{"id":120128,"date":"2023-07-17T16:54:19","date_gmt":"2023-07-17T14:54:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=120128"},"modified":"2023-09-04T09:35:55","modified_gmt":"2023-09-04T07:35:55","slug":"hanne-lippard-artista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2023\/07\/17\/hanne-lippard-artista\/","title":{"rendered":"Hanne Lippard: quando il medium \u00e8 la bocca"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Cominciamo dalla bocca; immagine della lingua di una donna che si protende per premere con forza sui tasti tasto di una macchina da scrivere. Si tratta di una fotografia tratta dall&#8217;opera <em>Poem<\/em> (1979), dell&#8217;artista brasiliana Lenora de Barros. L&#8217;ho condivisa con Hanne Lippard appena ho saputo che avrei scritto questo testo. [1] L&#8217;immagine appare sulla copertina di <em>Women in Concrete Poetry 1959-1979<\/em>. [2] \u00c8 una raccolta di poesie concrete, composte solo da artiste donne, che rende omaggio alla prima storica mostra dedicata alla creativit\u00e0 femminile, organizzata nell&#8217;ambito della 38\u00aa Biennale di Venezia. La mostra si intitola <em>Materializzazione del linguaggio<\/em>; la cura di Mirella Bentivoglio, artista e poetessa a sua volta, che la intende come una reazione all&#8217;invisibilizzazione e al silenzio delle donne. La mostra raccoglie opere di 90 artiste e poetesse internazionali, approfondendo attraverso immagini, testi e performance le relazioni tra il corpo femminile, il linguaggio e la sua materializzazione corporea. (Tra le opere, per esempio, c&#8217;\u00e8 Tomaso Binga, nudo, che disegna le lettere dell&#8217;alfabeto).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1884\" height=\"1452\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Capture-decran-2023-04-13-a-11.04.29.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119931\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lenora de Barros, POEMA (POEM), 1979\/2014. Ph: Fabiana de Barros. Courtesy the Artist; Gallerie Georg Kargl Fine Arts, Vienna; Bergamin &amp; Gomide, S\u00e3o Paulo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Negli anni Sessanta e Settanta la tecnologia audiovisiva e dattilografica diventa pi\u00f9 accessibile, offrendo agli artisti indipendenza e immediatezza. La macchina portatile \u00e8 lo strumento di una nuova produzione autodeterminata; si pensi al registratore di Carla Lonzi, senza il quale l&#8217;artista non avrebbe potuto concepire il suo <em>Autoritratto<\/em> [3], libro sperimentale sull&#8217;arte italiana degli anni Sessanta, basato su interviste registrate e ricomposte in un originale montaggio testuale; oppure si guardi alla telecamera Sony Portapak, molto utilizzata dal collettivo femminista <em>Les Insoumuses<\/em> [4] (&#8220;Muse disobbedienti&#8221;), fondato da Delphine Seyrig, Carole Roussopoulos e Ioana Wieder, che hanno aperto la strada all&#8217;uso sovversivo del video documentario.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1333\" height=\"2000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Performance-Ruin-Chiesa-Diruta-Grottole-20224.jpg\" alt=\"hanne lippard\" class=\"wp-image-119981\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Hanne Lippard, &#8220;Ruin&#8221;, 2022, compact earth, 2-channel sound installation, 4\u2019. &#8220;Hiccup&#8221;, 2021, earthen pot, sound installation, 6&#8242; 13&#8243;. Chiesa Diruta, Grottole (MT), Basilicata. Photo credits : Michele Battimolo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Torniamo alla fotografia iniziale di Lenora de Barros, che rappresenta il peso di una lingua su una lettera della tastiera di una macchina da scrivere; per coincidenza si tratta di un &#8220;H&#8221;, la prima del nome dell&#8217;artista, Hanne. \u00c8 l&#8217;immagine di una tecnologia reale, utile per avvicinarsi alla fertilit\u00e0 del linguaggio, nell&#8217;opera di Lippard, come nell&#8217;odierno mondo tecnologico, con la sua promessa di totale digitalizzazione della vita umana. Il medesimo &#8220;peso&#8221; della lingua ha cancellato tre lettere nella tastiera del computer, la S, la E e la A, rivelando la relazione concreta di Lippard con il testo e la poesia: &#8220;Cosa c&#8217;\u00e8 scritto? Vedi, non mi manca mai il mare finch\u00e9 non lo rivedo davanti a me, e lo dico ad alta voce: mi manca il mare.