{"id":95458,"date":"2018-11-27T14:55:51","date_gmt":"2018-11-27T13:55:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=93421"},"modified":"2021-06-22T12:44:23","modified_gmt":"2021-06-22T10:44:23","slug":"laura-lima-intervista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/11\/27\/laura-lima-intervista\/","title":{"rendered":"Laura Lima e l&#8217;arte della sospensione politica (un&#8217;intervista)"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;artista brasiliana Laura Lima, nata nella cittadina di Governador Valadares nel 1971, \u00e8 certo un caposaldo della propria generazione, e come molti suoi colleghi teme per il futuro del proprio paese e di quello che negli scorsi anni \u00e8 stato, anche grazie alle politiche del governo, un clima artistico straordinariamente florido. L&#8217;abbiamo incontrata, mentre sta preparando la personale che aprir\u00e0 da Tanya Bonakdar a New York il prossimo febbraio, preludio alla sua partecipazione alla Biennale di Sharjah, e a un suo significativo contributo alla Mies van der Rohe house di Krefeld, in Germania, in occasione dei 100 anni del Bauhaus.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery columns-3 is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\"><ul class=\"blocks-gallery-grid\"><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1176\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/63.D-1.jpg\" alt=\"Laura Lima, Man=flesh\/Woman=flesh \u2013 Hair + Hammock, 1997. A 24 meter long hammock and a couple who rests in it. The man had his eyebrows extended with natural hair, the woman her pubic hair. Collection of the artist. Photo: Sergio Araujo. Installation view: Casa Fran\u00e7a-Brasil, Rio de Janeiro. Courtesy of the artist.\" data-id=\"93427\" class=\"wp-image-93427\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1571\" height=\"1600\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/63.A.jpg\" alt=\"Laura Lima, Man=flesh\/Woman=flesh \u2013 Doped,1997. A woman in a white gown, sleeps under the influence of soporific pills in the gallery, her head connected to the wall through a long crochet net. Collection: Instituto Inhotim, Brumadinho. Photo: Eduardo Eckenfels. Courtesy of the artist.\" data-id=\"93426\" class=\"wp-image-93426\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1071\" height=\"1600\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/63.G.jpg\" alt=\"Laura Lima, Puller (Columns), 1998. A man pulls the columns where he is attached to by a special apparatus. Installation view: XI Lyon Biennial, Lyon. Collection: Museu de Arte da Pampulha, Belo Horizonte. MG. Photo: Laura Lima. Courtesy of the artist.\" data-id=\"93429\" class=\"wp-image-93429\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1440\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/63.E-2.jpg\" alt=\"Laura Lima, Gala Chicken, 2004 and 2011. Chickens adorned with colourful feathers attached to their natural feathers using the same technique as in mega-hair. Photo: Cadu d'Oliveira. Installation view: 11th Lyon Biennial, 2011. Courtesy of the artist.\" data-id=\"93428\" class=\"wp-image-93428\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1920\" height=\"1277\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/fuga-1.jpg\" alt=\"Laura Lima, Fuga. Installation view at A Gentil Carioca, Rio de Janeiro, 2008. 50 live birds, food, water, wood and acrylic on canvas. Photo Ana Torres\/ Laura Lima.\" data-id=\"93430\" class=\"wp-image-93430\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"960\" height=\"639\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/Laura-Lima-at-Fondazione-Prada-2018.jpg\" alt=\"Laura Lima at Fondazione Prada 2018. Bird. Installation view at Horse Takes King,\u00a0Fondazione Prada, Milan, 2018.\u00a0 Photo Laura Lima Studio.\" data-id=\"93423\" class=\"wp-image-93423\"\/><\/figure><\/li><li class=\"blocks-gallery-item\"><figure><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1600\" height=\"1600\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/11\/Laura-Lima-portrait-.jpg\" alt=\"Laura Lima\" data-id=\"93424\" class=\"wp-image-93424\"\/><figcaption class=\"blocks-gallery-item__caption\">Laura Lima.<\/figcaption><\/figure><\/li><\/ul><\/figure>\n\n\n\n<p>Hai una laurea in Filosofia. Quando hai deciso di diventare un artista?