{"id":121359,"date":"2023-12-11T18:29:08","date_gmt":"2023-12-11T17:29:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=121359"},"modified":"2023-12-11T18:29:11","modified_gmt":"2023-12-11T17:29:11","slug":"lippo-di-dalmasio-degli-scannabecchi","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2023\/12\/11\/lippo-di-dalmasio-degli-scannabecchi\/","title":{"rendered":"Lippo di Dalmasio: pop ante litteram"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Se fosse vissuto qualche centinaio di anni dopo avrebbe avuto molto in comune con la pop art. Ma Lippo di Dalmasio dipinse a cavaliere tra la fine del Trecento e l\u2019inizio del secolo successivo, quando artisti come Warhol e Hirst, paladini di un\u2019arte seriale, erano ancora ben lontani dal divenire. Eppure, con loro, il pittore bolognese condivide pi\u00f9 di un aspetto. Che ne fa oggi una personalit\u00e0 da rileggere in chiave attuale, una personalit\u00e0 contraddistinta da fama, astuta intraprendenza e fiera autoconsapevolezza; capace, anche se a sua insaputa, di valicare i confini della propria citt\u00e0 e, con un salto temporale, comparire sui biglietti natalizi e le edizioni speciali dei francobolli della Royal Mail. La sua Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 con angeli, propriet\u00e0 della National Gallery di Londra, solenne pi\u00f9 che dolce, e illuminata da un enorme cerchio di luce, diventa cos\u00ec un\u2019assidua presenza nel focolare domestico anglosassone secoli dopo la scomparsa dell&#8217;artista (1).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2064\" height=\"2621\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/12\/N-0752-00-000013-A5-e1701711692904.jpg\" alt=\"lippo di dalmasio\" class=\"wp-image-121363\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">NG752: Lippo di Dalmasio, The Madonna of Humility, about 1390 \u00a9 The National Gallery, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Una strategia di mercato questa, che negli ultimi anni ha visto protagoniste numerose personalit\u00e0 del panorama contemporaneo. Per esempio, le collaborazioni di Louis Vuitton siglate con Yayoi Kusama o Jeff Koons &#8211; sebbene nel caso di Lippo di Dalmasio l\u2019iniziativa accada <em>post mortem<\/em>. Ma il risultato \u00e8 lo stesso: la fruizione di un\u2019opera d\u2019arte avviene mediante la trasformazione di questa in bene di consumo alternativo, destinato alla massa.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-una-retrospettiva\">Una retrospettiva<\/h3>\n\n\n\n<p>La mostra del Museo di Arte Medievale di Bologna, curata nel 2023 da Massimo Medica e Fabio Masaccesi, ha ospitato non solo le opere di Lippo di Dalmasio, ma anche testimonianze scultoree e manoscritte coeve, offrendo lo spunto per approfondire un artista inserito a pieno titolo nel tessuto della sua citt\u00e0 natale, che lo ha consacrato a fama imperitura come pittore di Madonne. A siffatta carriera, Lippo di Dalmasio \u00e8 in un certo senso predestinato. Suo padre \u00e8 il pittore Dalmasio degli Scannabecchi, documentato tra il 1342 e il 1377 e attivo a Pistoia tra il 1359 e il 1365 (2). Suo zio invece, \u00e8 Simone di Filippo Benvenuto, uno degli artisti pi\u00f9 affermati della Bologna Trecentesca, altrimenti conosciuto come Simone dei Crocifissi [<em><a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2023\/10\/18\/master-of-the-corsi-crucifixion\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">qui il testo che abbiamo dedicato ai crocefissi giotteschi e al Maestro del crocifsisso Corsi, ndr<\/a>]<\/em>. Lippo di Dalmasio, nato in una data successiva al 1350, deve aver compiuto il suo tirocinio proprio a Pistoia, sebbene le opere certe risalgono tutte a dopo il suo rientro a Bologna e sono state composte in poco pi\u00f9 di un ventennio (3).