{"id":95438,"date":"2018-06-22T10:24:39","date_gmt":"2018-06-22T08:24:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=92918"},"modified":"2021-06-22T12:39:11","modified_gmt":"2021-06-22T10:39:11","slug":"philippe-model-museo-valence","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/06\/22\/philippe-model-museo-valence\/","title":{"rendered":"Philppe Model metter\u00e0 in scena i depositi del Mus\u00e9e de Valence"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-95438 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/06\/22\/philippe-model-musee-valence\/mid-def-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"106\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/06\/mid-def-2-339x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-92932\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92932'>\n\t\t\t\tDe l&#8217;autre cot\u00e9 du miroir, exhibition flyer, 2018.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/06\/22\/philippe-model-musee-valence\/dsc05523\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"113\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/06\/DSC05523-360x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-92921\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92921'>\n\t\t\t\tPhilippe Model, Paris, 2\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/06\/22\/philippe-model-musee-valence\/eve-lel-4804\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"146\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/06\/EVE-LEL-4804-468x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-92924\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92924'>\n\t\t\t\tOuka Leele, Philippe Model, polaroid, cm. 50 x 60, exhibited at Fondation Cartier, 2018.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/06\/22\/philippe-model-musee-valence\/eve-lel-4329\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"103\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/06\/EVE-LEL-4329-480x330.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-92923\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-92923'>\n\t\t\t\tOuka Leele, Philippe Model, polaroid, cm. 50 x 60, exhibited at Fondation Cartier, 2018.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Il prossimo 13 luglio il Mus\u00e9e di Valence aggiunge un tassello importante alla carriera di una personalit\u00e0 creativa che nessuno, fino ad ora, \u00e8 riuscito a definire con precisione. Philppe Model non \u00e8 uno stilista, non \u00e8 un decoratore, non \u00e8 un designer d&#8217;interni, non \u00e8 uno scenografo, non \u00e8 un artista, non \u00e8 un personaggio televisivo, non \u00e8 un cantante, non \u00e8 uno scrittore. \u00c8 tutto questo, e pi\u00f9 di questo. Quindi ora nulla gli impedisce di curare insieme alla conservatrice del museo, Pascale Soleil, una mostra che si intitola De l&#8217;autre cot\u00e9 du miroir (Dall&#8217;altra parte dello specchio) e che attinge liberamente ai <a href=\"http:\/\/www.museedevalence.fr\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">depositi del Mus\u00e9e di Valence<\/a>, miscelando epoche e stili in funzione, sopratutto, del colore. Ed \u00e8 questo un fatto eccezionale, non solo per il creativo, ma anche per i tanti musei che non hanno ancora esplorato il potenziale che esiste nell&#8217;affidare la cura di una mostra a personalit\u00e0 esterne al mondo dell&#8217;arte \u2013 come del resto hanno di recente provato, per esempio, Orhan Pamuk con il suo Museo dell&#8217;Innocenza o la Fondazione Carriero di Milano, che in occasione della retrospettiva su Sol Lewitt attualmente in corso ha scelto di collaborare con&nbsp; Rem Koolhass.<\/p>\n<p>&#8216;Costruisco una scenografia, che si sviluppa per contrasti e armonie di temi e colori, \u00c8 il mio museo immaginario&#8217; dice Model. L&#8217;abbiamo incontrato qualche settimana fa a Parigi. Ha appena compiuto 62 anni, non \u00e8 pi\u00f9 un ragazzino, ma la sua curiosit\u00e0 sembra perfettamente integra. &#8216;Immagino un passaggio dietro lo specchio, come fa Alice nel Paese delle Meraviglie. Vorrei fosse un museo nel museo, che permetta di vedere le opere da una prospettiva diversa da quella usuale&#8217;. Ed ecco, spiegato, il codice attraverso cui si esprime il suo pensiero.<\/p>\n<p>Model \u00e8 sopratutto noto per aver disegnato cappelli indimenticabili \u2013 come lo Stetson a paillette voluto da Madonna \u2013 e scarpe rivoluzionarie, come le &#8216;elastico&#8217;, prototipo di tutte le sneakers fascianti d&#8217;oggi (Nike e Adidas in primis); ma della moda ha sempre amato &#8216;la bellezza&#8217;, non il consumismo, le tendenze, la rincorsa all&#8217;eterno presente. &#8216;Ho sempre cercato di valorizzare le persone e i loro luoghi&#8217; ci dice, includendo in questo approccio gli accessori che lo hanno reso celebre nei favolosi anni 80, quando i fotografi di moda vivevano come rock star e gli outlet non avevano ancora cannibalizzato il ceto medio. &#8216;Per indossare un cappello ci vuole personalit\u00e0, e lo stesso vale per guanti e scarpe. Il vestito non esiste in s\u00e9. Sono gli accessori che gli danno vita e potenza&#8217;.