{"id":117112,"date":"2022-10-20T09:19:52","date_gmt":"2022-10-20T07:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=117112"},"modified":"2022-10-20T09:19:58","modified_gmt":"2022-10-20T07:19:58","slug":"olafur-eliasson-e-la-luce-nel-tempo-una-prospettiva-storico-artistica","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/10\/20\/olafur-eliasson-e-la-luce-nel-tempo-una-prospettiva-storico-artistica\/","title":{"rendered":"Olafur Eliasson e la luce (nel tempo): una prospettiva storico artistica"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Il significato simbolico della luce e l\u2019utilizzo in ambito artistico hanno radici lontane: fu l\u2019abate Suger (1081- 1151) che, nella ricostruzione dell\u2019abbazia di Saint-Denis rese la luce protagonista dell\u2019architettura gotica, in riferimento alle teorie neoplatoniche secondo le quali essa \u00e8 simbolo e manifestazione visibpaile del divino e tramite di elevazione spirituale (1). Le iconiche vetrate delle cattedrali rappresentano una rara tipologia di oggetto d\u2019arte illuminato dal retro, e sono l\u2019elemento con cui la luce confluisce dall\u2019esterno all\u2019interno dell\u2019edificio creando, come nella zona absidale di Santa Croce a Firenze, un arazzo luminoso e colorato. Poich\u00e9 la luce cambia nelle diverse ore della giornata, ed essendo modificata da differenti punti di vista di chi l\u2019osserva, dalle angolazioni dell\u2019illuminazione e dalle condizioni atmosferiche, ne derivano opere d\u2019arte mutevoli, in divenire (2) come le installazioni di Eliasson.<\/p>\n\n\n\n<p>A partire dagli anni Venti e Trenta del Quattrocento, l\u2019interesse fiorentino per la luce e per il suo significato simbolico travalica l\u2019architettura e assume un forte rilievo in pittura anche per i nuovi rapporti e confronti con l\u2019arte fiamminga, come attesta il De Pictura di Leon Battista Alberti (3). Pittori come Beato Angelico (1395- 1455) e Piero della Francesca (1412-1492) sono infatti da inserire nella corrente della cosiddetta \u201cpittura di luce\u201d, una definizione coniata per descrivere un breve ma importante momento dell\u2019arte a Firenze intorno alla met\u00e0 del secolo, in cui i colori \u00absi imperlano di luce e la prospettiva diventa uno spettacolo per gli occhi. La pittura si fa chiara, come il cielo quando \u00e8 sereno, come l\u2019aria quando \u00e8 primavera, e perfino le ombre diventano nitide e trasparenti\u00bb (4).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1749\" height=\"1399\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/La_Anunciacion_de_Fra_Angelico.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117114\"\/><figcaption>Beato Angelico, Annunciazione, ante 1435, tempera on board, cm 154 x 194, Museo Nacional del Prado, Madrid.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Un raggio divino scende dall\u2019alto nell\u2019Annunciazione dipinta dall\u2019Angelico per il convento di San Domenico di Fiesole (1425-1426 circa) (5), simbolo dell\u2019incarnazione di Cristo nel ventre della Madonna, mentre una luce pi\u00f9 terrena entra anche dalla finestrina del vano sul fondo. Ugualmente alludente al miracoloso concepimento di Maria, \u00e8 la luce proiettata dalla finestra nella Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Nella stanza sul fondo che si apre oltre il portale in pietra serena, Piero, consapevole dei fenomeni ottici e prospettici, rende reale, e insieme metaforico, il pulviscolo atmosferico del fascio luminoso dalla tonalit\u00e0 dorata che si rifrange sul muro, scompartito dalle piombature del vetro, in modo simile all\u2019effetto di <em>Triple window projection<\/em> (1999) di Eliasson e di <em>Triple seeing survey<\/em> (2022), ma gi\u00e0 presente in <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK101389\/love-sees-with-eyes-not-with-mind\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Love sees with eyes, not with mind<\/a><\/em> (1999) (6).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1366\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/1DS_09975\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117134\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Triple seeing survey, 2022, 3 faretti, supporti a parete, dimensioni variabili; Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York \/ Los Angeles.