{"id":122942,"date":"2024-06-03T16:17:04","date_gmt":"2024-06-03T14:17:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=122942"},"modified":"2024-06-06T18:11:25","modified_gmt":"2024-06-06T16:11:25","slug":"liste-2024-effimero-e-permanenza-in-sei-gallerie","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/06\/03\/liste-2024-effimero-e-permanenza-in-sei-gallerie\/","title":{"rendered":"Liste 2024, effimero e permanenza in sei gallerie"},"content":{"rendered":"\n<p>Il conto a rovescia \u00e8 iniziato. Art Basel \u00e8 alle porte, cos\u00ec come l&#8217;edizione 2024 di Liste, che dal 10 giugno ospiter\u00e0 35 paesi e 91 gallerie, di cui ben 75 presenti con mostre monografiche. Nell&#8217;ultimo decennio \u00e8 stata questa la piattaforma dove ascoltare le nuove voci, possibilmente fuori dal coro dell\u2019establishment. E se i vaticini pi\u00f9 neri si addensano all&#8217;orizzonte di un mondo allo sbando, Liste reagisce con l\u2019ottimismo e lo slancio creativo che contraddistingue la speranza nel futuro, senza che questo mai significhi infilare la testa sotto la sabbia; anzi, riflettendo sul contesto attuale, attraverso un ventaglio di proposte che rispecchiano altrettanti punti di vista sul rapporto tra uomo e ambiente, tempo e memoria, perdita e morte, ovvero i temi al centro di questa edizione. Abbiamo dunque selezionato sei gallerie partecipanti, alcune per la prima volta, le cui proposte ci interrogano sul potenziale dell\u2019arte come strumento di dibattito e confronto, sulla natura dell\u2019effimero e sul significato di permanenza.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-parallel-oaxaca\">Parallel Oaxaca<\/h3>\n\n\n\n<p>Il mito e il racconto sono gli strumenti che dispiega la galleria messicana nell\u2019elaborazione di un immaginario tellurico in cui uomo, flora e fauna si incontrano per rivelare le intime relazioni nel desiderio, comune e condiviso, di un\u2019estetica proteiforme. Le sculture di Patricia Belli sono realizzate con ossa, rami e rifiuti plastici depositati sulla riva dal mare. I materiali di recupero, assemblati tra loro, danno vita a figure scheletriche post-organiche. \u201cIl nuovo lavoro di Patricia scaturisce da una riflessione sul fragile contesto ecologico sudamericano\u201d dichiara il fondatore Oliver Martinez Kandt \u201ce stabilisce un parallelo con la nostra stessa fragilit\u00e0 cos\u00ec da offrire la chiave d\u2019interpretazione di una geografia del territorio e degli impulsi umani\u201d. In una societ\u00e0 che di fronte al clima ha dimenticato il buonsenso, l\u2019artista suggerisce la necessit\u00e0 di un rimedio, una cura a base di empatia, una visione gioiosa e, allo stesso tempo, disillusa: la reciprocit\u00e0 tra noi in quanto corpi e l\u2019universo che abitiamo \u00e8 come la superficie di uno specchio che si \u00e8 deformato e che sta all\u2019uomo e alla sua coscienza raddrizzare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5792\" height=\"8688\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/06\/1_44A3487.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122999\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Patricia Belli, Familia (detail, 2024). Bones, iron wire, resin, cm 90 x 60 x 60.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-lovay-fine-arts\">Lovay Fine Arts<\/h3>\n\n\n\n<p>Gioca in casa la galleria ginevrina che per questa edizione di Liste presenta Kartonagen, un gruppo di nuove sculture realizzate da Mich\u00e8le Graf e Selina Gruter, affiancate da un lavoro cinetico della serie Clock Work. Il tempo e la parola nelle loro manifestazioni materiali e universali sono sottoposti a un processo di decostruzione. Annullamento e ricomposizione sono gli strumenti di un\u2019anatomia che rivela un cuore automatico e dentellato; altrove, uno dei meccanismi interni di un orologio diventa il canovaccio da replicare ossessivamente in riconfigurazioni di cartone variate tra loro. Ne emergono criptici parallelepipedi formati da lamelle affiancate che alternano pieni e vuoti e sembrano alludere a un arcano vocabolario o spartito musicale. Sono fratture e cesure che, come sosteneva Louis Marin in Della Rappresentazione, \u201clacerano una coerenza semantica e logica\u201d. L\u2019ars combinatoria di Graf e Gruter \u00e8 l\u2019espressione estetica e tangibile di uno dei principi fondanti della galleria: \u201cLovay Fine Arts vuole dare spazio alle istanze critiche e innovative di artisti emergenti o gi\u00e0 affermati\u201d sottolinea il direttore Balthazar Lovay e prosegue: \u201cessere un gallerista oggi significa costruire una solida consapevolezza di varie pratiche in dialogo tra loro che non possono trascendere dalla conoscenza della storia dell\u2019arte\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2250\" height=\"3000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/06\/4b_Kartonage.jpg\" alt=\"Mich\u00e8le Graf and Selina Gr\u00fcter, Kartonage, 2024. Cardboard, glue, oil pastel, cm 16.5 x 14 x 4.5.