{"id":121952,"date":"2024-03-05T11:00:12","date_gmt":"2024-03-05T10:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=121952"},"modified":"2024-10-09T18:25:07","modified_gmt":"2024-10-09T16:25:07","slug":"arte-povera-sei-documentari","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/03\/05\/arte-povera-sei-documentari\/","title":{"rendered":"Arte Povera: sei documentari (parte prima)"},"content":{"rendered":"\n<p>In collaborazione con <strong><a href=\"http:\/\/www.audiovisiva.org\">Audiovisiva<\/a><\/strong>, piattaforma <em>educational<\/em> italiana che dal 2021 rende disponili in streaming documentari su arte, architettura e design, siamo lieti di presentare la prima parte di <strong>Arte Povera: sei documentari<\/strong>, una rassegna cinematografica online dedicata ai protagonisti del movimento artistico italiano pi\u00f9 importante del secolo scorso, l&#8217;unico ad avere avuto un&#8217;effettiva portata internazionale, ossia a essere riuscito a portare gli artisti che ne hanno fatto parte nelle collezioni pubbliche e private pi\u00f9 importanti al mondo. A circa sessant&#8217;anni dalla nascita dell&#8217;Arte Povera, avvenuta in momento che, come chiariremo in uno documento che pubblicheremo a breve, attende ancora essere precisato storicamente, ripercorrere le vite dei alcuni dei suoi protagonisti vuole prima di tutto essere un modo per ispirare le nuove generazioni di artisti, che di quella straordinaria convergenza di talenti sono senz&#8217;altro i pi\u00f9 importanti osservatori. In ogni tempo e regione del mondo, infatti, tra i segnali che rivelano l&#8217;importanza di una certa pratica artistica c&#8217;\u00e8 la capacit\u00e0 di tale pratica di ispirare chi viene dopo, anche a distanza di tempo. Non \u00e8 forse grande arte quella che produce nuova arte? Sono dunque gli artisti del presente &#8211; ogni presente &#8211; a scegliere, con i propri maestri, anche quale passato diventer\u00e0 futuro. In questo senso l&#8217;efficacia del linguaggio cinematografico e la potenza dell&#8217;immagine in movimento sono senz&#8217;altro alleati desiderabili, al servizio dei testimoni oculari. Buona visione.<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-1 wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link wp-element-button\" href=\"https:\/\/rassegne.audiovisiva.org\/rassegna\/arte-povera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">compra biglietto<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121979 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/intorno-a-marisa-min-768x425-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-intorno-a-marisa-le-opere-gli-amici-le-parole-di-marisa-merz\">Intorno a Marisa: le opere, gli amici, le parole di Marisa Merz<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Simona Confalonieri<br>Italia, 2013, 26&#8242;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Marisa Merz \u00e8 una figura cruciale dell&#8217;arte italiana del secondo dopoguerra e una voce eccentrica nel mondo dell&#8217;arte contemporanea. Con lei, l\u02bcArte Povera ha fatto il suo debutto sulla scena internazionale;&nbsp;moglie e compagna d&#8217;arte di Mario Merz, oggi il suo valore \u00e8 evidente nelle pi\u00f9 importanti collezioni museali del mondo. Marisa Merz c\u02bc\u00e8 sempre, con la sua personalit\u00e0, con la sua ironia, con le sue opere, con le sue relazioni. Il suo lavoro non \u00e8 mai finito. Ma le fotografie e le riprese televisive non le sono mai piaciute. Il film racconta la componente domestica della sua arte, il tempo e la modalit\u00e0 inediti con cui l\u2019artista amalgama la sua arte alla sua vita. Nel film \u00e8 inedita anche la voce di Marisa che parla di s\u00e9 sullo sfondo delle case studio di Torino e di Milano e della mostra che la Fondazione Merz le ha dedicato nel 2012. Intorno a Marisa, un coro di voci partecipa a questo racconto: amici, artisti, storici dell&#8217;arte, curatori e galleristi che dentro a questa storia ci sono stati e l&#8217;hanno condivisa.