{"id":115532,"date":"2022-05-18T12:57:50","date_gmt":"2022-05-18T10:57:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=115532"},"modified":"2022-05-18T12:59:10","modified_gmt":"2022-05-18T10:59:10","slug":"an-interview-with-isabella-ritter-of-lambdalambdalambda","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/05\/18\/an-interview-with-isabella-ritter-of-lambdalambdalambda\/","title":{"rendered":"Un&#8217;intervista con Isabella Ritter di LambdaLambdaLambda"},"content":{"rendered":"\n<p>La tendenza delle giovani gallerie di avere la propria sede principale nella periferia geografica del mondo dell&#8217;arte \u00e8 ragionevolmente recente. Grazie alla visibilit\u00e0 internazionale resa possibile dalle fiere e dai frenetici programmi di viaggio dei direttori di galleria e dei loro artisti (almeno prima della pandemia), non \u00e8 insolito vedere gallerie emergenti provenienti da citt\u00e0 e Paesi pi\u00f9 piccoli avere successo nelle mecche del mercato dell&#8217;arte di New York, Parigi, Londra, Shanghai, Los Angeles, ecc. LambdaLambdaLambda, con sede in Kosovo, ne \u00e8 un esempio. <em>Habitu\u00e9<\/em> di fiere come Art Basel, Frieze e Liste, la galleria rappresenta artisti piuttosto affermati come Nora Turato, Hana Miletic e Hanne Lippard, ma anche giovani scoperte come il giovane pittore kosovaro Brilant Milazimi. Abbiamo contattato Isabella Ritter, co-fondatrice insieme a Katharina Schendl nel 2015 di LambdaLambdaLambda, a cui abbiamo chiesto qualche informazione sul loro programma, sul <em>modus operandi<\/em> della galleria e sulla loro scelta di condividere uno spazio a Bruxelles \u2013 LA MAISON DE RENDEZ-VOUS \u2013 con altri amici galleristi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"1280\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/LLL_portrait_2017_credit_Tina-Herzl.jpg\" alt=\"lambdalambdalambda\" class=\"wp-image-115511\"\/><figcaption>Katharina Schendl (left) &amp; Isabella Ritter (right). Photo credit: Tina Herzl<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Da dove deriva il nome della vostra galleria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il nome ci \u00e8 stato suggerito da un artista. Voleva sapere come si sarebbe chiamato il nostro prossimo progetto e spontaneamente ha suggerito il nome LambdaLambdaLambda, facendo riferimento alla cultura delle confraternite e delle sorellanze negli Stati Uniti. Il nome doveva suggerire inclusivit\u00e0, in quanto una galleria non \u00e8 composta solo dai suoi fondatori &#8211; volevamo evitare la classica situazione in cui il nome di un gallerista viene utilizzato come nome della galleria &#8211; ma anche dagli artisti, dal team e da chiunque altro contribuisca al suo contenuto. E una parte di umorismo \u00e8 sempre ben accetta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1334\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/2021_06_18LLL_NORA_TURATO_MAR5427.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-115510\"\/><figcaption>Exterior view of LambdaLambdaLambda, Prishtina<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1334\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/1_NT_LLL_2021.jpg\" alt=\"lambdalambdalambda\" class=\"wp-image-115509\"\/><figcaption>Exhibition view, Nora Turato, <em>don\u2019t tell me where this is going, i loooo-ooooo-ooove surpris-es<\/em>, LambdaLambdaLambda, Prishtina, 2021. &#8211; Photo Credit: marcelkoehler.com<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Qual \u00e8 stato il tuo percorso e come hai deciso di aprire una galleria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ho una formazione in storia dell&#8217;arte e ho lavorato in altre gallerie prima di aprire la mia. Katharina, l&#8217;altra co-fondatrice, ha studiato architettura e lavorava in un museo. LambdaLambdaLambda \u00e8 nata nel 2015 per ragioni prevalentemente idealistiche. Eravamo in Kosovo e ci siamo rese conto che non esisteva un&#8217;infrastruttura di gallerie permanenti in grado di sostenere gli artisti locali. Il modello della galleria come lo conosciamo in Occidente non \u00e8 comune in questa regione, dove gli artisti vendono direttamente ai collezionisti e i collezionisti non vedono il vantaggio di comperare per il tramite di una galleria. Volevamo creare questa infrastruttura, assicurandoci che alcuni artisti locali potessero vivere di ci\u00f2 che facevano e non smettessero di fare arte una volta superata la giovane et\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come descriveresti il vostro programma a chi non conosce ancora la galleria?