{"id":95494,"date":"2019-09-15T22:28:53","date_gmt":"2019-09-15T20:28:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=95207"},"modified":"2020-01-01T16:24:37","modified_gmt":"2020-01-01T15:24:37","slug":"karel-martens-artista-graphic-designer","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2019\/09\/15\/karel-martens-artista-graphic-designer\/","title":{"rendered":"Il &#8216;lavoro libero&#8217; di Karel Martens"},"content":{"rendered":"\n<p>Premessa (doverosa): l&#8217;articolo seguente riguarda l&#8217;artista <a href=\"https:\/\/wilfriedlentz.com\/artists\/karel-martens\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Karel Martens<\/a>, non Karel Martens il grafico. I due caratteri sono incarnati nella stessa persona, ma possono scindersi grazie al cosiddetto &#8220;lavoro libero&#8221;, e ai &#8220;monoprint&#8221;. Noto per aver ispirato la grafica dei libri della casa editrice socialista SUN, negli anni Settanta dei Paesi Bassi, oltre che per la rivista di architettura OASE, l&#8217;artista Martens \u00e8 stato attivo tanto quanto il grafico, e ha prodotto&#8230; &#8220;lavoro libero&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone size-medium wp-image-95215\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"452\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/09\/result-2019-JUNE-24-15-21-59-640x452.jpg\" alt=\"Writer and artist and the artist studio. June 2019\" class=\"wp-image-95215\"\/><figcaption>Writer and artist and the artist studio. June 2019.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">\u201cLavoro libero\u201d?<\/h3>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9, ora dovreste chiedervi, mettiamo \u201clavoro libero\u201d tra virgolette? Ebbene, dovrebbe essere questo un modo, forse un po&#8217; pedante, di sollevare un questione importante, ovvero se il lavoro artistico di Martens debba essere considerato del tutto libero, quantomeno pi\u00f9 libero della sua grafica. <a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"https:\/\/wilfriedlentz.com\/text\/the-office-and-the-orgasm-the-monoprints-of-karel-martens-in-mousse\/\" target=\"_blank\">Nick Currie scrive che Martens lavora su commissione per i clienti<\/a>, ma poi precisa che c&#8217;\u00e8 un parte di lavoro che egli fa per puro piacere. Questo \u00e8, appunto, lavoro libero. Libero in questo contesto significa libero da un&#8217;autorit\u00e0 a cui rispondere, quella di un committente. Questa \u00e8 la condizione di chi non \u00e8 vincolato alla parola del cliente, quella parola che pu\u00f2 e spesso finisce per prevalere nelle decisioni importanti. In che misura dunque l&#8217;arte di Martens \u00e8 libera quando non ha a che fare con questi vincoli? Ovvio, il punto qui non \u00e8 negare il fatto che i monoprint di Martens derivino da quel tipo di libert\u00e0, e di piacere, che caratterizza le attivit\u00e0 che si svolgono al di l\u00e0 del tipico rapporto economico tra cliente e fornitore. Questo tipo di libert\u00e0, nel caso dei monoprint, \u00e8 un dato di fatto. Ma vorremmo piuttosto provare a precisare la questione della libert\u00e0 artistica di Martens attraverso le opere stesse, per fare luce sui diversi modi di controllo \u2013 o di mancanza di controllo &#8211; che si giocano all&#8217;interno dei monoprint, vale a dire composizioni di colore costruite su schede cartacee recuperate qua e l\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone size-medium wp-image-95213\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"392\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/09\/monoprints-640x392.jpg\" alt=\"Karel Martens, monoprints, 2017-18. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam.\" class=\"wp-image-95213\"\/><figcaption>Karel Martens, monoprints, 2017-18. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Cogliere un&#8217;opportunit\u00e0.<\/h3>\n\n\n\n<p>Probabilmente il modo migliore di affrontare la questione \u00e8 partire dello stato di accessibilit\u00e0 dei materiali fisici: ci\u00f2 che \u00e8 a portata di mano \u00e8 anche ci\u00f2 che detta una specifica produzione artistica. Immaginate per un artista quanto sarebbe straordinario, ma anche terrificante, avere accesso a un catalogo infinito di materiali tra cui scegliere gli ingredienti per la sua opera. Per fortuna questo tipo di libert\u00e0 non esiste, e i monoprint di Martens lo possono confermare. Queste opere sono costruite su supporti di recupero, ma sono l\u00ec semplicemente perch\u00e9 Martens ha avuto accesso agli archivi di un ufficio, o perch\u00e9 ha un&#8217;attenzione specifica per ci\u00f2 che viene trascurato. Questo particolare materiale cartaceo si \u00e8 rivelato, piuttosto che essere stato trovato, cos\u00ec come si sono rivelati i pezzi di metallo usati come lastre da stampa che compongono le combinazioni di colori dei monoprint. Attenzione per\u00f2, non vogliamo privare l&#8217;artista del giusto merito di aver creato l&#8217;opera. Ci interessa invece mostrare come il lavoro artistico sia legato a certe opportunit\u00e0, e magari provare a dire che l&#8217;atto creativo di Karel Martens \u00e8 alquanto distante dal tipo di libert\u00e0 di cui gode il pittore che, da clich\u00e9, affida le sue scelte geniali alla tela bianca.<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Efficienza artistica.