<br><br>La luce di tre faretti posizionati sul lato opposto del cortile si schiude nella sala attraversando le grandi finestre alterate nella loro dimensione originale. Il risultato \u00e8 la proiezione di una griglia luminosa sulla parete: una serie di illusorie finestre in cui emergono le imperfezioni delle antiche vetrate. Attraversando lo spazio i visitatori si trovano cos\u00ec all\u2019interno di un dialogo tra luci artificiali e naturali, spazi e aperture reali o solo proiettati. Caratteristico di Palazzo Strozzi \u00e8 il rapporto tra spazio interno ed esterno grazie alle grandi finestre che, affacciandosi sul cortile, illuminano le sue sale in modo sempre diverso nel passare delle ore di una giornata. Eliasson intercetta questa dinamica dell\u2019architettura con un intervento che espressamente utilizza la fisicit\u00e0 delle vetrate, con le loro legature a piombo che distribuiscono la fonte luminosa in riquadri. Le luci rendono visibili le irregolarit\u00e0 del materiale: bolle, graffi, polvere ne evidenziano la matericit\u00e0 consentendo ai visitatori di prendere coscienza del vetro come membrana che separa l\u2019interno dall\u2019esterno. Questa superficie \u201cmediatrice\u201d ha una fondamentale funzione protettiva, ma consente anche la comunicazione visiva.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche Filippo Lippi (1406-1469) ebbe un ruolo nell\u2019affermazione di questa pittura \u00abtangibile e trasparente\u00bb legata alla luce, di cui esempio lampante \u00e8 la \u201cguastada\u201d in vetro dell\u2019Annunciazione Martelli, con i riflessi degli ambienti circostanti e l\u2019ombra portata proiettata sul pavimento. Questo prisma allude ancora una volta all\u2019Immacolata Concezione come metafora della luce che attraversa il vetro lasciandolo intatto (7): l\u2019immagine ricorda visivamente gli effetti delle opere di Eliasson, il quale per\u00f2 \u00e8 interessato alla percezione dello spettatore, concentrandosi sull&#8217;immanenza e la correlazione, non sulla trascendenza e sul divino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1742\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/Madonna_di_Senigallia_2020.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117115\"\/><figcaption>Piero Della Francesca, Madonna di Senigallia, oil on wood, cm 61 x 53. Galleria Nazionale delle Marche Urbino.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Diverse opere di Eliasson fatte di luce, come <em>Tomorrow<\/em> (2022), si caratterizzano anche per la presenza di ombre, un elemento che ha interessato e coinvolto profondamente gli artisti, seppur in modi diversi, nei differenti momenti storici (8). All\u2019ombra si fa addirittura risalire la nascita del disegno, fondamento dell\u2019arte fiorentina, secondo la leggenda tramandata dalla Naturalis Historia di Plinio che Giorgio Vasari (1511-1574) ha voluto affrescare nella Sala Grande della propria residenza fiorentina: un ragazzo \u00e8 inginocchiato davanti a una lampada e ripassa con un pezzo di carbone la propria ombra (9). Rifacendosi a una definizione di Filippo Baldinucci (1624-1696) (10), l\u2019ombra \u201cpropria\u201d \u00e8 quella che la luce genera sugli oggetti in quelle parti che raggiunge con minore intensit\u00e0, mentre l\u2019ombra \u201cportata\u201d \u00e8 quella che gli oggetti proiettano sulle superfici dalla parte opposta a quella illuminata e che ha un ruolo fondamentale nella resa dello spazio e della luce. Spesso le \u201combre portate\u201d hanno anche un significato simbolico, come dimostra quella proiettata da san Pietro che al proprio passaggio guarisce un malato, in una delle storie della Cappella Brancacci dipinta da Masaccio (1401-1428).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1366\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/6DS_00038\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117116\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Tomorrow, 2022, 3 faretti, supporti a parete, schermo da retroproiezione, filtri di vetro colorato, dimensioni variabili; Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York \/ Los Angeles.