{"id":95480,"date":"2019-04-23T16:51:41","date_gmt":"2019-04-23T14:51:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=94707"},"modified":"2019-11-04T13:14:17","modified_gmt":"2019-11-04T12:14:17","slug":"margherita-moscardini","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/04\/23\/margherita-moscardini\/","title":{"rendered":"Margherita Moscardini, l&#8217;arte sostenibile esiste"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_94716\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94716\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/04\/6-640x357.jpg\" alt=\"Margherita Moscardini, Inventory. The Fountains of Za\u2019atari, 2018, still da video, formato 4k, 31 min. \/ video still, 4k format, 31 min.Il video-documento \u00e8 stato girato in Giordania tra il settembre 2017 e il marzo 2018 \/ The video-documentary was filmed in Jordan between September 2017 and March 2018. Winner Italian Council 2017 MiBAC- DGAAP. Courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma \u00a9 the artist.\" width=\"640\" height=\"357\"><p class=\"wp-caption-text\">Margherita Moscardini, Inventory. The Fountains of Za\u2019atari, 2018, still da video, formato 4k, 31 min. \/ video still, 4k format, 31 min.Il video-documento \u00e8 stato girato in Giordania tra il settembre 2017 e il marzo 2018 \/ The video-documentary was filmed in Jordan between September 2017 and March 2018. Winner Italian Council 2017 MiBAC- DGAAP. Courtesy Fondazione Pastificio Cerere, Roma \u00a9 the artist.<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;<\/p>\n<p>\u00ab Il lavoro [ovvero l&#8217;opera] \u00e8 altrove \u00bb ci dice Margherita Moscardini quando, in visita alla <a href=\"http:\/\/www.collezionemaramotti.org\/en\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Collezione Maramotti<\/a>, proviamo a chiederle di parlarci della componente formale del suo &#8216;lavoro&#8217; sul campo profughi di Za&#8217;atari. Qui, nella Pattern Room della Collezione, e in concomitanza con l&#8217;apertura dell&#8217;edizione 2019 del festival Fotografia Europea di Reggio Emilia, Moscardini presenta infatti per la prima volta una versione completa del &#8216;dispositivo&#8217; (come lo chiama lei) d&#8217;opera. Nel Parco Alcide Cervi (pure a Reggio Emilia) c&#8217;\u00e8 invece la prima fontana. Presto diventer\u00e0 un &#8216;buco&#8217; di extra-territorialit\u00e0 scavato nel comune emiliano \u2013 il primo ad acquisire il &#8216;modello&#8217; di una fontana di Za&#8217;atari, grazie al supporto della Collezione. La burocrazia che porter\u00e0 al riconoscimento ufficiale dello statuto speciale di questo piccolo lembo di terra \u00e8 gi\u00e0 al lavoro. Secondo la mappa di Za&#8217;atari disegnata da Moscardini questa \u00e8 la fontana numero 32. Le &#8216;royalties&#8217; derivanti dalla copia emiliana andranno al suo progettista, Fida&#8217; Khalid Qazaq, che attualmente vive con la famiglia nel distretto 4 del campo, e che quella fontana l&#8217;ha costruita per resistere alla sua minor fortuna &#8211; <a href=\"https:\/\/www.unhcr.org\/7steps\/en\/water\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">per le famiglie di Za&#8217;atari l&#8217;acqua \u00e8 un problema primario<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_94711\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94711\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/04\/10-640x427.jpg\" alt=\"Margherita Moscardini, Mahallat el-Ghouta 94, Block 8, District 4, 2019, marmo \/ marble, 55 x 647 x 420 cm. Parco Alcide Cervi, Reggio Emilia. Progetto The Fountains of Za\u2019atari, Collezione Maramotti. Ph. Andrea Rossetti.\" width=\"640\" height=\"427\"><p class=\"wp-caption-text\">Margherita Moscardini, Mahallat el-Ghouta 94, Block 8, District 4, 2019, marmo \/ marble, 55 x 647 x 420 cm. Parco Alcide Cervi, Reggio Emilia. Progetto The Fountains of Za\u2019atari, Collezione Maramotti. Ph. Andrea Rossetti.<\/p><\/div>\n<h4>Margherita Moscardini, &#8216;Altrove&#8217;.