{"id":123212,"date":"2024-09-23T15:32:21","date_gmt":"2024-09-23T13:32:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=123212"},"modified":"2024-09-25T10:39:13","modified_gmt":"2024-09-25T08:39:13","slug":"serban-savu-artista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/09\/23\/serban-savu-artista\/","title":{"rendered":"Serban Savu (una conversazione)"},"content":{"rendered":"\n<p>Nei dipinti di \u0218erban Savu le persone comuni vivono la loro vita quotidiana. Studiate per giorni con la pazienza di un voyeur, persone che non necessariamente si conoscono tra loro finiscono per ritrovarsi sulla tela, all&#8217;interno di uno stesso perimetro. Nella maggior parte dei dipinti la prospettiva aerea \u00e8 immersa in un paesaggio urbano-rurale. \u00c8 qui, alla periferia della citt\u00e0, che si distillano decenni di storia. Altre serie collocano i personaggi in luoghi che ricordano le rovine archeologiche, oppure ritraggono interni in cui opere d&#8217;arte di epoche diverse affiorano da libere rappresentazioni, giustapponendo registri diversi e molteplici realt\u00e0. Si tratta di <em>lieux de m\u00e9moire<\/em> dinamici, impegnati in un meticoloso lavoro di recupero e restauro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3502\" height=\"4395\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/08\/electric-man-2022.jpg\" alt=\"\u0218erban Savu\" class=\"wp-image-123214\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u0218erban Savu, Electric man, 2022, oil on canvas, cm. 50 x 40. Courtesy of the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il rapporto tra lavoro e tempo libero \u00e8 presente da tempo nei dipinti di \u0218erban Savu. L&#8217;interesse del pittore per la figura del lavoratore &#8211; protagonista della glorificazione del lavoro nell&#8217;arte ufficiale del comunismo &#8211; \u00e8 nata come un persistente tentativo di comprendere la realt\u00e0 della societ\u00e0 rumena dopo il crollo del progetto utopico di Solidarno\u015b\u0107. Savu torna sul tema nella mostra What Work Is, allestita per il Padiglione della Romania alla Biennale di Venezia 2024. Come recita il testo di sala, la mostra \u201cinvita a esplorare l&#8217;iconografia del lavoro e del tempo libero, ispirandosi al realismo storico e all&#8217;arte di propaganda del blocco comunista. Invece di smantellare questi discorsi, Savu li sfida riorganizzandone i tropi\u201d. Destabilizzando una dicotomia, l&#8217;attenzione della mostra si concentra sull&#8217;indecidibile e offre momenti di ambiguit\u00e0 in cui le persone al lavoro sono inattive, in uno stato di indifferenza letargica e di disimpegno dal sistema produttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sala principale del Padiglione rumeno si trovano una quarantina di dipinti. Sono uno spaccato degli ultimi quindici anni del lavoro di \u0218erban Savu. Sono stati racchiusi in un vasto polittico, come fossero un grande affresco. Affrontato alla parete dei dipinti, uno dei quattro modelli architettonici esposti integra una scena di relax. L&#8217;opera so intitola True Nature ed \u00e8 stata composta a mosaico; \u00e8 una sorta di \u201crivincita storica\u201d di coloro che si sono impegnati in passato e che ora si prendono il loro tempo per riposare. L&#8217;opera ha miniaturizzato un mosaico monumentale immaginato da \u0218erban in dialogo antitetico con L&#8217;Aratore dell&#8217;Universo di Aurel David, un&#8217;opera d&#8217;arte socialista-realista degli anni Settanta che ancora oggi adorna il Centro giovanile I. A. Garagin di Chi\u0219in\u0103u, nella Repubblica di Moldova.<\/p>\n\n\n\n<p>A complemento della presentazione nel Padiglione della Romania, la Nuova Galleria dell&#8217;Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica di Venezia \u00e8 stata trasformata in un laboratorio di mosaico. Artisti provenienti dalla citt\u00e0 moldava di Chi\u0219in\u0103u e dalle citt\u00e0 rumene di Ia\u0219i e Cluj sono stati invitati a ricreare la scena del picnic di True Nature in un mosaico di grandi dimensioni. L&#8217;opera, composta durante tutta la durata della Biennale, \u00e8 una performance continua aperta al pubblico. Una volta completata sar\u00e0 donata e collocata su un edificio di Chi\u0219in\u0103u, chiudendo il cerchio dell&#8217;ispirazione, della creazione e della produzione innescato da \u0218erban Savu.