<\/p>\n\n\n\n<p>Su falsariga dello zio &#8211; il cui soprannome deriva dal soggetto prediletto -, cos\u00ec pure Lippo di Dalmasio si dedica in modo pressoch\u00e9 esclusivo alla raffigurazione di Madonne, e soprattutto di Madonne dell\u2019Umilt\u00e0 sedute a terra. Con una lungimiranza quasi warholiana, Lippo di Dalmasio individua quindi una formula vincente e la replica in modo da perfezionarla e soddisfare cos\u00ec le richieste dei committenti: se \u201cAndy\u201d ripeteva i ritratti delle celebrit\u00e0 per compiacerle e assicurarsi il loro appoggio, Lippo ritrae la Maria Vergine che <em>\u00e7a va sans dire<\/em> \u00e8 la Jacqueline Kennedy di un\u2019era in cui l\u2019iconografia della Madonna si diffonde grazie alla presenza e all\u2019azione teologica degli ordini mendicanti. La strategia prova di essere vincente e Lippo raggiunge la popolarit\u00e0, non solo ai suoi tempi, ma soprattutto quando, nel tardo Cinquecento, diventa un modello di riferimento per la pittura devozionale e mariana promossa dalla Controriforma. Di lui tesse le lodi Francesco Cavazzoni nella sua opera: \u201c<em>Lippo dal Massi [\u2026] bolognese fu assai valente pittore da quei tempi ed omo esemplare di buona vita e costumi. Non pinse mai cose vane, ma sempre si compiacque in operare per sua mera divozione la imagine de la gloriosa Vergine<\/em> [\u2026]\u201d (4). Stando al racconto di Malvasia invece, Guido Reni, di cui Lippo di Dalmasio \u00e8 in un certo senso precorritore, ravvisa nei volti delle Madonne del primitivo \u201c<em>un certo ch\u00e9 di sovrumano, che gli faceva pensare, il suo pennello, pi\u00f9 che da forza di uman sapere, venir mosso da un occulto dono infuso<\/em>\u201d (5).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3017\" height=\"4022\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/12\/IMG20231204185235.jpg\" alt=\"Lippo Di Dalmasio degli Scannabecchi\" class=\"wp-image-121365\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lippo Di Dalmasio degli Scannabecchi, Madonna of the velvet, 1400-1408, tempera on board, 80x 57 cm, Bologna, Museo della Basilica di San Domenico. Courtesy of CFA.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma il figlio di Dalmasio non \u00e8 un esecutore pedissequo di questo tema che in area emiliana e bolognese ha avuto tanto successo. Il pittore infatti sembra aver importato alcune iconografie sino a quel momento estranee, come il Bimbo fasciato in piedi sulle gambe della Madre che vediamo nel \u201cfinto\u201d polittico nella Basilica di Santa Maria dei Servi. E ancora, il ditino in bocca o la presenza del cardellino, come nella Madonna del Velluto (6), cos\u00ec chiamata perch\u00e9&nbsp;gi\u00e0 alla fine del Seicento posta su un velluto cremisi. Si tratta di un&#8217;opera delle pi\u00f9 riuscite, spesa su nimbi fogliacei e morbide transizioni degli incarnati, con Il manto impreziosito da grifoni rampanti, lo stesso motivo araldico che ammiriamo su quello della Madonna dei Denti di Vitale da Bologna del Museo Davia Bargellini. Altre variazioni del tema della Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 (7) sono la presenza di un sole raggiato e di un prato fiorito. Il disco luminoso, oltre che nella sopracitata Madonna della National Gallery di Londra, compare gi\u00e0 in un affresco pistoiese attribuito a Lippo di Dalmasio e situato nel refettorio vecchio del Convento di San Domenico, conosciuto come Madonna del Padiglione (8).