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci concentriamo su artisti il cui lavoro \u00e8 singolare, idiosincratico per cos\u00ec dire. Non ci interessa tanto seguire le tendenze, ma piuttosto guardare a lavori straordinari che ci incuriosiscono. Se si guarda ad artisti inclusi nel nostro programma come Tatjana Danneberg, Heinz Frank, Hana Mileti\u0107 o Nora Turato, questo \u00e8 abbastanza ovvio. Il nostro programma ha naturalmente una forte presenza di artisti provenienti o legati alla regione balcanica, soprattutto giovani artisti del Kosovo come Brilant Milazimi o Dardan Zhegrova. Esaminando gli artisti con cui lavoriamo o abbiamo lavorato, il nostro interesse per le pratiche artistiche legate alla performance \u00e8 abbastanza evidente, sebbene non abbiamo mai deciso di concentrarci sull&#8217;arte performativa. \u00c8 successo inconsapevolmente. Ricordo di aver visto Hanne Lippard esibirsi per la prima volta in un museo tedesco nel 2015 e di essere rimasta ipnotizzata dalla sua performance, era magica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2008\" height=\"1339\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/12_HM_XX_LLL_photo-by-Nathalie-Badr_web.jpg\" alt=\"lambdalambdalambda\" class=\"wp-image-115513\"\/><figcaption>Exhibition view, Hana Mileti\u0107, <em>XX<\/em>, LambdaLambdaLambda, Prishtina, 202. photo credit: Nathalie Badr<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come decidete se vale la pena di rappresentare un artista?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La scelta deve avere senso sia per la galleria che per l&#8217;artista. A causa delle diverse specificit\u00e0, un gallerista potrebbe non essere in grado di vendere o mostrare correttamente il lavoro di un certo artista. Quando ci si incontra e si inizia una collaborazione, deve esserci un&#8217;affinit\u00e0, sia artistica che personale. Alcuni degli artisti del nostro programma erano relativamente sconosciuti all&#8217;inizio, e a volte ci sono voluti due o tre anni per aiutarli a costruire la loro reputazione. Questo tipo di investimento richiede la condivisione di una visione su dove e a chi ha senso che il loro lavoro vada ora e dove pu\u00f2 andare in futuro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1367\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/1_DSC7218.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-115508\"\/><figcaption>Exhibition view, Heinz Frank, <em>DAS LOCH IN MEINER SEELE UND IHR GL\u00c4SERNES KLEID (THE HOLE IN MY SOUL AND ITS TRANSPARENT DRESS)<\/em>, LambdaLambdaLambda at Bureau des R\u00e9alit\u00e9s, Brussels, 2018. &#8211; photo credit: Isabelle Arthuis.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Tra tutti i modi in cui una galleria sostiene un artista, qual \u00e8 secondo te il pi\u00f9 importante?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dipende dall&#8217;artista. Per alcuni artisti le istituzioni sono il luogo migliore per presentare le loro opere, sia dal punto di vista dello spazio, sia dal punto di vista intellettuale. Per altri artisti non \u00e8 cos\u00ec, il loro lavoro \u00e8 meno &#8220;complicato&#8221; da trattare e quindi pi\u00f9 accessibile agli amanti dell&#8217;arte privati. Poi c&#8217;\u00e8 tutto ci\u00f2 che sta nel mezzo, collezionisti privati dalla mentalit\u00e0 molto aperta e con un&#8217;idea fortunatamente pi\u00f9 eccentrica di cosa sia l&#8217;arte. Il compito del gallerista \u00e8 quello di capire cosa \u00e8 necessario fare per sostenere ciascuno dei suoi artisti nel modo pi\u00f9 adatto a loro, poich\u00e9 non esiste una ricetta che vada bene per tutti. A causa della nostra particolare situazione, che ci vede lavorare in un luogo in cui n\u00e9 la produzione delle opere d\u2019arte n\u00e9 la realizzazione di mostre sono professionalizzate, e dovendo inoltre collaborare per lo pi\u00f9 con artisti piuttosto giovani e con poca esperienza professionale, abbiamo capito subito che non potevamo limitarci a mettere in vendita le opere dell&#8217;artista. In generale, \u00e8 importante pensare in modo diverso, per cos\u00ec dire fuori dagli schemi, per trovare modi talvolta non convenzionali per sostenere i propri artisti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Oggi le gallerie possono sopravvivere senza le fiere?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>All&#8217;inizio le fiere erano fondamentali per la visibilit\u00e0 della galleria, soprattutto se si considera che eravamo gli unici in Kosovo. Probabilmente ne abbiamo fatte troppe nei primi anni. Era ancora l&#8217;epoca della &#8220;frenesia da fiera d&#8217;arte&#8221;, ma era anche l&#8217;unico modo per capire quale potesse essere il nostro mercato. Dopo qualche anno, abbiamo scoperto che solo alcune di esse erano effettivamente importanti per noi. Non tutti possono essere interessati a tutto e, anche se \u00e8 difficile da capire, il nostro programma non si adatta a tutti i tipi di mercato. L&#8217;esperienza che abbiamo maturato dopo aver partecipato un buon numero di fiere ci ha portato alla conclusione che per noi ha pi\u00f9 senso ridurle di numero e lavorare in modo pi\u00f9 mirato.