{"id":122885,"date":"2024-05-08T10:03:17","date_gmt":"2024-05-08T08:03:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=122885"},"modified":"2024-05-08T11:05:11","modified_gmt":"2024-05-08T09:05:11","slug":"steinbach-andrzej-tautologia-dellideale","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/05\/08\/steinbach-andrzej-tautologia-dellideale\/","title":{"rendered":"Andrzej Steinbach: tautologia dell&#8217;ideale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Di cosa \u00e8 fatta la fotografia? \u00c8 fatta di fotografia. Per questo motivo, per parlare delle immagini create da Andrzej Steinbach, bisogna assumere una prospettiva precisa, quella del medium in oggetto. La questione, tuttavia, \u00e8 se la fotografia possa ancora essere considerata un mezzo. Ne abbiamo discusso brevemente con Steinbach durante un incontro presso la Briefing Room di Bruxelles, uno spazio gestito e curato da Andrzej Steinbach e Steffen Zillig (<a href=\"https:\/\/briefingroom.eu\">qui il link al sito web del progetto<\/a>). In effetti, dal momento in cui si sono diffuse le macchine fotografiche digitali (nell&#8217;ultimo decennio del secolo scorso), a cui \u00e8 seguita l&#8217;esplosione dei social network, che ci ha consentito, o forse indotto, a condividere di continuo immagini di natura fotografica con chiunque, e ancora, con l&#8217;evoluzione dei software di fotoritocco, la macchina fotografica tradizionale \u00e8 stata affiancata da una serie di altri strumenti che, in teoria, avrebbero tutto il diritto di essere considerati dei medium a s\u00e9 stanti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6466\" height=\"4311\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/05\/DSC1275-1_1C.jpg\" alt=\"Andrzej Steinbach,\" class=\"wp-image-122902\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andrzej Steinbach, Platen, from the series Disassembling a Typewriter, 2022. \u00a9Andrzej Steinbach, VG Bild-Kunst, Bonn, 2024.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ha quindi ancora senso parlare di fotografia come si parla di pittura, scultura o cinema? Nel caso del lavoro di Andrzej Steinbach, molto probabilmente s\u00ec. Ma \u00e8 possibile solo dopo aver capito che \u00e8 la volont\u00e0 di essere fotografia a fare la fotografia, non un dispositivo fotosensibile di qualsiasi tipo o un software. Quindi, se \u00e8 vero che la fotografia \u00e8 fatta di fotografia, \u00e8 anche vero che per fare una fotografia ci vuole un fotografo, cio\u00e8 una sintesi di competenze tecniche ed esigenze poetiche. In tempi di Intelligenza Artificiale \u00e8 decisamente inutile ragionare sulla prima. A noi interessa, piuttosto, quest&#8217;ultimo aspetto, cio\u00e8 ci\u00f2 che ci permette di concepire le ragioni per cui una fotografia \u00e8 ci\u00f2 che \u00e8, quindi perch\u00e9 certe immagini, e non altre, posseggono la complessit\u00e0 espressiva delle opere d&#8217;arte ed \u00e8 quindi opportuno che attraversino i libri, le gallerie, le istituzioni artistiche, i musei.<\/p>\n\n\n\n<p>Come ha sottolineato Lucy Gallum, che nel 2018 ha incluso Steinbach nella mostra New Photography al MoMA e in seguito ha scritto un saggio molto approfondito per il catalogo della mostra personale di Steinbach al Kunstverein di Amburgo (2022, <a href=\"https:\/\/www.kunstverein.de\/exhibitions\/modelle-und-verfahren-steinbach-2022\">link<\/a>), il design poetico di Andrzej Steinbach guarda ai nostri tempi concependo in modo chiaro i \u201cmodelli e i protocolli\u201d della fotografia, ma anche del design, dell&#8217;arte e della moda (tra l&#8217;altro, Steinbach sottolinea che le pareti della sua mostra al Kunstverein di Amburgo sono, in realt\u00e0, vecchi pannelli che ha recuperato dai magazzini dell&#8217;istituzione e riadattato come strumenti espositivi con tracce di mostre precedenti).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2000\" height=\"1334\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/05\/FD39756_thumb_large_2jd5cs5.jpg\" alt=\"Andrzej Steinbach\" class=\"wp-image-122903\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andrzej Steinbach, Modelle und Verfahren, Kunstverein in Hamburg, 2022. Foto: Fred Dott. Courtesy of the artist and Kunstverein Hamburg.