{"id":124696,"date":"2025-05-14T09:58:57","date_gmt":"2025-05-14T07:58:57","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=124696"},"modified":"2025-05-14T10:03:40","modified_gmt":"2025-05-14T08:03:40","slug":"ashleigh-mclean-co-fondatrice-di-whatiftheworld-unintervista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2025\/05\/14\/ashleigh-mclean-co-fondatrice-di-whatiftheworld-unintervista\/","title":{"rendered":"Ashleigh Mclean, co-fondatrice di WHATIFTHEWORLD: un&#8217;intervista"},"content":{"rendered":"\n<p>Per ragioni che trovano una spiegazione pi\u00f9 semplice nella psicologia che nella storia dell&#8217;arte, pu\u00f2 essere pi\u00f9 facile parlare dell&#8217;arte africana in generale, piuttosto che concentrarsi su ogni stato del continente o sui singoli artisti che ne sono l&#8217;espressione contemporanea nelle arti. Di recente, abbiamo assistito a un fenomeno simile con la Cina e l&#8217;India. Si tratta di un errore di valutazione che deve essere corretto il prima possibile, o \u00e8 un passo necessario nel processo? \u00c8 sensato generalizzare, o la tendenza a semplificare porta solo a creare clich\u00e9 da cui \u00e8 impossibile sfuggire, e che tendono a radicarsi ancora di pi\u00f9 quando sono presenti questioni razziali? <\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo discusso di questo argomento con Ashleigh Mclean, co-fondatrice insieme a Justin Rhodes della galleria What If The World a Citt\u00e0 del Capo, partendo dal presupposto che &#8220;dare la priorit\u00e0 all&#8217;opera d&#8217;arte e all&#8217;oggetto culturale non significa necessariamente che essi diventino isolati o insulati dall&#8217;intrusione di altre logiche sociali e critiche&#8221; (Okwui Enwezor, Intense Proximity, Palais de Tokyo, 2012).<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"7000\" height=\"4667\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/05\/WITW-02_09_2024-Maja-Marx_HR-26.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124677\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Maja Marx, Terr, 2024, oil, thread, and rice paper on Belgian linen, cm. 40.3 x 76 x 5.7. Courtesy of What If The World.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come descriveresti il programma di What If The World?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>Quando la nostra galleria ha aperto nel 2008, abbiamo iniziato esponendo artisti emergenti che erano nostri coetanei. Anch\u2019io ho iniziato come artista. All\u2019epoca c\u2019era ancora molto da fare in termini di inclusione e diversit\u00e0, a causa della storica mancanza di accesso alle risorse in Sudafrica per gli artisti non bianchi e non maschi. Fortunatamente, questa situazione demografica \u00e8 cambiata, e il nostro programma ne \u00e8 la prova.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>I cambiamenti sociali hanno creato un ambiente \u2014 e, soprattutto, un pubblico \u2014 per artisti provenienti da contesti diversi e da vari paesi africani. Il Sudafrica \u00e8 stato a lungo isolato e, in gran parte, resta ancora separato dal resto del continente; fortunatamente, questi confini stanno diventando sempre pi\u00f9 permeabili. Anche se c\u2019\u00e8 ancora molto da fare, abbiamo cercato di essere un catalizzatore di questo cambiamento, includendo nel nostro programma artisti provenienti da Zimbabwe, Namibia, Nigeria, Ghana, Egitto e Algeria.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La presenza internazionale, in Europa e in America, \u00e8 sempre stata fondamentale per noi. Siamo state una delle prime gallerie a partecipare a fiere internazionali, debuttando a Basilea nel 2009. Partecipiamo regolarmente a fiere d\u2019arte a Bruxelles, Milano, Torino, New York, Chicago, Miami, Parigi e Colonia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inoltre, offriamo un programma di residenza presso la fattoria Twee Jonge Gezellen, a circa 90 minuti da Citt\u00e0 del Capo, e abbiamo partecipato a numerose mostre e biennali internazionali.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per noi \u00e8 sempre stato fondamentale essere consapevoli delle nozioni preconcette associate all\u2019etichetta di &#8220;artisti africani&#8221; e presentare il nostro lavoro indipendentemente da ci\u00f2 che il mercato o le istituzioni occidentali potrebbero considerare come \u201cafricano\u201d. Esporremo sculture, dipinti, installazioni, video, stampe, tessuti e ceramiche di diversi artisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Molti degli artisti con cui collaboriamo esplorano temi come la conoscenza ancestrale, la spiritualit\u00e0 indigena e diversi approcci all\u2019apprendimento, in linea con il desiderio di decolonizzazione sempre pi\u00f9 presente in Sudafrica, in particolare nel contesto universitario. Gli artisti africani queer, appartenenti a diverse etnie e provenienze, stanno contribuendo con una variet\u00e0 di prospettive critiche ed estetiche<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Riteniamo fondamentale presentare questi temi, cos\u00ec come generi pi\u00f9 tradizionali, come ad esempio le nature morte. Mostrare un dipinto con un mazzo di fiori pu\u00f2 essere un atto di ribellione, perch\u00e9 sfida le aspettative su ci\u00f2 che un artista \u201cafricano\u201d dovrebbe produrre e mette in discussione l\u2019idea di una monocultura estetica africana.