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Vengo dalla campagna ed \u00e8 molto comune crescere senza avere alcun contatto con l&#8217;arte contemporanea. A 19 anni sono andata a Londra e l\u00ec, per la prima volta, ho visto una mostra. \u00c8 stata un&#8217;esperienza davvero strana, in senso positivo per\u00f2. Nello stesso momento, mio fratello \u2013 a cui ero molto vicino \u2013 stava vivendo un serio problema mentale. A quel tempo studiavo legge, che ho studiato per due anni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella tua citt\u00e0 natale di Governador Valadares?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>No, a Rio, dove mi sono trasferita a 16 anni. Anche se il provenire da Governador Valadares ancora mi caratterizzava, visto che abitavo a Rio solo da tre anni. Stavo attraversando quel momento nella vita in cui bisogna decidere cosa si vuole, e mi sono resa conto che non ero tanto interessata alla legge in s\u00e9, quanto al suo aspetto filosofico. E mio fratello ha senza dubbio rappresentato una pietra miliare in questo processo. All&#8217;improvviso ha cambiato il suo modo di parlare e di ragionare attraverso il linguaggio e i simboli. \u00c8 stato qualcosa di affascinante \u2013 sebbene anche molto spiacevole. Cos\u00ec ho iniziato a studiare Filosofia, perch\u00e9 allora non ero ancora interessata alle Arti Visive. Volevo sapere di pi\u00f9 sulla storia dell&#8217;arte, non tanto nella pratica<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, per\u00f2, frequentavi l&#8217; Escola de Artes Visuais do Parque Lage.<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Esatto. \u00c8 l\u00ec che ho realizzato che amavo fare arte, anche se \u00e8 stato vedere i miei amici passare da un&#8217;opera all&#8217;altra ci\u00f2 che mi ha ispirato maggiormente<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato dunque questo il momento in cui hai deciso di diventare un artista?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Per dirla tutta, in quel periodo ero convinta che avrei finito per impazzire. A causa della malattia di mio fratello, che spesso diceva cose insensate, ho iniziato a interrogarmi sulla mia sanit\u00e0 mentale! Non \u00e8 stato immediato rendersi conto che una persona a te cosi vicina stava cambiando completamente. La persona si sveglia ed \u00e8 qualcun altro, nello stesso corpo per\u00f2. \u00c8 davvero folle. Ecco perch\u00e9 ho iniziato a interessarmi al linguaggio, senza avere ambizioni accademiche, ma cercando di studiare i filosofi che hanno trattato questo argomento, come Wittgenstein. Sebbene l&#8217;abbia fatto in maniera pi\u00f9 leggera, o se vuoi dilettante, mi sono avvicinata anche alla fenomenologia. La mia pratica artistica in qualche modo si legava a tutto ci\u00f2, anche se non voleva essere un&#8217;illustrazione vera e propria. Era tutto insieme, allo stesso tempo.<\/em> Laura Lima: \u00c8 stato dunque questo il momento in cui hai deciso di diventare un artista?<em>Per dirla tutta, in quel periodo ero convinta che avrei finito per impazzire. A causa della malattia di mio fratello, che spesso diceva cose insensate, ho iniziato a interrogarmi sulla mia sanit\u00e0 mentale! Non \u00e8 stato immediato rendersi conto che una persona a te cosi vicina stava cambiando completamente. La persona si sveglia ed \u00e8 qualcun altro, nello stesso corpo per\u00f2. \u00c8 davvero folle. Ecco perch\u00e9 ho iniziato a interessarmi al linguaggio, senza avere ambizioni accademiche, ma cercando di studiare i filosofi che hanno trattato questo argomento, come Wittgenstein. Sebbene l&#8217;abbia fatto in maniera pi\u00f9 leggera, o se vuoi dilettante, mi sono avvicinata anche alla fenomenologia. La mia pratica artistica in qualche modo si legava a tutto ci\u00f2, anche se non voleva essere un&#8217;illustrazione vera e propria. Era tutto insieme, allo stesso tempo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato verso la fine degli anni &#8217;90?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Sebbene gi\u00e0 producessi opere, di fatto sono questi gli anni in cui davvero posso dire di avere unito idee e appunti e di aver iniziato cosi la mia pratica artistica. Avevo 23 anni. In quel momento ho compreso che l&#8217;uomo \u00e8 carne e la donna \u00e8 pure carne.