{"id":95410,"date":"2018-02-27T14:58:33","date_gmt":"2018-02-27T13:58:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=92231"},"modified":"2021-06-22T12:16:52","modified_gmt":"2021-06-22T10:16:52","slug":"manuel-solano-intervista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/02\/27\/manuel-solano-intervista\/","title":{"rendered":"Manuel Solano. Ovvero, come trasformare la cecit\u00e0 in una risorsa creativa"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-95410 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/02\/27\/manuel-solano\/solano_untitled\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"112\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/02\/Solano_Untitled-359x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Manuel Solano\" aria-describedby=\"gallery-1-92249\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92249'>\n\t\t\t\tManuel Solano, Untitled, 2017. Acrylic on canvas, 51 3\/8 x 75 3\/8 in (131 x 192 cm). Courtesy the artist.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/02\/27\/manuel-solano\/solano_la-ta-ana-retratada\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"121\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/02\/Solano_La-T\u00b0a-Ana-Retratada-386x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Manuel Solano\" aria-describedby=\"gallery-1-92248\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92248'>\n\t\t\t\tManuel Solano, La T\u00eda Ana Retratada Con Sus Perlas (Aunt Ana Portrayed With Her Pearls), 2017. Acrylic on canvas, 53 3\/8 x 72 1\/8 in (136 x 183 cm). Courtesy the artist.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/02\/27\/manuel-solano\/solano_imflying\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"122\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/02\/Solano_ImFlying-390x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Manuel Solano\" aria-describedby=\"gallery-1-92247\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92247'>\n\t\t\t\tManuel Solano, I&#8217;m Flying!, 2017. Acrylic on canvas, 57 \u00bd x 78 3\/8 in (146 x 199 cm). Courtesy the artist.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/02\/27\/manuel-solano\/solano_idontknowlove\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"132\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/02\/Solano_IDontKnowLove-480x421.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Manuel Solano\" aria-describedby=\"gallery-1-92246\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92246'>\n\t\t\t\tManuel Solano, I Don&#8217;t Know Love, 2017. Acrylic on canvas, 79 \u00bd x 67 3\/8 in (202 x 171 cm). Courtesy the artist.\n\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Nato nel 1987 a Mexico City, Manuel Solano era un promettente giovane artista quando, nel 2013, ha perso la vista a causa di un&#8217;infezione dovuta all&#8217;HIV. Rifiutandosi di cedere alla sua condizione, e spinto dagli amici, Solano \u00e8 ritornato a produrre. Ma invece di continuare con il lavoro sperimentale dei suoi esordi ha iniziato tutto da capo, con una serie di ritratti e &#8216;dipinti di parole&#8217; intitolata \u201cBlind Transgender With AIDS\u201d. Rifacendosi a reminiscenze pop e al suo passato di vedente, Solano ha creato un corpus di lavori che ha nuovamente catturato l&#8217;attenzione del mondo dell&#8217;arte. In occasione dell&#8217;apertura della <a href=\"https:\/\/www.newmuseum.org\/exhibitions\/view\/2018-triennial-songs-for-sabotage\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Triennale del New Museum<\/a>, dove il Solano ha presentato quattro suoi lavori, lo abbiamo incontrato per cercare di capire di pi\u00f9 riguardo al rapporto tra vita e lavoro artistico.