\n\" class=\"wp-image-122991\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mich\u00e8le Graf and Selina Gr\u00fcter, Kartonage, 2024. Cardboard, glue, oil pastel, cm 16.5 x 14  x 4.5.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-rose-easton\">Rose Easton<\/h3>\n\n\n\n<p>Per la galleria fondata nel 2021, ogni mostra offre l\u2019occasione di trasformare lo spazio della sede londinese in un universo sempre diverso. E per celebrare la prima partecipazione a Liste, chi di meglio del primo artista storicamente entrato a far parte della scuderia? Nel Purgatorio di Louis Morlae ci imbattiamo in un gruppo di sculture a met\u00e0 strada tra umano e robotico, reminiscenti di Bosch e Breughel, intrappolate in pose innaturali, malsane, kafkiane. \u201cIn un\u2019epoca in cui il mondo appare in una prospettiva esponenzialmente distopica, la ricerca di Morlae riflette sulle minacce di un futuro ormai alle porte\u201d puntualizza Rose Easton. Realizzate con materiali seducenti e sensuali come fibra di vetro e resina, le sculture tradiscono le fantomatiche promesse di un progresso votato alla perfezione: queste sono metafore tragiche di una condizione umana malata. Che, come nel caso di Park McArthur o Carolyn Lazard, coincide con quella dell\u2019artista. In Body and Pain (1985), Elaine Scarry dichiarava che il dolore e la malattia possono fungere da stimoli innovatori. Morlae, con le sue sculture ora ammiccanti, ora respingenti, ne d\u00e0 la prova.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8521\" height=\"5681\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/06\/LouisMorlae_Ref-0093.jpg\" alt=\"Louis Morl\u00e6\" class=\"wp-image-122992\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Louis Morl\u00e6, The Beggar (Gaberlunzie), 2024, PLA, acrylic, nylon, filler cm 77 x 86  x 80. Courtesy the artist and Rose Easton, London\nPhotography by Jack Elliot Edwards<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-p21\">P21<\/h3>\n\n\n\n<p>Il 16 Aprile del 2014, nelle fredde acque della Corea del Sud, affondava il Sewol. Morirono 304 persone, molte delle quali, studenti in gita scolastica. Complici una serie di errori umani, l\u2019incidente ebbe un notevole impatto mediatico e gener\u00f2 un trauma collettivo. Da questo evento parte l\u2019indagine artistica di Keem Jiyoung che, con il progetto Glowing Hour, intende confrontarsi con qualcosa di non rappresentabile: il dolore. Al centro della presentazione concepita per Liste, ci sono dei quadri a olio che raffigurano delle candele, dipinte a distanza pi\u00f9 o meno ravvicinata. Mentre in alcuni casi la fiamma sembra ondeggiare nella sua interezza, altrove lo sguardo si fa cos\u00ec ravvicinato da riprodurre solo un dettaglio. Viene in mente Gerhard Richter ma se in quest\u2019ultimo prevale l\u2019isolamento, l\u2019atmosfera qui ricreata \u00e8 quella di un memoriale, di una dimensione meditativa corale suggerita anche dalla presenza di sculture a forma di candela. \u201cIl lavoro di Keem Jiyoung si pone su due livelli\u201d dichiara Zach Williams della galleria P21, fondata nel 2017 a Seoul, \u201cda un lato evoca un evento specifico; dall\u2019altro invita l\u2019osservatore a riflettere nell\u2019ambito di un dibattito di portata pi\u00f9 ampia sulla responsabilit\u00e0 dell\u2019uomo di fronte a disastri come quello del Sewol\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4554\" height=\"5639\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/06\/Keem-Jiyoung-Glowing-Hour-2024-80.3-x-65.1-cm-2-e1717407038492.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-122993\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Keem Jiyoung, Glowing Hour, 2024, cm 80.3 x 65.1.