<\/h3>\n\n\n\n<p><a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"http:\/\/www.eyemagazine.com\/feature\/article\/let-the-object-speak\" target=\"_blank\">Come scrive Robin Kinross a proposito della grafica di Karel Martens<\/a>, il suo merito principale deriva dalla sua particolare abilit\u00e0 di ottenere molto da poco. Allo stesso modo, il suo &#8220;lavoro libero&#8221; indica una sorta di efficienza artistica: da un input limitato (schede cartacee, lastre di metallo trovate in un deposito di rottami, e una vecchia pressa), arriva una produzione di opere d&#8217;arte formalmente potenti, la cui bellezza estetica \u00e8 difficile da non vedere. Come dicevamo, i monoprint di Martens sono un&#8217;opportunit\u00e0 abilmente colta, non soltanto il semplice frutto della libert\u00e0 dell&#8217;artista. Oltretutto, in un&#8217;epoca in cui l&#8217;economia delle risorse \u00e8 diventata un obbligo etico, il talento nel riciclare i materiali trovati pu\u00f2 essere visto come un valore in s\u00e9. Anche nella sfera a cui appartengono le opere d&#8217;arte l&#8217;atteggiamento di accontentarsi di ci\u00f2 che \u00e8 disponibile potrebbe avere rilievo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone size-medium wp-image-95210\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"453\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/09\/Screen-Shot-2019-09-10-at-11.55.33-640x453.jpg\" alt=\"Karel Martens, Monoprint on Newspaper (detail), 1992. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam\" class=\"wp-image-95210\"\/><figcaption>Karel Martens, Monoprint on Newspaper (detail), 1992. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Arte e reimpiego.<\/h3>\n\n\n\n<p>Nell&#8217;architettura antica capita spesso che si riutilizzino parti appartenute ad altri edifici per costruirne di nuovi. \u00c8 il caso, per esempio, dell&#8217;Arco di Costantino a Roma, che incorpora decorazioni e materiali di almeno quattro epoche diverse. O dell&#8217;architettura romanica (<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/12\/17\/what-to-see-in-como-romanesque-architecture\/\" target=\"_blank\">qui io link al nostro saggio sull&#8217;architettura romanica a Como e nel suo territorio)<\/a>. In merito all&#8217;impiego di materiali di riutilizzo, gli storici citano due ragioni principali. Il primo \u00e8 la convenienza: il materiale trovato potrebbe essere pi\u00f9 economico e pi\u00f9 facile da usare. Perch\u00e9 cercare in una cava del marmo nuovo se quel che serve \u00e8 disponibile nelle vicinanze? Il secondo motivo \u00e8 di carattere simbolico: il materiale trovato, specialmente quando si tratta di ornamenti, pu\u00f2 essere incluso negli edifici per inviare messaggi specifici. Gli imperatori romani hanno mostrato le loro conquiste incorporando pezzi degli edifici conquistati in quelli da loro eretti.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone size-medium wp-image-95211\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"444\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/09\/Constantine_arch_datation_en.svg_-640x444.png\" alt=\"Spolia on Constantine Arch. Source: Wikipedia\" class=\"wp-image-95211\"\/><figcaption>Spolia on Constantine Arch. Source: Wikipedia.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Vorremmo proporre una terza ragione all&#8217;impiego dei materiali di recupero, questa volta non necessariamente legati all&#8217;architettura. \u00c8 l&#8217;idea che sta alla base dei monoprint di Martens, ovvero un gioco di opportunit\u00e0, un certo atteggiamento di stravolgere ci\u00f2 che ci arriva per volont\u00e0 del caso allo scopo di creare valore, questa volta sotto forma di opera d&#8217;arte. <a rel=\"noopener noreferrer\" href=\"http:\/\/www.candidejournal.net\/article\/the-architect-as-bricoleur\/\" target=\"_blank\">Ir\u00e9n\u00e9e Scalbert lo chiama atteggiamento del bricoleur<\/a>, una figura che &#8220;\u00e8 sempre immersa in situazioni pratiche, in nessun luogo pi\u00f9 a suo agio che tra il sensibile e l&#8217;intelligibile, tra il terreno e l&#8217;aereo&#8221;. \u00c8 l&#8217;idea pi\u00f9 importante degli artisti efficienti &#8211; quelli che fanno molto con poco e che in qualche modo si oppongono all&#8217;idea degli artisti liberi. Alla fine considerare i monoprint di Martens come il suo lavoro libero \u00e8 in effetti giustificato, ma pu\u00f2 farci dimenticare un aspetto fondamentale del suo lavoro: l&#8217;importanza della sua opera deriva da una mancanza di libert\u00e0 finemente sfruttata.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image alignnone size-medium wp-image-95212\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2019\/09\/KM_Untitled-monoprint_KM2014-0009-640x418.jpg\" alt=\"Karel Martes, monoprint, 2014. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam.\" class=\"wp-image-95212\"\/><figcaption>Karel Martes, monoprint, 2014. Courtesy of Wilfried Lentz Rotterdam.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Karel Martens ha avuto presentazioni personali delle sue opere al Kunstverein M\u00fcnchen, Platform-L Contemporary Art Centre di Seoul, P! New York, il Design Museum di Gand, e la galleria Wilfried Lentz a Rotterdam. Roma Publications, uno dei migliori editori di libri d&#8217;artista in Europa (<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/07\/11\/artist-books-publishers\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">qui il link alla nostra selezione di editori di libri d&#8217;arte<\/a>), ha appena pubblicato una ristampa della famosa monografia di Martens Re-Printed Matter, e ha pubblicato i cataloghi dei suoi monoprint. Studio Team Thursday presenter\u00e0 una mostra di opere di Karel Martens che aprir\u00e0 il 26 settembre a Rotterdam.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per decenni il graphic designer Karel Martens ha prodotto anche opere d&#8217;arte. 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