{"id":118043,"date":"2022-12-06T09:42:08","date_gmt":"2022-12-06T08:42:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=118043"},"modified":"2022-12-07T07:28:35","modified_gmt":"2022-12-07T06:28:35","slug":"nina-zeljkovic-e-i-modi-di-contestare-la-prospettiva","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2022\/12\/06\/nina-zeljkovic-e-i-modi-di-contestare-la-prospettiva\/","title":{"rendered":"Nina Zeljkovi\u0107 e i modi di contestare la prospettiva"},"content":{"rendered":"\n<p>Seguo da tempo il lavoro di Nina Zeljkovi\u0107 &#8211; nata nel 1985 in Serbia, ma divisa tra Amburgo e Berlgrado -, ma l&#8217;ho vista per la prima volta dal vivo quest&#8217;anno a Torino, ad Artissima. I suoi dipinti erano esposti da Eugster || Belgrado, insieme a opere di Sa\u0161a Tka\u010denko. Tele sagomate e incorniciate, alcune di grandi dimensioni, a tecnica mista, tutte del 2022, tutte strettamente interconnesse al pubblico. C&#8217;\u00e8 da chiedersi quale sia la ricerca che sottenda il lavoro, una ricerca chiaramente non limitata alla sfera pittorica. Ne ho parlato con l&#8217;artista, per scoprire aspetti di cui non sapevo. Avvertendo l&#8217;assenza di un vero e proprio dibattito artistico nella Belgrado negli anni &#8217;90 e &#8217;00, Nina Zeljkovi\u0107 sottolinea come la pittura abbia bisogno di un punto d&#8217;accesso, che per lei sono state le classi di Jutta Koether ad Amburgo, nel 2015.  L&#8217;esperienza tedesca le ha aperto gli occhi. Oggi le manca il modo in cui si discuteva d&#8217;arte in quel momento.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2079\" height=\"1498\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/I_5_Eugster_artissima_turin_2022-edit.jpg\" alt=\"Nina Zeljkovi\u0107\" class=\"wp-image-118029\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation view, Nina Zeljkovi\u0107, Artissima Torino,  2022. Courtesy of the artist and Eugster || Belgrade. Photo: Flavio Palasciano.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;arte di Nina Zeljkovi\u0107 ruota attorno al corpo, anche se questo non viene mai rappresentato. \u00c8 invece il suo potenziale a manifestarsi, in un cambiamento che spinge a interrogarsi su come la sua manifestazione si relazioni a spazio e immagine. Dice l&#8217;artista: &#8220;Tutto nasce dal disagio che provo nei confronti della rappresentazione. Volevo rompere con il flusso infinito di immagini, cos\u00ec mi sono avvicinata agli iconoclasti. Provo a riportare il corpo nello spazio reale sperimentandone la presenza nei dipinti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1966\" height=\"1311\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/6_Eugster_artissima_turin_2022.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-118026\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nina Zeljkovi\u0107,&nbsp;<em>Cave painting<\/em>, 2022, 150cm x 110cm. Mixed media.&nbsp;<em>Artissima Torino<\/em>,&nbsp;2022. Photograph by Flavio Palasciano. Courtesy of the artist and Eugster || Belgrade.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;accenno di Nina Zeljkovi\u0107 all&#8217;arte bizantina \u00e8 convincente, soprattutto riguardo all&#8217;idea di &#8220;prospettiva inversa&#8221;, un modello prospettico sviluppato nell&#8217;Impero Romano d&#8217;Oriente che \u00e8 anche uno strumento importante del canone ortodosso orientale. In questo paradigma le linee di proiezione che convergono &#8212; proprio come avviene nella prospettiva lineare &#8212; sono disegnate come linee divergenti rispetto all&#8217;orizzonte, raffigurando lo spazio cos\u00ec come si apre a chi osserva. Il punto di fuga non si trova all&#8217;interno dello spazio pittorico dunque, ma piuttosto al posto dello spettatore. &#8220;Questo di solito si spiega attraverso un modello occidentale &#8212; dice Nina Zeljkovi\u0107 &#8212; cio\u00e8 in relazione alla prospettiva del punto centrale; l&#8217;idea \u00e8 invece quella di offrire un altro o pi\u00f9 punti di vista. Si tratta piuttosto di una visione sintetica, in linea con l&#8217;idea di decentramento che mi sta a cuore; guardare l&#8217;immagine