{"id":116472,"date":"2022-09-06T09:53:32","date_gmt":"2022-09-06T07:53:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=116472"},"modified":"2022-09-06T19:01:26","modified_gmt":"2022-09-06T17:01:26","slug":"e-davvero-il-momento-di-comprare-arte-antica","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/09\/06\/e-davvero-il-momento-di-comprare-arte-antica\/","title":{"rendered":"\u00c8\u00a0davvero il momento di comprare arte antica?"},"content":{"rendered":"\n<p>Se fino alla met\u00e0 dello scorso decennio collezionare arte antica \u00e8 stata un\u2019attivit\u00e0 raccomandabile solo a chi avesse a disposizione molto tempo e raffinati strumenti culturali, oltre che economici, lo scenario attuale suggerisce un cambio di paradigma; e non si tratta solo di prendere atto delle informazioni che i siti delle case d\u2019asta e piattaforme come Artnet e Artprice offrono a chiunque voglia farsi un\u2019idea del mercato di un certo artista. Negli ultimi tempi sono infatti emersi nuovi fattori, che messi in relazione tra loro potrebbero spiegare perch\u00e9 nel 2021 il settore degli old masters europei sia cresciuto del 25% per valore (ovviamente anche grazie al Botticelli battuto per 92.2 milioni di dollari), ma soprattutto del 12% per volume, dopo aver raggiunto i suoi minimi storici nel 2020 (C. McAndrew, Art Market Report, 2022). Vediamo quali, tenendo comunque presente che l\u2019unica bussola a cui affidarsi, nel presente come nel passato, non \u00e8 la <em>coolness<\/em> ma la qualit\u00e0 artistica.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1500\" height=\"2000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/03_testa_femminile_marchiori_\u252c\u2310WalterPadovani_print.jpg\" alt=\"BIAF 2022\" class=\"wp-image-116509\"\/><figcaption>Giovanni Marchiori, Testa femminile, Terracotta su base lignea originale; cm 38 x 36, altezza complessiva cm 52. Galleria Walter Padovani, parte di BIAF 2022 &#8212; <em>Questo magnifico mezzobusto femminile, provvisto di un elaborato basamento in legno che si accorda perfettamente alla terracotta, ma allo stesso tempo se ne differenzia sottilmente per la temperatura stilistica, \u00e8 una versione autografa, forse il suo modello preparatorio, della cosiddetta\u00a0Venere\u00a0o\u00a0Flora\u00a0in pietra conservata ai Musei Civici di Treviso. Una volta stabilito che, con ogni probabilit\u00e0 quella al Museo Civico di Treviso era una \u2018testa ideale\u2019 sul tipo della\u00a0Saffo\u00a0di Providence, cadrebbe tanto la sua identificazione con una Venere quanto con una Flora; potrebbe cio\u00e8 trattarsi della raffigurazione, magari anche generica, di una poetessa antica, o semplicemente una vera e propria \u2018testa ideale\u2019.\u00a0E d\u2019altronde anche Arslan, il vero riscopritore moderno di Marchiori, colui che rese noto per primo la testa di Treviso, nel 1926 scriveva: magnifica di modellazione, quasi accarezzata dall\u2019artista, viva e trepida, avanza essa leggermente le spalle come la sorella antica di Firenze. Si avverte dal collo fluire la vita e il sangue al bel volto sereno, due tracce cadono sulle splendide spalle e nelle trecce \u00e8 avvolta sul capo, con grazia, la fronda dell\u2019alloro. Non sappiamo quando venisse creata quest\u2019opera, ma essa rimane per noi in ogni modo rappresentativa di questo periodo e, per quello anzi del Marchioro ci \u00e8 noto, essa ci appare veramente il suo capolavoro. Questo capolavoro in terracotta, insomma, tanto nei capelli quanto nelle proporzioni allungate del collo, quasi un manierismo alla Parmigianino, possono ancora essere ricondotti ad un linguaggio settecentesco di intonazione quasi rococ\u00f2, ma la purezza estrema dell\u2019invenzione anticipa inequivocabilmente le \u2018teste ideali\u2019 dello stesso Canova, un genere destinato ad uno straordinario successo ed inaugurato con la\u00a0Testa di Elena\u00a0del 1811.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-mercato-concorrenziale-ma-meno-affollato\">Un mercato concorrenziale, ma meno affollato&nbsp;<\/h3>\n\n\n\n<p>Rispetto all\u2019antico, quello contemporaneo \u00e8 un bacino decisamente pi\u00f9 ampio, che se da una parte genera maggiori volumi di scambio, dall\u2019altra polarizza l\u2019attenzione su pochi artisti, dei quali \u00e8 difficilissimo ottenere opere di primo mercato, soprattutto quando si innesca il meccanismo dell\u2019aspettativa. Cos\u00ec i prezzi si gonfiano, c\u2019\u00e8 frenesia, i collezionisti sgomitano, si specula, a volte oltre il limite della decenza. Dopo l\u2019euforia del 2015, quando anche i giovanissimi hanno cominciato a passare sotto il martello, oggi si avverte una crisi che \u00e8 di credibilit\u00e0, pi\u00f9 che di numeri. Nel 2021, all\u2019interno di questo settore, il