{"id":125935,"date":"2026-06-18T10:25:37","date_gmt":"2026-06-18T08:25:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=125935"},"modified":"2026-07-08T16:25:56","modified_gmt":"2026-07-08T14:25:56","slug":"liste-art-fair-2026","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2026\/06\/18\/liste-art-fair-2026\/","title":{"rendered":"Cinque pi\u00f9 uno per Liste Art Fair 2026"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-drop-cap has-medium-font-size\">La sera, dopo la <em>preview<\/em> dell&#8217;edizione 2026 della <a href=\"https:\/\/www.liste.ch\/de\" type=\"link\" id=\"https:\/\/www.liste.ch\/de\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Liste Art Fair<\/a>, le persone si incontrano. Tra queste, alcuni sono collezionisti. Di questi, la maggior parte ha della fiera un&#8217;impressione negativa. Con almeno 10mila passi nelle suole e chiss\u00e0 quante migliaia di parole nelle orecchie \u00e8 un fatto comprensibile; &#8220;niente di interessante &#8211; dicono -, una gran confusione, qualit\u00e0 discutibile quest&#8217;anno&#8221;. Ma a pensarla cos\u00ec sono in genere i meno esperti, o i pi\u00f9 pigri, o magari quelli che in genere comprano solo quello che a loro &#8220;piace&#8221;. Domani cambieranno certamente idea, e si metteranno in lista d&#8217;attesa come una volta facevano gli adolescenti fuori dalle discoteche della riviera. Di nuovo, \u00e8 comprensibile. Ma forse a questo punto va detto: Liste \u00e8 una fiera difficile, che richiede concentrazione, apertura mentale, umilt\u00e0. Molte delle gallerie sono nuove anche agli addetti ai lavori; i nomi degli artisti non sono gi\u00e0 noti; pochi gli appigli; le opere sono acerbe e gli allestimenti non sono quasi mai da grande museo. Per cogliere i messaggi ci vuole attenzione, pazienza, tempo. Gi\u00e0, perch\u00e8 ultimamente a Liste la quantit\u00e0 di gallerie e artisti rilevanti \u00e8, nel contesto delle fiere dedicate all&#8217;arte emergente, la maggiore possibile. E quest&#8217;anno la fiera ha dato ancora una volta la prova di saper prendere i propri rischi. Non si adagia su ci\u00f2 che gi\u00e0 si conosce, ma esplora territori estetici, geografici, sociali ed economici ancora incolti, ed \u00e8 su questa base che l&#8217;abbiamo visitata, con il preciso intento di approfondire anche ci\u00f2 che al primo sguardo non &#8220;piace&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-najaax-harun-catinca-tabacaru\"><strong>Najaax Harun<\/strong>, Catinca Tabacaru<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Najaax Harun indaga il rapporto tra soggettivit\u00e0 e frattura storica, riflettendo su tradizioni, rituali e modelli culturali. Nata all&#8217;indomani della guerra civile somala, appartiene a una generazione che non ha vissuto direttamente il trauma del conflitto, ma ne ha ereditato le conseguenze. La sua opera \u00e8 un tentativo di dare forma a ci\u00f2 che continua ad agire sotto traccia, sottolineandone contraddizioni e lacune. In un atto di pura emancipazione, Harun porta alla luce storie e memorie latenti che continuano a modellare l\u2019immaginario collettivo della sua comunit\u00e0. Categorie stabili come il matrimonio, il clan e i ruoli femminili vengono riaperte al dibattito. L\u2019artista si fa cos\u00ec narratrice della tradizione, ma anche mediatrice tra eredit\u00e0 e trasformazione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1086\" height=\"1486\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/7035671b-4764-8306-a800-c6bfac700840.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-125955\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Najaax Harun, The pledge, 2026, acrylic on canvas, cm. 140 x 100. Courtesy of Catinca Tabacaru Gallery, Bucharest.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Lo stand \u00e8 concepito come spazio immersivo, ispirato alle teorie spaziali di Herbert Bayer ed El Lissitzky, in cui le opere pittoriche vengono affiancate alle fotografie di Hargeisa, capitale di Somaliland. Pittura e fotografia si correggono reciprocamente: la prima impedisce che il paesaggio venga interpretato come uno sfondo neutro, mentre la seconda sottrae la pittura al rischio di una lettura puramente allegorica e distante dalla realt\u00e0.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">In questo modo, la ricerca di Harun dialoga con il programma di Cantica Tabacaru, gallerista rumena che ama mettere in relazione esperienze post-coloniali e post-comuniste. Pur essendo generalmente considerate vicende storiche concluse, le loro strutture continuano a influenzare il presente. Artista e galleria condividono una memoria interrotta e operano all\u2019interno di una comune condizione di \u201cpost\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-ruofan-chen-shower\"><strong>Ruofan Chen<\/strong>, Shower<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Sul pavimento dello stand di Shower la polvere residua proveniente dal taglio del legno si accumula, formando rettangoli precisi delle stesse dimensioni della sede in cui la tela \u00e8 stata inserita. Accumulo, transizione, specularit\u00e0, particelle dannose per la salute dei lavoratori. Ruofan Chen si concentra su ci\u00f2 che \u00e8 tossico, ma che spesso non appare come tale.