dal basso verso l&#8217;alto, resistere alla rappresentazione come modo per rompere con l&#8217;egemonia dell&#8217;immagine e, soprattutto, riportare il corpo nello spazio attraverso un punto di vista mobile e spazialmente situato&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/00015.00_03_56_11.Still004.jpg\" alt=\"Nina Zeljkovi\u0107\" class=\"wp-image-118028\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nina Zeljkovic, <em>Nave Nartex Navel<\/em>, (Video still) HD video 22 minutes Courtesy of artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nel 2021, durante la pandemia, Nina Zeljkovi\u0107 ha intrapreso un viaggio di 10594 kilometri attraverso la Turchia, visitando chiese iconoclaste, citt\u00e0 sotterranee e grotte di monaci paleocristiani. Il modo in cui le persone vivevano con e tra i dipinti, adornando le loro dimore con simboli e ornamenti, usandoli anche come segnali per i piccioni con i quali vivevano in modo simbiotico e sostenibile, le parlava di temi ricorrenti nell&#8217;immediatezza della pittura. La presenza simultanea del corpo dipinto e quella del pittore, per esempio, nel modo in cui la rappresentazione dipendeva dalla portata fisica dell&#8217;artista. Lo spazio ristretto di una grotta limitava di fatto l&#8217;estensione delle pennellate, e cos\u00ec faceva la lunghezza delle braccia del pittore.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2033\" height=\"1355\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/5_FD21870.jpg\" alt=\"Nina Zeljkovi\u0107\" class=\"wp-image-118025\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation view, Nina Zeljkovic, <em>Nave Nartex Navel<\/em>, 2 channel Audio-Video installation. Frozen Noises in the Hollow Basins at Holger Priess, Hamburg, 2021. Photograph by Fred Dott. Courtesy of the artist, Neue Kunst in Hamburg.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nina Zeljkovi\u0107 non teme di addentrarsi nelle comunit\u00e0 ai margini e di entrare in contatto con le persone che fuggono dalla persecuzione a causa delle loro idee. La metropolitana \u00e8 sempre stata il luogo pi\u00f9 fecondo per le idee radicali. Non so dire dove sia oggi questo underground, ma mi piace il modello proposto da Peter Lamborn Willson, che ha a che fare con le zone autonome temporanee e con la tattica socio-politica di creare spazi temporanei che evitano le strutture formali di controllo. Lo spazio del mio studio \u00e8 un bunker e una grotta monacale. \u00c8 un luogo di urgenza e rifugio. Mi piace fantasticare su situazioni iconoclaste per mettere fine al flusso di immagini e creare qualcosa di nuovo, da quel momento in poi. \u00c8 questa la situazione che cerco di rappresentare. Dopotutto le mie opere potrebbero essere zone autonome a cui altri individui possono partecipare&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 un caso che, attraverso l&#8217;arte bizantina o la discesa nelle grotte paleocristiane, il sacro affermi la sua pesante presenza. &#8220;Gli spazi sacri sono i primi esempi di <em>gesamtkunstwerk<\/em>. Sono luoghi in cui si pu\u00f2 sperimentare l&#8217;immersione. Voglio immergermi, voglio smettere di vedere le opere d&#8217;arte attraverso gli schermi dei telefoni. Lavoro su larga scala con elementi architettonici e voglio che siano leggeri, cos\u00ec da poter influenzare e modificare l&#8217;architettura esistente in modo semplice e morbido. Lavoro anche con tele sagomate, curve o piegate. Possono svettare su di te. Puoi entrarci dentro. Possono abbracciarti. Lo spettatore \u00e8 nell&#8217;opera ma non pu\u00f2 afferrarla completamente, come pittura espansa e site-specific&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2016\" height=\"1344\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/V.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-118032\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nina Zeljkovi\u0107, <em>I am not a divider am I?<\/em>. Mixed media, fresco, performance by Stella Sieber, 2020, Salon Saloon at Frappant. Courtesy of artist and Salon Saloon.