<\/h4>\n<p>&#8216;Altrove&#8217; per Moscardini vuol dire al di l\u00e0 della forma, e questo nonostante la fontana di Reggio sia stata letteralmente capovolta rispetto all&#8217;originale (la vasca della fontana fa da supporto al piano del cortile). \u00ab Per me \u2013 precisa l&#8217;artista &#8211; la forma \u00e8 molto importante. Ma credo che il cuore di questo progetto nello specifico, oltre le sue forme, sia nel suo essere dispositivo, nella sua capacit\u00e0 di agire nel presente, creando uno spazio non soggetto alla sovranit\u00e0 di alcuno stato \u00bb. Ecco l&#8217;altrove di cui parliamo. Sulla parete che corre a sinistra dell&#8217;ingresso della Pattern Room c&#8217;\u00e8, appunto, una grande mappa di Za&#8217;atari e delle sue fontane. Attualmente il campo ospita 80.000 persone, in una citt\u00e0 non citt\u00e0 il cui perimetro \u00e8 segnato dal filo spinato e dai carri armati. Per imprimere l&#8217;immagine sul muro Moscardini ha usato la tecnica dello spolvero, impiegando come pigmento la terra di laggi\u00f9. Vedendo la mappa \u00e8 impossibile per chi ha letto &#8216;Il mio nome \u00e8 rosso&#8217; di Orhan Pamuk non tornare alle fontane di Istanbul, e da l\u00ec saltare a quelle dei &#8216;campi&#8217; veneziani, veri fossili architettonici scampati al cemento. Sulla parete lunga, parallela alle vetrate, c&#8217;\u00e8 invece una rastrelliera dal profilo metallico. La struttura \u00e8 di sapore artigianale. Qui sono allineati i disegni di tutte le fontane di Za&#8217;atari. Sulla parete parallela alla mappa un video che da dimensione visiva al racconto di cui parliamo, cio\u00e8 documenta i vari passaggi del progetto. Di fronte a questo c&#8217;\u00e8 un grande piedistallo, alto come un bambino, tanto grande che potrebbe sostenere un monumento, ma che in questo caso da appoggio a scritti e documenti che raccontano l&#8217;opera d&#8217;arte, la sua struttura mentale, i suoi referenti culturali (Hannah Arendt e Giorgio Agamben sopratutto), e il suo funzionamento<\/p>\n<blockquote><p><em>Le Fontane di Za&#8217;atari&#8217; \u00e8 un dispositivo: 61 modelli di cortili con fontana da vendere a citt\u00e0 europee e istituzioni affinch\u00e9 vengano riprodotte come sculture per spazi pubblici. Le &#8216;royalties&#8217; verranno pagate al designer originale della fontana, e le sculture sul suolo europeo verranno trasformate in oggetti di statuto extraterritoriale.<\/em><br \/>\n<em>Spazi di immunit\u00e0, vuoti di potere, buchi neri sul suolo nazionale?<\/em><br \/>\n(scritta a penna sul piedistallo di cui parliamo).<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_94712\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94712\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/04\/5-640x427.jpg\" alt=\"Margherita Moscardini, The Fountains of Za\u2019atari, Veduta di mostra \/ Exhibition view, Collezione Maramotti, 2019.\" width=\"640\" height=\"427\"><p class=\"wp-caption-text\">Margherita Moscardini, The Fountains of Za\u2019atari, Veduta di mostra \/ Exhibition view, Collezione Maramotti, 2019.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_94715\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-94715\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/04\/4-1-640x426.jpg\" alt=\"Margherita Moscardini, The Fountains of Za\u2019atari, Veduta di mostra \/ Exhibition view, Collezione Maramotti, 2019. Ph. Andrea Rossetti.\" width=\"640\" height=\"426\"><p class=\"wp-caption-text\">Margherita Moscardini, The Fountains of Za\u2019atari, Veduta di mostra \/ Exhibition view, Collezione Maramotti, 2019. Ph. Andrea Rossetti.<\/p><\/div>\n<h4>Pubblico e privato.<\/h4>\n<p>\u00ab Ho iniziato a lavorare su Za&#8217;atari perch\u00e9 ho sentito l&#8217;esigenza di riflettere su questo luogo. Ho riconosciuto i cortili con fontana come sculture. Certo, gli 80000 residenti di Za\u2019atari non sono tutti artisti, ma potrebbero senz&#8217;altro esserlo alcuni di coloro che hanno realizzato i propri cortili con fontana. Io mi limito a commercializzare buchi giuridici sul suolo nazionale, cercando di alimentare l\u2019economia del campo, forzando l\u2019idea che il campo per rifugiati debba essere ripensato come realt\u00e0 urbana destinata a durare. Se diversamente concepito, il campo (non necessariamente