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>In qualit\u00e0 di galleristi, le nostre scelte sono influenzate anche dalle nostre preferenze estetiche e dal desiderio di bilanciare le istanze critiche con le considerazioni commerciali, per costruire un modello sostenibile che sostenga sia i nostri artisti che il nostro lavoro.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4666\" height=\"7000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/05\/Soal_Chris_2024_Facet_HR_1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124675\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Chris Soal, Facet, 2024, used sandpaper discs adhered with poly-urethane sealant on board with stainless steel substructure, cm. 87 x 76 x 45. Courtesy of What If The World.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Pu\u00f2 spiegarci meglio? In che modo mostrare quadri con fiori potrebbe essere un atto di ribellione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>Durante l\u2019apartheid, il ruolo degli artisti era quello di essere dissidenti, di farsi portavoce della protesta politica. In quel periodo, molti artisti che creavano opere su sogni, ricordi, amore o temi pi\u00f9 intimi non venivano considerati rilevanti. Di conseguenza, molte esperienze creative sono state ignorate o trascurate. La situazione oggi \u00e8 cambiata, ma credo ci sia ancora una forte pressione latente sugli artisti sudafricani affinch\u00e9 producano opere a contenuto politico o sociale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Per questo ritengo altrettanto importante mostrare opere che trattano temi come il trauma intergenerazionale, ma anche sostenere chi desidera realizzare un dipinto surrealista, o semplicemente ritrarre un mazzo di fiori nella propria camera da letto. In fin dei conti, si tratta di riconoscere e valorizzare la molteplicit\u00e0 dell\u2019atto creativo. \u00c8 fondamentale che gli artisti si sentano liberi di esprimersi in questo modo e si concedano il tempo necessario per guarire e riflettere. Come molti dei nostri artisti mi hanno insegnato, prendersi cura di s\u00e9 pu\u00f2 essere un atto radicale.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Negli ultimi anni si \u00e8 prestata pi\u00f9 attenzione a definire la natura dell&#8217;arte contemporanea africana piuttosto che a valutarne la reale qualit\u00e0, come se la geografia o la razza contassero pi\u00f9 dei mezzi espressivi e dei risultati. Perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>Nell\u2019ultimo decennio, molti curatori sono venuti in Sudafrica in cerca di artisti, ma spesso avevano gi\u00e0 in mente le mostre che volevano allestire prima ancora di arrivare. Di conseguenza, hanno cercato artisti che si adattassero a un piano prestabilito, piuttosto che confrontarsi realmente con ci\u00f2 che stava accadendo qui. L&#8217;enfasi su geografia, genetica e questioni razziali ha generato un circolo vizioso: invece di dare vita a nuove idee, si sono rafforzati involontariamente gli stereotipi esistenti. Come artista, bastava rientrare nella categoria del giovane artista sudafricano \u2018tipico\u2019 o magari essere un artista sudafricano gay per essere inclusi in una mostra. Nel nostro caso, persino esporre dipinti di fiori delicati pu\u00f2 diventare un gesto politico, perch\u00e9 sfida le aspettative su ci\u00f2 che un artista africano dovrebbe produrre.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4667\" height=\"7000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/05\/WITW-18_03_2024-Michele-Mathison_HR-12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124678\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Michele Mathison, Standing Still I,\n2024, steel copper and granite, cm. 150 x 40 x 20. Courtesy of What If The World.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Capisco, ma ora sembra che la pittura sia l&#8217;unico mezzo che interessa agli artisti africani. Abbiamo esagerato?