<\/p>\n\n\n\n<p>Altri esempi sono l\u2019affresco strappato proveniente dalla Chiesa di Santa Maria della Misericordia e la bella tela della galleria della Banca Popolare dell\u2019Emilia Romagna. In entrambi i casi il soggetto della Maria lactans &#8211; iconografia originatasi in Oriente e diffusasi in Occidente grazie all\u2019azione mistica francescana (9) -, \u00e8 illuminato da un grande sole; nel secondo dipinto sono presenti altri attributi apocalittici, come la luna ai piedi della Vergine e le dodici stelle a farle da corona (10). L\u2019altro elemento che spicca \u00e8, come dicevamo, il prato lussureggiante, chiaro richiamo all\u2019<em>hortus conclusus<\/em> desunto dal Cantico dei Cantici (IV, 12) e simbolo del giardino dell\u2019Eden (11). Ora, la definizione di Lippo come pittore esclusivo di Madonne \u00e8 vera ma va ridimensionata. Ecco due croci dipinte, una delle quali, dopo il restauro, ha riportato alla luce, nella parte inferiore dell\u2019asse verticale, una precedente pittura della fine del Duecento, quasi un\u2019operazione di <em>upcycling<\/em> ante litteram.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2928\" height=\"3904\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/12\/IMG20231204184650.jpg\" alt=\"Lippo Di Dalmasio degli Scannabecchi,\" class=\"wp-image-121366\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lippo Di Dalmasio degli Scannabecchi, Crucifixion, tempera and gold on board, 138 x 101 cm, Bologna, Collezioni Comunali d&#8217;Arte, inv: P 75. Courtesy of CFA.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lippo-di-dalmasio-uomo-polivalente\">Lippo di Dalmasio, uomo polivalente<\/h3>\n\n\n\n<p>Se poi dal bolognese Museo di Arte Medievale ci spostiamo in Pinacoteca, troviamo una tavoletta, simile a una biccherna, raffigurante l\u2019Orazione nell\u2019Orto e i Santi Ambrogio e Petronio (12). Il modellino di Bologna, retto da quest\u2019ultimo, \u00e8 il pi\u00f9 elaborato del XIV secolo e in esso sono riconoscibili le due torri pendenti e la cattedrale di San Pietro. Il paesaggio, tratteggiato rapidamente, trasmette un certo mistero notturno mentre i semplici alberi e i tocchi dell\u2019erba ricordano il trattamento vivace dei miniatori, pratica che nella citt\u00e0 felsinea ha sempre goduto di grande prestigio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3072\" height=\"1915\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2023\/12\/Lippo-Dalmasio.png\" alt=\"Lippo di Dalmasio, Vergine col Bambino e Santi, 1395-1400. Courtesy of Bologna Pinacoteca Nazionale\" class=\"wp-image-121388\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lippo di Dalmasio degli Scannabecchi, Vergine col Bambino e Santi, 1395-1400, tempera and gold on board, Bologna, Pinacoteca Nazionale. Courtesy of Pinacoteca Nazionale, Bologna.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il dipinto, di forte connotato civico grazie alla presenza dei santi spesso invocati come patroni, ci consente di gettare luce su un altro elemento che fa di Lippo di Dalmasio un pittore assolutamente moderno: il suo essere polivalente, o meglio, <em>multitasking<\/em>. A Pistoia prima e a Bologna poi, infatti, ricopre diversi incarichi pubblici, tra cui quelli di esattore comunale, vicario, capitano, castellano e anche notaio (13). Per chi sapeva scrivere e disponeva di un certo livello di cultura, assumere mansioni ufficiali e coltivare a latere un\u2019attivit\u00e0 diversa come la pittura era prassi piuttosto invalsa. Ma i dati riportati testimoniamo che Lippo di Dalmasio fu in grado di guadagnare credibilit\u00e0 e fiducia anche in questi campi, e incrementando sistematicamente il proprio patrimonio immobiliare, anche grazie a una costante campagna di autopromozione che ricorda da vicino la parabola di alcuni nomi del milieu artistico attuale, divenuti veri e propri impresari. E che magari si limitano ad apporre la propria firma a conclusione dell\u2019opera eseguita da uno dei numerosi assistenti, che lavorano nelle loro colossali \u201cbotteghe\u201d. Anche su questo fronte, Lippo di Dalmasio \u00e8 un pioniere: in un\u2019epoca in cui la firma sulle opere \u00e8 piuttosto rara, il gesto di inserire il proprio nome sulle proprie rivela una presa di coscienza da parte dell\u2019autore del proprio status di artista. Con la differenza, sostanziale, che Lippo le sue Madonne le ha dipinte davvero.