<\/p>\n<p>Ricordi cosa volesse dire per te esser un artista prima di diventare cieco?<\/p>\n<p><em>Sapevo che volevo fare di ci\u00f2 una mia pratica. Allora sospettavo \u2013 anche se non ero chiaro a riguardo \u2013 che il lavoro parlasse di me. Mi riferivo alla cultura pop, all&#8217;umanit\u00e0 e all&#8217;amore e credo che cos\u00ec fosse, nella misura in cui tutto mi toccava personalmente.<\/em><\/p>\n<p>Sono cambiati i tuoi pensieri ora che la tua vita \u00e8 diversa?<\/p>\n<p><em>Si sono rinforzati. Mi \u00e8 chiaro, ora pi\u00f9 che mai, che ci\u00f2 che faccio attraverso il mio lavoro \u00e8&#8230; mettermi in gioco. Dopotutto \u00e8 ci\u00f2 che ho cercato di fare per tutta la vita, sin da bambino.<\/em><\/p>\n<p>Quanti anni avevi quando hai contratto l&#8217;infezione che ha causato la tua cecit\u00e0?<\/p>\n<p><em>Ne avevo 26.<\/em><\/p>\n<p>E quanti anni hai ora?<\/p>\n<p><em>Oggi ne\u00a0ho 30.<\/em><\/p>\n<p>Come procede il tuo lavoro? Hai strumenti che ti aiutano, oppure degli assistenti? Come ti approcci alla tela?<\/p>\n<p><em>A volte \u2013 come nel caso dei lavori esposti alla Triennale del New Museum \u2013 lavoro con un assistente; ma la maggior parte del tempo lavoro da solo. Le tele sono appese direttamente alla parete, e non montate su telaio, che renderebbe il processo pi\u00f9 complicato. Lavoro direttamente a muro e dipingo con le mani, perch\u00e9 \u00e8 il tatto la mia guida principale.\u00a0<\/em><em>Dato che dipingo con le mani, preferisco usare pittura acrilica piuttosto che a olio. Sulla tela utilizzo anche quelli che io chiamo segnalatori tattili. Per esempio, quando dipingo un ritratto, li impiego per fare la pupille e le narici. Per segnare un area metto uno spillo, o una puntina da disegno, o un chiodo. Se invece devo fare una linea retta utilizzo una stringa; mentre per la linea curva uso lo scovolino, e poi seguo quella linea con le mie dita.\u00a0<\/em><em>Se lavoro con un assistente di solito mi aiuta lui a mettere i segnalatori perch\u00e9 da solo ci vuole molto pi\u00f9 tempo. Nel grande ritratto della donna con le perle, il pi\u00f9 grande che abbia fatto finora, ho messo i segnalatori da solo; ma ci ho messo un giorno e mezzo di lavoro solo per disporli correttamente.\u00a0Di solito inizio con i segnalatori per le pupille, e poi per le narici. Devo controllare pi\u00f9 volte che ci sia la giusta distanza fra di essi. A causa della cecit\u00e0, mi \u00e8 difficile avere la distanza tra le cose, o valutare se gli occhi sono posti allo stesso livello. Di solito non importa&#8230; anzi no, mi importa. Non voglio che il viso che sto disegnando sia asimmetrico; certo, devo accettare che non posso avere il controllo su tutto, soprattutto su un dipinto che non vedo.\u00a0Lavorare con un assistente \u00e8 un sollievo perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un paio di occhi che pu\u00f2 controllare se i segnalatori sono stati messi al posto giusto. In questo modo posso lavorare pi\u00f9 velocemente. L&#8217;assistente inoltre mischia i colori secondo le mie istruzioni, e mi aiuta con i suoi feedback. Lavoro con una gamma di colori molto limitata. Di solito compro solo colori primari, e ne compro due di ciascuno&#8230; due blu, due gialli, due rossi. Ho qualche colore secondario, come il verde, il marrone ed il color carne.<\/em><\/p>\n<p>Nel ritratto della donna di cui dicevi, hai voluto segnalare ogni perla?