Bos, mentre si disponeva all&#8217;approssimazione critica di Gide, che nulla \u00e8 misterioso quanto una bottiglia di vetro piena d&#8217;acqua pura. Andrea Mantegna \u00e8 come un solido geometrico di cristallo; ciascuna faccia risponde rigorosamente a una regola numerica; ma in realt\u00e0 i numeri ci sfuggono negli scatti delle molteplici rifrangenze.<br>&#8211; <em>Maria Bellonci<\/em><\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>La prima nozione urbana che viene impartita a ogni giovane padovano durante le scuole dell&#8217;obbligo \u00e8 che nella tomba del fondatore della citt\u00e0, Antenore, il fondatore della citt\u00e0 non c&#8217;\u00e8. Sembra fondamentale per gli abitanti di Padova adottare completa trasparenza sull&#8217;impostore che occupa la tomba del nobile troiano capostipite dei veneti. Frotte di bambini in uscita didattica nel centro storico sgranano gli occhi di fronte all&#8217;idolatrata edicola medievale, chiedendosi chi ci sia, a quel punto, l\u00e0 dentro. Il pi\u00f9 delle volte si risponde: un dignitario (e in realt\u00e0 vi \u00e8 ospitato un guerriero ungaro). Pi\u00f9 raramente si aggiunge che sotto la tomba di Antenore, o di fianco, \u00e8 sepolto anche Jacopo Ortis, ovvero Girolamo Ortis, lo studente di medicina che si tolse la vita nel 1796, a cui il Foscol\u00f2 si ispir\u00f2. La presenza-assenza del fondatore \u00e8 fondamentale per Padova sin da tempi remoti, e pu\u00f2 aprire uno spiraglio \u201cdolce e furioso\u201d &#8211; rubando due aggettivi che Bellonci rifer\u00ec al temperamento del nostro artista cresciuto nella citt\u00e0 antenorea &#8211; sulla passione lapidaria di Mantegna (Isola Mantegna, 1431 &#8211; Mantova, 1506). Padova ha sempre anelato a possedere la propria origine e l&#8217;ha cercata nella terra.<\/p>\n\n\n\n<p>[Un messaggio di Antonello a Mantegna nascosto nell&#8217;ombelico di San Sebastiano? <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/04\/06\/antonello-da-messina-san-sebastiano\/\">Qui<\/a> il nostro articolo. <em>Ed.]<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1155\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/04\/Andrea-Mantegna-crucifixion.jpg\" alt=\"mantegna\" class=\"wp-image-114520\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, Crucifixion, ca. 1457-59, Louvre, Paris.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel secolo di Mantegna, il XV, la citt\u00e0 era percorsa da una deliziosa mania: il collezionismo antiquario. L&#8217;<em>Urbs Picta<\/em>, fiorente nei primi secoli dell&#8217;Impero Romano, \u00e8 da pensare, per i suoi cittadini medievali, precocissimi umanisti, come un ampio derma pieno di piccole ferite; da ognuna di queste lacerazioni uscivano epigrafi, monete, piedi di marmo, ossa (e che ossa: quelle di Tito Livio!). Padova era un prato dedito alla caccia al tesoro, arricchito da tutto ci\u00f2 che si faceva arrivare dalle terre greche, tra cui i preziosi manoscritti profughi degli sconvolgimenti a Oriente. Il passato era tangibile, emergeva nei campi, lungo gli argini, ed era fatto di pietra e metallo, di lapidi che come finestre di testo semioscurate affioravano dal suolo. In questo fervore, il giovane Mantegna era sodale dei pi\u00f9 maniaci tra tutti i proto-antiquari: Giovanni Marcanova e Felice Feliciano per dirne due, con cui l&#8217;artista comp\u00ec negli anni &#8217;60 del secolo il celebre viaggio sulle coste del Lago di Garda, descritto dal Feliciano nella <em>Iubilatio,<\/em> una discesa nei campi elisi dell&#8217;antiquario, con rose, palmizi, fragranze di paradiso e tante, tante epigrafi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per entrare nei pensieri di questo antico maestro arrogante, dolente, risoluto, fedele e lungimirante, Mantegna, occorre avere in mente il dualismo in cui la sua passione era immersa: da una parte la pietra, dall&#8217;altra il manoscritto; queste due sole cose amava oltre alla moglie Nicolosia, in queste viveva. A unirle, il testo.