{"id":95475,"date":"2019-03-18T14:32:29","date_gmt":"2019-03-18T13:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=94386"},"modified":"2021-06-22T12:16:49","modified_gmt":"2021-06-22T10:16:49","slug":"cleo-fariselli-artista","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/03\/18\/cleo-fariselli-artista\/","title":{"rendered":"Cleo Fariselli, accordi dominanti"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_94394\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94394\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/1-640x961.jpg\" alt=\"Fon Gran Papa III, 2019, gesso ceramico di tipo dentistico, sedimenti di argilla, cm 31 x 26 x 60, foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello\" width=\"640\" height=\"961\"><p class=\"wp-caption-text\">Fon Gran Papa III, dettaglio, 2019, gesso ceramico di tipo dentistico, sedimenti di argilla, cm 31 x 26 x 60, foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p>Cleo Fariselli lavora con gli errori, anche se non si direbbe. Ed \u00e8 questa la scoperta che abbiamo fatto visitando il suo studio, che oggi \u00e8 a Torino, una delle tante &#8216;Berlino&#8217; dell&#8217;Europa mediterranea \u2013 vale a dire una di quelle citt\u00e0 che, al contrario di Londra o Parigi, hanno ancora spazio per gli artisti.<\/p>\n<p>Il discorso riguardo al dualismo tra &#8216;dentro&#8217; e &#8216;fuori&#8217; che suggeriscono le sculture di gesso ceramico dentistico appartenenti alla serie dei &#8216;Gran Papa&#8217; (che in lingua creola significa nonno, antenato) \u00e8 in realt\u00e0 un inganno, probabilmente messo l\u00ec di proposito, per mettere alla prova l&#8217;osservatore e la sua reale motivazione. Noi, manco a dirlo, ci siamo cascati. Vedendo questi busti dal vago sapore d&#8217;accademia, ottenuti con le dita delle mani scavando nel blocco d&#8217;argilla, invece che lavorandoci dall&#8217;esterno, abbiamo pensato che fosse gi\u00e0 tutto l\u00ec, a portata di mano. E abbiamo chiesto la pi\u00f9 ovvia delle conferme: \u00abS\u00ec \u2013 risponde Cleo Fariselli \u2013 il rapporto tra dentro e fuori \u00e8 certamente fondamentale\u00bb. Ma subito aggiunge: \u00abcerco di darmi delle condizioni che, in qualche modo, mi limitino. La vista passa in secondo piano. La scultura nasce dal gesto, dall&#8217;immaginazione, dalla memoria, dall&#8217;istinto. Gli occhi non la controllano. Scopro la figura solo quando \u00e8 ormai compiuta, cio\u00e8 quando colo il gesso nel buco che prima ho creato nell&#8217;argilla\u00bb. Altra domanda inutile, perch\u00e9 ha scelto l&#8217;argilla? \u00abPerch\u00e9 \u00e8 un elemento diretto. Semplice e difficilissimo al tempo stesso\u00bb spiega l&#8217;artista, senza in realt\u00e0 rivelare alcunch\u00e9. Preferisce infatti raccontarci della mostra-performance intitolata &#8216;U.&#8217;, durante la quale Fariselli consegna al pubblico, opportunamente diviso in gruppi e disposto in cerchio, certi piccoli oggetti scultorei. Fariselli qui interroga il modo in cui la nostra percezione di un oggetto cambia a seconda del gesto con cui ci viene presentato. Ed eccoci in un batter di ciglia proiettati nel teatro, che per l&#8217;artista \u00e8 stato un interesse acceso da teorici dell&#8217;anti-sistema come Jerzy Grotowski e Eugenio Barba \u2013 Varsavia compare in lontananza, annunciata da Andr\u00e9 Cadere con le sue barre (il motivo lo rivela l&#8217;immagine che segue). Cominciamo a vederci meglio.<\/p>\n<div id=\"attachment_94393\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94393\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/Cleo-Fariselli_U_01-1-640x961.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"961\"><p class=\"wp-caption-text\">Cleo Fariselli, Senza titolo, dalla serie Sculture impugnate, 2014, stampa inkjet, cm 28 x 42.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_94388\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94388\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/Cleo-Fariselli-Urpe-Daboia-Taipan-Oropel-Petra-Ige-Vlada-Cinna-Nisia-2013-2015-mixed-media-on-ropes-sound-640x307.jpg\" alt=\"Cleo Fariselli, Urpe, Daboia, Taipan, Oropel, Petra, Ige, Vlada, Cinna, Nisia, 2013- 2015, tecnica mista su corda, varie dimensioni \" width=\"640\" height=\"307\"><p class=\"wp-caption-text\">Cleo Fariselli, U<em>rpe, Daboia, Taipan, Oropel, Petra, Ige, Vlada, Cinna, Nisia<\/em>, 2013- 2015, tecnica mista su corda, varie dimensioni. Courtesy of the artist.