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I ritratti della serie <em>Figur I, Figur II<\/em> (2016), parte di una trilogia che comprende anche i cicli fotografici <em>Gesellschaft beginnt mit drei<\/em> (2017) e <em>Der Apparat<\/em> (2019) &#8211; pubblicati da Spector Books in tre volumi separati (<a href=\"https:\/\/spectorbooks.com\/books\/?p=221&amp;c=40\">link<\/a>) -, annullano quasi completamente il contesto per concentrarsi sul soggetto, che Steinbach ci invita cos\u00ec ad \u201canalizzare\u201d. La modalit\u00e0 di osservazione potrebbe ricordare il modo in cui guardiamo un servizio di moda, dove la modella \u00e8 una costante, mentre cambiano pose, abiti e accessori. Salvo che, ovviamente, in questo caso non vi \u00e8 alcuno scopo promozionale. Gli attributi del soggetto sono completamente neutri, brutalmente impersonali, privi di soggettivit\u00e0, proprio come i modelli nella maggior parte dei servizi di moda professionali. Eppure questo scambio di ruoli non porta, come ci si potrebbe aspettare, alla centralit\u00e0 dell&#8217;individuo, che anzich\u00e9 essere una persona rimane un archetipo. Pi\u00f9 che a una condizione esistenziale, si approda nei territori dell&#8217;astrazione.\u00a0La tautologia del soggetto conduce all&#8217;assoluto, all&#8217;ideale. La fotografia \u00e8 fatta di fotografia, tanto pi\u00f9 se \u00e8 in bianco e nero, e se il suo motivo pu\u00f2 ripetersi all&#8217;infinito, come un bicchiere di Dreher o un quadro di Albers, che vibrano di significati proprio perch\u00e9 non ne escludono nessuno. Lo stesso vale quando Andrzej Steinbach concentra la sua attenzione sugli oggetti, o sulle loro interazioni.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2002\" height=\"3000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/05\/174_DSC1754_1c-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122919\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andrzej Steinbach, \nFigur I, Figur II, 2014\/15. \u00a9Andrzej Steinbach, VG Bild-Kunst, Bonn, 2024.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Le leve dei caratteri di una macchina da scrivere <em>(Disassemblig a typewriter<\/em>, 2022) non diventano, attraverso la fotografia, degli strumenti simbolici per occuparsi del linguaggio, dell&#8217;evoluzione tecnologica, della lotta per esprimersi o del senso di malinconia che i pi\u00f9 nostalgici potrebbero provare. Sono, piuttosto, oggetti che la fotografia ci invita a mettere in relazione con i nostri sistemi di attribuzione di significato, affinch\u00e9 possano vibrare nello spazio assoluto, libero e aperto. E cos\u00ec pietre (<em>Ordinary stones<\/em>, 2016), chiodi (<em>300 Nails, <\/em>2019), strumenti da lavoro (<em>Auto<\/em> <em>erotik<\/em>, 2022).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4763\" height=\"7144\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/05\/DSC1220-1_1C.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122910\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Andrzej Steinbach, \nVv \u00c4\u00e4 \u00a79 &#8216;-, from the series Disassembling a Typewriter, \n2022. \u00a9Andrzej Steinbach, VG Bild-Kunst, Bonn, 2024.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A un certo punto, in ogni caso, sono le forme pure a diventare simboliche. Una curva, una superficie zigrinata, un cerchio, la volumetria spontanea di un corpo umano colto in una certa postura. Geometrie implicite mascherate da oggetti ordinari. Quella di Andrzej Steinbach \u00e8 una poetica che opera per sottrazione di identit\u00e0 e per sospensione temporale. A un decennio dalla loro realizzazione, infatti, gli scatti di Figura I, Figura II sono ancora intatti, e lo stesso si potrebbe dire di tutte le serie che hanno segnato la produzione di Steinbach fino a oggi. Come pietre grezze che non cambiano nel tempo; finch\u00e9 qualcuno non passa di l\u00ec e d\u00e0 loro un&#8217;occhiata. Una pietra, dopotutto, \u00e8 anche fatta di pietra.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrzej Steinbach interroga i nostri sistemi di attribuzione di senso, cos\u00ec le immagini possono vibrare libere e aperte<\/p>\n","protected":false},"featured_media":122909,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-122885","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/122885","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/122885\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/122909"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=122885"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=122885"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=122885"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}