<\/p>\n<p>Quella al Mus\u00e9e di Valence, che raccoglie pi\u00f9 di 200 opere, non \u00e8 la prima avventura museale di Model. L&#8217;artiste cr\u00e9ateur, come lui di definisce, aveva infatti gi\u00e0 curato se stesso nel 1988&nbsp;<span style=\"font-size: 1.8rem;\">alla Fondation Cartier di Parigi&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 1.8rem;\">in occasione della mostra della fotografa Ouka Leele, che per l&#8217;occasione aveva &#8216;ritratto&#8217; con una Polaroid gigante (formato 50 x 60) accessori disegnati da Model. O, per meglio dire, aveva fotografato &#8216;scene&#8217; costruite per i propri&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 1.8rem;\">accessori da Model, che poi aveva anche curato il display delle immagini. A distanza di tempo quello che in origine era un tributo allo stilista oggi diventa il gesto di uno scenografo che guardava al moda con l&#8217;occhio distaccato di cui parlavamo prima. Ed \u00e8 lo stesso occhio che a Parigi disegnava i 650 metri quadri affittati da Model tra il 1992 e il 2016 in Place du March\u00e9-Saint-Honor\u00e9 per ospitare set fotografici, sfilate, feste e concerti privati, o che concepivano il libro &#8216;M\u00e9tamorphoses&#8217;, pubblicato da Model nel 2007 (Ch\u00eane). Qui le scene &#8216;costruite&#8217; sono 42, e compongono un vero e proprio vocabolario visivo che attraversa stili ed epoche, ma che rimane sorprendentemente coerente con una visione dello spazio basata sulla semantica degli oggetti e delle superfici. L&#8217;anno prima, nel 2006, Model aveva &#8216;disegnato&#8217; la mostra che il Mus\u00e9e de la vie Romantique ha dedicato a un personaggio straordinariamente interessante come Pierre Loti. Oggi quelle stesse scene si ritrovano nei locali parigini di cui Model ha curato gli interni, come il bistro Aux Furreurs o il ristorante Ancienne Maison Gradelle. Oppure, a Torino, la boutique Verdeilla.<\/span><\/p>\n<p>&#8216;Raccolgo, pi\u00f9 che collezionare &#8211; chiarisce Model. Inseguire le cose non \u00e8 nella mia natura. Preferisco sempre poter fare oggi quello che voglio fare oggi. Piuttosto immagazzino oggetti per qualcosa che accadr\u00e0, magari la prossima messa in scena&#8217;. La fucina dentro cui Model raccoglie i frutti delle sue ricerche &#8211; che a volte \u00e8 semplice raccolta, ma altre \u00e8 frutto di un preciso disegno estetico -, si trova a Sens, nell&#8217;ex conceria di pelli di suo padre, un edificio sopraffatto dalla crisi del comparto industriale francese che Model ha riempito di un&#8217;altra vita, forse pi\u00f9 leggera (nel senso che a questa parola da Italo Calvino). Lo stesso approccio si riflette nel rapporto con l&#8217;arte. &#8216;Ho molti amici artisti, frequento le gallerie, ma credo che il sistema, a un certo punto, ti impedisca di vedere e di creare liberamente&#8217;. Model non \u00e8 persona che ama le strutture, siano esse fisiche o anche semplicemente mentali. Ad esse antepone il principio di libert\u00e0, che \u00e8 innanzitutto libert\u00e0 personale. &#8216;Si crea per piacere, per bulimia, senza nemmeno accorgersene&#8217;. Cos\u00ec che la sua carriera \u00e8 esplosa, anche grazie a collaborazioni eccellenti come quelle con Claude Montana, Jean Paul Gaultier,&nbsp;Issey Miyake o Thierry Mugler.<\/p>\n<p>Le creazioni di Philippe Model gi\u00e0 si trovano nelle collezioni del Mus\u00e9e de la mode de la Ville de Paris, che ha acquisito una serie di 12 cappelli, uno per ogni mese dell&#8217;anno, al Metropolitan di New York, al Tassenmuseum Hendrikje di Amsterdam, al Museu de disseny di Barcellona. Ma il percorso creativo di questo straordinario autore \u00e8 ancora tutto da scrivere, al di l\u00e0 dello specchio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Mus\u00e9e de Valence apre i suoi depositi a Philippe Model, che trasforma le sale espositive in un palcoscenico dove gli attori dialogano attraverso i colori. Una scintilla riporta in vita tesori dormienti. <\/p>\n","protected":false},"featured_media":92921,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-95438","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95438","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95438\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/92921"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95438"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95438"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95438"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}