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; La mostra per il Padiglione della Romania stabilisce un legame tra una versione contemporanea del polittico e l&#8217;arte storica di Venezia. Immagino che per te sia stato un gesto naturale, dato il tuo interesse per la storia dell&#8217;arte e l&#8217;aver trascorso due anni in laguna. Racconti spesso di esserti appassionato ai pittori veneziani e a opere come il Polittico di San Vincenzo Ferrer di Giovanni Bellini. Del resto, il formato polittico non \u00e8 nuovo nella tua arte, cos\u00ec come il concetto di vivere nell&#8217;intersezione tra lavoro e tempo libero. \u00c8 molto interessante che abbia scelto una forma tipica dall&#8217;arte religiosa per rappresentare scene laiche e temi di grande attualit\u00e0. Cosa ti ha spinto a unirli?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Il primo polittico che ho dipinto, nel 2014, \u00e8 stato proprio il Polittico del Lavoro e del Tempo Libero. Per il Padiglione Rumeno della Biennale ho rivisitato l&#8217;idea di dieci anni fa portandola su una scala completamente diversa, e in un formato diverso, pensato per adattarsi al contesto. La storia dell&#8217;arte, che si tratti di arte recente o antica, mi ha sempre interessato e mi piace usare il linguaggio dell&#8217;arte storica per discutere idee attuali. In questo caso ho sovrapposto il polittico come forma di arte religiosa a scene ordinarie di lavoro e di svago, prendendo in prestito i temi principali del Realismo socialista, ma spogliandoli di qualsiasi ideologia o fine propagandistico. L&#8217;opera riflette ci\u00f2 che \u00e8 accaduto nella societ\u00e0 rumena dopo la caduta del regime comunista, quando l&#8217;ideologia politica \u00e8 stata sostituita dalla religione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4575\" height=\"3244\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/08\/st-christopher-2022.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123215\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u0218erban Savu, Saint Christopher, 2022, oil on panel, cm. 42.5 x 60. Courtesy of the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; In mostra ci sono oltre 40 dipinti, selezionati in un arco di tempo considerevole, circa 15 anni. Si tratta di un&#8217;installazione di grande complessit\u00e0, che salda il tema della mostra e la sua forma. La composizione risponde alla scala dell&#8217;architettura e offre uno sguardo immediato e completo, ottenendo l&#8217;effetto complessivo di un affresco. Durante i giorni di apertura della Biennale ho avuto modo di notare questo effetto sugli spettatori. La composizione consente molteplici percorsi che si snodano nel tempo, con una certa ritmicit\u00e0, mentre si cammina nello spazio. Come hai pensato all&#8217;esperienza dello spettatore nel processo di composizione del polittico?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Volevo che il polittico fosse monumentale, per dare allo spettatore la sensazione di trovarsi di fronte a un affresco sociale. Volevo anche che questa installazione suggerisse l&#8217;idea di un polittico religioso, per questo ho incastrato le opere nella parete e le ho raggruppate su tre livelli. Non ho seguito la disposizione tradizionale del polittico; per esempio, ho introdotto la predella che contiene le opere pi\u00f9 piccole nella parte centrale, e non in quella inferiore dove di solito si trova, in modo che sia pi\u00f9 facile per gli spettatori vederla. Si pu\u00f2 anche osservare una delimitazione compositiva che ricorda un polittico classico; La parte centrale \u00e8 composta in modo diverso ed \u00e8 pi\u00f9 alta rispetto alle parti laterali.