quello di Za\u2019atari), pu\u00f2 diventare un modello virtuoso di citt\u00e0 del futuro, magari da esportare. Ogni epoca ha generato i propri modelli urbani, interpretando le esigenze del proprio tempo. Il futuro della nostra civilt\u00e0 \u00e8 lo spostamento di massa. Se i campi sono ripensati come modelli urbani virtuosi, possono diventare un nuovo paradigma politico oltre lo stato-nazione? La mia opera \u00e8 dunque un dispositivo. C&#8217;era una possibilit\u00e0 di soddisfare un&#8217;esigenza e ho semplicemente cercato di coglierla. Come autore, come artista, mettersi al servizio non gi\u00e0 delle arti, ma di un\u2019urgenza di questo tempo, non significa essere meno artista: significa credere che l\u2019arte \u00e8 ancora un progetto enorme, che solo guardando e agendo dentro le urgenze di questo tempo pu\u00f2 affrancarsi dalla propria autoreferenzialit\u00e0 e dai propri miseri schemi, tornando, appunto, a essere quel progetto straordinario che pu\u00f2 muovere le montagne \u00bb.<\/p>\n<p>Secondo l&#8217;Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati i campi profughi vivono in media 17 anni. Il campo per rifugiati di Za\u2019atari \u00e8 stato costituito nel 2012, in un\u2019area quasi desertica al nord della Giordania. Ha accolto una parte dei 6 milioni di siriani che, a causa di una guerra civile tutt&#8217;ora in corso, hanno dovuto lasciarsi tutto alle spalle e scappare all&#8217;estero. Nel 2014 il campo ha raggiunto una popolazione di 150.000 persone, diventando il secondo pi\u00f9 grande al mondo. In quel momento il triste primato andava al campo di Dadaab, in Kenya, dove vivevano 350.000 persone. Oggi Cox&#8217;s Bazar in Bangladesh si parla di un milione di anime di fede musulmana in fuga dall&#8217;esercito del Myanmar.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di cui parla Moscardini \u00e8 l&#8217;Italian Council, ovvero un bando lanciato dal MiBACT nel 2017 per &#8216;valorizzare la creativit\u00e0 contemporanea italiana all&#8217;estero&#8217; attraverso la produzione di opere d&#8217;arte, programmi di residenza, o supportando la partecipazione degli artisti italiani a rassegne internazionali \u2013 rassegne come Documenta a Kassel, o Manifesta&#8217;, precisa il sito del Ministero. La <a href=\"http:\/\/www.pastificiocerere.it\/chi-siamo\/introduzione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Fondazione Pastificio Cerere<\/a> di Roma ha invitato l&#8217;artista a partecipare al bando. L&#8217;opera di Moscardini su Za&#8217;atari \u00e8 dunque l&#8217;effetto di un finanziamento pubblico, e la libert\u00e0 di approccio che si avverte \u00e8 dunque espressione di un&#8217;istituzione democratica, che la compagine privata (in questo caso la Collezione Maramotti) ha virtuosamente contribuito a far risuonare rispondendo a un&#8217;istanza senz&#8217;altro etica, prima che artistica. Ed \u00e8 questa una dimensione dove l&#8217;arte pu\u00f2 ritrovare se stessa e il suo fondamentale &#8216;impegno ad agire, soffrendo il proprio tempo&#8217; (Moscardini). Non gi\u00e0 perch\u00e9 il mercato sia un nemico, o perch\u00e9 l&#8217;arte non possa essere un mestiere. Ma perch\u00e9 l&#8217;arte \u00e8 anche una risorsa sociale, e come ogni risorsa anche l&#8217;arte va rispettata, non spogliata &#8211; come abbiamo sottolineato nei nostri scritti su <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/12\/19\/berenice-olmedo-artista-idealista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Berenice Olmedo<\/a> e sul centro d&#8217;arte fondato da <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/04\/01\/ibrahim-mahama-artista\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ibrahim Mahama a Tamale<\/a>. Altrimenti anche il mercato a un certo punto potrebbe smettere di esistere. Le opere, al contrario dei titoli, sono beni emozionali, esattamente come le persone che le creano (P. Klossowsky, La moneta vivente, 1970).