{"id":116665,"date":"2022-09-13T21:01:43","date_gmt":"2022-09-13T19:01:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=116665"},"modified":"2022-09-13T21:03:43","modified_gmt":"2022-09-13T19:03:43","slug":"foulon-katambayi-walters-zahle-werner-brussels-gallery-weekend-2022","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/09\/13\/foulon-katambayi-walters-zahle-werner-brussels-gallery-weekend-2022\/","title":{"rendered":"Foulon, Katambayi, Walters, Zahle, Werner: Brussels Gallery Weekend 2022"},"content":{"rendered":"\n<p>La quindicesima edizione del Brussels Gallery Weekend ha inaugurato la nuova stagione con 47 <em>vernissage<\/em>, due mostre curate (dedicate agli emergenti) e una fitta serie di eventi collaterali. Le dimensioni monumentali della sede scelta quest&#8217;anno, l&#8217;ex zecca della banca nazionale belga, hanno rispecchiato le ambizioni architettoniche di molte gallerie di Bruxelles, soprattutto in relazione alle dimensioni della citt\u00e0. Per esempio, il nuovo quartier generale di Xavier Hufkens ci ha ricordato quanto per l&#8217;arte contemporanea la natura del &#8220;contenitore&#8221; sia determinante: la ristrutturazione del nuovo <em>white cube<\/em> di Hufkens &#8211; progetto degli architetti <a href=\"https:\/\/robbrechtendaem.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Robbrecht en Daem<\/a>, che all&#8217;inizio degli anni &#8217;90 si erano gi\u00e0 occupati di trasformare questa voluminosa magione cittadina in una galleria d&#8217;arte &#8211; conferma la natura apologetica di un contesto architettonico potente al punto da confinare l&#8217;arte chi qui si espone a un ruolo pericolosamente secondario. Ci\u00f2 detto, ecco cosa invece ci ricorderemo del Brussels Gallery Weekend di quest&#8217;anno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1251\" height=\"1877\" data-id=\"116685\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/DEP-OF-0011_detail.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116685\"\/><figcaption>Olivier Foulon, &#8220;N(2)&#8221; (detail), 2021\/2022, A4 b\/w xerox copy, passe-partout , pencil, tape, museum-glass, ready-made frame, 72,8 x 52,8 cm, 28,66 x 20,79 in<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1184\" height=\"1737\" data-id=\"116686\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/DEP-OF-0011.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116686\"\/><figcaption>Olivier Foulon, &#8220;N(2)&#8221;, 2021\/2022, A4 b\/w xerox copy, passe-partout , pencil, tape, museum-glass, ready-made frame, 72,8 x 52,8 cm, 28,66 x 20,79 in<\/figcaption><\/figure>\n<\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-olivier-foulon-d-pendance\">Olivier Foulon, d\u00e9pendance<\/h3>\n\n\n\n<p>L&#8217;ultima personale di Olivier Foulon da d\u00e9pendance \u00e8 la terza parte di una serie di mostre di cui fanno parte anche quelle da Galerie Clages (Colonia) e all&#8217;Alma Sarif (Bruxelles). L&#8217;artista ridistribuisce i termini formali della storia dell&#8217;arte, in questo caso attraverso le forme di Picasso e Delacroix. Foulon mostra una serie di schizzi tratti dal proprio taccuino e ispirati alle <em>Femmes d&#8217;Alger<\/em> di Picasso, a loro volta ispirate da Delacroix. I piccoli schizzi sono collocati in cornici bianche, circondati da generosi <em>passe-partout<\/em>. A volte gli studenti d&#8217;arte imparano a conoscere l&#8217;arte copiando le opere che ne hanno fatto la storia: chi non ne ha incontrato uno, armato di lapis e taccuino? Tuttavia, non \u00e8 il caso di attribuire a Foulon un debito verso la semplicit\u00e0 di questo antico processo di apprendimento. L&#8217;artista \u00e8 infatti pi\u00f9 interessato a scherzare con storia, piuttosto che a usarla come strumento di illuminazione. Anche se l&#8217;autorit\u00e0 dei cosiddetti &#8220;maestri&#8221; \u00e8 fuori discussione &#8211; criticarli diventa facilmente luogo comune &#8211; Foulon tira la giacca agli antichi quel tanto che basta per farci entrare nel mondo della satira concettuale, con nuovo piacere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1365\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/L8I5330_larg.