{"id":97140,"date":"2020-02-10T18:57:07","date_gmt":"2020-02-10T17:57:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/?post_type=cfa_translations&#038;p=97140"},"modified":"2020-02-12T13:52:45","modified_gmt":"2020-02-12T12:52:45","slug":"hanna-maria-hammari-se-la-natura-porta-altrove","status":"publish","type":"cfa_translations","link":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/it\/2020\/02\/10\/hanna-maria-hammari-se-la-natura-porta-altrove\/","title":{"rendered":"Hanna-Maria Hammari: se la natura porta altrove"},"content":{"rendered":"\n<p>I motivi che ci portano a scrivere del lavoro di Hanna-Maria Hammari sono essenzialmente due. Il primo \u00e8 di natura formale. Siamo stati colpiti dal modo in cui l&#8217;artista riesce a rendere tra loro coerenti materiali a prima vista incompatibili \u2013 e, come vedremo, non si tratta di semplici associazioni. Il secondo motivo \u00e8 invece una questione di personalit\u00e0. Pi\u00f9 che oggetti da contemplare, certe opere di Hanna-Maria Hammari riescono a essere organismi vitali, capaci di adattarsi all&#8217;ambiente. C&#8217;\u00e8 una sorta di ambizione al movimento che porta in s\u00e9 qualcosa di orientale. Una leggenda cinese dice che quando qualcuno chiese al pittore Han Gan perch\u00e9 i suoi cavalli avessero sempre le briglia legate a qualcosa lui rispondeva che i suoi cavalli erano talmente vivi che altrimenti sarebbero scappati dal foglio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/DSC4411_hm-1024x1024.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97137\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Skeleton Ball, 2020. Glazed ceramic, 31,5 x 31,5 x 31,5 cm.\nCourtesy the artist and Deborah Schamoni. Photo: Ulrich Gebert.\n<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Hanna-Maria Hammari \u00e8 nata nel 1986 a Tornio, in Finlandia, e ha studiato scultura alla St\u00e4delschule di Francoforte. Hammari ha iniziato studiando fotografia. Da qui s&#8217;intende il suo interesse per la &#8216;cucina&#8217;, ovvero per la meccanica, o la chimica, che porta all&#8217;opera compiuta. La ceramica, per esempio, \u00e8 arrivata alla Cooper Union di New York, dove pure Hanna-Maria Hammari ha trascorso un periodo formativo. Era il 2016. \u201cLa ceramica ti permettere di fare davvero quel che vuoi\u201d dice l&#8217;artista oggi a questo riguardo, aprendo cos\u00ec una finestra sul suo modo di intendere il medium, che poi ha potuto approfondire una volta tornata &#8216;a casa&#8217; grazie a una serie di fortunate coincidenze. Il punto si chiarisce nell&#8217;affermazione successiva: \u201cPensare a come fare certe cose richiede tanto tempo quando ce ne vuole a metterle in pratica\u201d .<\/p>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Cosa significa imparare un processo?<\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>A una societ\u00e0 che diventa giorno per giorno pi\u00f9 immateriale e meccanizzata molti artisti rispondono affidandosi alle proprie mani, riscoprendo il loro valore; non gi\u00e0 rivendicando il diritto all&#8217;artigianalit\u00e0 o al virtuosismo (piani sui quali con le macchine computerizzate non ha senso competere), ma sposando l&#8217;estetica dell&#8217;inesattezza che viene dal confronto con la materia. Questa cosa ha valore perch\u00e9 l&#8217;ha fatta un uomo. Ne testimonia il genio e il libro arbitrio. <a href=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/2019\/10\/20\/lorenza-longhi-artist-fanta-mln\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Si veda a questo riguardo il nostro scritto su Lorenza Longhi, che pure insite su questo tema fondamentale, anche se da una prospettiva diversa (opens in a new tab)\">Si veda a questo riguardo il nostro scritto su Lorenza Longhi, che pure insite su questo tema fondamentale, anche se da una prospettiva diversa<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/2019-Kraupa-Tuskany-Zeidler65668-photo__def_image-1024x768.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97131\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Untitled, 2020. Glazed ceramic 27 x 33 x 31,5cm. Courtesy the artist and Kraupa-Tuskany Zeidler Photo: def image.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/2019-Kraupa-Tuskany-Zeidler65727-photo__def_image-1024x768.