{"id":125535,"date":"2026-03-16T21:59:54","date_gmt":"2026-03-16T20:59:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=125535"},"modified":"2026-03-16T22:15:44","modified_gmt":"2026-03-16T21:15:44","slug":"oltre-lai-lucas-blalock-e-la-dissoluzione-della-fotografia","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2026\/03\/16\/oltre-lai-lucas-blalock-e-la-dissoluzione-della-fotografia\/","title":{"rendered":"Oltre l\u2019AI: Lucas Blalock e la dissoluzione della fotografia"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap\">Circa due anni fa, New York. Nel suo studio di Brooklyn, spazio essenziale e transitorio \u2014 scatole impilate lungo il corridoio, tracce di un decennio di accumulazioni creative in procinto di essere smontate \u2014 Lucas Blalock siede al centro di quella che descrive come una fondamentale messa in discussione di qualcosa. Venticinque scatole di materiali, oggetti e frammenti di lavori passati attendono il destino. \u00c8 la manifestazione fisica della transizione concettuale che l\u2019artista sta attraversando, un passaggio che rispecchia un cambiamento pi\u00f9 ampio nell&#8217;arte dei nostri giorni: la dissoluzione della fotografia come medium autonomo e la sua trasformazione in qualcosa di completamente diverso.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon penso pi\u00f9 a me stesso come a un fotografo\u201d, afferma Blalock con semplicit\u00e0; \u00e8 una dichiarazione che sarebbe stata impensabile agli inizi della sua carriera. Per un artista il cui lavoro \u00e8 stato cos\u00ec profondamente radicato nel discorso fotografico, le cui immagini manipolate hanno sfidato ed espanso ci\u00f2 che la fotografia poteva essere, non si tratta semplicemente di un cambio di categoria. \u00c8 una revisione radicale del modo in cui le immagini funzionano, circolano e producono significanti culturali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3000\" height=\"2571\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/03\/Blalock_The_Heist.jpg\" alt=\"Lucas Blalock, The Heist, 2025, archival inkjet print.\" class=\"wp-image-125529\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lucas Blalock, The Heist, 2025, archival inkjet print.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-l-evoluzione-di-un-identita\">L\u2019evoluzione di un\u2019identit\u00e0.<\/h2>\n\n\n\n<p>La questione dell\u2019identit\u00e0 artistica&nbsp; \u2014&nbsp; artista o fotografo&nbsp; \u2014&nbsp; oggi sembra quasi antiquata, ma un tempo era centrale per il modo in cui Blalock comprendeva la propria pratica. Tra la fine degli anni Duemila e i primo decennio del nuovo secolo, quando si affermava come una voce distintiva, quella tensione era produttiva. Il suo lavoro abitava uno spazio liminale affascinante: fotografie che non sembravano fotografie, immagini costruite con strumenti fotografici, ma che portavano lo spettatore a mettere in discussione le proprie categorie. \u201cAll\u2019inizio la gente diceva: \u2018Ah, beh, questo \u00e8 collage\u2019\u201d, ricorda Blalock. Rispondeva rivendicando la propria identit\u00e0 di fotografo: \u201cStavo realizzando una fotografia con gli stessi strumenti e le stesse procedure con cui avrei fatto una fotografia che sembrava una fotografia\u201d. Il suo flusso di lavoro era quello di un fotografo, anche se i risultati sfidavano le aspettative convenzionali. Questa tensione tra processo e prodotto, tra artigianalit\u00e0 legata al medium ed elasticit\u00e0 concettuale, era il luogo in cui il suo lavoro trovava energia. Ma il rapporto di Blalock con l\u2019identit\u00e0 fotografica non era soltanto difensivo. Era strategico. \u201cMi piaceva molto l\u2019idea di essere un fotografo, e pensavo fosse importante per il lavoro\u201d, spiega. L\u2019attrito generato dal creare immagini non convenzionali all&#8217;interno del quadro della fotografia&nbsp; \u2014&nbsp; spingendo contro i confini pur rivendicando l\u2019appartenenza alla tradizione&nbsp; \u2014&nbsp; produceva qualcosa di vitale. In quel momento, la fotografia sembrava un contenitore abbastanza robusto da accogliere un pensiero sperimentale pur offrendo resistenza.