{"id":124070,"date":"2024-12-12T19:09:32","date_gmt":"2024-12-12T18:09:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=124070"},"modified":"2024-12-12T19:09:32","modified_gmt":"2024-12-12T18:09:32","slug":"identita-geografie-e-generi-secondo-aziza-kadyri","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2024\/12\/12\/identita-geografie-e-generi-secondo-aziza-kadyri\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0, geografie e generi secondo Aziza Kadyri"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Nata in Russia nel 1994, Aziza Kadyri ha rappresentato l&#8217;Uzbekistan, il paese in cui vive, alla 60esima edizione della Biennale di Venezia, dedicata appunto agli \u201cStranieri Ovunque\u201d. Nel momento in cui scriviamo i suoi lavori sono esposti alla <a href=\"https:\/\/www.pushkinhouse.org\/whats-on\/ongoing-exhibitions\/55\">Pushkin House<\/a> di Londra (la mostra \u00e8 curata da chi scrive) e da <a href=\"https:\/\/www.east-contemporary.org\/soft-data\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Eastcontemporary<\/a>, a Milano. L&#8217;abbiamo intervistata per esplorare meglio il suo approccio alla creazione artistica, iniziando dalla scelta dei materiali utilizzati, in particolare dagli scarti di tessuto, la cui fluidit\u00e0 formale ben si adatta alle tematiche a Aziza Kadyri pi\u00f9 care. La memoria e le emozioni inconsce, storie familiari e personali dal forte sapore politico, le mappe emotive dei posti che ha vissuto e le trasformazioni identitarie. Sono questi alcuni dei concetti che emergono dai suoi lavori, con i quali Aziza vorrebbe rimodellare il mondo attraverso la forza delle proprie idee.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Che domande si sta ponendo ricerca artistica? Cosa accende il tuo entusiasmo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: In questo momento sono piena di domande a cui non ho necessariamente risposte. Riguardano il modo in cui elaboro i ricordi, i pensieri subconsci, le risposte emotive. Sto cercando doi capire come immergermi pi\u00f9 a fondo in queste aree introspettive potrebbe aiutarmi a sviluppare un alter ego; qualcuno che possa incarnare le figure ingannatrici che sto studiando e magari espandersi in una pratica performativa. Sto gradualmente ritrovando la mia via allo spettacolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la mia residenza alla Somerset House e al UAL Creative Computing Institute ho anche iniziato a esplorare le possibilit\u00e0 dei tessuti reattivi. Mi interessa L&#8217;idea di creare tessuti o installazioni che reagiscono al tatto, al movimento o al suono perch\u00e9 permette di coinvolgere il pubblico nel lavoro in modo dinamico. Ma quest&#8217;anno \u00e8 stato per me molto intenso e l&#8217;entusiasmo a volte non \u00e8 stato facile difficile da trovare. Perci\u00f2 sto cercando di creare spazio per riconnettermi con il vero motivo per cui ho iniziato a fare arte. Ho ricevuto un incarico sugli Zeppelin che non vedo l&#8217;ora di portare a termine. \u00c8 qualcosa tanto al di fuori della mia pratica abituale che sembra rinfrescante, un po&#8217; come entrare in una nuova dimensione mentale. Ho ricevuto anche una commissione da parte dalla prima Biennale di Bukhara, in Uzbekistan. Sembra un sogno che diventa realt\u00e0. Credo sia ci\u00f2 di cui ho bisogno in questo momento. Serve a ricordarmi com&#8217;\u00e8 giocare in modo creativo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6658\" height=\"4439\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/12\/02.-Aziza-Kadyri-Flower-of-Chaos-Daughter-of-Bakhtiyor-2024-antique-embroidery-dyed-mixed-textiles-cotton-thread-85-x-80-cm-each.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124056\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aziza Kadyri, Flower of Chaos, Daughter of Bakhtiyor, 2024, antique embroidery, dyed mixed textiles, cotton thread, cm. 85 x 80. Installation view, eastcontemporary, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Per la mostra alla Pushkin House, che pu\u00f2 essere definita come un&#8217;intervento in uno spazio architettonicamente complesso, hai realizzato le prime opere &#8216;belbog&#8217;, ispirandoti alle tradizionali cinture uzbeke da uomo. Utilizzandoli come cornici per &#8216;stemmi&#8217; personali, in relazione alle citt\u00e0 che hanno parzialmente plasmato la tua identit\u00e0, hai radicalmente riutilizzato e &#8216;svalutato&#8217; questo oggetto utilitaristico vernacolare. Quali sono per te i principi fondamentali di questa azione, sia dal punto di vista artistico che concettuale?