{"id":122846,"date":"2024-04-29T11:18:00","date_gmt":"2024-04-29T09:18:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=122846"},"modified":"2024-05-02T18:17:40","modified_gmt":"2024-05-02T16:17:40","slug":"monika-emmanuelle-kazi-giocare-a-lungo","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/04\/29\/monika-emmanuelle-kazi-giocare-a-lungo\/","title":{"rendered":"Monika Emmanuelle Kazi: giocare a lungo"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">La ricerca artistica di Monika Emmanuelle Kazi \u00e8 una meditazione visiva sul ruolo dell&#8217;immagine, dell&#8217;archivio e della sua educazione diasporica, attraversata da motivi ripetuti che riguardano la memoria, il destino e la sfera del domestico. Nata in Francia e cresciuta per quattordici anni nella Repubblica del Congo, l&#8217;artista torna a Parigi per terminare la sua formazione e proseguire gli studi in Belgio, prima in architettura e poi in interior design. Una scelta che si riveler\u00e0 cruciale per le sue opere, che prestano molta attenzione alle idee eurocentriche del settore edilizio, esaminando gli aspetti infrastrutturali ed estetici che poi diventano convinzioni da mettere in discussione e sfidare. <em>&#8220;Parlando di spazio domestico&#8221;,<\/em> spiega Kazi,<em> &#8220;si parla di qualcosa che pu\u00f2 essere riferito a tutti&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Le installazioni su larga scala, che includono video opere, sculture, manufatti tessili, dipinti e performance, sono profondamente integrati nel linguaggio autoreferenziale di Monika Emmanuelle Kazi, ritenuto da lei stessa parte di un sistema. Ne fanno parte anche il suo archivio personale, o il reimpiego di poche immagini, poich\u00e9 l\u2019artista considera le rappresentazioni e la sua famiglia come un modo per &#8220;<em>creare un&#8217;energia che evoca un senso di nostalgia&#8221;.<\/em> Le scelte dei materiali sono spesso ispirate a sensazioni tattili e si basano su ricordi comuni e condivisi, come i giochi dell&#8217;infanzia, il latte, la terra; ma tali sensazioni sono spesso rielaborate con un taglio surrealista, per contestare una narrazione strettamente allineata con il fenomeno della colonizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le peculiarit\u00e0 della pratica artistica di Monika Emmanuelle Kazi spicca l&#8217;uso della pittura a nitrato liquido d&#8217;argento su vetro, che richiama il riconoscimento simultaneo di un processo chimico onnipresente e di una riflessione poetica. L&#8217;oggetto risultante \u00e8 spesso una struttura scultorea dall&#8217;aspetto fragile, che restituisce un&#8217;immagine astratta personale dell&#8217;artista mentre la dimensione specchiante cattura lo sguardo dell&#8217;osservatore. In <em>Jeunesse perdue<\/em> (2023) una cornice di alluminio protegge e racchiude i pezzi di vetro tagliato dipinti all&#8217;interno, pur assomigliando al frammento di un involucro dall&#8217;aspetto filigranato. L&#8217;accostamento tra l&#8217;alluminio di uso quotidiano e il vetro tagliato, entrambi espressione di frammenti, o della una parte mancante di un intero, \u00e8 un elemento pregnante della grammatica visiva di Kazi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5000\" height=\"3335\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/04\/Jeunesse-Perdue.jpg\" alt=\"Jeunesse perdue, 2023, glass, silver nitrate and aluminum, 90 x 60 x 6 cm. Photographer: Moritz Schermbach. In courtesy of the artist &amp; PHILIPPZOLLINGER.\" class=\"wp-image-122848\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monika Emmanuelle Kazi, Jeunesse perdue, 2023, glass, silver nitrate and aluminum, 90 x 60 x 6 cm. Ph: Moritz Schermbach. Courtesy of the artist and Philipp Zollinger.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In occasione della sua mostra personale da <a href=\"https:\/\/philippzollinger.com\/artists\/32-monika-emmanuelle-kazi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Philipp Zollinger<\/a> di Zurigo, <em>Homes Less, home spells, <\/em>il significato di una residenza viene riconsiderato in termini di banale intimit\u00e0 o come propriet\u00e0 di investimento. La mostra si sofferma anche sulle considerazioni relative all&#8217;abitare artistico o estetico. Nelle opere in vetro, <em>For Rent, For Sale <\/em>e<em> It&#8217;s where the magic happens<\/em> (entrambe del 2024), le immagini e le loro sembianze sono state tratte dalla <em>Living room series<\/em> di Dominique Nabokov, ossia tre libri fotografici che esplorano le abitazioni degli operatori del settore artistico nelle capitali occidentali dell&#8217;arte, vale a dire