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Puoi dirci di pi\u00f9 riguardo questa equazione, che poi \u00e8 qualcosa che appare nel tuo lavoro sin dal 1995? \u00c8 che un gruppo di lavori che prende forme, diverse come una donna che dorme sotto l&#8217;influenza delle droghe (UOMO = carne\/ DONNA = carne \u2013 Drogata 1997), o un uomo e una donna su un&#8217;amaca (UOMO = carne \/DONNA = carne \u2013 Amaca + Capelli, 1997\/2010), o un ragazzo che cerca di tirare elementi di architettura o colonne o paesaggi (UOMO = carne\/DONNA = carne \u2013 Buttadentro [Colonne], 1998\/1999\/2002).<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>L&#8217;idea nasce da alcuni esercizi di scrittura che facevo a quel tempo, anche se l&#8217;inizio vero e proprio di UOMO = carne\/DONNA = carne risale al 1994, in occasione di una mostra a Ipanema, dove ho deciso di portare una mucca sulla spiaggia. Da quel momento ho sviluppato questo gruppo di lavori. lavori a cui vi prendono parte essere viventi, sia umani che animali, anche se non in modo &#8216;performativo&#8217;.C&#8217;\u00e8 una sottile differenza nell&#8217;utilizzo del verbo &#8216;perfom&#8217; in inglese e in portoghese. Mentre nel primo caso si utilizza in maniera molto libera, nel secondo questo verbo si usa principalmente per indicare un atto artistico. Mi sono anche resa conto che parlavo spesso di materia. La carne \u00e8 materia, sia come cosa che come problema, e dunque, scusate il gioco di parole, \u00e8 questa un&#8217;equazione di problemi. Ho iniziato a dare attenzione alla materialit\u00e0 in s\u00e9, e a sviluppare questo modo di produrre opere, un modo che principalmente consisteva nel parlare con le persone; ma senza fare delle prove. Quando mi rivolgevo a istituzioni e gallerie mettevo bene in chiaro che non volevo che la mia opera fosse esposta soltanto il giorno d&#8217;apertura della mostra. Non era una performance. Anche se includeva persone reali &#8211; come qualcuno che tirava qualcosa, o tagliava, o dormiva -, Il mio lavoro era per me sostanza. Mi guardavano, ero cosi giovane, e probabilmente pensavano che fossi pazza. Ma io insistevo: &#8216;voglio che la mia opera sia esposta dal primo fino all&#8217;ultimo giorno della mostra. Come quella fotografia sul muro, o quella scultura laggi\u00f9. Le mie non sono performance&#8217;. Il pi\u00f9 delle volte mi rispondevano dicendo che non potevano permetterselo, e suggerivano di mostrare un video dopo il vernissage. Ma io insistevo perch\u00e9 la mia opera parlava di materia e dunque non potevo certo inscenarlo in un video. Sono stati momenti divertenti, anche se molto stressanti. Ero determinata e sono felice di questo perch\u00e9 a poco a poco i curatori hanno iniziato a prestare attenzione a ci\u00f2 che stavo facendo.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Che tipo di indicazioni dai a chi partecipa al tuo lavoro? Sei precisa riguardo a ci\u00f2 che vuoi o lasci loro libert\u00e0 di esecuzione?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>La maggior parte dei lavori sono molto semplici, e cos\u00ec sono anche i compiti di chi ne prende parte. Cerco sempre di spiegare loro il concetto essenziale dell&#8217;opera; e proprio perch\u00e9 le persone sono determinanti per il pezzo, finiscono anche per prendersene cura. Mi piace molto lavorare con neofiti della danza o del teatro, perch\u00e9 a differenza di coloro che gi\u00e0 sanno recitare \u00e8 sicuramente pi\u00f9 difficile annullare le loro conoscenze. Se dicessi loro &#8216;per favore, taglia questo mucchio di cose&#8217; farebbero certamente cose che non appartengono al lavoro. Sono molto precisa a riguardo, e non voglio che il lavoro venga alterato in alcun modo. Inoltre, so che se gli attori sono sostanza attiva e si sentono parte del lavoro, il risultato \u00e8 diverso. Le persone sono uniche ed \u00e8 ci\u00f2 che rende unica l&#8217;opera. Per esempio, nell&#8217;opera\u00a0(UOMO = carne\/ DONNA = carne \u2013 Drogata 1997) in cui le donne prendevano una pillola, alcune di loro dormivano per sei ore, mentre altre solo per un paio d&#8217;ore, muovendosi molto per giunta. Alcune sbavavano nel sonno. Un altro esempio potrebbe essere l&#8217;opera in cui le persone dovevano portare paesaggi, colonne o altri elementi architettonici. Alcuni uomini erano molto forti, anche se non lo sembravano. Guardandoli ci si chiedeva come potessero spostare certi elementi che sembravano impossibili da spingere; dicevo loro di provarci, di sudare un pochino, ma soprattutto di respirare. Non mi interessava sfiancarli, anzi l&#8217;indicazione che do \u00e8 quella di portare l&#8217;oggetto prestando sempre attenzione al proprio livello di energia.