<\/p>\n<div id=\"attachment_94714\" class=\"wp-caption alignnone\" ><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-94714 size-medium\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/04\/MAXXI_Inventory-640x360.jpg\" alt=\"Margherita Moscardini, Inventory. The Fountains of Za\u2019atari, installation View at Fondazione Pastificio Cerere. Photo by Andrea Veneri, Courtesy Fondazione Pastificio Cerere and the artist.\" width=\"640\" height=\"360\"><p class=\"wp-caption-text\">Margherita Moscardini,<em> Inventory. The Fountains of Za\u2019atar<\/em>i, installation View at Fondazione Pastificio Cerere. Photo by Andrea Veneri, Courtesy Fondazione Pastificio Cerere and the artist.<\/p><\/div>\n<h4>Una promessa per il futuro.<\/h4>\n<p>Da Moscardini apprendiamo che a Za&#8217;atari ci sono scuole, moschee, campi sportivi, bancomat mobili, negozi (pi\u00f9 di 3000), e una via ironicamente battezzata Sham-Elys\u00e8es (Sham \u00e8 l\u2019antico nome di Damasco). Lei c&#8217;\u00e8 stata pi\u00f9 volte tra il 2017 e il 2018, grazie alla collaborazione dell&#8217;Ambasciata Italiana ad Amman, in Giordania. Il sistema economico si basa sugli Evoucher, collegati a un conto corrente, dal quale la persona pu\u00f2 prelevare denaro dei sussidi. Ai supermercati del campo si paga con il sistema di riconoscimento dell&#8217;iride. L&#8217;energia elettrica arriva da un enorme campo fotovoltaico. \u00ab Queste citt\u00e0 possono rivelarsi modelli virtuosi di innovazione, anche dal punto di vista tecnologico. Nell&#8217;arco di pochi anni si \u00e8 passati dalla tendopoli ai caravan, e poi alle agglomerazioni di caravan, disposti attorno a uno spazio centrale, com&#8217;\u00e8 tipico nell&#8217;architettura araba \u00bb.<\/p>\n<p>Insieme a Moscardini a Reggio abbiamo la fortuna di incontrare anche Kilian Kleinschmidt, funzionario dell&#8217;UNHCR e coordinarore di Za&#8217;atari tra il 2013 e il 2014. Oggi Kleinschmidt attraverso la piattaforma Switxboard si occupa &#8216;di far incontrare le migliori risorse a disposizione nel mondo con i bisogni dei pi\u00f9 svantaggiati&#8217;. Lo slogan che descrive il progetto non poteva essere pi\u00f9 chiaro. La sua idea di Za&#8217;atari \u00e8 quella di un luogo con straordinarie risorse umane pronte a esprimersi se si \u00e8 in grado di offrire loro le condizioni adatte affinch\u00e9 questo accada. Anche grazie al suo supporto Moscardini \u00e8 riuscita a sviluppare l&#8217;idea delle fontane. Tocchiamo con Kleinschmidt molti argomenti, ma sopratutto ci interroghiamo su come sia possibile permettere anche in situazioni critiche come quelle dei campi profughi le funzioni culturali che caratterizzano le citt\u00e0 &#8216;normali&#8217;. Gi\u00e0, perch\u00e9, come ci fa notate Kleinschmidt, uno dei veri problemi dei campi profughi sparsi in tutto il mondo \u00e8 che per permettere che la vita scorra davvero a un certo punto non basta assicurare beni primari come acqua corrente, cibo ed elettricit\u00e0. Servono forme evolute di interazione sociale, come il commercio, la religione, lo sport o la cultura. Emerge un concetto, riguardo all&#8217;idea di casa, che \u00e8 anche il senso pi\u00f9 profondo delle fontane di Za&#8217;atari (e Reggio). Cosa ne \u00e8 di questa idea quando le persone sono private della possibilit\u00e0 di tornare al luogo a cui appartengono? La casa \u00e8 dentro di noi, dunque, e gli oggetti di cui ci circondiamo (incluse le opere d&#8217;arte) non sono altro che la proiezioni di questa idea. La casa \u00e8 dunque l&#8217;identit\u00e0 entro cui ci riconosciamo, ancorch\u00e9 apolidi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Margherita Moscardini, il Comune di Reggio Emilia e la Collezione Maramotti danno vita alla prima fontana extraterritoriale Europea e riaprono il dibattito sull&#8217;arte pubblica.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":94723,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-95480","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95480","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95480\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/94723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95480"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95480"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95480"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}