{"id":123194,"date":"2024-07-11T11:49:03","date_gmt":"2024-07-11T09:49:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=123194"},"modified":"2024-07-11T11:49:04","modified_gmt":"2024-07-11T09:49:04","slug":"louis-osmosis-inscena-una-commedia-sociale","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/07\/11\/louis-osmosis-inscena-una-commedia-sociale\/","title":{"rendered":"Louis Osmosis inscena una commedia sociale"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Per Louis Osmosis (Brooklyn, 1986) La galleria come un labirinto. Al posto del filo di Arianna, dei montanti di nastro nero, gli stessi di aeroporti, ospedali e apparati governativi: la burocrazia, le scartoffie e anche l&#8217;arte, ci mettono in fila. \u201cNessuno ti conosce meglio di te stesso, per quanto sia estenuante essere sempre te stesso\u201d dice delicatamente Louis Osmosis, che concepisce la seconda mostra da <a href=\"https:\/\/www.kappkapp.com\/exhibitions\/louis-osmosis-queues\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Kapp Kapp<\/a>, galleria con doppia sede a New York e Philadelphia, come un\u2019installazione multimediale all\u2019interno di un percorso obbligato. Al di l\u00e0 del rimando mitologico, i montanti agiscono su pi\u00f9 livelli metaforici: l\u2019intrico mentale, il parco di divertimenti, il livellamento sociale, lo smarrirsi e il ritrovarsi. Vengono in mente Cady Noland e Lutz Bacher, Simon Denny e, soprattutto, l\u2019opera <em>Stanchions (Barriers)<\/em> di Puppies Puppies (Jade Kuriki-Olivo) che nel 2017, presso T293 a Roma, ricreava in galleria il percorso aeroportuale prima dei controlli (qui il <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2016\/12\/23\/puppies-puppies\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link<\/a> al mio scritto su Puppies Puppies). Se per quest\u2019ultimo prevaleva la dimensione autobiografica di disagio psicologico vissuto da un artista transessuale nel confronto con l\u2019autorit\u00e0, <em>Queques<\/em> suggerisce un circuito tanto spaziale quanto mentale nel quale sono intrappolati <em>objets trouv\u00e9s<\/em>, storia dell\u2019arte, TikTok e politica. \u201cQuesta \u00e8 anche una strategia per coinvolgermi, con il ruolo di istrione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11648\" height=\"8736\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/07\/Osmosis_QueuesInstall13-Photog-Jason-Mandella.jpg\" alt=\"Louis Osmosis\" class=\"wp-image-123187\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Louis Osmosis, Queues, exhibition view, Kapp Kapp, New York. Ph: Jason Mandella.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Lungo il percorso Louis Osmosis ha infatti posizionato le sue opere, tutte del 2024. Strizzano l\u2019occhio agli esponenti del modernismo, come Brancusi ed Henry Moore, e alle icone della corrente concettuale. \u201cTrovo interessanti gli espedienti usati dalla TSA (Transportation Security Administration) per comunicare alle persone in coda negli aeroporti l\u2019elenco degli articoli illegali\u201d dichiara l&#8217;artista. \u201cSi tratta di vetrine contenenti oggetti confiscati o facsimile iperrealisti. Mi affascinano. Questi oggetti esistono solo per negare il loro possesso: il modo migliore per indicare un articolo non consentito \u00e8 produrre un suo duplicato, che poi \u00e8 una sorta di<em> ready-made<\/em>\u201d.\u00a0Osmosis sembra scortare l\u2019improvvisato Teseo\/spettatore in un dedalo di scoperta punteggiato da progressive epifanie: lungo l\u2019arzigogolato itinerario infatti, incontriamo sculture protagoniste di una pastorale americana dotata di logica interiore, a doppio senso.