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116669\"\/><figcaption>Jean Katambayi Mukendi, <em>f&#8217;low<\/em>, installation view, Waldburger Wouters, Brussels. Courtesy of Waldburger Wouters and the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-jean-katambayi-mukendi-da-waldburger-wouters\">Jean Katambayi Mukendi da Waldburger Wouters<\/h3>\n\n\n\n<p>Seguiamo da tempo la pratica del congolese Jean Katambayi Mukendi. I nostri lettori ricorderanno l&#8217;intervista che gli abbiamo fatto nel 2021 (<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2021\/03\/23\/some-jean-katambayi-mukendi-so-far\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link<\/a>) e ci\u00f2 che su di lui ci ha detto Kasper Bosmas a proposito della mostra collettiva che Bosmans stesso ha curato da Gladstone, a Bruxelles nel 2018 (<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/07\/10\/kasper-bosmans\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link<\/a>). La personale da Waldburger Wouters segna in qualche modo l&#8217;inizio del rapporto tra l&#8217;artista e la galleria belga. In mostra notiamo il parabrezza tempestato di oggetti, gi\u00e0 parte della serie presentata da SALTS, a Basilea: un &#8220;guasto&#8221; tecnologico diventa il supporto su cui sperimentare nuovi modi di intendere la tecnologia, o semplicemente leggere il presente del mondo. L&#8217;opera principale, <em>The Concentrator<\/em> (2022), \u00e8 un&#8217;interpretazione personale di una macchina per la raffinazione dei minerali. Nel testo della mostra, a firma di Martin Germann, l&#8217;opera diventa una metafora di connessione. Cose che generalmente non si vedrebbero diventano visibili in una scatola condivisa che assomiglia al cestello della lotteria, suggerendo che, in questo universo, il caso governa sia l&#8217;unione che la separazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1353\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/Portrait-Frank-Walter-ca-1989.jpg\" alt=\"Brussels Gallery Weekend\" class=\"wp-image-116657\"\/><figcaption>Frank Walter, ca 1989. Courtesy of Xavier Hufkens.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Frank Walter, Xavier Hufkens<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>Materiale d&#8217;archivio e alcuni dipinti di piccole dimensioni, esposti sia all&#8217;interno della galleria che nella vetrina esterna, alimentano questa presentazione museale, ma di dimensioni ridotte, dell&#8217;opera di Frank Walter. La mostra \u00e8 curata da Barbara Paca e Nina Khrushcheva, studiose dell&#8217;opera di Walter, che hanno fatto luce su decenni di produzione artistica e avvincenti visioni intellettuali. Walter \u00e8 nato a Horsford Hill, Antigua, nel 1926, ed \u00e8 stato attivo fino alla morte, sopraggiunta nel 2009. La sua storia \u00e8 un percorso di rilevanza sociale e psicologica, per un mondo che va ben oltre quello dell&#8217;artista. In momenti diversi, Frank Walter \u00e8 stato un uomo di colore che gestiva una piantagione di zucchero, un viaggiatore alla ricerca di s\u00e9 stesso (che sosteneva i diritti civili), e un eremita solitario impegnato a rappresentare attraverso l&#8217;arte il proprio cosmo. I dipinti in mostra sono per la maggior parte vedute dei paesaggi di Antigua; il materiale d&#8217;archivio comprende spartiti di musica, poesie e immagini fotografiche. Tra le numerose mostre allestite dopo la sua morte vale la pena ricordare quella del Padiglione di Antigua e Barbuda alla Biennale di Venezia del 2017.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1366\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/MZ_TURN_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-116683\"\/><figcaption>Maria Zahle, <em>Turn, Turn, Turn<\/em>, installation view, Arcade Brussels, 2022. Copyright the artist, courtesy of Arcade London &amp; Brussels.