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-margot-samel\">Margot Samel<\/h3>\n\n\n\n<p>Per Melissa Joseph non c\u2019\u00e8 differenza tra un quadro a olio e uno di feltro. Su un supporto di lana industriale, steso come se fosse una tela, l\u2019artista di origini indo americane aggiunge strati di colore di fibre di lana e, mediante un ago che presenta piccolissimi uncini, \u201cdipinge\u201d per portare in superficie i fili, applicando gli stessi principi figurativi e di prospettiva mutuati dalla pittura tradizionale. La superficie \u00e8 spesso complicata dalla presenza di altri materiali come argilla o piccoli oggetti di repechage che conferiscono al lavoro ulteriore spessore tridimensionale. \u201cSebbene la tecnica del feltro ad ago abbia origini antiche, nel mondo dell\u2019arte contemporanea quasi nessuno la impiega\u201d afferma la sua gallerista Margot Semel, \u201ce ci auguriamo che il lavoro, profondamente radicato nel passato dell\u2019artista cresciuta nella Pennsylvania rurale, catalizzi l\u2019interesse del pubblico\u201d. Quella di Joseph \u00e8 un\u2019arte dal sapore vernacolare, che partendo da ricordi fotografici personali, evolve in una prospettiva plurale e affronta questioni sociali pi\u00f9 stringenti, compreso il lavoro e l\u2019identit\u00e0 di genere.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5607\" height=\"4205\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/05\/Melissa-Joseph-Babu-2024.jpg\" alt=\"Melissa Joseph, &quot;Babu&quot;, 2024.\" class=\"wp-image-122970\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">MMelissa Joseph, Babu, 2024. Needle felted wool in accordion, 9 x 13 x 4 in | 22.9 x 33 x 10.2 cm. Image courtesy: The artist and Margot Samel, NYC. Photo: Matthew Sherman.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-gauli-zitter\">Gauli Zitter<\/h3>\n\n\n\n<p>Dalla Biennale di Venezia a quella del Whitney l\u2019identit\u00e0 di genere \u00e8 del resto un tema ricorrente e anche Liste partecipa al dibattito. Gauli Zitter, fondata a Bruxelles l\u2019anno scorso da Philip Poppek e Piero Bisello, presenta il lavoro di Mona Filleul, vincitrice nel 2023 di uno Swiss Art Award. L\u2019artista parte da composizioni digitali legate al proprio vissuto che in un secondo momento sono tradotte in sculture. La variet\u00e0 dei materiali impiegati per le opere della serie \u201cPhantasia\u201d, come cera d\u2019api e pigmenti, luci LED e ricami, riflettono l\u2019intreccio esistenziale e la complessit\u00e0 delle condizioni sociali, economiche e ambientali che l\u2019artista \u00e8 chiamata a districare. Il caso di Filleul \u00e8 quello di un\u2019artista per certi versi \u201cestrema\u201d, per la quale vita e lavoro coincidono senza cadere in fantasiosi romanticismi. A Brussels, Filleul si \u00e8 letteralmente costruita con le sue mani una cabanne dove vivere, dormire e ascoltare musica. La riflessione sul significato di essere una donna trans nel mondo occidentale si intreccia inevitabilmente a quello della sopravvivenza e della precariet\u00e0. Accanto alle sculture sono presenti anche opere che derivano dallo \u201cscarto\u201d dei principali lavori, in una prospettiva di recupero che approfondisce l\u2019indagine sui materiali. In merito al lavoro dell\u2019artista e al ruolo del gallerista oggi, Bisello dichiara \u201cci interessano opere e artisti che richiedono uno sforzo aggiuntivo per essere compresi. La sfida ripaga sempre, specialmente nel lungo termine. Le opere d\u2019arte devono continuare a ispirare, anche dopo molti anni dal loro concepimento\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1400\" height=\"2103\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/06\/Screenshot-2024-05-22-at-19.09.23.jpg\" alt=\"Mona Filleul, E+E (And &amp; And), 2024. Tempera, oil, hemp, mp3, Mulberry fiber, beeswax, led, hair. Image courtesy: The artist and Gauli Zitter, Brussels. Photo credit: Sonnenstube, Lugano \u2013 Photo: M. Angelini.\n\" class=\"wp-image-122995\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Mona Filleul, E+E (And &amp; And), 2024. Tempera, oil, hemp, mp3, Mulberry fiber, beeswax, led, hair. Image courtesy: The artist and Gauli Zitter, Brussels. Photo credit: Sonnenstube, Lugano &#8211; Photo: M. Angelini.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2024 Liste art fair parla di relazioni: tra uomo e ambiente, tempo e memoria, perdita e morte. 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