<br><br>La luce proiettata attraverso le bifore di Palazzo Strozzi da un edificio posto sul lato opposte della strada crea una sequenza di finestre colorate su uno schermo che divide in due la sala. Speciali filtri collocati sui faretti producono una delicata dissolvenza, che ricorda un tramonto o un&#8217;alba. I visitatori che entrano nella sala possono scorgere le sagome e le caviglie delle persone che si trovano dall\u2019altra parte dello schermo, anche se non risulta immediatamente chiaro come si acceda a questo spazio, fino a che non si entra nella sala successiva. L\u2019opera riflette il profondo interesse di Eliasson per gli effetti atmosferici della luce, che qui si traduce in una decostruzione fisica e visiva di Palazzo Strozzi come architettura di luce mutevole e cangiante in cui il pubblico \u00e8 chiamato a diventare protagonista.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La ricerca di Eliasson sulle ombre pu\u00f2 essere accostata, ancora una volta, a quella di Leonardo, cui si devono folgoranti intuizioni e i primi esperimenti con proiezioni su superfici bianche della luce solare riflessa da superfici colorate. Cos\u00ec, nel Trattato della pittura, Leonardo teorizza una colorazione verde ottenuta su un corpo bianco mescolando riflessi gialli e blu e una superficie colorata in azzurro, che riflette la luce solare (trasformandola in azzurra), su un corpo giallo che si tingerebbe cos\u00ec di verde. Un disegno del Codex Atlanticus (f. 277v) rappresenta il tentativo di proiettare su una sfera bianca luci colorate differenziando gli effetti di ciascuna luce e delle varie combinazioni (11). Questi studi leonardeschi ricordano opere come <a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK100100\/your-uncertain-shadow-colour\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><em>Your uncertain shadow (colour)<\/em> (2010)<\/a>, in cui Eliasson dirige faretti colorati allineati sul pavimento su una parete bianca: i colori si combinano per illuminare la parete con una luce bianca brillante. Quando il visitatore entra nello spazio la sua ombra proiettata, ostacolando ogni luce colorata da un\u2019angolazione leggermente diversa, appare sulla parete come una serie di sagome di colori differenti. Oltre all\u2019ombra scura creata dove le luci incontrano un ostacolo, i colori delle altre ombre riflettono le propriet\u00e0 del colore additivo; mentre i visitatori si muovono nello spazio, avvicinandosi e allontanandosi dalle luci, le sagome cambiano di intensit\u00e0 e scala cromatica.<\/p>\n\n\n\n<p><em>[<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/04\/13\/olafur-eliasson-im-interested-in-how-culture-actually-creates-the-world-a-quasi-political-interview\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui<\/a> la nostra intervista con Olafur Eliasson, Ndr]<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se la luce \u00e8 elemento primario nella pittura rinascimentale, anche i colori, esaltati proprio dalla luminosit\u00e0, hanno un forte significato simbolico. Per Tommaso d\u2019Aquino (1225-1274) i colori, a seconda della diversa quantit\u00e0 di luce che assorbono e riflettono, mostrano la differente partecipazione all\u2019essenza divina: \u00e8 il motivo dei bianchi usati dai pittori nei secoli per raffigurare le vesti di Cristo e gli aloni luminosi che circondano i santi. Se l\u2019Angelico utilizza pigmenti brillanti e materiali preziosissimi, Piero della Francesca, che fa un uso precoce dell\u2019olio, utilizza un approccio pi\u00f9 consapevolmente scientifico, usando colori bilanciati e complementari. Analogamente a Piero, l\u2019interesse di Eliasson per le teorie legate al colore e alla sua percezione \u00abderiva principalmente dalla ricerca sulle modalit\u00e0 di funzionamento dell\u2019occhio e sui modi in cui si pu\u00f2 utilizzare il colore per esplorare le differenze in ci\u00f2 che vediamo\u00bb (12). Cos\u00ec si \u00e8 impegnato in un progetto per definire una nuova teoria dei colori basata su quelli prismatici e ha iniziato questi esperimenti lavorando con un chimico del colore per mescolare nella vernice un colore esatto per ogni nanometro di luce nello spettro visibile e ha utilizzato questa tavolozza per realizzare dei dipinti noti come <em>Colour experiment paintings<\/em> nati talvolta dalla tavolozza di artisti del passato come Joseph Mallord William Turner (1775-1851), Caspar David Friedrich (1774-1840) o Claude Monet (1840-1926).