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97132\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Untitled, 2020. Glazed ceramic, 26 x 26.5 x 28.3 cm. Courtesy the artist and Kraupa-Tuskany Zeidler. Photo: def image.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-style-default is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p><em>Ho iniziato studiando fotografia e video. Poi ho cambiato idea, e mi sono mossa verso cose pi\u00f9 tangibili. Credo che il mio passaggio ai materiali analogici sia dipeso dall&#8217;interesse verso i processi produttivi. Mi piace lavorare in studio, e fare ricerca sui materiali. Questo sono le mie radici artistiche. Molte delle mie opere vengono da immagini che ho in mente, Da idee in genre piuttosto vaghe si precisano poi nel processo. Sono i materiali a dirmi dove andare e come continuare. Il significato del lavoro viene da questa interazione. La ceramica mi ha aiutato molto, in quanto processo che ha un inizio e una fine precisa. Grazie alla ceramica ho imparato come completare un lavoro<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>l digitale, invece, ci circonda, ci penetra, estrae dalla nostra esperienza quotidiana informazioni che poi serviranno a generare altre informazioni che verranno probabilmente usate per scopi commerciali, prima che sanitari, sociali o cuturali. Qualcuno \u00e8 addirittura convito che il nuovo capitalismo della sorveglianza finir\u00e0 per annullare l&#8217;identit\u00e0 del singolo, l&#8217;unicit\u00e0 della sua esperienza (Shoshana Zuboff, The age of the surveillance capitalism, 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco che il bisogno di mettere le mani nel processo, la possibilit\u00e0 di determinare il risultato, cos\u00ec come quella di produrre autonomamente diversi esemplari dello stesso oggetto, diventano in s\u00e9 tematiche e valori espressivi di cui l&#8217;opera \u00e8 a sua volta portatrice. Anche con una stampate 3D, in teoria, puoi fare quel che vuoi. Ma per arrivarci devi &#8216;usare&#8217; una macchina, che inevitabilmente ha dei limiti dovuti alla propria natura. Mentre per fare quello che vuoi con l&#8217;argilla devi saper padroneggiare un processo che, per quanto limitato, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 libero, duttile, aperto e migliorabile di una macchina. Ed senz&#8217;altro questo un terreno dove l&#8217;arbitrio umano pu\u00f2 ritrovarsi.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/hm_01-1024x683.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97134\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Installation view, Vapor Snag at Johan, Frankfurt am Main, 2017.\nCourtesy the artist. Photo: Ivan Murzin.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Del resto, queste tematiche stavano gi\u00e0 tutte in uno dei primi lavori di Hanna-Maria Hammari. Vapor Snag, del 2017, \u00e8 qualcosa che sta tra gli scivoli di Carsten H\u00f6ller e un instant classic come The way things go, di Fischli&amp;Weiss. Nella versione di Hammari un uovo rotola lungo un lungo scivolo, che dopo curve, avvitamenti e sali scendi lo fa per finire spiaccicato sul pavimento. Evidentemente si trattava di una studentessa talentuosa e consapevolmente ironica (ironia che per fortuna non si \u00e8 persa). A terra le uova rotte finiscono per esser molte.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/hm_10-994x1024.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97133\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Installation view, Vapor Snag at Johan, Frankfurt am Main, 2017.\nCourtesy the artist. Photo: Ivan Murzin.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><strong>Hanna-Maria Hammari da Kraupa-Tuskany Zeidler e Deborah Schamoni <\/strong><\/h3>\n\n\n\n<p>I lavori presentati nella collettiva da <a href=\"https:\/\/k-t-z.