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nina Zeljkovi\u0107 desidera allontanarsi dall&#8217;immagine curata per passare a un&#8217;opera d&#8217;arte provvisoria. &#8220;Come gi\u00e0 ai bizantini, il concetto di <em>rendering<\/em> non mi interessa. Mi piacciono invece le opere aperte, quelle che si espandono. Mi attraggono gli atteggiamenti non produttivi e il lavoro negativo&#8221;. A questo proposito cita Support\/Surfaces, Ren\u00e9 Dani\u00ebls, Isabella Ducrot, Mario Merz, Josef Strau, Carla Accardi, Richard Tuttle e Jean Fautrier.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2040\" height=\"1362\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/IV.jpg\" alt=\"Nina Zeljkovi\u0107\" class=\"wp-image-118030\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Installation view, Nina Zeljkovi\u0107, <em>Charlie Jeffery<\/em>, egg tempera on canvas 2021, l&#8217;entre-deux at Pina, Vienna, Courtesy of the artist and Pina Vienna.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che accomuna tutti questi artisti potrebbe essere il senso di un atteggiamento che si riflette sulla propria arte. Questo \u00e8 vicino al modo in cui Nina Zeljkovi\u0107 affronta la pratica di studio. Sebbene il suo quadro concettuale sia effettivamente stretto come sembra, il lavoro si basa su un processo e non pu\u00f2 essere anticipato. Al contrario, deve essere esperito. Dice l&#8217;artista: &#8220;voglio fare tutto da sola, a partire dalla stesura e dal dimensionamento; sono tutte fasi importanti, perch\u00e9 voglio anche cogliere la dimensione e la sensazione della tela. Mescolo i miei colori e i miei medium. Mi affido a vecchie ricette e procedure, rispettando le leggi imposte dalla materia. Credo di poter mettere in atto tutte le idee della mia infanzia e di portarle a un altro livello&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1148\" height=\"1312\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2022\/11\/manifesto-221-e1669807204782.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-118031\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Nina Zeljkovi\u0107, <em>Papilon painting<\/em>, 2022, oil on canvas, 180x180cm. Installed at Non canonico, Courtesy of the artist and Non canonico, Belgrade.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ho iniziato questo testo dicendo di Amburgo. Lo concluder\u00f2 a Belgrado, ossia la citt\u00e0 di Nina Zeljkovi\u0107, quella che ha dovuto lasciare ma che alla fine ha ritrovato. Un ruolo importante nel suo trasferimento nella capitale serba \u00e8 senz&#8217;altro stato giocato dalla collaborazione con il gallerista Mirko Lubarda e il suo spazio, che si chiama Non canonico. Qui Lubarda ha presentato la personale &#8220;Ellipsis of Tunica Retina&#8221;, poco prima dello stand di Eugster || Belgrado ad Artissima. Ci\u00f2 detto, la motivazione pi\u00f9 grande per il ritorno a Belgrado \u00e8 una casa\/studio, con giardino, in riva al fiume Sava, alla periferia di Belgrado. L&#8217;hanno costruita tra i vigneti i nonni di Nina Zeljkovi\u0107. Il luogo ha le dimensioni e la storia di cui l&#8217;artista in questo momento ha bisogno. La propriet\u00e0 \u00e8 in parte in fase di riprogettazione, anche per attivare una residenza per artisti provenienti dal resto del mondo. Di nuovo, si tratta di autonomia, della necessit\u00e0 di creare una propria piattaforma. &#8220;In senso pi\u00f9 ampio, l&#8217;idea di decentramento sta influenzando le condizioni di vita di tutti. Quel che intendo fare \u00e8 una proposta di riposizionamento rispetto alla scena o al centro per trovare questo centro all&#8217;interno. Seguo il principio del satellite, come tentativo di stabilire una struttura abbandonata nei tempi post-post. Questo risponde anche al mio interesse per le comunit\u00e0 marginali e gli spazi liminali, per l&#8217;underground. La Serbia \u00e8 un luogo di mezzo, tra est e ovest; e questo \u00e8 anche il modo in cui mi sento io&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nina Zeljkovi\u0107 nello stand di Eugster || Belgrado ad Artissima 2022 \u00e8 stata una gemma del settore emergente della fiera. 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