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">1. Scott Nethersole, Devotion by Design: Italian Altarpieces before 1500, Londra, National Gallery Co. , 2011, pp. 34-35; sulle edizioni Royal Mail, Lippo di Dalmasio, Flavio Boggi e Robert Gibbs, Bononia University Press, Bologna, 2013, p. 20.<br>2. F. Filippini, G. Zucchini, Miniatori e pittori a Bologna. Documenti dei secoli XIII-XIV, Firenze 1947, pp. 59-61; Gibbs, Two Families of Painters at Bologna in the Later Fourteenth Century, in \u201cThe Burlington Magazine\u201d, CXXI, 918, 1979, pp. 560-568; R. Pini, Il Mondo dei Pittori a Bologna. 1348-1430, Bologna 2005, pp. 55-56.<br>3. F. Masaccesi, Lippo di Dalmasio e le arti a Bologna tra Trecento e Quattrocento, Milano, 2023, p. 52.<br>4. F. Cavazzoni, Pitture et sculture et altre cose notabili che sono in Bologna e dove si trovano, Bologna. Biblioteca Comunale dell\u2019Archiginnasio, ms. B 1343; il profilo di Lippo, quale artista devoto e famoso per le raffigurazioni di Madonne emerge anche nella Felsina Pittrice di Malvasia quando l\u2019autore dichiara quanto \u201cfossero in tanto pregio [\u2026] le sacre immagini di Maria Vergine da Lippo Dalmasio dipinte, avendo saputo ei pi\u00f9 d\u2019ogn\u2019altro dar loro un\u2019aria cos\u00ec santa e divota\u201d cfr. C.C. Malvasia, Felsina Pittrice. Vite de\u2019 pittori bolognesi, con aggiunte, correzioni e note inedite del medesimo autore di G. Zanotti e di altri scrittori viventi, t. I, ed. Guidi dell\u2019Ancora, Bologna 1841, p. 74.<br>5. C.C. Malvasia, Felsina Pittrice. Vite de\u2019 pittori bolognesi, per l\u2019erede di Domenico Barbieri, Bologna 1678, vol. I, p. 26.<br>6. F. Masaccesi, Lippo di Dalmasio cit., pp. 62 &#8211; 63.<br>7. Grazie agli studi di Millard Meiss sappiamo che la prima raffigurazione della Madonna dell\u2019Umilt\u00e0 in un\u2019opera monumentale \u00e8 l\u2019affresco della lunetta del portale di Notre Dame des Doms ad Avignone, che nel 1340 Simone Martini realizz\u00f2 per il cardinale Stefaneschi. Cfr. M. Meiss, Pittura a Firenze e Siena dopo la morte nera, Torino, 1982, cap. VI, p. 208.<br>8. Sull\u2019opera si veda Boggi, Gibbs, Lippo di Dalmasio, cit., pp. 59-66, 136-137.<br>9. H. e M. Schmidt, Il linguaggio delle immagini. Iconografia cristiana, Roma, 1988, p. 274, n.39.<br>10. B. Carmignola, Dalla donna vestita di sole delle apocalissi anglosassoni all\u2019iconografia di Maria Lactans, in E. Simi Varanelli, Maria L\u2019Immacolata. La rappresentazione nel Medioevo. Et Macula non est in te, contributi di B. Carmignola, C. M. Paolucci, Roma, 2008, pp. 62-64.<br>11. Ilaria Negretti, Lippo di Dalmasio cit., p. 122.<br>12. Sul culto di San Petronio a Bologna si veda, per esempio, Beatrice Buscaroli (a cura di), Petronio e Bologna. Il volto di una storia. Arte, storia e culto del Santo Patrono, Ferrara, Editai, 2001.<br>13. F. Boggi e R. Gibbs, Lippo di Dalmasio cit., p. 119.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lippo di Dalmasio degli Scannabecchi, che dipingeva in serie, firmando le sue opere, e si autopromuoveva, come i maestri del boom statunitense<\/p>\n","protected":false},"featured_media":121363,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-121359","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121359","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121359\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/121363"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121359"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=121359"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121359"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}