<\/p>\n<p><em>Si, e ci sono voluti molti spilli. Ho dovuto stendere una linea di spilli e dipingere intorno al punto di contatto.<\/em><\/p>\n<p>Sono tutti autoritratti i dipinti che hai presentato al New Museum?<\/p>\n<p><em>In un certo senso lo sono, o almeno sono dipinti autoreferenziali. La donna con le perle \u00e8 il ritratto di una mia prozia. Mi rivedo per\u00f2 in tutti i dipinti, o almeno ritrovo una traccia di me e della mia personalit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Lavori a memoria?<\/p>\n<p><em>S\u00ec, lo faccio. Per esempio, quel ritratto con le perle si basa su una fotografia che ho visto solo una volta da adolescente; ho una buona memoria per\u00f2.<\/em><\/p>\n<p>TI capita anche di creare nuovi soggetti a partire dalle descrizioni di persone?<\/p>\n<p><em>Per esempio, il dipinto &#8216;I Don&#8217;t Know Love&#8217;, che \u00e8 in mostra, \u00e8 qualcosa che non ho mai visto. Ho visto il film a cui fa riferimento, &#8216;The fifth element&#8217;, ma non ho mai visto la scena che ho dipinto. Per Halloween, nel 2016, quando ero gi\u00e0 cieco, mi sono travestito da Leeloo, la protagonista del film. Non ho visto il costume, ne l&#8217;ambientazione dove si \u00e8 svolta la festa &#8211; una localit\u00e0 sulle montagne di Taos, nel New Messico. Ci sono andato con un caro amico, che mi ha raccontato molto bene ci\u00f2 che vedeva. Mi ha descritto il cielo, e il tramonto, e le nuvole, che sono tutte caratteristiche della regione del Sudovest. Sapevo che questo dipinto doveva essere un autoritratto ed ero consapevole che sarebbe stato piuttosto difficile da eseguire. Spero sia evidente che sono io, ma che sono mascherato. Vi si dovrebbe inoltre vedere il riferimento al film, ma anche capire che non \u00e8 una scena tratta dal film. Il cielo deve definire un nuovo scenario. Era importante per me dipingere le nuvole ed il cielo con i giusti colori.<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; interessante che la memoria, per te, possa essere un ricordo di una fotografia di tua zia, o qualcosa che ti ricordi aver fatto, oppure il ricordo di un film. Cosa mi dici riguardo al dipinto &#8216;I&#8217;m Flying&#8217;, dove la figure \u00e8 legata al letto con una cinghia?<\/p>\n<p><em>Rappresenta una delle scene finali del film &#8216;The craft&#8217;, del 1996. La figura in quella scena \u00e8 Fairuza Balk, che finisce in un ospedale psichiatrico. Il film parla di streghe e lei \u00e8 il personaggio pi\u00f9 forte. Dato che abusa e non rispetta il suo potere, finisce per perderlo. Cosi viene rinchiusa in un ospedale psichiatrico dove continua ad urlare ripetutamente \u201cSto volando\u201d; prima, grazie ai suoi poteri, era in grado di farlo.\u00a0\u00a0<\/em><em>Mi ispiro alla cultura pop, ma anche alla mia vita quotidiana. Un giorno stavo ascoltando la musica e ho sentito PJ Harvey cantare la canzone &#8216;Ecstasy&#8217;, che inizia dicendo: \u201cSto volando\u201d. Appena ho sentito il verso mi \u00e8 venuta in mente la scena di &#8216;The craft&#8217;. Ho iniziato ad immaginare che PJ Harvey si stesse riferendo al film, anche se il film \u00e8 uscito molto dopo. Ho dunque preso ispirazione dal testo di quella canzone per dipingere questo quadro, anche se avevo gi\u00e0 ritratto Fairuza Balk in precedenza; la trovo molto misteriosa e sono attratto dai suoi personaggi. In questo caso, per esempio, c&#8217;\u00e8 un parallelo tra come questa figura sia legata, ma allo stesso tempo libera nella sua mente. Mi sento spesso bloccato, specialmente quando sono a casa in Messico, dove il mio mondo, a causa della mia disabilit\u00e0, diventa molto piccolo. O a causa di quello che ho passato e di come ho vissuto questo stigma. Tutte queste sono barriere psicologiche, ma spesso anche fisiche.