<\/p><\/div>\n<h4>Il s\u00e9 e l&#8217;errore.<\/h4>\n<p>Non sar\u00e0 che metodi e limitazioni sono espedienti per definire un s\u00e9 freudiano? Facciamo un passo di lato. \u00abLa sostanza che trovo pi\u00f9 interessante \u00e8 quella dove si incontrano pi\u00f9 dimensioni\u00bb annuncia ora Fariselli, che ha studiato all&#8217;Accademia di Brera con il famigerato <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2017\/03\/27\/motel-lucie\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Alberto Garutti, altro &#8216;metodista&#8217; amatissimo dai suoi allievi<\/a>. La tesi con cui si \u00e8 diplomata si intitolava &#8216;Arte come fenomeno naturale&#8217;, ed era un tentativo di vedere l&#8217;arte al di l\u00e0 della prospettiva antropocentrica, \u00abprima che questa prospettiva diventasse una moda\u00bb chiosa Fariselli, aiutandoci cos\u00ec a spiegare perch\u00e9 abbiamo dato del famigerato a Garutti. Pi\u00f9 che l&#8217;uomo, dunque, le interessa lo spazio, e quindi la fisica quantistica, che agli artisti oggi offre straordinari spunti di riflessione. Ma questa volta non ci caschiamo. \u00abForse la fonte di alimentazione principale del mio lavoro \u00e8 la mia esperienza diretta. Non in senso autobiografico \u2013 o diaristico, aggiungiamo -, ma per condividere la fisicit\u00e0 della materia\u00bb. Infatti, della mostra-performance sopra citata non esiste documentazione fotografica. A un certo punto Fariselli ha &#8216;smesso&#8217; di fotografare, e non ha pi\u00f9 ricominciato. \u00abScattavo una sorta di diario visivo, cercando di rivelare quello che mi colpiva. Fotografavo di tutto. Era, appunto, esperienza. Non mi interessava il soggetto in s\u00e9, ma il modo in cui riuscivo a vederlo e coglierne la straordinariet\u00e0. Ma quello che fino a un certo momento \u00e8 stato per me un intensificatore di esperienza a un certo punto si \u00e8 perso nell&#8217;immenso flusso di immagini digitali che la rete versa ogni istante su di noi. L&#8217;atto di documentare mi ha nauseato, e cos\u00ec non ho pi\u00f9 scattato una foto\u00bb. Quello che Fariselli invece oggi cerca di fare \u00e8, piuttosto, \u00aboffrire spunti di auto-indagine e di osservazione della realt\u00e0, che possano essere rivolti anche all&#8217;esterno\u00bb.<\/p>\n<h4>Auto-indagine.<\/h4>\n<p>Concentriamoci sul primo elemento, l&#8217;auto-indagine. Il s\u00e9 di cui parla Fariselli non \u00e8 autobiografico. Il rifiuto di usare il mezzo fotografico in modo diaristico non \u00e8 solo un modo per sfuggire all&#8217;omologazione imposta dai social network, che ormai sanno di noi molto di pi\u00f9 di quello che il dottor Freud avrebbe mai sperato di sapere. Piuttosto, \u00e8 l&#8217;incontro di un limite di natura probabilmente simile a quello che a un certo punto Fariselli ha incontrato nel teatro, o nella musica, che pure l&#8217;artista ha studiato a lungo attraverso i tasti del pianoforte, e forse pi\u00f9 intensamente di altri, essendo lei figlia di uno straordinario compositore &#8211; Patrizio Fariselli. Sono questi gli spazi tra dimensione e dimensione che l&#8217;artista prima scova e poi frequenta, questo il senso delle impronte lasciate dal suo corpo nell&#8217;argilla (dita, orecchie, spalle, seni, natiche). Probabilmente l&#8217;errore di cui parlavamo all&#8217;inizio \u00e8 il limite oltre il quale il mezzo si impossessa del gesto creativo \u2013 il che, non solo per i musicisti, arriva molto prima che si inizi a parlare di virtuosismo. All&#8217;inizio, invece, l&#8217;errore non \u00e8 un problema, anzi, \u00e8 una risorsa. Ecco la scultura &#8216;inversa&#8217; dei Gran Papa, per questo generata escludendo la supervisione della vista.