volume di vendita in asta delle opere create negli ultimi vent\u2019anni \u00e8 addirittura raddoppiato rispetto al 2020, raggiungendo 1.6 miliardi di dollari (C. McAndrew, 2022). Per usare la nostra metafora preferita, ovvero quella del cercatore di funghi, se il contemporaneo \u00e8 un bosco dove i porcini non possono mancare, \u00e8 anche quello dove chiunque sta andando a cercare, specialmente in certi periodi della stagione &#8211; ossia i mesi di ottobre e giugno, in corrispondenza delle fiere principali. Al contrario, quello dove &#8216;crescono&#8217; gli old masters continua a essere un bosco altrettanto ricco, ma di gran lunga meno battuto e meno stagionale<strong>. <\/strong>Nel 2021 \u00e8 valso solo l\u20198% del mercato dell\u2019arte. Qui studio e passione possono ancora fare la differenza, soprattutto se le informazioni diventano pi\u00f9 accessibili.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1487\" height=\"2000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/2.Alessandra-di-Castro_Carlo-Maratti.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116511\"\/><figcaption>Carlo Maratti, Ritratto di Giovan Pietro Bellori, 1672-1673; olio su tela, 97 x 72,5 cm. Alessandra Di Castro Antiques, parte di BIAF 2022 &#8212; <em>Giovan Pietro Bellori \u00e8 stato uno dei maggiori critici d\u2019arte di sempre. A lui, quando Roma, nel XVII secolo, era battuta dai venti stravaganti del Barocco, si deve la teorizzazione e la strenua difesa di una estetica classicista che affondava le sue radici nell\u2019Idea del Bello formulata dagli antichi. Egli fu anche autore di una popolare storia dell\u2019arte, incentrata, secondo il modello cinquecentesco di Giorgio Vasari, sulle vite dei pi\u00f9 noti pittori del passato recente o a lui contemporanei. Tra questi proprio Carlo Maratti decise di dipingere il ritratto di Bellori, con cui ebbe stretti rapporti di amicizia, e poi di farne dono all\u2019amico. Il ritratto, divenuto molto famoso, fu compiuto tra il 1672 e il 1673, in occasione dell\u2019uscita de Le vite.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Informazioni finalmente disponibili<\/h3>\n\n\n\n<p>Il fatto che musei e archivi abbiano considerevolmente implementato la quantit\u00e0 di informazioni e immagini disponibili online \u00e8 cosa piuttosto recente, che sicuramente la pandemia ha contribuito a far accadere <em>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2021\/02\/04\/antichi-maestri-online-le-migliori-realta-in-essere\/\">qui il link<\/a> alla pagina che abbiamo dedicato all&#8217;uso degli strumenti digitali che fanno i due musei europei pi\u00f9 avanzati da questo punto di vista, ossia il Rijksmuseum e il Van Gogh Museum di Amsterdam, Ndr]<\/em>. Oggi non serve essere professionisti, o avere a disposizione un\u2019immensa biblioteca, per mettere a fuoco il contesto storico in cui una certa opera si colloca, e magari comprendere meglio le ragioni di un\u2019attribuzione. Le immagini delle opere sono disponibili, spesso in alta risoluzione, anche sui siti dei&nbsp;musei minori, cos\u00ec come le informazioni fondamentali a esse relative. L\u2019eccezionale fortuna professionale di Federico Zeri \u00e8 in gran parte dipesa dalla sterminata fototeca che lo storico dell\u2019arte romano \u00e8 stato in grado di raccogliere, una riserva di informazioni a cui solo lui poteva attingere e che lui solo sapeva processare. Oggi quelle immagini sono per la maggior parte disponibili online (<a href=\"http:\/\/catalogo.fondazionezeri.unibo.it\/form_ricerca.jsp?decorator=layout_resp&amp;apply=true&amp;percorso_ricerca=OA&amp;locale=en\">qui<\/a>), cos\u00ec come quelle di migliaia di altri archivi. E lo stesso vale per moltissimi scritti accademici &#8211; noi stessi abbiamo da poco avviato una collaborazione con Nuovi Studi, la principale rivista scientifica italiana, di cui portiamo online e traduciamo integralmente i saggi (<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2022\/05\/26\/giacomo-jaquerio-castello-della-manta-attributions\/\">qui<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1449\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/Le-tentazioni-di-SantAntonio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116582\"\/><figcaption>Autore ignoto (fiammingo?),&nbsp;<em>Tentazioni di Sant&#8217;Antonio<\/em>, XVI secolo, tavola, 81&#215;59 cm, Galleria Carlo Orsi, parte di BIAF 2022 &#8212; La tavola consente di evocare un episodio risalente all&#8217;adolescenza se non addirittura all&#8217;infanzia di Michelangelo, durante il suo apprendistato di pittore, nella bottega di Domenico Ghirlandaio, negli anni 1487-89 circa: la copia di un&#8217;incisione di Martin Schongauer con le <em>Tentazioni di Sant&#8217;Antonio<\/em>, del 1470 o poco dopo. La scena, desunta dalla <em>Vita di Sant&#8217;Antonio<\/em> scritta da Sant&#8217;Atanasio (IV secolo), mostra il santo in levitazione, assalito da nove demoni dalle forme orribilmente ibridate, che mutuano dal regno animale un ripugnante repertorio di zanne, corna, artigli, ventose, becchi, proboscidi, ali rostrate, scaglie e pelli squamose, tutto reso con una grafica ispida e vibrante. I diavoli attaccano il santo eremita con varie forme di violenza fisica: lo adunghiano, lo strattonano, lo minacciano con bastoni. Egli resta paziente e impassibile, con i suoi libri ben assicurati alla cintura.