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1386\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/IMG_MDA122852_1600px.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117135\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Colour experiment no. 108, 2020. Courtesy of Olafur Eliasson Studio, Berlin.\nStudio Olafur Eliasson\nPhoto: Jens Ziehe.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche <em>Room for one colour<\/em> (1997), che attraverso lampade con luce mono-frequenza annulla ogni percezione del colore trasformando ai nostri occhi il mondo in monocromo, come se fossimo in un dipinto a grisaille (13), si basa su studi dedicati a questo tipo di ricerche. Secondo Eliasson, inoltre, l\u2019esperienza \u00abdi trovarsi in uno spazio monocromo varia certamente a seconda del visitatore, ma l\u2019impatto pi\u00f9 evidente della luce gialla \u00e8 la consapevolezza che la nostra percezione venga assorbita: diventiamo consapevoli dell\u2019esistenza di un filtro rappresentativo, improvvisamente ci accorgiamo che la nostra vista semplicemente non \u00e8 oggettiva e con ci\u00f2 riusciamo a vedere noi stessi sotto una luce diversa (14)\u00bb. Con questa opera Eliasson coinvolge i visitatori, facendoli partecipi del suo lavoro attraverso esperienze in grado di stimolare emozioni, riflessioni sulla relazione con l\u2019ambiente e sul rapporto con l\u2019arte e l\u2019architettura, salvaguardando la soggettivit\u00e0 contro ogni rischio di omologazione, secondo l\u2019idea del \u201cseeing yourself sensing\u201d che si applica perfettamente in tutto il percorso di Nel tuo tempo (<a href=\"https:\/\/www.palazzostrozzi.org\/archivio\/mostre\/olafur-eliasson\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Palazzo Strozzi, 2022<\/a>).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1365\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/24DSC04967\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117119\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Room for one colour, 1997, luci mono-frequenza, dimensioni variabili, Angsuvarnsiri Collection; Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze.<br><br>Le luci mono-frequenza collocate sul soffitto della sala emettono una ristretta gamma di luce gialla che limita la percezione del colore dei visitatori alle tonalit\u00e0 del giallo e del nero. Nelle parole dell\u2019artista stesso, l\u2019esperienza \u201cdi trovarsi in uno spazio monocromo varia certamente a seconda del visitatore, ma l\u2019impatto pi\u00f9 evidente della luce gialla \u00e8 la consapevolezza che la nostra percezione venga assorbita: diventiamo consapevoli dell\u2019esistenza di un filtro rappresentativo, improvvisamente ci accorgiamo che la nostra vista semplicemente non \u00e8 oggettiva e con ci\u00f2 riusciamo a vedere noi stessi sotto una luce diversa\u201d. Pi\u00f9 tempo si trascorre in questo spazio, pi\u00f9 si cominciano a percepire le sottili variazioni di colore e l\u2019occhio inizia ad adattarsi alla luce giallastra. All\u2019uscita per un istante si percepir\u00e0 un\u2019immagine residua bluastra.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019uso dello specchio, che nella mostra di Palazzo Strozzi Eliasson utilizza diffusamente in diverse opere, tra cui <em>Red window semicircle<\/em> (2008), <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK110143\/solar-compression\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Solar compression<\/a><\/em> (2016), <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK110902\/how-do-we-live-together\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">How do we live together?