{"id":95454,"date":"2018-10-24T17:49:49","date_gmt":"2018-10-24T15:49:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=93339"},"modified":"2021-06-22T12:43:18","modified_gmt":"2021-06-22T10:43:18","slug":"pittura-europea","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/10\/24\/pittura-europea\/","title":{"rendered":"La luce del Mediterraneo nei cieli di Madrid: finalmente una prospettiva europea"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-95454 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/10\/24\/rediscovering-the-mediterranean-finally-a-show-from-an-european-perspective\/attachment\/1539166229566\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"122\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/1539166229566-391x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93347\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93347'>\n\t\t\t\tPablo Picasso, Los pichones, 1957, Courtesy of Museu Picasso Barcelona.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/10\/24\/rediscovering-the-mediterranean-finally-a-show-from-an-european-perspective\/attachment\/1539166230723\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"109\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/1539166230723-480x349.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93346\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93346'>\n\t\t\t\tSalvador Dal\u00ed, Banistas de Es Llaner, 1906, Courtesy of Fundacio Gala and Salvador Dal\u00ed.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/10\/24\/rediscovering-the-mediterranean-finally-a-show-from-an-european-perspective\/attachment\/1539166230036\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"121\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/1539166230036-480x386.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93345\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93345'>\n\t\t\t\tCarlo Carr\u00e0, La barca,1928, courtesy of Collezione Augusto e Francesca Giovanardi; ph. Alvise Aspesi.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><br style=\"clear: both\" \/><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2018\/10\/24\/rediscovering-the-mediterranean-finally-a-show-from-an-european-perspective\/attachment\/1539166290174\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/1539166290174-480x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93344\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93344'>\n\t\t\t\tJoaquim Sorolla, Al agua,1908, Courtesy of Fundacion-Bancaja, ph. Juan Garcia Rosell.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>Raramente si ha modo di osservare con la particolare lente della comparazione colta la genesi delle culture visive europee. Soprattutto quando si tratta di Novecento e di avanguardie. Ora, per il viaggiatore collezionista e appassionato, c\u2019\u00e8 un\u2019occasione da non perdere a Madrid, sino al 13 gennaio dell\u2019anno prossimo.<\/p>\n<p>La magnifica mostra <a href=\"https:\/\/www.fundacionmapfre.org\/fundacion\/en\/exhibitions\/recoletos-hall\/rediscovering-mediterranean.jsp\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Redescubriendo el Mediterr\u00e1neo<\/a> ospitata nelle ariose sale della Fundaci\u00f2n MAPFRE in Paseo de Recoletos, concepita da Pablo Jim\u00e9nez Burrillo (direttore dell\u2019Area Cultura della Fondazione) e Marie-Paule Vial (ex direttrice del Mus\u00e9e de l\u2019Orangerie di Parigi) con il validissimo contributo degli studiosi della fondazione madrilena Leyre Bozal Chamorro, Josep Casamartina i Parassols, Francisco Javier P\u00e9rez Rojas, Jos\u00e9 Luis Alcaide Delgado in collaborazione con la \u201cnostra\u201d ottima Daniela Ferrari, esperta del nostro Novecento e curatrice responsabile della rutilante collezione Feierabend (VAF) al MART di Rovereto, \u00e8 la riprova di come si pu\u00f2 \u2013 anche in tempi grami come questi \u2013 operare congiuntamente e concretamente per la rivitalizzazione delle nostre comuni radici culturali.