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-30 has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121980 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/pistoletto-min-768x425-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-michelangelo-pistoletto\">Michelangelo Pistoletto<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Daniele Segre, 2013<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Il rapporto insolito tra il regista del cinema della realt\u00e0 e l&#8217;artista di fama internazionale rappresenta un momento importante nel percorso cinematografico di Daniele Segre; un rapporto nato casualmente a Torino alla conferenza stampa del Prix Italia nel settembre 2012 e che si \u00e8 rafforzato nel corso delle riprese realizzate nel dicembre 2012 alla Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella trovando un punto in comune nella consapevolezza nel reciproco impegno sociale. Nel corso degli anni Novanta Michelangelo Pistoletto, con Progetto Arte e con la creazione a Biella di Cittadellarte-Fondazione Pistoletto e dell\u2019Universit\u00e0 delle Idee, ha messo l\u2019arte in relazione attiva con i diversi ambiti del tessuto sociale al fine di ispirare e produrre una trasformazione responsabile della societ\u00e0.<br>Nel 2003 \u00e8 stato insignito del Leone d\u2019Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia. Nel 2004 l&#8217;Universit\u00e0 di Torino gli conferisce la laurea honoris causa in Scienze Politiche. In tale occasione Pistoletto annuncia quella che costituisce la fase pi\u00f9 recente del suo lavoro, denominata Terzo Paradiso. Nel 2012 si fa promotore di Rebirth-day, prima giornata universale della rinascita, un&#8217;iniziativa che ha dato vita ad oltre un centinaio di eventi in tutto il mondo il 21 dicembre. Nel 2013 il Louvre di Parigi da aprile a settembre espone la sua mostra personale:&nbsp;<em>Michelangelo Pistoletto, ann\u00e9e un-le paradis sur terre.<\/em><\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-30 has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121981 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/penone-min-768x425-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-memoria-dei-fluidi-giuseppe-penone-scultore\">Memoria dei fluidi: Giuseppe Penone scultore<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Giampaolo Penco, 2012<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">L\u2019incipit del film \u00e8 la ripresa delle fasi di costruzione ed installazione di una grande opera pubblica in bronzo per il GAM di Torino: IN LIMINE. L\u2019opera che viene scoperta dal Presidente Giorgio Napolitano in occasione della ricorrenza dei 150 anni dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia. Da qui si inizia a raccontare l\u2019opera dell\u2019artista. Dalle sue opere degli ultimi anni come \u201cSculture di linfa\u201d, installazione presentata alla Biennale di Venezia del 2007 e adesso al Maxxi di Roma, 1&#8217;\u00abAlbero delle vocali\u00bb nel giardino delle Tuileries a Parigi, un albero in bronzo, divelto, che estende i suoi rami sulla superficie del terreno risaliremo fino ai suoi inizi, le scelte radicali, l\u2019opposizione alla cultura internazionale dell\u2019epoca, che gi\u00e0 flirtava con le mode del consumo, la scelta di lavorare nel paese di montagna in cui \u00e8 nato, Garessio, il fascino delle tradizioni popolari, che affondano le loro radici nella magia dei luoghi e del paesaggio. A Garessio \u00e8 rimasta la casa di famiglia, l\u2019infanzia tra i paesaggi montani, l\u2019esperienza familiare di un nonno scultore ed un padre agricoltore, l\u2019eco internazionale che la sua azione artistica raggiunge fin dagli esordi dei primi anni \u201960. In mezzo c\u2019\u00e8 il nucleo del suo lavoro: \u201cqualsiasi movimento nello spazio ha gi\u00e0 in s\u00e9 tutti i caratteri della scultura. Respirare \u00e8 scultura come un\u2019impronta digitale \u00e8 un\u2019immagine pittorica. Nel mio lavoro, spesso rendo visibile un gesto che normalmente pu\u00f2 essere automatico, involontario; sono le forme legate al volume e alle azioni del nostro corpo. Un soffio di vento equivale a un respiro\u201d. Ci sono quelli che vivono e lavorano con lui, la famiglia, gli artigiani e gli assistenti, quelli che danno forma al suo pensiero, quelli che lo conoscono fin dall\u2019inizio, come Germano Celant, quelli con cui c\u2019\u00e8 un rapporto di stima e di&nbsp;collaborazione come Daniel Soutif. C\u2019\u00e8 l\u2019idea di identit\u00e0, che si materializza nell\u2019impronta, la contraddizione della cultura contemporanea che ci spinge a&nbsp;cancellare la nostra identit\u00e0, mentre l\u2019arte chiede di affermarla. E poi c\u2019\u00e8 la natura, che si confonde con l\u2019uomo, e l\u2019uomo che \u201cfluisce\u201d nella natura.