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-della-porosita\">Il problema della porosit\u00e0.<\/h2>\n\n\n\n<p>Cosa \u00e8 cambiato? Secondo Blalock, \u00e8 stata la fotografia stessa a trasformarsi. Il medium \u00e8 diventato ci\u00f2 che lui definisce \u201cporoso\u201d, cos\u00ec \u201caccogliente\u201d e \u201cmalleabile\u201d da aver perso la capacit\u00e0 di generare quell\u2019attrito produttivo che un tempo lo caratterizzava. Quando tutto pu\u00f2 essere fotografia, quando i confini diventano infinitamente flessibili, il valore strategico di lavorare entro quei limiti si riduce. \u201c\u00c8 cos\u00ec eterogenea, ormai\u201d, osserva Blalock. \u201cDove si ferma? Se usi l\u2019AI nella tua fotografia, \u00e8 ancora una fotografia? Se \u00e8 interamente generata al computer, smette di essere una fotografia?\u201d Non sono domande retoriche: indicano una vera crisi definitoria. La fotografia \u00e8 diventata cos\u00ec inclusiva, cos\u00ec capiente, da rischiare di perdere significato come categoria. Questa porosit\u00e0 riflette cambiamenti tecnologici e culturali pi\u00f9 ampi. Quando Blalock inizi\u00f2 la sua carriera, la fotografia stava passando dalla carta allo schermo, vivendo quella che lui descrive come \u201cuna sorta di crisi della propria materialit\u00e0\u201d. Gli artisti rispondevano realizzando immagini senza macchina fotografica, esplorando la carta come materiale, interrogando il processo. C\u2019era \u201cla sensazione che la fotografia fosse davvero un medium, che ci fossero tutte queste mosse possibili e tutto questo pensiero che poteva essere sviluppato all&#8217;interno della fotografia\u201d. Quel momento \u00e8 passato. La fotografia non sta pi\u00f9 vivendo una crisi su se stessa perch\u00e9 ha smesso di funzionare come un \u201cmedium artistico\u201d coerente nel senso tradizionale. La transizione individuata da Blalock non \u00e8 solo tecnologica&nbsp; \u2014&nbsp; dall&#8217;analogico al digitale, dalla carta allo schermo&nbsp; \u2014&nbsp; ma ontologica. La fotografia \u00e8 diventata qualcosa di diverso da ci\u00f2 che era. \u201cIo \u00e8 un altro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3000\" height=\"2571\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/03\/Blalock_Seedless.jpg\" alt=\"Lucas Blalock, Seedless, 2025 archival inkjet print.\" class=\"wp-image-125531\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lucas Blalock, Seedless, 2025, archival inkjet print. <\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-dal-medium-al-materiale\">Dal medium al materiale.<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel tentativo di articolare questo cambiamento, Blalock cerca un nuovo linguaggio. \u201cSento che la fotografia \u00e8 pi\u00f9 un materiale che un medium\u201d. \u201c\u00c8 un modo per portare le cose dentro una stanza. \u00c8 un mezzo di trasporto\u201d. Questa riformulazione \u00e8 cruciale. La fotografia non \u00e8 pi\u00f9 un contenitore per il pensiero artistico, ma un veicolo: un metodo di trasmissione, non una destinazione. Approfondendo questa idea, Blalock distingue tra diversi sensi di \u201cmedium\u201d. In questa prospettiva, la fotografia non \u00e8 un medium artistico come la pittura o la scultura, n\u00e9 un medium nel senso di Marshall McLuhan, cio\u00e8 una forma che modella il messaggio. \u00c8 piuttosto \u201cun medium come mezzo per portare qualcosa da qualche parte\u201d. La fotografia diventa infrastrutturale, non categoriale.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-ruolo-del-fotografo\">Il ruolo del fotografo.