{"id":121292,"date":"2023-11-27T17:22:43","date_gmt":"2023-11-27T16:22:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=121292"},"modified":"2023-12-04T11:12:02","modified_gmt":"2023-12-04T10:12:02","slug":"armin-lorenz-gerold-artista-del-suono","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2023\/11\/27\/armin-lorenz-gerold-artista-del-suono\/","title":{"rendered":"Armin Lorenz Gerold: la citt\u00e0 si rivela nel suono"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Armin Lorenz Gerold mi racconta come ha conosciuto Reece Cox, un amico comune. Reece gli ha inviato un messaggio su Instagram chiedendogli il permesso di utilizzare le immagini dell&#8217;installazione della sua mostra alla Kunsthalle di Graz (AT) per il proprio blog, intitolato <em>Nothing To See. Nothing To See<\/em> documenta le &#8220;arti visive non visive&#8221; ed \u00e8, a prima vista, un flusso di pareti bianche vuote e assemblaggi di casse acustiche, che sembrano incredibilmente umanoidi se descritti in questo modo. In realt\u00e0, sotto tale umoristica visione del destino dell&#8217;artista sonoro si cela un interrogativo: come rappresentare le esperienze sonore quando il mondo dell&#8217;arte \u00e8 dominato dalla riproduzione lineare? Come considerare i tipi di immagini sonore, virtuali e immaginate accanto a una storia narrata imposta dalla format &#8220;mostra&#8221;? Armin Lorenz Gerold (nato nel 1981 a Graz, Austria) utilizza suono e testo, insieme alla scultura, al video e all&#8217;installazione, per mettere in discussione i confini della vista e del suono, cercando non solo di rendere il suono visibile, ma anche di creare un nuovo tipo di immagine.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8594\" height=\"5729\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/11\/2021_08_20_halle-fur-kunst-steiermark_press-images_001_full.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-121285\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Verst\u00e4rkung (amplification), Halle f\u00fcr Kunst\nSteiermark (kunst-dokumentation.com, 2021)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;autunno del 2023, presso <a href=\"https:\/\/m-i-n-t.se\/en\/many-ways-to-now-armin-lorenz-gerold\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mint &#8211; spazio no-profit di Stoccolma<\/a> -, \u00e8 stata presentata in anteprima l&#8217;opera intitolata <em>Many Ways to Now<\/em>. Si tratta di un&#8217;installazione video a due canali, con audio a dodici canali. Armin Lorenz Gerold e Mara Lee hanno letto in modo performativo dieci testi di altrettanti autori, artisti e poeti. Fotogrammi video, per lo pi\u00f9 statici, documentano il processo di registrazione audio che ha avuto luogo nei&nbsp;Labour Movements Archivi della Stockholms Elektronmusikstudion e nella sede dell&#8217;Arbetarnas bildningsf\u00f6rbund (l&#8217;Associazione educativa dei lavoratori), dove si trova anche Mint. I leggenti sono visti seduti o in piedi, spesso da lontano, cos\u00ec da poter collegare la voce a un corpo. Per quanto il ciclo, che due pi\u00f9 di due ore, non abbia capo ne coda (come mi dice la curatrice Emily Fahl\u00e9n), il pezzo di apertura, un estratto del discorso di Anne Boyer al FORUM: Altered States presso il Kunstinstituut Melly, Rotterdam, 2021, \u00e8 anche quello che ha stimolato la riflessione iniziale di Armin Lorenz Gerold. Le parole della Boyer <em>&#8220;Le cose alate, i profumi, i pigmenti fuggitivi, i fiori agiscono su di noi in istanti verticali, non nell&#8217;orizzontalit\u00e0 del tempo&#8221;<\/em> delineano con delicatezza una graduale erosione dei sensi nel capitalismo, sostenendo che il ritmo e la velocit\u00e0 della vita contemporanea lasciano poco tempo per tutto ci\u00f2 che non \u00e8 produttivo; per non parlare della <em>bellezza<\/em>, come fermarsi ad annusare un fiore. Da l\u00ec Armin Lorenz Gerold ha invitato i partecipanti ad approfondire i temi del tempo e della temporalit\u00e0, temi particolarmente rilevanti in uno stato di disordine post-pandemico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"806\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/11\/MintKonsthall_ArminLorenzGerold_Many_ways_to_now_Stills_02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-121287\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armin Lorenz Gerold, Many ways to now.