<br>&nbsp;<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-30 has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121983 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/tutto-su-mio-padre-min-768x425-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-573676b9-a944-4f98-8b54-b861608a0cb5\">Tutto su mio padre, Fabio Sargentini<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Fabiana Sargentini, 2003<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Il film girato da Fabiana, figlia di Fabio Sargentini, rievoca la carriera di uno dei pi\u00f9 interessanti galleristi italiani, e ripercorre la storia&nbsp;dell\u2019Attico, celebre galleria romana che ospit\u00f2 opere e performance di Pascali, Kounellis, De Dominicis, Ontani, Merz, Lewitt, Oppenheim, Tinguely, Trisha Brown, Philip Glass e molti altri.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-30 has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121985 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/la-rivoluzione-siamo-noi-wide-450x250-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-573676b9-a944-4f98-8b54-b861608a0cb5\">Pino<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Walter Fasano<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Roma, estate 1968. Pino Pascali, all&#8217;apice di un fulminante percorso artistico, muore giovanissimo in un incidente in motocicletta. Con lui scompare uno dei protagonisti di una straordinaria stagione creativa dell&#8217;arte italiana e internazionale. Cinquant&#8217;anni dopo il Museo Pino Pascali di Polignano a Mare, terra d&#8217;origine di Pino, compra ed espone la sua opera&nbsp;<em>Cinque Bachi da Setola e un Bozzolo<\/em>. Il racconto del ritorno nei luoghi delle proprie origini \u00e8 l&#8217;occasione per una riflessione su Pascali in una dimensione narrativa in cui spazio e tempo si piegano e si cancellano.<\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-cover alignfull has-parallax has-custom-content-position is-position-top-left\"><span aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-cover__background has-background-dim-30 has-background-dim\"><\/span><div class=\"wp-block-cover__image-background wp-image-121988 has-parallax\" style=\"background-position:50% 50%;background-image:url(https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/AUD_084-poster-1.jpg)\"><\/div><div class=\"wp-block-cover__inner-container is-layout-constrained wp-block-cover-is-layout-constrained\">\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"block-573676b9-a944-4f98-8b54-b861608a0cb5\">Fabro<\/h2>\n\n\n\n<p>regia di Giampaolo Penco<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">Luciano Fabro \u00e8 tra gli iniziatori di Arte Povera, di Aptico, della Casa degli Artisti di Milano. Le sue opere sono nelle collezioni del Moma, del Beaubourg, della Tate Gallery. Il film segue Fabro al Centre Pompidou nel \u201896, alla Biennale di Venezia del \u201897, a Basilea, Milano e all\u2019Accademia di Brera. <\/p>\n<\/div><\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-buttons is-content-justification-center is-layout-flex wp-container-core-buttons-is-layout-2 wp-block-buttons-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-button\"><a class=\"wp-block-button__link has-text-align-center wp-element-button\" href=\"https:\/\/rassegne.audiovisiva.org\/rassegna\/arte-povera\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">compra biglietto<\/a><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:50px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-text-align-left\" id=\"h-quando-l-arte-anche-se-e-povera-consegna-nobilta-al-cinema\">Quando l\u2019arte, anche