<\/p>\n\n\n\n<p>Di volta in volta definito \u201cil pi\u00f9 perfetto dei grandi maestri del Quattrocento italiano\u201d e al tempo stesso \u201cinavvicinabile\u201d per temperamento (Philippe de Montebello); colui che ha lasciato \u201cun&#8217;eredit\u00e0 spigolosa e dolente, che resta sotto la superficie dell&#8217;arte europea e ricorda di continuo quanta parte di essa risulti, al paragone, solamente gradevole e ottimista\u201d (Lawrence Goring); \u201cil pi\u00f9 consequenziale e sorvegliato artista del &#8216;400\u201d (Carlo Ludovico Ragghianti); il \u201cnaturalista senza scrupoli\u201d (Adolfo Venturi), Andrea Mantegna ebbe la singolare capacit\u00e0 di ritrarre storie e persone fuori da ogni piet\u00e0, con una lucidit\u00e0 che per secoli fu insopportabile a diversi critici. Ma per essere cos\u00ec realista, per divenire \u201csommo psicologo\u201d (Guido Piovene), Mantegna si appoggi\u00f2, del tutto cerebralmente, a un linguaggio gi\u00e0 codificato, quello del testo su pietra e su pagina, non alla realt\u00e0 stessa. In questo, la sua grandezza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1071\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/04\/mm1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98009\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, Martyrdom and transport of Saint Christopher, detail, 1454-1457, Ovetari chapel, Eremitani church, Padua. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"912\" height=\"1140\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/04\/67589108_153292865746845_4552971677430624233_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-98005\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, Martyrdom and transport of Saint Christopher (at the bottom), 1454 &#8211; 1457, fresco, Ovetari chapel, Eremitani church, Padua. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Cosa nasconde l&#8217;ossessione antiquaria di Mantegna? Cornici, finestre, tanti riquadri di un unico testo. Nel <em>Martirio e trasporto di San Cristoforo<\/em> della Cappella Ovetari di Padova la narrazione \u00e8 suddivisa in due tempi la cui alterit\u00e0 \u00e8 simboleggiata da una colonna scanalata che taglia la composizione come la piega del foglio nel fascicolo di un libro. Il cielo \u00e8 di un singolare color vinaccia digradante verso il blu, che richiama in tutto per tutto la cromia delle pagine dei preziosi codici purpurei dove la pergamena era tinta in una mistura di carminio e azzurro. Anche la citt\u00e0 degrada, dall&#8217;architettura medievale sullo sfondo fino a quella romana in primo piano, dove domina la facciata di un palazzo ricca in lapidi e decorazioni marmoree che sicuramente Mantegna aveva tratto dallo studio di sarcofagi. Sulla medesima parete, si scorgono busti di dignitari dentro nicchie quadrangolari a cassetta, intorno a esse medaglioni in marmi policromi e pietra d&#8217;Istria, secondo una moda del tempo. Alcuni decenni pi\u00f9 tardi Annibale Maggi da Bassano, un architetto e antiquario il cui unico obbiettivo nella vita era inserire Tito Livio nella propria linea genealogica, con quegli stessi medaglioni decor\u00f2 la Casa degli Specchi in via del Vescovado, da secoli considerata da alcuni cittadini tra cui la madre dell&#8217;autrice casa stregata (d&#8217;altronde simili medaglioni decorano Ca&#8217; Dario a Venezia).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/04\/Andrea_Mantegna_089.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-114555\" width=\"616\" height=\"1374\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, St. Sebastian, 1456\u20131459. Panel, 68 \u00d7 30 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2381\" height=\"3175\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20180927_103846_larger.