<\/h2>\n\n\n\n<p>Se la fotografia non \u00e8 pi\u00f9 un medium, il fotografo rimane una figura? Il fotografo persiste come figura culturale anche mentre il medium si dissolve. Il fotografo esiste come una sorta di persona autoriale, un marchio di attenzione e sensibilit\u00e0. Questo si collega a dinamiche pi\u00f9 ampie su come le immagini circolano e producono significato. Non si tratta della fotografia, ma dell\u2019account. Blalock concorda quando l\u2019osservazione gli viene proposta. Il fotografo funziona come un\u2019intelligenza curatoriale, una coscienza organizzatrice che conferisce alle immagini un valore che va oltre il loro contenuto visivo. Persino una fotografia di Susan Sontag diventa interessante perch\u00e9 l\u2019ha fatta Sontag \u2014 l\u2019autorialit\u00e0, il contesto, la firma possono contare quanto, se non pi\u00f9, dell\u2019immagine stessa. Questo tipo di culto della personalit\u00e0 rappresenta uno dei modi in cui le fotografie continuano a essere importanti per le persone. Siamo curiosi del significato, del seguire la produzione creativa di intelligenze riconosciute. Ma questo appiattisce anche la fotografia in una forma di content creation, in cui il fotografo \u00e8 meno un <em>auteur<\/em> e pi\u00f9 un <em>influencer<\/em>, meno un artista e pi\u00f9 un brand.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-paradosso-dell-analogico\">Il paradosso dell&#8217;analogico.<\/h2>\n\n\n\n<p>Nell\u2019era della riproducibilit\u00e0 digitale infinita e delle immagini generate dall\u2019AI, Blalock osserva una contro\u2011tendenza interessante: \u201cla rinascita, oso dire, dell\u2019interesse per l\u2019analogico\u201d. C\u2019\u00e8 una generazione di giovani fotografi che torna alla pellicola, alla camera oscura, ai processi chimici&nbsp; \u2014&nbsp; come forma di resistenza o di autenticit\u00e0. Eppure Blalock \u00e8 scettico nel leggere in questo ritorno un potenziale realmente rivoluzionario. \u201cNon penso che far\u00e0 tornare il mondo indietro\u201d, osserva. La rinascita dell\u2019analogico pu\u00f2 preservare un sapere tecnico, pu\u00f2 offrire soddisfazioni tattili che il digitale non permette, ma non mette realmente in discussione la circolazione delle immagini basata sullo schermo. Una fotografia scattata su pellicola e sviluppata in camera oscura finisce comunque, con ogni probabilit\u00e0, su Instagram, riconvertita nel flusso digitale che sembrava voler contrastare.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3000\" height=\"2512\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/03\/Blalock_F_D_u_a_n_n_e_c_r_I_a_n_l_g_Shoes.jpg\" alt=\"Lucas Blalock, F\/D\/u\/a\/n\/n\/e\/c\/r\/I\/a\/n\/l\/g Shoes, 2025 archival inkjet print.\" class=\"wp-image-125532\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lucas Blalock, F\/D\/u\/a\/n\/n\/e\/c\/r\/I\/a\/n\/l\/g Shoes, 2025, archival inkjet print.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-insegnare-in-una-transizione\">Insegnare in una transizione.<\/h2>\n\n\n\n<p>La posizione di Blalock come docente&nbsp; \u2014&nbsp; insegnando sia la pratica sia la teoria della fotografia&nbsp; \u2014&nbsp; lo mette a diretto contatto con questi cambiamenti generazionali. Si ritrova a chiedersi \u201cche cosa sia utile insegnare oggi\u201d e quali conversazioni, un tempo centrali nella formazione fotografica, ora sembrino fuori fuoco. I quadri critici che avevano senso quando lui stava emergendo, i dibattiti sullo statuto e sulle possibilit\u00e0 della fotografia, potrebbero non essere pi\u00f9 adeguati al momento attuale. \u00c8 cresciuto \u201cin un\u2019epoca, e ora siamo ben dentro un\u2019altra\u201d, riflette: una transizione che riguarda non solo la sua pratica, ma anche ci\u00f2 che pu\u00f2 essere trasmesso in modo significativo agli studenti. C\u2019\u00e8 qualcosa di toccante in questo riconoscimento&nbsp; \u2014&nbsp; l\u2019ammissione che i termini della propria formazione artistica sono sempre in mutamento. \u00c8 una situazione dinamica. Eppure Blalock resiste alla tentazione di dichiarare la fotografia morta o conclusa. \u201cAmo guardare le immagini\u201d, insiste. \u201cAmo le immagini alle pareti e amo le immagini nei libri\u201d. Il potere affettivo delle immagini, la loro capacit\u00e0 di catturare e trattenere l\u2019attenzione, non \u00e8 scomparso. Ci\u00f2 che \u00e8 cambiato \u00e8 il contesto, la velocit\u00e0, il linguaggio.