se e\u2019 povera, consegna nobilta\u2019 al cinema<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left has-small-font-size\">di Pino Farinotti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-left\">Niente \u00e8 pi\u00f9 naturale del cinema che si ispira all\u2019arte. Naturale perch\u00e9 la pittura \u00e8 arte nobile e il cinema deve ancora darsi una dimensione in quel senso. Dicono \u201csettima arte\u201d: appunto, ce ne sono sei prima di lui. Premessa. Maestri a fronte di maestri. In sintesi colpevole certo: Kubrick, accettava e coltivava quella nobilt\u00e0 superiore dell\u2019arte figurativa, ha studiato Mondrian, nel suo \u201c2001\u201d e Gainsborough e Zoffany in <em>Barry Lyndon.<\/em> Dreyer riproduce Rembrandt in <em>Dies irae<\/em>; Eisenstein ha ben presenti Golovin e Schwarz in <em>Ivan il terribile<\/em>. Ford recupera Remington in <em>Sentieri selvaggi<\/em>. Antonioni ha studiato Rosenquist per Zabriskie Point. Il <em>Nosferatu<\/em> di Herzog \u00e8 una derivazione di Friedrich. Giganti della pittura in societ\u00e0 &#8211; con partecipazione maggiore- coi loro omologhi del cinema. Punta dell\u2019iceberg, certo. E come non citare l\u2019Urlo di Munch, usato dovunque, anche nell\u2019animazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque arte classica e nobile a ispirare. Poi irruppe l\u2019\u201darte povera\u201d. Definizione fulminea: il movimento \u00e8 legato all\u2019arte concettuale, rifiuta i mezzi espressivi tradizionali come la pittura e la scultura e impiega materiali \u201cnon artistici\u201d poveri appunto. Gli elementi sono legno, pietra, terra, stracci, vegetali, plastiche, luci al neon, cascami industriali. Una povert\u00e0 che gli artisti fondatori (Anselmo, Boetti, Calzolari Fabro, Merz, Paolini, Pistoletto fra gli altri) hanno trasformato in potenza e ricchezza. Ci sono lavori, come <em>Mai alzato pietra su pietra<\/em> di Merz, <em>La Venere degli stracci<\/em> di Pistoletto, <em>Piede<\/em> di Fabro che si allineano alla categoria delle opere storiche dall\u2019arte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1000\" height=\"1457\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/03\/Manifesto-1967-stampa-offset-edizione-in-800-esemplari-di-cui-50-firmati-e-numerati-da-1-a-50-cm-100-X-70.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122737\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Alighiero Boetti, Manifesto, 1967, offset print,  cm100 x 70. Courtesy of Archivio Alighiero Boetti.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se scrivi di arte e di cinema \u00e8 legittima l\u2019anarchia, se sai motivarla e darle un senso. Il lemma \u00e8: analogia. Il cinema di quegli anni sessanta. La memoria di getto e involontaria richiama la <em>Nouvelle vague<\/em>. Omologo di Celant \u00e8 il critico Andr\u00e9 Bazin. Gli esecutori registi sono Godard, Truffaut, Rohmer, Chabrol, Resnais, Rivette. Tutta gente con base di scrittura. Animata da uno spirito rivoluzionario violento che derivava da una cultura profonda della disciplina cinema. Passati dalla scrittura alla regia, ritenevano di stravolgere il senso del racconto: non un metodo di messa in scena, di proposta visiva di una sceneggiatura, ma privilegiando la scrittura, soprattutto s\u00e9 stessi come protagonisti del pensiero \u201cautoriale\u201d e dispensatori della propria poetica, lontana dalla tradizione e dalle convenzioni. Erano tutte persone intelligenti capaci di immaginare contenuti diversi, appunto. Ma nel tempo la loro proposta ha perso sostanza. La <em>Nouvelle vague<\/em> rimane un\u2019invenzione che vai a scoprire se frequenti una scuola e devi studiare cinema. Certo, quell\u2019intelligenza \u2026 sussiste.