<\/em><\/p>\n<p>Anche il protagonista dell&#8217;ultimo pezzo che \u00e8 in mostra al New Museum, il ragazzo appoggiato al muro, sembra molto libero.<\/p>\n<p><em>Si tratta di Michael Jackson. Volevo fare un suo ritratto da molto tempo. E&#8217; stato il mio primo interesse nella cultura pop.<\/em><\/p>\n<p>In questo ritratto ti riferisci video di Herb Ritts, dove Jackson balla con Naomi Campbell?<\/p>\n<p><em>Si, si, si. A cinque anni ero ossessionato da Michael Jackson. Quando ne ho compiuti sei ho voluto che la mia festa avesse come tema Michael Jackson. Mia madre mi ha fatto un piccolo costume di Michael Jackson e io e i miei amici abbiamo inscenato uno spettacolo. Ricordo che Micheal Jackson rappresentava per me il simbolo della perfezione. Guardavo e riguardavo i poster che lo raffiguravano pensando a quanto fosse perfetto, bello, potente. Credo che il suo potere derivasse dalla sua creativit\u00e0 e dal modo in cui l&#8217;ha coltivata. In un certo senso, era una delle persone pi\u00f9 potenti al mondo. Deve per\u00f2 essere stato molto solo nel suo potere, e nelle sue capacit\u00e0. A volte avere una grande creativit\u00e0 pu\u00f2 essere estremamente isolante. C&#8217;\u00e8 molto di me anche in questo dipinto. Pu\u00f2 sembrare presuntuoso, ma mi sento vicino a lui.<\/em><\/p>\n<p>E&#8217; interessante che tu lo dica, perch\u00e9 raffigurandolo in questo modo crei una proiezioni di te stesso. Forse, dipingi come vorresti che fossero le cose. Se penso a quel video \u2013 dove lui \u00e8 nel deserto, libero di muoversi nello spazio &#8211; non ricordo solo un ambiente seduttivo, ma anche molte mosse sexy tra lui e Naomi Campbell.<\/p>\n<p><em>Si, per quanto mi riguarda, si tratta di libert\u00e0, e affermazione del proprio essere. In un certo modo, \u2013 non so come esprimerlo in inglese &#8211; \u00e8 come se si trattasse di abbracciare si stessi e prendersene cura.<\/em><\/p>\n<p>Ti capita di disegnare?<\/p>\n<p><em>A volte, anche se non mi piace molto.<\/em><\/p>\n<p>Dipingendo con le dita \u00e8 per te pi\u00f9 facile percepire lo spazio su cui stai lavorando?<\/p>\n<p><em>So disegnare, ma \u00e8 piuttosto diverso per me. Per esempio, mi \u00e8 molto difficile avvertire lo spazio se uso un pennarello indelebile. Una volta asciutto, mi viene difficile riconoscere quale parte del foglio \u00e8 disegnata e quale no. Non posso nemmeno dire di saper \u201csentire\u201d la tela. Toccando una delle mie tele \u00e8 molto probabile che non sappia riconoscere di quale dipinto si tratta. E&#8217; diverso quando invece dipingo.<\/em><\/p>\n<p>Riesci a vedere qualcosa quando guardi i tuoi quadri?<\/p>\n<p><em>No. Con l&#8217;occhio sinistro vedo solo nero, mentre con quello destro vedo un nulla di color bianco.<\/em><\/p>\n<p>Non \u00e8 come avere la vista annebbiata, quindi.<\/p>\n<p><em>No. Qualche volta riesco a riconoscere dei movmenti o dei cambiamenti di luce, ma la malattia sta degenerando molto rapidamente.<\/em><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 qualcosa che pu\u00f2 essere fatto o \u00e8 troppo tardi?<\/p>\n<p><em>No, a questo punto non si pu\u00f2 far pi\u00f9 nulla. Si sarebbe potuto fare qualcosa prima, ma non mi \u00e8 stato mai detto.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Manuel Solano \u00e8 senz&#8217;altro la scoperta pi\u00f9 controversa fatta quest&#8217;anno dalla Triennale del New Museum. 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