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 Osmosis? \u201cHo scelto questo nome quando avevo dodici anni, per impedire alla mia famiglia di trovarmi su Facebook\u201d spiega Louis, \u201cAlton Brown lo cita poi anche in Iron Chef. L\u2019ho interpretato come un segno del destino\u201d. Ci sono legami con la definizione scientifica del termine estrapolata dall\u2019Oxford Dictionary? \u201cSebbene in origine non abbia a che fare con il significato lessicale, al tempo stesso questo si attaglia al mio lavoro poich\u00e9 da un lato tendo a concepire gli artisti come ricettacoli di cultura e dall\u2019altro trovo evocativa l\u2019immagine di un bambino in camicione che si cimenta con i primi esperimenti di laboratorio. Senza trascurare l\u2019ilarit\u00e0 che un cognome scientifico pu\u00f2 suscitare in un testo che tratta d\u2019arte\u201d. Quella inscenata da Louis Osmosis \u00e8 una commedia sociale ritratta mediante il dispiegamento di forze di appropriazione, nel tentativo di dimostrare che, nell\u2019America di oggi e non solo, la derivazione risulta pi\u00f9 originale del modello di partenza. \u201cL\u2019ereditariet\u00e0 familiare, concettuale o di altro tipo, \u00e8 per me una nozione su cui riflettere in rapporto alla produzione\u201d spiega; \u201cse da un lato allude alla trasmissione, che si tratti di geni o di debito, dall\u2019altro spiega le mie influenze. Tendo anche a pensare che la genesi artistica sia pi\u00f9 generativa quando \u00e8 concepita come accumulo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-video\"><video controls src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/07\/VID20240210170752.mp4\"><\/video><figcaption class=\"wp-element-caption\">Louis Osmosis, Small Mascots (2024), exhibition view, Kapp Kapp, New York.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>L\u2019insieme &#8211; ludico e impenetrabile &#8211; ricorda le regressioni all\u2019infanzia e i fallimenti del protagonista del film di Ari Aster <em>Beau ha paura<\/em>; ed \u00e8 una commedia, a tratti divertente. Divertente in senso asteriano. Non dobbiamo cio\u00e8 coglierne veramente l\u2019ironia, ma siamo investiti da quella sensazione di straniamento che si prova leggendo Kafka o guardando i film di David Lynch. <em>Big Mascot<\/em> e i suoi pargoli sono una famiglia di spermatozoi tridimensionali, differenziati tra loro da bizzarri copricapi, simbolo di un passato che ci accomuna, ma anche speranza in un progresso travestito di grottesco. <em>Chair with pipe<\/em> rappresenta l\u2019infanzia attraverso una sedia perforata verticalmente da un palo. Gi\u00e0 dal titolo, il lavoro rende omaggio a Robert Gober non senza richiami al violento <em>Bel Air Trilogy<\/em> di Walter de Maria, Chevrolet tirate a lucido attraversate da cilindri d\u2019acciaio. Nell\u2019atto di \u201carmare\u201d gli oggetti del quotidiano, Louis Osmosis dimostra di aver assorbito la lezione di Eva Hesse e Mona Hatoum, scoprendo l\u2019altra dimensione del domestico, il suo doppelganger.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1977\" height=\"2560\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/07\/Chair-with-Pipe-2024-Photog-Jason-Mandella-scaled-1.jpg\" alt=\"Louis Osmosis\" class=\"wp-image-123188\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Louis Osmosis, Chair with Pipe, 2024. Vintage high chair, steel, 62 x 19 x 17 inches. Ph: Jason-Mandella.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Se<em> Smoking\u2019 Tiki<\/em> allude agli scontri di Charlottesville del 2017 capitanati da suprematisti bianchi nella forma di uno scudo antisommossa, <em>Content House, for New York<\/em> e <em>Content House, for Los Angeles<\/em> mutuano dal linguaggio dell\u2019arte povera e si presentano come diorami giocati sulla giustapposizione di materiali e oggetti di recupero. Alludono agli sforzi di creare contenuti social, compiuti sotto lo stesso tetto da un\u2019ipotetica generazione di giovani imprenditori. Ma nelle falcate dell\u2019abito da sposa che esplode da un armadietto, Osmosis scaglia una frecciata ai progressi e alle false illusioni di una tecnologia che piange i suoi trionfi, non diversamente da quanto faceva Pino Pascali negli anni Sessanta con l\u2019incalzare del modernismo utilizzando paglia, raffia e corda. <em>Incubator<\/em> sembra citare il mito della caverna di Platone e il capitolo finale, criptico e voyeuristico, di Duchamp con <em>Etant donn\u00e8s<\/em>, in una sorta di auto profezia che si auto rivela in un auto rappresentazione; la pianola, la radiolina e i palloncini di poliestere di <em>Score, for Ellipsis &amp; Roundtable<\/em> invece, evocano il malinconico esito di una, nessuna e centomila feste nel giardino della tipica famigliola statunitense, perfetta e disfunzionale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"11648\" height=\"8736\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/07\/Score-for-Ellipsis-Roundtable-2024-detail.