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-questione-instagram\">La questione Instagram.<\/h2>\n\n\n\n<p>Nessuna conversazione sulla fotografia contemporanea pu\u00f2 evitare il tema dei social media, e Blalock affronta il fenomeno Instagram con attenzione. Non si limita a denunciare la piattaforma n\u00e9 a romanticizzare le condizioni di fruizione pre\u2011digitali. Piuttosto, formula un\u2019osservazione psicologica sottile: Instagram \u201csembra soddisfare gli stessi desideri che gli incontri pi\u00f9 tradizionali con le immagini producono. In realt\u00e0 penso che non lo faccia, ma \u00e8 cos\u00ec intrecciato con la nostra neurobiologia che in qualche modo manda in corto circuito il tipo di attenzione che sarebbe necessario\u201d. \u00c8 un\u2019intuizione cruciale. Lo scroll non offre davvero le soddisfazioni che cerchiamo nelle immagini&nbsp; \u2014&nbsp; l\u2019attenzione sostenuta, l\u2019assorbimento contemplativo, la lenta rivelazione di contenuto e significato. Ma attiva risposte neurologiche simili, creando un simulacro di coinvolgimento visivo abbastanza appagante nell&#8217;immediato da impedirci di cercare esperienze pi\u00f9 profonde. \u00c8 un corto circuito, un <em>hack<\/em> dei nostri appetiti visivi che ci lascia sazi ma non nutriti.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-il-problema-della-stampa-fotografica\">Il problema della stampa fotografica.<\/h2>\n\n\n\n<p>Forse il cambiamento pi\u00f9 significativo nel pensiero di Blalock riguarda la stampa fotografica stessa. Se un tempo sentiva che \u201crimettere questo materiale e queste mosse dentro la fotografia, che non erano necessariamente benvenute nella fotografia, aveva molta energia\u201d, oggi quell&#8217;energia si \u00e8 dissipata. Man mano che \u201clo spazio della fotografia \u00e8 diventato meno definito\u201d, confessa di \u201cnon essere pi\u00f9 cos\u00ec interessato a questo, o meglio, che semplicemente non \u00e8 pi\u00f9 disponibile\u201d. Pi\u00f9 radicalmente: \u201cNon mi sento cos\u00ec legato all&#8217;idea che una stampa fotografica sia sempre il miglior esito per ci\u00f2 che sto facendo\u201d. \u00c8 una posizione notevole per un artista il cui lavoro \u00e8 stato esposto principalmente sotto forma di stampa. Suggerisce che la stampa \u2014 da sempre la forma finale predefinita della fotografia, l\u2019oggetto che conferisce al medium il suo status di merce nel mercato dell\u2019arte \u2014 potrebbe essere contingente, non essenziale. Se non stampe, allora cosa? Blalock non ha ancora una risposta chiara, ed \u00e8 proprio per questo che descrive se stesso come in \u201cuno spazio molto aperto\u201d. Le scatole nel corridoio, lo studio sgomberato, la sensazione di essere tra una cosa e l\u2019altra \u2014 tutto questo \u00e8 pi\u00f9 di una semplice riorganizzazione pratica. \u00c8 uno sgombero concettuale, una disponibilit\u00e0 a porsi \u201cdi nuovo alcune domande molto basilari\u201d senza sapere dove porteranno. \u201cLa verit\u00e0 \u00e8 che non ho ancora risposte\u201d, ammette Blalock. In una cultura che spesso pretende che gli artisti abbiano narrazioni coerenti sul significato e sulla direzione del proprio lavoro, questa incertezza \u00e8 insieme onesta e coraggiosa.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-la-fotografia-come-energia-creativa\">La fotografia come energia creativa.