<\/a><\/em> (2019), ha una lunga tradizione in arte e a Firenze un ruolo fondamentale nella storia della prospettiva, visto che gi\u00e0 Filippo Brunelleschi (Firenze 1377-1446) utilizz\u00f2 uno specchio, parte di un sistema ottico che ricorda quello di <em>Your circumspection disclosed<\/em> (1999), nelle prime tavolette prospettiche, oggi perdute, raffiguranti il Battistero di San Giovanni e il Palazzo della Signoria. Da effetti specchianti dipende anche <em>How do we live together? <\/em>(2019) \u2013 basata su una composizione doppiamente circolare, costituita da una struttura in metallo a semicerchio intersecata a una grande superficie specchiante sul soffitto nella quale essa si riflette \u2013 che, mentre coinvolge i visitatori all\u2019interno dell\u2019opera, crea un effetto di \u201csfondamento barocco\u201d dei volumi della sala.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1365\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/34DSC04826\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117137\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, How do we live together?, 2019, acciaio inox, vernice (nera), lamina a specchio, cm 476 x 680 x 680; cm 476 x 952 x 7,6; Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York \/ Los Angeles.<br><br>Un arco semicircolare nero \u00e8 montato su uno specchio sul soffitto, dal quale si estende fino a toccare il pavimento. Unita al proprio riflesso, questa forma crea l\u2019illusione di un gigantesco anello che attraversa la superficie dello specchio per congiungere lo spazio reale della sala con lo spazio riflesso. L\u2019esperienza dell\u2019opera \u00e8 di disorientamento: i visitatori si scorgono capovolti, sospesi nello specchio che li sovrasta, partecipi dello spazio creato dall\u2019anello che costituisce un ponte tra questi due mondi.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche i dispositivi ottici che frammentano e moltiplicano i riflessi, come<a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK100973\/colour-vision-kaleidoscope\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"> <em>Colour spectrum kaleidoscope<\/em><\/a> (2003) e <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK110990\/firefly-double-polyhedron-sphere-experiment\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Firefly double-polyhedron sphere experiment<\/a> <\/em>(2020), rappresentano un importante ambito dell\u2019indagine artistica di Eliasson. Nonostante siano rivolti all\u2019esplorazione sensoriale piuttosto che a quella dei cieli, sembrano discendere da quegli strumenti scientifici dalle forme mirabolanti, come le sfere armillari, gli astrolabi, i cannocchiali e i telescopi inventati e utilizzati da scienziati pionieri come Galileo (1564-1642) o Evangelista Torricelli (15) (1608-1647) le cui ricerche hanno avuto il loro centro proprio a Firenze.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1365\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/6DSC09832\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117128\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Red window semicircle, 2008, specchio, faretto, treppiede, filtro di vetro colorato (rosso), dimensioni variabili, Ed. 1\/3, Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York \/ Los Angeles.<br><br>Un faretto, la cui luce \u00e8 filtrata da un filtro di vetro colorato rosso, illumina un piccolo specchio. Lo specchio taglia a met\u00e0 il cerchio di luce cos\u00ec che uno dei due semicerchi \u00e8 visibile appena al di sotto della superficie riflettente, mentre l\u2019altra met\u00e0 si riflette in essa ed \u00e8 proiettata, ingrandita, sulla parte inferiore della parete opposta. Si viene cos\u00ec a creare un piccolo tramonto, che ricorda il famosissimo The weather project, presentato alla Tate Modern di Londra nel 2003.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Anche <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK101003\/the-weather-project\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">The weather project<\/a><\/em> (2003), la fortunatissima installazione realizzata per la Turbine Hall della Tate Modern di Londra, si avvaleva di un enorme soffitto di specchi per creare \u2013 insieme a uno schermo semicircolare e a una nebbia artificiale \u2013 l\u2019illusione di un sole, di un gigantesco e infinito tramonto percepito attraverso la caligine. Un\u2019immagine potente che rimandava alla percezione individuale della natura e degli eventi atmosferici, ma che \u2013 ripensata dalla situazione attuale \u2013 poteva evocare temi come quello del cambiamento climatico.