{"id":95871,"date":"2018-10-19T10:05:45","date_gmt":"2018-10-19T08:05:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?p=93291"},"modified":"2021-06-22T12:42:58","modified_gmt":"2021-06-22T10:42:58","slug":"paris-internationale-edizione-2018","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2018\/10\/19\/paris-internationale-edizione-2018\/","title":{"rendered":"Paris Internationale 2018: una non-fiera-d&#8217;arte"},"content":{"rendered":"\n\t\t<style type=\"text\/css\">\n\t\t\t#gallery-1 {\n\t\t\t\tmargin: auto;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-item {\n\t\t\t\tfloat: left;\n\t\t\t\tmargin-top: 10px;\n\t\t\t\ttext-align: center;\n\t\t\t\twidth: 33%;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 img {\n\t\t\t\tborder: 2px solid #cfcfcf;\n\t\t\t}\n\t\t\t#gallery-1 .gallery-caption {\n\t\t\t\tmargin-left: 0;\n\t\t\t}\n\t\t\t\/* see gallery_shortcode() in wp-includes\/media.php *\/\n\t\t<\/style>\n\t\t<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-95871 gallery-columns-3 gallery-size-thumbnail'><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/img_20181018_1703351-2\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"113\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/IMG_20181018_1703351-1-360x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93307\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93307'>\n\t\t\t\tThe New York Times released in Paris on 16th October 2018. \n\t\t\t\t<\/dd><\/dl><dl class='gallery-item'>\n\t\t\t<dt class='gallery-icon portrait'>\n\t\t\t\t<a href='https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/img_20181018_1640141\/'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"113\" height=\"150\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2018\/10\/IMG_20181018_1640141-360x480.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"\" aria-describedby=\"gallery-1-93311\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/dt>\n\t\t\t\t<dd class='wp-caption-text gallery-caption' id='gallery-1-93311'>\n\t\t\t\tDetail from Veit Laurent Kurz&#8217; installation at Isabella Bortolozzi, Paris Internationale 2018.\n\t\t\t\t<\/dd><\/dl>\n\t\t\t<br style='clear: both' \/>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A Paris Internationale a fare la differenza nel 2018 \u00e8, dietro le quinte, la presenza ancora pi\u00f9 marcato del suo sponsor ufficiale dallo scorso anno, Gucci (del colosso Kering, e quindi, per il mondo dell&#8217;arte, di Monsieur Pinault), che tra l&#8217;altro ha permesso di ridurre il costo degli spazi al punto da rendere la &#8216;cura&#8217; di questa non-fiera pi\u00f9 simile a quella che si potrebbe tenere in un museo, pur rispettando rigorosamente lo scopo commerciale dell&#8217;iniziativa, e garantendo alle gallerie invitate una location anche migliore di quella avuta dall<a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2016\/10\/22\/aaaahhh-calouste-gulbenkian-would-be-proud-of-hosting-such-an-art-fair\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8216;edizione 2016, ovvero l&#8217;ex dimora del collezionista Calouste Gulbenkian<\/a>. Pi\u00f9 che di sponsor, quindi, sarebbe forse sarebbe meglio parlare di partnership, come avranno certo pensato i lettori del New York Times, trovando le copie arrivate a Parigi avvolte in una grande pagina azzurra dedicata alla fiera. Merci Monsieur.<\/p>\n<p>L&#8217;edizione 2018 si tiene nell&#8217;edificio ottocentesco sito al numero 16 di rue Alfred de Vigny, non lontano dal FIAC e da un monumento al collezionismo francese come il Mus\u00e9e Jacquemart-Andr\u00e9. Gli spazi sono dunque quelli di un bel palazzo borghese, che verr\u00e0 interamente restaurato nei prossimi anni, e che dunque non teme di essere rispettosamente invaso dalle gallerie. Quest&#8217;anno sono 42, alle quali si aggiungono 8 spazi nonprofit, selezionati tra oltre 150 candidati. Le gallerie, invece, sono state tutte &#8216;invitate&#8217; dal board, inclusa Isabella Bortolozzi, la prima &#8216;top gallery&#8217; a partecipare a Paris International. Gi\u00e0, perch\u00e9 sin dalla prima edizione Paris Internationale \u00e8 l&#8217;espressione diretta del lavoro dei galleristi stessi, che hanno saputo mettersi d&#8217;accordo scegliendo di non rispondere a un&#8217;istituzione che stesse sopra le loro teste, come invece avviene normalmente per le fiere d&#8217;arte, a partire da FIAC, e passando per Art Basel e TEFAF. E questo, a pensarci, cambia di molto le cose. Pi\u00f9 che una fiera Paris Internationale \u00e8 infatti una comunit\u00e0 di gallerie, che lavorano senza alcun compenso per la manifestazione stessa, e quindi per s\u00e9, cercando di volta in volta di offrire al pubblico una punto di vista sulla creativit\u00e0 contemporanea certo orientato, ma al riparo dal marketing.