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>Questo \u00e8 esattamente il tipo di percezione che il nostro programma vorrebbe confutare. La pittura non \u00e8 di certo l\u2019unico mezzo espressivo. Negli ultimi anni si \u00e8 verificata un\u2019ondata di dipinti figurativi che ha attirato molta attenzione, forse perch\u00e9 pi\u00f9 immediati da fruire. Credo che una parte della produzione figurativa meno complessa sia stata influenzata dal mercato, come \u00e8 accaduto anche con la pittura europea.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Molte istituzioni stanno cercando, seppur con ritardo, di colmare le lacune nella rappresentazione, e la pittura \u00e8 spesso lo strumento pi\u00f9 diretto per farlo. \u00c8 stata storicamente dominante nelle collezioni museali dell\u2019Europa occidentale ed \u00e8 ci\u00f2 che il mercato continua a valorizzare maggiormente. \u00c8 quindi naturale che il boom della pittura &#8220;nera&#8221; abbia rispecchiato queste dinamiche.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Considerando la vastit\u00e0 e la diversit\u00e0 della produzione artistica visiva dell\u2019intero continente, \u00e8 possibile sintetizzarla in alcune posizioni o caratteristiche formali?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>\u00c8 sempre pi\u00f9 facile semplificare o generalizzare. Storicamente, l\u2019Occidente ha cercato di ridurre l\u2019Africa, il Medio Oriente e l\u2019Estremo Oriente a visioni stereotipate. Riassumere una produzione artistica cos\u00ec vasta e variegata non \u00e8 semplice, ma \u00e8 possibile individuare alcuni fili conduttori.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>La rappresentazione \u00e8 un tema centrale e imprescindibile. Molti artisti stanno cercando di affermare la propria identit\u00e0 all\u2019interno di un panorama tradizionalmente dominato da narrazioni eteronormative occidentali. Un altro tema ricorrente \u00e8 la riqualificazione e la reinterpretazione degli archivi, sia personali che pubblici. Riconoscere le storie perdute \u00e8 una parte fondamentale di ci\u00f2 che molti artisti stanno facendo oggi, e questo avviene su pi\u00f9 livelli.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inoltre, molti artisti che lavorano nel continente sono influenzati dall\u2019accesso a materiali specifici, i quali sono profondamente legati alla geografia locale. Le loro opere nascono dalla \u2018roba della vita\u2019, come si pu\u00f2 vedere nel lavoro di artisti di fama internazionale come El Anatsui o Ibrahim Mahama.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il tessuto dei materiali utilizzati dagli artisti \u00e8 intrinsecamente legato alla realt\u00e0 socio-politica del luogo. Ad esempio, collaboriamo con l&#8217;artista Lungiswa Gqunta, che utilizza filo spinato, benzina e piante autoctone in installazioni evocative, e con Chris Soal, che utilizza cavi per recinzioni elettriche e tappi di birra. <\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Il legame con la terra \u00e8 un tema molto diffuso su tutta la linea. Le persone si confrontano con un dolore profondo, derivante sia dalla privazione storica sia dalla complessa eredit\u00e0 coloniale. La terra \u00e8 connessa alla conquista, al commercio, all&#8217;insediamento, alla migrazione, al recupero e alla ricerca dell&#8217;identit\u00e0.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"7937\" height=\"5291\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/05\/DSC3399.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124681\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Ben Orkin, How to Have Sex in an Epidemic: Second Approach, 2022, clay and glaze, cm. 200 x 200. Courtesy of What If The World.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Come pensi che si evolveranno queste caratteristiche?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>La diversit\u00e0 e la complessit\u00e0 dei temi e delle modalit\u00e0 di produzione continuano a crescere. Il profilo demografico degli studenti che si laureano nelle universit\u00e0 \u00e8 cambiato radicalmente negli ultimi 30 anni\u2014un&#8217;evoluzione significativa, anche solo nell\u2019ultimo decennio. Oggi, il panorama di chi ha una formazione accademica nelle arti visive \u00e8 molto pi\u00f9 eterogeneo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inoltre, l\u2019ecologia artistica \u00e8 diventata pi\u00f9 stratificata e professionale, grazie alla presenza di spazi gestiti da artisti, fondazioni private e programmi di residenza che arricchiscono e completano le strutture accademiche e delle gallerie. In questo senso, il Sudafrica si distingue come un leader nel continente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;infrastruttura artistica internazionale sta plasmando la produzione artistica africana o viceversa?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>L&#8217;infrastruttura artistica internazionale sta influenzando la nostra produzione. Come gallerista, mi trovo spesso a confrontarmi con questa dinamica, soprattutto per quanto riguarda la ritrattistica, che \u00e8 stata fortemente plasmata dalle esigenze del mercato.