&#8221; [5]<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1152\" height=\"2048\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/PHOTO-2023-06-04-20-58-46-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-119930\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La relazione del corpo con il linguaggio e la sua vocalizzazione attraverso la performativit\u00e0 delle parole si \u00e8 evoluta intimamente, nella storia recente, con la necessit\u00e0 di sovvertire l&#8217;autorit\u00e0 dell&#8217;oggetto artistico. Il cognome di Hanne, Lippard si pronuncia magnificamente e casualmente proprio come quello della curatrice (e attivista femminista) Lucy R. Lippard, alla quale si deve il famoso volume cronologico sul fenomeno della smaterializzazione dell&#8217;arte: <em>Six Years: The Dematerialization of the Art Object from 1966 to 1972<\/em>. [6] (Hanne non ignorer\u00e0 la coincidenza e former\u00e0 un gruppo berlinese chiamato Luci Lippard, insieme all&#8217;artista Lucinda Dayhew).<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla bocca alla lingua, la voce misurata di Hanne Lippard, a volte ipnotica, ripetitiva, sensuale, flemmatica oppure robotica, \u00e8 il suo mezzo preferito. Registrata con un dispositivo digitale; letta o eseguita in pubblico; la voce varia nel tono e nel ritmo, giocando con l&#8217;attenzione dello spettatore attraverso un sistema di associazioni, onomatopee, omonimi e sillabe, per modulare lo spazio in cui si trova.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanne Lippard si \u00e8 formata come graphic designer all&#8217;Accademia Gerrit Rietveld di Amsterdam, ma si \u00e8 presto interessata alle sottigliezze fonologiche del linguaggio. Nata a Milton Keynes in Inghilterra, \u00e8 cresciuta in Norvegia e ha imparato lo svedese, il tedesco e l&#8217;olandese, continuando a nutrire un insaziabile desiderio per le lingue, anche in et\u00e0 avanzata. L&#8217;opera intitolata <em>Ownwords<\/em> (del 2021) dimostra questo interesse declinando una serie di parole in diverse lingue, rivisitando un lavoro concettuale dell&#8217;artista portoghese Ernesto de Sousa intitolato <em>Palavras Proprias e Improprias<\/em> (Parole Proprie e Improprie) del 1978. In <em>Ownwords<\/em> Lippard consuma il linguaggio come una sostanza, impastandolo come materiale acustico nello spazio. Attraverso il suono, le installazioni testuali e le performance, l&#8217;artista esplora i sistemi emotivamente carichi del linguaggio intimo e pubblico, sfruttando combinazioni e permutazioni di parole e frasi, ispirandosi agli algoritmi che governano il nostro internet quotidiano.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanne, Lippard raccoglie parole e frammenti di frasi tratte dalla vita quotidiana (testi pubblicitari, slogan, notizie, ecc.), oppure dalla letteratura, per creare in modo associativo collage testuali e sonori. Nell&#8217;opera <em>101 Misspelling of Cappuccino<\/em> (20169 si possono leggere o ascoltare brani come: &#8220;Ciaoppuccino&#8221;, &#8220;chap pachino&#8221;, &#8220;crappuccino&#8221;, &#8220;stress presso&#8221;, &#8220;ness-presso&#8221;, &#8220;de presso&#8221;. Nella serie di poesie <em>Contactless<\/em> (2020) Lippard rivela il vuoto malinconico e i paradossi dei nostri linguaggi che emergono al ritmo frenetico di un ambiente di lavoro iperconnesso:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1208\" height=\"1112\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Screen-Shot-2023-06-19-at-08.40.14.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119919\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>I testi di Lucy Lippard indagano la profondit\u00e0 del linguaggio, la sua evanescenza e la spersonalizzazione che viene dalla semplificazione collettiva. Le emoticon che spesso incorpora nelle sue opere parlano di questa ricerca. In linea con la poesia concreta, il testo, il segno e gli spazi vuoti si rivelano e rafforzano il loro significato in una nuova forma visiva di esistenza incarnata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1266\" height=\"1210\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Screen-Shot-2023-06-19-at-08.42.02.