<\/p>\n\n\n\n<p>La pandemia ci ha mostrato che una galleria pu\u00f2 fare benissimo a meno delle fiere se ha una solida rete di curatori e collezionisti, anche se la percezione delle fiere come una necessit\u00e0 \u00e8 difficile da scrollarsi di dosso. Non credo che le fiere siano di per s\u00e9 superflue, ma ci\u00f2 che forse \u00e8 diventato superfluo \u00e8 che ogni galleria deve necessariamente partecipare a qualsiasi fiera d&#8217;arte in giro per il mondo. Sembra che le scelte siano diventate pi\u00f9 mirate, il che \u00e8 ragionevole anche considerando le questioni ambientali. Quando la pandemia ha costretto le gallerie a prendersi una pausa dalla frenesia delle fiere, esse hanno potuto dedicare pi\u00f9 tempo ai loro programmi <em>in house<\/em> e a considerare altri modi per rendere visibile il loro programma (e con questo non intendo gli OVR). \u00c8 stato anche un momento per dedicare tempo ed energie alla comunit\u00e0 artistica locale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2427\" height=\"1600\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/13_TD_ootII_LMDRV_2020.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-115515\"\/><figcaption>Exhibition view, Tatjana Danneberg, <em>out of tune II<\/em>, LA MAISON DE RENDEZ-VOUS, Brussels (organized by LambdaLambdaLambda), 2020. -Photo credit : GRAYSC<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Parlaci di LA MAISON DE RENDEZ-VOUS, lo spazio espositivo di Bruxelles che condividete con Paul Soto e Misako &amp; Rosen.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto non era esattamente pianificato, ed \u00e8 iniziato in modo piuttosto spontaneo. Paul Soto aveva gi\u00e0 lo spazio e aveva organizzato un paio di mostre, viaggiando tra Los Angeles e Bruxelles. Quando si \u00e8 reso conto che il progetto era alquanto complicato per gestirlo da solo (a causa della lunga distanza e dell&#8217;enorme differenza di orario), ha chiesto ad alcuni amici galleristi di condividere lo spazio. Con LA MAISON DE RENDEZ-VOUS ci siamo chiesti se questo modello potesse essere un&#8217;alternativa alla pi\u00f9 classica galleria indipendente e se fosse in grado di funzionare per raggiungere un pubblico locale. Alla fine, la collaborazione \u00e8 andata oltre la semplice condivisione dello spazio; ora condividiamo anche conoscenze e risorse. \u00c8 una collaborazione da sogno!<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2016\" height=\"1512\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/05\/LMDRV_outside-view-May-2022.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-115512\"\/><figcaption>Exterior view of LA MAISON DE RENDEZ-VOUS, Brussels<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Puoi raccontarci qualcosa sui vostri collezionisti in Kosovo e a Bruxelles oggi?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Kosovo le persone amano l&#8217;arte. La Galleria Nazionale \u00e8 affollata ogni volta che c&#8217;\u00e8 un\u2019inaugurazione. Alcuni acquistano anche opere d&#8217;arte, bench\u00e9 non li paragonerei ai collezionisti di Bruxelles e di altre citt\u00e0 pi\u00f9 occidentali. Gli acquirenti in Kosovo comprano occasionalmente perch\u00e9 gli piace un&#8217;opera, in genere chiedendo direttamente all&#8217;artista; non sono come i collezionisti nel senso comune del termine, cio\u00e8 persone che devono assolutamente ottenere certi pezzi per dare un senso alla loro collezione, assemblando una quantit\u00e0 notevole di opere d&#8217;arte per un motivo specifico, vivendo per aggiungere altro a un&#8217;opera. Per quanto riguarda Bruxelles, posso dire che siamo stati accolti a braccia aperte dai collezionisti locali grazie alla peculiarit\u00e0 del nostro progetto. In questo momento la nostra rete di collezionisti in Belgio \u00e8 davvero ampia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo con Isabella Ritter, co-fondatrice e co-direttrice insieme a Katharina Schendl della galleria LambdaLambdaLambda, con sede a Pristina e Bruxelles<\/p>\n","protected":false},"featured_media":115511,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-115532","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/115532","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/115532\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/115511"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=115532"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=115532"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=115532"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}