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Kraupa Tuskany Ziedler (opens in a new tab)\">Kraupa Tuskany Ziedler<\/a> sono di natura di versa. Qui la scintilla espressiva sta nella relazione tra ceramiche che potrebbero ricordare caschi, trappole per animali, o cinture di castit\u00e0, e certi tentacoli, anch&#8217;essi di ceramica, ma rivestiti di lattex. I &#8216;rapporti&#8217; cromatici e formali tra i due oggetti sono molto riusciti. L&#8217;uno finisce per essere il rovescio della medaglia dell&#8217;altro, ed \u00e8 una medaglia che piroetta nello spazio (anche se gli oggetti rimangono fermi, sia chiaro). Ci sono plasticit\u00e0 e un sensuale senso dell&#8217;organico, colore e superficie, pieno e vuoto. La densit\u00e0 \u00e8 una variabile su cui l&#8217;occhio \u00e8 chiamato a riflettere.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di quello che abbiamo detto, parleremmo di forme significanti \u2013 ancorch\u00e9 prive di una narrativa propria, o di un significato specifico (ma pensate alla metafora dell&#8217;uovo). E il discorso \u00e8 simile, e possibilmente pi\u00f9 aperto, per le sculture presentate da <a href=\"https:\/\/deborahschamoni.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"Debora Schamoni (opens in a new tab)\">Debora Schamoni<\/a> nella bi-personale con Vera Palme. Le opere di questa serie, esposta per la prima volta nella personale di Hanna-Maria Hammani da LC Queisser a Tbilisi, provano che la poetica di cui dicevamo \u00e8 di fatto una vena aperta, che pu\u00f2 crescere in molte direzione e declinarsi in molti modi. In particolare, questa \u00e8 quella del legno. La testa delle opere \u00e8 mobile, la si pu\u00f2 posizionare a piacere. \u00c8 l&#8217;ambizione al movimento di cui parlavamo. Un piccolo dettaglio, che per\u00f2 molto conta in termini di espressivit\u00e0. Che poi alla fine \u00e8 l&#8217;unica cosa che conta davvero e che nessuna forma di intelligenza non umana pu\u00f2 pensare di produrre autonomamente. Almeno per ora.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/DSC4362b_hm-683x1024.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97135\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, Installation view Double at Deborah Scahmoni, M\u00fcnich, 2020. Courtesy the artist and Deborah Schamoni. Photo: Ulrich Gebert.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>In linea con quanto abbiamo scritto fin ora \u00e8 stato anche il lavoro presentato nel 2019 al Frankfurter Kunstverein. I volumi di ceramica smaltata si arrampicano tra le fronde di una foresta di catene colorate dalla ruggine e dalla mano dell&#8217;artista. C&#8217;\u00e8 per\u00f2 un ulteriore elemento su cui vale la pena riflettere. Qui pi\u00f9 che altrove si nota l&#8217;ambiguit\u00e0 tra figurazione e astrazione in cui Hanna-Maria Hammari preferisce lasciare l&#8217;opera. Sub sublime, questo il titolo dell&#8217;opera, guarda in effetti all&#8217;estetica del sublime e dunque porta alle forze della natura, o del naturale. Ma quella che crea Hanna-Maria Hammari non \u00e8 una natura precisabile. Piuttosto, \u00e8 pura visibilit\u00e0 che dalla natura parte per spingersi altrove. A questo punto le catene non sono catene e la ceramica non \u00e8 ceramica.  Ma cosa sian queste cose non possiamo dire.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/CFA-content\/uploads\/2020\/02\/7Z5A6374_edited-683x1024.jpg\" alt=\"Hanna-Maria Hammari\" class=\"wp-image-97142\"\/><figcaption>Hanna-Maria Hammari, installation view, detail, Sub Sublime at Frankfurter Kunstverein, 2019. Courtesy the artist.<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attraverso materiali e tecniche tradizionali Hanna-Maria Hammari ci porta a riflettere sull&#8217;era del capitalismo della sorveglianza.<\/p>\n","protected":false},"featured_media":97135,"template":"","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1793],"tags":[],"class_list":["post-97140","cfa_translations","type-cfa_translations","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-to-be-discovered"],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97140","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/types\/cfa_translations"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/cfa_translations\/97140\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=97140"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=97140"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.conceptualfinearts.com\/cfa\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=97140"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}