{"id":124455,"date":"2025-02-07T08:34:43","date_gmt":"2025-02-07T07:34:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=124455"},"modified":"2025-02-10T16:49:02","modified_gmt":"2025-02-10T15:49:02","slug":"suzanne-santoro-artista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2025\/02\/07\/suzanne-santoro-artista\/","title":{"rendered":"Suzanne Santoro: femminilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Suzanne Santoro, 1946, Brooklyn New York, vive e lavora a Roma: <em>&#8220;Dipingo perch\u00e9 la pittura \u00e8 un\u2019esperienza unica. Non \u00e8 come nessun\u2019altra forma d\u2019arte: dipingere ti permette di esplorare lo spazio, come se fosse sganciato dal tempo. Questo me lo ha insegnato Rothko.&#8221; <\/em>Per Suzanne Santoro, la pittura non \u00e8 mai stata una reliquia da appendere e dimenticare. \u00c8 uno spazio vivo, che respira, muta e sfida. \u00c8 un atto di presenza, una forma di resistenza. Santoro non si lascia distrarre dai fantasmi del passato, ma li prende per mano. La sua arte \u00e8 esplorazione continua, un linguaggio che evolve senza mai spegnersi.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni \u201960, Suzanne Santoro vive a Roma&nbsp; per qualche tempo insieme a Mark Rothko e famiglia, in un palazzo nel cuore del Ghetto. \u00c8 lui, l\u2019artista delle grandi &#8220;porte di colore&#8221;, a farle capire che il colore pu\u00f2 creare spazi emotivi capaci di sfidare la logica del tempo. Lascia cos\u00ec New York e da quel momento Roma, con le sue stratificazioni di storia e caos, diventa per lei un centro creativo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6886\" height=\"4653\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/02\/Black-Mirrors-2-Santoro-Suzanne-1974.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124472\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Suzanne Santoro, Hermaphrodite, Black Mirrors, 1974, photo on wood, polished polyester resin, cm. 24 x 36 (inch 24 x 18). Courtesy of the artist and Lovay Fine Arts.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma \u00e8 negli anni \u201970 che, con la serie di fotografie intitolate gli Specchi Neri, la sua arte si radicalizza grazie all\u2019incontro con Carla Lonzi, femminista e critica d\u2019arte rivoluzionaria, con il gruppo di Rivolta Femminile. Non solo affinit\u00e0 tra le due. Lonzi sosteneva che la vagina fosse un simbolo da proteggere, non da esibire. <em>\u201cPer Carla, la vagina era un tab\u00f9, un simbolo intoccabile. Era come se avesse gi\u00e0 capito tutto del futuro neoliberista: prima o poi qualcuno avrebbe messo l\u2019organo sessuale femminile sulle magliette o nelle pubblicit\u00e0 di lingerie,\u201d<\/em> riflette Suzanne Santoro con ironia.<\/p>\n\n\n\n<p>Da questo dialogo nasce un\u2019arte che si muove tra intimit\u00e0 e resistenza politica. Gli Specchi Neri, con il loro strato di resina poliestere delicatamente stesa sulla superficie di immagini in bianco e nero, sono i mezzi perfetti per questi processi, come il disegno, l&#8217;acquerello e la tempera: imprevedibili, come una pelle viva che si espande e si ritrae. Il corpo femminile si riappropria di s\u00e9, sfuggendo ai codici di idealizzazione e voyeurismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Le donne che abitano le sue opere non sono Veneri botticelliane n\u00e9 Veneri di Willendorf. Non sono statiche, insomma. Sono figure complesse, forti e vulnerabili. Non chiedono ammirazione, ma riconoscimento. Suzanne Santoro sembra dirci: <em>\u201cNon cerco la perfezione. Cerco l\u2019autenticit\u00e0, anche se significa contraddizione e incompletezza.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5212\" height=\"7611\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/02\/Suzanne-Santoro-Femaleness-FN002-2010-Watercolor-on-Paper.-24\u00d716.2cm.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124450\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Suzanne Santoro, Femaleness, 2010, watercolor on paper, cm. 24\u00d716.2. Courtesy of the artist and Lovay Fine Arts.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il lavoro di Suzanne Santoro trova radici nelle teorie della percezione. Maurice Merleau-Ponty scriveva che la pittura rivelasse \u201cla carne del mondo\u201d attraverso il senso. Santoro porta questa riflessione nell\u2019era digitale, dove il corpo \u00e8 ridotto a simulacro. I suoi acquarelli ci chiedono di <em>\u201cvedere davvero\u201d<\/em> ci\u00f2 che la saturazione di immagini ci nasconde.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua arte non si ferma al perimetro delle gallerie. Recentemente ha collaborato con Dior per la sfilata Autunno 2024 al Brooklyn Museum di New York. Un suo disegno \u00e8 stato rielaborato dal collettivo Claire Fontaine, che ha prodotto&nbsp; un\u2019opera al neon raffigurante mani femminili unite a formare il simbolo della vagina; un gesto simbolico delle proteste femministe degli anni \u201970, e che ha dominato la scenografia dello show. Quando le chiedo se non trova contraddittorio che un\u2019artista femminista collabori con la moda, un\u2019industria spesso criticata per la sua rappresentazione stereotipata della donna, lei risponde con un sorriso che gi\u00e0 contiene la risposta.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5321\" height=\"7410\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/02\/Suzanne-Santoro-Femaleness-FN019-2005-Watercolor-on-Paper.-35\u00d725cm.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124452\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Suzanne Santoro, Femaleness, 2005, watercolor on paper, 35\u00d725cm. Courtesy of the artist and Lovay Fine Arts.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 una resa, ma una strategia. Per Suzanne Santoro, l\u2019arte deve entrare nei sistemi complessi, occupare quei luoghi che sfruttano il corpo femminile per sovvertirli dall\u2019interno. <em>\u201cBisogna creare varchi nei sistemi,\u201d<\/em> afferma, suggerendo che la trasformazione passa anche attraverso il dialogo con mondi contraddittori.<\/p>\n\n\n\n<p>In tempi segnati dal movimento #MeToo, che ha rivelato il legame tra industria culturale e abuso di potere, la moda pu\u00f2 diventare una piattaforma per risemantizzare simboli. Essere artiste femministe, per Santoro, significa rinegoziare continuamente il significato delle immagini, utilizzando il linguaggio visivo per sottrarre il corpo alle logiche di sfruttamento.Suzanne Santoro costruisce, decostruendo. La sua pittura \u00e8 infatti una riflessione metalinguistica sullo spettacolo dell\u2019arte stessa. Guy Debord ci ha insegnato che viviamo in una <em>\u201csociet\u00e0 dello spettacolo&#8221;, dove<\/em> tutto diventa immagine da consumare. Santoro sfugge a questa logica: non crea feticci o icone, non \u00e8 interessata a stupire. La sua arte invita a qualcosa di pi\u00f9 sottile e rivoluzionario: un corpo che esiste per s\u00e9, che non ha bisogno di essere osservato, ma ha semplicemente la necessit\u00e0 di essere. Dipingere la vagina non con fini divulgativi, ma epifanici. In primis, per lei stessa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Suzanne Santoro l\u2019arte deve entrare nei sistemi complessi, per occupare quei luoghi che sfruttano il corpo femminile e sovvertirli.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":124450,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[2385,1793],"tags":[],"class_list":["post-124455","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-latest-art-history","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124487,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124455\/revisions\/124487"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124450"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}