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, abbiamo prestato grande attenzione alla luce, perch\u00e9 volevamo utilizzare principalmente la luce naturale, la pi\u00f9 adatta alla pittura, e quindi abbiamo coperto i lucernari con una pellicola a dispersione per eliminare qualsiasi ombra che potesse interferire con la lettura dell&#8217;opera.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; Come ha percepito l&#8217;architettura del Padiglione Rumeno, che \u00e8 stato progettato da Brenno del Giudice? \u00c8 una struttura che deposita strati e strati di storia e ideologia&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Ho visto l&#8217;architettura del padiglione pi\u00f9 di 20 anni fa, nel 2003, quando ho visitato la Biennale di Venezia per la prima volta; poi sono tornato a vedere tutte le edizioni della Biennale, fino a quella attuale. Ero anche a conoscenza della storia del padiglione, costruito, come hai ricordato, dall&#8217;architetto veneziano Brenno del Giudice, durante il regime fascista di Mussolini. Tuttavia, per la mostra di Venezia, ho preferito concentrarmi sulla mia pratica artistica abituale, piuttosto che sullo sviluppo di un&#8217;installazione site-specific. C&#8217;\u00e8 ovviamente un dialogo tra due dei miei modelli architettonici presentati in mostra e l&#8217;edificio del padiglione: il blocco socialista (True Nature, 2021) e la Fabbrica di Spazzole (Lunch Break, 2024), due edifici emblematici costruiti negli anni &#8217;70 dal regime rumeno.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4420\" height=\"3352\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/08\/the-weeping-willow-2018.jpg\" alt=\"\u0218erban Savu\" class=\"wp-image-123216\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u0218erban Savu, The Weeping Willow, 2018, oil on canvas, cm. 150 x 193. Courtesy of the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; Di fronte alla parete di dipinti ci sono queste 4 opere \u201cin volume\u201d, all&#8217;incrocio tra modello architettonico e scultura, ognuna impreziosita da una piccola scena composta a mosaico. Una di queste \u00e8 un sito archeologico, Untitled (The Last Provincial Unearthings), del 2023. Puoi dirci qualcosa di pi\u00f9 sul tuo interesse per l&#8217;archeologia? C&#8217;\u00e8 un legame tra questo il lavoro con i mezzi diversi dalla pittura?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Il mio interesse per l&#8217;archeologia non \u00e8 nuovo. \u00c8 strettamente legato ai viaggi che faccio nel Mediterraneo e al fatto che fin da piccolo conoscevo i miti dell&#8217;Antica Grecia. Negli ultimi 20 anni ho visto molti siti archeologici e musei d&#8217;arte antica, ma solo negli ultimi 5-6 anni l&#8217;archeologia \u00e8 diventata un tema della mia pittura e, recentemente, anche dei nuovi mezzi di comunicazione hai citato. Non credo che ci sia un legame tra il mio interesse per l&#8217;archeologia e il tentativo di lavorare con altri mezzi. Ho fatto ricorso ad altri mezzi perch\u00e9 col tempo mi sono venute delle idee che non potevano essere espresse in pittura; cos\u00ec ho finito per comporre mosaici o modelli\/oggetti architettonici.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; Rappresenti la realt\u00e0 della gente comune che va alla deriva, che si riadatta in mezzo ai cambiamenti della societ\u00e0. Parlando di alcuni dei temi che affronti nella tua pittura, hai fatto un&#8217;osservazione che mi ha incuriosito: \u201cMi interessano le incongruenze che derivano dal modo in cui la societ\u00e0 \u00e8 costruita e dalle sue esperienze storiche passate. Sono cose che ho in mente da molto tempo, solo che non sapevo di poterle dipingere\u201d. Cosa intendeva dire, precisamente? Il fatto che questi temi possano essere trattati con un linguaggio pittorico? Oppure ti riferivi alla tua capacit\u00e0 di ritrarli in modo convincente? Come \u00e8 avvenuta questa scoperta?