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Non hai mai preso parte alle tue opere?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Mai.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come lavori con gli animali? Non comunichi con loro attraverso un linguaggio verbale e quindi hai meno controllo. Si tratta quindi di creare una situazione, ma poi lasciare che si apra all&#8217;imprevisto?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Beh, in un certo modo anche gli sono prevedibili. Nella maggior parte dei casi lavoro con animali addomesticati, non selvatici. Ovviamente quando lavoro con loro descrivo l&#8217;opera ai loro proprietari. Credo che possano accadere cose imprevedibili sia con gli animali che con gli essere umani. Nell&#8217;opera dove due uomini uniti da un cappuccio combattono fino allo sfinimento (UOMO = carne\/DONNA = carne \u2013 Marra, 1996), ho capito che dovevo creare un vero e proprio programma per gli uomini che combattevano l&#8217;uno contro l&#8217;altro, senza conoscersi, cercando di evitare che questo assomigliasse a una danza. Ma se devo pensare a qualcosa di imprevedibile che accade con gli animali, non saprei proprio cosa indicare. Me ne sono resa conto osservando il comportamento dei polli nell&#8217;opera Gala Chicken (2004). Ovviamente il pezzo era l\u00ec, con le galline adornate di penne colorate, per ricordare i costumi del carnevale brasiliane. Ma sin dalla prima volta, guardando i polli femmina, mi sono accorta che erano attratte, anche sessualmente, proprio da quelli con le penne colorate. Ho affrontato cosi il discorso del genere, anche se solo come nota marginale. Anche il gallo non voleva nessuna delle galline senza il costume di carnevale. Cercava soltanto le pi\u00f9 appariscenti, Ricordo un&#8217;altra situazione con gli animali piuttosto divertente. \u00c8 successo con una capra al KW a Berlino in una mostra che ho fatto con Jens Hoffmann nel 2001. Stavamo riproducendo alcuni pezzi storici, e io ho scelto l&#8217;opera di Yoko Ono Cut Piece. Prima che potessi dire a Jens che ero grata per avermi invitato ma che non facevo performance, lui mi ha detto di non preoccuparmi, perch\u00e9 si trattava di un progetto curatoriale. Cosi ho deciso di accettare e di sceglierei il pezzo di Yoko Ono perch\u00e9, per quanto sia presente sulla scena, l&#8217;artista \u00e8 piuttosto passiva, mentre aspetta che il pubblico le tagli il vestito. Ho ricreato questo evento, ma al posto di Yoko c&#8217;era una capra con un vestito. Mentre il pubblico arrivava e tagliava il suo vestito, la capra ha iniziato a defecare. Moltissimo. Succedono cose che non si possono controllare, e questa impossibilit\u00e0 di assoluto controllo \u00e8 parte della discussione stessa.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei tuoi ultimi lavori, che \u00e8 stato in mostra alla Fondazione Prada a Milano e recentemente da Luisa Strina, \u00e8 esattamente la ricostruzione di un grande animale, precisamente una scultura che rappresenta un uccello semovente, giusto?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>In realt\u00e0 \u00e8 statico, ma la domanda \u00e8 corretta. Infatti, dopo che la scultura dell&#8217;uccello gigante \u00e8 arrivata sul posto, l&#8217;ho spostata in giro per la stanza per diversi giorni. L&#8217;uccello ha cosi perso alcune piume che sono sparse sul pavimento dando cosi dare l&#8217;idea che l&#8217;opera sia mobile. La mostra alla Fondazione Prada si intitolava &#8216;Cavallo Mangia Re&#8217; e rimandava chiaramente a una mossa nel gioco degli scacchi. Ma quando si gioca non si dice mai &#8216;cavallo mangia re&#8217;, ma &#8216;scacco matto&#8217;, o solo &#8216;scacco&#8217;. La mostra suggerisce una