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"6000\" height=\"4000\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/DSCF0110.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-126007\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Shower, Liste Art Fair, Installation view.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La struttura \u00e8 sospesa a mezz&#8217;aria; offre una superficie sotto cui ripararsi; \u00e8 scomoda ma delicata, cromaticamente omogenea, funzionalmente scomponibile come un pezzo di artigianato. Dal punto di vista installativo, \u00e8 efficace e impeccabile nell&#8217;esecuzione. Se la &#8220;struttura&#8221; \u00e8 il veicolo con cui portare all&#8217;attenzione un tema ecologico, questo veicolo \u00e8 perfettamente definito, sofisticato, rassicurante.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">L&#8217;aspetto ecologico non \u00e8 inteso solo in senso ambientale, ma ha anche una connotazione umana. Come il materiale grezzo, anche chi lo lavora \u00e8 sottoposto a una lenta erosione. L&#8217;atto reiterato produce un residuo che nel tempo dilatato del lavoro si deposita sulle superfici spaziali come negli organismi dei lavoratori. I trucioli di segatura sul pavimento sono l&#8217;immagine della ripetizione tipica dell&#8217;attivit\u00e0 artigianale; la stessa a cui l&#8217;artista si sottopone. In questo senso l&#8217;opera diventa il paradigma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Della mostra personale con LC Queisser a Tiblisi, da poco conclusa, l&#8217;opera presentata a Liste testimonia il medesimo legame simbiotico tra l&#8217;artista e i suoi lavori; energie linfatiche scorrono tra l&#8217;uno e gli altri; come se l&#8217;opera si facesse traccia materiale delle percezioni, dei sentimenti, delle narrative che fanno vibrare la sua sensibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-alexander-basil-commune\"><strong>Alexander Basil<\/strong>, Commune<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Commune presenta Alexander Basil, artista di origine russa che vive e lavora a Berlino. Le sue opere sembrano offrire un accesso privilegiato alla sfera privata, lasciando affiorare paure, fantasie e fragilit\u00e0. A questa apertura corrisponde per\u00f2 un movimento opposto. L\u2019intimit\u00e0 non viene mai completamente consegnata allo sguardo altrui. Sbarre e griglie si frappongono tra osservatore e soggetto, trasformando la visione in un\u2019esperienza mediata; in altre tele, corpi evanescenti, trasparenze e sovrapposizioni stratificano l\u2019immagine fino a renderne incerta la leggibilit\u00e0. In questa tensione tra confessione e reticenza, l&#8217;opera diventa un luogo di incontro in cui artista e spettatore ridefiniscono continuamente le rispettive posizioni, costruendo un rapporto concreto e complesso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2942\" height=\"3307\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/2026-05-27_001.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-125950\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Se nelle pratiche artistiche <em>queer<\/em> lo sguardo assume un ruolo centrale, come luogo in cui desiderio e riconoscimento vengono costantemente negoziati e ridefiniti, Basil estende questa riflessione a una dimensione pi\u00f9 ampia. Nei suoi scorci domestici l\u2019artista&nbsp;dissemina una costellazione di oggetti interpretati come frammenti di s\u00e9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Elementi ordinari, apparentemente inscritti nella neutralit\u00e0 del quotidiano, convivono con riferimenti pi\u00f9 esplicitamente autobiografici, legati a momenti specifici del suo percorso di transizione. Lo spazio domestico si configura cos\u00ec come un archivio personale, nel quale esperienze, ricordi e trasformazioni si sedimentano diventando presenze storiche.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Attraverso l\u2019uso di campiture piatte, l\u2019artista genera una continuit\u00e0 cromatica tra corpo e ambiente. Pareti, arredi e oggetti sembrano assorbire la stessa materia epidermica del soggetto, come se la sua interiorit\u00e0 si fosse depositata nello spazio abitato. Ne deriva un ambiente mentale, in cui l&#8217;identit\u00e0 viene raccontata attraverso tracce di permanenza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Particolarmente significativa, in questo nuovo nucleo di lavori, \u00e8 la presenza di dipinti eseguiti in precedenza, come in un gioco si specchi. Questa pratica auto-citazionista accentua la dimensione riflessiva della ricerca: le opere del passato diventano ulteriori depositi di identit\u00e0, immagini che custodiscono versioni precedenti del s\u00e9 e che continuano ad abitare il presente. Attraverso questa stratificazione, Alexander Basil mette in scena una soggettivit\u00e0 in continua definizione, composta da molteplici sedimentazioni biografiche, affettive e visive.