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: Sono solita lavorare con tessuti di recupero, spesso provenienti da venditori di mercati vintage che ora mi riconoscono come un cliente abituale. Questi tessuti, creati durante gli anni &#8217;70 e &#8217;80 del Soviet, hanno una storia stratificata e contraddittoria. Sono interpretazioni della tradizione prodotte in serie, disegni ricamati a macchina che suggeriscono forme familiari, ma non riescono a catturare l&#8217;essenza dell&#8217;artigianato originale. Le fasce che ho utilizzato erano strumentali, di un rosso intenso, come la cravatta di un pioniere (un membro del movimento giovanile ufficiale sovietico), con un sottile bordo ornamentale e un centro vuoto. Questo vuoto mi ha chiamato, richiedendo una narrazione, qualcosa di profondamente personale. Essendo la figlia maggiore, che ha dovuto assumersi molte responsabilit\u00e0, spesso scherzo sul fatto che sono il &#8216;figlio&#8217; maggiore che la famiglia desiderava. Prendere questo oggetto tradizionalmente maschile e adattarlo alla mia storia \u00e8 diventato un atto di rivendicazione e reinterpretazione delle gerarchie sociali normalizzate.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli &#8216;stemmi&#8217; sono per me una forma di psicogeografia. Mappano i miei viaggi emotivi attraverso le citt\u00e0 che hanno plasmato la mia identit\u00e0: Taipei, Mosca, Pechino, Tashkent. Ogni opera riflette un&#8217;impressione soggettiva e autobiografica di questi luoghi, resa attraverso una serie di &#8216;atti di equilibrio&#8217; immaginativi. Ci sono metafore e realismo magico in gioco, un riflesso del mio &#8216;circo&#8217; interiore, dove assumo continuamente il ruolo di un ingannatore nel suo senso originale: un narratore e un mago. Sebbene il termine &#8216;stemmi&#8217; funzioni, li ho immaginati pi\u00f9 come manifesti pubblicitari o striscioni da circo, catturando la natura sempre giocosa e performativa del mio processo.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, questo lavoro \u00e8 incentrato sulla trasformazione; trasformare oggetti utilitaristici con storie miste, nella cornice di narrazioni profondamente personali. Cerco di bilanciare l&#8217;individuale e il collettivo, il tradizionale e il contemporaneo, il maschile e il femminile. L&#8217;intervento alla Pushkin House \u00e8 stato un invito a confrontarsi con queste tensioni e a sfidare il modo in cui gli oggetti e le storie possono evolversi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3840\" height=\"5149\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/12\/54069225349_459b9b226f_o.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124076\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aziza Kadyri, 9 Moons, 2023. Installation view,  Pushkin House, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>La narrazione \u00e8 fondamentale per la tua pratica artistica. Sei anche un&#8217;ottima oratrice. Quali sono i tuoi mezzi preferiti per esprimere sentimenti e idee?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: Vengo da un background di teatro e performance dal vivo, e questi mezzi di espressione si ritrovano costantemente in ogni mio progetto. Lavoro molto bene con i mezzi che lasciano spazio al caso, all&#8217;errore e alla deviazione, quelli che consentono una creazione pi\u00f9 intuitiva e improvvisata. I tessuti possono essere cuciti insieme, ma anche disfatti e riassemblati sul posto; sono flessibili, adattabili e interagiscono in modo diverso con ogni spettatore. Lo stesso vale per la performance: dipende molto dal dialogo con il pubblico; la magia si crea nelle interazioni e nelle connessioni. Tutto quel che esce dal copione finisce per essere la parte migliore. Mi piace creare esperienze emotive attraverso l&#8217;interattivit\u00e0 multidimensionale e la presenza fisica. Penso che sia per questo che trovo difficile connettermi con forme come il cinema e la pittura: richiedono una pianificazione precisa e non consentono, una volta completate molti, cambiamenti o spontaneit\u00e0. Ma mi piace creare video un po&#8217; caotici.