battaglia. La scultura di cui abbiamo appena parlato \u00e8 stata creata in collaborazione con l&#8217;artista Jos\u00e9 Carlos Garcia, che \u00e8 molto bravo in questo tipo di lavori. Anche se non \u00e8 evidente, la geometria \u00e8 un aspetto intrinseco al mio lavoro. In &#8216;Flight&#8217; ho lavorato con dozzine di uccellini in un ambiente con sculture e dipinti. La prima volta che ho pensato a questo lavoro mi trovavo seduta vicino a un bonsai quando \u00e8 arrivato un piccolo uccellino che si \u00e8 posato su una pianta. Guardando questa scena ho pensato subito al concetto di geometria, notando come l&#8217;uccellino sembrasse gigante rispetto al bonsai dove si trovava. Poi, un giorno, dopo aver ricevuto l&#8217;invito per la mostra alla Fondazione Prada, mi sono svegliata e mi sono immaginata un uccello gigante&#8230;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Parlando di collaborazioni con altri artisti, ci puoi raccontare come \u00e8 nata la galleria <a href=\"http:\/\/agentilcarioca.com.br\/en\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">A Gentil Carioca<\/a>, che hai contribuito a fondare?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>\u00c8 successo molto tempo fa, nel 2003. Il Brasile stava attraversando un momento economico piuttosto particolare, non molto diverso da quello che stiamo vivendo ora, anche in termini di importanza che si da alla cultura. A questo riguardo si scherzava con un amico proprio nei giorni scorsi, dicendo come negli ultimi 15 anni \u00e8 come se avessimo vissuto una sorta di &#8216;belle-\u00e9poque&#8217;, in cui abbiamo avuto soldi per fare mostre, soldi per la cultura e cosi via. Ora non ce ne sono pi\u00f9, ed \u00e8 un caso simile a quello del 2003. Gli altri due partner sono Ernesto Neto e Marcio Botner. Marcio \u00e8 un carissimo amico, che ha studiato con me al Parque Lage. Gi\u00e0 allora, nel 1994, mi diceva che sarebbe diventato lui, sebbene fosse un artista, il mio mercante \u2013 usava proprio questa parola, mercante, perch\u00e9 i miei lavori erano &#8216;pazzi&#8217; e nessuno gli avrebbe mai capiti. Ci siamo poi persi di vista; io ho iniziato a lavorare con alcune gallerie a San Paolo, lui si \u00e8 spostato. Un giorno per\u00f2 sono andata a trovarlo nel suo studio, dove ora c&#8217;\u00e8 la galleria. E in maniera molto naturale abbiamo ripreso il discorso riguardo al nostro progetto, senza sapere bene in realt\u00e0 che cosa sarebbe diventato. L&#8217;unica cosa di cui eravamo certi \u00e8 che non volevamo alcun aiuto dal governo. L&#8217;idea che \u00e8 nata era dunque di vendere arte, e con il ricavato, produrre mostre e cosi via. \u00c8 ci\u00f2 che facciamo ancora. Marcio ha poi invitato Ernesto a diventare nostro partner. Eravamo quel genere di artisti che amavano fare progetti indipendenti e collaborare con altri artisti. Per noi \u00e8 sempre stato un progetto molto politico, il fatto di vendere arte era cosa politica.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 interessante che tu abbia menzionato quel periodo buio per il Brasile, ma sembra che ora le cose peggioreranno. In che modo la situazione attuale sta influenzando la tua pratica artistica?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Dico sempre che fare arte \u00e8 un atto politico. Anche quando si sta parlando di storia dell&#8217;arte. Quando un artista \u00e8 nel proprio studio a mischiare colori sta facendo politica, con la storia dell&#8217;arte.<\/em><br><em>Non parlo di politica di per s\u00e9. \u00c8 quindi impossibile non prestare attenzione e non essere toccati da ci\u00f2 che sta accadendo. A seconda dell&#8217;artista e del tipo di ricerca, questo in qualche modo riuscir\u00e0 comunque a compensare la qualit\u00e0 del discorso. Ero con Fernanda Gomes l&#8217;altro giorno e si parlava proprio di come ci sentiamo a questo riguardo. Le ho detto che io non sono depressa, ma arrabbiata, e questo sentimento molto probabilmente apparir\u00e0 in qualche modo nel mio lavoro. Potr\u00f2 spiegare i miei lavori facendo riferimento a cosa stava succedendo politicamente e storicamente nel momento in cui sono stati eseguiti. Ci\u00f2 che sta accadendo ci influenzer\u00e0, magari non necessariamente nlla pratica artistica, ma sicuramente nel nostro modo di essere artisti e di avere una voce. Per quanto riguarda la situazione politica del momento non saprei dire. Ci troviamo in una sorta di sospensione. La calma prima della tempesta.