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019essere vissuto a certe latitudini, tra l\u2019Islanda e la Danimarca, ha fatto crescere in Eliasson una forte sensibilit\u00e0 per i fenomeni naturali protagonisti di <em>Din blinde passager<\/em> (Your blind passenger, 2010), dove una nebbia diffusa in un ambiente lungo e stretto e illuminata da una sequenza di luci colorate, acceca i visitatori richiedendo loro di fare affidamento su altri sensi per orientarsi. Capostipite di questo genere di installazioni atmosferiche nel corpus di Eliasson \u00e8 la poetica <em>Beauty<\/em> (1993) (in mostra), nella quale, a seconda del punto di vista da cui la osserva, ciascuno potr\u00e0 trovare il proprio arcobaleno. L\u2019opera \u00e8 legata al vissuto di ognuno, come suggerisce anche il titolo della mostra, Nel tuo tempo, che allude non solo alla relazione individuale con l\u2019esperienza ma anche alle condizioni atmosferiche e climatiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2048\" height=\"1365\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/4DSC00453\u00a9photoElaBialkowskaOKNOstudio.jpg\" alt=\"La mostra Nel tempo (Palazzo Strozzi, Firenze) porta Olafur Eliasson a confrontarsi con il passato umanistico e rinascimentale della luce\" class=\"wp-image-117129\"\/><figcaption>Olafur Eliasson, Beauty, 1993, faretto, acqua, ugelli, legno, tubo flessibile, pompa, dimensioni variabili; Nel tuo tempo, Palazzo Strozzi, Firenze. Courtesy of the artist; neugerriemschneider, Berlin; Tanya Bonakdar Gallery, New York \/ Los Angeles.<br><br>Fasci di luce colorata brillano in una cortina di nebbia. Questo effetto \u00e8 creato dalla luce proiettata da un faretto posizionato secondo una specifica angolazione, che si rifrange e si riflette nelle gocce d\u2019acqua, incontrando l\u2019occhio dei visitatori. L\u2019arcobaleno che si crea cambia a seconda della posizione di chi l\u2019osserva: nessun visitatore vedr\u00e0 lo stesso arcobaleno. Come Eliasson stesso afferma: \u00absi tratta di oscillare avanti e indietro tra due posizioni: vedere l\u2019arcobaleno, non vedere l\u2019arcobaleno, vedere e non vedere\u00bb. Beauty incarna una fondamentale idea alla base della sua ricerca: ogni spettatore \u00e8 sempre anche co-produttore dell\u2019opera d\u2019arte.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Di fronte a effetti visivi come quelli appena descritti in <em>Beauty<\/em>, il pensiero va ancora una volta a Leonardo, al suo interesse per i fenomeni atmosferici e per la loro raffigurazione, che emerge in numerosi capitoli del Trattato della pittura (16), e anche al \u201cvelo atmosferico\u201d, ottenuto nei dipinti con la graduazione infinitesimale delle vibrazioni luministiche. Leonardo scrive della prospettiva aerea e della \u00abgran quantit\u00e0 dell\u2019aria che vi si trova infra l\u2019occhio tuo e dette montagne\u00bb che paiono \u00abazzurre quasi del colore dell\u2019aria, quando il sole \u00e8 per levante\u00bb (17) e della componente acquatica che pervade l\u2019atmosfera.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1151\" height=\"874\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/10\/P13_3a_Windsor_12378-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-117130\"\/><figcaption>eonardo da Vinci, Vortice (Diluvio), 1512-1516 circa, Windsor, Royal Library.