<\/p>\n<div id=\"attachment_94390\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94390\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/35_Cleo-fariselli-20190199-1-640x961.jpg\" alt=\"Fon Gran Papa I, 2019, gesso ceramico di tipo dentistico, sedimenti di argilla, cm 28 x 25 x 64, foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello\" width=\"640\" height=\"961\"><p class=\"wp-caption-text\">Cleo fariselli, <em>Fon Gran Papa I<\/em>, dettaglio, 2019, gesso ceramico di tipo dentistico, sedimenti di argilla, cm 28 x 25 x 64, foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello.<\/p><\/div>\n<h4>Una mostra personale alla Collezione Iannaccone.<\/h4>\n<p>Tra i Gran Papa, quelli esposti nella mostra personale che a Fariselli dedica la <a href=\"https:\/\/www.collezionegiuseppeiannaccone.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Collezione Iannaccone<\/a> (titolo: Hydria) sono i pi\u00f9 profondi, ovvero quelli per cui le mani dell&#8217;artista hanno scavato pi\u00f9 in profondit\u00e0; si chiamano infatti Fon Gran Papa, ovvero &#8216;bisnonni&#8217; in lingua creola. Ne escono immagini pi\u00f9 primitive rispetto a quelle emerse fino a oggi. Il dialogo al buio con il dato fisionomico si spinge alle soglie dell&#8217;aniconico. Errore, dunque, o casualit\u00e0, sono assorbiti nel processo; sono integrati nel metodo. E lo stesso avviene per la pittura, nuovo limite verso il quale Fariselli ha deciso di muovere.<\/p>\n<div id=\"attachment_94391\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94391\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/41_Cleo-fariselli-20190269-1-640x896.jpg\" alt=\"Cleo Fariselli, Torrente, 2019, olio su tavola, cm 60 x 90 (senza cornice) foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello\" width=\"640\" height=\"896\"><p class=\"wp-caption-text\">Cleo Fariselli, <em>Torrente<\/em>, 2019, olio su tavola, cm 60 x 90 (senza cornice)<br \/>foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello.<\/p><\/div>\n<p>I due nuovi dipinti (su tavola) si intitolano &#8216;Torrente&#8217; (il pi\u00f9 piccolo) e &#8216;Paesaggio acquatico con bisce&#8217;. A noi ricordano i delicati tappeti di fogliame di certi dipinti tardo quattrocenteschi, oppure gli arazzi da queste tratti. Il piedistallo girevole sul quale \u00e8 montata una testa cava di gesso, resina e scagliola carpigiana, anch&#8217;essa in mostra, porta i due occhi della scultura quasi all&#8217;altezza di quelli dell&#8217;artista. Per guardare attraverso al foro che le sta sulla nuca bisogna alzarsi in punta di piedi. Il gesto ricorda quello dei bambini che guardano in quei binocoli a monete che a volte si trovano nei punti panoramici di grande richiamo (titolo, Scopio). \u00ab\u00c8 un errore del fabbro \u2013 spiega Fariselli -, la testa cos\u00ec \u00e8 troppo difficile da raggiungere. Va abbassata\u00bb. Poi ci dice che sin da piccola soffre di un disturbo visivo chiamato occhio pigro (ambliopia). In pratica, l&#8217;occhio che vede meglio si sovrappone all&#8217;altro annullandolo. \u00abGuardando attraverso il buco che sta sulla nuca della scultura si vede il mondo un po&#8217; come lo vedo io\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_94392\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94392\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/03\/07__Cleo-fariselli-20190058c-1-640x426.jpg\" alt=\"Cleo Fariselli, Scopio, 2019, gesso, resina epossidica, pigmento micaceo, rivestimento in scagliola carpigiana, acqua distillata, base in ferro, cm 33 x 28 x 25 e cm 55 x 55 x 140 foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello\" width=\"640\" height=\"426\"><p class=\"wp-caption-text\">Cleo Fariselli, <em>Scopio<\/em>, 2019, gesso, resina epossidica, pigmento micaceo, rivestimento in scagliola carpigiana, acqua distillata, base in ferro, cm 33 x 28 x 25 e cm 55 x 55 x 140<br \/>foto: Silvia Mangosio e Luca Vianello.<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova mostra personale prova come Cleo Fariselli sia finalmente pronta a esplorare la pittura, guardando oltre i dualismi (in forza del caso).<\/p>\n","protected":false},"featured_media":94403,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-95475","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95475\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94403"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}