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-114574\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La bipartizione della composizione torna nel celebre San Sebastiano del Kunsthistorisches di Vienna, in cui a sinistra v&#8217;\u00e8 la pietra naturale, la pietra di Monselice, e a destra la pietra lavorata dall&#8217;uomo, i rotti marmi dell&#8217;Impero. In quest&#8217;opera compaiono per la prima volta il motivo dei putti vendemmiatori e un piede di statua pagana (che torner\u00e0 nel San Sebastiano del Louvre), elementi in tutto e per tutto uguali ad alcuni frammenti d&#8217;et\u00e0 romana conservati tra Aquileia e Padova. Con il passare degli anni, l&#8217;intera composizione di Mantegna assomigli\u00f2 sempre pi\u00f9 alla pagina interamente miniata di un codice, laddove le finestre architettoniche, i finti marmi, le porte, i fregi, e ogni mania antiquaria poteva corrispondere idealmente a una finestra di testo fitta di lettere. Il tripudio di questa pienezza finemente ponderata, oltre ai <em>Trionfi<\/em>, \u00e8 l&#8217;episodio della Circoncisione del Trittico degli Uffizi. Ma in Mantegna la pienezza non corrisponde mai a promiscuit\u00e0 compositiva. Guido Piovene ebbe a notare, scrivendo della <em>Camera degli Sposi<\/em>, che si trattava di \u201cun ritratto suddiviso in alcuni grandi riquadri\u201d, anzi di \u201cun romanzo narrato in alcuni capitoli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1267\" height=\"1198\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/04\/1267px-Triumph1-Mantegna-picture-bearers.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-114560\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, The Triumphs of Caesar I: picture-bearers, 1484-92. Royal Collection, Hampton Court Palace.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lo si immagina, il giovane Mantegna, aggirarsi per Padova e prestare notevole attenzione ai muratori e ai tagliapietre pi\u00f9 ancora che a Giotto e Giusto, raggiungere a cavallo le cave euganee che lo appassionarono a tal punto da ricostruirle nella <em>Madonna delle Cave<\/em>. Lo si immagina non solo studiare la roccia dal vero, ma anche cercarla laddove era gi\u00e0 stata rappresentata, poich\u00e9 Mantegna, per quanto in apparenza sembri assetato di dettaglio, si fida della sintesi. La Bibbia di Leone ora conservata al Vaticano, un manoscritto costantinopolitano risalente al 940 circa, riporta una miniatura di Mos\u00e9 che riceve le tavole della legge ove sono rappresentate alture che somigliano grandemente a quelle dell&#8217;<em>Orazione nell&#8217;orto <\/em>del pittore padovano.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo si immagina rigirarsi tra le mani antiche monete romane, sul cui lato di verso, quello opposto al volto dell&#8217;Imperatore, erano riprodotti edifici e motivi decorativi ch&#8217;egli prontamente riportava nei propri affreschi come dimostrano le cornucopie incrociate e le stelle a otto punte nell&#8217;<em>Assunzione della Vergine<\/em> di Padova. Mantegna non si limit\u00f2 a copiare l&#8217;antico, ma lo perfezion\u00f2 e lo port\u00f2 nell&#8217;uso comune, unito alla compagine di coetanei, copisti e antiquari ventenni, con cui spartiva la passione. Nelle sue opere, ogniqualvolta dipinga iscrizioni e cartigli, compare la cosiddetta littera mantiniana, ovvero un carattere dalle proporzioni larghe e con le grazie a completamento dei tratti, la P non chiusa e un succedersi arioso delle lettere, ispirata a una grafia tipica dei primi decenni dell&#8217;Impero.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-1536x1536\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/04\/Andrea_Mantegna_104-1118x1536.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-114564\"\/><figcaption>Andrea Mantegna, Madonna of the Caves, 1489. Uffizi, Florence.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Bench\u00e9 alcuni critici abbiano accostato a Mantegna la qualifica di romantico, i pi\u00f9 lucidi hanno notato come in lui la passione antiquaria non tradisca alcun impeto emotivo, alcun \u201cepisodio di passionalit\u00e0 non sorvegliata\u201d per usare le parole del Ragghianti. Mantegna \u00e8 un realista che reperisce nell&#8217;antico, riportato sulle pagine di un codice o sul dorso di una moneta, un vocabolario di motivi e soluzioni formali tanto saldo da permettergli di depurarsi dalle mode del suo presente. Utilizza il passato, quantunque fastoso, per