<\/h2>\n\n\n\n<p>Nel corso della nostra conversazione, Blalock torna pi\u00f9 volte al concetto di \u201cenergia creativa\u201d \u2014 non in senso mistico, ma come modo per comprendere ci\u00f2 che alimenta la pratica artistica. L\u2019energia che trovava nella tensione tra processo fotografico ed esiti non fotografici si \u00e8 affievolita man mano che la fotografia \u00e8 diventata pi\u00f9 permissiva. La domanda diventa: come si \u201centra nel ring\u201d quando i confini si dissolvono?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3000\" height=\"2512\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/03\/Blalock_Corncob.jpg\" alt=\"Lucas Blalock, Corncob, 2025 archival inkjet print.\" class=\"wp-image-125530\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lucas Blalock, Corncob, 2025 archival inkjet print.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Riflessioni di met\u00e0 carriera.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando gli viene chiesto se si definirebbe un artista a met\u00e0 carriera, Blalock esita prima di accettare la definizione. \u201cPenso che rifiutare l\u2019invecchiamento non sia la scelta migliore\u201d, osserva con ironia. C\u2019\u00e8 saggezza in questo riconoscimento \u2014 la consapevolezza che lo sviluppo artistico, come la vita, attraversa fasi, che lo si voglia o no. Essere a met\u00e0 carriera significa avere un corpus di opere a cui guardare, un insieme di preoccupazioni e strategie formali che si sono consolidate in qualcosa di riconoscibile. Significa anche la possibilit\u00e0 di cambiare, di non essere vincolati alle posizioni o alle strategie degli inizi. Blalock ha studenti, letteralmente \u2014 visto che da anni insegna \u2014, ma anche concettualmente: artisti influenzati dal suo lavoro e dal suo pensiero. E tuttavia questa posizione di met\u00e0 carriera \u00e8 complicata dalla sensazione che l\u2019intero campo si sia spostato sotto i suoi piedi. \u00c8 una cosa evolvere come artista all&#8217;interno di un medium relativamente stabile; \u00e8 un\u2019altra quando il medium stesso si trasforma in modi che rendono obsolete le tue assunzioni fondative. L\u2019epoca in cui Blalock \u00e8 emerso, quel momento di transizione digitale e auto\u2011esame della fotografia, \u201csembrava cos\u00ec diverso da questo tempo\u201d. Non ha vissuto solo un\u2019evoluzione personale, ma una frattura storica.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-un-futuro-incerto\">Un futuro incerto.<\/h2>\n\n\n\n<p>Dove andr\u00e0 il lavoro di Blalock da qui in avanti? E dove andr\u00e0 la fotografia? Queste domande restano realmente aperte. Lo studio svuotato, le scatole impilate, la sensazione di essere in transizione \u2014 non sono solo dettagli biografici, ma metafore di una condizione pi\u00f9 ampia. In un certo senso, siamo tutti nello studio di Blalock, circondati dagli artefatti del passato della fotografia e incerti sulla sua configurazione futura. Ci\u00f2 che \u00e8 chiaro \u00e8 che le vecchie certezze non valgono pi\u00f9. La fotografia non \u00e8 un medium nel modo in cui lo sono la pittura o la scultura. La stampa fotografica non \u00e8 la destinazione inevitabile del pensiero fotografico. Il fotografo non \u00e8 un\u2019identit\u00e0 fissa, ma un ruolo che pu\u00f2 essere assunto, adattato o abbandonato. Persino le immagini stesse \u2014 un tempo la ragion d\u2019essere della fotografia \u2014 sono diventate ambigue, il loro statuto incerto in un paesaggio dominato da generazione AI e manipolazione digitale infinita. Eppure le immagini persistono. La nostra fame di esse, la nostra compulsione a produrle, condividerle e guardarle, non \u00e8 diminuita. Anzi, siamo pi\u00f9 saturi di immagini che mai, immersi in un flusso visivo che Flusser riconoscerebbe come la realizzazione estrema dell\u2019immagine tecnica. La domanda \u00e8 come creare immagini che contino, che facciano pi\u00f9 che aggiungersi al rumore, che aprano spazi per un\u2019attenzione e un significato autentici. Blalock non offre risposte facili, ed \u00e8 proprio questo a rendere prezioso il suo pensiero. Sta lavorando a queste domande in tempo reale, con onest\u00e0 sia su ci\u00f2 che ha imparato sia su ci\u00f2 che ancora non sa. Il semplice gesto di svuotare il suo studio, di riconoscere che gli approcci del passato potrebbero non servire ai bisogni futuri, modella una forma di coraggio intellettuale che oggi appare rara.