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 questo il dono e il sapore che trasmette la visita di questa rassegna, nata all\u2019interno di un ciclo biennale di manifestazioni europee a tema \u201cPicasso Mediterraneo\u201d (ideato dalla Fondazione MAPFRE e dal Museo Nazionale Picasso di Parigi), punteggiata da capolavori assoluti e distinta da una selezione cos\u00ec attenta che lascia ammirati. Mostra dai contenuti apparentemente semplici, dalla didattica penetrante e diretta, ma di complessa esecuzione.<\/p>\n<p>Tre Paesi d\u2019Europa sentono, al volgere del secolo, la necessit\u00e0 di rinnovare, sulla scorta e nel senso del superamento della rivoluzionaria ondata impressionista, cos\u00ec come delle maglie dell\u2019Accademia, la propria cultura visiva attraverso una ricerca ispirata dalla luce del Mediterraneo, padre di Genti, i cui litorali vengono percepiti come il t\u00f3pos d\u2019eccellenza dei miti fondanti la nostra Civilt\u00e0. La suggestione epica, la felicit\u00e0 della Natura, i luoghi della luce diafana e dell\u2019aria vibrante, la cultura della \u201ccosta\u201d, semplice e forte, il simbolo del \u201critorno\u201d a una Patria collettiva, nel ciclo dei n\u00f3stoi omerici, primo fra tutti quello emblematico di Ulisse\u2026 questi i passaggi concettuali salienti di un percorso che coinvolge le nostre civilt\u00e0 nel passato e nella modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Il Mediterraneo come Cultura, Paesaggio e Idea: tre direttrici teoriche che investono il percorso poetico dei pittori spagnoli, francesi e italiani di fine Ottocento e inizio Novecento, sino a dopo la prima Guerra Mondiale. Dopo il secondo conflitto una tale identit\u00e0 unitaria, bench\u00e9 rimarcata dalle buone intenzioni dell\u2019Unione Europea, non avr\u00e0 pi\u00f9 la medesima potenza espressiva di questo periodo ancora felice. Oggi, vivaddio, in un\u2019Europa incapace di generare veri movimenti artistici e assorbita dal soverchiante potere del mercato dell\u2019arte che annacqua \u2013 e talvolta divide &#8211; gli slanci culturali, parlare di ritorno a radici identitarie comuni sembra bestemmia.<br \/>\nLa mostra \u00e8 ripartita in tre ambiti di ricerca fluidamente interconnessi.<\/p>\n<p>La Spagna intende il Mediterraneo come cultura viva e carnale, immanente e identitaria, spiccatamente catalana e valenciana ma anche isolana, laddove la Donna e la Natura sono simboli arcaici di una societ\u00e0 palpitante e coraggiosa, dai forti contrasti e dalle priorit\u00e0 nitide. Per i pittori spagnoli come Joaquim Sunyer, Josep de Togores, lo straordinario Salvador Dal\u00ec o la scoperta (per noi) di Julio Gonz\u00e1lez, Joaquim Mir, l\u2019immaginifico Hermen Anglada Camarasa, il \u201cdenittisiano\u201d Ignacio Pinazo e il pi\u00f9 famoso (sempre per noi) Joaquim Sorolla, tale espressione \u201cprimitiva\u201d incarna la felicit\u00e0 dell\u2019esistenza, la magia del sogno e l\u2019ispirazione formale e poetica dell\u2019arte. Le sponde mediterranee rappresentano una civilt\u00e0 che si veste di orgoglio locale e senso di rigenerazione culturale con la nascita del primo movimento artistico davvero catalano, il noucentisme. Suggestioni post-impressionistiche mantengono viva comunque la passione per la pittura di paesaggio, con una tale unit\u00e0 stilemica nei confronti dei colleghi di Francia da far pensare a un medesimo coacervo formale.<\/p>\n<p>Per i pittori francesi, pi\u00f9 debitori ancora nei confronti delle appena precedenti prove di C\u00e9zanne, cos\u00ec come dell\u2019amatissimo Gauguin e in generale della pittura d\u2019Impressione, \u00e8 la passione per la luce che fa da filo conduttore e cardine stilistico di questa stagione. La mostra annovera opere di Aristide Maillol, Pierre Bonnard, Maurice Denis, Georges Braque, Andr\u00e9 Derain, Raoul Dufy, Maximilien Luce, Paul Signac, Othon Friesz, Th\u00e9o van Rysselberghe e molti altri, completati dal \u201cfrancese\u201d Pablo Picasso a far da contrappeso &#8211; in un finale