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119921\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Con diversi modi di sezionare il linguaggio, Hanne Lippard analizza la grammatica, la punteggiatura e la sintassi per rivelare i valori emotivi e politici della semantica. Nella tradizione delle battaglie pronominali ereditate dalla letteratura femminista &#8211; come quella di Monique Wittig, per esempio -, ogni pronome, virgola, punto esclamativo, spazio, sillaba e regola grammaticale gioca nel corpo del testo un proprio ruolo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1440\" height=\"1220\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Screen-Shot-2023-06-19-at-08.43.11.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-119922\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;onomatopea della parola &#8220;flesh&#8221; ha portato Hanne Lippard a impiegare questa stessa parola come titolo per una delle sue prime mostre istituzionali, che ha avuto luogo nel 2017 presso il KW Institute for Contemporary Art di Berlino. L&#8217;installazione presentava una scala a chiocciola beige che conduceva a uno spazio angusto sotto il tetto dell&#8217;edificio, tappezzato per l&#8217;occasione di carta da parati rosa carne. L&#8217;altezza del soffitto non permetteva alla maggior parte dei visitatori di stare in piedi; si era invece costretti a una morbida coreografia di riposo &#8211; seduti o sdraiati -, per catturare meglio l&#8217;orchestrazione della voce che passava da un altoparlante all&#8217;altro su entrambi i lati dello spazio vuoto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2016\" height=\"1344\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/Exhibition-view-Flesh-Hanne-Lippard-KW-Berlin-2017-.jpg\" alt=\"hanne lippard\" class=\"wp-image-119979\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Exhibition view, &#8220;Flesh&#8221;, KW Institute for Contemporary Art, Berlin, 2017. Hanne Lippard, &#8220;Flesh&#8221;, 2017, 4 channel sound-installation, coated steel staircase, platform, carpet, light, dimensions variable, 11\u201937\u201d. Photo credit: Frank Sperling. Courtesy of the artist and LambdaLambdaLambda, Prishtina<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;La bocca \u00e8 sempre il mio mezzo preferito, come orifizio allo stesso tempo di espressione e di consumo&#8221;, ha detto Hanne Lippard in un&#8217;intervista. Lo &#8220;spazio della lingua&#8221;, [8] il palato, una cavit\u00e0 dalle pareti umide, sia chiusa che socchiusa, simile a una caverna, \u00e8 lo spazio primordiale in cui il linguaggio esulta nella sua forma embrionale: dal pianto del bambino alla nascita, che tende la gabbia toracica, allo stadio iniziale del linguaggio. Nell&#8217;oscurit\u00e0 di quello spazio chiuso sono nate molte storie favolose, come quella delle Pizie degli oracoli di Delfi, nascoste ai comuni mortali per meglio trasmettere le loro visioni e i messaggi degli dei (sotto l&#8217;effetto di sostanze allucinogene). Collegata da un cavo invisibile all&#8217;Olimpo, e installata su uno sgabello tripode, la Pizia incarnava una voce performativa guidata da input esterni, un&#8217;immagine che evoca gli altoparlanti di Lippard (il &#8220;grande parlatore&#8221;) nelle sue installazioni. Nella personale del 2021 al FRAC Champagne Ardenne, dedicata a Roland Barthes (<em>Le Langage est une peau<\/em>), Lippard ha proposto allo spettatore una sorta di contemplazione allo stesso tempo passiva e attiva su ci\u00f2 che il linguaggio racconta di s\u00e9. In <em>Passif-ve\/Actif-ve<\/em> (2021) l&#8217;altoparlante, la cui verticalit\u00e0 ricorda la postura di un corpo umano, sembra auto-riflettere sui diversi significati del proprio nome. In inglese la parola &#8220;speaker&#8221; \u00e8 sia un soggetto (l&#8217;oratore che parla) sia un oggetto (l&#8217;altoparlante che diffonde il suono). Allo stesso modo, la parola francese &#8220;enceinte&#8221;  corrisponde all&#8217;oggetto (un altoparlante), a uno spazio protettivo (in architettura), ma anche a una donna incinta. In queste installazioni, l&#8217;altoparlante di Lippard si rivolge al pubblico dietro un velo su una struttura circolare. Il cerchio ricorrente nelle sue opere sfugge a una chiara interpretazione, ma diventa potenzialmente un simbolo della figura femminile, come la lettera &#8220;o&#8221; della parola &#8220;corpo&#8221; nel poema concreto <em>Blason du corps f\u00e9minin<\/em> (Blasone del corpo femminile) di Ilse Garnier: &#8220;corpo-sole&#8221;, &#8220;corpo-luna&#8221;, &#8220;corpo-orbita&#8221;, &#8220;corpo-dichiarazione&#8221;. [9] Sia il poeta che l&#8217;artista evocano la liberazione del corpo femminile, attraversato da una variet\u00e0 e complessit\u00e0 di linguaggi capace di reinventare la propria definizione, il proprio blasone.