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"3000\" height=\"2512\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/03\/Blalock_Godhead.jpg\" alt=\"Lucas Blalock, Godhead, 2025, archival inkjet prints.\" class=\"wp-image-125533\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Lucas Blalock, Godhead, 2025, archival inkjet prints.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\" id=\"h-conclusione-nello-spazio-delle-domande\"><strong>Conclusione: nello spazio delle domande<\/strong>.<\/h2>\n\n\n\n<p>Lo studio di Lucas Blalock, nel suo attuale stato di produttivo disordine, potrebbe essere il luogo pi\u00f9 appropriato per una conversazione sul presente e sul futuro della fotografia. Ecco un artista che ha contribuito a definire un momento della pratica fotografica \u2014 il momento in cui la manipolazione digitale non era solo possibile ma concettualmente fertile, quando lo scarto tra ci\u00f2 che la macchina cattura e ci\u00f2 che l\u2019artista crea diventava uno spazio generativo \u2014 che ora riconosce la fine di quel momento.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, ci\u00f2 che Blalock offre non \u00e8 un manifesto n\u00e9 una soluzione, ma qualcosa forse pi\u00f9 prezioso: una dimostrazione di come pensare seriamente alla propria pratica quando le assunzioni fondative vengono meno. Ci mostra un artista in transizione, che libera spazio per nuove domande, rifiutando il conforto delle vecchie certezze. Le scatole nel corridoio verranno prima o poi riaperte, da qualche parte, in una configurazione ancora indeterminata. Il lavoro continuer\u00e0, anche se la forma che assumer\u00e0 resta ancora da determinare.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa apertura alla possibilit\u00e0, questa disponibilit\u00e0 a non sapere, potrebbe essere l\u2019aspetto pi\u00f9 \u201cfotografico\u201d della posizione attuale di Blalock. La fotografia, dopotutto, \u00e8 sempre stata legata all\u2019incertezza \u2014 su ci\u00f2 che la macchina catturer\u00e0, su ci\u00f2 che emerger\u00e0 in camera oscura, su come le immagini verranno lette e comprese. Se ora \u00e8 il medium stesso a essere in questione, forse la risposta pi\u00f9 autentica non \u00e8 fornire risposte, ma restare nelle domande, attraversarle, vedere cosa si sviluppa.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella pratica incerta, transitoria, energicamente interrogativa di Lucas Blalock, non vediamo la fine della fotografia, ma la sua continua trasformazione in qualcosa per cui non abbiamo ancora un linguaggio adeguato. E forse \u00e8 proprio l\u00ec che la fotografia deve stare \u2014 nello spazio delle domande pi\u00f9 che delle risposte, in movimento pi\u00f9 che stabilizzata, viva al proprio divenire.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lucas Blalock esplora la dissoluzione della fotografia, tra artifici e nuovi linguaggi, per scoprire come l&#8217;immagine evolve, da medium a materiale.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":125532,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-125535","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125535","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125535\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":125562,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125535\/revisions\/125562"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125532"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125535"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125535"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125535"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}