\nStill from video and 12-channel sound\ninstallation, 2023. Text excerpt from\nAnne Boyer, The Fallen Angel of the\nSenses, 2022 (Courtesy of the author)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Mi sdraio sul pavimento imbottito della stanza illuminata di blu e lascio che le voci di Armin Lorenz Gerold e Mira Lee mi attraversino, accogliendo la prosa di Jay Bernhard, Lori E. Allen, Reece Cox e altri ancora. Penso a come un&#8217;opera audio funzioni su registri temporali diversi rispetto, ad esempio, alla visione di un quadro. Quando si guarda un&#8217;immagine, l&#8217;insieme si rivela quasi istantaneamente. Tutte le forme e i colori sono gi\u00e0 presenti, in relazione tra loro. Collegando i puntini delle singole specificit\u00e0 si crea gradualmente un significato. Quando invece ci si affida alla voce di un altro per raccontare una storia, bisogna aspettare pazientemente che l&#8217;immagine si dispieghi nel tempo. I testi di Armin Lorenz Gerold sono narrazioni cariche di suspence e dettagli minuti. Un&#8217;opera audio intitolata Temporal Unease, che \u00e8 uno dei testi inclusi nella mostra da Mint, si apre alla fine di una lunga notte: &#8220;Un uomo tiene una sigaretta quasi completamente bruciata tra due dita che sono appoggiate sulla spalla di un altro uomo&#8221;. Da l\u00ec la scena si espande in quello che sembra un <em>afterparty<\/em>. L&#8217;ascoltatore viene accompagnato gradualmente, come se potesse dare un senso alla situazione solo in tempo reale, con il protagonista, mentre cammina verso casa.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3600\" height=\"2400\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/12\/MintKonsthall_ArminLorenzGerold_Many_ways_to_now_10.jpg\" alt=\"Armin Lorenz Gerold, Many ways to now. Mint Konsthall, Stockholms. (Courtesy of the author)\" class=\"wp-image-121350\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armin Lorenz Gerold, Many ways to now. \nMint Konsthall, Stockholms. (Courtesy of the author)  <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le narrazioni sono arricchite di partiture, musica d&#8217;ambiente e registrazioni in presa diretta &#8230;dalle fusa dei gatti all&#8217;eco dei passi sul cemento bagnato. &#8220;Voglio dipingere un quadro attraverso il suono&#8221; dichiara Armin Lorenz Gerold. Per una persona come me, il cui lavoro \u00e8 guardare l&#8217;arte, essere privati della componente visiva \u00e8 una proposta scoraggiante. Le immagini visive create durante l&#8217;esperienza dell&#8217;opera non sono fisse, ma virtuali, poich\u00e9 dipendono dalla guida di un narratore e, soprattutto, dalle sfumature della propria immaginazione. In questo contesto ogni ascoltatore \u00e8 portatore di un&#8217;immagine mentale unica. Ci si pu\u00f2 chiedere: &#8220;come si traduce il suono in un&#8217;immagine?&#8221; o, per superare il visuale, &#8220;come si sente il suono? Che sapore ha questo suono?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"808\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/11\/MintKonsthall_ArminLorenzGerold_Many_ways_to_now_Stills_25.