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-katie-shannon-tina\"><strong>Katie Shannon, <\/strong>TINA<\/h2>\n\n\n\n<p>TINA presenta un progetto dedicato alla pratica di Katie Shannon che esplora la tensione tra fine e persistenza. Raccolte sotto il titolo <em>End-o<\/em>, le opere sono un interrogativo su ci\u00f2 che continua a esistere quando la narrazione si interrompe, l&#8217;evento si &#8220;esaurisce&#8221;, le strutture collassano.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignfull size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5376\" height=\"3840\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/SHAN-260004_3.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-125941\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Katie Shannon, brickrows [OKR indescript], 2026, brick and steel, cm. 30 x 52.5 x 8. Courtesy of the artist and TINA, London.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Tra Glasgow e Londra, Shannon lavora ai margini delle definizioni artistiche tradizionali, muovendosi tra club notturni, radio indipendenti e spazi sociali occasionali. I suoi lavori nascono spesso da contesti collettivi e temporanei. Sono produzioni ibride in cui il confine tra evento e oggetto si dissolve.<\/p>\n\n\n\n<p>Pur essendo radicata nella dimensione performativa, la pratica di Katie Shannon rivendica un forte rapporto con la materia e con il lavoro manuale. Attraverso processi lenti e laboriosi come la serigrafia, la lavorazione del metallo e il cucito, crea metafore di un impegno destinato a esaurirsi. La fatica, il peso e la ripetizione diventano gesti di resistenza, che si oppongono alla velocit\u00e0 della produzione contemporanea e al rapido consumo di esperienze.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella serie <em>Brickrows<\/em>, Shannon assembla delle valigette composte da una struttura metallica fatta a mano, che contiene e rende visibili, mattoni recuperati da alcuni complessi residenziali del sud di Londra. Originariamente concepite per la performance <em>Sub Bingo<\/em> (2024), queste opere funzionano come costumi di scena stilizzati e fortemente sensoriali: sono oggetti residui che evocano il peso del lavoro e le dinamiche di espropriazione urbana che coinvolgono le periferie cittadine.<\/p>\n\n\n\n<p>La pratica di Katie Shannon si configura come un invito a leggere il tempo nelle cose, andando oltre la loro effettiva durata. Pi\u00f9 che traccia nostalgica di un evento passato, Shannon sembra interessarsi alle relazioni che lo hanno generato e a ci\u00f2 che continua a sedimentarsi dopo la sua fine.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-vincent-scheers-paulina-caspari\"><strong>Vincent Scheers, <\/strong>Paulina Caspari<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Parte del fascino esercitato dai componenti elettronici risiede nella loro capacit\u00e0 di rendere visibile ci\u00f2 che solitamente rimane nascosto. Tolto l\u2019involucro, l\u2019interno delle macchine appare come un ecosistema in miniatura. C\u2019\u00e8, in quei componenti e nel modo in cui si aggregano, una qualit\u00e0 estetica precisa: forme, colori e strutture che non appaiono poi cos\u00ec diverse da quelle naturali. Questa fascinazione riaffiora davanti alle opere di Vincent Scheers presentate al booth di Paulina Caspari.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"5115\" height=\"7673\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/PC_VincentScheers_As-we-grow-louder_detail.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-125939\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vincent Scheers, As we grow (louder), 2026, decommissioned differential amplifier, copper plated Argyranthemum\nfrutescens, copper plated Ribes rubrum, brushed metal, museum plexiglass, cm. 28,7 x 28 x 53,5. Courtesy of the artist and Paulina Caspari, Munich.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Per questa serie, l\u2019artista belga utilizza dispositivi tecnologici dismessi nei quali penetrano presenze organiche alterate, come se la materia vivente si insinuasse silenziosamente nelle architetture della tecnica. Oggetti progettati per durare vengono colti nel loro decadimento e sottoposti allo stesso destino decompositivo riservato ai corpi organici. Al contrario, elementi naturali rivestiti di rame o cristallizzati nella resina sembrano incarnare la persistenza della natura plasmata dai suoi innumerevoli cicli evolutivi. In questi universi visivi, il decadimento non si oppone alla vitalit\u00e0, i due interagiscono senza antagonismo. Ci\u00f2 che potrebbe apparire perturbante assume invece una qualit\u00e0 sorprendentemente familiare: le farfalle sembrano essersi sempre posate su cavi di rame e bobine arrugginite e il tarassaco crescere spontaneamente negli interstizi di un ingranaggio in ottone. In questo slittamento percettivo, i materiali si espandono