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>All\u2019interesse di Leonardo per l\u2019acqua, ai suoi studi sui fiumi come le osservazioni per rendere navigabile l\u2019Arno o per regolamentare i corsi d\u2019acqua lombardi, fa da contraltare <em><a href=\"https:\/\/olafureliasson.net\/archive\/artwork\/WEK101541\/green-river\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Green River<\/a><\/em> (dal 1998 al 2001) nella quale Eliasson utilizza l\u2019uranina per colorare di verde i fiumi di diverse citt\u00e0 per attirare l\u2019attenzione sul rapporto uomo-ambiente, mentre la fascinazione per le cascate, descritte nel Codex Atlanticus (18), rinvia ad alcune delle opere pi\u00f9 famose di Eliasson, come le grandi waterfall costruite lungo l\u2019East River (2008), a Versailles (2016) o alla Tate Modern (2019). Negli ultimi anni di vita Leonardo disegn\u00f2 in modo ossessivo vortici e tempeste che travolgono un paesaggio. In un foglio che raffigura una montagna che sta per crollare su una citt\u00e0, in una spirale terribile di energia, l\u2019analisi scientifica dei moti acquosi cede il passo a un senso di precariet\u00e0 di fronte alla potenza della natura. Ritroviamo questo tema anche in Eliasson, aggiornato e legato all\u2019impellente drammaticit\u00e0 dei cambiamenti climatici che stiamo vivendo e alla volont\u00e0 di sensibilizzare il pubblico sul tema del riscaldamento globale, reso evidente dall\u2019agonia dei ghiacciai che si stanno sciogliendo. L\u2019artista ha dedicato a questa denuncia la celebre e controversa installazione <em>Ice Watch<\/em>, portando a Copenaghen, Parigi e Londra dodici o ventiquattro grandi blocchi di ghiaccio gi\u00e0 staccati dalla calotta glaciale della Groenlandia, e rendendo concreto e visibile a tutti il problema del global warming.<\/p>\n\n\n\n<p>Si potrebbe continuare con queste analogie ma non vorrei spingere Eliasson verso un tempo che non gli appartiene. Come gi\u00e0 l\u2019artista ha precisato:<\/p>\n\n\n\n<p>Leonardo e il Rinascimento hanno reso visibile il mondo, ma operavano in un\u2019era centralizzata, con ruoli gerarchici e militari del sapere [\u2026]. Leonardo studiava la meccanica dei muscoli e dell\u2019arte, a me interessa pi\u00f9 il riflesso psico-sociale dell\u2019arte e della natura. Per questo costruisco ponti e facciate di edifici che abbattono la distanza tra la gente e favoriscono inclusione (19).<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">1 Cfr. tra l\u2019altro Erwin Panofsky, Suger, abate di Saint-Denis, traduzione italiana, Milano, Abscondita, 2018.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">2 Iko Takuma, La vetrata nella Toscana del Quattrocento, Firenze, Olschki, 2011.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">3 Paula Nuttall, Pittura degli antichi Paesi Bassi a Firenze: commentatori, committenti e influsso, in Firenze e gli antichi Paesi Bassi, 1430-1530, dialoghi tra artisti: da Jan van Eyck a Ghirlandaio, da Memling a Raffaello\u2026, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, 20 giugno-26 ottobre 2008), a cura di Bert W. Mejer, Livorno, Sillabe, 2008, pp. 22-37.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">4 Luciano Bellosi, Introduzione, in Pittura di luce. Giovanni di Francesco e l\u2019arte fiorentina di met\u00e0 Quattrocento, catalogo della mostra (Firenze, Casa Buonarroti, 16 maggio-20 agosto) a cura di Luciano Bellosi, Milano, Olivetti-Electa 1990, pp. 11-12.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">5 Cfr. Fra Angelico \u201cThe Annunciation Altarpiece\u201d in the Museo del Prado, curated by Carl Brandon Strehlke, Madrid, Museo Nacional del Prado, 2019.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">6 Luciano Bellosi, Sulla formazione fiorentina di Piero della Francesca in Una scuola per Piero. Luce, colore e prospettiva nella formazione fiorentina di Piero della Francesca, catalogo della mostra (Firenze, Galleria degli Uffizi, 1992) a cura di Luciano Bellosi, Venezia, Marsilio, 1992, pp. 43-44.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">7 Sebbene a lungo Lippi non sia stato inserito tra gli artisti \u201cluminosi\u201d, soprattutto a motivo delle opere degli anni maturi, \u00e8 ormai accertato che l\u2019artista ha giocato un ruolo chiave nello sviluppo della \u201cpittura di luce\u201d, cfr. Neville Rowley, Una pittura di luce, in Intorno all\u2019Annunciazione Martelli di Filippo Lippi. Riflessioni dopo il restauro, a cura di Monica Bietti, Firenze, Mandragora 2018, pp. 155-163: 159.