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-121288\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Armin Lorenz Gerold, Many ways to now. Still from video and 12-channel sound installation, 2023. Text excerpt from Reece Cox, Time Blind 01, 2023<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>&#8220;La gente non si rende conto che l&#8217;orecchio \u00e8 un dispositivo estremamente potente&#8221;, dice Armin Lorenz Gerold con entusiasmo. In assenza di stimoli visivi il potere del suono di evocare uno spettro di percezioni sensoriali prende vita. Nel 1998, per incapsulare il potenziale rivoluzionario insito nella musica afrofuturista, Kodwo Eshun ha coniato il termine Sonic Fiction. Sebbene Eshun non si sia curato di offrirne una definizione scientifica, da allora molti hanno cercato di farlo, entusiasmati dalla possibilit\u00e0 di generare da l\u00ec un vero e proprio mondo sonoro. In un libro che esplora questa nozione, Holger Schulze scrive: &#8220;non appena ascoltate, sperimentate, digerite o anticipate un determinato evento sonoro, esistono alcuni germi di una narrativa sonora piantati nella vostra immaginazione sensoriale, nella vostra riflessione e nei vostri desideri. La finzione sonora \u00e8 sensibilit\u00e0 sensoriale&#8221;.<em> <\/em>In effetti, la presenza affettiva dei suoni pu\u00f2 essere fortemente legata a ricordi, sentimenti, luoghi. Non vi \u00e8 mai capitato che una canzone sdolcinata che diventasse insopportabile semplicemente perch\u00e9 qualcuno che vi ha spezzato il cuore l&#8217;ha messa in macchina, o in camera da letto, dopo aver fatto l&#8217;amore? Eppure la ascoltiamo a ripetizione, perch\u00e9 \u00e8 la cosa pi\u00f9 vicina a rivivere quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando penso al rapporto tra suono e immagine o, in generale, alla comunicazione dei sensi, trovo coerente che Armin Lorenz Gerold mi racconti di aver iniziato a studiare fotografia e di essersi gi\u00e0 rivolto al suono in occasione del suo progetto di laurea. &#8220;Stavo lottando con l&#8217;aspetto rappresentativo della fotografia e con la codificazione specifica delle immagini. Il suono mi ha permesso di lavorare nell&#8217;ambito della finzione, di ci\u00f2 che potrebbe essere possibile&#8221;. Intitolato Fogs<em> <\/em>(2011), il progetto analizzava la scomparsa degli spazi <em>queer<\/em> all&#8217;indomani dell&#8217;epidemia di AIDS degli anni Ottanta. Si trattava di un&#8217;unica fotografia associata a quattro altoparlanti che riproducevano un pezzo sonoro composto ad hoc. Allontanandosi dalla pura documentazione, il suono sembra catturare una sensazione come nessuna fotografia potrebbe. L&#8217;idea era quella di catturare con voci melodiche e un&#8217;eterea partitura per sintetizzatore una certa atmosfera: &#8220;\u00e8 possibile trasmettere uno stato d&#8217;animo o l&#8217;essenza di uno spazio ormai scomparso?&#8221; chiede Armin Lorenz Gerold. Il suono crea spazio per il potenziale, cio\u00e8 porta la finzione al di l\u00e0 del reale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3648\" height=\"5472\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/11\/IMG_8406-Kopie.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-121286\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Manuel or A Hint Of Evil, Haus der Kulturen der Welt, (Malte Seidel \/ HKW, 2022)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Manuel, or a Hint of Evil (2021) si propone di catturare l&#8217;essenza inquietante della prima pandemia. Nato in forma installativa, il progetto ha subito un arresto involontario a causa della pandemia e alla fine si \u00e8 trasformato in un&#8217;opera audio rappresentata con Hanne Lippard alla Haus der Kulturen der Welt di Berlino. Nell&#8217;arco di 42 minuti, un narratore senza nome racconta le sue visite quotidiane all&#8217;Olympiabad di Berlino, una piscina all&#8217;aperto costruita sotto il regime nazionalsocialista, la cui architettura, immutata da allora, oggi evoca quel momento storico. &#8220;Cosa si prova a nuotare in un bagno nazista in un&#8217;epoca in cui le persone non vogliono pi\u00f9 avvicinarsi l&#8217;una all&#8217;altra?