fino a diventare paesaggi, e gli strumenti concepiti per misurare il mondo finiscono per essere assorbiti nello stesso ordine naturale che erano destinati a osservare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Vincent Scheers crea nell\u2019era digitale organismi analogici che richiamano la condizione postumana teorizzata da Donna Haraway (<em>A Cyborg Manifesto<\/em>, 1985): una realt\u00e0 in cui artificiale, biologico e umano convivono all&#8217;interno di sistemi interdipendenti. Cos\u00ec come le sue opere si configurano come assemblaggi instabili, sospesi in continue mutazioni, anche ogni tentativo di classificazione o conservazione cui esse rimandano sembra destinato a dissolversi entro processi pi\u00f9 ampi di trasformazione della materia.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading has-x-large-font-size\" id=\"h-tereza-glazova-sentiment\"><strong>Tereza Glazova,<\/strong> sentiment<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">La pratica di Tereza Glazova si fonda sul sovvertimento delle gerarchie simboliche e materiali. Nelle opere presentate da sentiment, l&#8217;artista decostruisce il monumentale, smontando l&#8217;aura intoccabile di simboli e forme consolidate per ridurli a feticci ambigui e disponibili a nuove interpretazioni.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"2334\" height=\"3500\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2026\/06\/Sentiment_20260608_TG_2701_JPG.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-125937\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Tereza Glazova, Spirit on A Stick, 2026, toy horses, camouflage bandage, wooden table legs, cm. 214 x 91 x 29. Ph. Philipp Rupp. Courtesy of the artist and sentiment, Zurich.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Nata a Riga all\u2019indomani del crollo sovietico, Glazova cresce all\u2019ombra delle seducenti promesse occidentali. Oggi, dopo essersi stabilita in Europa Centrale, riconosce quanto sarebbe difficile immaginare un ritorno stabile nell\u2019Est. L\u2019esperienza migratoria genera una forma di appartenenza liminare, sospesa tra mondi differenti. Nelle sue opere convivono memorie di un retaggio pre-sovietico e le logiche del consumismo contemporaneo, in una costante negoziazione identitaria tra luogo d\u2019origine e luogo d\u2019approdo. Gli oggetti diventano cos\u00ec superfici di proiezione sulle quali si depositano immagini di alterit\u00e0 e dislocazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">In <em>Spirit on A Stick<\/em> (2026), Glazova costruisce una composizione instabile: un cavalluccio a dondolo \u00e8 posto in equilibrio precario sulla gamba di un tavolo. A cavalcarlo \u00e8, a sua volta, la miniatura di un cavallo reale, in un gioco di rimandi e slittamenti di scala che amplifica il carattere ironico dell&#8217;opera. Entrambi gli elementi sono avvolti da una sottile benda decorata con un motivo mimetico militare, dettaglio che introduce una tensione tra immaginario infantile, retorica monumentale e conflitto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">L\u2019artista attiva un processo di decostruzione dei significati comunemente associati agli oggetti. Sostituire il cavallo monumentale con un giocattolo significa ridurre il linguaggio eroico a una presenza domestica e vulnerabile, privare il simbolo della sua autorit\u00e0 e trasformarlo in un feticcio precario. Al tempo stesso, l\u2019opera suggerisce come il gioco non sia uno spazio neutrale, ma uno contesto in cui si riflettono dinamiche di controllo, violenza e costruzione dell\u2019identit\u00e0 proprie della vita adulta.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\">Questa operazione passa anche attraverso una materialit\u00e0 esibita. In <em>A Monument to Sunsets <\/em>(2026), le texture contrastanti e i colori vivaci dei nastri di tessuto catturano lo sguardo e rivendicano una presenza eccentrica. Pur essendo composta con materiali di scarto, l&#8217;opera evoca certe patinate cerimonie pubbliche di inaugurazioni ufficiali e monumenti celebrativi. Il nastro, spesso associato alla sfera ornamentale e femminile, si trasforma in oggetto simbolico e rituale, capace di costruire identit\u00e0 politiche e narrazioni storiche condivise. Tereza Glazova abbraccia una sensibilit\u00e0 in cui artificio e imitazione non rappresentano un allontanamento dal reale ma diventano strumenti critici attraverso cui osservarlo e rileggerlo.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Basilea Liste divide il pubblico: ma \u00e8 proprio lo scetticismo che la novit\u00e0 provoca a nutrire l&#8217;arte di domani.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":125939,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"class_list":["post-125935","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125935\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":126117,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/125935\/revisions\/126117"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}