di partita che lascia letteralmente senza fiato &#8211; a Henri Matisse, quasi che Spagna e Francia trovino soluzione nel grandissimo malague\u00f1o. Si parte dalla luce per finire nella luce, abbacinata, delle coste del Midi e delle spiagge di Saint-Tropez. Il Divisionismo e il Pointillisme ancora informano le prove di Valtat e, naturalmente, Signac, ma gi\u00e0 con Manguin, ad esempio, il tratto diventa pi\u00f9 compendiario, mentre il colore esplode nella sua vivezza pi\u00f9 assoluta. Straordinari sono i paesaggi di Braque del 1906 e 1907, prima della definitiva svolta cubista del magnifico Route \u00e0 l\u2019Estaque del 1908, cui fanno eco le strepitose prove di Dufy. La luce dell\u2019Estaque (il golfo di Marsiglia) condiziona buona parte della sezione francese della mostra, ma \u00e8 la costa di Cannes, Nizza e Vence che attrae la verve artistica di Matisse (di cui \u00e8 presente, fra l\u2019altro, l\u2019ipnotica Vague del 1952) e di Picasso che duettano in tale perfezione come neppure Corelli e Bastianini dei tempi d\u2019oro.<\/p>\n<p>Apparentemente in contrasto formale, e intelligentemente inserito fra la sezione francese e l\u2019epilogo picasso-matissiano, \u00e8 il brillante settore italiano della mostra. I nostri artisti sentono il Mediterraneo come un concetto che riveste la pelle e le ossa della nostra cultura, l\u2019archetipo della nostra Civilt\u00e0, il mare davvero nostrum della Poesia e della Storia. Pi\u00f9 che condizionamento formale, per noi si tratta di un riferimento critico cui nessun artista pu\u00f2 sottrarsi. E, di pi\u00f9, nella stagione di Novecento, qui per nulla in contrasto con le classicit\u00e0 oniriche del \u201cfrancese\u201d de Chirico e del fratello Savinio, la poderosa icasticit\u00e0 di Campigli e Carr\u00e0, che riecheggiano l\u2019arcaismo dei nostri Primitivi (e i colori, per Carr\u00e0, delle pi\u00f9 belle acque dei vedutisti veneziani) con la forza espressiva di chi conosce molto bene la terra che calpesta e la cultura di cui si nutre, si connette quasi senza soluzione di continuit\u00e0 alla picassiana testa \u201cmediterranea\u201d di donna del 1921, mentre la Donna al sole di Martini evoca, con volumi pi\u00f9 liberi, la M\u00e9diterran\u00e9e di Maillol (qui non presente purtroppo). Il Ritorno all\u2019Ordine, per noi, assume contenuti ontologici.<\/p>\n<p>Si rimane folgorati dalla selezione, come gi\u00e0 \u00e8 stato scritto, che \u2013 anche se pi\u00f9 contenuta numericamente \u2013 nella parte italiana della mostra \u00e8 davvero esemplare del portato della nostra arte nell\u2019Europa d\u2019inizio Novecento. Lo sbalordimento che ha connotato le reazioni degli invitati della vernice alla vista delle nostre opere, provenienti dal MART e da un <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/07\/09\/collezione-giovanardi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">piccolo ma eccellente nucleo di collezioni private<\/a>, colpisce soprattutto perch\u00e9 dimostra quanto si debba ancora fare per valorizzare correttamente la cultura italiana in ambito europeo.<\/p>\n<p>Redescubriendo el Mediterr\u00e1neo mostra qualit\u00e0 non scontate e documenta come la ricerca ben condotta e una selezione rigorosissima portino a risultati a cui dovremmo tornare anche per la comprensione della nostra contemporaneit\u00e0. Conoscere l\u2019arte europea del XXI secolo passa inesorabilmente dall\u2019analisi di questo periodo fecondo di modernit\u00e0, foriero di ogni rivoluzione visiva, culla dell\u2019arte informale e persino di quella concettuale, forte pilastro della nostra cultura. Una mostra che meriterebbe senza dubbio replica entro un circuito italo-francese, per poi andare a \u201cconvertire\u201d gli algidi fratelli del Nord Europa. Giusto per dirci, se mai vi fosse gara: \u201cvinciamo noi\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Fondazione MAPFRE di Madrid fa il punto sull&#8217;arte figurativa europea del secolo breve. 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