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Dopo aver soggiornato per due anni a Venezia, tra il 2002 e il 2004, con una borsa di studio, sono tornato a Cluj e mi sono reso conto che le esperienze e la vita vissuta in un&#8217;altra cultura mi hanno aiutato a vedere pi\u00f9 acutamente le realt\u00e0 che mi circondano. Questa nuova prospettiva mi ha fatto capire che le cose a cui pensavo, e che osservavo nella realt\u00e0 immediata, potevano diventare soggetti di pittura, oppure che potevo capirle meglio attraverso la pittura. Direi che \u00e8 stata una sorta di intuizione-rivelazione attraverso la quale ho trovato il modo di esprimere quelle idee in un linguaggio pittorico.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3228\" height=\"1739\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/08\/untitled-2009.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123217\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">\u0218erban Savu, Untitled, 2009, oil on canvas, cm. 14 x 26. Courtesy of the artist.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; Ti occupi della funzione della pittura e del ruolo del pittore in diversi momenti della storia dell&#8217;arte. Quando nei tuoi dipinti hai reso alcune scene di opere monumentali degli anni Settanta &#8211; come L&#8217;Aratore dell&#8217;Universo di Aurel David del Centro giovanile I.A. Garagin di Chi\u0219in\u0103u, o il mosaico sulla facciata della fabbrica Steagul Ro\u0219u di Bra\u0219ov &#8211; hai messo in discussione l&#8217;esperienza del pittore nel periodo socialista per scoprire, come dici \u201cdall&#8217;interno\u201d, la loro percentuale di autenticit\u00e0 in mezzo alla propaganda. Altre volte ti rifai ai dipinti classici, in un processo di \u201centrata nelle loro viscere\u201d. Come vivi l&#8217;essere pittore oggi? E come descriveresti il tuo rapporto con il lavoro?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; In effetti, riprendendo alcune opere pubbliche del realismo socialista e integrandole nei miei dipinti, ho cercato di comprendere meglio i vincoli o le libert\u00e0 degli artisti di un&#8217;epoca per molti versi travagliata. Per me il rapporto con il passato \u00e8 sempre una negoziazione e un modo per definirmi nel presente. Ho la sensazione di non capire chi sono se prima non guardo al passato, sia esso recente o remoto. Per un artista che utilizza questo \u201cvecchio\u201d mezzo di espressione artistica, la pittura, guardare al passato \u00e8 ancora pi\u00f9 necessario e stimolante; ma non per passatismo o nostalgia, al contrario. Il passato contiene tutta l&#8217;immaginazione dell&#8217;umanit\u00e0 e, allo stesso tempo, tutti i semi del futuro.<\/p>\n\n\n\n<p>Come artista, sono interessato al presente e al tempo in cui vivo e di cui voglio parlare; ma ovviamente non posso farlo senza guardare indietro.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, per rispondere pi\u00f9 precisamente alla tua domanda, la routine \u00e8 per me l&#8217;unico modo in cui posso lavorare, in cui posso delineare e approfondire le mie idee, in cui posso costruire immagini. D&#8217;altra parte, l&#8217;ispirazione per me significa uscire dalla routine. Per questo, purtroppo, non ho ancora trovato una vera e propria ricetta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; Attraverso le tue opere e i suoi discorsi su di esse poni domande sulla natura e sullo scopo della pittura. Alcune delle questioni che abbiamo toccato in questa conversazione potrebbero essere viste come attinenti alla filosofia dell&#8217;arte. L&#8217;estetica \u00e8 una questione importante per te? E mi permetto di allargare la domanda: pensi che la filosofia dell&#8217;arte &#8211; e non solo la storia dell&#8217;arte &#8211; possa dirci qualcosa sulla pittura di oggi?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; L&#8217;arte e la filosofia dell&#8217;arte sono inseparabili fin dai tempi degli antichi greci e non vedo come le cose potrebbero cambiare in futuro, nel modello sociale in cui viviamo.<\/p>\n\n\n\n<p>Penso che per ogni artista la domanda \u201cperch\u00e9 faccio arte\u201d rimanga una questione molto importante che merita di essere periodicamente riesaminata. Per un pittore come me, le domande pi\u00f9 specifiche \u201cperch\u00e9 dipingo\u201d e \u201cperch\u00e9 non scelgo un altro mezzo per fare arte\u201d si affacciano costantemente e a volte cerco di trovare risposte anche attraverso la pittura.