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123189\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Louis Osmosis, Score, for Ellipsis &#038; Roundtable (detail), 2024. Piano keyboard, mylar balloons, analog AM radio. Dimensions variable. Ph: Jason Mandella. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>A proposito di questa scultura, Louis Osmosis cita William Pope.L e la sua mostra del 2013 presso la Renaissance Society di Chicago, Forlesen, costellata da palloncini sgonfi (qui il <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/06\/06\/pope-l-interview\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">link<\/a> alla nostra intervista con Pope.L, ndr). Anche Pope.L rifletteva sulla miope ossessione di chi vede solo la funzione degli oggetti trascurandone le propriet\u00e0 latenti. \u201cIl suo lavoro \u00e8 un pilastro per me\u201d spiega Louis; \u201cla lettura di <em>Holy Theory<\/em> al college e poi di <em>Canary in the goal mine<\/em> hanno contribuito alla formulazione del mio metodo e fornito una base teorica. Pope.L era un maestro nel caricare di metafore la \u201ccosa\u201d (per esempio, applicare una miscela di composto per articolazioni e ketchup su una parete a forma di pene, in modo che si squamasse nel tempo) pur mantenendo un&#8217;ambivalenza nei suoi confronti. Sono anche attratto dalle sculture esposte nei centri commerciali, negli aeroporti, lungo i viali, ecc. che ricordano vagamente quelle moderniste del passato, rilette in forma di <em>pastiche<\/em> dall\u2019industria meccanizzata. Le definisco sculture di NPC (non player-character) in quanto la loro proliferazione dipende dall\u2019inerzia. Sono queste <em>idiozie<\/em> a stimolare il mio lavoro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni elemento \u00e8 contestualizzato da ci\u00f2 che si trova accanto nell\u2019ottica di un\u2019allegoria in continua espansione, cos\u00ec da rendere l\u2019interpretazione potenzialmente dell&#8217;opera potenzialmente infinita. Osmosis rivela il suo interesse per la tecnologia, la memoria, le strategie di allestimento, la trasmissione dell\u2019informazione e il ready-made proponendosi come epigono, ma anche antesignano di chi verr\u00e0 dopo di lui, in un circuito continuo. In merito al ruolo sempre pi\u00f9 \u201cibrido\u201d dell\u2019artista, Osmosis afferma \u201c\u00e8 una sorta di momento di chiusura del cerchio, no? il ruolo e l\u2019impiego degli artisti o, pi\u00f9 precisamente, degli \u201coperatori culturali\u201d era nell\u2019antichit\u00e0 al servizio della corte, della nazione, per costruire e legittimare un ideale culturale condiviso. Il mio cervello da <em>hype-beast<\/em> tende sempre a riflettere su Da Vinci e Kanye. Terry Eagleton compie un ottimo lavoro nel delineare l\u2019attuale traiettoria del dibattito nel saggio <em>Where does culture come from?<\/em> E credo che questa poliedricit\u00e0 vada di pari passo con l\u2019industrializzazione e l\u2019egemonia delle tecnologie dell\u2019informazione. Il mercato ormai precede la produzione artistica e non viceversa; le tendenze decidono cosa fanno le persone. Quindi l\u2019ibridazione \u00e8 un vero segno dei tempi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma se i sistemi di comunicazione impongono una trasmissione accelerata delle informazioni, Louis Osmosis, attraverso l\u2019escamotage dei nastri tesi, non solo dimostra una diretta discendenza dagli artisti ambientali ma sembra suggerire anche la necessit\u00e0 di una pausa riflessiva, di una sospensione momentanea alla clessidra impazzita di una societ\u00e0 iperconessa, distratta e sempre di fretta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Louis Osmosis contestualizza gli elementi in base a ci\u00f2 che li circonda, in modo da rendere l&#8217;interpretazione potenzialmente infinita<\/p>\n","protected":false},"featured_media":123192,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-123194","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/123194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/123194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/123192"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}