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Analisi scientifiche<\/h3>\n\n\n\n<p>Nei momenti di maggior euforia, in un crescendo che in Europa dal secondo dopoguerra arriva alla fine degli anni Settanta, con un mercato americano dominato da <em>role models<\/em> come Paul Getty e Norton Simon, il rischio di comprare un falso era effettivamente alto, anche se l\u2019occhio era quello di Zeri (a questo proposito si veda Burton B. Fredericksen, The Burdens of Wealth: Paul Getty and His Museum, 2015). Le attribuzioni spesso si basavano pi\u00f9 sull\u2019autorevolezza dello studioso che su un effettivo consenso della comunit\u00e0 scientifica &#8211; eppure si vendeva. Oggi la situazione \u00e8 molto diversa, anche grazie agli strumenti scientifici, sempre pi\u00f9 diffusi e meglio impiegati &#8211; anche a beneficio delle tecniche di restauro. Ogni fiera d\u2019arte che si rispetti, dal Tefaf alla <a href=\"https:\/\/www.biaf.it\/\">Biennale di Antiquariato di Firenze<\/a>, ha un <em>vetting committee<\/em> di massimi esperti che interviene prima dell\u2019apertura al pubblico a garanzia della bont\u00e0 di opere e attribuzioni. Incappare in un falso o in un\u2019attribuzione compiacente \u00e8 piuttosto difficile, anche perch\u00e9 per i pochi antiquari rimasti in circolazione la reputazione \u00e8 condizione imprescindibile alla sopravvivenza.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/361852.jpg\" alt=\"BIAF 2022\" class=\"wp-image-116534\" width=\"840\" height=\"1260\"\/><figcaption>Bottega di Lorenzo Maitani, Crocifisso, Firenze, 1325\/30 circa  Legno di frutto (pero?), cm 68 \u00d7 68 (H. con le braccia cm 81). Botticelli Antichit\u00e0, parte di BIAF 2022 &#8212; L\u2019eleganza dello schema tipologico e la delicatezza espressiva che pervade il Crocifisso risentono in modo diretto della lezione di uno degli episodi pi\u00f9 alti della cultura gotica italiana durante i primi decenni del Trecento, vale a dire il cantiere del Duomo di Orvieto. La silhouette slanciata, il disegno grafico dell\u2019intaglio e il naturalismo armonico dell\u2019anatomia sono termini indicativi di un raffinato scultore della bottega di Lorenzo Maitani.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Pi\u00f9 offerta dopo la pandemia<\/h3>\n\n\n\n<p>Gli over sessanta sono senza dubbio la categoria che ha pagato al Covid il prezzo pi\u00f9 alto. Ma spesso questi erano, o negli anni d\u2019oro erano stati, anche i principali clienti delle gallerie. Come ci ricordano Kaspar Utz (il cinico protagonista del celebre romanzo di Bruce Chatwin), o la vicenda umana di Hildebrand Gurlitt (a questo proposito suggeriamo C. Hickley, The Munich Art Hoard, 2016), guerre e grandi crisi possono offrire al collezionismo d\u2019arte le pi\u00f9 straordinarie possibilit\u00e0. E purtroppo il tempo che stiamo vivendo non fa eccezione. Se \u00e8 vero che ci stiamo rapidamente avvicinando al punto in cui la decadenza dell\u2019impero statunitense si scontrer\u00e0 con la crescita di quello cinese (<a href=\"https:\/\/economicprinciples.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">R. Dalio, The Changing World Order, 2022<\/a>) ecco che per i collezionisti, purtroppo, l\u2019immediato futuro promette di essere foriero di opportunit\u00e0. Anche perch\u00e9, come Dalio pi\u00f9 volte puntualizza, l\u2019arte \u00e8 un bene rifugio straordinariamente efficiente. A patto, come si diceva all\u2019inizio, di sapere riconoscere i funghi buoni da quelli velenosi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comprare arte antica torna a essere una buona idea, per almeno quattro valide ragioni (che non sapevamo gi\u00e0)<\/p>\n","protected":false},"featured_media":116588,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-116472","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/116472","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/116472\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116472"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116472"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116472"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}