<\/p>\n\n\n\n<p>Come spettatore mi pongo le stesse domande sulla natura e sul significato della pittura, che altrimenti rimarrebbe solo un&#8217;esperienza sensoriale superficiale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full is-style-CFA-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"7360\" height=\"4912\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/09\/4.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-123291\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Exhibition view, What Work Is, The Romanian Pavilion at the 60th Venice Biennale, 2024, photography by Marius Popu\u021b, Courtesy Galeria Plan B.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Georgiana Bu\u021b<\/em> &#8211; fai spesso dei paralleli tra il processo pittorico e quello letterario. La tua monografia del 2019, Drifting (Idea Design &amp; Print, Cluj-Napoca, 2019), \u00e8 stata strutturata intorno a poesie di Philip Levine. Inoltre, la mostra al Padiglione della Romania \u00e8 intitolata a una delle sue poesie, What Work Is, evidenziando in questo modo linee di continuit\u00e0 nella tua pratica nel corso degli anni. Anche nel descrivere il dialogo con le opere di Nana Esi e Sophie Keij, il duo di Bruxelles che avete invitato a rispondere al progetto a Venezia, fate ricorso a una metafora letteraria, paragonando l&#8217;intervento di <a href=\"https:\/\/atelierbrenda.com\/\">Atelier Brenda<\/a> a una copertina che avvolge un libro. Puoi dirci qualcosa di pi\u00f9 sul ruolo che la letteratura svolge per te?<\/p>\n\n\n\n<p><em>\u0218erban Savu<\/em> &#8211; Il mio legame con la letteratura \u00e8 molto diretto: mio padre era uno scrittore. Il rapporto con la letteratura \u00e8 stato mediato fin dall&#8217;inizio. Non ho mai cercato di scrivere. Anzi, scrivere \u00e8 qualcosa di molto difficile per me, forse perch\u00e9 mio padre aveva una personalit\u00e0 molto dominante. Ma sono rimasto un lettore. Ho sempre un libro con me. Non di rado trovo, leggendo, ispirazione o almeno uno stato d&#8217;animo creativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Probabilmente i libri pi\u00f9 impressionanti &#8211; e cos\u00ec diversi da tutto ci\u00f2 che ho letto finora &#8211; sono l&#8217;Iliade e l&#8217;Odissea. Al momento mi aspetta sul comodino un romanzo di Richard Flanagan, La strada stretta per il profondo Nord; ma lo legger\u00f2 solo dopo aver finito L&#8217;Isola, di Aldous Huxley.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity is-style-dots\"\/>\n\n\n\n<p>Nota: In occasione della 60a Esposizione Internazionale d&#8217;Arte &#8211; La Biennale di Venezia 2024 (20 aprile &#8211; 24 novembre 2024) il Padiglione della Romania presenta un progetto di \u0218erban Savu e Atelier Brenda, a cura di Ciprian Mure\u0219an. Intitolato WHAT WORK IS, il progetto si sviluppa in due sedi: Giardini Biennale e la Nuova Galleria dell&#8217;Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica nel cuore del quartiere Cannaregio. Invitato a rispondere al progetto di \u0218erban Savu, lo studio grafico Atelier Brenda (Sophie Keij e Nana Esi), con sede a Bruxelles, propone un intervento site-specific sulla facciata e nell&#8217;atrio del Padiglione della Romania. Il progetto avviato e sostenuto dalla <a href=\"https:\/\/idea.ro\/fundatia\/\">Fondazione IDEA<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo incontrato Serban Savu, che con un enorme polittico sociale ha rappresentato la Romania alla Biennale di Venezia<\/p>\n","protected":false},"featured_media":123214,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-123212","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/123212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/123212\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/123214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=123212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=123212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=123212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}