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSostanza\u201d e analogia. Non \u00e8 blasfemo se una delle definizioni pu\u00f2 essere \u201cpovera\u201d, certo allineata al concettuale e alla sostanza del concettuale che significa cinema di una certa qualit\u00e0, del resto riconosciuta e accreditata anche se la devi scovare nelle rassegne. Dovendo fare la rivoluzione per prima cosa occorreva intervenire sull\u2019evasione e lo spettacolo. Sostituiti dal puro pensiero. E quei film si proponevano nella \u201cpovert\u00e0\u201d magari nobile, del bianco e nero. Spesso non presentavano modelli per un\u2019identificazione o per il sogno. Il pensiero e l\u2019intelligenza dovevano compensare quella che \u00e8 la prima opzione del cinema, l\u2019evasione e il sogno, appunto. Si trattava di considerare quella povert\u00e0 di sostanza e quella qualit\u00e0 concettuale. Sono state citate alcune opere di arte povera. A fronte ecco alcuni titoli che, comunque, entrano nell\u2019antologia nobile del cinema: <em>I quattrocento colpi<\/em> (Truffaut), <em>Fino all\u2019ultimo respiro<\/em> (Godard), <em>La beau Serge<\/em> (Chabrol). Arte povera, cinema povero, con relativa qualit\u00e0 e aristocrazia.<\/p>\n\n\n\n<p>Estendendo l\u2019anarchia. Pu\u00f2 essere bello e affascinante scovare nella storia qualcosa di omologo a ci\u00f2 che \u00e8 stato raccontato. Un\u2019analogia antica e sexy. La memoria, appunto, richiama due artisti che, senza conoscersi, per quella strana, magica vocazione del tempo, in quello stesso periodo, magari in quegli stessi giorni, creavano due incanti.<\/p>\n\n\n\n<p>1606. Caravaggio finisce di comporre <em>La morte della vergine<\/em>. E\u2019 un dipinto anomalo, fuori dalle regole estetiche di quel tempo. Tanto che il committente, tale giurista Laerzio Cherubini, quando la vide non volle pagarla. Riteneva, e quasi tutti con lui, che la rappresentazione fosse troppo povera. Il corpo della Vergine giace in un ambiente opaco e umile. La Maddalena e gli apostoli, addolorati, emergono da un\u2019ombra molto scura. Il contrasto, potente elemento del pittore, sta nella veste rossa della morta in una tenda, elemento di estetica povera. C\u2019era una ragione per quella scelta. Derivava dalla personalit\u00e0 del cardinale Federico Borromeo che predicava la povert\u00e0 del clero e viveva in un ambiente molto modesto, del tutto simile a quello immaginato da Caravaggio. Dunque, La morte della Vergine, modello di arte figurativa povera.<\/p>\n\n\n\n<p>1606. Miguel de Cervantes porta a termine il suo <em>Don Chisciotte<\/em>. L\u2019opera viene considerata da una corrente di pensiero prevalente e accreditata, una delle maggiori della letteratura universale. Cervantes viveva in piena trasformazione della societ\u00e0 e della cultura: un passaggio dal rinascimento al barocco, dove la letteratura era ancora ancorata a racconti di vicende di famiglie nobili, di amori contrastati e di avventure di cappa e spada. E cos\u00ec l\u2019artista decise per una storia che stravolgeva tutto. Non \u00e8 improprio dire che trattasi di storia di povert\u00e0, un mantra che il cavaliere comunque non coglie, convinto di essere un eroe che cambier\u00e0 il mondo. Il simbolo della lotta coi mulini a vento, rappresenta la sintesi, conosciuta, efficace delle sue imprese. Se non lo ha fatto don Chisciotte, \u00e8 stato Cervantes a cambiare il mondo. La sua invenzione contiene il sogno, la fantasia, l\u2019ignoto, il visionario, l\u2019istinto di portare in superficie il recondito e l\u2019inconscio. E\u2019 roba che poi sar\u00e0 perfezionata trecento anni dopo da gente come Freud. Chisciotte, con il suo cavallo sfinito, il suo scudiero scalcinato, la sua lancia inutile, tutta roba \u201cpovera\u201d, ha dato segnali che sono sempre qui, anche adesso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I protagonisti dell&#8217;Arte Povera raccontati in sei documentari, disponibili in streaming grazie a una rassegnata curata da Audiovisiva e CFArts<\/p>\n","protected":false},"featured_media":122737,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385],"tags":[],"class_list":["post-121952","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121952\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":123644,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/121952\/revisions\/123644"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122737"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=121952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=121952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=121952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}