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Inoltre, \u00e8 importante considerare che il collezionismo d&#8217;arte nel continente africano \u00e8 ancora in fase di sviluppo: il numero di collezionisti \u00e8 relativamente basso rispetto a quello europeo e americano. Di conseguenza, le opere degli artisti africani vengono acquistate prevalentemente da collezionisti non africani. La ricchezza, l\u2019appetito e la cultura del collezionismo restano profondamente radicati in quelle regioni.<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"4667\" height=\"7000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2025\/05\/Dale_Lawrence_Roadcut240204_2024_HR04.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-124676\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dale Lawrence, Roadcut (240204), 2024, clear packaging tape, cm. 74.5 x 68 x 4.5. Courtesy of What If The World.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Originariamente prodotta dal Zeitz Mocaa con il patrocinio di Gucci e presentata al Basel Kunstmuseum durante l\u2019ultima edizione di Art Basel, e pi\u00f9 recentemente anche al Bozar di Bruxelles, When We See Us \u00e8 stata una mostra fondamentale per la pittura nera. La mostra, infatti, \u00e8 dedicata a un secolo di figurazione nera nella pittura, un concetto pi\u00f9 ampio e in qualche modo distinto dall\u2019arte puramente africana. Tuttavia, la curatrice del catalogo, Koyo Kouoh\u2014che curer\u00e0 la prossima Biennale di Venezia\u2014introduce la mostra citando la missione del Zeitz Mocaa, che si concentra pi\u00f9 sull\u2019idea dell\u2019arte africana che sull\u2019arte nera in s\u00e9. Potresti commentare questo aspetto? Il Zeitz Mocaa si occupa ancora delle sfide razziali al centro della questione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ashleigh Mclean: <em>Penso che esista una chiara distinzione tra arte africana e arte nera.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Da quanto ho compreso, la missione del Zeitz Mocaa \u00e8 quella di promuovere l\u2019arte di una regione geografica, creata da artisti africani e della diaspora. When We See Us \u00e8 invece una mostra incentrata sulla pittura nera realizzata da artisti neri<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In Sudafrica, \u00e8 impossibile operare senza confrontarsi con le questioni razziali, poich\u00e9 esse definiscono gran parte della nostra esperienza di vita.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Tuttavia, il Zeitz Mocaa \u00e8 un\u2019istituzione africana con una prospettiva globale, pur avendo sede in Sudafrica. Le dinamiche sudafricane non influenzano necessariamente i suoi numerosi programmi e mostre. Non sono direttamente coinvolta con il museo, ma presumo che questi temi debbano essere considerati, dato il contesto in cui si trova.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il testo introduttivo della mostra che presenterete a CFAlive afferma che &#8220;con il suo complesso panorama sociopolitico e la sua distintiva materialit\u00e0 vernacolare, il Sudafrica risuona profondamente con questa sensibilit\u00e0.&#8221; La sensibilit\u00e0 in questione \u00e8 quella tipica del movimento Arte Povera, diffuso a livello internazionale ma nato da posizioni molto locali. \u00c8 questo il modello giusto da seguire?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Trovo che sia una linea di indagine interessante. Dalla mia esperienza, le persone reagiscono positivamente a elementi che percepiscono come familiari all\u2019interno di un\u2019opera d\u2019arte. Avere un filo di connessione pu\u00f2 essere prezioso per destabilizzare le aspettative su ci\u00f2 che dovrebbe essere un artista &#8220;africano&#8221;. Secondo me, esiste una correlazione tra Sudafrica e Italia in termini di sensibilit\u00e0 materiale condivisa, e approfondirla apre a una discussione stimolante.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo incontrato Ashleigh Mclean per discutere di come liberarsi dagli stereotipi sull&#8217;arte africana e la sua natura.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":124680,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-124696","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124696\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":124705,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/124696\/revisions\/124705"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124680"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=124696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=124696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=124696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}