Berlino, New York e Parigi. Monika Emmanuelle Kazi si allontana dalle immagini iniziali, traendo sempre l\u2019ispirazione fotografica dal suo archivio personale, che invece ritrae la vita familiare e la sfera domestica dell&#8217;Africa occidentale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le opere in questione richiamano i tipici interni minimal di ricercato design, con piante verdi e collezioni d&#8217;arte a corredo, che Monika Emmanuelle Kazi astrae grazie al nitrato liquido. Si genera cos\u00ec un duplice spazio di inquietudine. Ci chiediamo, che cosa stiamo guardando esattamente? Il nostro spazio \u00e8 di simile natura? Pur mantenendo un certo livello di seduzione, nella dimensione speculare in cui ci osserviamo. Ma in questa cultura del selfie, all&#8217;artista interessa davvero che il pubblico abbia una propensione di fondo a fotografarsi nell&#8217;opera?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11525\" height=\"7684\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/04\/Galerie-PHILIPPZOLLINGER-EXHIBITION-VIEW.jpg\" alt=\"Installation view from the exhibition Home less, Home Spells. Photographer: Conradin Frei. In courtesy of the artist &amp; PHILIPPZOLLINGER.\" class=\"wp-image-122849\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monika Emmanuelle Kazi, <em>Home less, Home Spells, installation view<\/em>. Ph: Conradin Frei. Courtesy of the artist and Philipp Zollinger.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Mi piace. Difronte a un&#8217;opera riflettente si finisce sempre per mettercisi dentro. \u00c8 un effetto curioso che fa riflettere sul ruolo di spettatore. \u00c8 come usare l&#8217;opera in modo che si crei un gesto performativo, incorporando gli spettatori nei paesaggi che dipingo; \u00e8 una sorta di attivazione&#8221;.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso installazioni come<em> For Rent, For Sale<\/em> o<em> It&#8217;s where the magic happens, <\/em>Monika Emmanuelle Kazi esplora il fascino esercitato dagli oggetti estetici e scultorei, da scoprire come interazioni, o da possedere come qualcosa che si pu\u00f2 comprare. La loro materialit\u00e0 e le loro connotazioni figurative &#8211; nella forma di un&#8217;installazione minimalista che guarda alla dimora e al tempo libero degli operatori artistici &#8211; alludono alle connotazioni pi\u00f9 dense della storia dell&#8217;arte contemporanea, ai suoi mercati, e alla metafora del settore immobiliare come paradigma imperialista. \u00c8 una triade perfetta per l\u2019artista, che guarda al potere e alla portata delle implicazioni coloniali come a un dispositivo di inquadramento costante all&#8217;interno del suo lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p><em>&#8220;Voglio, a poco a poco, scardinare i fatti consolidati della nostra vita quotidiana per mostrare l&#8217;impatto o l&#8217;influenza, ancora oggi presente, che la storia della colonizzazione ha avuto sui nostri modi di vivere e di stare al mondo&#8221;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso la metafora del gioco e della creazione del mondo, l&#8217;installazione <em>Do you know how to play?<\/em> <em>(<\/em>2021) e l&#8217;opera video <em>Do you know how to play?<\/em> <em>(<\/em>2022) mettono a nudo certe crudelt\u00e0 del passato. La tavola di Ludo, un gioco da tavolo popolare in Africa occidentale, \u00e8 il soggetto dell&#8217;opera. Per un pubblico eurocentrico il gioco pu\u00f2 risultare esoterico ed enigmatico, pur nutrendo in s\u00e8 un profondo senso di familiarit\u00e0, in quanto parte dell&#8217;infanzia dell&#8217;artista. Il legno laccato e la forma quadrata &#8211; comprese le incisioni geometriche sulla superficie, tratte dall&#8217;archivio personale di Kazi &#8211; possono inizialmente ricordare qualcosa di simile a una scacchiera. In realt\u00e0, a un&#8217;analisi pi\u00f9 attenta, la scacchiera di Ludo \u00e8 un gioco per pi\u00f9 giocatori che richiede riflessione e strategia attraverso la circumnavigazione del centro, colloquialmente chiamato &#8220;cielo&#8221; o &#8220;paradiso&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2808\" height=\"1872\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/04\/3.jpg\" alt=\"Veduta dell'installazione Do you know how to play\u2009? Foto di Guadalupe Ruiz. Per gentile concessione dell'artista &amp; KIEFER HABLITZEL STIFTUNG.\" class=\"wp-image-122854\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monika Emmanuelle Kazi, Do you know how to play?, installation view. Ph: Guadalupe Ruiz. Courtesy of the artist &amp; KIEFER HABLITZEL STIFTUNG. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In tutte le iterazioni dell&#8217;opera, i calici di cristallo dall&#8217;aspetto antico mantengono la loro posizione di gioco e sono pieni di latte in polvere o liquido, il che rappresenta un riferimento alla Nestl\u00e9 e alla sua diffusione di latte artificiale, che ha devastato il continente africano. L&#8217;installazione di <em>Do you know how to play?<\/em> si presenta come una sospensione del tempo, ossia di una partita non finita in cui gli ignoti giocatori sono scomparsi.<em> <\/em>Mentre i calici sembrano collocati in modo casuale, il loro essere semivuoti o semipieni fa riflettere sul vecchio adagio, che invita a mantenere vivo l&#8217;ottimismo anche di fronte a circostanze ingiuste e crudeli. Oppure, si potrebbe riconsiderare l&#8217;idea del gioco in s\u00e8, di chi si sia trovato nelle circostanze migliori per cominciare. In ogni caso, la nozione surrealista di casualit\u00e0 \u00e8 una misura evocativa che Monika Emmanuelle Kazi ha scrupolosamente voluto impiegare.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;installazione ha gettato le basi per un video di quarantadue minuti che ha un obiettivo pi\u00f9 mirato e cinematografico. L&#8217;opera si ispira a un celebre film di Ingmar Bergman, Il settimo sigillo, del 1957. Forse \u00e8 l&#8217;allusione all&#8217;arte occidentale che inizialmente incuriosce. Del resto, la congruenza \u00e8 significativa. La distesa infinita di uno specchio d&#8217;acqua e il paesaggio montuoso come linea dell&#8217;orizzonte, con due giocatori a incorniciare i confini dell&#8217;inquadratura, mentre il gioco \u00e8 in equilibrio sulla cima di una roccia. Nel video la figura vestita di nero \u00e8 una rappresentazione della morte, venuta a cercare il protagonista, che cerca di vincerla proponendole una partita a scacchi. Si tratta di una scena canonica, che chiaramente raffigura l&#8217;intrinseca arroganza del tentativo futile dell&#8217;uomo di controllare il proprio destino.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1080\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/04\/doyouknowhowtoplayVIDEO-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122867\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monika Emmanulle Kazi, Do you know how to play?, video still. Courtesy of the artist &amp; Kunsthalle Friart Fribourg.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Per Monika Emmanuelle Kazi<em> <\/em>esistono delle differenze cruciali rispetto al Settimo sigillo di Ingmar Bergman (1957); Per kazi i giocatori sono donne, giocano su una tavola da Ludo, indossano abiti maschili poco aderenti, e ricevono istruzioni da una voce femminile situata al di fuori dall&#8217;inquadratura. Girato lungo le rive del lago di Ginevra, il film evidenzia la vicinanza alla sede della Nestl\u00e9. La voce dell&#8217;artista \u00e8 quella dell&#8217;istruttrice, che indica a ciascun giocatore quanto o quanto poco muoversi, a sottolineare la mancanza di controllo su di s\u00e9 e l&#8217;incidenza delle scelte altrui sul proprio destino. Le inquadrature ravvicinate intervallano le mani dei giocatori in bilico sui calici, che ricoprono le tazze di latte in polvere in attesa del proprio turno.<\/p>\n\n\n\n<p>I simboli e i meccanismi che Monika Emmauelle Kazi crea per definire il proprio lavoro sono un punto di riferimento per l&#8217;esperienza vissuta. La sua teatralit\u00e0 e la sua efficacia vengono esplorate nell&#8217;uso elegante dei materiali, mentre gli aspetti di ripensamento dell&#8217;intrattenimento, come i giochi che facciamo o la nostra collezione di libri da tavolo, sono parte dell&#8217;equazione che considera un pubblico dentro e fuori l&#8217;opera. Al di l\u00e0 di questo, i gesti astuti che sottolineano le perduranti problematiche della colonizzazione, il passato che riconsideriamo e il presente che affrontiamo, fanno da catalizzatore per una pratica artistica determinata a durare a lungo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sistema estetico che Monika Emmanuelle Kazi riflette sua esperienza personale, e lo spettro del colonialismo<\/p>\n","protected":false},"featured_media":122860,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-122846","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/122846","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/122846\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122860"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=122846"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=122846"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=122846"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}