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">8 Cfr. tra l\u2019altro Ernst H. Gombrich, Ombre. La rappresentazione dell\u2019ombra portata nell\u2019arte occidentale, nuova edizione con introduzioni di Nicholas Penny e Neil McGregor, Torino, Einaudi, 2017 e Victor Stoichita, A Short History of the Shadow, Reaktion Books, London 1997, (ed. it. Breve storia dell\u2019ombra: dalle origini della pittura alla Pop Art, Milano, Il Saggiatore, 2015).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">9 Cfr. tra l\u2019altro Eliana Carrara, Plinio e l\u2019arte degli antichi e dei moderni. Ricezione e fortuna dei libri XXXIV-XXXVI della \u201cNaturalis Historia\u201d nella Firenze del XVI secolo (dall&#8217;Anonimo Magliabechiano a Vasari), in \u00abArchives Internationales d\u2019Histoire des Sciences\u00bb, 61, 166-167, 2011, pp. 367-381: 372; Lorenzo Ratto, La notte moderna. Pittura dell\u2019oscurit\u00e0 nel Cinquecento, Universit\u00e0 di Genova, tesi per il conseguimento del titolo di Dottorato di Ricerca in Studio e Valorizzazione del Patrimonio Storico, Artistico-architettonico e Ambientale, 2020, pp. 115-117.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">10 Filippo Baldinucci, Vocabolario toscano dell\u2019arte del disegno, Firenze, per Santi Franchi al segno della Passione, 1681, p. 111. L\u2019ombra portata viene chiamata \u00absbattimento\u00bb. da Baldinucci<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">11 Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, paragrafi 162 e 163. Cfr. tra l\u2019altro Corrado Maltese, Leonardo e la teoria dei colori, in \u00abR\u00f6misches Jahrbuch f\u00fcr Kunstgeschichte\u00bb, 20 (1983), pp. 209-219: 214.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">12 Studio Olafur Eliasson. An Encyclopedia, Taschen, 2012, p. 95.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">13 Monochrome: Painting in Black and White, (London, National Gallery, 30 October 2017 &#8211; 18 February 2018), London, National Gallery Company Limited, 2017.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">14 Qualche idea sul colore, in Leggere \u00e8 respirare 2021 cit., pp. 47-57: 47-49.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">15 Cfr. tra l\u2019altro in Galileo. Immagini dell\u2019universo dall\u2019antichit\u00e0 al telescopio, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 13 marzo &#8211; 30 agosto 2009), a cura di Paolo Galluzzi, Firenze, Giunti, 2009, pp. 247-253; 307-322; 347-349. Sulla lente cfr. p. 349.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">16 Il trattato \u00e8 stato redatto dopo la sua morte, intorno al 1540, sulla base di suoi appunti, cfr. Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, II, parte III, capitoli 452, 457-460.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">17 Leonardo da Vinci, Trattato della pittura, II, capitolo 258.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">18 Trattato delle acque, Windsor, Royal Library, cfr. Carlo Pedretti, The Drawings and Miscellaneous Papers of Leonardo Da Vinci in the Collection of Her Majesty the Queen at Windsor Castle: Landscapes, plants and water studies, Windsor, Johnson Reprint Company, 1982.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">19 <a href=\"https:\/\/espresso.repubblica.it\/plus\/articoli\/2015\/11\/30\/news\/intervista-a-olafur-eliasson-1.238829\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Stefano Savastano, Olafur Eliasson si racconta, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 3 dicembre 2015.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La mostra Nel tuo tempo (Palazzo Strozzi, Firenze) porta Olafur Eliasson a confrontarsi con il passato umanistico e rinascimentale della luce<\/p>\n","protected":false},"featured_media":117131,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-117112","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/117112","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/117112\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/117131"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117112"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117112"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117112"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}