purificare il presente.Tra tutti gli antichi maestri \u00e8 forse il pi\u00f9 utile a comprendere che l&#8217;abbondare di elementi visivi non coincide con l&#8217;abbondare di senso e che il quadro pi\u00f9 fastoso pu\u00f2 essere un numero primo, una bottiglia di vetro piena d&#8217;acqua. Per questo Mantegna seppe essere al contempo il pittore dei <em><a href=\"https:\/\/www.rct.uk\/collection\/403958\/the-triumphs-of-caesar-1-the-picture-bearers\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Trionfi<\/a><\/em> e delle sue tenerissime Madonne, tra le pi\u00f9 dolci di ogni secolo: perch\u00e9 in Mantegna non esiste dimensione simbolica. Il frammento di un piede marmoreo \u00e8 un reperto archeologico, non una vanitas; una foglia di fico non \u00e8 simbolo della pace messianica; un putto \u00e8 un bambino grasso e alato. La rinuncia al simbolo in funzione di un inventario di oggetti scelti per pura <em>sympathia<\/em> port\u00f2 Mantegna all&#8217;immacolatezza di cui scrisse Sir Philip Anstiss Hendy:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Negli affreschi della chiesa degli Eremitani il ragazzo diciottenne&#8230; \u00e8 il primo e il pi\u00f9 grande degli pseudo-classicisti, e, mentre egli guarda interiormente a un mondo di sua propria creazione, questo distacco dall&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 il solo a rendere possibile l&#8217;immacolatezza del disegno.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Leggere un affresco di Mantegna non significa aprire la narrazione insita in ogni oggetto rappresentato, ma intravedere il disegno complessivo di cui l&#8217;oggetto \u00e8 solo mattone. Non c&#8217;\u00e8 dettaglio che valga quanto la cornice in cui \u00e8 inserito; persino la lapide esiste in funzione del suo ruolo di cornice; e il contenuto \u00e8 utile a delimitarla cromaticamente. Il fasto \u00e8 il disegno di un fasto, lo spazio \u00e8 il disegno di uno spazio. Mantegna non \u00e8 un autore complesso in virt\u00f9 della ricchezza o dell&#8217;accuratezza filologica del suo repertorio iconografico; utilizza magistralmente la prospettiva ma la sua maestria compositiva non \u00e8 riducibile alla mera logica prospettica; il suo \u00e8 un realismo cerebrale, e trasporta con s\u00e9 l&#8217;algore della sintesi appresa guardando il mondo trascritto sulla pagina e inciso sulla pietra. La sua pittura ancora oggi sfida lo spettatore a pensare uno spazio diverso sia da quello onirico, sia da quello dell&#8217;oggetto favellante, sia dalla realt\u00e0 dedotta dalla visione, per avvicinarsi, non senza difficolt\u00e0, a un mondo costruito da finestre di testo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\"><em>Andrea Mantegna<\/em>, a cura di Jane Martineau, Milano 1992<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">M. Bellonci, <em>Il \u201csolenne maestro\u201d<\/em>, in <em>L&#8217;opera completa del Mantegna<\/em>, Milano 1967<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">I. Favaretto, G. Bodon, <em>Cultura antiquaria e immagine dell&#8217;arte classica negli esordi di Mantegna<\/em>, in <em>Mantegna e Padova<\/em>, 1445-1460, Milano 2006<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">www.academia.edu\/15503060\/Andrea_Mantegna_e_la_maiuscola_antiquaria_in_Mantegna_e_Padova_1445_1460_a_cura_di_Davide_Banzato_Alberta_de_Nicol%C3%B2_Salmazo_e_Andrea_Maria_Spiazzi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giovinezza di Andrea Mantegna tra il libro e la pietra nella demistificazione del culto antiquario a Padova<\/p>\n","protected":false},"featured_media":114564,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-114577","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/114577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/114577\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/114564"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=114577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=114577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=114577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}