&#8221; mi chiede retoricamente Armin Lorenz Gerold, cercando di spiegarmi le sue intenzioni. Il protagonista descrive l&#8217;astio latente che i suoi compagni di bagno sembrano nutrire l&#8217;uno verso l&#8217;altro, dopo settimane di isolamento; sentimento rispecchiato dall&#8217;architettura opprimente. Nel frattempo, le voci intime ma prive di affetto di Armin Lorenz Gerold e Lippard orchestrano un&#8217;inquietudine. Manuel, che d\u00e0 il titolo alla <em>pi\u00e8ce<\/em>, \u00e8 un giovane che attira l&#8217;attenzione del narratore, che ne descrive la figura aggraziata fin nei minimi dettagli. \u00c8 difficile non immaginare lo stesso Gerold seduto a bordo piscina ad annotare i suoi appunti; anche se la voce poi si distacca dal narratore utilizzando la terza persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Tali acute descrizioni sono caratteristiche della scrittura di Armin Lorenz Gerold. Le esperienze personali sono intrecciate a quelle del pubblico. Spesso i suoi testi assumono la forma di osservazioni vaganti, mentre seguono trentenni che si incontrano per un caff\u00e8, passeggiano in un cimitero o nuotano tra ostili sconosciuti. Ma pi\u00f9 di ogni altra cosa, sembra che il vero protagonista sia la citt\u00e0. In uno spirito psicogeografico, le persone sembrano sfregare contro il tessuto urbano il loro stesso comportamento, modellato dalle circostanze in cui sono costrette a navigare. In Scaffold Eyes, un&#8217;opera audio rappresentata al KW di Berlino nel 2017, ascoltiamo le deliberazioni non dette di un incontro tra amici: <em>&#8220;Cominciarono a vagare nel quartiere su percorsi incongruenti. Apparentemente inconsapevole del suo orientamento, lei curava il percorso, evitando di percorrere due volte le stesse strade, mantenendo la direzione di una stazione della metropolitana. Era come se prolungasse la conversazione passo dopo passo, tenendo sempre a portata di mano una potenziale partenza&#8221;<\/em>. Armin Lorenz Gerold mi dice di essere interessato all&#8217;intersezione tra spazio e suono. Perci\u00f2 trascorre molto tempo a fare registrazioni sul campo. &#8220;Quando si pensa di costruire mondi con i suoni bisogna lavorare con l&#8217;ambiente circostante. Queste strutture limitano automaticamente ci\u00f2 che \u00e8 possibile&#8221;. Come un pipistrello cieco che costruisce uno spazio mentale attraverso il riverbero dei suoi echi, Armin Lorenz Gerold esplora la biopolitica spaziale delle citt\u00e0 neoliberali, in cui il cambiamento \u00e8 costante e avvantaggia chi \u00e8 gi\u00e0 al potere.<\/p>\n\n\n\n<p>In Complicity, uno dei testi scelti per Many Ways To Now, l&#8217;artista e scrittore Jay Bernard cammina per il sud di Londra prendendo appunti su come \u00e8 cambiato il paesaggio urbano a seguito delle chiusure per il coronavirus. <em>&#8220;Derelitto \u00e8 una parola forte per qualsiasi zona di Londra nel ventunesimo secolo, perch\u00e9 tutti gli spazi vuoti sono solo futuri appartamenti di lusso&#8221;<\/em>. Gli strati temporali si dispiegano, dall&#8217;immediatezza di un&#8217;immagine visiva alla graduale rivelazione insita nelle narrazioni uditive; ed \u00e8 una voce effimera a guidarci attraverso l&#8217;adesso, prima che anch&#8217;essa diventi un passato. Quando le finzioni sonore di Armin Lorenz Gerold si intrecciano con la psicogeografia dell&#8217;esistenza urbana, ci si ritrova nel punto in cui l&#8217;immaginazione, la memoria e il paesaggio urbano convergono: una dissonanza armoniosa che permane negli echi dei suoi paesaggi sonori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Utilizzando testo, scultura, video e installazione, Armin Lorenz Gerold cerca rendere visibile il suono, e un nuovo tipo di immagine.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":121286,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-121292","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121292","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121292\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/121286"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121292"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=121292"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121292"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}