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2078\" height=\"1385\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/06\/HL_FRAC-Lorraine_Passive_Active3.jpg\" alt=\"Hanne Lippard\" class=\"wp-image-119980\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Exhibition view, Hanne Lippard, &#8220;Le langage est une peau&#8221;, FRAC Lorraine, Metz, 2021. &#8220;Passive\/Active&#8221;, 2021, 1-channel digital audio sound installation, 08\u201954\u201d. &#8220;Anonymities&#8221;, 2017, 6-channel sound-installation, 05\u201940\u2019\u2019. Photo credit: Fred Dott. Courtesy of the artist and LambdaLambdaLambda, Prishtina<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Affascinata dalla polisemia e dall&#8217;omofonia, Hanne Lippard rivela infine gli elementi poetici, politici e simbolici dei segni e delle parole. Il corpo femminile strumentalizzato della Pizia di Delfi non era forse il contenitore di un linguaggio orale manipolato e di una &#8220;obsolescenza programmata&#8221;? [10]<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Se parlasse con la forza della propria voce, oppure agisse come contenitore della voce del divino \u00e8 a dirsi, poich\u00e9 nessuno era presente per registrare le sue performance. Gli unici resti registrati derivano dalle interpretazioni dei suoi discorsi, annotate e trasformate in logica da un pubblico prevalentemente maschile&#8221;. [11]<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">[1] Il nostro scambio era stato messo in pausa da una mail, il cui oggetto citava &#8220;Mamma&#8221; in italiano, che annunciava prepotentemente la scomparsa della madre dell&#8217;artista. [2] Women in Concrete Poetry 1959-1979, a cura di Alex Balgiu e M\u00f3nica de la Torre, Paperback, 2020.<br>[3] Autoritratto, di Carla Lonzi, pubblicato nel 1969, \u00e8 l&#8217;ultima opera di critica d&#8217;arte dell&#8217;autrice prima di dedicarsi interamente al collettivo femminista Rivolta Femminile, da lei co-fondato. [4] Esempi del loro lavoro con una telecamera portatile sono i video Maso et Miso vont en bateau (1975), Sois belle et tais-toi ! (1977). Il documentario &#8220;Delphine e Carole, insoumuses&#8221; del 2019, diretto dalla nipote di Carole Roussopoulos, Callisto Mc Nulty, racconta la storia del collettivo. [5] Hanne Lippard, Mothern technology, opera in corso. [6] Lucy Lippard, Six Years: The Dematerialization of the Art Object from 1966 to 1972 (New York: Praeger), 1973. [7] Fiac Portrait | Hanne Lippard, 28 aprile 2021. [8] Ho preso in prestito questa espressione dall&#8217;artista Ambra Pittoni, che ha condiviso con me durante la nostra ultima conversazione sullo &#8220;spazio del linguaggio&#8221; relativo a un suo recente progetto. [9] Per approfondire questo tema si veda la poesia spazialista di Ilse Garnier, Blason du corps f\u00e9minin, Edizioni Andr\u00e9 Silvaire, Parigi, 1979. Si tratta di una contro-lettura femminista dei classici poemi rinascimentali &#8220;Blasone anatomico del corpo femminile&#8221;. [10] Espressione tratta dal libretto della mostra di Hanne Lippard &#8220;Le Langage est une peau&#8221;, FRAC Champagne Ardenne, 2021. [11] Hanne Lippard, &#8220;Tripod&#8221;, Look, La Loge, Bruxelles, 2018.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un ritratto di Hanne Lippard, che con testi testi e performance rivela i valori emotivi e politici della semantica<\/p>\n","protected":false},"featured_media":119981,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-120128","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/120128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/120128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/119981"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=120128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=120128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=120128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}