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>A cosa stai lavorando ora?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Avrei dovuto avere una mostra a Rio in Novembre, ma l&#8217;ho cancellata. Non saprei dire ci\u00f2 a cui sto lavorando perch\u00e9 al momento sto pensando a molti progetti diversi&#8230; tra confusione e sospensione! Ho avuto molte mostre all&#8217;estero, e recentemente anche qualcuna qui in Brasile, dopo molto tempo; quest&#8217;anno, in particolare, i miei lavori sono stati esibiti a Piv\u00f4 e alla Pinacoteca. Mi stavo chiedendo se questo momento di incertezza politica nel mio paese cambier\u00e0 ci\u00f2 che mostrer\u00f2 in futuro. Non lo credo, perch\u00e9, in generale, ho sempre tenuto conto della situazione politica globale. <a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2015\/05\/02\/the-new-fondazione-prada-opens-with-a-political-action\/\" target=\"_blank\">Per questo ho deciso di partecipare al progetto &#8216;Slight Agitation&#8217; alla Fondazione Prada, un luogo molto raffinato, che per\u00f2 da voce agli artisti<\/a>. Come ho gi\u00e0 detto, ho voluto &#8216;fare&#8217; una battaglia e intitolare la mostra &#8216;Cavallo mangia Re&#8217;; in un paese di destra credo sia stata una scelta intenzionale. Per me \u00e8 dunque impossibile non pensare alla politica, anche se nel caso della Sharjah Biennial, alla quale parteciper\u00f2 nel 2019, la situazione \u00e8 un po&#8217; diversa, proprio perch\u00e9 ci troveremo in un paese Arabo. La loro cultura, conservativa e millenaria, fa si che tu non possa arrivare e pretendere di sapere ci\u00f2 che \u00e8 meglio. Deve trattarsi di un incontro. Sto quindi facendo un lavoro molto astratto, che consister\u00e0 di pannelli neri che si muoveranno insieme per le strade \u2013 le donne negli Emirati si vestono di nero. Al momento sto considerando le tecniche e i meccanismi di costruzione, magari qualcosa cambier\u00e0 lungo il percorso. Il titolo, Massive Kinship o Promenade, vuole essere molto discreto. Credo che i curatori siano stati coraggiosi a invitarmi, considerando che spesso lavoro con le persone e che in questo caso sarebbe stato piuttosto complicato, perch\u00e9 bisogna separare gli uomini e le donne. Sono per\u00f2 giunta a un lavoro che in qualche modo riesce ad arrivare al punto, senza necessariamente voler dire &#8216;ho ragione&#8217;.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>I tuoi lavori rispondono spesso all&#8217;ambiente in cui si trovano. Come nasce il rapporto tra opera e contesto?<\/p>\n\n\n\n<p>Laura Lima: <em>Se posso, mi piace andare sul posto e vedere con i miei occhi. Alcuni lavori possono essere gi\u00e0 l\u00ec, e quindi mi adatto. Ad esempio, lo scorso marzo ho partecipato con uno dei miei lavori a una collettiva alla Kunsthalle D\u00fcsseldorf, ma non sono andata li personalmente. Abbiamo fatto tutto tramite webcam. Conosco molto bene il lavoro scelto per la mostra e sapevo che sarebbe andato bene. Anche se la maggior parte delle volte preferisco esserci. Una volta che decido con il curatore quale lavoro mostrare, lo adatto al nuovo posto cercando di mantenere la sua essenza. Cosi nuove opere continuano a emergere da altre. So che nel futuro, quando non ci sar\u00f2 pi\u00f9, le persone dovranno studiare il mio lavoro, e adattare lo stesso pezzo in modi differenti. Le persone dovranno visitare lo spazio e immaginarmi l\u00e0.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo il successo della sua mostra alla Fondazione Prada e in preparazione ai vari progetti di cui far\u00e0 parte nel 2019, abbiamo incontrato l&#8217;artista Laura Lima per parlare di arte e politica.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":93424,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1797],"tags":[],"class_list":["post-95458","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-in-dialogue-with"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95458","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95458\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}