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1080\" height=\"1920\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/12\/03.-Aziza-Kadyri-Her-Stage-2024-two-channel-sound-video.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-124057\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aziza Kadyri, Her Stage, 2024, two channel sound video. Eastcontemporary, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Come concili le dimensioni interiori e individuali della tua pratica con le questioni politiche pi\u00f9 importanti che spesso emergono dal tuo lavoro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: Il personale, il familiare e il collettivo sono per me dimensioni inscindibili. Le mie esperienze, il modo in cui vedo il mondo e interagisco con esso, sono plasmate dalle realt\u00e0 politiche che ho vissuto. Quando scavo nelle mie storie personali o familiari, spesso scopro che riecheggiano questioni politiche molto pi\u00f9 grandi: migrazione, genere, dinamiche di potere, identit\u00e0. Quindi, il processo non sembra tanto un equilibrio tra due cose diverse, ma piuttosto una rivelazione di come esse siano interconnesse.<br><br>Mi concentro consapevolmente sul personale, sullo specifico, perch\u00e9 \u00e8 un modo per rendere tangibili idee socio-politiche pi\u00f9 grandi e astratte. Le persone tendono a relazionarsi con le storie. Si vedono riflessi in esse, anche se il contesto \u00e8 sconosciuto &#8211; \u00e8 qualcosa che ho visto nelle reazioni al Padiglione dell&#8217;Uzbekistan a Venezia quest&#8217;anno. Ma sono anche consapevole che queste narrazioni personali non esistono nel vuoto: sono modellate da sistemi, storie e disuguaglianze, e voglio che questo sia visibile nel mio lavoro. Allo stesso tempo, mi impegno a non ridurre il personale a pura simbologia per la critica politica. Credo che ci sia potere nel lasciare che l&#8217;individuo profondo esista per quello che \u00e8 &#8211; disordinato, emotivo, umano -, mentre si permette alla politica di emergere da esso in modo naturale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"8192\" height=\"5464\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/12\/IVER0115.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124084\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Venice Biennale 2024, Uzbekistan Pavilion, Ph: Ivan&nbsp;Erofeev.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Sei nata a Mosca, cresciuta tra la capitale e Tashkent, hai studiato a Shanghai e Taiwan, e attualmente vivi a Londra. Hai rappresentato l&#8217;Uzbekistan alla Biennale di Venezia senza poter accedere agli archivi nazionali, essenziali per il tuo lavoro e la tua ricerca, perch\u00e9 noi hai un passaporto uzbeko. Come riesci a gestire la complessit\u00e0 delle tue origini?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: Non ho una risposta chiara alla domanda sulla mia identit\u00e0. \u00c8 qualcosa che sto ancora cercando di capire, e la mia arte \u00e8 uno dei modi in cui cerco di elaborarlo. Mi muovo nella mia cultura sia sia come &#8216;insider&#8217; &#8211; plasmata da famiglia e amici &#8211; sia come &#8216;outsider&#8217;, un individuo della diaspora che ha trascorso gran parte della sua vita a Taiwan, nella Cina continentale, in Russia e nel Regno Unito. Vivo da sola da quando avevo 17 anni, e una delle mie abilit\u00e0 principali \u00e8 quella di adattarmi facilmente a nuovi ambienti. Mi sento come un mediatore e un connettore di molte idee e storie disparate; sono una raccolta di frammenti divertenti, un armadio vivente di curiosit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Non poter accedere ai registri storici evidenzia la tensione tra l&#8217;essere legati a un luogo attraverso la cultura, la memoria e il patrimonio, ma l&#8217;essere esclusi in altri modi, legalmente o istituzionalmente. Invece di considerarlo un limite, cerco di utilizzarlo come una forza creativa. Quando i sistemi ufficiali o gli archivi sono fuori portata mi rivolgo alle storie orali, alla memoria personale e alla collaborazione con gli altri per costruire narrazioni alternative. \u00c8 qui che entra in gioco il concetto di &#8216;fabulazione critica&#8217; &#8211; reinventare la storia quando l&#8217;accesso ai suoi archivi \u00e8 limitato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2199\" height=\"2566\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2024\/12\/09.