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 cos\u00ec che quest&#8217;anno per far spazio alle 11 nuove gallerie invitate si \u00e8 dovuto rinunciare a qualche nome, generando qualche malcontento. D&#8217;altro canto, la missione di Paris Internationale \u00e8 chiaramente espressa, ed \u00e8 quella di &#8216;de-costruire&#8217; i codici delle tradizionali fiere d&#8217;arte, &#8216;ancorando&#8217; (termine derivato dalla psicologia?) a un contesto collocato nel centro di Parigi (cos\u00ec sul documento ufficiale: to deconstruct the traditional codes of art fairs by anchoring the project in an outstanding context within Paris\u2019 city center). Normale quindi che ci sia turn over, e che si mischino le carte, cosa che invece non avviene (o avviene solo marginalmente) nelle grandi fiere, dove i punti di snodo sono presidiati dalle grandi potenze e dove le gallerie economicamente, o politicamente, pi\u00f9 deboli vengo incasellate a margini via via sempre pi\u00f9 lontani dal &#8216;centro&#8217;. E a questo punto si pu\u00f2 provare a fare una considerazione. Se \u00e8 vero in una fiera tradizionale le gallerie minori di fatto beneficiano della luce emessa dalle gallerie principali \u00e8 anche vero che negli scorsi anni poco o nulla \u00e8 cambiato nella struttura di questi eventi, dove i grandi rimangono grandi e i piccoli non crescono mai. E cos\u00ec gli artisti altro non possono fare che lasciare la piccola, o media galleria non appena se presenta l&#8217;occasione. &#8216;Cos\u00ec gira il mondo&#8217; qualcuno certo dir\u00e0, ma evidentemente cos\u00ec non \u00e8, altrimenti l&#8217;arte antica varrebbe pi\u00f9 di quella moderna e contemporanea, mentre a parit\u00e0 di qualit\u00e0 e quantit\u00e0 \u00e8 quasi sempre vero il contrario. Quindi, l&#8217;arte invecchia con il proprio pubblico, e sono le generazioni future a scegliere cosa portare con s\u00e9 e cosa, invece, si pu\u00f2 lasciare al passato.<\/p>\n<p>Riguardo agli artisti visti a Paris Internationale edizione 2018 vi rimandiamo alla galleria di immagini che abbiamo pubblicato ieri &#8216;a caldo&#8217; sul nostro account Instagram &#8211; ma vi invitiamo a non fermarvi qui. Non dovremmo aver bisogno di ricordare che i social network sono un eccezionale strumento di ricerca, e siamo quindi certi che i vostri occhi vedranno anche meglio dei nostri. Qui ci basta aggiungere solo un paio di note. La prima \u00e8 che se la pittura \u00e8 regina, la galleria \u00e8 il suo regno. Certe opere avvertono pi\u00f9 di altre il contesto culturale in cui vengono presentate, e creare quello adatto non \u00e8 solo questione di istinto, o di talento. Torniamo al problema psicologico di cui si diceva all&#8217;inizio, quello dell&#8217;anchoring \u2013 oppure accontentiamoci di chiamarla &#8216;moda&#8217;, per l&#8217;ennesima volta. La seconda nota che ci preme segnalare riguarda invece i materiali, ed \u00e8 diretta agli artisti. Non c&#8217;\u00e8 solo il problema della stabilit\u00e0 dei materiale, ma anche quello dell&#8217;invecchiamento. E invecchiare bene \u00e8, per tutti noi, una questione di vitale importanza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Poteva essere un disastro, e invece \u00e8 migliorata anno dopo anno. La quarta edizione di Paris Internationale segna un importante passo avanti nell&#8217;evoluzione di quella che si fa sempre pi\u00f9 fatica a chiamare semplicemente &#8216;fiera d&#8217;arte&#8217;.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":93311,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1796],"tags":[],"class_list":["post-95871","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-mapping-the-artscape"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95871","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/95871\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/93311"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=95871"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=95871"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=95871"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}