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Maria Zahle, Arcade<\/h3>\n\n\n\n<p>La mostra personale di Maria Zahle da Arcade segna un passo laterale rispetto alla morbida linea poetica tracciata sino ad oggi dall&#8217;artista danese. Gli elementi in campo evocano un&#8217;ampia gamma di possibilit\u00e0 emotive che derivano dall&#8217;uso pi\u00f9 diretto dei materiali di base, ossia colore e carta. L&#8217;artista produce i pigmenti con sostanze organiche coltivate nel suo giardino, a Copenhagen, mentre la geografia del suo delicato vocabolario di forme biotiche espande una conversazione con il pubblico iniziata molto tempo fa. Ma ecco che compare un nuovo ingrediente. \u00c8 derivato dall&#8217;esperienza personale di Zahle, e getta una luce specifica su questo nuovo gruppo di opere. Le immagini in bianco e nero della scultrice danese Astrid Noack, amica della nonna dell&#8217;artista, portano la conversazione di cui dicevamo verso un terreno pi\u00f9 intimistico. Come nel dialogo tra Zahle e Phyllida Barlow che compare nel libro pubblicato di recente, in occasione della mostra alla Kunsthal Ronnebaeksholm (con Phyllida Barlow, Christine Clemmesen, Anthea Hamilton e Hannah Heilmann), Zahle si interroga sul suo essere artista: &#8220;Mi sento come intrappolata tra due generazioni. Tra il fingere di essere un uomo, lo stile maschile, e una persona di 30 anni che \u00e8 super aperta riguardo vita familiare. Ho una certa simpatia per le nuove generazioni, che non hanno paura di apparire vulnerabili&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2020\" height=\"1515\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/09\/DTLG_2022_Jasmin-Werner_there-in-spirit_HR_012.jpg\" alt=\"Brussels Gallery Weekend\" class=\"wp-image-116658\"\/><figcaption>Jasmin Werner, <em>there in spirit<\/em>, installation view, Damien &amp; The Love Guru, Brussels. Courtesy of Damien &amp; The Love Guru and the artist. Photo: Kristien Daem<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Jasmine Werner, Damien &amp; The Love Guru<\/h3>\n\n\n\n<p>I principali canali in cui scorre la pratica artistica di Jasmin Werner convergono in un&#8217;unica installazione nell&#8217;attuale mostra da Damien &amp; The Love Guru. Da un lato, l&#8217;artista filippino-tedesca prosegue con la visualizzazione del dualismo paradigmatico tra il Palazzo della Repubblica di Berlino, recentemente demolito, e l&#8217;iconica Burj Khalifa di Dubai, che contiene pezzi d&#8217;acciaio riciclati provenienti, appunto, dall&#8217;ex edificio socialista: nell&#8217;astrazione di Werner, certe &#8220;fette&#8221; trilobate dello spettacolare edificio arabo sono completate da fogli di plastica che riportano parti della pianta originale del Palazzo della Repubblica. Insieme a queste, Werner espone una serie di fotografie scultoree (le ricopre un sottile strato di pellicola per alimenti) che affrontano il tema degli immigrati filippini e del loro problematico rapporto con la famiglia d&#8217;origine; Werner racconta la storia di suo parente, un uomo gay che ora lavora a Dubai in un centro estetico per soli uomini. Sullo sfondo, due <em>wallpaper<\/em> attivano le pareti della galleria mescolando immagini di persone che &#8220;abitano&#8221; i due edifici in questione. &#8220;Mi piace quando le opere d&#8217;arte sono in grado di sollevare domande&#8221;, ci ha detto Werner durante l&#8217;inaugurazione. E noi continuiamo a volerne saperne di pi\u00f9.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando l&#8217;architettura della galleria non \u00e8 protagonista: cosa abbiamo preferito al Brussels Gallery Weekend di quest&#8217;anno<\/p>\n","protected":false},"featured_media":116684,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-116665","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/116665","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/116665\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/116684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=116665"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=116665"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=116665"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}