-Aziza-Kadyri-Untitled-2024-semi-transparent-paper-cotton-wood-70-x-50-cm.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124058\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Aziza Kadyri, Untitled, 2024, semi-transparent paper, cotton, wood, cm. 70 x 50. Installation view, eastcontemporary, Milan.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><em>Saper ingannare i sistemi \u00e8 un&#8217;abilit\u00e0 essenziale per qualsiasi artista. Il tuo interesse per i truffatori \u00e8, quindi, pi\u00f9 che naturale. Quali sono i tuoi personaggi preferiti nella storia e nella mitologia, e perch\u00e9?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Aziza Kadyri: Una delle figure pi\u00f9 importanti \u00e8 Nasreddin Khoja, il burlone dell&#8217;Asia centrale e del Medio Oriente. Sono cresciuta ascoltando migliaia di storie in cui Nasreddin viene descritto sia come uno sciocco che come un saggio, usando l&#8217;umorismo e il paradosso per scoprire verit\u00e0 pi\u00f9 profonde sulla natura umana. La sua capacit\u00e0 di navigare le complessit\u00e0 sociali e morali attraverso azioni apparentemente semplici ha plasmato il mio modo di intendere la narrazione come strumento di critica.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro esempio \u00e8 Sun Wukong, il Re delle Scimmie del classico cinese del XVI secolo Viaggio in Occidente, che mi ha profondamente influenzato durante la mia adolescenza, cos\u00ec come attraverso il mio legame con la Cina. \u00c8 un ingannatore per eccellenza: birichino, voltafaccia, capace di ribaltare le situazioni; spinge costantemente i confini e sfida l&#8217;autorit\u00e0. La sua storia ci mostra il valore della perseveranza e dell&#8217;arguzia di fronte a ostacoli insormontabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine, Scheherazade, in Le mille e una notte, \u00e8 un esempio importante della donna ingannatrice, o come Marilyn Jurich la chiama, una &#8216;trickstar&#8217;. Come spiega Jurich in &#8216;Le sorelle di Scheherazade: Eroine ingannatrici e le loro storie nella letteratura mondiale&#8217;, le ingannatrici usano la facilit\u00e0 verbale, l&#8217;acutezza psicologica e il know-how diplomatico per superare in astuzia i sistemi oppressivi. La capacit\u00e0 di Scheherazade di creare storie avvincenti non solo le salva la vita, ma trasforma anche in qualche modo il violento sistema patriarcale in cui \u00e8 intrappolata. \u00c8 un tipo di ingannatore benevolo: un portatore di cultura, un trasformatore, un&#8217;alchimista&#8217;, ma ingannatore nato dalla necessit\u00e0 e dalle circostanze piuttosto che dalla pura scelta o dalla sua stessa volont\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che unisce queste figure &#8211; e ci\u00f2 che pi\u00f9 mi ispira &#8211; \u00e8 il modo in cui usano la loro ingegnosit\u00e0 e creativit\u00e0 per rimodellare i mondi in cui vivono. L&#8217;inganno non \u00e8 solo un modo per ingannare; \u00e8 un modo per trovare modi per navigare e trasformare i sistemi, adattandosi, con una mentalit\u00e0 aperta, non vedendo il mondo in bianco e nero, e non trattando in assoluti. Questa \u00e8 l&#8217;energia che cerco di portare nella mia pratica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aziza Kadyri esplora la fluidit\u00e0 delle proprie origini, trasformando la memoria in emozione funzionale. <\/p>\n","protected":false},"featured_media":124063,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1797,1793],"tags":[],"class_list":["post-124070","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-in-dialogue-with","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124070","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124070\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124091,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124070\/revisions\/124091"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124063"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124070"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124070"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124070"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}